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Libertà e rispetto
Questo sito sostiene i diritti dell'uomo, dei popoli, degli animali e tutti gli organismi viventi.

Tutte quelle che insistono con il definire conquiste (che siano sociali o tecnologiche), sponsorizzate nei decenni come traguardi fondamentali e scelte ineludibili, si sono rivelate oggi, alla luce dei risultati, delle autentiche bufale, ma non solo; hanno peggiorato la condizione umana, azzerando ogni barlume di autentica felicità. Questo mio, è un dato di fatto incontrovertibile (sicuramente impopolare), che misura la felicità, usando come parametri assoluti, la qualità della vita e l’integrità dell’ambiente.

Il mito dell’alfabetizzazione e della scolarizzazione obbligatoria, sdoganato dal Sistema come riscatto ad una condizione di ignoranza, accesso alla società civile e come presupposto per un lavoro dignitoso (mortificando così, il lavoro della terra, vera conoscenza, tradizioni, principi e valori), è miseramente defunto.

La perdita di autonomia e autosufficienza (un tempo valore fondamentale dell’illuminata società contadina), ci ha relegato dentro una schiavitù senza catene, omologando gli individui e privandoli dei personalismi, immaginazione e slanci rivoluzionari. Per il Sistema una vera pacchia!!

Quella che oggi, impropriamente, viene definita “la cultura”, si è rivelato arido apprendimento, improduttivo e inconcludente.

Quanti giovani, oggi, hanno buttato il loro prezioso tempo, chini sui banchi di scuola, dentro atenei caotici, fra master, stages e improbabili specializzazioni? Quanti hanno rinunciato a vivere, per rincorrere, il mito di una laurea, svuotata di ogni significato e intenzione, per coronare l’ambizione dei loro padri? Quante energie e sudati risparmi, è costato tutto questo?

Meglio sarebbe stato per loro zappare un campo, coltivare patate – raccogliere i frutti della fatica, dando alla propria esistenza, un senso, una dignità e una vera libertà.

Che futuro avranno mai questi ragazzi, quando oggi, il Sistema li ha derubati dalla capacità di volare, da soli e liberi, incatenandoli all’illusione e alla paura?

Meglio sarebbe stato per loro impastare cemento. Costruire una casa di pietra, sulla collina, fra i sugheri le querce. E poi al tramonto, rincasare, e perdersi nella magia dei sorrisi e garriti di gioia, di marmocchi analfabeti, gonfi d’amore e di sincera meraviglia.

E prima di abbandonarsi fra le braccia di Morfeo, ringraziare Dio per tanta felicità, aspettando il nuovo giorno, ricco di promesse e di speranza.

 

Gianni Tirelli

 

49 Commenti a “ANALFABETI E FELICI
”

  • NEO:

    A questi pensieri avrei dato tranquillamente 10 stelle, peccato non e’ possibile….

  • GIANNI:

    MA CERTO , SI STAVA MEGLIO UNA VOLTA , E AGGIUNGO CHE OGGI VIVERE è PIU DIFFICILE

  • gabry:

    Per tanti sarà duro ammetterlo, ma purtroppo è una triste verità, tutti chi più chi meno hanno studiato!!!! il modo per far poco e guadagnare tanto per questo ora ci ritroviamo sommersi da imbecilli che con un pezzo di carta pensano di essere dio in terra perchè loro sono acculturati, indottrinati dal sistema, basterebbe pensare come cazzo hanno fatto le culture scomparse come gli egiziani i maya ecc. a calcolare i moti dei pianeti con precisione senza bisogno di pc odierni ed eseguito altre cose attualmente inconcepibili e non credo avessero università da frequentare come nell’epoca attuale. Quindi direi che sia uno abbia o no un pezzo di carta chiamato laurea è regredito rispetto ai popoli citati prima, anche perchè le loro costruzioni sono ancora li testimoniare il loro passaggio, mentre un pc una tv un cellulare tra poco più di 100 anni è meno che polvere, nulla lasciamo che possa ricordare ai posteri la nostra epoca, forse è meglio cosi.

  • manlio:

    Condivido pienamente l’articolo.
    In nome della cultura, in realtà, hanno portato l’uomo all’infelicità ed alla disoccupazione perenne.
    Diritto allo studio si, ma non obbligatorio. Parità di diritti allo studio; aiuti economici a chi vuole proseguire gli studi; null’altro.
    Con l’obbligatorietà allo studio hanno distrutto, altresì, l’artigianato.
    Certi mestieri, purtroppo, non si imparano a 20 anni ma da piccoli. I più grandi artigiani del passato, hanno imparato all’età di 8 anni il “mestiere”, e dopo si sono affermati nel mondo del lavoro.
    Oggi un ragazzino di 8 anni che vuole apprendere un mestiere, che non ha voglia di studiare, il sistema becero e criminale, lo obbliga a studiare, senza garantirgli nulla.
    In sintesi: ti obbligo a studiare, poi se muori di fame, perchè non c’è lavoro, sono cazzi tuoi.
    Questa è una società di falliti, di arrivisti, e soprattutto di giovani senza futuro.
    Di fatto, in questo modo, hanno distrutto la possibilità di formarsi una famiglia.
    Vergogna! Vergogna! Vergogna!!!!!!

