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Libertà e rispetto
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Mi cimento anch’io sul tema dei 150 anni dell’unità d’Italia. Non sono uno storico, ma mi sento legittimato a parlare dell’argomento perché da anni frequento amici friulani che mi parlano di “nazion furlane” e considerano l’Italia come l’ultimo straniero in ordine di tempo che abbia invaso questa mia terra. Alla quale sono legato sentimentalmente per diritto di nascita, ma non allo stesso livello dei miei amici perché, essendo stato espropriato del linguaggio, penso di rappresentare l’esempio vivente di come la cultura e la lingua dei miei avi siano stati snaturati. La Cina sta facendo la stessa cosa con il Tibet, ma lo fa da soli cinquant’anni, mentre con noi friulani lo stato italiano ha avuto tre volte tanto, di tempo, per operare l’annichilimento della nostra lingua e cultura.

In altre parole, mi sento friulano per affinità di indole, carattere e mentalità, ma penso e parlo nella lingua dei dominatori. E non riesco proprio a farne a meno. La mia è solo una testimonianza fra le tante e i napoletani potrebbero raccontare storie simili, così come anche i siciliani e i sardi. Ogni etnia ha le sue idee in merito alla costituzione del regno d’Italia, prima, e della repubblica italiana successivamente. Io, ovviamente, parlo di ciò che è successo nella mia zona.

In questi giorni mi sono documentato e ho appena finito di leggere – a fatica – la “Cuintri storie dal Friul fin tal dì di vué”, scritto niente meno che da due sacerdoti cattolici, Don Giuseppe Marchetti e Don Francesco Placereani, entrambi, ora, ritornati al Padre. La questione, quindi, è annosa e ha visto tempi migliori rispetto ad oggi che è stata dimenticata. Voglio anche premettere che per molti anni ho avuto una particolare repulsione verso la lingua friulana, perché l’associavo alle classi infime della società, quelle che per intenderci frequentano le sagre di paese, con grande consumo di carne, sono fanatiche delle tradizioni e praticano passatempi cruenti come la caccia e la pesca. Inoltre, essendomi per molti anni occupato di uccellagione, ovvero della cattura degli uccelli migratori con reti, ed essendo gli uccellatori tutti friulani veraci che parlavano in friulano, o ladino che dir si voglia, non mi sentivo per niente attratto e invogliato a imparare la loro lingua, che mi ricordava troppo le sevizie e i massacri degli animali, soprattutto piccoli uccelli. Lo stesso Don Placereani era un uccellatore e io gli auguro che la sua anima bruci all’inferno per il resto dell’eternità. L’inferno che lui ha fatto patire agli uccelli quando era in vita. Si chiama Karma e non l’ho inventato io!

Ho fatto non poca fatica a leggere quel libro, scritto ovviamente in friulano, per mancanza d’abitudine e perché, mentre leggevo, dovevo tradurre mentalmente. Un doppio lavoro, insomma. I due autori partono da lontano, da quando queste terre tra l’alto Adriatico e le Alpi Carniche erano abitate dai Celti che, ancora prima di Cristo, ebbero in diverse occasioni contatti con l’impero romano. Se si parla d’impero vuol dire che la politica seguita dai romani era di tipo espansionistico e prevedeva che i Celti cedessero le loro terre e si sottomettessero. Questo valeva per i transalpini ma anche per i cisalpini. Non sempre ne derivavano stragi di autoctoni, perché alle volte si arrivava a compromessi e l’Impero romano è passato alla storia per la sua magnanimità e tolleranza, sia su suolo italico come in Palestina e altrove.

Aquileia non fu fondata dai romani, perché già esisteva ed era naturalmente d’origine celtica. Dopo l’arrivo dei legionari, tutta la pianura friulana fino ai monti fu divisa dagli agrimensori in iugeri, dati poi ai centurioni anziani come mercede per le loro precedenti campagne militari. Gli indigeni dovevano sottomettersi o con le buone o con le cattive. Fu solo l‘inizio!

