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“S’i fosse foco, arderei lo mondo; s’i fosse vento, lo tempesterei; s’i fosse acqua, i’ l’annegherei; s’i fosse Dio, mandereil’ en profondo; s’i fosse papa, allor serei giocondo, che tutti cristiani imbrigarei; s’i fosse imperador, ben lo farei, a tutti tagliarei lo capo a tondo”

 

Cecco Angiolieri

 

 

 

Qualcuno mi spieghi, di grazia, perché voi terrestri avete il brutto vizio di tagliare la testa alla gente! L’ultima notizia raccapricciante di questo tenore, giunta agli orrori della cronaca, è di pochi giorni fa ed è successa in Sicilia. La testa mozzata di un cane è stata fatta ritrovare sulla porta di qualcuno, a mo’ di avvertimento [1].

Non è la prima volta che si decapita un animale per mandare un segnale a un umano. Lo avevamo già visto nel film “Il padrino”, dove una testa di cavallo viene fatta trovare addirittura sotto le lenzuola di un uomo. Deve aver avuto il sonno molto pesante quel tipo!

A un signore elvetico amante della natura, che si era trasferito in un podere, in Sardegna, una mattina fu fatta trovare la testa del suo asinello, infilzata su una staccionata. Qualche vicino non gradiva la sua presenza e voleva convincerlo a tornarsene in Svizzera. In fondo, anche gli svizzeri sono extracomunitari. All’ex direttore del parco nazionale d’Abruzzo, Franco Tassi, hanno fatto trovare la testa di un orso, sulla porta dell’ufficio, a testimonianza del fatto che nessuno può fermare i bracconieri.

Nei secoli passati, decapitare i nemici ed esporre le loro teste sui merli della città, sulle picche o in altri luoghi esposti al pubblico, era prassi normale. Orde barbariche come gli Sciti amavano legare le teste mozzate dei nemici ai lati della cavalcatura e ricordo di aver visto un film in cui degli uomini giocavano a calcio con una testa. Mi pare fosse uno di quei truculenti western anni Settanta e che i giocatori fossero messicani.

Da una parte all’altra del mondo, a ogni latitudine e presso culture le più disparate, massima punizione per il reo consisteva, in passato, proprio nella decapitazione e re, papi e imperatori hanno sempre abbondantemente usufruito di tale metodo per liberarsi degli oppositori. Se il reato era particolarmente grave, prima della testa venivano tagliate altre appendici e Giovanni Battista deve ringraziare le aggraziate movenze di una danzatrice per aver perso la sua. Al giorno d’oggi le esecuzioni capitali si fanno in altri modi, meno appariscenti e con minor spargimento di sangue, ma fino al 1981 la Francia, patria della ghigliottina, usava proprio quel sistema per eliminare i colpevoli, anche se l’ultima esecuzione capitale si tenne a Marsiglia nel 1977. C’erano dei detenuti in attesa della condanna che si facevano tatuare una fila di puntini sul collo, tutto in giro in giro, a volte con la scritta: “Tagliare lungo la linea tratteggiata”. Non si può dire che mancassero di senso dell’umorismo!

C’è una leggenda secondo cui un gruppo di banditi fu catturato e condannato alla decapitazione. Il loro capo chiese di essere giustiziato per primo e fece una strana richiesta. Chiese che i suoi uomini venissero graziati se, dopo la decapitazione, fosse riuscito a camminare davanti a loro, in piedi in fila in attesa del proprio turno, prima di crollare morto a terra. I giudici, considerando impossibile che un uomo cammini anche per un solo metro senza la testa, accettarono il patto e diedero esecuzione alla condanna. Quale non fu il loro stupore, quando il capo dei banditi, privo di testa, scese dal patibolo e, prima di cadere morto stecchito, oltrepassò i suoi dieci uomini, salvando loro la vita.

Ovviamente si tratta di una leggenda come quella metropolitana del motociclista senza testa. In questo caso, qualcuno aveva teso un cavo d’acciaio attraverso una strada. Vi sopraggiunse una moto a tutta velocità e il centauro rimase decapitato proseguendo però la sua corsa per molti chilometri. Mai successa una cosa simile, ovviamente.