  • Germano:

    Scusate, ma felici chi?
    Mia nonna e anche i miei genitori quando erano giovani, si facevano 20/30 Km di bicicletta o a peggio a piedi, per ancdare a zappare le berbabietole o lavorare nelle risaie.
    Non credo proprio che fossero così felici di farsi anche 12/13 ore di lavoro per ingrassare il “padrone dalle belle braghe bianche”. Non dimentichiamo che in molte parti d’Italia è sempre esistito il latifondismo e che le “fattorie” a conduzione famifliare, sono fiorite dopo la seconda guerra mondiale, presto “violentate” da tecniche di coltura massiva e industriale, provenienti dagli USA.
    Forse un pò meglio se la passavano gli artigiani (soprattutto nei borghi) ma gli uni ci che sono sempre stati beno sono i ricchi!
    Come dice mia nonna “i poveri sono sempre stati male, in ogni epoca ed in ogni luogo”.
    Perchiò cerchiamo di non mitizzare cose che conosciamo anche poco…la realtà è che dilà dai luoghi comuni, una volta “vivere” era molto più difficile e duro di oggi sia per chi abitava nelle città, ma soprattutto per chi abitava in campagna.
    Tra l’altro se siamo quì oggi a discutere se non sia il caso si tornare alla vita di 50 anni fa, significa che in questi 50 anni non abbiamo imparato nulla!

    • dl31:

      Germano…..
      stai parlando in nome di altri …. tua nonna !!!!
      provala prima tu la differenza e poi vedrai !!!!!!!
      secondo te è meglio perdere tempo qui su internet a fare i coglioni a causa dei sionisti che distruggono il mondo e noi completamente impotenti e rincoglioniti completi a fare ripeto i coglioni su internet…… o è meglio andare a zappare il terreno e farti 20-30 Km al giorno che ti fanno passare tutti i malanni ?????

    • NEO:

      Forse perche’ gia’ dalla generazione dei tuoi /miei nonni e genitori gli e’ stato messo in testa che si deve lavorare 12/15 ore al giorno x potersi fare una posizione e fare la casa x i nostri figli…..
      Perche’ secondo un’indagine, il Messico che e’ uno dei paesi piu’ poveri e pericolosi al mondo, la gente risulta molto piu’ felice di noi (non ci vuole mica tanto)????
      Perche’ nel prolifico e ricco nord europa c’e’ il piu’ alto tasso di suicidi e depressioni al mondo??? Non credo solo x via del meteo ed ore di luce/buoio al giorno……

  • Giulia:

    Questo articolo e questi commenti (apparte Germano) mi fanno venire la pelle d’oca. Ma vi siete tutti bevuti il cervello???? L’alfabetizzazione e lo studio non sono
    gli strumenti del sistema per privare l’individuo del suo essere e della felicità, ma bensì l’unico mezzo a disposizione dell’individuo
    per capire il mondo che lo circonda ed eventualmente uscire fuori dagli schemi.
    Per chi cita gli antichi egizi e i maya: ma pensate che le loro conoscenze fossero innate??? No assolutamente no.
    Anche loro hanno OSSERVATO la natura e i suoi comportamenti, hanno osservato la TERRA, hanno STUDIATO le stelle e il moto dei pianeti. Ma soprattutto,
    hanno inventato un alfabeto e un sistema numerico per poter tramandare le loro conoscenze cosiché, i loro discendenti potessero portarle avanti. Il calendario
    Maya non è stato fatto in un giorno…ma ci sono voluti secoli di studio del cielo e difficili calcoli matematici.

    Poi, per chi dice che i grandi artigiani del passato hanno imparato il mestiere a cominciando a 8 anni , posso ribattere dicendo
    che un artigiano di oggi può diventare migliore di quello del passato in minor tempo. E questo solo attraverso lo studio. Ma se l’artigiano del passato sapeva fare solo il suo mestiere, quello di oggi ha le conoscenze per poter fare anche altro e ampliare il campo d’azione.

    Lo studio non puà essere limitato e banalizzato solo a un mezzo per trovare lavoro. Non può essere banalizzato a una laurea o ad un
    titolo, perché quest’ultimi sono solo dei traguardi. Lo studio è molto più ampio, APRE LA MENTE, e spalanca gli
    orizzonti della conoscenza. Sta al individuo l’abilità di poterlo utilizzare per arrivare alla felicità.
    Il problema oggi non è l’obbligo di studiare, ma la poca volontà di utilizzare le sue conoscenze per
    cambiare la sua condizione.
    All’incontrario l’ignoranza porta solo alla schiavitù!

