Non so per quale misteriosa forza d’attrazione andai anch’io a Genova. Forse perché mi si erano presentate le condizioni giuste. Avevo infatti una ragazza, all’epoca, disposta ad accompagnarmi; avevo una macchina e dei soldi da parte; c’era anche una mia conoscente tedesca che mi prestava la sua casa delle vacanze, in provincia di Savona. E poi ci andavano tutte le associazioni animaliste. Adriano Sofri dal carcere scrisse che per un giovane, non andare a Genova, sarebbe stato come tradire i propri ideali. Io giovane non lo ero già più, ma conoscevo quel ritornello che dice: “….e se non partissi anch’io, sarebbe una viltà!”.
A quell’epoca non sapevo niente di scie chimiche, di armi climatiche e di Nuovo Ordine Mondiale. Sapevo, però, che lo stesso potere che affamava l’Africa, che deforestava l’Amazzonia e sfruttava l’ambiente con fabbriche inquinanti era lo stesso potere che teneva in piedi quell’anacronismo chiamato caccia e faceva torturare le cavie nei laboratori. Non avevo mai sentito parlare di Rothschild e Rockefeller e pensavo che i politici si lasciassero convincere dalla forza del denaro, offerto loro rispettivamente dalle industrie armiere e da quelle farmaceutiche. Ai miei tempi, avevamo già chiaro il concetto di politici burattini, manovrati dal potere economico, ma non immaginavo quanta forza avessero i burattinai e pensavo che con l’azione politica dei Verdi e con le nostre spinte democratiche dal basso, espresse mediante manifestazioni di piazza, avremmo potuto ottenere risultati, anche se molto lentamente.
Quando qualche anno dopo ho scoperto il Complottismo, non mi sono meravigliato del fatto che a comandare ci sia un governo ombra composto da ricchissime famiglie ebraiche, di banchieri e petrolieri, perché ero già in possesso di quella data nozione. Il quadro che mi si è offerto negli anni seguenti era però più desolante di come me lo sarei aspettato e non lasciava – non lascia – alcuno spazio alla speranza.
Così, mi sembra di poter affermare che mentre l’animalismo, partendo da valutazioni drammatiche, trova spazi per sperare in un miglioramento delle condizioni di vita degli animali, il complottismo, partendo dalle stesse valutazioni, si dimostra una filosofia decisamente negativa e disperata sotto tutti gli aspetti. Vi sono infatti nel complottismo delle derive paranoiche che tendono a condannare ogni espressione del pensiero, in base a meccanismi di incoercibile sospetto. Ma di questo ne parleremo in un’altra occasione.
Non è mia intenzione parlare della manifestazione di Genova, tenutasi dal 19 al 22 luglio 2001, come se fosse un evento liturgico appartenente ai miti della Sinistra o a una forma di religione laica. Anche la stessa parola anniversario mi sembrerebbe eccessiva, perché non è come un compleanno da ricordare. Ciò non toglie che si possano fare alcune considerazioni di tipo sociologico.
Parto da lontano, dunque.
Siamo scimmie. E questo me lo sentirete dire spesso, d’ora in poi. Scimmie evolute che ragionano con schemi da ominide. Non riusciamo proprio a ragionare se non in termini di appartenenza al clan. La Storia mi mostra che sulle pianure della Grecia si contrapponevano due grossi clan, persiani e greci, ciascuno comprendente diverse tribù. Sulle pianure del nord America si contrapponevano due grossi clan, pellerossa e cavalleggeri, ciascuno comprendente diverse tribù. Nelle piazze di Genova si sono contrapposti due grossi clan, manifestanti e forze dell’ordine, ciascuno comprendente diverse tribù. Io facevo parte della tribù degli animalisti. Siamo stati risparmiati dalla violenza delle tribù avversarie, forse perché eravamo decentrati o forse solo per puro caso. So però che altre nostre tribù alleate le hanno prese di santa ragione e c’è stato anche un indiano morto, di quelli che avevano votato la loro anima a Manitù, con l’incoscienza della giovinezza, e che si limitavano a colpire con bastoni i cavalleggeri dotati di armi molto più potenti. Forse pensavano che gli sbirri fossero fantasmi appartenenti al regno delle ombre e che bastasse colpirli con un sasso per farli sparire. Manitù, quel giorno, era irato con noi, non protesse i nostri guerrieri migliori e uno dei nostri infatti lo raggiunse nei verdi pascoli del cielo.
