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Il più grande vegetariano della Storia non è stato Gesù Cristo, né Krisna, né Mahavira, né Siddharta, né Lao Tzu, né Zoroastro, né Apollonio di Tiana, né Prisco di Tesefro, né Pitagora, né Porfirio, né Plutarco, né Leonardo da Vinci, né Richard Wagner, né Victor Hugo, né George Bernard Shaw. E nemmeno il sottoscritto.

Il più grande vegetariano della Storia è stato…

….Adolfo Hitler.

Se un individuo compie nove buone azioni e una decima cattiva, possiamo star certi che verrà ricordato per quell’unica cattiva. E tutto il bene che avrà pure fatto nella sua vita, sarà come non fosse mai esistito. Così, se un ideale condiviso da migliaia di persone nel corso della Storia (non dimentichiamoci degli Orfici, degli Esseni e dei Catari), si dimostra benefico per la pace, per la giustizia, per l’elaborazione dell’etica e per la salute degli interessati, siano essi divorati o divoratori, sarà obnubilato da un unico elemento negativo che getterà una marea di fango sull’intero movimento d’idee. Movimento che passerà alla Storia come dottrina malvagia e ripugnante.

Questo è quanto è successo e sta succedendo con Hitler vegetariano, l’eroe nero il cui fantasma aleggia prepotente sulle nostre vite e sui nostri ragionamenti. La sua inaudita follia, reale o frutto di propaganda da parte dei suoi vincitori, turba e scandalizza ancora a distanza di 66 anni, da quel 30 aprile del 1945, da quando le sue spoglie mortali furono date alla fiamme e il cui fumo continua tuttora a ottenebrare le coscienze.

Su ciò che il Fuhrer mangiasse veramente c’è un alone di mistero e, francamente, se ne sono sentite di tutti i colori. Si è sentito dire che amasse molto i wurstel e i piccioni farciti. Si è sentito dire che soffrisse di flatulenza patologica e, per tale ragione, i suoi medici gli avevano prescritto una dieta vegetariana, che lui regolarmente trasgrediva.

E’ stato detto anche che fosse vegetariano perché associava la carne agli ebrei, verso i quali pare provasse una forte repulsione a livello epidermico, ma questa spiegazione mi sembra molto simile a quella che afferma che Gesù Cristo fosse un virus. Siamo nel campo delle illazioni più inverosimili.

Nel film “La caduta”, interpretato da Bruno Ganz, si vede un Fuhrer che invece segue scrupolosamente la dieta vegetariana e che per questa ragione, insieme al fatto che non fumasse e non bevesse alcolici, veniva segretamente considerato uno stravagante e un inetto da alcuni suoi gerarchi. Sulle abitudini personali di Hitler sono stati versati fiumi d’inchiostro, come per esempio, fra l’altro, che non aveva quasi per niente rapporti sessuali con Eva Braun. Anni fa lessi “Hitler mi ha detto”, di Hermann Rauschning [1], ma non ricordo se l’autore fa cenno all’alimentazione del capo del nazismo. Ho letto che aveva improvvisi scatti d’ira incontrollabile e che una notte i suoi domestici accorsero nella sua camera a causa delle urla disumane che emetteva. Quando entrarono nella stanza, il Fuhrer, con gli occhi fuori dalle orbite, sbavando, indicava un angolo della stanza come se ci fosse qualcosa o qualcuno che solo lui vedeva, episodio che accreditò la diceria che Hitler praticasse la magia o avesse qualche altra tendenza di tipo satanico. Forse semplicemente aveva qualche seria malattia mentale che gli faceva avere allucinazioni di tipo demoniaco.

In tal caso, non sarebbe il primo caso nella Storia di dittatore o tiranno che suscitasse nelle folle timori di questo genere. Non è il primo caso in cui la ferocia dimostrata da qualche leader politico induceva una sorta di trasfigurazione nell’immaginario della popolazione. E’ successo con Attila, Gengis Khan, Ivan il Terribile ed Ezzelino da Romano, ma sono sicuro che ne sto tralasciando molti altri.

Una cosa è certa, Hitler non era dotato di compassione, né per il nemico, né per gli ebrei, né per gli animali e quindi il suo vegetarismo non era di tipo etico, ma unicamente salutistico. Una specie di “straight-edge” [2] ante litteram.

Purtroppo è bastato che nelle sue numerose biografie si menzionasse il suo affetto per la cagna alsaziana Blondie, per far sì che nella percezione dei posteri l’amore per i cani e il rifiuto di mangiar carne, ne facessero una specie di mostruoso animalista, fornendo così involontariamente argomenti ai moderni nemici degli animali, che sono anche nemici degli animalisti.

La prima volta che mi trovai di fronte a questa precisa accusa, e cioè che degli animalisti non ci si deve fidare perché vogliono più bene alle bestie che non ai cristiani, fu agli inizi degli anni Novanta, quando lessi un intervento del sacerdote cattolico Don Pietro Degani, titolare della parrocchia di Zuglio, in Carnia. Un gruppo di noi era andato ad aspettarlo fuori dalla chiesa, dopo la messa, per un abboccamento amichevole, cioè per contestargli la sua passione per la caccia e l’uccellagione.

Di preti cacciatori ce ne sono molti in Italia, ma che un sacerdote, le domeniche d’autunno, terminasse prima del tempo le funzioni religiose per poter andare nel roccolo a catturare gli uccellini migratori, ci sembrava un po’ eccessivo. Noi all’epoca eravamo ingenui, gentili e rispettosi e gli facemmo notare che mentre San Francesco faceva le prediche agli uccelli, lui, Don Degani, li catturava con le reti, per avviarli a un triste destino di prigionia o alla mensa di qualche suo amico buongustaio (Polenta e osei, cibo degli Dei).

Don Degani rispose a quella che per noi era una manifestazione ma che ai suoi occhi fu una provocazione, con una lettera al Messaggero Veneto, in cui, oltre a minacciare una rivolta armata dei montanari contro gli abitanti di città (incredibile ma vero), disse che Hitler era vegetariano e raccontò un episodio a cui aveva assistito da bambino, nella zona collinare di cui era originario. Quella fu la prima volta che sentii parlare del vegetarismo del Fuhrer, ma la Storia che Don Degani raccontò merita di essere menzionata.

Dunque, una mattina presto, in campagna, il bambino Pietro Degani era in compagnia del padre e dello zio, all’interno dell’impianto per la cattura di uccelli migratori chiamato roccolo. A un certo punto videro venire avanti quattro o cinque soldati nazisti, armati di tutto punto, accompagnati da un ufficiale. Evidentemente, i tordi che servivano da richiamo avevano richiamato l’attenzione del gruppetto di soldati. Il cui ufficiale, rendendosi conto di ciò che stava succedendo, si mise a sbraitare furioso e ordinò ai suoi sottoposti di aprire le gabbie e far volare via i tordi. Il bambino Pietro era terrorizzato, non meno dei due adulti che, conoscendo la ferocia nazista, magari si aspettavano di essere fucilati lì, sul posto. Probabilmente accadde dopo l’otto settembre del ’43, ma avrebbe potuto accadere anche prima, poiché l’amore che i tedeschi hanno per l’avifauna era sufficiente per farli andare su tutte le furie, alleati o non alleati, nel momento in cui si trovavano di fronte a qualche comportamento dei barbari italiani. Quella scena rimase impressa nella memoria del ragazzino che, una volta fattosi prete, non smise la passione inculcatagli dai suoi parenti.

Non fu l’unico sacerdote di quella generazione a praticare l’aucupio e un altro prete famoso in questo senso fu Don Francesco Placereani, che diede inizio alla traduzione della Bibbia in friulano, opera che fu proseguita e ultimata da Don Antonio Bellina, causa decesso prematuro del Placereani [3].

Questi aneddoti servono se non altro a farci capire che a sud delle Alpi l’antropocentrismo cattolico porta anche le guide religiose a considerare tutti gli animali a nostra disposizione, mentre a nord delle Alpi lo stesso antropocentrismo seleziona alcuni animali a differenza di altri e crea disparità di vedute tra persone di cultura cattolica e persone di cultura protestante. Oltre ai tedeschi che non mangerebbero mai uccelletti canori, vanno citati, a mo’ d’esempio, gli inglesi che non mangerebbero mai carne di cavallo, come invece fanno italiani, greci e spagnoli.

In quest’ottica, se si tiene conto che gli anglosassoni parlano di madre natura e i mediterranei la considerano più una matrigna, si può inquadrare anche un austriaco di nome Adolf Hitler che adora i cani, ma odia gli ebrei, non mangia carne, ma è spietato con il suo stesso popolo. I discendenti delle religioni celtiche possono benissimo aver interiorizzato la sacralità e l’amore per i boschi, le fonti sorgive, il vischio e gli uccelli canori e, contemporaneamente, conservare nel proprio DNA l’odio per i discendenti dell’antica S.P.Q.R. (non dimentichiamo l’eccidio della selva di Teutoburgo) [4].

Infatti, fu solo per l’amicizia personale tra Hitler e Mussolini che le due nazioni divennero alleate, dal momento che fra i tedeschi era prevalente la considerazione che un loro gerarca sintetizzò dicendo che l’Italia è solo un’espressione geografica, cosa che era stata detta ancora prima da Clemente Metternich.

Se accettiamo l’idea che gli anglosassoni, e in particolare i teutonici, possano essere nello stesso momento amanti della natura e razzisti verso gli stranieri, ci sarà più facile capire perché la storia ci consegni un vegetariano che ha condotto il suo paese alla distruzione quasi totale, oltre ad aver sterminato un numero imprecisato di ebrei, Rom, Testimoni di Geova, dissidenti politici, obiettori di coscienza, portatori di handicap e prigionieri politici.

Se poi consideriamo che le idee di eugenetica applicate dai tedeschi erano state imparate dagli americani prima che scoppiasse la guerra, ci sarà più facile capire che, al di là della dieta vegetariana del Fuhrer, nella mente fanatica e malata di tante persone WASP può albergare la follia omicida che prevede la soppressione di quanti non rientrino nei fittizi parametri della purezza della razza, idea, quest’ultima, più politica che scientifica.

In definitiva, posso accettare che un capo di Stato fanatico, malato di Parkinson e di qualche altro delirio di grandezza, evitasse di mangiare carne perché gli faceva repulsione o perché volesse risolvere i suoi problemi digestivi, ma non posso accettare l’uso strumentale che è stato fatto e viene ancora fatto oggi, a distanza di così tanto tempo, da quanti in malafede vogliono trovare delle pecche nelle motivazioni di chi sceglie un’alimentazione “cruelty free”.