    • NEO:

      Anche io sono convinto che la scuola sia la piu’ grande manipolatrice di tutta l’umanita’.
      Pero’ voglio aggiungere che il problema, apparte il fatto che sia stato reso obbligatorio, che e’ assurdo x me, il problema e’ chi ci insegna, da chi arrivano le nozioni che dobbiamo imparare, chi ci dice che quello che ci insegnano sia l’assoluta verita’ ???
      Lo studio in se’, la conoscenza sono d’avvero la cosa principale, ma sono i nostri maestri che sono sbagliati…..
      Ai bambini x prima cosa si dovrebbe insegnare a vivere, a coltivare,costruire. Non a chi e quando ha scoperto l’america,quante guerre ha fatto l’america e contro chi… ecc….

      • dl31:

        infatti !!!!!!!!
        sarebbe giusto insegnare cose giuste …..non la merda che invece ci propinano sin da piccoli !!!!!
        sarebbe bello se sin da piccoli ci insegnassero a coltivare….a curare le ferite….a mangiare sano …..non ad inquinare …..a costruire tombe di cemento armato dove seppellirci vivi !!!!

    • Antani:

      E’ lapalissiano che tu non abbia mai fatto un lavoro manuale e artigianale, ed è altresì lapalissiano che tu non abbia mai studiato la natura, i moti celesti, o quant’altro, radicando i tuoi studi sull’osservazione empirica e poi tramandata in documenti e scritti.

      Sei una malcelata filostudiosa la quale radica gli studi sulla carta e sui documenti prodotti da altri, e POI solamente dopo OSSERVA. Osserva quando gli è stato insegnato come e cosa osservare, e quindi, salvo rarissimi casi, osserva ciò che SI VUOLE venga osservato.

      Cara mia, auspico che lei, come tanti altri suoi simili, venga svegliata dal torpore monatto che la riveste

      • Giulia:

        Infatti non ho mai detto di aver studiato i moti celesti o la natura! E non osservo quello che mi è stato “insegnato” ma quello che ho IMPARATO e che mi ha suscitato interesse e curiosità!

  • Rita:

    Marmocchi che sappiano almeno leggere e scrivere no, eh??!!

  • NxT:

    Germano, per fortuna qualcuno ragiona.

    Fino a quando si critica la degenerazione del nostro sistema sono completamente daccordo…ma quando si arriva a mitizzare un periodo in cui sotto tantissimi punti di vista si stava oggettivamente peggio non riesco proprio ad accettarlo.

    Si iniziava sin dalla nascita con i problemi. Spessissimo durante i parti morivano bambino/a o la madre o entrambi.
    Ogni malattia poteva essere fatale, anche un semplice taglio da punti…o le erbe delle mitiche culture antiche curavano tutto?
    Il sistema attuale ha spesso leggi incomprendibili e soprattutto chi vi si pone al vertice è insopportabile. Ma in ogni cultura ci sono stati fenomeni di sopraffazione brutale, genocidi di portata biblica, angherie e sopraffazioni (anche nei piccoli borghi succedeva…anche in famiglia o nel proprio clan).
    Le guerre per il dominio di vicini e la conquista del loro terreno ci sono da sempre…in tutte le culture…nelle indoeuropee, nel sud-est asiatico, in sudamerica…persino nei pacifici popoli nativi del nord america. Certo, poi spiritualmente rispettavano il nemico mangiandone il cuore o ingravidandone le donne per legarsele per sempre, però intanto…

    La verità è che il cervello dell’uomo è fatto per migliorare le condizioni di chi lo possiede, e se necessario anche a scapito degli altri purtroppo. E questo vale da sempre. Per cercare di placare questa natura le collettività (quindi non il ragionamento individuale) si sono dovute inventare riti, miti, leggende e codici morali. Di questi, ogni tempo ha avuto il proprio.
    La storia dell’uomo però è tutta così…se poi del passato ci ricordiamo solo degli aspetti positivi che miticizzano allora compiamo un falso.
    Andando all’indietro ogni epoca che esaminiamo ha in sè questi elementi…a meno che non ci si spinga nel mito opinabile…nella società ideale della cui esistenza non si è nemmeno certi, civiltà come quella atlantidea o simili. Ma appunto sono miti e quindi funzionali all’uomo che se le racconta.
    Forse si può accettare la tesi secondo cui fosse maggiore il livello spirituale delle persone, e probabilmente questo è vero ma solo perchè e proprio perchè le vicende della vita erano molto intense e profonde…ma non solo in sneso positivo, anzi. Le vicende erano spesso brutali e sanguigne…i patimenti e le sofferenze così come anche i sentimenti di gioia dovuti a cose che oggi considereremmo inutili, erano poderosi, da scuotere dentro e quindi provocare evoluzione.

    Il grande vantaggio oggi dovrebbe essere trarre insegnamento da tutto questo che si dovrebbe essere incornato in una enorme memoria collettiva…ma a quanto pare ciò è molto difficile e forse anche non si vuole che ciò avvenga.

    Però con la retorica passatista da strapazzo non se ne può proprio più…parlate con qualche vecchio di 80 o 90 anni per cortesia (che non sia nobile o benestante all’epoca).

