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Fonte: http://sloweb.slowfood.itOggi la Corte di giustizia dell’Unione europea ha vietato nell’Ue la vendita di miele contaminato da ogm. La corte ha stabilito che il miele, prodotto da un apicoltore tedesco, non può essere venduto perchè contaminato da polline proveniente dal mais ogm. «La decisione della Corte di giustizia europea conferma che l’agricoltura Ogm non può coesistere con quella convenzionale e biologica. Quando un Ogm viene coltivato, la contaminazione è inevitabile», sottolinea Greenpeace che chiede risarcimenti agli apicoltori ricordando: «Si tratta dello stesso mais transgenico piantato illegalmente in Friuli e recentemente messo sotto sequestro dal corpo forestale dello Stato. E’ scandaloso che non esista un regime di responsabilità per proteggere apicoltori e agricoltori colpiti dalle coltivazioni transgeniche. La Monsanto deve essere ritenuta responsabile di questo inquinamento genetico e risarcire gli apicoltori colpiti».

Le arnie degli apicoltori tedeschi – riferisce infatti Greenpeace – si trovavano a 500 metri da un campo sperimentale di mon810, mais Ogm della Monsanto, in Baviera. Il mon810 è attualmente autorizzato solo per un numero limitato di usi alimentari, che non comprendono la presenza di polline Ogm nel miele, ricorda Greenpeace, sottolineando: «La decisione della Corte conferma la linea della ‘tolleranza zero’ per la contaminazione illegale da Ogm. E le coltivazioni illegali di mais Ogm, recentemente scoperte nelle province di Pordenone e Udine, stanno provocando lo stesso genere di contaminazione avvenuta in Germania».
Greenpeace chiama in causa il Ministro dell’Agricoltura Saverio Romano: «E’ ora che adotti la clausola di salvaguardia per vietare una volta per tutte le colture Ogm in Italia». In Europa – ricorda infatti Greepeace – il mon810 è coltivato quasi esclusivamente in Spagna, e in misura ridotta in Portogallo, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia e Romania. Vari stati membri – Austria, Francia, Germania, Grecia, Lussemburgo e Ungheria hanno adottato una “clausola di salvaguardia” per vietare la coltivazione di questo prodotto.

Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, commenta:
«Appare ormai evidente che la strategia europea, questa sorta di laissez-faire è una scelta pericolosa e irresponsabile. Sugli Ogm non si può continuare ad avere pesi e misure differenti a seconda delle situazioni: non liberalizziamo per non affrontare la ferma opposizione di contadini e consumatori europei, però nemmeno li proibiamo perché diventerebbe insostenibile la pressione delle multinazionali che a Bruxelles contano più dei cittadini e degli agricoltori. Non ascolta quel pezzo importante della comunità scientifica che da anni denuncia i rischi degli Ogm – è proprio il caso della contaminazione – mentre si dà credito a chi nega quei rischi, anche i più evidenti. Così non si corre ai ripari, non si assumono i provvedimenti che dovrebbero evitare incidenti come quello che è oggetto di questa sentenza della Corte europea e si lascia un vuoto enorme anche rispetto a tante altre domande che potremmo legittimamente porci: cosa succederà se tracce di prodotti transgenici vengono rinvenuti da terzi consumatori e, in buona fede, il produttore non aveva chiesto l’autorizzazione? Chi paga i danni? Il produttore stesso e poi si rivale? Il produttore che ha usato i semi transgenici? Ma se era stato a sua volta autorizzato? Visto che oltre ai rischi evidenti e alla patentata non utilità, gli Ogm ci mettono anche in una serie di guai in tema di diritti e responsabilità.
Abbandonarli una volta per sempre è l’unica cosa di buon senso che si può fare. Con buona pace delle multinazionali che hanno investito miliardi di euro pensando di aver trovato la chiave per brevettare il cibo e oggi temono di trovarsi con un pugno di mosche in mano».

Anche Slow Food si unisce all’appello di Greenpeace affinché il Ministro dell’agricoltura adotti la clausola di salvaguardia per vietare le colture Ogm in Italia

Slow Food Italia fa parte della task force per un’Italia Libera da Ogm

Leggi anche:

Avvocato generale dell’Ue: anche i prodotti contaminati accidentalmente da Ogm necessitano autorizzazione

 Speciale Ogm



Un Commento a “Corte europea vieta miele Ogm”

  • SDEI:

    @LETTORI TUTTI,
    era più che prevedibile per chi ha almeno un’ infarinatura di biologia e/o agraria; che avvenisse un’ impollinazione incrociata tra le piante di MAIS OGM e quelle di MAIS TRADIZIONALE e/o BIOLOGICO, come era prevedibile anche che nel miele “millefiori” si trovassero pollini diversi compreso quello del MAIS OGM raccolto dalle api nel loro grande lavoro di impollinazione “naturale” !!!

    Era prevedibile anche che nel TEMPO si selezionassero dei ceppi resistenti sia di insetti dannosi (=es. DIABROTICA) ma anche di piante infestanti(=es. AMARANTO) verso il MAIS OGM MON810, questo è un fenomeno BEN conosciuto e del tutto “naturale” di PROTEZIONE di tutte le SPECIE VIVENTI presenti sulla TERRA; in pratica la SELEZIONE NATURALE di alcuni individui(=insetti=piante etc.), “vanifica” la resistenza indotta “artificialmente” con la tecnica OGM(=transgenica) in laboratorio su alcune specie vegetali agricole coltivate(=mais=cotone=soia etc.) !!!

    HASTA SIEMPRE LA VIDA

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