Non posso accettare che vengano colpevolizzati tutti i vegetariani perché uno di essi, illustre e dannato, lo era. Altrimenti, per la stessa ragione, bisognerebbe colpevolizzare quanti amano i cani (e c’è anche chi lo fa), oppure bisognerebbe colpevolizzare quanti amano la musica degli strumenti a corde, dal momento che un altro “cattivo” consegnatoci dalla Storia, un certo Nerone, amava dilettarsi con il canto suonando la lira.

Bisognerebbe colpevolizzare quanti scrivono poesie, dal momento che un altro cattivo consegnato all’eterno ludibrio, un certo Stalin, da giovane scriveva poesie. Bisognerebbe inoltre colpevolizzare tutti i gesuiti, dal momento che Stalin studiò presso di loro. E su questo magari potrei essere d’accordo.

E invece, nessuno mai si è spinto a tanto. Nessuno colpevolizza musicisti e poeti, perché si capisce – e lo dicono anche i codici – che la responsabilità penale è individuale.

Ora, io mi rendo conto che stiamo vivendo un periodo storico in cui ogni cosa assodata viene messa in discussione e, in linea di principio, tale operazione è anche salutare. Mi rendo conto che si scoprono gli altarini per cui personaggi che credevamo buoni erano in realtà dei bricconi. Mi rendo conto che si accusa Gandhi di aver voluto la bomba atomica; Madre Teresa di Calcutta di essere stata interessata più alla pecunia che ai malati terminali; Charlie Chaplin di essere stato un despota con i figli; Einstein di aver rubato le idee a un fisico italiano (e non parliamo di allunaggio e undici settembre), ma qui bisognerebbe fare un onesto esame di coscienza, fermare i giochi, mettere da parte le faziosità politico-ideologiche e chiedersi: “Ma l’alimentazione vegetariana, che non comporti l’uccisione di alcuna creatura, a prescindere da argomenti di tipo salutistico, è moralmente buona o cattiva?”.

Se si arriva a rispondere che è eticamente buona, allora potrebbe essere vegetariano anche Satana in persona, non solo Hitler, che questo non cambierebbe di una virgola i termini della questione. Se una cosa è buona, è buona e basta. E’ buona per una sua qualità intrinseca.

Se invece si arriva ad affermare che l’alimentazione vegetariana è moralmente sbagliata e che uccidere un animale sia cosa buona e giusta, allora si dovrebbe accettare un sovvertimento della logica e del linguaggio e, tanto per fare un esempio, per indicare una strage di persone uccise, non si dovrebbe dire: “E’ stato fatto un macello”, dal momento che i mattatoi sono cose moralmente sane e corrette.

Non si dovrebbe più usare l’espressione “Vivo e vegeto”, perché fuorviante, e si dovrebbe dire “Vivo, ma malaticcio”. E questi sono solo due semplici esempi.

Gli storici riportano che tutti i più grandi pensatori, i mistici e i fondatori di religioni erano vegetariani, ma nell’ottica dell’immoralità del vegetarismo, si deve concludere che siano stati persone cattive, folli e malate. Cosa che è piuttosto difficile da sostenere.

Insomma, si può discutere quanto si vuole su  quella figura sinistra che è passata alla Storia come il più feroce vegetariano mai esistito, di cui si parla ancora oggi con sdegno. Si può discettare ad libitum di quell’orrendo personaggio che rappresenta una pietra d’inciampo per Don Pietro e molti altri maliziosi e superficiali cattolici, ma arrampicarsi sugli specchi, mettendo in discussione anche il buon senso comune, è impresa assai ardua. E soprattutto disonesta. Il capo del nazismo sarà stato anche vegetariano, ma i vegetariani non sono automaticamente dei nazisti. Tutto il resto è solo sterile maldicenza.

 

 

Note:

[1] http://www.storialibera.it/epoca_contemporanea/nazionalsocialismo/nazismo/articolo.php?id=1258&titolo=

[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Straight_edge

[3] http://gosperidea-librisdibeline.blogspot.com/2007/11/la-bibie-dai-furlans.html

[4] http://it.wikipedia.org/wiki/Selva_di_Teutoburgo

 

 

47 Commenti a “Il più grande vegetariano della Storia”

  • risotruce:

    basta assistere al balletto di crimini tutti falsi,attibuiti oggi a gheddafi,dall’elite al potere per giustificare la rapina dei beni della libia,per immaginare, che su hitler è stata fatta la stessa operazione,dall’elite bancaria vincitrice della guerra.

    demonizzare l’avversario,per giustificare la sua distruzione,
    e rapinare i beni del nemico è pratica antica e perpetua,
    solo gli ingenui che non capiscono la realtà della vita” umana”,
    e che non sanno leggere le lezioni della storia,
    possono credere che hitler sia quel pazzo sanguinario ,feroce e malato che si vuol far credere, e che si è fatto credere agli ingenui,per giustificare i misfatti compiuti dai vincitori dal dopoguerra ad oggi,che sono innumerevoli e assai gravi.

    pensare che un intero popolo abbia partecipato con entusiasmo alle radunate oceaniche nelle piazze tedesche,per anni,facendosi prendere in giro da un pazzo ,malato è cosa che il semplice buon senso esclude.

    e solo nelle menti corrotte dai media ,dei nemici di hitler,
    (elite bancaria al potere)
    che
    albergano simili stupidaggini.
    vedi caso la germania del periodo nazista aveva le banche di stato,
    col denaro stampato dallo stato tedesco,come dovrebbe essere.
    anzichè stampato dalle banche private in mano alla stessa elite che ha dichiarato guerra a hitler, come invece è.

    • superbiker:

      Grande commento, hai spiegato bene la situazione, ormai la tattica della demonizzazione dell’avversario e il totale ribaltamento delle responsabilita è una prassi, ha funzionato alla perfezione in passato e oggi con la complicita di media, carta stampata e politici fantocci ha raggiunto la massima efficienza.

      Sul fatto dell’essere vegetariani io ad esempio sono contrario e proprio x una questione salutistica (e su questo si puo discutere), sul piano del rispetto di ogni forma di vita invece non transigo, la rovina di tutto è la grande distribuzione, il trattare l’animale come un’oggetto inanimato è vergognoso, l’allevamento dovrebbe tornare a livello fattoria familiare, senza uso di steroidi e antibiotici e con gli animali a brucare nei campi, con lo stop a pesticidi ed anticrittogramici, e finirla con l’avvelenamento costante del mare e la pesca intensiva ad opera delle grandi industrie alimentari, noi ci nutriamo di tutto cio che si trova in natura ma da esseri umani abbiamo il dovere di rispettare cio che ci permette di vivere.

      Ma visto che ormai pure il rispetto x gli esseri umani è cosa rara non vedo come si possa tornare indietro.

  • risotruce:

    essere vegetariani è buona cosa ,ma non puo’ essere certo un vanto,tanto meno intellettuale , si puo essere persone degne anche se non si è vegetariani.

    il cervello funziona lo stesso,son sicuro che ci son stati nella storia dei personaggi che ogni tanto mangiavano qualche pollo e qualche pensiero buono lo hanno prodotto lo stesso.

  • leo:

    La quantitá di notizie ridicole che si raccontano a proposito di Hitler lascia sbigottiti. Confronto all´infame ultima aggressione nei confronti della Libia,tanto per fare un esempio,quella attuata da Hitler ha avuto una giustificazione molto piú comprensibile ed accettabile. Ovviamente se si ignorano fatti e circostanze, quelli veri, si scrivono articoli di una banalitá disarmante come questo.

  • Georg:

    La Verità rende liberi e la Conoscenza è potere.

    È solo questione di tempo.

  • archimede:

    io credo che i signor Duria sia arrivato al punto di voler far passare una legge nella quale si condanni a mortre chi mangia carne e pesce, ..questo è proibizionismo allo stato puro e non solo….è la stessa politica e religione che è stata importata dall’America al fine di mettere i cittadini l’un contro l’altro, spiacente signor Duria, lei non è credibile come non è credibile tutta quella marmaglia che propaganda Salute e Benessere incassando bustarelle dalla case farmaceutiche e altre organizzazioni PROIBIZIONISTE , inoltre dovrebbe pur sapere che Hitler non fu bruciato, era vegetariano per propaganda, non beveva alcool per propaganda, non fumava sigarette per propaganda, tutto questo gli fu imposto dagli Anglosassoni suoi stretti parenti e consiglieri, e per finire..Hitler ha finito i suoi giorni come essere vivente in Argentina mangiando delle buone bistecche di Manzo ,bevendo birra e fumando sigari , continuii la sua crociata contro chi mangia carne e pesce, ma non si dimentichi che : gli animali si mangiano tra di loro, i Pesci si mangiano tra di loro, gli uccelli si mangiano tra di loro e anche l’uomo si mangia i suoi simili , il resto lo lascio mangiare a chi crede a questa dottrina del PROIBIZIONISMO.

  • Archimede, era dagli anni Ottanta che non mi veniva rivolto l’epiteto “proibizionista”. Erano i cacciatori che, mentre noi ci chiamavamo protezionisti, prima ancora che diventasse d’uso comune il termine animalista, ci chiamavano proibizionisti, cioè coloro che vogliono proibire la caccia.
    Se la caccia è cosa buona, i….proibizionisti dovrebbero stare zitti, ma se la caccia è cosa cattiva, chiederne la proibizione è cosa sacrosanta.
    Nel suo caso, analogamente, se uccidere animali per mangiarli è cosa buona, io dovrei stare zitto e astenermi dal pubblicare articoli come questo, ma se uccidere animali per mangiarli è cosa cattiva, chiederne la proibizione è cosa sacrosanta.
    Mi sembra solo questione di logica.
    Di fatto, lei ha già la risposta, come me del resto.
    Di fatto, lei ha le leggi e le consuetudini, dalla sua parte ; io solo idee utopiche, che sono tali al momento, in tale frangente storico, ma che hanno in sé la potenzialità per cessare di essere utopiche e diventare cose concrete e reali.
    L’idea di un’umanità vegetariana appartiene alla Storia, ormai, e molti pensatori vi hanno creduto, tra cui – mi viene ora in mente – Henry Thoreau.
    Quello che a lei sfugge, nel momento in cui mi cita i rapporti di preda/predatore che sussistono in natura, è che nessun pesce, uccello rapace o altri carnivori in genere, ha mai sviluppato le leggi dello spirito e della compassione, come, bene o male, ha fatto la nostra specie.
    La quale si è emancipata dalle leggi della natura da parecchi millenni: mi stupisce che una persona intelligente come lei non se ne sia accorta.

