di Giorgio Quarantotto
In data 21 luglio si è tenuto presso la sala Zodiaco della Provincia di Bologna, una conferenza, sulla guerra in Libia, che a mio avviso è stata deludente in quanto non si sono analizzate le cause geopolitiche che hanno dato luogo a questo conflitto. Anche se il prof. Calchi Novati ha correttamente fatto un quadro storico sulla Libia, a partire dal colonialismo italiano, non ha commentato sulla attività dei servizi segreti e sugli interessi economici della Francia e degli Angloamericani che sono alla origine di questa guerra. Poiché nelle assemblee di questo tipo non è consentito esprimere opinioni che superano i tre minuti, perché i relatori occupano tutto il tempo disponibile, ho sentito il dovere di aggiungere ulteriori considerazioni attraverso la rete internet, per coloro che non si lasciano strumentalizzare dalla propaganda.
Molti argomenti dei motivi reali che hanno determinato l’inizio della guerra dei paesi occidentali contro la Libia, vengono regolarmente taciuti al popolo italiano, il quale subisce da anni gli effetti di una propaganda mediatica “pro guerra”, a cui anche il giornale “la Repubblica ” collabora incessantemente. Inoltre, si assiste all’assenza di una seria analisi critica di questi avvenimenti da parte della cosiddetta “sinistra italiana” che un tempo, (ricordo quando ci fu la guerra del Vietnam) era effettivamente contro tutte le guerre imperiali e coloniali. C’è di fatto ad un appiattimento di idee e di valori che delude le aspettative di coloro che si sono sempre schierati per la pace e la collaborazione dei popoli. La politica si dimostra ancora una volta al servizio delle potenze economiche più forti e collabora con essa tenendo il proprio elettorato in uno stato di perenne semi ignoranza, già partire dai fatti dell’11 settembre. Le Torri che caddero furono tre di cui una fu la torre n°7 (ovviamente minata – http://xoomer.virgilio.it/911_subito/wtc7_crollato.htm e questo non viene mai menzionato dalle forze politiche, sinistra compresa. E’ la grande menzogna di cui ci ha ben documentato Thierry Meyssan – di Rete Voltaire, che ha avuto lo scopo di creare le motivazioni per la lunga guerra nel Medioriente petrolifero attraverso la minaccia terroristica attribuita ad Osama Bin Laden. Quasi certamente gli aerei erano teleguidati e forse sopra sopra non c’era nessuno. Ma il crollo per certo fu una demolizione controllata come ebbe a dire il pompiere William Rodriguesin : 9/11 Heri ( cercare su google) e tutti gli analisti e giornalisti indipendenti, che non sono a libro paga del Sistema, confermano questa analisi su prove scientifiche.
Tutta la sinistra italiana, da allora preferisce non vedere e non analizzare gli avvenimenti, per paura o collusione. . L’unico uomo Politico, che non volle piegarsi ad Henry Kissinger fu Aldo Moro. Da allora tutti i partiti si sono allineati e legano il carro dove vuole il padrone. In effetti siamo sotto una dittatura e in questa occasione lo voglio ricordare, che si tratta di una dittatura finanziaria, militare e mediatica che ci chiama New World Order e che gestisce a partire dagli Stati Uniti, anche l’Unione Europea, controlla il Parlamento Europeo, la corte dell’Aia, la Bce e il Fondo monetario internazionale, gestisce le crisi economiche. E’ bene ricordare che la Bce che è una società privata a scopo di lucro, la quale specula sui tassi di interesse della moneta euro, avendo i paesi aderenti rinunciato alla sovranità monetaria. In rete trovate ciò che la politica non vi dice e non vi dirà mai.
“Il mondo si divide in tre categorie di persone: un piccolissimo numero che fanno produrre gli avvenimenti; un gruppo un po’ più importante che veglia alla loro esecuzione e assiste al loro compimento, e infine una vasta maggioranza che giammai saprà ciò che in realtà è accaduto”.
(Nicholas Murray Butler, membro del CFR – Council on Foreign Relations)
La guerra contro la Libia è un disastro economico per l’Africa e l’Europa
Uno dei motivi della guerra contro la Libia è quello di fermare lo sviluppo del continente, consentire l’installazione della base militare dell’US Africom in Cirenaica e l’avvio dello sfruttamento coloniale dell’Africa a beneficio degli Stati Uniti. Per capire questi problemi nascosti, la Rete Voltaire ha intervistato Mohammed Siala, ministro della cooperazione e direttore del fondo sovrano libico.
