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Riceviamo e seppur in ritardo pubblichiamo

Il cosiddetto “caso Clerico”, del quale il Movimento Nazionale ITALIA GARANTISTA già si è occupato alcune settimane fa, continua a riservare colpi di scena e ad evidenziare, soprattutto, le numerose anomalie che caratterizza questa vicenda giudiziaria. Vicenda giudiziaria che, lo ricordiamo, vede imputati per il reato di calunnia Massimiliano Clerico e la mamma Mariangela De Lorenzi, colpevoli, secondo l’accusa, di aver appunto calunniato alcuni politici di spicco del Pdl di Biella, ad iniziare dal sindaco della città.

Reato tanto grave da far “meritare” ai due, oltre alla gogna mediatica che come al solito indica a priori una fantomatica appurata colpevolezza, anche la misura dell’arresto, misura insolita per non dire unica adottata tra gli analoghi procedimenti penali in corso di svolgimento in tutta Italia.

E così, dopo la richiesta della competente Procura di giudizio immediato per gli imputati, molti non aspettavano altro che vedere condannati Clerico e la mamma già l’altro giorno. Invece, tutto è stato rinviato al 4 ottobre prossimo, in quanto il fascicolo a difesa degli imputati, ed afferente appunto i fatti loro contestati che risalgono all’ottobre del 2010, è corposo e dunque al giudice serve naturalmente tempo per verificare e ponderare il tutto.

Un rinvio dell’udienza, dunque, che nessuno si attendeva, ad eccezione di coloro i quali, in testa ITALIA GARANTISTA, hanno da sempre evidenziato le anomalie di questa vicenda, dalla misura dell’arresto degli imputati al clima di inquisizione scatenatosi all’indomani della stessa. Come non fare riferimento, allora, al sistema perverso, a quel “sistema malato tra indagini e informazione” nel quale è piombata oggi la nostra giustizia?

«I giudici devono essere leoni, ma leoni sotto il trono». Questa frase di Francis Bacon viene così commentata da Luciano Violante nel suo libro “Magistrati”: «Il rapporto fra politica e giustizia resta difficile ancora oggi. Il trono ambisce a schiacciare i leoni. I leoni manifestano una certa propensione a sedersi sul trono. Solo una solida, laica coscienza istituzionale può garantire il raggiungimento di un equilibrio democratico».

Se ne desume, dunque, che il problema che maggiormente affligge la nostra democrazia oggi è il corto-circuito giudiziario, ovvero una rapporto dialettico assolutamente malsano tra politica e magistratura. Oggi il «trono» di cui parlava Bacon non esiste più. Esiste l’arena ed esistono i gladiatori sottoposti alla damnatio ad bestias.

Sempre Violante, inoltre, non usa mezzi termini equiparando la situazione politico-giudiziaria italiana a quella dei Paesi sudamericani: «L’informazione dedica spazi spropositati alla cronaca giudiziaria, non solo per la rilevanza oggettiva dei fatti; c’è un intreccio malato tra indagini e informazione. Nell’ antichità era pubblica l’esecuzione della pena che dimostrava la potenza del principe. Nell’età moderna la pubblicità riguarda il dibattimento che dimostra l’equità e la controllabilità del processo.

Oggi, nell’età dei mezzi di comunicazione, non abbiamo ancora stabilito il giusto equilibrio tra riservatezza delle indagini, tutela dei diritti delle persone coinvolte e diritto dell’opinione pubblica di conoscere e controllare. L’accertamento delle responsabilità arriva troppo tardi. Interessano solo le indagini. Per l’ assenza di chiari principi di responsabilità politica e morale da noi prevale la responsabilità penale, con confusione tra reato, peccato, condotta politicamente inaccettabile. Altrove il giudizio penale è distinto dal giudizio politico e da quello morale… Cose del genere avvengono solo in Italia e in alcuni Paesi del Centro e Sudamerica».

Facciamo nostre le parole di un’icona della Sinistra, Luciano Violante, che ricorda un po’ a tutti i principi cardini del garantismo, purtroppo spesso invocato solo a parole ma dimenticato nella quotidiana realtà. E lo facciamo in questo caso in riferimento a Clerico e alla mamma, protagonisti di una vicenda kafkiana che merita di essere chiarita al più presto, per porne in evidenze le anomalie e le contraddizioni, e ribaltare così una assurda verità sancita, finora, solo da interessi politici di parte e da chi si è autoproclamato tribuno del popolo.

ITALIA GARANTISTA

Dott. Pier Paolo ZACCAI
Fondatore e Presidente del Movimento Nazionale

2 Commenti a “Movimento Nazionale Italia Garantista sul “Caso Clerico””

  • andera:

    In carcere per una calunnia fa da ridere se non mettono in carcere neanche gli assassini.
    Questi signori anno pestato i piedi a qualche famiglia potente, ricordo che anche de Benedettis è di Biella.

  • archimede:

    Ma a Brunetta quando lo sbattono in galera (..a vita) per aver calunniato /offeso e discriminato quasi tre quarti di italiani?-

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