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Fonte: http://www.libreidee.org/2011/09/unica-via-duscita-bancarotta-controllata-e-addio-euro/
Pagheremo perché dobbiamo pagare, però che questo pagamento non sia un pagamento che finisce nel tasche delle banche internazionali: che sia invece un pagamento che finisce nelle tasche degli italiani, che dà la possibilità all’economia italiana di riprendersi. Perché così, altrimenti, noi nel giro di 6 mesi, 9 mesi, un anno, sicuramente andremo in bancarotta. E da allora sarà ancora più difficile riprenderci. La manovra di Tremonti in realtà serve a ben poco. Prima di tutto perché è troppo piccola, 45 miliardi di euro non bastano sicuramente a rassicurare i mercati nei confronti di un debito complessivo italiano di 1.800 miliardi di euro. Il che vuole dire che il debito pubblico dell’Italia è maggiore della somma del debito di tutti gli altri paesi Pigs, quindi parliamo del Portogallo, Grecia, Irlanda e Spagna.
In più questa è una manovra che avrà un impatto reale, quindi dal punto di vista proprio delle entrate dello Stato, nel 2013 e nel 2014. Sicuramente Loretta Napoleonitroppo lontano. Ricordiamoci che l’anno prossimo l’Italia si deve novamente presentare sul mercato dei capitali e deve contrarre una serie di contratti, quindi deve vendere una serie di Bot a un mercato che questa settimana le ha quasi voltato le spalle. E in più, da luglio fino alla fine dell’anno, abbiamo altri 80 miliardi di euro che dobbiamo racimolare su questo stesso mercato. Questa è una manovra che in un certo senso è stata osannata, proprio perché siamo un po’ alla fine della situazione. Penso che noi dobbiamo prenderci le responsabilità di 50 anni, perché qui non si tratta di 10 anni; qui si tratta di 50 anni di politiche sbagliate ed è giunto il momento di prendersi queste responsabilità.
Qui ci vuole una nuova politica. E quale può essere questa politica? Sicuramente non quella che sta seguendo il governo. Capisco che molti italiani sono preoccupatissimi all’idea di un default, però in realtà questa potrebbe essere la soluzione migliore. Se noi avessimo una classe politica di persone veramente esperte di queste cose, quindi di professionisti, ci avrebbe già pensato e vi spiego perché. L’Italia è molto diversa dalla Grecia. La Grecia prende soldi in prestito per poter sostenere la propria economia, noi invece prendiamo soldi in prestito regolarmente e semplicemente per pagare gli interessi sul debito. Il che vuole dire che un default non avrebbe un impatto sulla crescita economica del paese: noi non dipendiamo dai Ripudio del debito: gli islandesimercati dei capitali per crescere, noi dipendiamo dai mercati dei capitali per pagare gli interessi.
Un default ordinato, ragionato com’è stato fatto per esempio in Islanda, potrebbe garantire tutti quanti i Bot acquistati dagli italiani. Quindi dividiamo il debito in due parti, che è esattamente quello che hanno fatto gli islandesi: la parte internazionale, sottoscritta dalle banche internazionali, viene messa da parte e viene organizzato per questo un pagamento posticipato che può essere una ristrutturazione del debito. Per quanto riguarda invece la parte detenuta dai risparmiatori italiani, proprio per non penalizzare gli italiani che hanno sostenuto lo Stato in tutti questi anni, rimane costante, quindi il governo si impegna a onorare quella parte di debito. Dopodiché si torna alla lira o a qualsiasi moneta vogliamo adottare e si produce una svalutazione della moneta; chiaramente sarà una svalutazione molto, molto grande e questo ridarà automaticamente competitività alla nostra economia.
Dal punto di vista del commercio internazionale non cambierà nulla; anzi, molto probabilmente i nostri importatori, chi importa dall’Italia, sarà ben contento di pagare meno di quanto paga adesso, quindi le esportazioni italiane avranno sicuramente un effetto benefico. Diversa sarà la situazione delle importazioni. Dobbiamo essere disposti a fare dei sacrifici, ma tanto in Tremontiogni caso questi sacrifici li dovremo fare lo stesso. L’obiettivo però è fare dei sacrifici per poter riuscire a uscire da questa situazione, non per poter affondare ulteriormente nella situazione debitoria.
Le critiche a questo tipo di politica drastica sono tutte relazionate a un modo di far politica che è ancora tipico dell’Italia: svalutazione selvaggia, attitudini nei confronti dei mercati internazionali anche queste selvagge, etc. Una decisione di questo tipo, quindi un default ragionato, un default preparato, sicuramente porterebbe a un cambiamento della classe politica, perché questa classe politica una politica di questo tipo non la fa. In Islanda è successo esattamente questo: il governo è stato fatto fuori completamente dalla popolazione e una nuova classe politica, gente che non aveva mai fatto politica fino ad allora, è salita al potere e ha organizzato questo tipo di default.
I sacrifici: sicuramente, le conseguenze di brevissimo periodo di una politica di questo tipo saranno tremende. Noi avremo una contrazione del Pil, ci sarà un aumento della povertà, sarà sempre più difficile riuscire ad arrivare una fine del mese. Però questo sarà un periodo limitato, come abbiamo visto addirittura in Argentina dove non c’è stato un default ragionato ma un default improvviso. Nel caso dell’Argentina c’è stata una contrazione del Pil del 20% nel 2002, quindi l’anno dopo del default; dal 2003 in poi l’economia ha ripreso a crescere dal 7,5% e continua a crescere al 7,5%.
(Loretta Napoleoni, “Per un default programmato e l’uscita dall’Euro”, intervento apparso sul blog “Cado in piedi”, ripreso da “Viva Mafarka” e ribadito da “L’Unità” il 12 settembre 2011. Loretta Napoleoni vive a Londra da molti anni, è tra i massimi esperti di economia internazionale e collabora con Cnn, Bbc, Le Monde, El País, The Guardian, Internazionale e L’Unità).