    NxT

  • Manlio:

    Caro Germano, iniziamo a ragionare diversamente, e dimentichiamo il benessere di oggi.
    I nostri figli in un prossimo futuro non lontano, non avranno non solo il lavoro, ma neanche da mangiare nel vero senso della parola.
    Invidieremo i nostri progenitori, perchè stavano molto meglio.
    Evidentemente, ancora moltissimi non hanno compreso (mi auguro di cuore di sbagliarmi) che si prospetta un futuro di dolorre, sofferenza, fame e schiavitù.
    Questo in un lasso di tempo di max 5 anni ad essere ottimisti.
    In Grecia, e cronaca delle ultime ore, hanno sorpreso della gente rovistare nei rifiuti per mangiare qualcosa. Questo, purtroppo ci attende.
    Abbiamo, a volte giustamente, demonizzato il passato, ma il futuro sarà peggio credimi.

  • @ Germano reale –

    MEGLIO OGGI O MEGLIO IERI?

    Per avere un dato più rispondente alla realtà, dovremmo chiedere a quel miliardo e cinquecento milioni di denutriti, se il mondo in cui oggi viviamo è meglio di quello passato.
    Dovremmo chiederlo a tutti i civili iracheni e di tutte le guerre moderne, dilaniati dalle bombe intelligenti, dall’uranio impoverito, dal fosforo e batteriologiche.
Dovremmo chiederlo a tutte quelle persone sacrificate sull’altare del progresso, devastate dall’amianto, dalla diossina, dai pesticidi, diserbanti, metalli pesanti e affini e, da un’inquinamento endemico, che miete sistematicamente sempre più nuove vittime.
Dovremmo chiederlo ai bambini abusati, seviziati e mercificati in tutto il mondo – ai corpi senza un nome, espiantati dai loro organi.
Potremmo chiederlo alle vittime di Chernobyl e ai loro familiari, ai morti per droga, per incidenti stradali; ai morti sul lavoro, ai clandestini in fondo al mare.
Dovremmo chiederlo agli ebrei dei forni crematori, ai giapponesi di Hiroschima e Nagasaki, e a tutte le vittime dell’industria bellica, dell’industria chimica, dell’industria della menzogna.
    Se il mondo in cui oggi viviamo, è meglio di quello passato, dovremmo chiederlo all’acqua, all’aria, agli alberi e agli uccelli. Lo chiederei alla notte, al silenzio, alla compassione, alla felicità e alla bellezza. Lo chiederei alla speranza e alla solidarietà. Lo chiederei al mio cuore, che adesso non risponde.

    • manlio:

      Bravo Tirelli, hai detto la sacrosanta verità.
      Personalmente rimpiango la mia infanzia, non perchè ero giovane, ma perchè, nonostante si avvesse davvero poco, nelle famiglie c’era la vera felicità, l’armonia, la solidarietà con il vicino, la sensibilità e la carità.
      Oggi:
      i mari sono inquinati;
      l’aria è malsana;
      gli alimenti contengono sostanze cancerogenre;
      la gente è stressata, astiosa, egoista, insensibile ecc. ecc. ecc…
      I nostri nonni è vero che lavoravano dalla mattina alla sera per un tozzo di pane, ma, altresì, erano appagati da un senso di pace e benessere interiore che oggigiorno milioni di individui non hanno più. Basta vedere quanti assumono ansiolitici.
      Si uccide per un niente, non si sopporta nulla. Strano, non dovremmo essere più sereni e felici visto il benessere (materiale)?
      Ho sentito degli anziani fare simili affermazioni: “non vorrei essere un genitore oggi”; “non siete mai contenti”; “siete sempre arrabbiati”; “volete sempre di più”; “avete la pancia piena e non apprezzate più nulla” ecc..

      • NEO:

        “”"I nostri nonni è vero che lavoravano dalla mattina alla sera per un tozzo di pane.”"”

        Mio nonno che non era certo ricco, aveva qualche piccolo appezzamento di terra, e’ riuscito a lasciare in eredita’ ad ognuno dei suoi 8 figli, una casa ed un pezzo di terra.
        Siamo noi che siamo alla follia, noi lavoriamo molto di piu’ di loro, x molto meno…..

  • New.Mental.Order:

    i discorsi sembrano 2:
    si stava meglio prima o adesso? e meglio ignoranti o acculturati?
    dal mio punto di vista non è assolutamente importante sapere se si stava meglio prima o adesso,è invece importante capire se riusciremo in futuro a stare meglio di adesso!!
    quindi,si sta meglio adesso? o si starà meglio in futuro? questa dovrebbe essere la Domanda.
    beh,qui mi sa che possiamo lavorarci,il futuro lo creiamo noi nel bene e nel male.
    per quanto riguarda l’ignoranza,penso che ci sono cose nella vita che non possono essere ignorate,quindi vanno approfondite e va da se che approfondendo ci si accultura.
    il problema di fondo è la ricerca della Felicità e sono certo che in passato ci siano state tante persone felici come felici sono tante persone adesso,e sono altresi convinto che siano tanti gli ignoranti felici come tanti sono gli acculturati felici.
    ma la felicità a volte si trova in cose sbagliate o in cose e basta.
    sapere ,a me personalmente non mi ha …proprio reso più felice,ma mi ha reso consapevole della felicità
    auguro un futuro felice a tutti…sia ai belli …che ai brutti…sia che siate ignoranti o scienziati …cani…o gatti ..alberi o piante .

