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   Traduzione per TLAXCALA di Alba Canelli  http://www.vocidallastrada.com/2011/09/paraguay-dichiarazione-del-forum-per-la.html

Circa 200 delegati delle organizzazioni membri del Coordinamento Latinoamericano delle Organizzazioni Rurali (CLOC) e La Via Campesina, del Paraguay, ci siamo incontrati ad Asunción, dal 31 agosto al 2 settembre, in occasione del Forum per la Sovranità Alimentare, organizzato in collaborazione con la Base Investigaciones Sociales.
Analizziamo la portata del termine Sovranità Alimentare dal quotidiano fino alle più alte sfere delle decisioni internazionali che riguardano la nostra alimentazione, il nostro modo di essere e di stare al mondo. Sappiamo che la Sovranità Alimentare come una proposta di contadini e indigeni è un concetto in costante arricchimento per le riflessioni del popolo in lotta per una vita dignitosa e s’incarna nelle nostre pratiche quotidiane, nelle politiche agricole autonome, in un rapporto armonioso degli esseri umani con la natura.
Crediamo che i nostri beni naturali, l’acqua, la terra e il territorio, le foreste, i semi, base del nostro sostentamento, siano in grave rischio di fronte alle minacce determinate dal modello di produzione capitalista. Questo modello che, erroneamente, con il pretesto della produttività, e il desiderio di aumentare il profitto di poche corporazioni transnazionali che concentrano la ricchezza generata dallo sfruttamento dei lavoratori della campagna e della città, sta distruggendo il futuro delle generazioni future. Non solo si appropriano [le aziende] di beni naturali, convertendoli in mercanzia, ma ci spiazzano con trucchi ed inganni, si appropriano inoltre delle conoscenze ancestrali dei nostri padri e madri, che per migliaia di anni sono state trasmesse di generazione in generazione, ci spogliano dei nostri costumi imponendoci modelli culturali che ci uniformano e che facilitano il dominio.
Quindi:
Ripudiamo la proprietà straniera delle nostre terre, la sparizione delle nostre foreste, la privatizzazione della nostra falda acquifera Guaranì, la biopirateria e la brevettabilità delle nostre sementi autoctone e creole, l’installazione di mega-progetti minerari, energetici e dell’IIRSA (Iniziativa per l’Integrazione dell’Infrastruttura Regionale Sudamericana) nei nostri territori e altrove, la militarizzazione della nostra società e del nostro territorio e l’espansione delle monocolture, l’uso intensivo di pesticidi. Allo stesso modo, ripudiamo il processo accelerato di criminalizzazione delle nostre lotte, la promulgazione di leggi che violano i nostri diritti, lo spreco di risorse pubbliche per il finanziamento dell’agribusiness. Faremo ciò che sarà necessario per frenare queste minacce alla Sovranità Alimentare.
Denunciamo lo Stato, complice di questo modello, che, lungi dal garantire il diritto fondamentale delle persone al cibo, sostiene e difende l’agroalimentare, le esportazioni agricole e le mega miniere, lasciando nelle mani del “mercato” le norme della regolazione, garantendo alle aziende il “sostegno” di cui hanno bisogno per le loro operazioni a costo dell’espulsione ed espropriazione di contadini ed indigeni delle comunità, attuando politiche pubbliche prescritte e confezionate dai grandi centri del potere economico, ritardando le storiche rivendicazioni del popolo.
Proponiamo:
Capacitarci, studiando queste minacce e i rischi che comporta il modello capitalista per la Sovranità Alimentare, perché solo conoscendo il danno, le strategie del capitale e le conseguenze potremo affrontarlo.
Diffondere ampiamente i rischi che corrono le risorse naturali che garantiscono la sovranità alimentare del nostro paese, utilizzando i mezzi necessari per farlo. Senza i beni naturali nelle mani di chi sa prendersene cura, l’impegno di coloro che hanno preso in prestito la terra, l’acqua, le foreste, i semi, si diluisce nella misura in cui non possiamo garantire la vita, tanto oggi quanto per le generazioni future.
 Allertare la cittadinanza sui pericoli e le minacce alla nostra alimentazione, informando sulle forme di produzione, il modello estrattivo e di saccheggio; le fonti di finanziamento legate alle compagnie petrolifere; le trappole ​​della trasformazione e della commercializzazione, il consumismo e il supermercatismo.
Articolarci in tutti i settori della società per difendere la sovranità alimentare. Unire gli estremi della catena di produzione alimentare che inizia, nel campo con la semina e termina con il consumo, in città. Abbiamo bisogno di rompere la mediazione incoraggiando la creazione di mercati locali e potenziare quelli già esistenti.
Denunciare pubblicamente le situazioni di violazione dei nostri territori, le privazioni, l’appropriazione e la distruzione del nostro patrimonio naturale. Scovare le minacce e promuovere azioni per frenarle con la resistenza attivo e propositiva.
Sviluppare la produzione agro-ecologica in tutti i nostri insediamenti e nelle comunità. Generare consapevolezza sul consumo di prodotti agro-ecologici. Chiediamo allo Stato politiche che assicurano la produzione alimentare locale con un bilancio sufficiente.
Promuovere il valore delle conoscenze ancestrali dei popoli indigeni e cercare il loro inserimento nei nostri processi di apprendimento, di pratiche produttive e relazionali.
Potenziare l’Istituto Agro ecologica Latino-americano (IALA) Guaranì, come un progetto strategico della CLOC/Via Campesina, che punta alla formazione tecnico-politica di giovani uomini e donne, in un processo di sviluppo partecipativo in tutte le sue dimensioni. Consolidare il gruppo permanente di educatori del IALA Guaranì. Rafforzare l’impegno che le organizzazioni integranti hanno con lo stesso.
Costruire nuove forme di comunicazione popolari, in particolare radio comunitarie, per contrastare la propaganda e la disinformazione dei mezzi commerciali, alleati ai settori imprenditoriali dell’agribusiness.
 