11 Commenti a “Unica via d’uscita: bancarotta controllata e addio Euro”

  • Gino:

    Che tragedia sono diventati tutti economisti!
    Gli economisti è la razza più stupida,perchè è gente senza “arte nè parte”.
    Non sono storici,non sono matematici,non sono ragionieri,però credono di sapere tutto.
    Le ipotesi accennate dalla “sciura giornalista”potrebbe essere tutte valide ma,non credo da normale cittadino, che si arriverà a un default.I nostri Confindustriali (quattro o cinque quelli che decidono per tutti) vivono appesi alla mammella dei sussidi governativi italiani ed europei,e godono della protezione NATO.Figuriamoci se voglioni perdere questo status.
    Hanno sempre saputo del disastro al quale saremmo andati incontro.Basta leggere Ida Magli, nel suo libro “Contro l’Europa” del 2001 aveva previsto tutto,figuriamoci i potentati economici.Non siamo nelle condizioni economiche di default,il Giappone ha il 200% di deficit rispetto al PIL ed ancora in piedi.
    I nostri nemici sono gli angloamericani,che si servono dei tedeschi e francesi per destabilizzare un continente che potrebbe scrollarsi di dosso queste zecche.

    • faker:

      “il Giappone ha il 200% di deficit [debito] rispetto al PIL ed [è] ancora in piedi”: il Giappone infatti ha una sua moneta, a differenza di noi!

  • SL:

    Cioè, se ho ben capito, si vorrebbe proporre una “cambiale pagheranno” per il debito in cui ci sono tutti i cittadini, invece per i “risparmiatori” no… E poi si svaluta una moneta qualsiasi, così per favorire il commercio con l’”estero”… Mi sembra una furbata…

  • gabry:

    Perfettamente d’accordo a uscire dall’euro, ritornando alla lira sarebbe la cosa più sensata, ma purtroppo non è possibile perchè quei burattini dei politici non hanno coraggio, devono ubbidire come un cagnolino alle grandi banche e finanziarie, non disperiamoci, la rottura dell’euro è assolutamente un passo doloroso obbligatorio per troncare l’avidità delle banche, un passaggio che volenti o nolenti si dovrà compiere per forza.

  • bruno:

    Gli angloamercani cercano di spolparci, pero’ essendo gli USA fortemente indebitati con la Cina, cosa succede se la Cina richiama o vuole essere pagata subito?
    Ormai e’ solo questione di tempo, la speculazione attacchera’ i francesi, gia’ ci sono le prime avvisaglie, e poi i tedeschi.

    E’ molto probabile che gli speculatori avranno dei dubbi sud debito tedesco, 2080 miliardi di euro nel 2010,

    http://www.spiegel.de/fotostrecke/fotostrecke-71636.html

  • Gerog:

    Ricordate la cartina fanta-economica (ma poi non tanto) pubblicata su “The Economist” del 29 aprile 2010?

    http://www.economist.com/node/16003661

    Compariva l’Europa riveduta e corretta secondo criteri economico-finanziari e monetari, in cui gli stati erano colorati diversamente, alcuni delocalizzati e altri “immaginati”.