  • @ Garby – Ho l’immagine di un archeologo del futuro impegnato ha recuperare, durante uno scavo in territorio padano , centinaia di bottiglie e sacchetti di plastica. Reperti di una (in)civiltà passata!! Povero mondo alla fine!!

  • dl31:

    ma vi rendete conto !!!!!!
    viviamo in milioni…… vicini magari a 2 metri di distanza……. ma tutti isolati….. separati da enormi muri portanti !!!!
    mamma mia che impressione…
    …ma vi rendete conto che caxo di vita….
    …seppelliti vivi in enormi tombe di cemento armato…
    intossicati da polveri sottili di ogni tipo…..bambini….donne in cinta….vecchiarelli indifesi !!!!
    ma che schifo caxo…..
    mi faccio proprio schifo a pensare di aver accettato di vivere in questo caxo di stato !!!!
    e questo me lo chiamano progresso !!!!
    cioe vanno anche a studiare per farci vivere poi cosi !!!!
    studiano una vita per creare l’inferno sulla terra !!!!
    e secondo voi cosa merita gente cosi ?????
    le pene dei diavoli dell’inferno…
    …mi spiace …..purtroppo è cosi che va la vita !!!!
    è stato tutto deciso sin dall’inizio…
    …se fai questo ricevi quest’altro
    …causa effetto !!!!!
    ci meritiamo le pene dell’inferno se accettiamo questo modo di vivere…punto !!!!

  • rick:

    commento l’aticolo e gli altri commenti con questa pura domanda:
    se domani mattina semplicemente trovassimo chiusi 3 tipi di luoghi: i negozi di alimentari, i distributori di carburante e le banche (tutti esercizi in serie e dipendenti da unici centri di controllo quindi facilmente bloccabili con poche azioni ), dopo 1 mese saremmo ancora vivi? e come? e dove?

    ps: chi governa il mondo (rockfeller, rotschild, morgan, onassis … ) non ha di certo bisogno di questi luoghi come ne abbiamo bisogno noi. hanno tutto il cibo che vogliono, tutte le sementi (isole svalbard), i soldi (male che vada anche a loro) li producono loro stessi per se stessi, i mezzi di trasporto ultramoderni con relativi propellenti ne hanno a bizzeffe e di case, castelli e bunker anche di più. gli unici che non ci rimetterebbero da una semplice manovra di chiusura di discount, benzinai e banche sarebbero solo LORO.
    ma se noi avessimo il montante di cultura terrena alle spalle che avevano i nostri avi e la tecnologia pratica che così pochi hanno oggi, il crollo dello status quo sarebbe quasi ininfluente. ecco perchè le società rurali di oggise la vedranno meglio di noi poveri occidentali tanto ricchi di surplus e tanto poveri dell’abc.
    se invece di sostituire la vecchia tecnologia con la nuova, avessimo CONSERVATO! quella vecchia in vista di un eventuale crollo della nuova oggi non saremmo qui a contare le ore prima del giorno del giudizio e il numero di soldi che potremmo investire in vattelappesca

    • Lino Bottaro:

      bene Rick! Questa è una considerazione importante che permette di capire perchè il mantra di oggi è GLOBALIZZAZIONE

  • NEO:

    E’ x questo che ci vogliono tutti “istruiti” tutti: ingegneri,dottori,informatici,ragionieri,venditori…. basta non avere panettieri,contadini,idraulici,muratori,falegnami….
    Altrimenti ce la caveremmo senza problemi, invece se siamo dipendenti da loro possono farci fare cosa cazzo vogliono.

    Chiederemmo e chiederemo a loro di aiutarci e di darci una soluzione, una persona impaurita e’ molto piu’ ricattabile.
    E NOI LO SIAMO….. a meno che non mandiamo tutti affanculo e non ci facciamo impaurire.
    Quando non hai un cazzo da perdere, non possono toglierti niente….

  • gabry:

    Quanto è importante l’istruzione e la tecnologia, per essere in grado poi di fabbricare bombe atomiche, armi chimiche, mitragliatrici, caccia bombardieri, per usarli contro il tuo vicino di casa o comunque un abitante della terra come te, ma meno bastardo di tè, con il solo scopo di strappargli con la forza i prodotti che esso ancora detiene, ma vi rendete conto dove ci ha portato la conoscenza e le scoperte di questi ultimi 100 anni, quando il petrolio e l’uranio saranno introvabili, che facciamo ? a quel punto di questo passo ci scanneremo tra consaguinei ? ma sono oltremodo convinto che prima di vedere i pozzi petroliferi in riserva, noi saremo tutti quanti, a tenere compagnia a coloro che sono passati nei campi di concentramento, e poi nei forni crematori di Auschwitz.
    Volere o no siamo destinati a morire ed ad estinguerci avvelenati dai prodotti estratti dal sottosuolo, solo che ad Auschwitz qualcuno poteva essere graziato, nella situazione odierna che continuiamo e insistiamo a farla peggiorare, vie di fuga non esistono per nessuno, neanche per coloro che son diventati miliardari con il petrolio.

