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Fonte: http://www.wallstreetitalia.com

Il leader venezuelano non si accontenta della nazionalizzazione dell’industria dell’oro. Prelevate 99 tonnellate dall’istituto centrale inglese. Se ritirasse dalle nazioni occidentali tutto il metallo prezioso depositato all’estero metterebbe nei guai banche Usa e Uk.

New York – Il presidente venezuelano Hugo Chavez non si accontenta della nazionalizzazione dell’industria dell’oro. Il leader bolivariano ha deciso di ritirare dalle nazioni occidentali il metallo prezioso depositato all’estero e in generale asset del valore complessivo pari a 29,1 miliardi di dollari. Lo ha annunciato il ministero delle Finanze dello stato sudamericano. Le operazioni inizieranno con il prelievo di 99 tonnellate dalla Banca d’Inghilettera.

Come riportato dal Wall Street Journal, che cita una fonte a conoscenza dei fatti, “la Banca d’Inghilterra ha ricevuto una richiesta dal governo venezuelano circa il trasferimento di 99 tonnellate di oro venezuelano depositato nell’istituto”. Ma piu’ che la situazione inglese, quella a cui il mercato dovra’ fare estrema attenzione e’ un’altra: il Venezuela ha quantita’ enormi di depositi in oro nelle casse di JP Morgan, Barclays e Bank Of Nova Scotia. Se Chavez dovesse ritirare le 10,6 tonnellate di lingotti a lui intestati, JPM finirebbe nei guai. La banca americana detiene solo 338.303 once di oro registrato in stock. Ovvero poco piu’ di 10,6 tonnellate. Un motivo in piu’ per tenere d’occhio l’andamento dell’oro nel mercato illiquido after hour.

13 Commenti a “Chevez ritira asset per $29 miliardi, svuotata la banca d’Inghilterra”

  • icecube:

    GRANDE CHAVEZ!

    ti ho ammirato sin dal primo giorno, si vede subito quando un uomo è pecora o lupo e l’unico che sa’ di pecora a confronto del lupo Chavez, è la pecora nera americana. Speriamo non la clonino.

  • luca martinelli:

    Vuoi vedere che Chavez legge Stampa Libera? Ottima mossa la sua. Colpisce i criminali del mondo laddove sono vulnerabili: nel denaro. Qualcosa di simile l’ho letto su questo sito….buona giornata

  • New.Mental.Order:

    è quello che dovremmo fare pure noi nel nostro piccolo prima che sia troppo tardi

    • luca martinelli:

      Molti lo stanno facendo. Abito sul confine svizzero. La quantita’ di persone che in questo mese ha portato i risparmi in Svizzera è incredibile. A Chiasso non parlano d’altro. D’altra parte non è per caso che il CHF ha raggiunto la quotazioni che ha. La moneta è una merce come un’altra, dicono gli economisti, e pertanto soggetta alla legge della domanda e dell’offerta. Quindi se il valore sale significa che la domanda è forte. Basta chiedersi perche’. Buone cose.

  • MassimoVerdinoMosello:

    io sono già in fase “ritarante” ma se è vero che potrebbe far fallire JPM scriviamogli una lettera per incoraggiarlo ed esprimergli solidarietà?! sarebbe gande!

  • TerzaPosizione:

    Chavez è meglio che analizzi a quanto lo danno i Bookmakers inglesi, dopo Gheddafi tocca a lui.

  • martin:

    Cari miei,posso capire le simpatie provocate da Chavez,ma se non lo avete fatto,fate un giro per Venezuela,guardate ( ma se posibile non come turisti…)come se vive la,e sopratutto ricordate, non tutto quell che lucica è oro…vi siete mai chiesto come mai Chavez continua a vendere il suo petrolio agli yankee ???? gli usa non possono fare a meno del petroleo venezuelano,perche non glielo toglie e cosi gli manda in crisi veramente??? invece di usare la demagogia che use le palle.

    • emiliano:

      ben detto martin!