Non è una leggenda, purtroppo, quella di Carlentini e temo che non sarà neanche l’ultimo caso del genere. Posto che la maggior parte dei siciliani sono persone per bene, come è possibile che ci siano tra di loro degli individui capaci di tali efferatezze? Cosa passa per la testa – è proprio il caso di dirlo – a quella gente? Sono gli stessi che per pochi euro ammazzano cristiani, sicari insomma, come ce ne sono sempre stati nel corso della Storia. Sono gli stessi che fanno saltare in aria i magistrati e sciolgono nell’acido i bambini. Nascono in un contesto sociale violento e la loro infanzia è costellata di torture a piccoli animali, come si riscontra in molti serial killer. Come mai in Sicilia, presumo soprattutto nelle zone rurali, non ci sono adulti che intervengono educando i bambini nel momento in cui infieriscono sugli animali? Cosa fanno gli adulti nelle vicinanze, chiudono un occhio o anche tutti e due? Dove sono gli educatori professionisti, le maestre e i professori? Se si lascia che i ragazzacci impicchino gatti agli alberi [2], diano fuoco ai cani, vadano a caccia con la fionda e altre forme “innocue” di crudeltà, si avranno poi degli adulti privi di senso morale, dato che il male inflitto – legge universale – ritorna sempre indietro. Sarebbe saggio dunque se gli adulti prestassero maggiore attenzione ai passatempi dei loro ragazzi, se non vogliono che le stragi di mafia si perpetuino nel tempo, con grave danno di tutti.

Nella mia terra, il Friuli, ci sono stati casi di cani rinvenuti senza testa, ma si è scoperto che a decapitarli era un santone sudamericano praticante riti vudù [3]. Nessun friulano taglierebbe la testa al miglior amico dell’uomo. A maiali, galline, oche, anatre e tacchini sì, ma ai cani no, quando si tratta di persone cosiddette normali, contadini o cacciatori, ma se si tratta di macellatori di professione la lista degli animali decapitati si allunga. Dal mio punto di vista anche uccidere una mucca è riprovevole, perché non trovo valida la giustificazione secondo cui i bovini si macellano per la carne. Fa differenza che un animale venga ucciso per essere mangiato o per fungere da macabro avvertimento? Non è sempre una strumentalizzazione dell’animale? E, fatto ancora più preoccupante, non è la reificazione dell’animale la porta d’accesso alla reificazione dell’uomo? Non finirò mai di chiedermi come mai le guide religiose non si siano mai preoccupate di questo più di tanto. Teologi come sant’Agostino e filosofi come Kant hanno solo denunciato il fastidio dell’uccisione gratuita di un animale, mentre non hanno sollevato obiezioni quando si trattava di uccidere animali per trasformarli in cibo. Lo stomaco ha prevalso sul cuore in quasi tutti i pensatori e pressoché nella totalità dei padri della Chiesa. E infatti, si vede come siamo messi! Forse dobbiamo ringraziare una schiera di teologi crapuloni se viviamo in una società spietata con tutti, uomini e bestie.

Ma non ci sono solo i mattatoi dove scimmie assassine specializzate (e pagate per farlo) possono provare il brivido di mozzare la testa ad esseri viventi. Ci sono anche i laboratori di vivisezione. Con la scusa di cercare rimedi per i mali dell’umanità, senza accorgersi che loro stessi, i ricercatori, sono il male dell’umanità, si taglia la testa a molte specie animali, a cominciare dai fasmidi. Si è visto infatti che l’insetto stecco ha la curiosa caratteristica di vivere anche senza testa e i biologi si sono spinti anche più in là inventandosi modi curiosi e creativi di condurre esperimenti fini a se stessi. Decapitavano due insetti stecco e scambiavano le teste, osservando non solo che le teste si attaccavano ai corpi non loro, ma i due insetti continuavano a vivere per molti giorni come se niente fosse. Altri biologi, volendo sapere quali altri animali fossero in grado di compiere tali miracoli di sopravvivenza, cominciarono a tagliare teste e appendici varie a tritoni, salamandre, tartarughe e rospi, per non parlare delle planarie. Altri ancora, finanziati abbondantemente, tagliarono teste a scimmie e cercarono di farle vivere artificialmente, attaccate alle macchine. Questo genere di esperimenti fu fatto principalmente da Robert White, medico personale di Papa Giovanni Paolo II [4]. Ivan Pavlov, quello dei riflessi condizionati, e i suoi emuli impiantavano la testa di cani di piccola taglia su cani di più grosse dimensioni. Esperimenti, come si vede, molto utili per il bene dell’umanità.