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Mohammed Siala riceve gli investigatori di Rete Voltaire
© Mahdi Darius Nazemroaya/Rete Voltaire
Rete Voltaire: Il suo paese è ricco di petrolio e gas. Avete capitalizzato 70 miliardi dollari nella Autorità per gli Investimenti Libica. Come usate questa manna?
Mohammed Siala: Abbiamo risorse significative, ma non sono rinnovabili. Così abbiamo creato la Autorità per gli Investimenti Libica per proteggere il patrimonio delle generazioni future, come hanno fatto i norvegesi, per esempio. Tuttavia, dedichiamo una parte di questi fondi allo sviluppo dell’Africa. Questo vuol dire che abbiamo investito oltre 6 miliardi dollari in azioni di sviluppo del continente, in agricoltura, turismo, commercio, miniere, ecc.
Abbiamo messo i fondi rimanenti in settori diversi, paesi diversi, diverse valute. Ovunque, compresi gli Stati Uniti e Germania, che purtroppo hanno permesso di congelare alcuni dei nostri beni.
Rete Voltaire: Tecnicamente, come viene messo in atto questo congelamento?
Mohammed Siala: il blocco dei beni è regolato dalle leggi bancarie del paese in cui vengono collocati. La regola è che bloccano i nostri conti, ma a volte possiamo ottenere il rilascio se portiamo la controversia al Consiglio dei Reclami e se proviamo che sono destinati a determinati usi. Per esempio, io ho appena ottenuto il disgelo dei fondi destinati alle borse di studio di 1.200 studenti che abbiamo mandato in Malesia. Cerchiamo di fare lo stesso per tutto ciò che riguarda i benefici sociali o le spese per il ricovero dei nostri cittadini all’estero.
Occasionalmente, alcuni paesi ci permettono di utilizzare i fondi per comprare cibo o medicine. In linea di principio, è nostro diritto, ma molti si rifiutano di scongelare i fondi necessari o lo rimandano. Per esempio, in Italia, lo stato nega qualsiasi uso dei nostri beni. In Germania, lo stato lo consente per scopi umanitari, ma alcune banche si rifiutano di sbloccare i fondi. Le interpretazioni della risoluzione sono completamente differenti da stato a stato. Chiediamo una regola chiara: ciò che è permesso è consentito e ciò che non lo è, è proibito. Per ora, l’interpretazione è politica e la forza prevale sul diritto.
Rete Voltaire: è l’unico problema che incontrate nei i vostri rifornimenti?
Mohammed Siala: Dobbiamo anche affrontare il blocco marittimo che la NATO ha istituito senza base legale. Impediscono il nostro approvvigionamento , o lo ritardano, anche i carichi di derrate alimentari. Si applicano in particolare a evitare le nostre consegne di benzina, anche se ciò non è coperto da pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite. Abbiamo una petroliera che pazienta da un mese a Malta. Per ogni nave, discutono dell’uso duale di quello che trasporta. La benzina è destinata ai veicoli civili. Ma loro dicono che può anche essere usata per i veicoli dell’esercito. Noi rispondiamo che non possono vietarci di usarlo per le ambulanze, ecc. Tuttavia, dall’inizio del conflitto, impediscono qualsiasi consegna di gas. Tuttavia, siamo dipendenti da raffinerie estere per circa un terzo del nostro fabbisogno. Da qui la carenza attuale. In teoria, hanno solo il diritto di ispezionare le navi per assicurarsi che non trasportano armi. Ma in pratica hanno installato illegalmente un blocco navale. Hanno ordinato alle navi russe e cinesi di tornare indietro. I loro stati devono quindi presentare una denuncia presso il comitato per le sanzioni delle Nazioni Unite, per discutere dell’interpretazione delle risoluzioni. Si tratta di un processo senza fine e dissuasiva. Nessuna base giuridica gli consente di farlo, ma sono forti, sicuri della loro impunità.
Tuttavia noi siamo in grado di rifornirci via terra, ma questo è irrisorio: abbiamo bisogno di un mese per trasportare sui camion quello che possiamo scaricare, in un solo giorno, nei nostri porti.
Rete Voltaire: Il suo paese ha intensificato la costruzione delle infrastrutture, tra cui le gigantesche opere d’irrigazione del Man Made River. Quali sono i vostri progetti attuali?
Mohammed Siala: C’è una ferrovia che attraversa il Nord Africa, ad eccezione della Libia. Vogliamo portare a termine l’integrazione nell’economia regionale e sospingerla. I cinesi costruiscono il tratto Tunisia-Sirte. I russi hanno il compito della Sirte-Bengasi. Una trattativa era in corso con l’Italia per la sezione Bengasi-Egitto, così come per le locomotive. Abbiamo anche iniziato la costruzione di una linea transcontinentale nord-sud, con il tratto Libia-N’Djamena. Si tratta di investimenti di interesse internazionale e abbiamo pensato che il G8 ci aiuterebbe. L’aveva promesso, ma non abbiamo visto arrivare nulla.