  • Manlio:

    Riflettiamo:
    nel passato, con un negozietto, con un appezzamento, con un semplice impiego (è il caso di casa mia) si mantenevano interi nuclei familiari.
    Oggi, sta diventando problematico, con due stipendi, mantenere uno/due figli.
    Un tempo si spaccavano la schiena come si suol dire, ed oggi cosa avviene? Sul lavoro si è tutti stressati; si tende a schiavizzare i sottoposti; il mobbing e routine; migliaia di persone sono in cura da psichiatri e psicologi. Questo lo chiamiamo progresso?
    I nostri politici balordi, soprattutto di sinistra, affermano impunemente che gli italiani non vogliono fare più i lavori che fanno gli extracomunitari: lo credo bene, dopo che un giovane è stato costretto a studiare fino a 30 anni, pretendiamo che faccia l’operaio e/o l’artigiano? Ipocriti, illusi e ignoranti.
    Questa società, destinata a fallire, è stata appositamente creata nel tempo con l’intento di sottomette l’umanità a un pugno di criminali.

  • SDEI:

    @NEO,
    quello che scrivi è da condividere al 100% e la realtà che prospetti è PROFETICA; sappi che è notizia di questi giorni che nella mia piccola Regione il FRIULI VENEZIA GIULIA (meno di 1,2 milioni di abitanti) mancano ben 100 panettieri, ma NON è finita nell’ inserto di cerca lavoro sui quotidiani regionali ci SONO richieste per centinaia e centinaia di posti per idraulici-falegnami-esperti agroalimentari etc. il che la dice lunga sullo squilibrio esistente!!!

    NAMASTE’
    & HASTA SIEMPRE
    SDEI

  • Germano:

    Rieccomi…
    Primo, per dl21, se sei convinto/a che qui su internet stai perdendo tempo, puoi benissimo triovarti qualcos’altro da fare…
    Secondo, per Tirelli e gli altri… è chiaro che se allarghiamo sempre di più l’ambito del nostro discorno (vedi 1,5 mil. di malnutriti ecc.) non ne veniamo più fuori.(Tra l’altro quei malnutriti, assieme ai dilaniati e sopraffatti nelle guerre c’erano anche 100 anni fa, solo che allora nessuno ne sospettava l’esistenza!).(Forse per mancanza di cultura ???).
    Quello che volevo dire, e che ribadisco più semplicenente, è che la nostre fisime, più o meno giustificate dai “massoni, sionisti, trilateralisti ecc. non ci autorizzano a fare la vittime ogni volta che si cerca di fare un paragone con epoche passate.
    Se dopo voi preferite crogiolarvi con quello che per me assomiglia più a folclore new age che altro, liberissimi.
    Per qulello che mi riguarda, io sono contento di vivere in questa epoca e non la cambierei con nessu’altra, cercherei piuttosto, invece di tentere paragoni improbabili, di migliorarla.
    Come ultima cosa, signor Tirelli, “Germano è il mio vero nome, quindi in futuro cerchi di essere meno spiritoso.Grazie.

    • dl31:

      volevi dire dl31 forse ?????
      comunque credo che anche se rileggi quel mio commento altre 1000 volte non lo capiresti !!!!!
      ma solo perche hai gli occhi…….. ma non vedi !!!!!!

      • Germano:

        Scusami…dl31!!! Ma dopo tutto io non vedo, quindi mi sembra il minimo, sbagliare un nome.
        E tanto per la cronaca, se queste frasi da cioccolatino sono tutto quello che riescia a tirare fuori…allora qui stai proprio perdendo tempo.
        Un saluto!

  • Germano:

    Mi premeva tornare sul discorso, perchè anche se so che come al solito non ne verremo fuori, quache altra cosa la volevo dire.
    Prima di tutto, se tiriamo fuori gli iracheni, allora dobbiamo parlare dei 60 e altre milioni di morti delle ultime due guerre mondiali. Oppure perchè non parlare delle decine di milioni morti di peste, vaiolo, colera, spagnola e… vado avanti?
    Agli inizzi del 900 la mortalità infantile raggiungeva l’80%! erano forse felici quei genitori?
    E cosa vogliamo dire dei bambini (anche di 3 anni!) impiegati/schiavizzati delle miniere di mezza Europa? Saranno forse diventati degli adulti sani e spansierati perchè potevano (beati loro) fare la “cacca” nei prati al levar del sole?
    Come vedete, è impossibile continuare con questi paragoni, e sono daccordo con voi che questo mondo faccia schifo, e se sono qui e proprio perchè avverto un forte disagio e sono un cerca di risposte e soluzioni (e anche conforto) come voi, però prima di affrontare ceti temi, bisognerebbe attaccarle tutte le spine del cervello senza tralasciarne nessuna.