I responsabili del crimine di Carlentini dubito che abbiano mai sentito parlare dei luminari della scienza che tagliavano teste alle cavie, ma l’idea di tagliare quella di un pastore tedesco gli è venuta spontaneamente, quasi per un impulso atavico.  Chissà quante teste di pecora hanno tagliato nella loro immonda esistenza prima di arrivare a tagliare quella di un cane. Chissà che nel loro futuro, se non finiscono prima in carcere, non ci sia anche il taglio di una testa umana. O pensate che tali individui abbiano dei limiti etici? La tecnica, in fondo, già la conoscono!

E’ sempre azzardato tentare analisi antropologiche di certi comportamenti umani, ritenuti aberranti, ma viene spontaneo – e credo sia anche legittimo – chiedersi perché episodi raccapriccianti di tal fatta si verifichino nel meridione d’Italia più che nel settentrione. Posso avanzare una semplice ipotesi senza prendermi le solite accuse di razzismo? Ebbene, mentre in Friuli i turchi, nei secoli passati, sono venuti una decina di volte, razziando e catturando schiavi, per poi andarsene subito dopo, in Sicilia gli arabi si sono fermati quattro secoli. Esattamente come in Spagna. E guarda caso, spagnoli e siciliani sono persone crudeli con gli animali. Che gli arabi spagnoli siano stati convertiti forzatamente al cattolicesimo non ha cambiato la loro indole feroce verso gli animali, anzi il cattolicesimo potrebbe averla peggiorata. Di fatto, tutte le genti di origine araba sono esperte nel macellare pecore e montoni, essendo etnie nomadi dedite alla pastorizia. Lo sgozzamento di ovini funge da operazione propedeutica allo sgozzamento dei nemici in battaglia e le tivù ci mostrano spesso sedicenti terroristi islamici nell’atto di sgozzare prigionieri occidentali o ebrei. Sappiamo bene che dietro tali episodi c’è la CIA, ma la tecnica usata è lo sgozzamento, benché certo quei loschi figuri non manchino di armi e munizioni. Presso i mafiosi esiste l’incaprettamento, che viene fatto indifferentemente a uomini e animali: anche questo è un segnale delle connessioni culturali tra pastorizia di derivazione araba e ferocia criminale di molti siciliani.

Viceversa, fatto salvo che stiamo parlando di minoranze di cittadini dediti a commettere violenza e che non si deve generalizzare, nell’arco alpino potrebbe manifestarsi l’influenza delle antiche religioni naturalistiche celtiche, dove la natura, con le querce e le sorgenti d’acqua, rappresentava un’emanazione del Divino, venendo querce e fonti considerate sacre e quindi rispettate. Non voglio dire che veneti e friulani rispettino gli animali, ma è accertato che i tedeschi, proprio quei tedeschi additati come il popolo che ha prodotto il nazismo, amano tuttora i boschi e in particolare gli uccelli. Lo dimostrano le battaglie epiche contro i disboscamenti, condotte dal partito dei Grunen, e le molte iniziative germaniche contro la nostrana uccellagione, su cui potrei parlare a lungo.

