Riceviamo da Giorgio Quarantotto e postiamo.
Siamo in periodo di ferie, ma non dimentichiamo che l’Italia è ostaggio dei mercati finanziari internazionali e che sono in programma privatizzazioni e tagli alla spesa sociale, per la conseguenza di aver adottato la moneta unica perdendo la sovranità monetaria e introdotto il liberismo. E’ in atto un attacco speculativo senza precedenti dalla grande finanza. Lo Stato viene costretto a contrarsi per fare entrare le multinazionali dove prima lo Stato gestiva le imprese pubbliche. La svendita della prima parte del patrimonio pubblico non ha portato benefici (vedere su google: Benito Livigni al V° Congresso di Senza Bavaglio (4) ) ora si vuole procedere per la seconda parte.
… Il Cavallo di Troia è il debito, che in una certa misura è un pretesto. Nessuno vi chiarisce questi argomenti, vi viene solo chiesto di pagare. Punto. Bene ora pagate il conto al ritorno dalle ferie! Non lamentatevi, non passate parola, non protestate, non discutete sul posto di lavoro con le RSU di Base … accendete la Tv e sognate attraverso la pubblicità.
Chi comanda in casa nostra sono le forze finanziarie tra cui la Bce, il FMI, la Federal Reserve. La politica estera è decisa dagli Stati Uniti con il suo alto rappresentante in loco, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (militarmente sempre in assetto di guerra, guerre per la pace ovviamente. ) La Nato ci ha portato nel labirinto Afgano, nell’ Iraq per spodestare Saddam , ed ultimo in Libia contro il tiranno Gheddafi, per gli interessi petroliferi della Francia. L’alleanza Atlantica, ovvero gli Stati Uniti decidono e noi ubbidisco-signorsì.
La Norvegia che se ne è voluta stare fuori da tutto questo ora è sotto attacco attraverso una strategia di terrorismo che mira ad un cambio di governo… non dimentichiamo che i più grandi banchieri sono tutti ebrei e che gli ebrei praticano l’usura detta “ tasso di sconto” attaverso le banche che contollano. La Norvegia è diventata in tempo di crisi un boccone prelibato , visto la deludente guerra per i diritti umani alla Libia…
Alleghiamo un articolo dell’Avvenire che ci era sfuggito. suggerito da Giorgio Q.
Gheddafi chiude il rubinetto all’Eni e incita i suoi: prendere Bengasi
“Noi non avremo più un partenariato con l’Eni e l’Italia non otterrà, per il futuro, nessuna partecipazione nei contratti petroliferi in Libia”, ha continuato il premier libico Al Bagdadi al-Mahmoudi.
Il primo ministro ha stimato gli investimenti dell’Eni nel settore petrolifero, in Libia, in 30 miliardi di dollari. Il
responsabile del governo è tuttavia rimasto prudente rispetto a Francia e Stati Uniti, affermando che Tripoli tende “la mano” a questi due paesi, e si è detta “pronta” a negoziare con loro nei contratti petroliferi, dal momento che questi Paesi “iniziano a rivedere la loro posizione sull’aggressione atlantica”.
Secca la replica del ministro degli Esteri Franco Frattini: “Siamo noi che non vogliamo e non possiamo fare contratti” con Tripoli, “sono sotto embargo”.
E in serata è tornato a farsi sentire Gheddafi. In un messaggio trasmesso alla radio, ha invitato le sue truppe a “marciare su Bengasi”, roccaforte degli insorti.





























Benghazi è già in mano alle truppe di Ghedaffi, come anche Misurata, ma gli elicotteri-fortezza della NATO stanno uccidendo i civili a Benghazi. Sparare con i lanciamissili a spalla Igla o Strela a queste fortezze non dà grandi frutti e chi spara senza abbattere l’elicottero-fortezza dotato di elettronica diabolica è bollito.
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=zCnFBqVwhw8
http://www.youtube.com/watch?v=tE8_KFohnlw&feature=player_embedded
http://www.youtube.com/watch?v=0SeS_hJeAEU&feature=player_embedded
Signoraggio/moneta debito/banche canaglie e multinazionali idrocarburi acqua e risorse prima di cui adesso i semi e l’agricoltura sono le due facce della stessa medaglia.
Non solo producono denaro dal nulla ma poi li investono in operazioni sporche come il nucleare ecc
La Norvegia era una paese relativamente sovrano e petrolifero dai proventi nazionalizzati anche se nella scena internazionale la norges bank si comportava come una normale banca con fusioni e acquisizioni
La Libia, idem, ma nella parte sbagliata del mondo, il nordafrica, dove l’occidente ha da sempre il vizio di farsi i suoi porci comodi cagando intesta agli abitanti del luogo
L’Italia è invece da sempre succube dei finanzieri signori dell’aggio petroliferi: crivellata di trivelle, è il secondo paese piu ricco di idrocarburi in Europa ed è apertissima, grazie a una legge di prodi, a qualsiasi esplorazione di qualsiasi tipo. Banca dati del sottosuolo aperta a non tutti, solo le multinazionali carogne del mondo
E’ allucinante cara Nicoletta che nessun politico nostrano ne parli. Abbiamo mandato in parlamento e senato un branco di caproni incopetenti e incapaci oltre che camerieri.
Ciao
Caro Lino,
non “noi“, li abbiamo mandati, ma chi si sentiva rappresentato da loro. Io in parlamento non ho mandato nessuno, evidentemente “caproni incompetenti e incapaci oltre che camerieri” sono prima di tutto i loro elettori, sennò xkè votarli? è utile dare una pistola a chi sai che ti sparerà?
Con simpatia.
Penso che per la prima volta nel mondo paesi tenuti in sudditanza, governati da ipocriti ed incompetenti uniti nell’avidita’ e nel disprezzo dei diritti degli uomini, per sapersi regolare ed organizzarsi in qualche modo (qualsiasi modo, basta cominciare) aspettino di sapere quello che succede dalle fonti di regime e cioe’ da televisione e giornali.
Peccato che non vi sia l’oscar dell’imbecillita’. Riusciremmo anche in questo caso ad arrivare secondi.
Argomenti come la moneta a debito, il trattato di Lisbona, i danni da medicinali, le ricerche sull’energia nascoste dai militari sono sicuramente meno stuzzicanti dei vari matrimoni reali e delle varie fictions.
Poi ci troviamo a non essere padroni di noi stessi e ci chiediamo perche’.
L’italia è stata fondata dalle Logge londinesi per finalità geostrategiche nello scacchiere del Mediterraneo e verrà distrutta dai suoi creatori per i medesimi motivi.
Vedi la Yugoslavia.