Convocare le organizzazioni, movimenti, professionisti, donne, uomini, campo giovani delle zone rurali e della città per unirsi ad una grande:
Campagna per la Sovranità Alimentare
Per contrastare le minacce alla nostra Sovranità Alimentare, la CLOC/Via Campesina Paraguay con il sostegno e l’impegnato di Base Investigaciones Sociales, con il motto “Cibo sano, popolo sovrano“, esorta la Campagna per la Sovranità Alimentare, che si propone di difendere e salvare la Sovranità Alimentare, intesa come diritto del nostro paese e del nostro popolo a definire le proprie politiche agricole e alimentari; il diritto degli agricoltori, contadini e indigeni a produrre alimenti e il diritto dei consumatori di decidere quello che vogliono consumare, come e chi lo produce.
Gli obiettivi della Campagna sono:
 
Costruire alleanze tra la campagna e la città e ottenere il riconoscimento della problematica come qualcosa che interessa tutti i paraguaiani.
Sensibilizzare la cittadinanza sui rischi e le minacce alla sovranità alimentare del paese.
Incidere nello sviluppo di politiche pubbliche e delle normative volte alla sovranità alimentare.
Promuovere la produzione agro-ecologica, il consumo di cibi sani e l’instaurazione di mercati locali.
Le azioni della Campagna sono:
Mobilitazione come mezzo di pressione affinché le autorità legiferino a favore delle popolazioni che soffrono gli effetti delle monocolture e dei pesticidi.
Osservatorio dei rischi e delle minacce alla sovranità alimentare, che raccolga le denunce da parte della popolazione rurale e urbana contro il modello dell’agro-esportazione.
Diffusione: teatro di strada, dibattiti, spot radiofonici, manifesti, volantini, cine-dibattiti, programmi radio, televisivi, ecc.
Formazione: schede di studio, incontri, dibattiti.
Interazione virtuale: web, social network.
Dialoghi con lo Stato, movimenti sociali, università e ONG.
“Cibo sano, popolo sovrano “
-Coordinamento Nazionale delle Organizzazioni di Donne Lavoratrici rurali e indigene – CONAMURI
Movimento Agrario e Popolare – MAPPA
-Comitato di Coordinamento Nazionale delle Organizzazioni Contadine – MCNOC
-Movimento Contadino Paraguaiano – MCP
-Organizzazione di Lotta per la Terra – OLT
-Organizzazione Nazionale Aborigeni Indipendenti – ONAI
-Base Ricerca Sociale – BASE IS

2 Commenti a “DICHIARAZIONE DEL FORUM PER LA SOVRANITA’ ALIMENTARE”

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