    Infine, e mi rivolgo ai neonazisti qui presenti, tutte le vostre operazioni nel giustificare Hitler facendolo passare come vittima o pedina nelle mani di banchieri, sionisti, anglosassoni o burattinai vari, è solo un’operazione di…..maquillage.
    Hitler era un guerrafondaio, né meglio né peggio di Churchill, Stalin e Mussolini. Poiché non posso credere che le parate militari naziste, di cui esistono filmati d’epoca in bianco e nero, fossero pura finzione, deduco che era un militarista al 100 % e in quanto tale lo rigetto e lo biasimo, a prescindere che fosse vegetariano sul serio o perché tale immagine gliel’abbiano tagliata addosso i burattinai di cui sopra per scopi propagandistici.
    Era a capo di un potente esercito e lo ha messo in azione.
    Questo mi basta per classificarlo tra i carnefici dell’umanità e volerlo mettere tra le vittime è semplicemente ridicolo e disgustoso.
    La Storia del XX secolo si potrà modificare in qualche suo aspetto esteriore e superficiale, ma nella sua essenza non la potete cambiare.

    • dl31:

      Roberto immagina la vera scena di quegli anni !!!!
      in tutta europa ogni famiglia era formata da 12 e passa elementi !!!!!
      poi c’erano molte famiglie soprattutto quelle ebree che si accoppiavano tra loro e nascevano menomati…erano tantissimi !!!!
      non possiamo sapere se questi campi di sterminio li fecero i sionisti ebrei in verità e ad HITLER gli diedero la responsabilita …
      …potrebbe anche essere che HITLER aveva creato solo dei campi in cui far vivere meglio quelle persone ed invece i sionisti fecero diventare (pagando i vari generali ed infiltrandosi negli eserciti) quei campi appunto di sterminio proprio per fare apparire HITLER ieri come GHEDDAFI oggi ….dittatori sanguinari e spietati !!!!!
      poi aggiungi anche che allora il sapere diciamo che era quasi piu di ora ….einstein tesla reich e tantissimi altri sfornavano segreti ai goy !!!!
      dovevano assolutamente radere tutto a zero…immediatamente !!!!!!
      HITLER ovviamente prima sovvenzionato dagli ebrei (ci sono tute le prove) per fare le loro ricerche per dominare il mondo poi abbandonato dopo aver scoperto tutto quello che gli ebrei gli avevano chiesto……
      fai 2+2 e poi vedi il risultato……
      …io sono convinto che se tu eri in quell’epoca saresti stato al fianco di HITLER …come sono sicuro lo sarei stato anch’io !!!!

  • martin:

    Chiamare in causa Hitler sul argomento del vegetarianismo lo ho sempre visto tirare in ballo quando vengono citate certe teorie che collegano il consumo di carne e la violenza,a modo di dimostrare che se anche Hitler mangiava solo verdure non era proprio un pacifista,io potrei tirare in ballo gli induisti vegetariani i quali usano i sistemi piu crudele per dominare e soggiogare gli elefanti ( pure quelli che adorano Ganesh !!!!) ho visto in India persone rispetare i topi e calpestare uomini per il solo fatto di apartenere ad un altra casta,non voglio comunque entrare in discusione sul motivo se il vegetarianismo rende piu buoni o ci fa piu etici,voglio solo dire che i limiti sono molto sotili e che non sempre la etica va acompagnata della coscenza,ho un carissimo amico che da anni apartine alla setta dei Hare Krishna,ovviamente non tocca la carne,ma usa sandali fatti col cuoio di mucca !!!! secondo te Roberto cosa si dovrebbe fare con gli eschimesi ?questi in mezzo al ghiaccio non possono mica coltivare le patate…da una altra parte sono anche un popolo pacifico,non hanno mai invaso una altro popolo,non hanno esercito nemmeno,diciamo fanno i cavoli suoi…( anche se i cavoli non li possono piantare!!) anche per dimostrare dalla altra sponda che anche si se mangia carne non vuol dire di conseguenza che si sia per natura dei violenti…( certo non amasano le foche con le coccole,ma non fanno neanche delle stragi che portano alla loro estinzione) Sono d’accordo con te sulla figura de Hitler,di come venga difeso a qualsiasi costo,che anche fosse vero che sia stato manipolato non lo rende assolutamente meno colpevole della violenza generata dal suo delirio,ogni uno cammina per dove vuole camminare e gli va come vuole che gli vada…

  • Martin, la psiche umana è talmente complessa e ingarbugliata che volerne trarre delle regole e dei principi, cioè voler riuscire a capirci qualcosa, è come svuotare il mare con un cucchiaino. Sono stato anch’io in India alla ricerca dei Giainisti e ho visto in giro molto materialismo. Non ci sono punti fermi, in fatto di etica, su questa Terra, se non forse che fare il male agli altri, compresi gli animali, è sbagliato. Tutto il resto è opinabile.
    Gli eschimesi sono inseriti in una catena alimentare estrema, in cui loro fungono da predatori, al pari dell’orso bianco. Saranno anche una popolazione pacifica, ma possono essere presi a modello?
    A che livello è giunta la loro elaborazione in fatto di etica?
    E’ vero che all’ospite offrono di giacere con la propria moglie, all’interno dell’igloo?
    E questa pratica è applicabile a noi occidentali?
    Io posso fare ben poco per gli eschimesi e per gli indios o per gli ultimi cannibali della Nuova Guinea, ma posso pubblicare le mie idee, che ritengo giuste, su Stampa Libera.
    Più di così non posso, poiché l’impossibile lo faccio subito, ma per i miracoli mi devo organizzare.
    Ciao

  • Silvio:

    Nei loro tentativi di screditare la liberazione animale, i necrofagi piu’ cretini proclamano spesso che Adolf Hitler era un vegetariano, o che i medici nazisti condannarono la sperimentazione su animali.

    Il sinistro paragone tra nazisti e “zeloti” dei diritti animali implicito in queste “rivelazioni” ha lo scopo di suggerire che l’antispecismo sia una filosofia anti- umana. La vera storia di Hitler e del nazismo e’ invece lontana anni luce da queste credenze. Una risposta legittima per questo genere di affermazioni potrebbe essere che non ha alcuna importanza se Hitler fosse o meno vegetariano; come ha scritto Peter Singer: “Il fatto che Hitler avesse un naso non significa che dobbiamo tagliarci il naso”. Inoltre:

    1. La Vegetarier-Bund (Società Vegetariana Tedesca), fondata nel 1892, venne soppressa dal regime nazista (riaprì nel 1946). Chiusura bizzarra, se Hitler ne fosse stato un sostenitore.

    2. La politica hitleriana non promosse mai il vegetarismo, ne’ a beneficio della salute pubblica, nè per motivi etici. Il non promuovere pubblicamente questa sana alimentazione è significativo, da parte di un leader che rinforzò rigorosamente altre politiche salutiste, come una legislazione che condannava il fumo e l’inquinamento, o le misure a tutela delle donne in
    gravidanza e partorienti.

    3. Hitler non era vegetariano; furono i suoi medici a prescrivergli occasionalmente – per migliorare le condizioni della sua salute – di seguire una dieta priva di carne. Il Ministro della Propaganda, Goebbels, manipolo’ questo fatto per spingere il pubblico a considerare il Fuerer come un Santo, come il vegetariano – loro contemporaneo – Mohandas K. Gandhi. In realtà, Gandhi fu l’esatto opposto di Hitler anche in questo, dato che i medici, per migliorare la sua salute, gli consigliavano di bere brodo di carne. Mentre Gandhi rifiutò, Hitler si lamentava delle prescrizioni dei suoi medici e si spacciava per vegetariano nonostante mangiasse ravioli al ragù.

    4. Il materiale biografico descrive spesso Hitler come un “vegetariano” con un debole particolare per salse carnee, caviale e prosciutti. Il biografo John Toland (“Adolf Hitler”), riporta che l’alimentazione di Hitler, quand’era studente, consisteva in “latte, pasticci di carne e pane.”
    Un altro suo famoso biografo, Robert Payne (“The Life and Death of Adolf Hitler”), afferma che quella del vegetarismo fu una deliberata montatura, veicolata dai nazisti per dipingere Hitler come figura pura e dedita al bene. Payne scrive: “L’ascetismo di Hitler aveva un ruolo importante nella sua immagine pubblica in Germania. Secondo una leggenda ampiamente diffusa, non fumava, era astemio e non frequentava donne. Soltanto la prima affermazione era veritiera. Beveva spesso birra e vino, aveva una predilezione particolare per le salse a base carnea bavaresi e prese moglie… il suo ascetismo era una finzione inventata dal Ministro della Propaganda nazista Joseph Goebbels, per enfatizzarne la dedizione totale, l’autocontrollo e la distanza che lo separava dagli altri uomini…”. Il Professor Rynn Berry ha recensito “The Heretics Feast” (un libro che alimenta la leggenda di Hitler vegetariano) con queste parole: Concludiamo citando un libro assai interessante e sicuramente non di parte: “The Medical Casebook of Adolf Hitler” (Leonard e Renate Heston, William Kimber & Co, 1979). Basato su materiale tratto da archivi medici tedeschi dell’epoca, chiarisce esaurientemente tanto le abitudini alimentari di Hitler quanto le loro motivazioni: “Dall’inizio degli anni 30, Adolf Hitler cominciò a soffrire di crampi ed acuti dolori nella parte destra dell’addome. Il dolore lo colpiva poco dopo i pasti. Quando cio’ accadeva, Hitler generalmente lasciava la tavola. A volte tornava dopo che “era passata la crisi “, come narra Albert Speer, altre volte non tornava affatto… All’epoca, aveva quarant’anni e non era mai stato seriamente malato… nessuno avrebbe potuto convincerlo a sottoporsi a degli esami per questi dolori addominali… si curo’ da solo… Indubbiamente a causa dei dolori provocatigli da alcuni cibi, eliminò pasticci elaborati e carni, continuando ad eliminare alimenti fino a limitare la sua dieta a vegetali e cereali – un cambiamento significativo, in un uomo famoso come goloso di dolci e pasticcini..”

    Bibliografia:
    Dinshah, J. (1974, January). “Book nook”. {A review of Speer, A. (1970). Inside the 3rd Reich} Ahimsa, p. 11.
    [Disponibile tramite la American Vegan Society, P.O. Box H, Malaga, NJ 08328, USA]

    Meyer, R. (1985). “Was Hitler a vegetarian?” Vegetarian Voice, 12 (2), p. 6.
    (di Rudolf Meyer, Presidente della Vegetarier Bund Deutschlands)
    [Disponibile tramite la North American Vegetarian Society, P.O. Box 72, Dolgeville, NY 13329]

    [tratto da mucca103.org]

  • Silvio:

    Dalla macelleria all’Olocausto, il passo è breve
    Di Jacopo Iacoboni

    L’ORIGINALE SAGGIO DI UNO STUDIOSO AMERICANO DELLA SHOAH: MOLTI CAPI NAZISTI VENIVANO DALL’INDUSTRIA ALIMENTARE

    Magari sarà un caso, e comunque: Rudolf Höss, il comandante di Auschwitz, possedeva un macello e un negozio di macelleria; Willi Mentz, uno dei più feroci guardiani a Treblinka, era stato mungitore di vacche; Kurt Franz, ultimo comandante di Treblinka, era stato macellaio come Karl Frenzel, fuochista prima a Hadamar poi a Sobibor; e Heinrich Himmler, il pianificatore della Shoah, fece le prove generali «eugenetiche» nel suo allevamento di polli.