    Tutti gli stati, tranne uno, comparivano interi (“uni” e indivisibili).

    A distanza di un anno il messaggio proveniente dalla City di Londra si attaglia alla perfezione alla proposta – tedesca, se non sbaglio – di doppio euro, uno forte e uno debole.

    Se ne deduce che tutti gli stati europei, tranne uno, possono aderire interi (territorialmente integri) all’una o all’altra moneta.

    I padroni inglesi ricordano ai duri di orecchio che il futuro dell’italia una e indivisibile è segnato, 15 anni dopo la proposta di doppia moneta di Giancarlo Pagliarini.

    Alla faccia del centocinquantenario della fondazione dello stato delle quattro mafie.

  • dl31:

    unica via d’uscita è eliminare il denaro dal sistema…punto. !!!!!!!
    si puo fare…….. io e tanti altri abbiamo gia tante idee…spremetevi un po le meningi e vedrete che la soluzione in verità è questa !!!!!!

  • Andrea'65:

    Premetto che ho un conflitto d’interesse con l’ipotesi di tornare alla £, ma rendetevi conto che migliaia di PMI operano con successo in settori HI-Tech come oil&gas,InformTech,strumentazione elettronica,sicurezza,protez.civile, radiocomunicozioni ( il mio settore) creando valore aggiunto su prodotti che purtroppo vengono importati, a causa della distruzione operata da vari governicoli ( si pensi ad Olivetti,Italtel,Ducati Elettromeccanica) pianificata da USA-UK, per eliminare uno scomodo ed agguerrito competitor, salvarono aziende come Selex-Comm di Finmeccanica che opera spesso in regime di monopolio su Clienti come Esercito,CC,PS,VVFF,CRI con prodotti non competitivi.Attualmente grazie all’Euro forte sul $, ma non sullo Yen, queste PMI sopravvivono, nonostante i lunghi pagamenti dei Clienti spesso Entità Pubbliche,ma con una moneta che sis valuta ogni 3mesi,come negli anni ’90,sarebbero affogate.Voi pensate che continuare a puntare sul manifatturiero consumer uilizzando la svalutazione e non la ricerca,l’innovazione,l’inventiva, si possa competere con Paesi come Viet-nam,Korea,India,Cina,Turchia, per produrre scarpe,borse,maglieria ed affini,magari con manovolanza extracomunitaria?
    Dobbiamo diventare tutti MAGLIARI e farci invadere dagli Stranieri nei settori strategici/tecnologici? Vi rammento che l’unica Azienda Italiana che produce tecnologia GSM è stata acquistata da un’azienda Israeliana, quindi quando maledite Sion non al cellulare.

  • Mariano:

    Ho avuto il “piacere” di leggere la teoria della dott.ssa Napoleoni riguardo al “CAPI-COMUNISMO” sviluppatosi Cina che secondo questa “meravigliosa” teoria sarebbe la via alla nuova “democrazia” europea. Inoltre, data la pietosa situaizone dei media ufficiali il fatto che qualcuno lavori con cosi tanti media ufficiali NON SO’ QUANTO SIA UN FATTO POSITIVO.
    Il problema è senz’altro il fatto che la moneta all’atto della sua emissione, come stabilito dal Trattato di Maastricht ( anticostituzionale) è di PROPRIETA’ DI SOGGETTI PRIVATI AL DI SOPRA DI CONTROLLI E DECISIONI DEI GOVERNI, poi cìè tutto il discorso del denato “scritturale” c4reato dal nulla…….
    Uscire dall’euro e organizzare un default controllato? Come lo vogliamo fare da soli contro il resto d’Europa e del mondo? E poi il petrolio e tutte le altre materie prime dove le compriamo e

  • Mariano:

    Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo
    Un atto del genere provocherebbe reazioni internazionali. La vita degli stati nazionali da sempre è regolata dagli equilibiri e dai poteri internazionali. Quindi un atto unilaterla del genere quali conseguenze potrebbe produrre?

    • MAURI:

      Gentile Sig. Mariano, mi auguro che la sua domanda (identica a quella che io stesso mi pongo quotidianamente) trovi quanto prima una risposta CHIARA e ONESTA da parte dei tanti Prof. e Dott. e On. e Sen. che, in questi giorni così convulsi e drammatici, stanno occupando i media dalla mattina alla sera…
      La necessità di CAPIRE quale strada imboccare per ri-costruire un futuro dignitoso per noi e per i nostri figli credo sia la priorità essenziale….
      Saluti.

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