Nei secoli seguenti, di qui sarebbero passate altre orde di conquistatori, più o meno feroci, più o meno tolleranti. Gli unni di Attila, a dispetto della loro cattiva fama, non furono i peggiori, poiché la palma della ferocia spetta agli ungari. I longobardi, invece,  al loro arrivo fecero fuori le autorità e si sostituirono ad esse, mostrandosi però generosi e non troppo severi con la popolazione.

In tempi a noi più recenti, tra i turchi che vennero più volte solo per fare bottino, i veneziani, che dominarono il Friuli per 376 anni, i francesi, che si dedicarono prevalentemente al saccheggio, e gli austriaci, furono questi ultimi a governare con intelligenza e saggezza, tanto che la gente del posto era ben felice di avere Francesco Giuseppe come imperatore piuttosto che i Dogi di Venezia, assenti e ignavi.

Infatti, mentre il resto d’Italia fu conquistato dai piemontesi nel 1861, in Friuli i sabaudi arrivarono cinque anni più tardi, nel 1866 e non dappertutto, poiché le terre al di là del fiume Judrio, comprendenti Gorizia e la Venezia Giulia, entrarono a far parte del regno d’Italia solo nel 1919, a guerra finita. Gli italiani s’impossessarono del Friuli non a causa di superiorità militare, ma perché gli austriaci dovettero cedere il campo per le sconfitte subite con la Prussia.

Il lavoro di unificazione dell’Italia fu fatto, com’è notorio, dalla massoneria. Il clero friulano se n’era accorto (quando arrivarono i piemontesi molti sacerdoti fecero suonare la campane a morto) e si sentivano più affini agli austriaci, cattolici convinti, che non ai garibaldini, ai mazziniani e ad altri patrioti che osavano attaccare la chiesa cattolica (breccia di Porta Pia) addirittura nella sua capitale secolare, Roma. Ci fu un vescovo friulano, monsignor Casasola, che fu picchiato dalle squadracce fasciste ante litteram dei patrioti italiani. Dopo di che, tutti i vescovi messi a comandare la diocesi di Udine vennero da fuori regione. Evidentemente, la “real politik” del Vaticano, a un certo punto, consigliava in tal senso. Del resto, il segreto di tanta longevità, da parte della Chiesa, sta proprio nel sapersi adattare ai nuovi eventi. E così la Chiesa si mise dalla parte del più forte, le messe in friulano furono proibite e tutti gli scrittori e i poeti, appartenenti alle classi benestanti, che ancora si azzardavano a scrivere in lingua friulana, furono boicottati mentre, per converso, i filoitaliani ebbero la carriera facilitata e le loro opere ampiamente stampate e divulgate.

Ma a dare la mazzata finale all’etnia friulana fu la scuola statale. Si cominciò quasi subito, facendo venire da fuori regione maestri di lingua italiana e ai bambini era vietato esprimersi nell’idioma materno. Tale operazione ebbe inizio già alla fine dell’Ottocento e proseguì sotto il Fascismo. Nel 1975 fu pubblicato il libro di Sergio Salvi intitolato “Le lingue tagliate”, un’opera fondamentale che metteva in evidenza tutto il sistematico lavoro di cancellazione dei dialetti locali. Purtroppo, il danno era già stato fatto ed io ne sono l’esempio vivente, insieme a quelli della mia generazione. Come aneddoto personale posso dire che nel 1920 i miei nonni materni vennero in Friuli e insegnarono nelle scuole rurali per i successivi quarant’anni, contribuendo a cancellare la lingua del posto. Probabilmente avevano delle agevolazioni e uno stipendio più alto, come avviene anche al giorno d’oggi nel caso degli insegnanti disposti a trasferirsi in scuole di montagna o nelle ex colonie di Etiopia e Somalia. Lui, il nonno, veniva dalle Marche, lei dalla Lombardia ed entrambi erano iscritti al partito fascista, altrimenti non lavoravano.

