Articolo di Ida Magli * www.italianiliberi.it
Il sabato 9 luglio 2011 è una data che gli Italiani non debbono dimenticare. E’ il giorno, infatti, in cui il Ministro Tremonti, senza dare nessuna giustificazione del fatto che non paga l’affitto della casa dove abita, ha risposto ai giornalisti che gli domandavano se avesse intenzione di dimettersi, con una frase lapidaria: “Non mi dimetto perché sono io che garantisco l’Italia davanti all’Europa: se cado io, cade l’Italia e se cade l’Italia cade l’euro. E’ una catena.” In nessun periodo della storia d’Occidente un uomo politico, quale che fosse la sua importanza, ha mai potuto fare una simile affermazione. Né un conquistatore come Napoleone, né uno Zar come Pietro il Grande né un Re come Luigi XIV, né un Imperatore come Filippo di Spagna, perché essi rappresentavano l’immagine politica, non la dimensione concreta degli Stati, la forza dei popoli che vi vivono. Quelle di Tremonti, invece, per quanto terribili, non sono parole vane. La situazione è proprio quella che lui ha riassunto nell’affermazione: se cado io cade l’Italia e cade l’euro. In altri termini, l’Europa va in rovina perché il potere è nelle mani di una decina di banchieri, e sono essi a quantificarne la forza, giocandola in Borsa. Giocatori che soltanto la penna di Dostojewski sarebbe in grado di descrivere, questi banchieri hanno messo sul tavolo da gioco le Nazioni e non si alzeranno fino a quando non le avranno giocate tutte, essendo loro ad avere in mano il banco.
Il dramma, dunque, è tutto qui. Firmando il trattato di Maastricht i politici hanno trasferito il proprio potere nelle mani dei banchieri. Oggi debbono riprenderselo, non possono fare altro che riprenderselo. Il che significa avere il coraggio di creare, senza indugio e senza discussioni, una nuova banca nazionale e stampare in proprio la moneta necessaria al bilancio dello Stato. I titoli dello Stato li compreranno esclusivamente i suoi cittadini (come avviene in Cina, in Russia e ovunque ci siano governi degni di questo nome) e non saranno collocati nella borsa mondiale alla mercé di chiunque voglia impadronirsene. Sono già pronti molti studi e molti progetti, elaborati da economisti italiani e stranieri di grande competenza, per la rinascita della moneta nazionale, e sono anche molti i politici, presenti in diversi Partiti, dal Pdl alla Lega, a Io amo l’Italia all’Italia dei Valori (con un’interpellanza parlamentare dell’on. Di Pietro sulla questione della sovranità monetaria) che sarebbero favorevoli a questa decisione e aspettano soltanto che qualcuno prenda la parola per primo. Si tratta di una decisione che comporterà moltissimi sacrifici, ma alla quale non c’è scelta perché uno Stato che intraprende la strada dei prestiti a interesse con la Banca centrale europea, non sarà mai in grado di restituirli e alla fine crollerà. Abbiamo la Grecia sotto gli occhi: dopo un orribile tira e molla, indegno di un qualsiasi concetto di civiltà, per concederle dei prestiti ad altissimo interesse, oggi la Bce dichiara che il fallimento della Grecia è inevitabile. Non è forse stato imposto pochi giorni fa all’Italia, di cui a sua volta si dice che stia per fallire, di contribuire per il 17% al totale dei miliardi prestati alla Grecia? Debitori sull’orlo della rovina costretti a prestare denaro a chi sta per fallire? C’è in Italia qualche politico che abbia conservato il minimo di buon senso necessario per rendersi conto della “follia” (se è follia e non rapina preordinata) di simili comportamenti?
E’ indispensabile abbandonare ladri e folli al loro destino. Nessuno si illuda che esistano alternative alla decisione di produrre in proprio la moneta. Il meccanismo che sta portando alla rovina gli Stati europei non è dovuto a un qualche imprevedibile incidente ma è intrinseco alla creazione dell’euro, cosa che è stata detta e ripetuta innumerevoli volte da economisti e monetaristi di ogni tendenza politica. Non può sussistere una moneta che non fa capo a uno Stato e che non risponde alle necessità di questo Stato, in quanto la moneta di per sé è stata inventata proprio per essere uno “strumento” e non un “fine”. In Europa, invece, gli Stati sono stati costretti a mettersi al servizio dell’euro, piegandosi a poco a poco a costruire un mercato adatto all’euro, limitando le possibilità di scambio delle merci, coltivando carote su misura, uccidendo mucche, distruggendo arance… Per gli storici di domani l’Europa dell’Unione costituirà l’esempio più evidente di una società che delira. Siamo però ancora in tempo a cercare di non morirne.
