http://www.survival.it/notizie/7521
Un’indagine condotta da Survival International ha portato alla luce prove allarmanti del fatto che alcune tra le terre agricole più produttive dell’Etiopia sono state sottratte alle tribù locali per essere affittate ad aziende straniere. Le società che si sono accaparrate la terra, l’utilizzeranno sia per la produzione di biocarburanti sia per coltivare ed esportare prodotti alimentari mentre, contemporaneamente, migliaia di Etiopi stanno morendo di fame a causa della terribile siccità in corso.Nella valle dell’Omo vivono otto diverse tribù.
© Joey L / joeyl.com
Ad essersi accaparrate ampi tratti di terra fertile situata nell’area del fiume Omo, nel sud-ovest dell’Etiopia, sono imprese malesi, coreane e anche italiane, tra cui la Fri-El Green Power. Nonostante i 90.000 indigeni che vi abitano dipendano dalla terra per la loro sopravvivenza, i terreni saranno sgombrati per fare spazio alle coltivazioni estensive destinate all’esportazione.
Il governo sta pianificando di aumentare la quantità di terra da destinare al progetto ad almeno 245.000 ettari, di cui almeno 150.000 saranno riservati alle piantagioni di canna da zucchero.
Il ritorno delle grandi dighe devasterà le vite dei popoli indigeni.
© E. Lafforgue/Survival
La regione è attualmente afflitta dalla peggiore siccità degli ultimi 60 anni, che sta lasciando milioni di persone senza cibo. Le tribù della Valle dell’Omo, per il momento, sono relativamente al riparo da questo flagello. Ma il governo li considera “arretrati” ed è determinato a “modernizzarli”: li vuole trasformare da contadini, pastori e cacciatori autosufficienti quali sono oggi, a manovali da impiegare nelle coltivazioni estensive. In alternativa, potrebbero essere anche semplicemente sfrattati dalle loro terre.
Il progetto agro-industriale varato dal governo nella regione include anche la costruzione di una serie di dighe sul fiume Omo, tra cui la controversa Gibe III ad opera dall’italiana Salini Costruttori, destinata a diventare una delle più grandi dell’Africa. Alla realizzazione della diga seguirà la costruzione di centinaia di chilometri di canali di irrigazione, che devieranno il corso di acque indispensabili agli indigeni. Queste operazioni priveranno le tribù delle esondazioni
stagionali del fiume, che alimentano e rendono possibile le loro coltivazioni.
La popolazione locale ha subito intimidazioni volte a impedire il passaggio di informazioni agli esterni o ai giornalisti, e non è mai stata adeguatamente consultata. Una persona che ha recentemente visitato la zona, ha raccontato a Survival che governo e polizia stanno usando la mano pesante con gli indigeni, arrestandoli, torturandoli e violentando le donne, in modo che non oppongano resistenza all’invasione della terra. Un indigeno ha detto a questo visitatore: “Le persone vivono nella paura, temono il governo. Per favore aiutate i pastori dell’Etiopia meridionale: su di loro incombe una grave minaccia”.
“I popoli che vivono nella Valle dell’Omo non sono né ‘arretrati’ né hanno bisogno di essere ‘modernizzati’ ha dichiarato Stephen Corry, direttore generale di Survival International. Essi appartengono al XXI secolo esattamente come le multinazionali che stanno cercando di accaparrarsi le loro terre. Costringendoli a diventare manovali, con ogni probabilità la qualità della loro vita peggiorerà drasticamente e saranno condannati alla fame e all’indigenza, esattamente come accade a molti dei loro connazionali.”

































Quelli che ci tediano i maroni con i loro servizi radiotelevisivi strappalacrime sui “viaggi della speranza” dei “disperati”.
La siccità e la carestia, secondo l’opinione degli autoctoni, sono amplificate dai media per ottenere lo scopo di confiscare la terra a beneficio di Monsanto, Cargill, Benetton (vedi Patagonia dove possiedono un milione di ettari) e instradare gli indigeni verso l’Europa.
L’Africa è così vasta e ricca di ogni ben di Dio che ci sarebbe posto per tutti. Forse sono le stesse forze monopolistiche che organizzano l’esodo dei neri che vengono dotati di ‘argent de poche’ perchè liberino il campo e si paghino il viaggio.
http://www.youtube.com/watch?v=EcI5XMiHgr4&feature=related
C’è una guerra anche contro di noi ed è la guerra dell’informazione ovvero la censura.
A Zlitan due giorni fa la NATO ha bombardato, non il figlio Khamis di Ghedaffi, ma l’ospedale uccidendo CINQUANTA bambini, come riferisce timidamente la TV libica. Gli islamici di norma non mostrerebbero i loro morti.
http://www.youtube.com/watch?v=EcI5XMiHgr4&feature=related
Alla ricerca di terreni fertili distrutte le ultime oasi tribali http://il-filo-conduttore.blogspot.com/2011/08/alla-ricerca-di-terreni-fertili.html
Puretoppo queste cose succedono da un pò di anni, da quando le multinazionali hanno fiutato questa “nuova risorsa” da depredare.
Lascio qualche link utile per approfondire l’argomento.
PRIVATIZZAZIONE DELLE TERRE FERTILI
http://www.vocidallastrada.com/2009/06/privatizzazione-delle-terre-fertili.html
BANCA MONDIALE E ACCAPARRAMENTO DELLE TERRE
http://www.vocidallastrada.com/2010/04/banca-mondiale-e-accaparramento-delle.html
IL NUOVO COLONIALISMO: RUBARE TERRE AI PAESI POVERI
http://www.vocidallastrada.com/2009/11/il-nuovo-colonialismo-rubare-terre-ai.html
….eppoi c’è il nuovo business dei biocarburanti promossi anche dalla criminale Unione Europea:
Wall Street, BP, bio-etanolo e la morte di massa
Abituarsi a vivere senza cibo
http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=5427
Grazie Alba il tuo è veramente un buon lavoro.
@ biscotto
Il sito qui sopra mi ha ”inchiodato” il PC ma sono ben protetto.
purtroppo terreni fertili come quelli dell Etiopia sono preda delle multinazionali che cercano in ogni modo di guadagnare e non provano neanche il minimo di interesse per quei poveri cittadini che assediati e cacciati cosi bruscamente che non hanno nemmeno il modo di capire quello che gli stia succedendo.povera gente!
COMUNQUE BISOGNA ESSERE CATTIVI PER FARE QUESTO