Posso immaginare quante bacchettate diedero a generazioni di figli di contadini quando  sbagliavano la pronuncia o commettevano errori d’ortografia. A quell’epoca si usava così e se un bambino prendeva qualche scapaccione, i suoi genitori andavano a scusarsi e approvavano la severità dell’insegnante, come ancora oggi fanno i giapponesi. Nonostante la grande importanza riconosciuta dal ministero dell’istruzione nello schiacciare le lingue minoritarie, la scuola era così povera che d’inverno i bambini dovevano portare le fascine di legna da ardere da casa, se volevano passare qualche ora al caldo in classe. Sussidi didattici ce n’erano pochini. E questo ci riporta all’epoca attuale, con questa crisi economica in cui per i servizi sociali mancano i soldi, mentre per le spese militari non mancano mai. Anche nel Novecento il denaro pubblico veniva dirottato verso imprese militari, piuttosto che per ospedali e servizi ai cittadini. Oggi, nonostante la crisi, l’esercito gode della solita floridezza di contributi statali, aerei militari non ben identificati irrorano a tutto spiano sostanze sospette, volando sulle nostre teste e ci possiamo pure permettere missioni all’estero. Di pace, naturalmente.

Ci possiamo anche permettere opere faraoniche incentrate sulla filosofia della dinamicità, del progresso e della velocità, neanche fosse ancora vivo Filippo Tommaso Marinetti e i suoi futuristi. Con la differenza che questi ultimi, suggestionati dai romanzi di Giulio Verne, immaginavano un futuro roseo basato sulla potenza della macchina, mentre noi oggi, la potenza della macchina, l’abbiamo provata e abbiamo visto che è dannosa e pericolosa. Alienante e disumanizzante. Oggi cantano altre sirene, ma ci ammaliano con storie simili a quelle che venivano raccontate ai soldati di leva, per indurli a combattere, e ai civili nelle retrovie, per indurli a seguire le istruzioni del governo.

Oggi appare sempre più chiaro che l’inettitudine e la corruzione della classe politica è programmata. Si tende ad aumentare il disgusto nei cittadini verso gli attuali finti governanti, così che la gente accoglierà con entusiasmo l’avvento del nuovo ordine mondiale, da tanto nauseata qual è di formazioni politiche ottocentesche, Destra, Sinistra e Centro, tutte devote ai padroni occulti e tutte destinate a lasciare il posto all’oligarchia prossima ventura. I massoni che fecero l’Italia, hanno appena finito di fare l’Europa e faranno il Mondo. E’ nella loro agenda. Dopo di che, se vorranno prendersi anche la galassia, che facciano pure! Se avranno i mezzi per farlo.

In questo scenario, nel pieno della crisi del Comunismo (giacché i fascisti hanno sempre goduto di ottima salute), nasce la Lega Nord, massima espressione di quel tentativo nostalgico di recuperare le culture e le lingue locali. Sia chiaro, la rivalutazione dei particolarismi territoriali, a dispetto di ciò che afferma la Sinistra, è sacrosanta, peccato che la Lega Nord sia favorevole al nucleare, abbia spiccate tendenze xenofobe e faccia presa sulla parte più retriva degli italiani. Bergamo e Brescia, capitali, soprattutto quest’ultima, della caccia sono infatti le zone a maggioranza leghista. L’ultima trovata in ordine di tempo è questa:

http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=154809&sez=NORDEST

http://www.corriere.it/animali/11_luglio_03/banchetto-con-carne-orso-bloccato-dai-nas_e6c1d7ae-a56c-11e0-980c-35d723c25df8.shtml

Come è successo anni fa nella zona di Capoterra (CA), dove il partito dei bracconieri si era presentato alle elezioni per reintrodurre la tradizionale caccia ai tordi con i lacci, così la Lega Nord del Trentino ha fatto sue le stolte preoccupazioni dei bifolchi più ignoranti che si sentono insicuri a passeggiare in montagna, sapendo che alcuni orsi sono stati reintrodotti con una decisione secondo loro calata dall’alto.