Fuor di metafora, se si decide di scendere sul terreno della lotta si deve, prima, fare valutazioni di tipo strategico, concernenti le forze in campo. Quante divisioni ha il Papa? Che tipo di armamenti ha la polizia? Come sono armati i manifestanti? Su un piano meramente tattico-strategico, possono fronteggiarsi i reparti delle forze dell’ordine con i reparti dei manifestanti?
Posto che (1) i 200.000 manifestanti sono una minoranza rispetto ai 67 milioni di italiani e posto che (2) i ragazzi combattenti sono, a loro volta, una minoranza rispetto ai manifestanti, ne consegue che (1) in base al principio della democrazia le forze dell’ordine hanno il dovere di imporre la volontà della maggioranza e (2) c’è un equivoco di fondo tra ragazzi combattenti e il resto dei manifestanti, che sono andati per partecipare a un evento gioioso e si vedono costretti a ricorrere al pronto soccorso.
Sul primo punto si può subito obiettare che la Democrazia è un inganno, usato dai potenti della Terra per raggirare il popolo e quindi
anche le istanze di una minoranza di 200.000 persone non solo non devono essere schiacciate dalla repressione degli sbirri, ma devono essere prese in considerazione dalla classe politica. Sul secondo punto si deve ammettere che la scelta di metodi di guerriglia diventa funzionale all’uso della forza da parte delle forze dell’ordine. E’ il loro mestiere. Altrimenti si sarebbero chiamate Debolezze dell’Ordine. E quindi i ragazzi combattenti hanno prevaricato la volontà dei manifestanti che non credono nella lotta armata, nemmeno quella fatta con i sassi, e lasciano volentieri le sassaiole ai ragazzi palestinesi dell’Intifada o ai selvaggi del Borneo che, quando vanno in battaglia, almeno si muniscono di mazze e armi da taglio.
Se duecento black bloc, composti da una minoranza di poliziotti infiltrati e da una maggioranza di anarchici esaltati, si mettono a tirare sassi e bottiglie a un esercito ben addestrato e sottoposto a lavaggio del cervello, abbassano il livello della contesa a uno scontro fra scimmie o, volendo essere benevoli nel giudizio, a clan di primitivi con il corpo dipinto di grasso e i capelli cosparsi di piume d’uccello. Io non ci sto. Non vi permetto di coinvolgermi in risse fra ubriaconi. Non sono venuto a Genova per questo. Non ho speso dei soldi e del tempo prezioso per partecipare a riti primitivi di scontri fra clan. Mi basta esprimere una valutazione severa nei confronti delle politiche mondiali da parte delle famiglie massoniche, una valutazione altrettanto severa nei confronti dei loro scagnozzi in divisa e un’altra valutazione parimenti negativa nei confronti di ragazzi pieni di testosterone, venuti a Genova con la voglia di menar le mani, nonché incapaci di incanalare la propria rabbia infantile secondo modi civili e intelligenti.
Va detto, però, che nei mesi successivi si sono tenute manifestazioni altrettanto imponenti a Roma e a Firenze, nonostante le preoccupazioni della Fallaci che temeva la calata dei lanzichenecchi nella sua città, senza che venisse fuori il caos di Genova. Se la pensassi come gli anarchici, direi che di Roma e Firenze non si ricorda nessuno, mentre di Genova siano ancora qui a parlarne dopo dieci anni. E allora? Forse che con un morto abbiamo toccato le corde dell’emotività e senza morti è come se non avessimo fatto niente? Ogni cosa è vanità e un correr dietro al vento, dice l’Ecclesiaste. Morto o non morto, le politiche della casta di assassini che comanda il mondo non sono cambiate. Carlo Giuliani sarebbe ancora vivo e forse si sarebbe laureato in sociologia e avrebbe potuto contribuire alla lotta pacifica, ragionata e civile contro le lobby massoniche mondiali. E sarebbe qui con noi a scrivere al computer. A confrontarsi col mondo.