Queste sono solo mie grossolane considerazioni, prive di alcuna pretesa di scientificità. Per approfondire la vasta tematica del rapporto dell’uomo con gli animali, è più utile studiare l’etnologia che l’etologia, perché è nel comportamento dell’uomo in rapporto alle bestie che si conosce la natura umana.  Sul perché gli Ainu giapponesi uccidano gli orsi, loro animali totemici, dopo averli vezzeggiati e accuditi come membri del clan, fino al punto che le donne ne allattavano i cuccioli, non mi so dare spiegazioni e mi vedo costretto a lasciare la parola agli etnologi. Sul perché alcune tribù di indios amazzonici taglino la testa ai loro nemici, portandola al villaggio come trofeo, rimpicciolendola e usandola come ornamento apotropaico, anche qui, lascio la parola agli etnologi. Io, in quanto alieno proveniente da altri mondi, resto ammutolito di fronte a tanta scellerata consuetudine e spero che essa sia scomparsa insieme agli indios che ne erano protagonisti. Dirò, ora, una cosa politicamente scorretta, ma se tali indios, tagliatori di teste, si estinguono, è tutto di guadagnato per l’umanità, con buona pace dei simpatizzanti della filosofia “survivors”. Così la smettono anche di cerbottanare scimmie e pappagalli. Certo, se si estinguesse anche la feroce razza bianca, insieme a quella maomettana, giudaica, cinese e sudamericana, senza dimenticare gli Inuit, sarebbe tutto di guadagnato per l’umanità. Cioè, scusate, volevo dire per la Federazione Galattica Interstellare.

E non è detto che non si stia andando incontro proprio a quello. Mi hanno lasciato quaggiù, dopo avermi scaricato dal disco volante – come gl’inglesi lasciarono i galeotti in Australia – e non mi hanno fatto sapere più niente. Perché la Federazione Galattica mi abbia fatto questo, ve lo spiegherò la prossima volta.

 

[1]

http://www.geapress.org/zoomafia/carlentini-sr-testa-mozzata-di-cane-sulluscio-di-casa-foto-%E2%80%93-attenzione-immagini-molto-forti/17129

[2] http://www.leggo.it/articolo.php?id=131014&sez=ITALIA

[3] http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=153727&sez=NORDEST

[4] http://www.youtube.com/watch?v=OYV6aZip63Y

 

13 Commenti a “Giuditta e il suo inferno”

  • martin:

    condivido l’orrore dall quale l’essere umano e capace in confronto con i piu deboli ( animali oppure altri uomini) ma penso sia un po’essagerato o meglio sbilanciato il fatto di guardare solo questo aspetto,nell senso ci sono tantissime persone che convivono pacificamente con la natura,in Barcellona hanno eliminato las corridas,un domani forse lo fara il resto della Spagna,gli “indios”della Amazonia da sempre cacciano per vivere e mai hanno stinto una specie ( se ti trovassi anche tu in Amazonia puoi essere facilmente preda magari di un jaguaro,e questo è una cosa naturale,ci piacia o no è ancora parte della evoluzione…) ma sai,forse desiderare la estinzione di cualcosa che a noi crea disgusto è come caminare sul filo del rasoio,quale è il nostro parametro di cosa è buono per “l’umanita”? il nostro pensiero? se ci fa male un ditto,cosa facciamo lo tagliamo?cosi è un bene per il resto del corpo? capisco che uno puo habere una certa sensibilita pero portarla al stremo…è sempre uno squilibrio.

  • Martin, dipende dai punti di vista. Riuscire a scrollarsi di dosso la visuale antropocentrica non è facile, come non è facile riuscire a eliminare quella eurocentrica. Se andassi in Amazzonia potrei essere assalito da un giaguaro ma anche da indios tagliatori di teste, anche se penso che questi ultimi siano più pericolosi. A me non piacciono i selvaggi tout court, sia che vadano in giro nudi nella foresta, sia che viaggino in SUV e mangino carne comprata al supermercato. I selvaggi sono selvaggi a tutte le latitudini. Sarebbe bello che smettessero di comportarsi da selvaggi, ma siccome non vogliono o non possono, a me non resta che auspicare la loro estinzione. Non è colpa mia se non si sforzano di uscire dallo stato di becera barbarie in cui sguazzano. Con i nativi amerindi sarei anche abbastanza tollerante, ma con i barbari nostrani non ho nessuna pietà.
    A me non sembra di aver esagerato; a me sembra che sia tu a esagerare. Comunque se ne può discutere. Siamo qui apposta.
    Ciao.