Così, negli stessi giorni in cui un’altra decisione calata dall’alto, il treno veloce della Val di Susa, mostra tutta l’arroganza del Potere a discapito degli abitanti, la Lega Nord ha pensato bene di offrire carne d’orso ai propri iscritti, con la differenza che un treno veloce danneggia sul serio la salute e la qualità della vita delle persone, mentre qualche orso in libertà nelle sue ataviche terre non fa male a nessuno, essendo una specie selvatica che si tiene alla larga dagli esseri umani, come l’istinto le suggerisce di fare. Le tesi demenziali dei montanari leghisti arrivano al punto di parlare di prevenzione, cioè di osteggiare il ripopolamento di orsi prima che ci scappi il morto e di portare come prova dell’incompatibilità della sua esistenza in Trentino l’eccessiva antropizzazione del territorio. E’ come il gatto che si morde la coda: siccome ci sono troppi esseri umani, non c’è posto per le altre specie. Via di questo passo, siccome noi bianchi siamo poco prolifici mentre gli africani mettono al mondo nidiate di figli, dobbiamo impedire l’arrivo dei migranti dall’Africa. Oltretutto, è decisamente falso che il territorio sia troppo antropizzato, poiché i boschi di montagna stanno in realtà ricolonizzando i loro antichi territori e gli esseri umani tendono a vivere in città, abbandonando i villaggi montani. Basta andare in Carnia a vedere come in pochi decenni di migrazione (nostra, stavolta) i paesetti si siano spopolati.

Mi dispiace parecchio che la questione del recupero e della salvaguardia delle lingue minoritarie sia stata presa in mano dalla Lega Nord, perché per tutto il resto si sta rivelando un partito esecrabile e mi viene in mente che è stato proprio il ministro Maroni ad autorizzare l’installazione dei body-scanner negli aeroporti, con la scusa della lotta al terrorismo, dimenticando che i veri terroristi sono da ricercare tra i servizi segreti occidentali, che agiscono nell’ombra e contro i quali non c’è scampo. Per tacere del fatto che la Lega, dopo aver usato lo slogan “Padroni a casa nostra”, in contrapposizione al potere centrale del governo italiano, abbia abbandonato i valsusini al loro destino, proprio nel momento in cui essi volevano essere padroni a casa loro e decidere se accettare o meno l’alta velocità. Ma questo è successo in seguito all’entrata nel Palazzo del potere romano, da parte del primo eletto, Bossi, che fu soprannominato “Il senatur”. A partire da quel momento, com’era logico aspettarsi, i compromessi non si contarono più. E’ per questa ragione che quando sorsero le prime Liste Verdi ci fu un acceso dibattito sull’opportunità di presentarsi anche alle elezioni politiche oltre a quelle degli enti locali. Alla fine vinsero quelli dell’entrata in parlamento a tutti i costi e abbiamo visto che fine abbiano fatto i Verdi.

Credo che della Lega Nord si possa dire ciò che si dice di David Icke: si tratta di un partito “gatekeeper”. Lo abbiamo visto anche nel caso di Julian Assange. Entrambi ricevono informazioni dai servizi segreti e aiuti di ogni genere per divulgarle, di modo che la gente venga messa al corrente di retroscena di scarsa rilevanza, ininfluenti, mentre i segreti più scottanti e forieri di nocività per la popolazione vengono meticolosamente occultati, allontanando i sospetti da essi. Nel caso di Icke e dei suoi rettiliani, si porta a fare di tutta l’erba un fascio e come per una persona mediamente dotata di buon senso la storia dei rettiliani è semplicemente ridicola, così, per la stessa persona, anche tutto il resto lo sarà. E verrà respinto in blocco. Tra le cose respinte dall’uomo medio ci saranno anche le scie chimiche e l’instaurazione del nuovo ordine mondiale, entrambi fenomeni reali, ma che per il momento non devono venire allo scoperto, altrimenti la gente potrebbe adottare delle contromisure o opporre qualche resistenza ai piani degli Illuminati, ancora in fase di preparazione.