Ida Magli
Roma, 12 Luglio 2011





























SPLENDIDA IDA MAGLI!
Come sempre!
La nostra futura leader?
dobbiamo ringraziare Prodi per l”euro -”va tutto bene!”,ma per chi? certo no per noi
I banchieri vanno perseguiti essendo a tutti gli effetti dei criminali incalliti, chiunque avvalli, come nel nostro caso Tremonti, ed a livello di eurozona Trichet le loro infamie, devono essere trattati alla stessa stregua.
Mi piace!
finalmente qualcuno parla di abolire il signoraggio e tagliare fuori i banchieri.
NO signoraggio = vera libertà.
Kennedy aveva iniziato a stampare moneta in proprio tagliando fuori i banchieri, vi ricordate come è andata, vero?
…veramente il signoraggio in questo discorso c’entra niente, e infatti non viene neanche nominato nell’articolo.
3 feiarbbo 2009andreail senso ce l’ha .. dovete studiare le filosofie p molto complesso il film.. donnie attraverso fuoco e acqua porta l’artefatto nell’universo primario.. frank è un morto manipolato
Finalmente rileggo Ida Magli! Prima dell’adesione all’euro,questa studiosa aveva previsto tutto nel suo libro “Contro l’Europa” pubblicato nel 2000.
E’vergognoso che un tributarista si permetta di dire certe cose.
Se le dice sà di avere i poteri “forti” dalla sua parte.
I popoli europei si devono rendere conto che siamo delle nazioni sotto tutela,la NATO di fatto comanda i nostri eserciti.Il servizio che hanno fatto a Mubark o Gheddafi,potrebbe farlo anche a noi,con i nostri stessi soldati.
La situazione è drammatica ormai è un colpo di stato in atto contro i popoli europei.
“Hic manebimus optime”13/07/2011 11.40 TREMONTI, NIENTE DIMISSIONI >. Con questa frase il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha aperto il suo intervento all’assemblea annuale dell’Abi. Tre paole latine per dire “qui staremo benissimo”. Il titolare di via XX settembre smentisce così le voci che lo avrebbero voluto vicino alle dimissioni. “Meglio a mercati chiusi”, ha aggiunto. Quanto alla manovra, il superministro ha garantito che “sarà rafforzata lungo tutto l’arco del triennio”.
Ma vediamo cosa ci dice wikipedia su questa frase:
Hic manebimus optime (“Qui staremo benissimo”) è una frase diventata celebre come espressione d’una decisione finale di fermarsi in un posto. È riportata da Tito Livio nella sua Storia romana (Ab Urbe condita libri, V, 55) e attribuita a un centurione. Dopo la definitiva vittoria su Veio, i plebei premevano per abbandonare Roma e trasferirsi nella città sconfitta, in opposizione alle angherie dei patrizi. Furio Camillo, in un appassionato discorso, cerca di convicere i concittadini a non abbandonare la patria. Ma tutta la sua eloquenza forse non sarebbe bastata. Però qualcosa avvenne per spostare la volontà dei superstiziosi romani. Ce lo racconta lo stesso Tito Livio:
(LA)
« … sed rem dubiam decrevit vox opportune emissa, quod cum senatus post paulo de his rebus in curia Hostilia haberetur cohortesque ex praesidiis revertentes forte agmine forum transirent, centurio in comitio exclamavit: ‘Signifer, statue signum; hic manebimus optime’. Qua voce audita, et senatus accipere se omen ex curia egressus conclamavit et plebs circumfusa adprobavit. »
(IT)
« …quello che risultò decisivo in quella situazione di incertezza fu una frase pronunciata al momento giusto. Mentre il Senato era in riunione nella Curia Ostilia per dibattere la questione, poco dopo le parole di Camillo, transitarono per caso nel Foro delle coorti in ordine di marcia di ritorno dal presidio e il centurione esclamò proprio nel luogo del comizio: “Pianta l’insegna qui, alfiere; questo è il posto giusto per noi!”. I senatori usciti dalla curia udirono la frase e dissero che la interpretarono come un presagio; la plebe, accorsa tutto intorno, approvò. »
Non mi dilungherò nel cercare spiegazioni o interpretazioni varie, certo è che non è stata detta a caso la citazione in questione, e a chi era indirizzata? quel ” mi hanno detto di citare Tito Livio” chi glielo ha detto e perchè?
