Fonte: ilCambiamento
Una mozione approvata in un comune del veronese circa un mese fa potrebbe costringere tutto il Veneto a bandire gli inceneritori e ripensare la propria strategia dei rifiuti in chiave sostenibile. Il comune in questione è quello di San Martino Buon Albergo, a pochi chilometri da Verona. Qui il Consiglio comunale ha votato una delibera per fermare l’inceneritore di Ca’ del Bue.
Messo in funzione nel 1999, l’inceneritore di Ca’ del Bue venne chiuso quasi subito in seguito ad un incendio. Nel 2004, poi, il nuovo collaudo non fu superato. Adesso tutto è pronto per riattivare l’impianto, ma i sindaci dei comuni limitrofi non ci stanno e parte l’iniziativa per fermarne la riapertura.
Partita da una proposta di Marco Braggion al consiglio comunale di San Martino e accolta all’unanimità dopo qualche aggiustamento, l’iniziativa si è estesa a tre sindaci che adesso guidano la lotta contro gli impianti di incenerimento: Avesani, Zerman e Lorenzoni.
Nei tre punti in cui si articola la mozione, poi, non si fa riferimento soltanto all’inceneritore di Ca’ del Bue. Il primo articolo recita: “la Regione vieta la costruzione di nuovi inceneritori, il potenziamento di quelli esistenti in Veneto e riconverte quegli funzionanti fino alla loro definitiva chiusura”. Il secondo articolo abroga le norme contenute nella legge regionale e nella delibera di Consiglio che fanno riferimento “alla realizzazione di nuovi inceneritori, al potenziamento e al mantenimento di quelli esistenti”.
Infine il terzo articolo invita la giunta e il Consiglio regionale a fare in modo che entro 180 giorni dalla pubblicazione della nuova legge siano modificate le normative del piano regionale dei rifiuti, “prevedendo la tipologia e la quantità degli impianti sostitutivi degli inceneritori previsti e di quelli funzionanti”.
Come si intuisce se questa legge venisse approvata l’intera regione del Veneto dovrebbe rinunciare all’incenerimento e procedere con strategie alternative. Gli inceneritori esistenti sarebbero riconvertiti in poli ambientali integrati che contribuiscano ad ottimizzare la raccolta differenziata. La regione inoltre sarebbe chiamata ad impegnarsi per far sì che le aziende riducano i propri imballaggi.
Perché possa essere discussa in regione, una mozione comunale deve essere approvata in almeno cinque consigli. Ne mancano quattro, ma la cosa non sembra impossibile. Fra pochi giorni, sabato 11 giugno, il comune di San Giovanni Lupatoto ha convocato un Consiglio comunale aperto nel Parco dell’Adige cui parteciperanno i primi cittadini interessati all’impianto di riciclaggio rifiuti.
La mobilitazione cresce, anche da parte dei cittadini – qualche settimana fa si è tenuta la marcia delle mamme contro gli inceneritori. Rinunciare agli inceneritori non dovrebbe rappresentare in Veneto un cambiamento così traumetico, visto che la regione gode di una delle percentuali più alte d’Italia per quanto riguarda la raccolta differenziata. Più difficile sarà convincere chi ha le mani nel business dei rifiuti, ma questa è un’altra storia.
A.D.
































Sono anni che combattiamo contro l’inceneritore di Cà del Bue … ora si sono mossi anche i sindaci della zona perchè hanno approfondito la questione e si sono resi conto dei danni che causano i “termovalorizzatori” … l’unico che ancora “non ha capito” è il sindaco di Verona Tosi.
eheheheheh…!!!!!
poretti pero i sindaci leghisti……..hihihiihihhi !!!!!
devono-muoversi tra l’incudine (NWO) da un lato e il martello (NOI) dall’altro !!!!!!
si prendono degli incarichi cosi delicati…..e poi cosa diamine vogliono !!!!!!!
de magistris che ha a che fare con i pecoroni se la puo passare liscia …..
….ma non i leghisti con i popoli del nord-italia abituati a lavorare sodo, a gestire le migliori aziende del mondo…..il popolo del nord non la fara passare liscia ai sindaci leghisti che li prenderanno per il culo….ne sono strasicuro !!!!!!!
@ Cristiano67
Se e’ per questo, neppure l’oncologo Veronesi, parlando di “termovalorizzatori” si e’ reso conto di quanto siano dannosi per la salute.
O forse si?
Del resto, senza malattie sai quanti disoccupati……………………..
Ma guarda… hanno inventato il cappello magico che fa sparire i rifiuti e non mi hanno avvertito….
La differenziata è cosa buona, giusta e necessaria, ma anche dove è più spinta raggiunge punte massime del 75/80%; resta comunque un 20% non riciclabile che va smaltito
Gli iceneritori rilasciano residui in atmosfera e provocano tumori; le discariche inquinano le falde e provocano tumori. OK, allora adottiamo in tutta Italia il metodo Napoli con i roghi per strada?
Gli inceneritori al momento sono il male minore per la gestione dei rifiuti che ora non sono riciclabili. Se un giorno ci sarà possibile riciclare tutto al 100% sarò il primo a battermi per la chiusura dei forni, ma fino a quel momento li ritengo indispensabili
Sul sito del Dott Stefano Montanari potrà trovare esauriente materiale sulla dannosità degli inceneritori
http://www.nanodiagnostics.it/
http://www.stefanomontanari.net/sito/
In merito allo strumento, il CNR ne ha inventato uno + funzionale, + economico e meno nocivo, si chiama THOR
http://www.youtube.com/watch?v=vo7glUJAREk&feature=related
Il problema, secondo me, si risolve alla radice producendo meno rifiuti, ma cambiare le proprie abitudini, anche se conviene, è difficile x chiunque non abbia consapevolezza di essere un individuo.
Alla prossima!