    Diceva Theodor Wiesengrund Adorno: «Auschwitz inizia ogni volta che qualcuno guarda a un mattatoio e pensa: sono soltanto animali». Qualcuno l’ha preso molto sul serio.

    Quel qualcuno è un professore di nome Charles Patterson, docente alla Columbia University di New York e alla International School for Holocaust Studies di Gerusalemme.

    La sua tesi è semplice quanto provocatoria, vista l’equazione che contiene, e paradossale, considerati gli esiti ai quali potrebbe condurre: il mattatoio americano primonovecentesco – pianificazione meccanizzata dell’uccisione di mucche, vitelli, maiali per l’industria alimentare – è l’antecedente, storico teorico e forse anche simbolico, della Shoah.

    Quando si stabilisce che una specie (l’uomo) è «padrona» di un’altra (gli animali) si sono già poste le basi teoriche e pratiche per affermare, di lì a non molto, che una razza è superiore a un’altra. Patterson promette: questo libro «prende in esame come, nei tempi moderni, l’uccisione industrializzata di animali e uomini si sia intrecciata e come l’eugenetica americana e i macelli automatizzati abbiano attraversato l’Atlantico e trovato terreno fertile nella Germania nazista».

    Ma insomma: la sensibilità animalista può spingersi fino a sostenere che il massacro degli animali (nei mattatoi) è il modello dello sterminio degli ebrei (nelle camere a gas)? È anche solo concepibile avvicinare l’uccisione di un uomo e quella di un animale? Chi risponde di sì lo fa per l’irresistibile malìa del politically incorrect e la devastante ambizione di revisionare tutto, compresa la logica?

    La risposta richiede la lettura di un libro compilato con ampio apparato di documenti, concepito con spirito evidentemente non antiebraico, elaborato, anzi, utilizzando spesso citazioni da Torah e Talmud.

    Già il titolo, Un’eterna Treblinka (sottotitolo: «Il massacro degli animali e l’Olocausto», Editori Riuniti, pp. 321, euro 16), riprende contenuto e spirito di un racconto di Isaac Singer, L’uomo che scriveva lettere. Lo scrittore ebreo annota: «Si sono convinti che l’uomo, il peggior trasgressore di tutte le specie, sia il vertice della creazione: tutti gli altri esseri viventi sono stati creati unicamente per procurargli cibo e pellame, per essere torturati e sterminati. Nei loro confronti tutti sono nazisti; per gli animali Treblinka dura in eterno».

    Ecco, è possibile provare l’assunto? Patterson sottolinea che tanti dirigenti nazisti si erano fatti le ossa nell’industria alimentare.
    Ricorda che l’americano più stimato da Hitler, Henry Ford, trovò l’idea della catena di montaggio proprio andando a visitare un mattatoio.

    Documenta come la precisione burocratica di certi stabilimenti del male tipo Treblinka era stata mutuata dall’efficiente catena escogitata nelle fabbriche per l’uccisione seriale dei vitelli.
    Quindi, annota che moltissimi dei sopravvissuti alla Shoah, avendo sviluppato «una vista ai raggi X» per la sofferenza altrui, sono diventati fondatori di Ong ambientaliste oppure impegnati animalisti.

    E dedica un lungo excursus a una suggestione cruciale in Isaac Singer, quell’avversione per la macellazione che diventa fondamento per una nuova, più mite e meticcia convivenza umana.
    Basta questo per porre l’equazione «antianimalismo=antiebraismo»?

    In Genesi c’è scritto: «Dio diede all’uomo il dominio su ogni essere vivente che striscia sulla terra» (e ci sono ambientalisti convinti che queste «fatali parole» abbiano determinato il corso distruttivo della civiltà occidentale).
    Ma la Torah stabilisce che gli animali si riposino durante lo Shabbat, e Isaia profetizzava: «Chi macella un bue è simile a chi uccide un uomo».

  • Silvio:

    “Una cosa è certa, Hitler non era dotato di compassione, né per il nemico, né per gli ebrei, né per gli animali e quindi il suo vegetarismo non era di tipo etico, ma unicamente salutistico. Una specie di “straight-edge” [2] ante litteram.” Hitler e straight edge c’entrano come Buddha e Kissinger,lo straight edge è di origine filoanarchica e vicino all’antispecismo e all’antirazzismo,il fascismo tedesco tutt’altro.

  • Silvio:

    La destra, i neonazisti, ecc. possono essere antispecisti? I due antispecisti firmatari di questo intervento sostengono di no. E spiegano perché.

    Come tutti i movimenti nella prima fase della loro esistenza, anche il movimento antispecista si dibatte alla ricerca una sua precisa identità.
    Certamente nasce come movimento animalista e tale rimane ma, nello stesso tempo, va oltre gli angusti limiti dell’animalismo classico o della zoofilia, in quanto ritiene che lo sfruttamento degli Animali non sia riconducibile a un atteggiamento dovuto solamente a comportamenti sociali più o meno diffusi, bensì una questione di sistema, cioè di un’organizzazione strutturata che genera ed è a sua volta sostenuta dall’ideologia del dominio.
    Questa mancanza di una precisa identità sfocia inevitabilmente in una serie di problematiche identitarie, tanto “interne” (vi è una certa confusione tra coloro che – almeno a parole – si professano antispecisti) che “esterne” (ossia di come il movimento viene percepito dalla società).
    Alla mancanza di unità nelle iniziative concrete (quindi di natura strategica e tattica), viene così ad affiancarsi anche un isolamento culturale, sociale e politico dovuto anche alla difficoltà di dialogare proficuamente persino con altri soggetti potenzialmente portatori di rivendicazioni in parte sovrapponibili.
    Come se ciò non fosse già fonte di sufficienti preoccupazioni, in questo periodo si deve aggiungere un crescente interesse nei confronti della questione animale proveniente da alcuni ambienti della destra (più o meno estrema) che comporta il rischio di un’ulteriore frattura con gli altri movimenti antisistemici.

    Il silenzio della sinistra

    Mentre ci si sta abituando all’assordante silenzio che proviene dal centro-sinistra, cui si accompagna il superficiale disinteresse di troppi gruppi anarchici, della sinistra extraparlamentare o, più in generale, antisistemici, ci si deve oggi anche confrontare, da un lato, con un certo attivismo a favore degli Animali da parte di alcuni membri del governo, dall’altro con la nascita di gruppi neofascisti che abbinano al tradizionale messaggio ambientalista (derivante dal classico concetto di “sangue e suolo”) delle istanze più prettamente animaliste.
    Il gruppo parlamentare di Futuro e Libertà, per esempio, ha dedicato l’intero numero 4 della sua rivista bimestrale “Charta Minuta” alla questione animale. Il leit motiv della trasversalità della battaglia animalista appare evidente fin dalle prime pagine: nel suo editoriale di introduzione alla suddetta monografia intitolata “Dalla parte degli animali”, Adolfo Urso infatti scrive che è necessario sfatare il «luogo comune secondo il quale la protezione e la tutela degli animali siano appannaggio della sinistra … Non esistono temi di destra o di sinistra ma soluzioni e proposte che si adeguano nello spazio e nel tempo e che danno risposte alle esigenze che maturano» (1).
    Lo scopo? Quello di indurre gli ingenui lettori a considerare la questione animale come un problema apolitico, salvo poi sottolineare la grande attenzione che la destra dimostra al riguardo al fine di attirarne le simpatie (e quindi i consensi ed infine i voti).
    Ancora più a destra di Futuro e Libertà si sono formati gruppi neofascisti che abbinano a un messaggio anticapitalista rivendicazioni contro lo sfruttamento animale e di propaganda del veganismo, spingendosi sino a definirsi antispecisti , o come dicono loro “antispe”.
    Una lettura superficiale di questo fenomeno da parte di alcune realtà del movimento animalista potrebbe portare alla conclusione che in ciò non solo non vi sia nulla di male, ma che tanto maggiore sarà la trasversalità della causa animalista, tanto maggiore sarà la forza che il movimento riuscirà a esprimere a favore degli Animali.
    In realtà, il discorso è più complicato e coinvolge anche il movimento antispecista che deve interrogarsi su come è possibile che gruppi ideologicamente legati a idee conservatrici, o addirittura fasciste o neonaziste possano dichiararsi antispecisti. O meglio: questo loro definirsi antispecisti è concettualmente possibile oppure no?
    Articolare una risposta a tali interrogativi risulta complesso, non tanto per la risposta in sé che è senza alcuna ombra di dubbio “no, non può esistere un antispecismo di destra”, ma perché per giungere a tale conclusione si deve andare oltre la superficiale interpretazione che spesso si dà al concetto di antispecismo che porta a far sì che le giustificazioni spesso addotte siano perlomeno discutibili.
    Per Singer infatti «Lo specismo … è un pregiudizio o atteggiamento di prevenzione a favore degli interessi dei membri della propria specie e a sfavore di quelli dei membri di altre specie» (2). Singer dimostra come ogni argomento morale (la razionalità, il linguaggio, l’essere agenti morali, l’autocoscienza, l’anima ecc.) introdotto per giustificare il diverso trattamento che riserviamo agli Animali può, alla fine, essere ricondotto alla mera appartenenza alla specie umana; il ricorso al caso degli esseri umani marginali e la denuncia di un doppio standard morale (uno valido per gli Umani e uno per gli Animali) lancia una vera sfida al pensiero filosofico classico.
    Tale provocazione è stata accettata da alcuni i quali hanno risposto che agli esseri umani marginali è dovuto pieno rispetto morale perché essi sono Umani, membri cioè della nostra specie. Incalzati sul perché l’appartenenza di specie sia un fatto moralmente rilevante, l’incapacità di fornire una risposta costituisce per loro alcuna preoccupazione. È questo lo specismo come lo abbiamo appreso da Singer. È senza dubbio da tale riflessione che si è incominciato a parlare di specismo. Partendo da tale prospettiva, il lavoro di Singer si limita a (ri)elaborare una teoria etica che arriva a includere alcuni degli animali non umani nella cerchia dei soggetti ai quali è dovuta considerazione morale; egli non elabora alcun nuovo “valore” ma denuncia la contraddizione che caratterizza la nostra società quando si rifiuta di estendere i suoi valori agli animali non umani.