A voi l’ardua sentenza…
STANNO APPROVANDO LA PIU’ VERGOGNOSA DELLE MANOVRE FINANZIARIE D’ITALIA: LA CASTA DEI POLITICI INTOCCATA, I LORO PRIVILEGI INTOCCATI, LE PROVINCIE AL LORO POSTO E FORSE AUMENTERANNO, I SACRIFICI INVECE AI SOLITI POVERACCI ITALIANI E ALLE LORO FAMIGLIE, ALTRIMENTI DICE TREMONTI SI VA A FONDO.. INCOLLO DI SEGUITO UN ARTICOLO DI GRILLO A RIGUARDO:
L’orchestrina del Titanic continua a suonare mentre l’iceberg si avvicina. Tremorti, il trombonista, ci rassicura “O si va avanti o si va a fondo” (forse entrambi…) e “Come sul Titanic, la prima classe non si salva”. E’ l’ennesima balla tremortiana. La prima classe si è già salvata. Ha accumulato capitali, ha portato i soldi all’estero. La prima classe ha ottenuto dal Governo biglietti omaggio per la traversata con lo Scudo Fiscale con il solo 5% di tassazione sui capitali occultati al Fisco. Insieme ai viaggiatori di prima classe si salveranno i loro cuochi, i valletti, i camerieri dei giornali, ma anche i gigolò e le puttane da camera e gli armatori delle banche e di Confindustria. La citazione del Titanic è una rassicurazione buona soltanto per i poveracci. Lavoratori dipendenti, precari e disoccupati sono già immersi nella merda fino al collo. Nell’affondamento del Titanic in prima classe si salvò il 61,81% dei passeggeri, 204 superstiti su 330. In seconda classe il 42,5%, 119 su 280. In terza classe il 26,85%, 105 su 391. Un biglietto di prima classe garantiva tre volte di più la salvezza rispetto a uno di terza.
Tremorti dopo trent’anni di frequentazioni politiche e di ciance economiche si è svegliato. Ha bisbigliato, come se fosse sdraiato sul letto in attesa del trapasso “Introdurre nella Costituzione una regola d’oro che vincoli al raggiungimento del pareggio di bilancio”. Lo dice ora, quando tutto tracima, tracolla, esonda e il debito è una montagna di ghiaccio che sfiora i 2.000 miliardi che ci arriva in faccia. Tremortacci tua, dove sei stato insieme ai tuoi compari in tutto questo tempo? Il MoVimento 5 Stelle, quello populista, l’alfiere dell’anti politica, il qualunquista, da anni ha inserito nel suo Programma una riga “Approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria”. Non puoi indebitare il cittadino senza il suo permesso per fare finanza elettorale, per comprare cacciabombardieri dagli Stati Uniti, per mantenere le nostre truppe in Afghanistan, per puttanate da 22 miliardi di euro come la Tav, per un miliardo di finanziamenti pubblici ai partiti spacciati come rimborsi. Non puoi buttare nel cesso centinaia di milioni dei contribuenti con cazzate come quella voluta da Maroni di disaccoppiare il referendum dalle elezioni amministrative o per mantenere in vita le Province. O fare il Ponte di Messina, la Gronda e il cazzo che ti pare per decine di miliardi di euro attinti dal debito pubblico. I soldi sono nostri, dei cittadini. Ve li siete fumati, li avete regalati ai concessionari di Stato come Benetton per le autostrade, alla Marcegaglia e ai petrolieri con il Cip6, ai vostri giornali. La prima classe si è arricchita grazie allo Stato, deve essere l’ultima a salire sulle scialuppe di salvataggio.