    • Nicoletta Forcheri:

      @Martin
      impara a scrivere e a pensare, che spesso le due cose si aiutano reciprocamente. Ti invito anche ad andare a guardare le file di centinaia di migliaia di colletti bianchi disoccupati che stanno aspettando di trovare un lavoro negli USA o a parlare con qualcuno che ha assistito alle agitazioni di Londra, che lungi dall’essere il risultato di qualche sparuto vandalo, come l’hanno raccontata i giornali, è il frutto di decenni di politica alla thatcher che ha provocato un divario tra i ricchissimi e il resto della popolazione, con il 25 per cento della gente che non ha niente o pochissimo ed è scioccata dalla differenza di mezzi.

  • Alessio:

    Chavez ha la mia simpatia, non per quello che è o per come gestisce il suo paese, ma per come risponde agli strozzini pseudo-democratici. Quindi io non appoggio tutto ciò che fa, ma almeno lui non fa la finta lotta alla crisi come vuole la democrazia. C’è un ricatto globale in corso, tutto parte dagli USA, da quando si è costituita la moneta unioca europea. Da quel momento gli USA hanno cominciato a traballare e “stranamente” una banca statunitense ha acceso una crisi che a me sa molto di ” muoia sansone con tutti i filisdei “, con quei “titoli tossici” che “stranamente” erano piazzati ovunque come piccole cariche esplosive nella struttura di un palazzo che “stranamente” ora rischia di crollare.. La medicina per tutto questo? Ricatti e solo ricatti, e tanta paura che tutto il mondo fatato delle democrazie finisca insieme a quegli benefici tanto comodi e lussuosi. Evidentemente Chavez, data la sua genuinità nel bene o nel male ha potuto permettersi di giocare a carte scoperte, magari con l’intento di sparigliare le carte in tavola.

  • Andrea:

    Mi rivolgo a Martin,
    se Ugo Chavez toglie il petroli agli USA viene bombardato dalla “più grande democrazia del mondo” anche se fortemente in declino e pertanto più pericolosa.
    Fa bene Chavez a ritirare l’oro Venezuelano o a fare la sua politica e agire a step se vuoi usare l’americano.
    Tornando al Venezuela prima dell’anticorpo Chavez, ricordo un paese devastato dai politici corrotti manovrati dagli USA e GETTA che fecero saltare molte banche per creare il caos economico (come in Albania) generando una povertà del 80% in un paese che era il più benestante del Sud America e stavano anche privatizzando guada caso la compagnia petrolifera nazionale.
    Ora chi parla senza sapere o conoscere gli eventi e la storia recente Venezuela o è in mala fede o è meglio che s’informi.
    Io caro amico seguo gli eventi sudamericani da trent’anni e sono nato in Sud America.
    Tornando a Ugo Chavez, ammiro il coraggio con cui si batte contro l’impero del male, assassino USA detenuto dalle Banche e Multinazionali, massonerie ecc che distruggono l’uomo e la natura.

  • martin:

    Andrea,non so per quanto tempo sei visuto in Sudamerica,ma penso che sei rientrato in Europa molto presto,del Venezuela come il piu prospero paese Sudamericano mi viene da dirte quando mai lo è stato e da dove la tiri fuori…poi secondo me è un bel po’che non visiti il questo paese,vai a farti un giro e poi ne parliamo,certi ideali sono belli quando le segui dalla bella e comoda Europa,come quelli che dicono anche grande Fidel ma lo fanno da qui,mangiando,bebendo quell cavolo che le pare,senza fare le code per prendere il pane dallo stato e liberi di muoversi dove gli pare.P.S:sono sudamericano anche io,ho tutta la famiglia la,amici la,e vivo fra la Europa ed il Sudamerica,quando vuoi ti paso dati agiornati…ciao

  • martin:

    A Nicoleta Forcheri,scusa se non scribo tanto bene,come capiarai sono un imigrato ( e sudamericano) ma riesco a comunicare lo stesso anche in tedesco,inglese e francese ( lingue che scribo meglio del italiano,se ti va possiamo comunicare in qualsiasi di queste,dime quale conosci meglio),lasciando perdere le cuestioni gramaticali,e mi sorprende di una che “pensa”che si fisse in queste piccolezze,a pensare forse non lo impararei legendo i tuoi articoli sicuramente,informati un po’prima di scribere,vigia cara mia un po’ invece di stare a smanetare notizie altrui cosi forse scribi sui fatti veri.P.S: scusa ancora Nicoletta,sopra ho scrito il tuoo nome con una “T”…

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