    Antispecismo razzismo, sessismo

    Simili sono le conseguenze a cui giunge anche il filosofo americano Tom Regan; pur criticando le tesi di Singer, egli formula una teoria dei diritti morali che postula un semplice allargamento, nel suo caso, dei soggetti di diritto. Nessuno dei due mette in discussione la struttura della società occidentale attuale; è questo il vero limite principale del loro lavoro. Le loro riflessioni sono limitate nel tempo e nello spazio in quanto, oltre ad accettare le premesse della metafisica occidentale, non mettono mai in discussione la struttura sociale, economica e politica attuale. La proposta avanzata, sia dal punto di vista teorico che pratico, non rappresenta una seria critica alla società umana moderna.
    Del rapporto valori/società, rapporto necessariamente biunivoco, essi considerano solo un aspetto come se la società umana non fosse altro che il prodotto dei valori che rappresenta (3). Ed è sempre all’interno di questo orizzonte che Singer, dopo aver definito lo specismo, ne afferma l’analogia (4) con altre forme di discriminazione interspecifiche quali il razzismo e il sessismo. Singer non spiega quale tipo di rapporto intercorra tra specismo, razzismo e sessismo; l’unica affinità riscontrabile è che sia per il per il razzismo e per il sessismo, come per lo specismo, due individui che altrimenti non differiscono per aspetti moralmente rilevanti possono essere trattati in modo differenziato a causa della loro razza, del loro sesso o della loro specie. È da questo punto di vista che le prospettive sono analoghe.
    Qui si ferma l’analisi di Singer (5) e qui, purtroppo, si è fermata anche la riflessione di molti attivisti animalisti.
    In realtà se l’antispecismo si limitasse a denunciare la discriminazione arbitraria che subiscono gli Animali a causa della loro appartenenza a una specie diversa da quella umana, ossia una discriminazione basata unicamente su motivi biologici, ciò non basterebbe, ad esempio, a escludere la possibilità di un antispecismo di destra. Si potrebbe essere antispecisti di destra (ossia razzisti e sessisti) senza cadere in contraddizione con la definizione sopra riportata.
    Ciò che manca, infatti, è ancora un passaggio costituito dall’analisi della seconda parte della corrispondenza biunivoca sopra citata tra valori e società. In altre parole: lo specismo non è solo un’idea, qualcosa di teorico, ma è anche una prassi. Per comprendere come questa prassi sia nata e si sia evoluta è pertanto necessario compiere una ricerca storica al fine di capire quali sono le reali condizioni in cui questa discriminazione si è sviluppata, ossia come realmente la forma assunta dalla nostra struttura sociale ha influenzato il pensiero specista.
    Le intuizioni di Singer e Regan necessitano quindi di dover passare dal mondo delle idee a quello reale e fare questo ci consente di capire quali sono tutte quelle barriere il cui abbattimento costituisce la conditio sine qua non affinché tale trasposizione possa avvenire.
    Alcuni ritengono che tale passaggio sia qualcosa di indebito, di strumentale; l’accusa mossa è quella di utilizzare la lotta antispecista per “fini politici” finendo così per mettere in secondo piano l’importanza della questione animale.

    Differenze fittizie e irrilevanti

    È doveroso ammettere, in effetti, che questo pericolo esiste, ma non per questo tale analisi deve essere elusa, pena l’incapacità di comprendere appieno il fenomeno di cui stiamo parlando: non è pertanto qualcosa di indebito, bensì di necessario. E che non sia una forzatura lo si può vedere, ad esempio, facendo un confronto con il razzismo.
    Il razzismo altro non è che «la convinzione preconcetta che la specie umana sia suddivisa in razze biologicamente distinte e caratterizzate da diversi tratti somatici e diverse capacità intellettive, e la conseguente idea che sia possibile determinare una gerarchia di valore secondo cui una particolare razza possa essere definita “superiore” o “inferiore” a un’altra» (6).
    Questa breve descrizione ci dimostra quanto siano impressionanti le analogie (storico-culturali) tra razzismo e specismo: entrambi sono forme discriminatorie basate su differenze fittizie e irrilevanti (prima biologiche, poi via via declinate in modo più raffinato) volte a preservare determinati vantaggi da parte di chi li professa che hanno una matrice culturale giustificazionista di una prassi di sistematico sfruttamento di chi viene considerato gerarchicamente “inferiore”.
    Risulta chiaro che è unicamente dallo studio della storia che si può apprendere come quelle analogie teorizzate da Singer solo a livello culturale si sono manifestate nella realtà, diventando cioè prassi funzionale al funzionamento della società.
    Ma l’antispecismo va oltre l’antirazzismo. Va oltre non tanto perché rappresenta un concetto più generale, o perché per la prima volta il soggetto che libera non coincide con il soggetto liberato (7), ma perché ci “costringe” a interrogarci sull’origine di ogni forma di discriminazione, analisi che riguarda sia l’aspetto culturale che quello storico, di prassi, ossia di come effettivamente si sono sviluppate le prime società organizzate in senso gerarchico. Infine, va oltre perché introduce l’Animale nella nostra riflessione. E questo è fondamentale almeno per due ordini di motivi.
    Innanzitutto perché i concetti di Umano e Animale sono indissociabili in quanto si circoscrivono e si definiscono reciprocamente, perché nonostante gli immani sforzi fatti dalla nostra specie per affrancarsi dalle proprie origini, siamo e rimaniamo Animali.
    In secondo luogo perché studiando come sia avvenuta storicamente la scissione ontologica Umano-Animale, si scopre come essa sia il risultato di un processo che è durato millenni; l’Uomo, infatti, non si è percepito da sempre come superiore agli altri Animali (o, per lo meno, non più di quanto non lo si sentisse nei confronti degli altri esseri umani non appartenenti alla propria tribù). È solo con il passaggio dalla vita nomade a quella stanziale, unitamente ad altri aspetti di carattere spirituale-religioso, che si sono formate le prime società organizzate. È per esercitare il proprio dominio sulla terra che alcuni uomini hanno iniziato a schiavizzare altri Umani e alcuni Animali.
    Lo sfruttamento della natura, degli Animali e di alcuni Umani è un qualcosa che non può essere né separato né suddiviso in ordine temporale, intrecciandosi invece in una sorta di circolo vizioso.
    Schiavismo, sfruttamento dei popoli e delle specie, genocidi, denigrazione delle donne, si reggono tutti sulla stessa idea folle di dominio. Un desiderio di dominio che viene però, di epoca in epoca, mascherato e giustificato sul piano morale e culturale attraverso l’elaborazione di un’ideologia che varia a seconda dei bisogni e delle inquietudini delle masse del momento.
    Ciò ci può spingere a considerare che il cammino dell’Uomo sia costellato di episodi che lo hanno portato a divenire il tiranno che tutti conosciamo e che il rapporto di forza tra la nostra specie e le altre è variato nel tempo a tutto vantaggio della prima anche e soprattutto grazie alle scoperte tecnologiche e scientifiche che hanno – unitamente alla religione – contribuito all’elevazione dell’Umano oltre la soglia della naturalità.
    È onesto ammettere che ciò che siamo deriva da una parte di noi, del nostro complesso essere, e che scienza, tecnologia e religione hanno funzionato da amplificatore causando l’immensa espansione del nostro ego che tutto ha sovrastato. Per contro è del tutto evidente che non siamo “solo” questo, ma molto altro e, conseguentemente, possiamo realmente ripensarci e reinventarci, ripensando e reinventando anche la nostra società.
    L’antispecismo non è solo una rivendicazione di estensione della considerazione morale o dei diritti a un numero maggiore di soggetti quanto una forma reale di liberazione da ogni tipo di dominio. Senza rivedere le basi stessi del nostro vivere in comune, della nostra organizzazione sociale ed economica, questo non potrà mai accadere. È la struttura stessa della società basata sulla discriminazione, sullo sfruttamento economico, sul ruolo repressivo e di controllo dello stato che deve essere messa in discussione.
    L’antispecismo nasce come un movimento cui fine è la liberazione animale. Affinché tale obiettivo possa essere raggiunto è necessario abbattere quelle barriere culturali e materiali che impediscono ai principi di eguaglianza, equità e rispetto, di cui è portatore, di potersi liberamente diffondere. Ma poiché queste barriere sono le stesse che consentono a tutt’oggi il perpetuarsi dello sfruttamento dell’Umano sull’Umano, ecco che la loro distruzione consentirà, assieme alla liberazione degli Animali, anche quella reale degli Umani.

    Tentativi di sdoganamento

    È per questo che liberazione animale e liberazione umana coincidono, è per questo che lo slogan più citato dagli antispecisti è “Animal liberation, Human liberation”.
    A chi gli chiedeva quali potevano essere oggi le differenze tra destra e sinistra, Marcello Veneziani rispose: «Diciamo subito che in effetti si sono confuse destra e sinistra, negli ultimi tempi. Però, a voler essere più precisi, quello che distingue oggi la destra dalla sinistra è che la destra crede molto alle radici, ai valori di un radicamento, mentre la sinistra crede molto ai valori di liberazione, di emancipazione. Credo che questo sia lo spartiacque» (8).
    Non possiamo che concordare proprio per il semplice fatto che l’antispecismo è portatore di istanze di liberazione ed emancipazione dalla società del dominio (su Umani ed Animali) in cui viviamo e come tale rappresenta certamente una volontà di discontinuità con il passato e con lo status quo. Per contro, la destra e il fascismo sono chiaramente espressione di tutela della continuità e della tradizione, tutela quale risultato da perseguire soprattutto attraverso l’opposizione alle libertà individuali e collettive. È anche per questo che non può esistere in alcun modo un antispecismo di destra: si tratterebbe di un ossimoro.
    Eppure i tentativi di sdoganamento di una destra animalista e persino antispecista ci sono e sono sempre più numerosi. Tutto avviene subdolamente e mediante una cortina fumogena che avvolge e confonde le idee, una sorta di foschia che appiattisce e livella non permettendo più chiare identificazioni, ma causando un’incredibile e assurda commistione di idee, principi e intenti. In un’epoca in cui la destra onora figure come quella di Che Guevara, le sue frange “animaliste” dedicano fotografie e spazi in memoria di Barry Horne (9) spingendosi ad adottare, a volte, anche la stessa simbologia: le due bandiere sovrapposte, una verde e l’altra nera che, seppur con alcune modifiche, ricalcano i simboli dell’azione antispecista di matrice anarchica.
    Se a tutto questo si aggiunge poi anche l’altro punto di contatto costituito dall’azione anticapitalista che pare essere speculare e sicuramente condivisa sia dall’estrema destra che dall’estrema sinistra, risulta inevitabilmente facile confondere i messaggi ricorrendo al consueto gioco dell’apoliticità che sempre più si è consolidato sin dalla caduta delle contrapposizioni ideologiche del Novecento. Dietro a tale presunta apoliticità si cela, in realtà, la subdola volontà di non enunciare principi chiarificatori utili a permettere di distinguere e di individuare tendenze autoritarie, xenofobe, razziste e fasciste.
    L’apoliticità e la trasversalità usata come sinonimo di universalità del messaggio animalista vengono sfruttate quindi per rimuovere ogni critica e ogni opposizione nei confronti di gruppi o fazioni di matrice autoritaria. È indubbio che in ambito animalista vi sia una certa ignoranza che, mista a disinformazione e disillusione, impedisce una corretta valutazione delle diverse realtà animaliste presenti sul territorio.
    Il concetto che qualsiasi cosa è utile per salvare gli Animali ha causato più danni che altro: in nome dell’azione subito e ora, priva di una necessaria elaborazione teorica, senza una strategia e soprattutto senza una chiara finalità condivisa, tale concetto ha causato la formazione una generazione di attivisti del tutto sprovvisti di strumenti analitici e di conoscenze critiche, tanto che al giorno d’oggi dichiararsi apolitici pare essere un titolo di merito, una dichiarazione di estraneità nei confronti di tutto ciò che è marcio e corrotto, una sorta di nuova verginità. La realtà è ben più amara, perché quasi sempre si confonde politica con partitismo mentre si dimentica – o addirittura si ignora – che l’attività politica è il fondamento di ogni attivista che intenda davvero influenzare la società per innescarne il cambiamento. Cos’è possibile fare per scongiurare questa devianza?
    Urge chiaramente la diffusione di una nuova consapevolezza, della definizione di principi e di modelli che possano aiutare attivisti, gruppi e associazioni a intraprendere un cammino comune – pur con distinguo e differenze – realmente rivoluzionario. La colpevole mancanza di elaborazione teorica e l’adozione acritica e inconsapevole della sola prassi vegana, ha creato la situazione che stiamo vivendo. Ciò che non possiamo permettere è che il messaggio libertario e radicale dell’antispecismo possa essere annichilito e assorbito da rinate forze autoritarie, evitando nel contempo di svendere l’autonomia antispecista così faticosamente guadagnata.