E bravo Fabrizio, la tua è una semplice e perfetta fotogafia dell’attuale realtà italiana, concordo pienamente su quanto dici, il problema vero però è :quante persone se ne rendono conto ? Su quello che ci sarebbe da fare ho una mia idea basata non su opinioni personali ma su quanto dicono persone che ritengo corrette tipo Ida Magli ma quanti sono pronti a scendere in campo per riprenderci la nostra sovranità monetaria e mandare a quel paese anche l’America e i suoi porci servitori ?
Giusto Ezio, il fatto è che posso assicurarti che le persone in generale se ne rendono conto eccome, non sono stupide o sempre distratte; la vera questione è quella che successivamente dici tu, ovvero una volta resosi conto cosa fa la gente? Purtroppo dalle mie parti venete le genti sono state per cento anni abituate a calare la testa al sior paròn che tutto può purchè ti lasci le fregole e cosi puoi sopravvivere, noi veneti siamo stati abituati alla buona schivitù, per il quieto vivere di tutti; se cosi non fosse stato il veneto non avrebbe aderito all’italia nel 1866 e lasciarsi depredare dal suo oro, ma avrebbe lottato per rimanere libero. Cosi oggi in generale in italia non c’è la coltura della rimostranza dei propri reali diritti o della salvaguardia della propria libertà, dalle mie parti se ci fosse una val di susa presa di mira, nessuno o in pochi andrebbero a difenderla.
Grande articolo Ida!!
Certo il trattato di Mastricht è la dimensione della gabbia ,e l’euro è il materiale di cui è fatta…ora è cominciato il tiro alla quaglia,che non può più scappare perchè in gabbia.Ottime opportunità si presentano per chi vuole comperare a sconto i gioielli di ogni nazione in difficoltà,vera o inventata!Un bel giorno,quando non ci saranno più quaglie a cui sparare,si ritornera alla normalita.Questo è lo scopo finale della attuale situazione economico finanziaria che Noi chiamiamo crisi.La nazione depredata,ridotta in cenere,si riprenderà la propria sovranità ,del nulla rimasto.Di questo dobbiamo ringraziare i Ns politici che ci hanno svenduto all’elite finanziaria per un piatto di lenticchie.Che fare ora:uscire dall’euro e rifiuto del debito prima di essere ridotti iin cenere.L’Islanda l’ha fatto!
ma perchè non chiediamo una ” comissione di logistica finanziaria” per Italia?
Diamo sempre la colpa di tutto questo solo ai politici, non ci prendiamo la nostra responsabilita’ nel dire che siamo stati con le palle al sole x troppo tempo.
Non abbiamo mai voluto rinunciare a niente del “”"benessere”"” raggiunto, questo finto benessere che cmq e’ stato rubato sempre a qualcun’altro, volevamo e vogliamo sempre tutto a qualsiasi costo.
La colpa e’ nostra che non abbiamo le palle x riprenderci la nostra “vita” in mano, aspettiamo sempre che il coglione di turno che ci presenti la soluzione.
Mi avete rotto le palle a sentire parlare di: politica,sindacati,mercato,euro,borse,soldi,diritti,debiti…..tornate a zappare la terra prima che sia troppo tardi, vi assicuro che non tardera’ troppo il momento che solo chi ha un pezzo di terra sopravvivera’.
Forse questo post verra’ censurato, ma se non lo fosse, vi posso solo dire di andare affanculo voi e chi crede ancora nella politica e democrazia…..
Io proporrei un referendum per uscire dall’euro, ma sarebbe già perso in partenza i rincoglioniti mortadellari sono ancora purtroppo molto numerosi, dovremo attendere ancora molto per un loro deciso risveglio.
speriamo che ora la gente si renda conto che i capi di stato o i governi sono sottomessi da questa specie di europa che non a nessun valore umano ma e governato solo da banchieri criminali ed incalliti solo per fare profitti, ben venga un altra moneta nazionale ,io sono stato un euro scettico dA CHE E ENTRATO L’EURO ed ho previsto questo papocchio nel lontano anno2000 sono solo un uomo di strada, ma non ci volevano certo questi luminari che si arrogano di saper tutto chiamati economisti che di economia capiscono ben poco , bisogna ricominciare tutto da capo cioè lo stato deve stampare la propria moneta cosi facendo il debito pubblico sarebbe pari a zero questa e l’unica soluzione le altre strade portano solo al baratro
Non vedo perche’ attendere un eventuale referendum per sapere se si vuole uscire o no dall’euro. Il nostro governo non lo fara’ mai.