Quando la gente avrà gli occhi aperti sulle scie chimiche e sul proposito dell’élite di instaurare la dittatura mondiale, sarà troppo tardi. In questo senso, un partito come la Lega Nord che parla di culture e lingue locali e si mette a mangiare carne d’orso e a manifestare anacronistico razzismo contro gli stranieri, non fa che generare disgusto nelle persone colte, dando alla Sinistra il pretesto per accusarla d’essere un partito fascista, mentre la salvaguardia dei patrimoni culturali e linguistici è semmai un tema di Sinistra, se ha ancora senso parlare in questi termini di dualismo ingannatore.

Mi ricordo che i Verdi delle origini, nella seconda metà degli anni Ottanta, parlavano di Bioregioni o di Macroregioni e quindi l’ipotesi di strutture più a misura di cittadino, insieme alla tendenza a disgregare lo stato italiano, erano già in atto quella volta, nelle discussioni degli ecologisti politicizzati. I quali sono caduti nel vuoto della sterile politica, mentre la Lega Nord, che sta strumentalizzando tale tematica, prima o poi cederà il passo al nuovo ordine mondiale, come si conviene ai servitori obbedienti. Anche quelli che apparentemente si fondano su ideologie contrarie al governo mondiale. Quando la Lega Nord sarà spazzata via insieme a tutti i partiti e i governi nazionali, i seguaci di Bossi saranno doppiamente delusi e imbrogliati.

Intanto, da un fascismo all’altro, i leghisti si pappano gli orsi. O almeno ci provano. Io mi auguro che l’orso gli vada di traverso, come pure le salsicce, e che la gente si accorga di che gentaglia sta votando e da cui si fa rappresentare: zotici. Non è pensabile, né statisticamente plausibile, che tutti gli elettori leghisti siano tali. I miei amici friulani, per esempio, non lo sono per niente. Ma sono anzi persone garbate, nonché devotamente innamorate della loro terra. Che è anche la mia.

 

10 Commenti a “150 anni di dominazione”

  • Rita:

    Sig:Duria, le confido una cosa: quando nella cronaca leggo di due cacciatori che si sparano a vicenda, per errore, io gongolo come una matta. So bene che non si deve fare, che è peccato, etc., ma non m’importa; che Dio mi perdoni, ma è un pezzo di m..da in meno sulla terra…

  • Sono in molti, sul Gazzettino, a esprimere apprezzamento per la morte violenta dei cacciatori e qualche volta, se i toni non sono eccessivi, la Redazione perfino glielo pubblica, suscitando le ire dei diretti interessati, che su un giornale di provincia non mancano.
    Personalmente, evito di gioire della morte dei cacciatori: è una regola che mi sono dato, ma ultimamente il Gazzettino mi censura lo stesso, non so in base a quali criteri. Forse vanno a periodi, ma se la cosa dovesse continuare, dovrò dedurre che gli è stato intimato di censurarmi (non vorrei però darmi troppe arie). Vedremo.
    Riguardo alla Lega, ultimamente sta dando il peggio di se stessa e lo si era capito fin dall’inizio, dove sarebbe andata a parare, dalla volgarità delle espressioni del suo leader storico. Paradossalmente, c’è uno strato di popolazione italiana che apprezza tali esternazioni, con tutta la filosofia grezza e laida che sta dietro. La lega per me è un segnale del declino dell’umanità. Poveretti! E non se ne rendono conto.