    • martin:

      Tu lo hai detto dipende dai punti di vista,le popolazioni dell’Amazonia saranno caciatori (anche di testa!!) ma non hanno mai messo in pericolo di stinzione il “polmone”del mondo,non hanno mai inquinato loro ambiente con fabriche,autostrade,cemento ecc.non sanno cosa è la superpopolazione,non sono mai andati in giro per il mondo a fare guerre o colonie ( ma mangiano animali !!!non come Hittler grande vegetariano )…hai parlato di “evoluzione” mi piacerebbe sapere cosa intendi per questo,e chi è piu barbaro? quello della foresta che se cura con le erbe? o quello della multinazionale che le erbe del indio le breveta e poi fa i millardi? se uno potesse salire ad una alteza inncomensurabile potrebbe vedere i fatti del universo in su perfetta armonia,niente è buono,niente è cativo,l’uno fa rima con l’altro e la totalita constituisce come una opera d’arte impecabile…nell qui ed ora ( nell nostro “microcosmo”)lottiamo,gli elementi hanno di rispondere alla polaridad bene versus male,amore-odio,tu-io e cosi via,dall alto,dal punto di vista della eternita queste polarita svaniscono e nasce la meravilla del Tutto.Sucede che l’uomo per il fatto di essere cosciente,dotato con tutto il mondo passionale,è microcosmico è in confronto con tutto,e d’altra parte per essere capace di inteligenza,di astrazione e capace di risalire alle altezze e anche di avere vivenza dello cosmico.L’uomo è la bestia pardossale,non ha conflitti se non che è conflitto,per quello non “é”mai, ma è sempre un “essendo”,questa imperfezione lo libera di essere cosa.

  • SDEI:

    @ROBERTO,
    visto che anche a me come a te piace il DIALOGO ti faccio una domanda alla quale NON ho ancora saputo darmi una risposta; ho visto più volte ed anche letto in diversi libri che HITLER in primis ma anche diversi gerarchi nazisti amavano anzi adoravano i loro cani lupo, poi con grande insensibilità e indifferenza anzi a volte con molto piacere mandavano alla tortura e ai forni crematori milioni di EBREI-COMUNISTI-POLACCHI-ZINGARI-DIVERSAMENTE ABILI-OPPOSITORI POLITICI-PRIGIONIERI etc. !!!
    PERCHE’ QUESTO COMPORTAMENTO ???????????????

    RICORDIAMOCI TUTTE LE FORME DI VITA SONO SACRE SECONDO LE LEGGI DEL COSMO !!!

    NAMASTE’
    & HASTA SIEMPRE

  • Alessio:

    Bell’articolo. Un po’ bacchettone, ma come non esserlo nei confronti di costoro?

    Io continuo ad osservare molta gente che quando commenta determinate situazioni omicide, tende ad usare il metodo del genitore superficiale.. Dice: Non si fa, perchè no, no e basta.
    Mentre bisognerebbe, a mio avviso, cercare di spiegare cosa è la vita, quanto è preziosa e quale danno inimmaginabile si fa quando si decide di terminare la vita di un altro. Bisognerebbe “sensibilizzare” le persone, cercare di far capire che il valore di una esistenza è pari a quella di un universo, di una possibilità che siamo tutti degni di avere. Bisognerebbe spiegare quale meraviglia è la vita senza la paura di doversi poi scontrare con l’orrore della morte naturale, ma questo purtroppo, penso che non si possa fare per motivi soprattutto religiosi. Credo di poter dire, ma anzi bisognerebbe approfondire su quanti di questi omicidi siano fatti dalla mano ( leggera in virtù dell’aldilà ) di un credente.. Purtroppo penso molti.

    I media non si occupano mai di questo argomento, lo sfiorano e lo citano sempre usando come veicolo una cosa predominante, come i miracoli della natura o della scienza e via dicendo, oppure visto che hanno il copyright, lo fanno i capi delle varie fedi.

    La vita è un universo di sensazioni, sentimenti, di sapori, di alchimie della mente.. è qualcosa di talmente grande da non poter essere interrotto, almeno per mano di altri.

    Abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni degli “omicidi di anime”, persone sottomesse e depredate della dignità, persone sfruttate e ingannate a tutti i livelli, anche negli uffici. Questo ci da la misura di quale valore abbia la vita anche ai nostri giorni, dopo centinaia di anni dal medioevo, ancora qualcuno non si fa scrupoli, anche se non uccide direttamente, lo fa nell’anima della persona, ogni giorno e con i mezzi a disposizione nei nostri giorni.