Con quella sua inutile morte, con quelle centinaia di feriti e con i milioni di danni ai privati e alla città, si è avuto solo un aumento di simpatia per la Destra (i cui membri già sono sottoposti a pressante condizionamento mentale) attraverso la criminalizzazione dell’intero movimento di opposizione alla globalizzazione. I black bloc e gli altri ragazzi anarchici hanno fatto un bel servizio alla massoneria. Quanti manifestanti pacifici, credendo di andare a una festa e ritrovandosi al pronto soccorso, torneranno a un’altra manifestazione organizzata dagli antiglobalisti? Quelli che si sono presi le manganellate difficilmente torneranno e ci andranno solo le nuove generazioni, che non hanno ancora provato sulla loro pelle le botte e i gas lacrimogeni, in un continuo autorigenerante meccanismo di ripetizione degli errori. I nostri nonni hanno fatto il ’68; i nostri padri hanno fatto il ’77 e noi vogliamo fare qualcosa. Qualunque cosa. Vogliamo seguire le orme degli antenati e prenderci la nostra dose di bastonate. Se no non ci divertiamo. Un popolo che non impara dagli errori del passato è condannato a ripeterli.
Io trovo riprovevole, e un’offesa alla dignità umana, che uno sbirro colpisca vigliaccamente un inerme dimostrante, facendosi forza dell’appartenenza alla tribù dominante e trovo parimenti riprovevole, e un’offesa alla dignità umana, che un ragazzo combattente tiri bottiglie molotov a uno sbirro, per manifestare la sua rabbia contro il regime dittatoriale al potere.
Siccome non bastano le bottiglie molotov per neutralizzare i regimi dittatoriali, bisogna andare alla base e scoprire come fare ad
abbattere alla radice la malapianta della dittatura. Ammesso che gli sbirri sfruttino subdolamente, tramite appositi infiltrati, le rimostranze degli anarchici e posto che costoro si riuniscano in assemblea per discutere su come combattere lo Stato, mi chiedo: ma di cosa discutono in quelle riunioni? Riescono ad elaborare una strategia vincente o ripetono le stesse obsolete tecniche del passato? Reiterano metodi ottocenteschi basati sulla bomba gettata contro la carrozza del re o si sforzano di trovare metodi efficaci per sconfiggere il Leviatano? Può essere che la reiterazione del vecchio metodo della molotov e del sanpietrino sia la palese dimostrazione del loro fallimento come formazione politica? Poiché l’anarchia, come idea filosofica, è una buona idea, quanto questi ragazzi dei centri sociali si sentono responsabili della rispettabilità dell’ideale anarchico, già ampiamente malfamato? E tirando sassi agli sbirri non stanno per caso affossando gli ideali di fratellanza e di giustizia che sono alla base dell’anarchia? Occhio per occhio rende tutto il mondo cieco, diceva Gandhi e tirare sassi e bottiglie agli sbirri è un modo infantile, in stile ragazzi della via Paal, di condurre le proprie battaglie. Meglio rinunciarvi! Oppure fare le cose sul serio.
Volete qualche proposta, dopo questi predicozzi? Stabilito che il potere deve essere svuotato con l’astensione al voto e con ogni altra forma di boicottaggio possibile e immaginabile, si deve partire da noi, dal popolo e vedere come nasce il potere. E’ dal popolo che escono gli sbirri, come diceva Pasolini. E’ il popolo che va a legittimare con il proprio voto quei farabutti che faranno le leggi e ci dissangueranno con le tasse. E’ con i nostri soldi che vengono stipendiati gli sbirri che ci picchiano. Dunque, bisogna partire da noi, dalla collettività, affinché non sia dato alcun pretesto, alcuna giustificazione, alcun potere a quella criminale minoranza che detiene il potere nel mondo, grazie a noi.