  • Germano:

    Un’ultima cosa.
    io sono un geometra di 36 anni, che dopo svariati impieghi sempre finiti male (a causa un pò della crisi, un pò della disonesta di alcune persone) si è messo alcuni anni fa, a fare il falegname.
    Dopo aver imparato un pò di basi da un mio vecchio e disponibile vicino, mi sono messo a fare un mestiere completamente nuovo ed ora me ne vado in giro per il delta del Po ad aggiustare porte e finestre.
    Vi dico questo perchè c’è ancora speranza, per chi la sa vedere e per chi ha voglia di cambiare le cose.

  • Credo che il problema principale sia l’indottrinamento.
    Imparare è un processo spontaneo e naturale,studiare invece può essere una sevizia,a chi non piace stare ore e ore sui libri. Credo che servono entrambe le cose,in modo equilibrato,sia lo studio che la pratica.

    Purtroppo,il sistema indotrina, non insegna veramene a pensare con la propria testa,non spinge a seguire le proprie aspirazioni,a coltivare il potenziale umano,ma impone una strada confezionata, da altri, che decide per te! Non spinge sull’aspetto spirituale,emozionale,ma spinge solo sul razionale
    cioè l’emisfero sinistro,(volutamente).

    Manca la libertà di scelta,ti illudono a credere che hanno la verità in tasca,nonstante i libri di scienza siano pieni di teorie e nulla di più,devi credere che sono certezza. La vera conosenza è nascosta alla massa da secoli…

    Serve lavorare su noi stessi per autorealizzarci, non per ingrassare il sistema. Dobbiamo liberarci dalla paura, dal bisogno di essere approvati dagli altri,non agire come marionette,ridere in faccia al sistema..

    Vogli incoraggiarvi a iniziare ogni giorno con questa dichiarazione di intenti:

    Oggi-indipendentemente da dove vado,da quello che faccio e con chi,è mia ferma intenzione cercare quello che voglio!

    • dl31:

      Franco…..
      vedi che quello che studiamo a scuola fino alle università lo hanno imposto piano piano dall’alto !!!!!!
      ci fanno studiare come avvelenarci piano piano da soli in automatico !!!!
      il geometra, l’architetto, l’ingegnere…..costruiscono tombe di cemento armato dove seppellirci vivi !!!!!
      il dottore, il farmacista, il biologo….studiano come avvelenarci piano piano per farci comprare sempre piu medicinali ….per arrivare poi a 50 anni con vari mali praticamente incurabili !!!!!
      ecc..ecc..ecc..
      comunque tutto gira attorno ad un modello voluto da qualcuno dall’alto !!!

  • @ – Garby – Proprio così Garby! Di questa modernità non resterà che un vuoto infinito e macerie!!

  • @ – Franco – La conoscenza vera non si trova leggendo libri ma nella pratica quotidiana del rapporto con la madre terra e, dentro il nostro cuore, il senso della nostra vita. Tutto il resto non é che becero consumismo che ingrassa gli stomachi senza fondo di questi ignorantoni e cialtroni al potere.

  • @ Neo – E’ rassicurante e confortante prendere atto di tanta insperata consapevolezza. Peccato che lasceremo ai nostri figli, pozzi avvelenati!

  • Alessio:

    Concordo e mi perdo volentieri nelle fantasie che evoca questa nota.

    A me spiace vedere la gente correre in nome di un progresso, frutto di un comandamento che nessuno ha mai visto o conosciuto, ma che spinge le anime a dannarsi e a far sì che quelle degli altri siano cinicamente sacrificate.

    Purtroppo anche questo vuoto, quello del quale lei parla sig. Gianni è frutto del progresso, della civilizzazione e della crescita. Stanno tagliando dei rami secchi, dei rami che hanno innestato e che ora non servono più. La grande illusione della crescita globale ( crescita rispetto a chi e a cosa mi domando sempre ), del progresso inteso come credo sta pian piano lasciando il passo ad una gestione delle masse più frammentata, ma non meno cinica. Leggo nelle sue righe una nota di malinconia nella quale non posso riconoscermi, dato che le scuole le ho visitate poco ahimè, anzi provo una piccola nota di riscatto sociale, ovviamente questo non fa di me una persona degna di grande rispetto.

    Oggi possiamo vedere in trasparenza i meccanismi che muovono il mondo, anche grazie alla disperazione dei governanti pressati dalla crisi, quindi alle prese con dei provvedimenti comico-drammatici. Tali provvedimenti mancano di quel “tatto” e quella “eleganza” che ci facevano digerire ogni cosa e ci offuscavano la vista, mancano anche di una logica globale che ci rendeva una qualsiasi idea, una idea plausibile, o condivisibile.
    Siamo di fronte alla quasi-verità, a un passo dalla vera libertà e questo un po’ ci terrorizza. La cultura non è mai troppa, e va presa, non bisogna aspettare che qualche governante ce la regali inquinata, come i film o i programmi alla tv ( per fare un banalissimo esempio ), gratis ma con un mucchio di pubblicità.