  • Ezio:

    Sig. Duria, sono un ex militante della Lega che dalle prossime votazioni non voterà piu’ nessuno, non condivido tutte le sue affermazioni a riguardo della lega, una il particolare e mi spiego meglio, se poi vorrà reputarmi un razzista tanto meglio, personalmente potrei dire questo di lei a riguardo delle affermazioni che ha fatto su quelli che hanno invaso la sua terra. Quello che sta succedendo in Italia in fatto di immigrazione è una “invasione” programmata dall’alto e nulla di diverso, tutti quelli che sbarcano a Lampedusa non sono morti di fame, quelli rimangono nelle loro terre a morire veramente di fame, sono ben equipaggiati con telefonino e sigarette e sono mantenuti da tutti gli italiani, anche quelli che stentano ad arrivare a fine mese.Di fronte a questo mi sento in dovere di appoggiare qualsisi partito che sia veramente intenzionato a ricacciarli al loro paese, anche a cannonate e la lega non è certamente disposta a fare questo, anche lei schiava del padrone massonico. Ogni essere umano dal punto di vista fisico è un animale che ha bisogno di acqua, cibo e spazio per sopravvivere e, secondo stati statistici non politicizzati , noi stiamo superando il limite massimo ammissibile per la nostra superficie terrestre, confronti i nostri dati , abitanti/kmq ., con la vicina Francia e vedrà la differenza. Nel passato qualcuno ha parlato di inquinamento asfalto/cemento affermando che : la pioggia secondo loro è attirata dalle piante, quando la superficie asfalto/cemento supera una certa soglia rispetto alla superficie coperta da alberi la pioggia diminuisce progressivamente fino a che la terra diventa deserto, e, per dimostrare hanno preso una parte terminale del Sahara e hanno seminato una piccola superficie con diverse piante provvedendo ad bagnarle periodicamente per diversi anni con autobotti di acqua. Quando le piante sono cresciute hanno smesso di innaffiarle e hanno constatato che negli anni successivi in quella zona la pioggia scendeva, le piante continuavano a crescere mentre nel resto del deserto la pioggia non scendeva mai.
    Non sono un contadino ma un semplice osservatore della natura (i miei giorni di riposo li ho sempre passati a cavallo nelle zone collinari disabitae della mia zona, Canavese,Piemonte) e ho notato diverse variazioni della natura (ho incontrato diversi cinghiali ma non ho mai avuto nessun problema con loro e tutte le altre bestie, con gli umani qualche volta sì). Cito solo questo : quest’anno ha piovuto e nevicato ma tutte le foglie cadute nello scorso inverno NON sono marcite ma sono tuttora belle secche, prima non si era mai verificato, sarà un caso ?
    Cordiali saluti, uno che se dovesse sopravvivere con gli animali che si sente di uccidere, dovrebbe mangiare solo mosche e zanzare, di carne comunque ne mangio pochissima e sto cercando di riuscire a smettere del tutto trovando una valida alternativa vegetale.

    • Daniele:

      se dovessero rimandare in italia a calci in culo tutti gli italiani di germania francia svizzera olanda inghilterra danimarca australia stati uniti argentina brasile giappone cina libia forse preferiresti cosi, perche’ non ti interessa molto stare stretto, sembra piu’ importante per te non stare con i negri e questo si capisce, anche se non si capisce un cazzo del resto.

      • Ezio:

        Constato che la sua ignoranza in materia è superiore alla mia, ricordo che gli italiani che emigravano in America erano bloccati per quaranta giorni sul molo di New Jork in attesa sia di un lavoro sia che quelli non sani avessero il tempo di autoestinguersi. Il dato di fatto è che in quel periodo (anni 20-30 in Italia c’erano meno di 25 milioni di abitanti, oggi siamo sui 60 milioni) gli italiani andavano in cerca di lavoro dove in seguito alla rivoluzione industriale c’era effettiva carenza di manodopera, oggi abbiamo un paese purtroppo pieno di disoccupati ITALIANI e quindi non vedo la necessità di aumentare questo numero con gente che arriva da fuori. Al di sopra di tutti qli esami reali della situazione in cui siamo esiste un potere mondiale , banche e massoneria, che decide di che morte dobbiamo morire e quando ,noi tutti, io e lei compreso siamo solo dei “numeri” e niente di piu’.