  • NEO....:

    Qualunque forma di esagerazione ed estremismo e’ cmq sempre sbagliata.
    Io non so’ davvero se l’uomo e’ fatto x mangiare carne o no, so solo che NESSUNO ha il diritto di dirmi cosa devo o non devo mangiare.
    Sarebbe cmq una violenza alla mia persona.

    P.S. cmq io mangio pochissima carne

  • Martin, il tuo modo di pensare conduce all’immobilismo. Nel senso che le cose, a te, stanno bene così come sono. A me no. Non mi piace che nel mondo ci siano vittime e carnefici, come tu vorresti che ci rassegnassimo ad accettare. Da dove nasce questa tua filosofia? Dall’induismo? E’ una specie di New Age? Io i carnefici li disapprovo, anche se potrei essere, in alcuni casi, magari indirettamente, io stesso uno di loro. Ammetto che ci sono molte zone d’ombra in fatto di moralità, ma vi sono situazioni in cui tutto è palese e lampante e si capisce subito chi è la vittima e chi il carnefice. Se per esempio entri in un laboratorio di vivisezione durante un esperimento, tu forse resti indeciso perché hai la struttura mentale del carnefice, ma io capisco all’istante che la cavia è vittima e quel signore in camice bianco che armeggia su di lei è carnefice. Il mio senso di giustizia mi dice di eliminare il secondo e di liberare la prima. Se non altro perché, a causa di un sentimento di empatia, potrei essere io al suo posto e quindi per motivi opportunistici.
    Il più delle volte, però, siccome ci sono poche probabilità che io venga preso e sottoposto a esperimenti, mi sento di liberare la cavia perché la mia coscienza mi dice di farlo. Perché lo trovo GIUSTO. Tu invece te ne stai lì a filosofeggiare sul cosmo, sulle anime e altre frivolezze del genere, di cui magari se ne può parlare in altri momenti, che non siano d’emergenza, con un bicchiere di vino in mano.
    Riesci a distinguere i ragionamenti oziosi da quelli dettati da urgenza, quando qualcuno, anche un piccolo criceto, è in pericolo di vita?
    Se la vita è sacra, anche un topolino deve essere tolto dalle grinfie di un vivisettore. O un pastore tedesco da quelle di un mafioso in vena di lanciare avvertimenti.

  • SDEI, dopo aver perso la guerra i tedeschi sono stati sottoposti a una certa propaganda da parte dei vincitori che li dipingeva come esseri mostruosi: c’erano i sionisti dietro ciò. Anche ora si dibatte se gli ebrei gassati fossero 6 milioni o un milione o centomila, dopo che per sessant’anni ci hanno raccontato che erano sei milioni. Su Hitler vegetariano ho seri dubbi. Io ho letto che andava pazzo per i wurstel e che andava in brodo di giuggiole quando le sue cuoche gli preparavano il piccione farcito. Può essere definito vegetariano uno che mangia in questo modo? E’ probabilmente vero che, siccome soffriva di flatulenza, i suoi medici gli suggerivano di mangiare prevalentemente frutta e verdura, dato che la carne irrancidisce nel nostro intestino da scimmie frugivore. Anche il grande Gerson (questo sì grande a differenza di Hitler “grande vegetariano”) era tedesco di nascita ma, insieme a Einstein e tanti altri, dovette scappare in America.
    I suoi medici potevano dire ciò che volevano, ma poi Hitler mangiava quello che gli pareva. Il paragone tra Hitler falso vegetariano e l’ordine (che forse non ha mai dato) di gassare gli ebrei è fittizio e nasce nell’ambito della disinformazione posteriore alla fine della guerra. Mi sembra anche molto strumentale, utilizzato da gente in mala fede che fa esempi assurdi tirati per i capelli allo scopo di continuare a mangiare carne e, ancora peggio, di criminalizzare tutti i vegetariani. Lo fa anche un prete carnico di mia conoscenza, Don Pietro Degani, parroco di Zuglio, che va a caccia e a uccellare.
    Il pastore tedesco era amato dai gerarchi in un’ottica nazionalistica: mi sarei meravigliato che amassero il bulldog inglese! E’ storicamente accertato che i giovani allievi che dovevano diventare SS erano costretti a lottare e uccidere feroci cani lupo e se veramente i cani fossero stati amati visceralmente dalle gerarchie naziste, non avrebbero preteso simili giochi di forza da parte degli allievi SS.
    Che tutte le forme di vita siano sacre, secondo le leggi del cosmo, mi sta bene. E dunque, cominciamo a smettere di mangiarle. E’ il primo gradino, come diceva Tolstoi.
    Toglimi una curiosità: ma SDEI e Maestro di Dietrologia sono la stessa persona?