Moravia diceva che bisogna far nascere il tabù della guerra. Io dico che bisogna far nascere il tabù del poliziotto e del militare. Invece di considerare degno e meritorio fare il poliziotto o il militare, bisogna far sì che arruolarsi nell’esercito o in polizia venga considerato disonorevole. Dobbiamo assumere una mentalità da mafiosi, in questo caso, e vedere come una vergogna avere un militare in famiglia. Deve diventare osceno avere un carabiniere in casa. Una cosa di cui vergognarsi, come avere uno zio prete (io ce n’ho uno!).
Se riusciremo a entrare nell’ordine d’idee che uno sbirro è una vergogna per l’umanità, non avremo più forze dell’ordine e forse nemmeno il nuovo ordine. Il disordine deve essere attraente e meritorio. Disorganizziamoci scientificamente, diceva Pannella.
E se vi sembra che tale percorso sia lungo o utopico e volete affrettare le cose, allora eccovi altri consigli. I seggi elettorali possono essere bruciati, dopo essersi accertati che non vi dormano militari in servizio di sorveglianza. Non vogliamo morti sulla coscienza. Le tipografie che stampano le schede elettorali possono essere distrutte e i macchinari sabotati. I ragazzi dei centri sociali, invece di fare a pezzi i gazebi della Lega Nord, potrebbero mettere fuori uso le stampatrici di manifesti elettorali. Senza la scheda elettorale dove mettono la crocetta quegli analfabeti che votano ottusamente i propri carnefici? E con un po’ d’immaginazione si possono trovare mille modi per boicottare e sabotare i gangli del sistema corrotto e mortifero che ci tiene schiavi, magari anche studiando i modi per eliminare le banche e il denaro ivi contenuto, ma sempre badando di non recare danno alle persone. Sulle cose vi do il via libera! Vi do il mio placet. Ma devono essere cose precise, mirate, pertinenti e non vetrine di negozi e automezzi privati com’è successo a Genova. Senza senso.
E il sabotaggio potrebbe essere la risposta, visto che dieci anni dopo si è ripresentata la stessa situazione con un altro nome: Val di Susa. Anche in quel caso l’autodeterminazione dei popoli è stata vilipesa e repressa e i meccanismi di diffamazione ai danni dei manifestanti si sono ripresentati tali e quali. Le manganellate erano identiche. La volontà del popolo può farcela. Si tratta solo di trovare il giusto mezzo per farla emergere. Il boicottaggio e il sabotaggio senza spargimento di sangue potrebbero essere la via da seguire, unitamente all’opposizione non violenta da parte della gente.
Oggi posso dire: “Io a Genova c’ero!”. Sono stato un testimone di eventi significativi. Sono stato un testimone di Genova.





























Penso tu abbia ragione in gran parte.
Ma se ti fai un giro in un centro commerciale di domenica pomeriggio (ok, lo so, ci vuole del coraggio) ti renderai conto che è piuttosto dura che qualcosa cambi.
Purtroppo la massa è quella e sono la stragrande maggioranza.
E gli hanno pure dato il diritto di voto… e si capisce il perchè.
Insomma io resto ottimista perchè so che certe evoluzioni non si possono arrestare, al limite solo rallentare, ma sono proprio curioso di vedere in che modo si sbloccherà questa situazione.
Situazione che, ora come ora, è un po’ un vicolo cieco.
Forse la crisi economica, quella vera però (queste ultime mi sembrano solo aperitivi) potrà squarciare il velo di oscurità e gettare qualche scintilla in certe menti.
Bah… vedremo, sono comunque tempi affascinanti. Non credi?