    Luca Carli e Adriano Fragaro

    Note

    Adolfo Urso, Avatar a destra, in Charta Minuta n. 4, 2010, pag. 0.
    Peter Singer, Liberazione animale, Il Saggiatore, Milano 2003, pag. 22.
    Anche la storia dello specismo abbozzata da Singer nel Capitolo V di Liberazione animale, cit., risente della stessa impostazione: la sua è una storia “ideale” nel senso che riguarda unicamente le concezioni che alcuni filosofi avevano degli Animali senza indagare minimamente se le stesse non fossero, in realtà, influenzate dal tipo di società in cui vivevano.
    “Il razzista viola il principio di eguaglianza attribuendo maggior peso agli interessi dei membri della sua razza qualora si verifichi un conflitto tra gli interessi di questi ultimi e quelli dei membri di un’altra razza. Il sessista viola il principio di eguaglianza favorendo gli interessi del proprio sesso. Analogamente lo specista permette che gli interessi della sua specie prevalgano su interessi superiori dei membri delle altre specie. Lo schema è lo stesso in ciascun caso” Peter Singer, ibidem, pag. 24. Singer si limita a sottolineare l’analogia tra le diverse forme di discriminazione perché ciò, da un lato, è sufficiente rispetto ai suoi scopi mentre dall’altro è il limite massimo a cui può giungere sulla base delle sue considerazioni.
    Si parla di Singer in quanto primo esponente di questa forma di antispecismo che Marco Maurizi ha acutamente chiamato antispecismo metafisico. Marco Maurizi, Cos’è l’antispecismo, http://www.liberazioni.org/articoli/MauriziM-06.htm.
    Fonte wikipedia.
    Tale visione è errata in quanto si dimentica che l’Uomo è un Animale pertanto la liberazione animale lo riguarda come soggetto da liberare.
    RAI Educational – Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche, Il Grillo (5/12/1997). Marcello Veneziani: I valori nella cultura di Destra, http://www.emsf.rai.it/grillo/trasmissioni.asp?d=33.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Barry_Horne.

    http://anarca-bolo.ch/a-rivista/360/65.htm

    • LUX:

      Bla, bla, bla, bla……
      e basta Silvio con tutte queste masturbazioni mentali: impara ad essere piu’ sintetico. Non stai mica effettuando una dimostrazione matematica (e te lo dice uno laurato in matematica e che come professione si occupa di giochi matematici): espremi il tuo pensiero e basta, senza tutte queste elucubrazioni pseudo-filosofiche. E’ inutile che cerchi di dimostrare le tue argomentazioni in questo modo: tanto se a uno non piaciono, queste ultime non saranno in grado di cambiare il suo pensiero.
      Non ce la faccio piuuuuuuu…..ho un Silvio per la testa, ho un Silvio per la testa
      Non ce la faccio piuuuuuuu…..ho un Silvio per la testa, ho un Silvio per la testa
      yeuhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

  • SILVIO:

    Protesto con l’Admin.
    L’utilizzo del nick “Silvio” (con cui sono state postate le argomentazioni di cui sopra) potrebbe generare equivoci di ogni sorta.
    Parimenti, non mi riconosco ASSOLUTAMENTE nelle opinioni espresse da tale commentatore.
    Incomincio a pensare che il sito STAMPA LIBERA abbia una netiquette piuttosto singolare ed acconciata a sconcertanti “desiderata”.
    Per quanto detto, da oggi in poi ne prenderò radicalmente le distanze.

    • dl31:

      vero !!!!!!
      mi sembrava strano !!!!!
      comunque piu di questo credo che anche l’admin non possa fare !!!!!
      il nick diciamo che è diverso per il software !!!!

    • Caro Silvio Z. non siamo in grado di impedire casi di omonimia. é per questo che ogni lettore ha un mandala diverso proprio per evitare i fraintendimenti.
      Sarebbe bene che lei magari, se potesse mettesse anche il cognome. Grazie

    • Caro Silvio ci dica che desiderata abbiamo così metterà sul chi va là i lettori e spiegherà a noi chi siamo…
      Mi stia bene
      LB

  • Benché lunghetto, ti ringrazio Silvio per aver postato questo commento.
    Molto interessante!
    Tuttavia, mi sembra che i due autori, Carli e Fragaro, siano un po’ intolleranti verso i 100 % Animalisti di Padova:

    http://www.centopercentoanimalisti.com/index.php

    …il cui fondatore, Paolo Mocavero, non ha mai smentito le sue tendenze politiche di Destra e fa appello continuamente all’apoliticità del suo gruppo. Siccome lo conosco da anni, personalmente non mi turba il suo essere di Destra, dato che al momento i 100 % Animalisti sono la più attiva delle associazioni presenti nel panorama italiano.
    Stanno dando un enorme contributo alla causa dei diritti animali. Molto più di quanto possa fare qualsiasi formazione di Sinistra.
    Grazie ancora. Ciao

  • Dl31, non credo che i filmati d’epoca siano dei falsi. Hitler sosteneva il militarismo, attraverso il quale voleva risollevare la Germania. A me basta questo, poiché mi considero antimilitarista. Il resto sono dettagli.
    Se fossi nato in quegli anni in Germania, sicuramente sarei diventato nazista, ma se fossi nato nella mia terra, nello stesso periodo, sarei diventato partigiano. Molto dipende dal contesto in cui si nasce, ma questi sono e restano discorsi oziosi.
    Grazie. Ciao

    • dl31:

      e chi ti ha detto che siano falsi ????
      tu che pensi che con tutte quelle famiglie con elevato numero di elementi non ci sarebbero stati eserciti ????
      ma cosa facevano…marciavano…..
      ….oooooooooooo !!!!!

  • martin:

    Duria io non ho mai detto di prendere come esempio gli eschimesi,come nessun altro popolo trane che la propria coscienza,questa per me dovrebbe essere el unico esempio a seguire ( tanta o poca che si abbia) sono contro qualsiasi limite,cominciando per quelli geografici,ne tanto meno che tu ne devi per forse fare qualcosa!!!! il mio esempio era riferito al fatto che tutto (secondo me) nella Vita si basa su equilibri,e che questi sono molto sotili,e poi quando mancano o si rompono,nascono i problemi,i cacciatori dicono che loro mantengono l’”equilibrio naturale”che per esempio in montagna con la scomparsa di certi predatori la selvaggina diventa invasiva,questo ovviamente è vero ma non per questo sono d’accordo,perche come detto prima si è roto un equilibrio naturale che l’uomo nella sua arroganza di padrone del mondo si prende il dirito ( a suo modo) di ripristinarlo.P.S:l’esempio degli eschimesi di ofrire la donna agli ospiti non è cosi una bruta cosa,la preferisco al calcio in culo che gli europei (la magioranza) riserva ai suoi ospiti !!!! ciao

  • LUX:

    Roberto Duria: ho letto e riletto il tuo articolo da diverse angolazione: stavo cercando qualche appiglio per poterti silurare come avevo fatto ieri ma non ci son riuscito. E bada Roberto che cio’ che sto per dirti non e’ per attirarmi le tue simpatie o la tua complicita’ (non ne ho proprio bisogno: non a caso vengo soprannominato “the lone ranger”): pero’ devo ammettere che questa volta il tuo articolo non fa una piega e lo condivido al 100%. Non condivido invece al 100% la risposta al commento che hai fatto ad Archimede, ma d’altronde non condivido al 100% neanche il commento di Archimede. Comunque per oggi ho trovato un’altra vittima: ovvero Silvio!
    In ogni caso Roberto: stai in campana Robertino….and remember that I’m monitoring you. Ci rivedremo al tuo prossimo articolo. Hehe’…

  • Silvio:

    Non sapevo che c’era un’altro SILVIO,mi scuso con lui per ciò,roberto grazie delle info,per me cento per cento animalisti e il suo fondatore possono continuare a fare attivismo senza problemi(basta che non usino ciò per propaganda politica ecc)gli articoli che ho postato(che non condivido totalmente)erano anche per dare un’idea diversa rispetto all’attuale conformismo filonazista in certa controinformazione e un pò anche per provocazione.Per qunto riguarda Hitler,il paragone con Gheddafi è antistorico,al massimo con Saddam,visto che entrambi(Hitler e Saddam)servirono all’Occidente ,uno contro la rivoluzione bolscevica,l’altro contro quella iraniana(entrambi sconfitti e traditi dallo stesso Occidente poi),Gheddafi ha tutta un’altra storia,e anzi Gheddafi con i fascisti c’entra molto poco,e tra l’altro per colpa di essi da piccolo perse due cugini e si ferì al braccio per colpa.E anzi,i fascisti sino a ieri l’ho detestavano(anche i “progressisti” come Casa Pound per via dell’antitalianismo di Gheddafi secondo loro)…Gheddafi è molto più simile a Tito,non a caso demonizzato dai piduisti e da fasci e atalntisti,vedere la propaganda piduista/neofascista/atlantistasionista sulle cosidette “foibe”

    • dl31:

      il paragone HITLER GHEDDAFI l’ho fatto io !!!!!!
      ho constatato ed evidenziato semplicemente il fatto che in LIBIA la nato sta facendo a GHEDDAFI qualcosa di molto simile a quello che fecero anche con HITLER !!!!!!