  • gabry:

    Studia studia e ristudia e adesso ci sono 20 milioni di giovani disoccupati in europa, però in compenso hanno studiato e che hanno imparato ? tanto come quelli che un lavoro l’hanno trovato, cioè come si debella il cancro ? come si riesce con la biologia a far crescere il mais anche irrorandolo con il randaup ? come si progettano centrali nucleari ? come si progettano missili intelligenti a testata nucleare, come si spreme al massimo sia la terra che animali per far in modo che essi diano sempre di più eccc. basta vedere come viene spremuta una mucca oggi, rispetto a trenta anni fà, bisogna si ammetterlo che il progresso ha fatto degli enormi passi, ma solo per un tornaconto e per merito di coloro che erano veramente motivati e appassionati al proprio lavoro tutto il resto studiava solo perchè da un lato erano obbligati a farlo e da un altro evitavano di essere mandati al lavoro prematuramente, e proprio in mezzo a questi esseri, ultimi incapaci e inutili parassiti, molti li potete trovare appollaiati sulle poltrone del parlamento. Un esempio e capirete perchè lo studiare per tutti non và bene, immaginatevi di dover scegliere, una cosa tra due, e che dopo rimarra vostra, facciamo tra un castello in ottimo stato ma risalente al 1500 e un palazzo di pari dimensioni con tutti i comfort odierni appena terminato, tra i due quale scegliereste ?

  • @ Garby – il confort del castello!!

  • @ Alessio – Nessuna nota di malinconia caro Alessio ma solo il dolore profondo e persistente per una natura tragicamente devastata da questo simil/progresso dai risvolti apocalittici!

  • gabry:

    Anche io avrei fatto lo stesso e penso anche il 99,99 % di coloro che frequentano questo sito,
    allora pensiamoci bene, se preferiamo costruzioni cosi vecchie il motivo esiste eccome, le costruzioni di allora, erano fatte con criteri ed intelligenza, fatte per resistere nel tempo anche per parecchie generazioni, le abitazioni costruite oggigiorno sono di cemento armato, una grande parola a sentirsi, ma rimangono solo parole, in effetti con poche micro cariche di esplosivo messe nei punti giusti questo cementoso palazzo viene giù come una pera matura, ma anche senza carica esplosiva non può durare più di 3/4 generazioni, sulla demolizione di castelli non ho notizie, ma se penso che sono passati secoli e sono rimasti indenni anche ai più violenti terremoti questo mi basta, terminando mi chiedo!!! i nostri ingenieri edili ma che cazzo hanno studiato x peggiorare e basta ?.

  • giacomo:

    il vero problema sta nella filosofia dualistica che governa il nostro sistema, perlopiù occidentale. In realtà una cosa non esclude l’altra. E’ possibile essere persone colte, istruite e altrettanto capaci di saper gestire il rapporto con la terra e con l’universo circostante. Invece, inevitabilmente, chi si adopera solo con la mente, esclude a priori l’altra parte, quella un pò più primordiale e atavica che ci rappresenta. E’ diventata quasi una macchietta il classico intellettuale, pieno di “sapere”, che non è neanche in grado di battere un chiodo sul muro. Allarghiamo le nostre capacità… se lo studio non è sufficiente, dedichiamoci alla terra. Nella migliore delle ipotesi, saremo dei contadini eruditi, felici e pieni si speranze…

  • SDEI:

    @GIACOMO,
    le tue per me “profonde” riflessioni SONO del tutto condivisibili e SONO anche già una realtà; ti faccio il mio esempio personale di TECNICO AGRICOLO e ti assicuro che siamo in molti ad ESSERE così come tu dici “acculturati” e contemporaneamente “fisicamente” operativi sulla MADRE TERRA, ti dirò di più c’è un numero crescente di agricoltori che con INTELLIGENZA e SENSIBILITA’ si stanno “convertendo” a tecniche produttive SEMPRE più ECO-SOSTENIBILI e a basso impatto ambientale come il BIOLOGICO e/o BIODINAMICO e l’ultima frontiera l’ OMEODINAMICO ancora pochissimo conosciuto !!!

    NAMASTE’
    & HASTA SIEMPRE
    SDEI

  • SDEI:

    @GIANNI TIRELLI,
    sei talmente preso da quello che scrivi che continui a chiamare GARBY invece di GABRY; tu sai come me l’importanza dei NOMI ma anche dei SOPRANOMI oltre che dei NUMERI, un semplice e innocuo appunto per il resto continua così in questa battaglia della RIS-COPERTA del RI-VIVERE RURALE sappi anche che NON sei e mai sarai SOLO !!!

    NAMASTE’

  • @ Sdei – Si, é così come dici! E grazie per la solidarietà. Un abbraccio

  • @ Giacomo – ottima riflessione!!

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