Yadda concordo con la sostanza del tuo commento, a riguardo della fantomatica crisi questa è una grossa bugia anche se fanno di tutto per convincerci che c’è, ti posso assicurare che la crisi quella vera (come dici tu) è ben altra cosa, un es. ci è stato dato dall’argentina nei fine anni 90, chi ha potuto vedere ha visto cose paragonabili e forse anche peggiori di quelle del ’29 in america; credimi più volte ho detto nei commenti: quando non trovi posto per una pizza in nessun locale durante la settimana, quando è più facile andare da un notaio che da un barbiere/acconciatore, quando provo a trovare un buco per le vacanze ma non si trova nè al mare nè in montagna, quando in autostrada a 3 corsie si procede a passo d’uomo per il solo troppo traffico alle 11 di martedi mattina, quando si è costretti a chiamare dalle mie parti la polizia e la protezione civile per regolamentare il flusso in entrata ed uscita degli acquirenti dai grossi centri commerciali, quando sento discorsi fra la gente del tipo: sai è vero c’è la crisi, ma scusami ora devo scappare in negozio perchè con i saldi ho trovato un paio di scarpe a 150 euro anzichè 190 non voglio perdere l’affare: MA DI CHE CRISI STIAMO PARLANDO?? Posso dire che l’inizio del cambiamento vero può avvenier dal momento in cui ci diremo la verità e la smetteremo al contempo di prenderci in giro..
E vero siamo delle scimie evolute(tecnologicamente) e come tali incapaci di usare la ragione per creare qualsiasi cambiamento,anni fa in Argentina mi martellavo la testa con le ideologie del Che (Guevara)andavo con gli amici a butare i sassi contro qualsiasi cosa fosse colore blu( colore della divisa dei polizioti argentini) fin che questi ti prendevano,e quelli non scherzavano,se ti prendevano,dificilmente ritornavi…è una lotta dispari,ciclica come hai detto,e finche ci uniamo per ideali di cambiamento ma non salutiamo al vicino della porta accanto sara sempre un fallimento,esempio,un giorno resto senza aqua,chiedo a un vicino e questo mi risponde che era gia al letto,quindi niente aqua,una cosa che mi ha stupito apena arrivato in Italia era che ogni casa aveva suoi atrazzi di lavoro,tipo martello,pinze ecc. cosi non doviamo chiederlo al vicino mi fu detto…si siamo delle scimie egoiste e csi ci sara sempre un polizioto,un prete,un politico,perche fanno i cazzi suoi,come clan lottiamo contro il clan rivale,ma dopo contro chi del nostro clan la pensa in forma diversa,e cosi via,i cambiamenti devono partire da ogni uno,la forza di qualsisi rivoluzione ormai sta solo dentro di noi,e finito il tempo dei grandi movimenti,religiosi,politici,sociali.
Ora è evidente a tutti gli spiriti liberi che i manifestanti di Genova avevano ragione.
Ma lo era (evidente) anche agli oligarchi.
Infatti, non a caso, vi inviarono i provocatori (mercenari) per inficiarne le buone ragioni.
Detto questo e parafrasando Sun Tzu, non s’incomincia mai una guerra se non si ha una strategia comune nonché adeguatezza di truppe e poi si noti che:
« ll combattente migliore è quello che vanifica i piani del nemico; secondo viene quello che sa spezzarne le alleanze; dopo colui che adotta lo scontro armato; peggiore è infine chi ricorre all’assedio»
Ergo.
Ragione + consapevolezza + cuore + cultura + il leverage planetario di internet + rabbia, povertà ed esasperazione costituiranno la miscela di ingredienti che spazzerà il verminaio attuale.
Soltanto allora la guerra sarà prima dichiarata e dipoi vinta. Ci siamo, quasi…
Inutile chiuder la stalla quando i buoi sono fuggiti … quel tipo di rivolta ormai non produrrebbe alcun risultato, in quanto necessita di una parte politica ( oggi inesistente ) che se ne faccia carico.
Siamo soli, con la sola consapevolezza che QUALUNQUE MOSSA IL POTERE ABBIA IN MENTE ( lo stesso potere sta cercando una mossa-chiave, sta fomentando malcontento e possibili focolai di rivolta ) dovrà pur sempre servirsi di noi.
Il potere si sta muovendo su tanti piani diversi: mentre da una parte sta chiudendo ogni possibile via “pratica” ( aumentando e deterritorializzando le forze dell’ ordine, impedendo ogni via giuridica e politica, giustificando l’ intervento NATO anche per una pisciatina di cane, ecc ), dall’ altra deve indurre nella massa un “desiderio di cambiamento”, e poi farlo esplodere in qualche modo … e qui utilizzerà probabilmente il “popolo viola”, e l’ ennesima rivoluzione colorata.
