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Voglio trasmettere attraverso di voi un messaggio alle madri e alle mogli dei piloti francesi che ci bombardano. I vostri mariti non operano per proteggere i civili: uccidono il mio popolo e i nostri bambini, per soddisfare Sarko che crede che più uccide libici più guadagna voti alle elezioni (Aisha Gheddafi, giugno 2011 su France 24)

Qualcuno lancia salsa di pomodoro al criminale Rasmussen Segretario Generale della NATO:

Nell’imposizione di una no fly zone con la balla mondiale che Gheddafi avrebbe bombardato la propria gente, è la NATO che si sta macchiando di enormi crimini contro l’umanità. In questa intervista ad ABC News, all’inizio dei bombardamenti NATO, il secondogenito dichiara che la NATO sostiene le milizie armate e i terroristi.

 Pappagalla: Obama ha dato un ultimatum molto chiaro a Gheddafi di effettuare un cessate il fuoco ma gli attacchi continuano e gli USA non possono avere un atteggiamento attendista mentre un leader dice che non avrà nessuna pietà.

Saif Al Gheddafi: Il nostro popolo è accorso a Bengasi per liberarlo dalle milizie armate e dai gangster. Se gli USA vogliono liberare il popolo che vadano a Benghasi per liberare il popolo dalle milizie e dai terroristi.

Pappagalla: Adesso ci sono attacchi contro la Libia dal cielo, Gheddafi si metterà in disparte?

Saif: In disparte dove? C’è un enorme equivoco, tutto il paese è riunito contro i terroristi e le milizie armate, Voi con l’attacco sostenete i terroristi e le milizie armate.

Pappagalla: Avete l’intenzione di attaccare voli commerciali intorno al Mediterraneo o altri bersagli?

Saif: No, non sono i nostri bersagli, l’unico nostro bersaglio è quello di aiutare il nostro popolo in Libia, a Bengasi che stanno vivendo un incubo, senza alcuna libertà, non hanno niente sotto il giogo delle milizie armate. Se gli USA vogliono aiutarci non hanno che andare lì a combatterli, oppure lasciare che il popolo libico vada a combatterli.

Queste milizie armate e terroristi di cui parla Saif, sono proprio quelle che la stampa mainstream o imbarcata chiama ‘ribelli’, e che aiutano la NATO – le forze speciali francesi e britanniche – a occupare il paese, mettendolo a sangue e a fuoco, sterminando la popolazione civile, bombardando le infrastrutture civili mentre dietro alle quinte i globalisti preparano la spartizione del bottino: privatizzazione della banca centrale libica dopo il bombardamento della Zecca, e revisione dei contratti di produzione con le multinazionali, in chiave post-Mattei.  Non è la NATO che aiuterebbe i cosiddetti ‘ribelli, sono i ribelli/terroristi che fanno il lavoro sporco sul terreno, mentre la NATO bombarda dal cielo per spianare la strada alla comparsa dei ribelli. Prendendo di mira i civili.

Thierry Meyssan del Reseau Voltaire nella sua intervista telefonica del 21 agosto scorso dall’hotel Rixos ci ha descritto il metodo, prima che i ribelli procedessero all’epurazione sul terreno di tutto un quartiere:

“Ogni volta sono le forze della NATO che arrivano con gli elicotteri Apaches e mitragliano tutti. Nessuno può resistere al suolo di fronte a degli elicotteri Apaches che bombardano; è impossibile. Quindi non sono i ribelli che fanno il lavoro militare, è una stronzata questa! E’ la NATO che fa tutto. Dopo si ritirano, poi arrivano i ‘ribelli’ per fare delle comparse. Ed è quello che le radiotv diffondono a ripetizione”.

Ma le comparse si sono trasformate in stermini di civili non appena i ribelli si sono sentiti abbastanza protetti dai numeri per potere procedere imperterriti. Secondo l’inviato francese Matthieu Mabin, in un attacco di verità alla televisione France 24 il 26 agosto scorso, spiega come i ribelli hanno proceduto a degli stermini di massa di intere famiglie di piccoli funzionari del regime nel quartiere di Abou Slim:

« Non si tratta tanto di combattimenti quanto di un vero e proprio braccaggio degli ultimi fedeli del colonnello Gheddafi, o piuttosto degli artigiani del sistema Gheddafi, piccoli funzionari che servivano direttamento lo Stato, raggruppati in questo quartiere di Abou Slim, negli edifici e che non hanno avuto la risorsa per poter scappare, per scampare alla punizione dei ribelli. (…) I nostri colleghi giunti ora dall’ospedale principale di Tripoli, hanno visto tutta la notte e stamane arrivare numerosissimi feriti da armi di fuoco e tra di loro persone anziane, donne e persino bambini. Il CNT è rimasto del tutto muto su questi avvenimenti, non vi è stata alcuna richiesta di arrendersi.”

Da varie fonti autorevoli,  è stato appurato che molti di questi ribelli provengono da Derna, centro mondiale libico di addestramento di alqaedisti, rifocillati e addestrati dalla CIA – è oramai un segreto di Pulcinella che al qaeda significa in arabo ‘banca dati’ e che probabilmente è stata un’invenzione della CIA.