  • LUX, dunque, per te va bene una citazione di Shakespeare: “Tanto rumore per nulla”.
    Sei un cacciatore di taglie? Ma cosa ci guadagni? Vai a caccia, virtualmente, di prede umane. Di qualcuno da silurare. Ti diverte tormentare il prossimo?

    Silvio, mi hai illuminato: l’immagine pubblica di un Hitler monaco asceta, messa in piedi dal ministro della propaganda, è ragionevolissima e sensata. Non mi era mai venuta in mente.
    Il popolo lo voleva così: asessuato come gli angeli, astemio e morigerato, vegetariano e non fumatore. E’ stato creato su di lui un mito prima ancora che morisse, funzionale al ruolo di leader mistico che impersonava. Questo è stato fatto dai suoi, non dagli anglosassoni o dai sionisti come qualcuno ha detto (mi pare Archimede).
    Un saluto. Grazie.

    • dl31:

      e chi ti dice che non siano stati i sionisti a propagandare HITLER come monaco asceta ?????
      perche i sionisti non ci entrerebbero sicuramente secondo te ??????

    • LUX:

      Per nulla non direi: cerca di capirmi, la mia professione (di matematico) mi porta sempre a fare cose serie ed ogni tanto ho bisogno di uscire dalla routine, da certi schemi e ridere: e ieri tu mi sei servito a questo scopo. Nonostante le apparenze, credimi non mi prendo per niente sul serio, almeno non quando faccio i miei commenti su stampalibera….specie quando questi riguardano te. Voglio essere sincero, per evitare malintesi: tu (insieme a qualcuno dei tuoi avvocati) mi ricordi un po’ quella parte di me (e che a me non piace tanto) quando si prende troppo sul serio. E a volte il lavoro che svolgo mi porta ad essere un po’ serio, ma poi mi osservo e dico: “ma accidenti, staccati da questo stato d’animo”….e ieri credimi le risate che mi hai fatto fare mi hanno (come direbbe Carlos Castaneda) spostato il punto d’assemblagio dalla posizione del serioso a quello della persona divertita.
      E poi basta, come dice qualcuno dei tuoi avvocati, che il riso e’ la caratteristica degli stolti: non e’ affatto vero….d’altronde il termine “spiritoso” non deriva proprio dalla parola “spirito”?
      Va benissimo fare un buon lavoro ed essere precisi (io nel mio campo lo sono in modo maniacale): ma nei rapporti interpersonali per favore smettiamola di prenderci troppo sul serio!

  • Dl31, e chi ti dice che non siano stati i rettiliani?
    Io questi sionisti di cui sento sempre parlare come uno spauracchio, come una specie di Babau, vorrei proprio conoscerli! Secondo me rappresentano un archetipo e nel corso della storia sono stati presi nello stesso ingranaggio diversi gruppi poco conosciuti e minoritari. E’ successo ai massoni, ma mi pare anche ai Catari, agli Albigesi, ai Templari e via discorrendo.
    Tutti sono stati dotati di enormi, oscuri e demoniaci poteri. Poi alla fine sono stati fatti fuori. Non ci sarà lo zampino dei Protocolli dei Savi di Sion? Che sono stati riconosciuti come un falso ben congegnato, creato dai servizi segreti zaristi?
    Abbi pazienza, Dl31, ma le mie conoscenze sui sionisti sono limitate. Forse potresti suggerirmi qualche link?
    Grazie.

  • Lasettaantisette:

    Ma perché perdete ancora tempo ad argomentare con questo tizio ?
    Lo trovo un insulto all’ intelligenza.
    Trovo più sano ignorarlo completamente.

  • dl31:

    Roberto….
    quindi per te i sionisti non esistono ??????

  • Non vedo differenza tra un militare sionista e un militare non sionista. Tra un agente dei servizi segreti sionisti e un agente dei servizi segreti non sionisti.
    Voi ne state facendo una categoria a parte, sulla falsa riga dell’antico antisemitismo che imperava in Spagna, in Polonia, in Russia e un po’ in tutta Europa, per sfociare poi nell’Olocausto attuato dai volenterosi carnefici di Hitler, titolo dello storico Daniel Goldhagen, ebreo naturalmente e quindi per voi non credibile.

    http://www.crimelist.it/index.php?option=com_content&task=view&id=661&Itemid=371

    Che negli anni Trenta alcuni ebrei fossero favorevoli al nazismo lo posso capire, come capisco che i miei nonni materni, entrambi insegnanti, hanno dovuto iscriversi al partito fascista se volevano continuare a lavorare.
    Che sempre nel periodo ante guerra, i banchieri, casualmente ebrei, abbiano finanziato Hitler, lo capisco ugualmente, ma se fossero stati banchieri Kirghisi o Ottentotti, lo avrebbero finanziato ugualmente, perché quello è il lavoro dei banchieri, che non guardano in faccia a nessuno e che venderebbero anche la loro madre.
    Da questi due esempi trarre il principio che i cosiddetti sionisti dominano il mondo da millenni (come si dice facciano i rettiliani), ce ne corre e mi sembra strumentale. Ovvero, una riproposizione dell’antico vezzo mai sopito di dare addosso agli ebrei, come per secoli i cattolici hanno fatto e come ora fanno i neonazisti revisionisti e disonesti.
    Ora, se vuoi dare ascolto a quel neonazista settario litigioso, e anche un po’ logorroico, fai pure.
    Ma se vuoi continuare a dialogare con me, visto che per ora Lino Bottaro non pare intenzionato a cacciarmi, ti prego di essere gentile, come io sono sempre stato con te.
    Feci la medesima richiesta al litigioso settario ma cadde nel vuoto. Il che m’indispone.
    E non mi aiuta a dialogare con un individuo del genere, fanatico e ottuso.
    Ciao.

    • dl31:

      insomma stai dicendo che per te i sionisti esistono ma bisognerebbe intendersi meglio su cosa abbiano fatto nella storia ????
      se è cosi sono mi trovi d’accordissimo !!!!
      ma siccome nel tuo precedente commento facevi intendere che non credevi all’esistenza dei sionisti……allora ti ho fatto la domanda precisa precisa…
      …che comunque tra parentesi sto rinnovando !!!!
      quindi….
      credi ai sionisti ?????
      all’esistenza di questi esseri immondi che dominano il pianeta da millenni…….. tramite il dio denaro ??????

  • SDEI:

    @LUX(=LUCE!!!???),
    intanto facci capire PERCHE’ con migliaia di BLOG hai scelto proprio SL per i tuoi sfoghi da stress di lavoro ma anche caratteriali; poi egregio CIOP(CIP è il tuo COMPARE il LASET….) che è il nuovo sopranome che ti ho dato visto che gli scoiattoli ti interessano tanto, spiegaci anche PERCHE’ su certi temi NON dovremmo prenderci “sul serio” e mandare così tutto in vacca come troppo spesso facciamo noi ITALIOTI conosciuti a livello internazionale come superficiali e dissacranti !!!

    Hai poi scritto che con DURIA ti sei molto divertito tanto che aspetti il BIS e poi il TRIS, molto BENE credo però che tu debba in qualche maniera pagare questo divertimento a NOI di SL; hai detto che sei un matematico quindi potresti saldare il tuo conto così:
    spiegaci in maniera molto semplice i “numeri di FIBONACCI” e la loro attinenza con la NATURA(es. i fiori) il corpo umano la chimica etc., ancora NON è finita raccontaci anche del potente NUMERO AUREO e il suo uso “misterioso” nel costruire le magnifiche e maestose CATTEDRALI gotiche europee !!! Penso sia il minimo che tu possa fare, come atto di riconciliazione con la numerosa ed esigente FAMIGLIA di STAMPA LIBERA !!! OK

    NAMASTE’
    & HASTA SIEMPRE
    SDEI

    • LUX:

      Ciao Roberto, mio nemico in battaglia, un po’ come gli assi del volo durante la prima guerra mondiale, ovvero Manfred von Richtofen e il canadese Arthur Roy Brown. Il nickname LUX mi e’ venuto in mente cosi’ all’improvviso per non mettere il mio nome di battesimo che e’ Lucio. Comunque se non ti piace lo posso cambiare in “Barone Rosso” oppure in “Asso degli Assi” (altro appellativo del Barone M. Von Richtofen): scegli tu, non e’ ammessa una terza scelta!
      Purtroppo per il momento non ti posso accontentare: sono impegnato in due dimostrazioni matematiche:
      1) la congettura di Goldbach e
      2) la congettura dei numeri primi gemelli;
      Quando avro’ terminato, allora magari potro’ accontentarti: comunque qualsiasi lettore interessato ai numeri di Fibonacci e alla loro manifestazione nel mondo della natura, puo’ trovare una marea di libri gratuiti sul web: ormai su questo argomento e’ stato scritto davvero tantissimo (io personalmente non lo trovo neanche piu’ cosi’ interessante).
      Poi perche’ ho scelto stampalibera per il mio divertimento? Beh intanto perche’ ci sono molti articoli interassanti che spaziano a 360 gradi esponendo i diversi punti di vista. Ma il motivo per il quale me la prendo con te e’ non tanto per il contenuto dei tuoi articoli ma per il tuo tono arrogante che usi specialmente nei confronti dei lettori che ti criticano: allora mi piace stuzzicarti un po’ come faccio col mio gattino per farlo indispettire (intendiamoci senza fargli del male)…ma con te mi diverto di piu’…hehe’…
      Poi non ho mai detto che gli articoli non debbano essere scritti in modo serio (ovvero con precisione e correttezza delle informazioni), anzi! Quel che non mi piace il piu’ delle volte e’ l’incapacita’ di alcuni di voi (specialmente tu Roberto) di non riuscire a mantenere una certa serenita’ (o perlomeno una certa non aggressivita’) nonostrante la gravita’/serieta’ dell’argomento nello scrivere l’articolo o nel rispondere ai commenti dei lettori: tutto cio’ lo trovo veramente immaturo, specialmente per un giornale che aspira ad un mondo migliore, senza piu’ quei maledetti illuminati, senza piu’ nazisti o fascisti, senza piu’ comunisti, senza gli eventuali rettiliani (non so se questi ultimi siano mai esistiti) e chi piu’ ne ha piu’ ne metta: se ci mettiamo a far lo stesso gioco di quelli contro i quali stiamo combattendo, allora penso che abbiamo perso di mira i nostri reali obbiettivi: in sostanza quello di un mondo migliore. Certo al tempo stesso dico che non dobbiamo accondiscendere con quello che i nostri schiavisti vorrebbero imporci, ma combattere in tutti i modi possibili (senza pero’ uccidere e senza disprezzo per non abbassarci al loro livello): e invece a livello pratico che vedo? Nessuno combatte, almeno nel nostro Paese, ma disprezza e basta o aspira ad uccidere. Qualche intelligente lettore (criticato sempre dal Duria) ha piu’ volte menzionato alcuni strumenti come la democrazia diretta, proposta in Italia dai democraticidiretti.org che propongono tra l’altro anche l’abolizione del signoraggio bancario: con questi soli due presupposti si toglierebbero in un sol colpo gli strumenti in mano ai nostri “burattinai” che a livello mondiale decidono delle nostre vite. E invece tutte le volte che parlo con qualche mio concitadino che si dimostra sensibile a queste tematiche, che mi risponde? Che sono un utopista e che in qualsiasi Paese sarebbe impossibile dal punto di vista pratico istituire una democrazia diretta: chissa’ perche’ invece (anche se non al 100%) in Svizzera ci son riusciti, no? Si preferisce sempre criticare aspramente, e non si crede piu’ che invece le soluzioni stanno li a portata di mano, basta solamente aprire gli occhi. E che dire se il nostro governo decidesse di investire in modo decisivo sulla fusione fredda? Lo sapevate che da quest’anno in tutti i laboratori a livello mondiale in cui vengon svolti gli tali esperimenti la riproducibilita’ e’ arrivata al 100%: IN CIASCUL LABORATORIO!!!! Si e’ passati dal 30% degli esordi, al 50% poi al 90% e da quest’anno non esistono piu’ scuse: RIPRODUCIBILITA’ AL 100%. E noi che facciamo invece? Ci preoccupiamo che senza la Libia il nostro Paese e’ finito. Tutte balle! Pensate poi utilizzando determinate metodiche durante la fusione fredda vengono prodotti dal nulla pure piccole quantita’ di oro: immaginate poterle produrre in grande quantita’: il governo italiano avrebbe uno strumento in piu’ per non farsi mettere sotto scacco da quei pezzenti di anglo-sassoni. Ma noi che facciamo ancora una volta? Piangiamo perche’ ci hanno tolto anche le ultime briciole e siamo cosi’ ciechi da non vedere che invece potremmo vivere nella prosperita’ piu’ totale senza dover aspettare quello che succede dopo il 21 dicembre 2012.
      Insomma tutto questo lungo discorso per dirvi che ogni tanto mi arrabbio quando la serieta’ viene sostituita dalla seriosita’ da parte di alcuni scrittori di stampalibera.
      P.S.: riguardo gli scoiattoli, mi piaciono tantissimo, anche perche’ nell’area dove vivo io son sempre circondato da queste splendide creature.

  • Silvio:

    Concordo con l’ultimo commento di Roberto.C’è da dire che l’antisionismo non ha nulla a che vedere con l’antisemitismo,ma purtroppo varie sette di neonazisti,neofascisti,tradizionalisti cattolici,”non nazisti ma Hitler è un’eroe e tutti i perfidi giudei piovre e L’Olocausto,i pogrom ecc non ci sono mai stati”,e company brutta diffondono il proprio odio antiebraico e antisemita nascondendosi dietro l’antisionismo che non li appartiene e mai li apparterà,essendo il sionismo realizzato poi molto simile al fascismo-nazionalsocialismo realizzato.Inoltre c’è da dire che queste sette che hanno infiltrato Internet e non solo tramite siti di propaganda come Holy War(che dice di essere contro il razzismo e poi acclama le leggi razziali)si dicono tanto favorevoli alla libertà d’espressione ma poi quando è in gioco quella di altri sono i peggiori paladini della censura(vedere Forza Nuova,che dà la copertura politicamente corretta ai fenomeni d’odio m in tutti gli altri casi,quando si vede trattare o delle “zecche rosse”o dei “zingari invasori”o di “sporchi negri” o di “incivili asiatici e indigeni” si comporta in modo totalmente diverso).Comunque è chiaro che alle sette antisemite non glieni freghi nulla della Palestina(la stessa FN disse che gli interessava che la Palestina “ritornasse” colonia cattolica)anzi ,molti degli antisemiti sostengono Israele(vedere le nuove estreme destre in Europa)

  • Silvio:

    e il loro falso appoggio alla Palestina è falso e strumentale,il più delle volte.Anzi molte sette ci “godono” dello sterminio dei palestinesi,odiando contemporaneamente i “perfidi giudei”,basti vedere le sette dei nazisniks (o skins 88 o white power skins)integrate perfettamente nei movimenti e partiti della galassia neonazifondcattofascista (Forza Nuova,gruppi tradizionalisti/fondamentalisti,ma qualche anno fa anche in An).Poi per giustificare la loro voglia di “giudei morti” i disinformatori e cialtroni razzisti citano frasi antisemite di personaggi del passato ,come del noto massone e criminale-schiavista Henry Ford(loro modello per il loro capitalismo/imperialismo/liberismo antisemita)e company (vedere qua http://holywar.org/italia/txt/giudei.htm)ecc.C’è da dire,comunque che è sbagliato generalizzare,e nell’estrema destra così come ci sono le part citate prima ,ci sono anche altre buone e tantissima brava gente,onesta e via(che forse è anche la maggioranza).

  • Silvio:

    Interessante nell’”articolo” di Holy War la citazione di Weizmann,il noto capo sionista insieme a quelle di Ford e altri.Tra intolleranti e intolleranti ci si intende.

  • Dl31, occorre essere sionisti per dominare il mondo da millenni con il dio denaro?
    Comunque, oggi ho conosciuto SDEI e anche lui crede all’esistenza dei sionisti, categoria il cui contorno mi rimane ancora piuttosto oscuro. Pertanto, il fatto che anche SDEI vi creda mi dispone a prendere in considerazione l’ipotesi che esistano veramente.

    Lux, tanto rumore per nulla!

    Silvio, questi qui sono inquietanti (non il fatto che, come dice il Settario, da Stampa Libera spariscano le parolacce):

    http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=161643&sez=NORDEST

    • LUX:

      Roberto Duria vedo che sei proprio un gran tonto che insieme a SDEI si atteggiano a persone intelligenti: ti manca anche il senso dell’umorismo come anche ad altri che intervengono su stampalibera. Ho cose molto piu’ importanti a cui pensare percio’ da questo momento smetto di leggere questo giornale e questa e’ stata l’ultima volte che rispondo ai stuoi stupidi commenti come a quelli di SDEI. Good luck,
      Il Barone Rosso

      • Lino Bottaro:

        Gentilissima-o Lux, è nella logica aggregativa e di mutuo soccorso che questo sito sta crescendo. Non vogliamo assolutamente perderci in polemiche sterili nè tanto meno cadere nella logica della polemica infinita. Credo sia più utile e facile riconoscere i nostri reciproci limiti e superarli con un atteggiamento di tolleranza, comprensione o perdono e se uno non riesce, ignorando. Le allego l’ultima parte dell’ articolo allegato a Kretini di sinistra e Cretini di destra:
        Mi fermo qui, il seguito lo tratteremo più compiutamente in altri interventi o ancor meglio potrete scriverlo voi tanti, meglio di me.
        Ringrazio i tanti lettori commentatori, che con la loro disponibilità e senso di altruismo, con i loro interventi, contribuiscono in maniera tangibile a superare le logiche divisorie dominanti, favorendo una miglior comprensione ed utilità degli articoli postati. Questo è spezzare catene, questo esercizio di unità nella diversità. Questa unità e rispetto reciproco è la cosa che il Potere teme di più. Questa della divisione è la logica terribile da combattere con forza e determinazione. Non disperdiamo le nostre energie!

        Mi fa piacere pensare che potremo contare ancora sul suo contributo dialettico.
        LB

  • SDEI:

    @CIP(LUX=LUCE=LUCIO),
    il fatto di avermi “confuso” con il mio cliente DURIA credimi NON mi crea imbarazzo anzi oggi che l’ho conosciuto personalmente ti posso garantire che lo trovo una persona educata ed ha uno sguardo di persona buona e gentile gli occhi(=specchio dell’ ANIMA) NON mentono mai credimi; mi imbarazza un pò invece la grande confusione nella tua “frettolosa”(!?) risposta confondi quello che ti ho chiesto su FIBONACCI e NUMERO AUREO con il modo di esporre e rispondere a volte sopra le righe di FREEANIMALS(=Roberto DURIA), mi sa che sarai senz’altro un bravo ricercatore matematico(=maniacale) ma come commentatore informatico lasci un pò a desiderare che sia forse lo stress da risultato !!!??? CIP in STOLTOLANDIA, c’è POSTA PER TE !!!

    Sappi anche che diverse cose ci uniscono come il credere nella fusione fredda, il “sognare” la fine del SIGNORAGGIO BANCARIO e uno STATO amministrato con la formula politica della DEMOCRAZIA DIRETTA; ricordiamoci che se uccidiamo anche i SOGNI cosa ci resta nella nostra VITA di UMANI credo molto poco, intanto prendiamo l’ ESEMPIO dall’ ISLANDA e della sua RIVOLUZIONE di tipo GHANDIANO e/o NON VIOLENTO !!!

    HASTA SIEMPRE
    SDEI

  • SDEI:

    @LUX(alias LUCE=GATTO(pinocchiano)=CIP=BARONE ROSSO etc.),
    come puoi leggere il nostro CAPO CRICCA(come ci definisci) il buon e bravo Lino BOTTARO ti offre NON un ramoscello d’ulivo ma l’ albero intero; anch’ IO lo avevo fatto chiedendoti di spiegarci in modo semplice le affinità e curiosità dei numeri con la nostra VITA reale e sottolineando quello che ci unisce e NON quello che ci separa, ma tu che hai un SUPER EGO pensa ti paragoni niente popodimeno che all’ ASSO dell’ AVIAZIONE il BARONE ROSSO dall’ alto della tua GENIALITA’(presunta ovviamente) continui a dare a NOI gente “normale” le pagelle e i voti ovviamente SEMPRE negativi se contrari alla tua ILLUMINATA VISIONE a questo punto veramente mi chiedo qual’è finora stato il tuo apporto “positivo” in SL oltre a un mare anzi oceano di critiche!!!???

    DALLA TUA RISPOSTA AL LINO, TI DAREMO POI NOI LETTORI UN VOTO STATENE CERTO!!!

    HASTA SIEMPRE

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