E’ proprio nel reindirizzo del dissenso che una vera forza d’ opposizione potrebbe cercare di forzare l’ esito … non certo noi blogger … e a questo punto c’è solo da sperare che il fratello Silvio qui sopra non sia così attentamente in ascolto per niente … e che abbia un solido carico a bastoni da aggiungere al nostro due di briscola. E potrebbe forse ripetersi il miracolo di Gheddafi ( aiutato da chi ? ) che riesce ad aver ragione dell’ Accolita Criminale Occidentale …
Fuor di metafora: se esiste un’ élite di contrapposizione è bene che si prepari a saltar fuori ( quest’ autunno ? ); differentemente non possiamo che rassegnarci alla nostra sorte già scritta.
Sig. Duria sono molto piu’ vecchio di lei e mi permetto di darle qualche consiglio in base alla mia esperienza di vita vissuta. Innanzitutto gli “anarchici” che uccidono e poi si pentono escono di galera, quelli che hanno espresso solo idee contro il potere dominante continuano a stare in galera, controlli e verifichi quello che ho detto. Il potere teme molto di piu’ le idee che non gli atti terroristici , questa è la realtà dei fatti e spesso i vari attentatori “anarchici” erano al soldo dei servizi segreti. Con la violenza non si ottiene nulla , solo con una corretta educazione si migliora il livello della vita quotidiana della gente e come diceva un vecchio motto della sinistra idealista un altro punto fondamentale è questo : senza servi niente padroni ! Ma purtroppo i servi a buon mercato si trovano facilmente , guarda caso i Mille assunti da garibaldi per la famosa spedizione erano quasi tutti carcerati a vita che in cambio della prestazione, se sopravvivevano erano liberi. Tanto per sollevare un pò il morale le consiglio l’ascolto della canzone “Addio Lugano bella” cantata da Milva negli anni 60′ . Il testo fa riferimento a un fatto storico successo a fine ottocento, su Internet può trovare tutta questa documentazione , il tempo passa ma gli uomini non cambiano.
Tra le canzoni anarchiche io proporrei anche l’ascolto di “O Gorizia tu sia maledetta” e “Sante Caserio”
La differenza tra noi e loro e che loro sono organizzati da un bel pò di tempo e sanno bene quali sono i loro obiettivi mentre noi ancora non sappiamo i nostri visto che abbiamo ancora problemi a conoscere noi e le nostre origini … l’ignoranza in cui ci hanno tenuto è così profonda che solo emergere è già una impresa figurarsi riuscire a trovare una comunione d’intenti date i molteplici condizionamenti ricevuti … basta pensare all’istituto della pensione statale, introdotto in Prussia da Bismarck (ci dicono per venir incontro alle richieste dell’avanzante comunismo), che è secondo me la più grande truffa dopo la religione (qualsiasi) di stato infatti la prima, come la seconda, ci promette che se rispettiamo i patti alla fine saremo ricompensati con la pensione (il paradiso per la seconda) … in entrambi i casi rimettiamo ad altri il nostro futuro … la seconda ci ha fregato la prima lo farà … loro lo sapevano che prima o poi la religione di stato, e il diritto divino dei re, non avrebbe più funzionato (basta un briciolo di apertura mentale per capire che le religioni istituzionalizzate sono una montatura) per cui si sono inventati il materialismo da cui sono nate le attuali forze duali del capitalismo e del comunismo … personalmente ritengo che chiese, stati partiti e organismi internazionali siano la fonte della nostra millenaria caduta e che l’anarchia (intesa come società organica circolare) sia l’unica strada percorribile … la violenza non porta ad alcun risultato la determinazione a qualunche obiettivo.