Pepe Escobar rivela il 27 agosto scorso a RT, televisione russa, parlando dal Brasile che il comandante militare in capo di Tripoli appena nominato è Abdul Hakim Ballaji, un elemento proveniente da Al Qaeda, che ha organizzato l’offensiva dei berberi  di sabato scorso a Tripoli, lavorando in connessione con le persone di Misurata, la NATO, le forze speciali del Qatar, britanniche e francesi. Nel 1999 lo troviamo addestrato in Afghanistna come parte di Alqaeda, parte del gruppo dei salafiti jihadisti libici, amico di Zarkawi, arrestato in Malawi, torturato Bangcock in una prigione speciale, inviato in Libia, liberato nel 2009 dopo avere firmato un impegno di abbandono delle  armi.

http://libya360.wordpress.com/2011/08/27/al-qaeda-asset-the-defacto-military-commander-in-tripoli/

E mentre le tv di mezzo mondo parlano di rischio di disastro umanitario a Tripoli per mancanza di acqua e di altri servizi di base, Pepe Escobar conferma che la la distruzione delle infrastrutture civili è opera della NATO, fatto logico visto che la NATO è al soldo di quelle multinazionali/banche che poi le ricostruiranno, come già messo in risalto in altro articolo in riferimento a notizie di  Pravda.net (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2011/08/la-nato-ha-colpito-lacquedotto-libico.html ).

Persino i media ufficiali come Il Sole 24 ore ne hanno parlato pubblicando  un articolo a marzo su tali voci persistenti (cfr. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-03-21/reportage-ribelli-islamici-tolleranti-231527_PRN.shtml) e descrivendo Abdul Hakim al Hasadi, capo della ‘rivolta’ proveniente da Derna, come ex prigioniero di Guantanamo secondo il regime di Gheddafi ma secondo le sue stesse dichiarazioni:

«Non sono mai stato a Guantanamo. Sono stato catturato nel 2002 a Peshawar in Pakistan, mentre tornavo dall’Afghanistan dove combattevo contro l’invasione straniera. Sono stato consegnato agli americani, detenuto qualche mese a Islamabad, consegnato in Libia, e scarcerato nel 2008».

Il Sole continua: Il più celebre detenuto libico di Guantanamo (a cui alludeva il regime ma che non sembra avere legami con Hasadi) è Sufiyan al-Koumi, accusato di essere stato l’autista di Bin Laden, e liberato nel settembre del 2010 grazie all’iniziativa “reform and repent” dal figlio di Gheddafi, Saif al-Islam. Allora centinaia di combattenti del Libyan Islamic Fighting Group (LIFG) furono liberati dopo aver rinunciato alla lotta armata contro il regime (nel 2000 si erano già rifiutati di unirsi alla jihad globale di al-Qaeda). Derna è sempre stata una città ribelle, una spina del fianco per il Rais, che ha cercato , invano, di sottometterla. Tra il 1995 e il 1996 inviò le sue forze speciali nella città. Nei combattimenti contro l’LIFG morirono quasi 100 persone.

Anche il   London Daily Telegraph, ha confermato quanto detto dai ‘complottisti’, il 25 marzo 2001:

“Il comandante in capo dei ribelli ammette che i suoi soldati hanno dei nessi con al-Qaeda: Abdel-Hakim al-Hasidi, il leader libico ribelle, ha dichiarato che i jihadisti che hanno combattuto contro le truppe alleate in Iraq adesso sono sul fronte in prima linea nella battaglia contro il regime di  Muammar Gheddafi”.

(cfr. http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/africaandindianocean/libya/8407047/Libyan-rebel-commander-admits-his-fighters-have-al-Qaeda-links.html ).

Oppure il Wall Street Journal, che titolava il 3 aprile scorso, “Ex-Mujahedeen aiutano i ribelli libici”
http://online.wsj.com/article/SB10001424052748703712504576237042432212406.html

In un articolo di Tarpley intitolato Uomini di Al Qaeda pedine dell’insurrezione CIA dalla Libia allo Yemen (cfr. http://tarpley.net/2011/04/03/al-qaeda-pawns-of-cia-insurrection-from-libya-to-yemen/) si descrivono i 4 componenti di detta ‘insurrezione’:

1. le tribu monarchiste e razziste Harabi e Obeidat del corridoio Benghazi-Derna-Tobruk dalla cultura dell’oscurantista ordine Senussi, messi in auge dai britannici in chiave anti italiana: sotto quella  monarchia fantoccio la Libia era diventata uno dei paesi più poveri al mondo. Simili al KKC, tali tribù odiano la tribù pro gheddafi Fezzan del sudovest della Libia, dalla pelle scura e hanno già effettuato massacri di neri.

2.  CIA, Alqaeda “fondata come la Legione araba della CIA contro l’URSS dal vide direttore CIA dell’epoca Robert Gates, l’attuale Ministro della Difesa in Afghanistan nel 1981-1982.”