Siamo impegnati negli accordi, e abbiamo usato le offerte per costringere i nostri fornitori ad abbassare i prezzi. Durante la sua visita, Putin ha accettato di allineare i prezzi delle compagnie russe con quelli dei loro concorrenti cinesi. Siamo stati in grado di diversificare i nostri partner.
Rete Voltaire: Con la guerra, cosa accadrà a questi progetti?
Mohammed Siala: Tutti questi siti sono interrotti per il congelamento dei beni. Ma noi continuiamo la gara d’appalto sui tronconi da realizzare, perché siamo convinti che la guerra è temporanea e che i lavori riprenderanno. Ci stiamo preparando a continuare i contratti temporaneamente sospesi per motivi di “forza maggiore”.
La guerra ha esasperato i nostri partner. I cinesi hanno qui 20 miliardi di dollari in contratti, i turchi 12 miliardi. Poi ci sono gli italiani, russi e francesi. Non era loro interesse avviare questa aggressione, e tanto meno parteciparvi. Probabilmente alcune persone hanno ricevuto delle compensazioni sottobanco, ma non abbiamo informazioni precise su ciò. Altri sperando di poter più conquistare questo paese, sostengono da sé i contratti di ricostruzione.
Rete Voltaire: Quali sono le conseguenze del congelamento del vostro patrimonio per l’Africa?
Mohammed Siala: Bloccando le nostre risorse, hanno anche bloccato i nostri sforzi per sviluppare l’Africa. Il continente non è in grado di esportare materie prime. Noi investiamo in modo che siano trasformati e commercializzati in Africa, dagli africani. Si tratta di creare posti di lavoro e mantenere il plusvalore in Africa. Da un lato gli europei ci incoraggiano, perché si prosciuga il flusso migratorio, dall’altro, si oppongono perché dvrebbero abbandonare lo sfruttamento coloniale.
Gli occidentali vogliono mantenere l’Africa in una situazione in cui esporta solo materie prime, dei beni primari.
Per esempio, quando il caffè prodotto in Uganda è esportato in Germania, dove viene venduto, il profitto resta in Germania. Abbiamo finanziato impianti per la torrefazione, macinatura, confezionamento e così via, ecc. La percentuale di remunerazione per gli ugandesi è passata dal 20% all’80%. Ovviamente, la nostra politica è in conflitto con gli europei. Si tratta di un eufemismo.
Finanziamo risaie in Mozambico e in Liberia, per la somma di 32 milioni di dollari a progetto e creare 100000 posti di lavoro ciascuno. Cerchiamo prima l’autosufficienza di ogni stato africano, e solo dopo i mercati di esportazione. Senza dubbio, entriamo in conflitto con coloro che producono ed esportano riso, soprattutto se vi speculano.
Costruiamo anche strade. Per esempio dalla Libia al Niger. Abbiamo già collegato Sudan e Eritrea, sconvolgendo l’economia regionale e aprendo prospettive di sviluppo. Ora è possibile spostare merci su strada e mare
Rete Voltaire: Si può dire che la Libia ha poche alleanze diplomatiche, ma ha sviluppato alleanze economiche che vi proteggeranno. Possiamo parlare di diplomazia degli investimenti?
Mohammed Siala: sì. Per esempio, abbiamo 50 milioni dollari di fondi per la costruzione, da parte delle imprese cinesi, di un canale di 32 km in Mali, per l’irrigazione delle aree agricole. Il congelamento dei nostri beni interrompe gli importanti progetti per l’agricoltura in questo paese. Se continua ciò, sorgerà presto un problema alimentare e i popoli riprenderanno ed accelereranno la migrazione verso l’Europa. In definitiva, gli europei non possono permettersi di fermare i nostri sforzi per lo sviluppo del continente. Non hanno alcuna alternativa alla nostra politica.
Rete Voltaire: Avete un dispositivo che permette di pagare i vostri ordinativi sul mercato internazionale, nonostante il congelamento dei vostri beni. Il vostro paese viene attaccato, penso, naturalmente, all’acquisto di armi e munizioni.
Mohammed Siala: Resistiamo da quattro mesi e mezzo. Abbiamo imparato dall’embargo ed eravamo pronti fin dal primo giorno. Molti stati stanno guardando e vogliono adottare misure simili per proteggere se stessi dall’imperialismo.
Thierry Meyssan
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FRANCIA ATTACCA LA LIBIA HA LE CENTRALI NUCLEARI VECCHIE E RISCHIOSE GAS LIBICO….
