Però, prima di decidere le strategie, bisogna sapere dove si vuole arrivare perchè se lo scopo è solo quello di avere un buon stipendio per continuare a fare una vita “consumistica e individualistica” anche se magari politicamente corretta allora non si va da nessuna parte. E’ lo scopo che determina le azioni e se lo scopo non è elevato non si possono avere azioni elevate. Roberto, condivido in pieno il tuo articolo come anche i commenti precedenti al mio … non so se esista una vera elitè di opposizione (ne dubito) però una strada c’è per far crollare il sistema ma occorre la partecipazione solidale di almeno il 70/80% della popolazione: blocco immediamento e a tempo indeterminato del pagamento di qualsiasi tassa e multa (sciopero fiscale) …. esiste un principio giuridico naturale “dimenticato” che ritiene una legge decaduta quando la maggioranza della popolazione non la rispetta … a fatica cerchiamo di liberarci dalle chiese perchè ci siamo fatti ingannare dallo stato e dalla rivoluzione francese? se lo stato moderno è un contratto tra esso ed il cittadino mi spiegate quand’è che lo abbiamo firmato? chi cazzo è lo Stato se non un nuovo e moderno ente superiore invisibile a cui tutto è dovuto anche se che, come al solito, il tutto viene spartito tra i sarcedoti-ministri. Vi sono pure le gerarchie angeliche nello stato-regime si parte da quella comunale fino ad arrrivare a quella internazionale. Alla fine credere agli stati è come credere ad un nuovo dio infatti mentre una volta era onorevole combattere per il proprio re o la propria fede (cosa oggi ritenuta da noi sbagliata) oggi è onorevole combattere per difendere gli interessi della nostra civilità occidentale anche se ciò comporta la morte di civili innocenti. Lo stato laico moderno mi ha insegnato che c’è un’unica vita e che il mio scopo è quello di contribuire con il lavoro e le tasse al benessere della società … ma se c’è un’unica vita e non so quanto durerà perchè non posso scegliere se volere o meno la pensione visto che con il sistema attuale sono legato a vita con lo stato e se muori prima del previsto si tiene tutto lui … almeno nella religione ci sono il libero arbitrio ed il paradiso che come concetti (anche se falsificati) sono sicuramente più elevati di quelli della pensione e delle ferie retribuite …. mi sa che siamo caduti dalla padella direttamente nelle braci ardenti.
Per concludere questo mio lungo e allucinante sfogo, caro Roberto ritengo che sia indispensabile trovare un progetto comune senza più divisioni e i tuoi post possono essere d’aiuto nel trovarlo …. essere in tanti, Yadda, rimane per ora un’utopia.
Mondart,
non mi risulta che la nostra sorte sia già segnata.
Certo, la cleptocrazia dominante è riuscita a consolidare in buona parte del pianeta il “Plutonomy” = una società costituita da ricchissimi (= 0,1% della popolazione) e da poverissimi (= 99,9% della popolazione), a mezzo della definitiva scomparsa della classe medio-lavoratrice, ridotta a “servi della gleba”.
Ma non è detto che l’abbia vinta su tutti i fronti.
Le divisioni profonde in Bilderberg, le loro lotte intestine senza esclusione di colpi (vedi vicenda Murdoch), il sorgere di una terza elite mondiale in possesso del super-EMP e fortemente scossa dalle catastrofi HAARP-indotte nelle loro terre, le sconfitte da loro subite recentemente nel mercato dell’oro e dell’argento (che non riescono più a monopolizzare) potrebbero denotare un’inversione di tendenza…
Se a ciò aggiungiamo la possibile esplosione delle passioni (rabbia, indignazione, esasperazione) da parte di chi ha sinora patito, senza reagire…..
Forse dovrebbe farlo il titolare del sito, ma già che ci sono lo faccio anch’io: vi ringrazio tutti per l’ottima qualità dei vostri interventi. E’ davvero un piacere vedere le cose da angolature diverse.
Mi colpì, nel 1980, una frase su un manifesto dei Radicali. Diceva: “Sparano alla divisa e dentro c’è un uomo”. Erano gli anni di piombo e anche se quelle questioni sono sempre state marginali per me, perché avevo deciso di occuparmi di diritti animali, quella frase mi aveva fatto riflettere sull’insensatezza della violenza terroristica.
Oggi abbiamo a che fare con la stessa violenza, ma i personaggi sono cambiati.
Oggi i cattivi sono i musulmani, ma noi sappiamo che si tratta di una truffa, di una serie di attentati “false flag”, organizzati dai servizi segreti occidentali.
