Articolo di ANTONIO PACILLI – Fonte: Anatomia di un Investitore
Nella nostra vita familiare, lavorativa e ricreativa ci sono delle relazioni che funzionano meglio di altre in maniera naturale ed alcune, invece, che potrebbero essere migliorate se solo si avesse più sensibilità e più creatività nel modo di interagire con gli altri. Si dovrebbe partire dalla comprensione degli interessi (in senso lato) delle persone che ci stanno di fronte e delle motivazioni che spingono il loro agire. Avendo consapevolezza di tali interessi e motivazioni si potrà cercare una strada per conciliarli con i propri senza che gli stessi cozzino e cambino strada, mettendo a repentaglio le sorti della relazione.
L’ascolto è il principale modo per comprendere gli interessi e le motivazioni degli altri. Se si è attenti ed aperti ad ascoltare gli altri, si mostrerà una sensibilità tale da rendere a loro volta gli altri più propensi ad ascoltare i nostri interessi e le nostre motivazioni.
Non sempre però si procede in maniera naturale sulla stessa frequenza d’onda. In questi casi, per trovare una conciliazione di interessi e motivazioni, potrà giovare uscire dagli schemi cercando un modo creativo di interazione che possa consentire alle diverse posizioni di avvicinarsi.
Questo avvicinamento sarà più agevole se nell’interazione si procede con equità. L’equità è un modo d’agire non sempre oggettivo, ma si potrà, con la dovuta calma e la disponibilità all’ascolto, avere dei parametri anche esterni per rendere il proprio comportamento equo nella dinamica dell’interazione. Solo quando entrambe le parti percepiranno una relazione che si sviluppa secondo equità saranno pronte ad assumere un impegno nella relazione. Se non vi è percezione di equità non significa che le persone non si impegnano, ma la possibilità che non riescano a mantenere gli impegni presi aumenta, non consentendo uno sviluppo armonioso della relazione. Anzi, piccole concessioni all’interno della relazione aiutano a rendere solide le basi di tutti gli altri impegni presi.
Ovviamente questo modo di concepire una relazione potrà essere differente a seconda dell’ambito in cui verremo a trovarci e con una valenza sempre meno formale man mano che si va dai rapporti lavorativi ai rapporti familiari. Perché, se è vero che si può migliorare la nostra convivenza negli ambienti di lavoro e in situazioni ricreative, è importante che lo sforzo maggiore lo si faccia con le persone a noi affettivamente più legate. Comprensione, ascolto, creatività, equità ed impegno potranno, dunque, aiutarci a costruire le basi per relazioni solide e durature.





























TROVO QUESTO POST DAVVERO INTERESSANTE!ciaooo
Ottimi consigli per chi si trovi a dover affrontare le crisi dei rapporti che, attualmente, pare non facciano altro che aumentare in ogni campo.
Tuttavia prevenire e’ meglio che curare.
Partendo dal punto che i rapporti funzionano quando le necessita’ ed i desidere di tutte e due le parti sono soddisfatte (almeno in grande parte), sento il dovere di sottolineare che, tralasciando i rapporti con la propria famiglia d’origine, che non e’ frutto di una scelta ma del caso, tutti gli altri rapporti nascono a seguito delle nostre scelte, conscie od inconscie.
Il sottovalutare le nostre necessita’ ed aspirazioni, le nostre credenze e la nostra capacita’ di sopportazione di alcuni difetti, a volte poco importanti per la maggior parte delle persone, ma per noi intollerabili, ci porta a creare rapporti gia’ minati alla base, specie nei rapporti a due, che, per tanto che ci si metta d’impegno non sono suscettibili di miglioramento.
Credo che una visione chiara delle proprie esigenze, priorita’ e senso della realta’ al momento di creare un rapporto, sia famigliare che di lavoro, faciliterebbe di molto le conseguenti relazioni personali, diminuendo di molto le occasioni di attrito da gestire.