Con internet abbiamo dimostrato che quando la volonta’ esiste, esiste anche il risultato.
Organizziamo serate con proiezioni di video come Debitocrazia e/o video di Giacinto Auriti in modo che anche chi non frequenta il web abbia le giuste informazioni e poi facciamolo da noi il referendum, sarebbe quasi gratis.
Da Titanic di Francesco De Gregori:
“La prima classe costa mille lire,
la seconda cento, la terza dolore e spavento
e puzza di sudore nel boccaporto
e odore di mare morto.
Signor Capitano, mi stia a sentire
ho belle pronte le mille lire,
in prima classe io voglio viaggiare
su questo splendido mare.”
ricordo ad aaron che per l’euro dobbiamo ringraziare Silvio Berlusconi che ha fatto nient’altro che ereditare, mantenendo in toto, quello che aveva fatto Romano Prodi mantenendo il trattato di Maastricht, e poi rilanciare col trattato di Lisbona.
A questo aggiungi il capolavoro dell’ultima riforma pensionistica con l’istituzione dei fondi pensione creata da Silvio ed entrata in vigore un anno prima grazie a Romano (ministro del lavoro, Cesare Damiano, ex sindacalista CGIL)
…credo che il vero dolore e spavento lo sperimenteremo a breve purtroppo !!
Solo con la presa di coscienza collettiva, forse l’Italia si desterà davvero…ma in giro vedo molta ignavia ahimè !! Nella mia vita ogni volta che ho provato ad alzare la testa ho preso un sacco di bastonate, anche se le persone che mi erano vicine condividevano le mie battaglie, però in nome del quieto vivere conveniva loro lasciar perdere. Ma non mi rassegno e non mollo: se a tenere alta la testa si è soli, prima o poi qualcuno che ti spacchi l’osso del collo lo trovi, ma se a tenerla alta si è in parecchi magari seguendo i suggerimenti di Chicca, prima di spaccarti l’osso del collo magari ci pensano su due volte e poi magari cabieranno tattica…
El pueblo unido jamas serà vencido.
qualsiasi inizativa contro la follia-pazzia di maastrict e del sig.ggio va benissimo… io mi sto preoccupando di diffondere la consoscenza della truffa a più contatti possibili. il 90% della gente pensa ancora che i soldi sono dello Stato e che l’euro sia convertibile in oro.. altro che Auriti …
però, per favore, incominciamo ad usare i termini in modo corretto: il signoraggio non c’entra niente, quello di cui dobbiamo riappropriarci è la sovranità sulla politica monetaria (che è ben altra cosa)
giovanni,mi ricordo che quando Prodi a voluto entrare in Eur.,Berlusconi si è opposto,dicendo che Italia non ha i fondi x entrare,infati abbiamo pagato una tassa ,e a Berlusconi hanno fato fare brutissime figure al estero,ed è a quel puto che si e”icazz… è a avuto la gente da parte sua,che in seguito a cominciato a dare i numeri,non è solo colpa sua è anche di chi lecca è ciuccia nei suoi paraggi-non di meno
di quelli che dicono “ma che posso fare io?sono nessuno è non sono presso in considerazzione”
“nessuno” siamo in tanti-molti di più di quelli “Qualcuno”
“Non mi dimetto perché sono io che garantisco l’Italia davanti all’Europa: se cado io, cade l’Italia e se cade l’Italia cade l’euro. E’ una catena.”
Sembra dai commenti che nessuno abbia messo in conto che, il Ministro Tremonti va alle riunioni dei Bilderberg, quindi, leggere una sua esternazione come quella su scritta, non dovrebbe arrecare meraviglia ad alcuno, essendo questa la “direttiva” alla quale si è dovuto accodare e come lui stesso dice “non voglio fare la fine del metodo Boffo” avendo anche lui il vizietto… Boffo per l’appunto. Si sa’ certa gente non perdona e conosce a menadito di tutti vizi privati e pubbliche virtù, per tenere tutti i componenti soggiogati.