E ora vogliono prendersi la Siria
Precisiamo sempre che al Qaida è ritenuta dalla larga maggioranza dei bloggher italiani una derivazione, una invenzione dei servizi Usraeliani ndr
di: Matteo Bernabei Fonte: Rinascita.eu
L’Unione europea rafforzerà ulteriormente le sanzioni economiche contro la Siria. Lo hanno stabilito ieri i ministri degli esteri dei 27, che hanno raggiunto un accordo di principio sull’estensione della lista delle persone sottoposte ai provvedimenti restrittivi di Bruxelles. Il numero dei membri della autorità di Damasco sottoposti a congelamento dei beni e dei visti diplomatici, passerà quindi da quota 30 a quota 35. Si tratta del quarto pacchetto di sanzioni che l’Ue si appresta ad approvare nei confronti dei vertici del Paese arabo e che dovrebbe essere ufficializzato già la prossima settimana. Ancora una volta la promotrice dell’inasprimento dei provvedimenti contro Damasco è stata la Francia di Nicolas Sarkozy, il quale mercoledì scorso si era detto “sgomento” per il numero presunto delle vittime della rivolta e non aveva esitato a condannare “la prosecuzione della repressione” contro le proteste da parte di Damasco. Sarebbe però da chiedere al capo dell’Eliseo se gli stanno così a cuore anche le vittime civili che i raid dei suoi caccia in Libia fanno di tanto in tanto e che la Nato cerca costantemente di insabbiare. E chissà se Sarkozy avrà espresso la ferma condanna della repressione e delle limitazioni delle libertà personali anche al suo esimio ospite, re Abdallah II di Giordania. Anche il sovrano ha avuto in questi giorni molto da fare con le manifestazioni anti governative, che nella maggior parte dei casi sono state vietate o impedite e sulle quali guarda caso non si è saputo quasi nulla.
Ma è ormai evidente ai più che gli Stati Uniti e i loro alleati stanno tentando di sfruttare l’onda delle rivolte arabe per mettere le mani su quei Paesi della regione vicino orientale ancora reticenti a fare da marionette per la Casa Bianca. In questa sostanziale “monotonia” geopolitica è però intervenuto ieri a ravvivare la situazione il nuovo signore di al Qaida, il medico egiziano Ayman al Zawahiri (foto) che si è scagliato senza mezzi termini contro al Assad definendolo “il capo di una banda di criminali”. Il nuovo sceicco del terrore ha poi accusato l’amministrazione nordamericana di “ordire un complotto pianificando come sostituire Assad con un politico che possa proteggere i confini sionisti” imponendo “un altro regime anti-rivoluzionario e contrario al jihad, che segua gli americani e faccia gli interessi di Israele”.
Al Zawahiri ha quindi accusato il presidente siriano di essere un alleato di Israele e degli Usa e ha quindi invitato “il popolo libero della Siria a non allearsi con i vecchi colonialisti e i nuovi crociati”. Come si dice spesso in questi casi, poche idee e ben confuse per il nuovo numero uno di al Qaida, organizzazione di stampo salafita/wahabita, che ha cercato in ogni modo di attaccare contemporaneamente i nemici giurati di Washington e i rivali alawiti al potere in Siria. Chissà, forse ora gli Stati Uniti, colti in contropiede dalle dichiarazioni di al Zawairi inizieranno, come al loro solito, a bombardare qualche Paese arabo a caso. Scherzi a parte però, con la eventuale caduta del presidente al Assad il ritorno al settarismo sarebbe una conseguenza inevitabile e proprio come in Iraq e in Afghanistan, saranno stati gli Usa a provocarla.

































La Siria non verrà attaccata, ci sono degli schemi nel mondo che se si rompono si aprono conflitti mondiali. La Libia è una cosa la Siria è un altra.
La Siria è protetta dalla Russia, come la Russia non permette di essere agganciata tramite l’Ucraina e la Bielorussia in Est Europa, allo stesso modo non permetterà di essere agganciata in Asia Minore. Dietro le spalle si trova il Giappone.
Ne vale della sopravvivenza della stessa Russia. Per non entrare dalla porta cercano di entrare dalla finestra.
Perciò prepariamoci nei prossimi anni ad uno scontro tra Occidente e Oriente.
Condivido piano sionista