  • Alessio, come non condividere quanto da te detto?!
    Hai perfettamente ragione. E vorrei aggiungere che se “La vita è un universo di sensazioni, sentimenti, di sapori, di alchimie della mente”, gli animali sentono la vita ancora meglio di noi, visto che sono più connessi e uniti con la natura e l’esistenza. Sono, a differenza di noi, privi di infrastrutture, altrimenti dette elucubrazioni mentali. La vita vuole vivere, diceva Albert Schweitzer. Mi spieghi, per favore, perché hai trovato il mio articolo un po’ bacchettone? Io mi considero laico fino alla radice dei capelli, guarda un po’!

    NEO, tu hai il diritto di mangiare ciò che vuoi (mangi carne umana?) e io ho il diritto di dirti che stai sbagliando. Se poi il tempo dimostrerà che ho ragione o torto, sarà comunque per me una magra soddisfazione. Si dice che una società che non impara dagli errori del passato, è condannata a ripeterli. La stessa cosa vale per l’essere umano: se tu come singola persona non impari dagli errori del passato, sei condannato a ripeterli. E’ una legge universale.
    Il bello della nostra specie è che siamo animali gregari e come le scimmiette sull’isola giapponese hanno imparato a lavare le patate in mare, così noi potremmo – potremmo – imparare dagli antichi che il cibo carneo è nefasto (cibo per demoni) e quello vegetale è idoneo (cibo per angeli).
    Poi, tu fa quel c….. che ti pare!
    Uomo avvisato…….

  • martin:

    Roberto,secome non sono uno che piace stare tanto “filosofare”come tu dici,te lo dico in forma piu chiara,il tuo pensiero è essagerato come ti lo avevo detto nell primo comento,giache nella tua strema difessa degli “animali”(trane l’uomo,che forse per te è un animale feroce,ma se vedi lottare un leone con una gazella,cosa fai,uccidi il leone???) ti accechi e cadi in pregiudizzi dandomi dal “induista” ( che sono vegetariani come te,e “amano”gli animali,come fai tu…) o seguitore di qualche filosofia “new age”solo perche parlo de macrocosmo e microcosmo? e poi non ho mai detto che la vita sia sacra,e caso mai lo fosse e come dici tu dovrebbe esserlo qualsiasi forma di vita,allora moriresti di inanizione,perche la tua “sensibilita”impedirebbe uccidere una pianta per sodisfare il tuo apetito…. ti garantisco che non apartengo ne a una ne a otra categoria,cercavo solo di aspiegare in quello che tu chiami immobilismo sia forse una forma di acetazione de quell che significa la Vita in questa terra,e questo non vuol dire giustificazione oviamente,mi piacerebbe tanto dialogare con te con un vichier di vino nelle mani,ma penso forse che tu se sei coerente rinunciaresti a questo,se pensi che per fare quell vino c’e ne sono voluti litri di diservanti vari che chisa qaunte bestie hanno eliminato…poi dovremo ragiungerci in macchina e qui dovremo usare le strade,che con il suo asfalto chisa quanti animali a fatto fuori,vedi ,a meno che ti autoelimini è imposibili che non ci siano vittime e carnefici,e anche cosi saresti pure carnefice (di te stesso).

  • SDEI:

    @ROBERTO,
    credimi NON siamo la stessa persona anche se in molte riflessioni e idee ci assomigliamo;
    il mio nome è SERGIO e il mio sopranome informatico è SDEI, invece l’ amico responsabile del BLOG dal titolo ironico di MDD=MAESTRODIDIETROLOGIA è SIMONE !!!