Se leggete l’articolo postato qui sotto, alla fine è la stessa polizia norvegese che esclude i terroristi arabi, ma per l’opinione pubblica mondiale è ancora il fantasma di Bin Laden a fare quei poveri morti.
http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=157108&sez=MONDO
Tornando a casa nostra, se volessero applicare lo stesso metodo, basterebbe un’autobomba in Val di Susa, che uccidesse una decina di poliziotti e il gioco sarebbe fatto. L’intero movimento valsusino sarebbe messo a tacere e il tunnel si farebbe senza ulteriori difficoltà.
Mi stupisco che non l’abbiano già fatta, questa strage di poliziotti. Sono satanisti e i sacrifici umani li mandano in visibilio e in più la cosa andrebbe a loro favore dal punto di vista logistico. Della serie: l’utile e il dilettevole.
Spero di non portare sfiga e di non attirare lo sguardo di Satana sulla valle.
Ciao a tutti da Freeanimals
Caro Duria,
Premesso che è un bell’articolo ti contesto alcune cose, alcune contraddizioni secondo me presenti.. Da un lato dici che bisogna trovare nuovi metodi di lotta, infatti concordo le manifestazioni di piazza sono nella maggior parte dei casi assolutamente inutili, e bisognerebbe spiegarlo alle nuove generazioni piene di voglia di farsi manganellare in testa, bisognerebbe andare nelle scuole.. ma cosa proponi poi? ..boicottaggi e astensioni di massa.. Siamo nel 2011 e sono 30 o 40 anni che parliamo di boicottaggi.. ovvero metodi obsoleti, fallimentari che per decenni e decenni non hanno portato a nulla, nulla di realmente grande!.
Questi metodi sono granelli, granelli in un deserto e proporli a mio parere è sbagliato è restrittivo. Perchè non ampliare la propria visione, perchè non proporre un mutamento radicale della società, nel nostro insostenibile stile di vita?. Forse ci dimentichiamo che il nostro insensato modo di vivere quotidiano è causa della condizione del sud del mondo?.. vi siete chiesti quanto è costato e quanto costa tutto quello che abbiamo noi oggi ( parlo anche delle cose più semplici)? Io penso di no. In realtà dobbiamo combattere noi stessi, perchè il Sistema non fa altro che imboccarci, nutrirci…. le guerre per il petrolio per chi credete che le fanno? anche per noi e per il nostro stile di vita.. perchè se anche guadagniamo 300 euro al mese il caffè al bar lo beviamo lo stesso, al supermercato ci andiamo lo stesso, la macchina la usiamo, e mille altre cose. Il reale cambiamento dovrebbe investire ogni cosa, ogni aspetto di noi.
Altro che boicottaggi.
Con una inversione simile il resto verrà da solo..
Il pacifismo ha fallito giusto? e le battaglie portate avanti dagli animalisti, le grandi manifestazioni?..
Manca una visione di insieme, invece tutti i movimenti sono spezzettati, occupati a guardarsi sotto il naso.
Manca una visione UNICA di cambiamenti, radicale unica e condivisa che crei consenso ( e qui si apre un altro argomento importante ovvero la creazione di una macchina di consenso in contrapposizione a quella del potere). Sennò fra 20 anni saremo ancora qui a parlare di boicottaggi a parlare delle “solite” nuove generazioni che si fanno sfondare la testa dalle “giacche blu”, e di qualche giovane assassinato.
Un tempo a manifestare c’erano operai incazzati, molti con la rivoltella sotto la giacca, oggi nelle manifestazioni ci sono ragazzini di 13- 14 anni che sorridendo e sgambettando urlano e si scalmanano, e alla fine manco sanno il perchè.
buon week end a tutti
Jurij, parole tue:
“Questi metodi sono granelli, granelli in un deserto”
Un granello può inceppare gli ingranaggi ed è ciò che ho sempre saputo a proposito delle nostre azioni, specie quelle di liberazione di animali che comportavano danni a strutture e sabotaggi vari.
Su questo tema, cioè sulla validità del metodo del sabotaggio, mi piacerebbe scrivere un articolo, limitatamente alla mia esperienza.
Vedremo se mi verrà l’ispirazione.
Intanto, grazie.
Ciao.
Freeanimals