quello che sta succedendo è chiarissimo,ed è chiarissimo come nella storia recente questi fatti siano avvenuti spessissimo;ci sono persone che tramano,ingannano,frodano,approfittano,uccidono,colonizzano …loro simili,per soldi e potere.lo stanno facendo di continuo,senza sosta e se tu hai coscienza di ciò ti trovi in una strana condizione mentale.
sappiamo che ad ogni azione corrisponde una reazione.
all’azione da parte di usa,francia,inghilterra di attaccare la libia noi come stiamo reagendo e non mi riferisco alla politica dei politicanti,ma mi riferisco proprio a noi cosiddette persone comuni,noi che ci rendiamo conto che questa guerra come la maggior parte delle guerre è ingiusta.
io mi sento indignato offeso sopraffatto impotente e sento che non è abbastanza,vorrei reagire in maniera più efficace.
cosa posso fare??!!
Alla domanda “cosa posso fare?”, mi sento di risponderti sulla base di quello che so su di me, sulla mia coscenza e sulla mia anima e, di conseguenza, sulla base di quello che so su di ogniuno, perche siamo, che ci piaccia o no, tutti uguali.
Ci differenziamo solo sulla base delle scelte che facciamo, dopo aver capito che cosa e’ il libero arbitrio e come usarlo.
Siamo tutti dotati di una coscienza, che possiamo ascoltare oppure no, e sulla base della nostra scelta abbiamo un mezzo potentissimo, il pensiero, per dar vita a cio’ che vogliamo.
Ora, coloro che scelgono il male lo perseguono tramite una pianificazione che necessita di riflessioni, di piani, di studio ed infine di azioni volte al conseguimento del loro scopo.
Moltissimi di quelli che invece “scelgono” il bene rimangono, a livello mentale, solo fermi a sperare nella fine del male.
Difficilmente usano il loro pensiero in modo costruttivo per diffondere una idea di mondo dominata dal bene, dall’amore, dalla solidarieta’.
I loro pensieri non sono costruttivi, non sanno pensare felicemente e rinunciano a tutto il potere che la gestione conscia del proprio pensiero comporta.
Non si puo’ dimenticare inoltre che, nell’attuale stato di dominio delle forze negative, molti non hanno neppure il coraggio di esprimere desideri positivi senza temere di essere derisi.
La classica “MISS” qualcosa che, alla richiesta del cronista di turno di dire quale sia un suo grande desiderio, risponda: “L’amore universale, la pace nel mondo” risulta essere ridicola impedendo cosi ai piu’, per timore di sentirsi ridicoli pure loro, di esprimere un simile desiderio dentro di loro, tanto meno di farne una personale preghiera.
Premetto che non scrivo questo come cattolica od in base ad una qualsiasi religione, ma ora anche la scienza e’ in grado di dimostrare le enormi capacita’ della nostra mente.
Per cui, per fare di piu’, pensa semplicemente al bene che vorresti, senza curarti piu’ di tanto delle cose negative che al momento non puoi risolvere, pensa in termini di bene e non abbassarti mai ad accettare qualcosa che non corrisponda a questo fine.
Non so se vai a messa qualche volta, ma la prossima volta che ci andrai rifletti recitando il MEA CULPA, dove si chiede perdono dei peccati in ordine di importanza: Pensieri, Parole ed Opere.
Tutte le religioni sono state centri di potere magico ed hanno tutte conosciuto bene la forza dei pensieri.
Perche’ credi abbiano inventato la televisione? Per non farci pensare.
la guerra alla libia (vigliaccata).in democrazia,quando a qualcuno serve qualcosa,basti che paga un giusto prezzo per risolvere il problema.e troppo tempo che si subisce sotto inganno le angherie degli americani assieme ai suoi subalterni,(INGLESI FRANCESI CANADESI E QUEI ORGOGLIONI DEI MIEI CONNAZIONALI,di cui si illudano di essere popolo sovrano be!penso io e quella maggioranza che non si e letta la costituzione ad essere presa in giro, sempre parlando di guerra in libia,sono disgustato per i servizi informativi falsi e bugiardi.in libia la stragante maggioranza sta bene,basti pensare da un paese piu povero dell,africa(.sotto il regime gheddafi) il piu ricco,mica e cosa uguale che possiamo dire del nostro presidente!
Mamma mia quanti esperti della Libia che vedo! Suppongo abbiate dei diretti contatti in quel Paese o ci avete vissuto almeno un pò per parlare così :”in libia la stragante maggioranza sta bene”.
Certo è tutto relativo, dipende cosa si intende per “stare bene”