    MANDI,
    a te

  • Martin, è vero che in molte occasioni non si può sapere se la nostra condotta è corretta, ma si deve scegliere il male minore. Andare in macchina costa la vita a molti insetti e, per costruirla, è stata violentata la natura, ma se ci troviamo in una situazione in cui spetta a noi la responsabilità di salvare o condannare un animale, è chiaro cosa si deve fare. Noi tutti facciamo quello che possiamo, cominciando con il non mangiare carne.
    Comunque, nell’articolo si parla di un atto deliberato da parte di un mafioso, che ha avuto il coraggio di tagliare la testa a un cane.
    Cane che per milioni di italiani, me compreso, è già un membro della famiglia e quindi, nella nostra percezione, è come se avessero tagliato la testa a un bambino. Il comportamento di questi milioni di italiani cinofili e di quel siciliano (che non verrà mai identificato) è stridente. Com’è possibile che si verifichino comportamenti tanto diversi tra loro? Per me è un piccolo mistero. Posso solo avanzare ipotesi. E l’ipotesi più verosimile è che si tratti di un gesto compiuto da una persona malvagia, nei confronti della quale non è possibile essere tolleranti. Fare discorsi sulla sacralità della vita, come io stesso ne faccio, a un certo punto è sterile. Noi siamo qui davanti a una tastiera e quel mafioso è ancora in circolazione, invece di bruciare all’inferno come si meriterebbe. Quanti ce ne sono, in circolazione, come lui? Io sono preoccupato e se questo significa essere esagerati, allora sì, sono esagerato.
    Ciao e grazie.

    SDEI, grazie anche a te per la precisazione. E’ che mi ricordo che sul blog di Franceschetti, MDD veniva trattato piuttosto male, dagli altri utenti, forse addirittura era considerato un disinformatore. Ecco, avevo solo la curiosità di sapere se eri tu quella persona.
    Stami ben!

  • Alessio:

    @Roberto, volevo usare la parola “bacchettone” in maniera ironica, ma probabilmente non mi è riuscito…

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  • Iran: Mottaki, Prossimo presidente dovrebbe risolvere questione nucleare
     TEHERAN- L'ex ministro degli Esteri iraniano Manuchehr Mottaki parlando in un’intervista rilasciata alla Press Tv ha detto: "la Repubblica islamica ha il diritto di utilizzare la tecnologia nucleare destinato a scopi pacifici, ma la disputa sul programma nucleare del paese sarà una delle priorità in politica estera della undicesima amministrazione […]
  • Iran: Consiglio dei Guardiani presentera’ oggi lista dei candidati ammessi, Lankarani si ritira a favore di Jalili
     TEHERAN- In una dichiarazione rilasciata ieri, Baqueri Lankarani ha annunciato il suo ritiro a favore di un altro candidato alla presidenza, Saeed Jalili, che è il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale dell'Iran (SNSC). Baqeri ha dato la notizia del suo ritiro prima che il Consiglio dei Guardiani annunciasse il nome dei candidate non […]
Antonella Randazzo
  • M5S: Grillo da' i numeri a Gabanelli, "bilancio blog? In perdita"
    (AGI) - Roma, 21 mag. - "Le perdite del blog sono state sempre coperte da CA (Casaleggio Associati, ndr). I bilanci di CA depositati alla Camera di Commercio di Milano sono peraltro disponibili a qualunque giornalista interessato ai suoi mirabolanti guadagni". E' affidato al post firmato da "staff di Beppe Grillo" una prima risposta […]
  • Ue: Letta, in Europa per nostro paese con schiena dritta
    (AGI) - Roma, 21 mag. - E' un'Italia che "riscopre il suo europeismo" quella che Enrico Letta tratteggia nelle sue comunicazioni al Senato sul Consiglio straordinario ue di domani. Un Paese, rivendica il presidente del Consiglio richiamandosi a un 'gioco di squadra' tra Parlamento e governo, che "va con la schiena dritta a […]
  • Senato: oggi presidente Giunta elezioni, Pdl teme asse Pd-M5S
    (AGI) - Roma, 21 mag. - Occhi puntati sul Pd per l'elezione del Presidente della Giunta delle elezioni e Immunita' Parlamentari. Oggi i 23 componenti saranno chiamati a scegliere un nome tra i tre senatori espressione delle forze di opposizione: Mario Giarrusso per i Cinque Stelle, Raffaele Volpi per la Lega e Dario Stefano per Sinistra e Liberta […]
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