3. CIA: “il Fronte di salvezza nazionale libico, basato prima in Sudan e poi nella Virginia del Nord, che invia l’uomo Khalifa Hifter per condurre la rivolta militare, e per coprire la presenza dei tipi di Alqaeda”

4. Il quarto componente è fornito dai francesi che “hanno organizzato la  defezione del socio di Gheddafi, Nouri Mesmari, a primavera, come riportato da  Maghreb Confidential. Una cricca di generali attorno a Mesmari aiutò a fomentare gli ammutinamenti militari contro Gheddafi nel nordest della Libia.”

Lo scopo quindi sarà quello di creare una sorta di emirato con un Re fantoccio il quale già sta salivando all’idea di riprendere il potere (cfr. http://libya360.wordpress.com/2011/08/27/exiled-libyan-monarchy-shamelessly-admit-their-role-in-fomenting-war-in-libya/):

La monarchia libica di Idris, con sede a Bengasi, fu messa al trono dagli USA e dai britannici negli anni ’50 per controllare gli interessi economici e militari in Nord Africa. Nel 1952 la Libia sotto la guida di Re Idris registrava tra le condizioni di vita più misere del piante. La monarchia Idris è stata rovesciata in una rivoluzione senza spargimento di sangue guidata da Gheddafi nel 1969, che portò allo smantellmento della basa aerea americana Wheelus, la massima base militare degli USA fuori dal paese in quell’epoca, e all’evacuazione delle forze armate britanniche di stanza in Libia. Le società petrolifere occidentali furono all’epoca nazionalizzate.

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La rivolta libica, che è stata descritta da molti come un movimento occidentale per la democrazia, è stata simboleggiata da una bandiera tricolore che è in realtà la bandiera della monarchia Idris, repressiva e dittatoriale. All’inizio del conflitto elementi ribelli in Bengasi brandivano immagini del Re Idris. Se da una parte non è vero che tutti i ribelli sono monarchici, è ciononostante importante evidenziare la storia della monarchia libica rovesciata, l’influenza di Bengasi e i rapporti con l’occidente. Non è soprendente che la monarchia in esilio Idris abbia svolto e svolga un ruolo dietro al conflitto. In stretta collaborazione con i suoi vecchi alleati della NATO nel tentativo di riconquistare lo status perduto in Libia e ‘ritornare alla democrazia’ come lo dichiara il principe Idris senza vergogna alla CNN.

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Queste le folle che inneggiavano a Gheddafi a giugno 2011:

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Questi alcuni dei crimini contro l’umanità della NATO:

Bonbardato un quartiere a Zliten, l’8 agosto, presi di mira dalla NATO 2 edifici agricoli con l’uccisione di 85 civili di cui 33 bambini dove la NATO ha preso di mira per ben due volte le stesse case, la seconda volta quando erano accorsi gli aiuti per soccorrere i feriti, di cui numerosi bambini, del primo bombardamento. Il colonnello  Roland Lavoie, portavoce militare ufficiale della NATO  ha confermato il bombardamento a Zliten l’8 agosto alle 11,45 e alle 2,34 del 9 agosto.

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Un altro dei tanti crimini contro l’umanità della NATO sono i missili a un ospedale il 5 agosto sempre a Zliten uccidento 50 bambini:

http://tv.globalresearch.ca/2011/08/nato-missiles-target-libyan-hospital-kill-50-children

Aisha Gheddafi, figlia di Gheddafi e avvocatessa trentacinquenne in una intervista alla televisione francese recente, prima che la sua casa venisse saccheggiata dai ribelli dice con le lacrime agli occhi che non si sarebbe mai aspettata i bombardamenti dai francesi, dove ha perso un fratello e un figlio di 5 mesi. “E’ mio padre che ci rimonta il morale. La nostra famiglia è piu unita che mai. La cosa che non capirete mai è che mio padre è un simbolo per il suo popolo, una guida”. Apertamente antiamericana con le lacrime  agli occhi dice:

“La Francia, ci ho studiato l’ho amata per i suoi odori la sua luce il suo popolo generoso ma mai avrei immaginato che un giorno questo paese avrebbe ucciso  mio fratello e la mia famiglia. Voglio trasmettere attraverso di voi un messaggio alle madri e alle mogli dei piloti francesi che ci bombardano. I vostri mariti non operano per proteggere i civili: uccidono il mio popolo e i nostri bambini, per soddisfare Sarko che crede che più uccide libici più guadagna voti alle elezioni”.

Afferma poi che suo padre vuole negoziare con i ribelli nonostante siano prossimi ad Alqaeda. Pur di fermare lo spargimento di sangue “siamo pronti a scendere a patti con il diavolo, i ribelli armati”. Voleva attaccare la NATO in giustizia per crimini di guerra, questo prima che scomparisse nel nulla, nella fuga dai ribelli.

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Nicoletta Forcheri 30 agosto 2011

L’articolo con tutti i link esatti si trova all’indirizzo: http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2011/08/e-nato-il-ribelle-tre-punte.html

2 Commenti a “E’ NATO il ribelle a tre punte. Nicoletta Forcheri”

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