  • Salve Ezio! Ciò che lei dice è giusto. Nello stesso modo in cui i miei amici friulani ragionano in termini di “nostro Friuli”, altri potrebbero ragionare in termini di “nostra Italia” (c’è anche un’associazione, con le due parole invertite), altri ancora potrebbero ragionare in termini di “nostra Europa” e perfino si potrebbe arrivare a dire “nostro mondo”. Si tratta di vedere se stiamo usando un aggettivo possessivo o cosa. E fino a che punto, possessivo?
    Io non posseggo nulla se non la mia pelle: vedi Curzio Malaparte che diceva essere la nostra pelle la sola e unica patria. Dunque, gli sbarchi a Lampedusa possono essere visti come un’invasione (Oriana Fallaci) o come la visita di fratelli (cattolici fondamentalisti) e reagire in modi diametralmente opposti. Respingendoli nel primo caso o accogliendoli nel secondo. Personalmente, e vigliaccamente, il fenomeno non mi tange, fintanto che quelle truppe di africani non vengono a insediarsi nel mio giardino, magari senza permesso. In tal caso dovrei correre ai ripari. C’è un limite, da qualche parte, ma frastornato come sono (e come sono tutti) non so francamente dov’è.
    Io dovrei schierarmi dalla parte di Irene Pivetti (quella del remo in testa ai clandestini sulla battigia), perché l’arrivo di africani porterà a un livellamento verso il basso. Vedasi il cibo Halal con montoni assassinati senza anestesia. Insomma, gli arabi non mi sono simpatici, i cristiani non mi sono simpatici e i leghisti, specie adesso che si mettono a mangiare orsi (il mio animale totemico) meno che mai.
    Si chiederà: ma allora, chi le è simpatico? Ecco, facciamo prima a dire chi mi è simpatico. Credo tutte le persone oneste che non infieriscono sui deboli, animali in primis. Tutti gli altri sono tracotanti e prepotenti e quindi condannabili. Lei, per esempio, disposto a mangiare mosche e zanzare per non dover uccidere animali più grossi, mi è simpatico!
    Un saluto da Freeanimals

  • Georg:

    L’italia è uno scherzo della storia, un cancro, un bubbone purulento, uno strumento di oppressione dei popoli e di dominio dell’elite globale della City di Londra.

    Prima si squaglia meglio è.

  • Tristano:

    @Georg
    quoto tutto con profonda convinzione. Ma non parlerei di italia quanto di italiani. Per il resto è perfetto.

  • TK:

    salve, Roberto D. :
    apprezzo i tuoi post e mi fai sempre sentire in colpa per mangiar carne..hehe

    però giusto una precisazione: i leghisti mangia orsi sono dei pagliacci che non rappresentano i leghisti…sono solo dei pagliacci…..e pure idioti visto che non sono neanche riusciti a mangiarlo.

  • martin:

    Interesante articolo,con molte verita peccato che c’èsempre gente che si attaca a qualsiasi argomento per opinare senza conoscenze come Ezio,al quale come inmigrato li posso garantire che non tutti quelli che arrivano qui sono come lei sostiene,c’è chi come me si fa il maso per campare degnamente,non spacio,non trufo e pago regolarmente le tasse ,se questo per Lei rapresenta il bravo citadino,( al contrario forse di qualche suo compaesano),e guardi caso sono venuto qui alla stessa eta che il mio nono era andato nel mio paese,la Vita è cosi,una ruota,a volte si sta su a volte sciu,lo importante è il rispeto ( sia per gli orsi che qualcuno si mangia,che per gli esseri umani).
    saliti.

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