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di: Andrea Perrone fonte rinascita.eu
perrone@rinascita.eu

Proseguono gli attacchi contro il popolo magiaro da parte di banche e banchieri, ma il premier ungherese Viktor Orban  non cede agli speculatori.
L’Unicredit, gruppo fortemente impegnato nell’area centro-orientale del Vecchio Continente, ha lanciato ieri un monito all’Ungheria: i progetti del governo che garantiscono il rimborso dei debiti contratti in valuta estera a un cambio fisso agevolato minacciano contraccolpi per il settore bancario, tanto che la stessa Unicredit sta pensando al congelamento dei propri piani di espansione a Budapest e dintorni. L’avvertimento è giunto direttamente da Gianni Papa, responsabile della Divisione CEE di UniCredit, in un lungo colloquio pubblicato dal quotidiano austriaco Wirtschaftsblatt. Il dossier a Vienna è d’altronde seguito da vicino, dato che le banche austriache in Ungheria sono tra i principali erogatori di mutui e si trovano particolarmente esposte alle misure approvate dal governo di Budapest. L’esecutivo di Vienna ha alzato la voce contro il piano sostenuto dal premier Viktor Orban, definendolo una “minaccia all’esistenza” degli istituti di credito austriaci. Per questo Bank Austria, controllata da UniCredit, sta valutando anche lei il congelamento dei piani di espansione in Ungheria.
“Questo piano scatenerà onde d’urto. Non ridimensioneremo la nostra presenza in Ungheria, ma stiamo considerando il congelamento della nostra espansione”, ha dichiarato al quotidiano austriaco Papa. “Quello che è chiaro – ha proseguito il banchiere – è che queste misure hanno cambiato le regole del gioco e le conseguenze andranno al di là di quelle meramente finanziarie”. Parole profetiche quelle del responsabile dell’UniCredit che confermano quelle proferite pochi giorni fa dallo stesso primo ministro ungherese, il quale aveva testualmente dichiarato sul quotidiano Metropol che il suo governo intende chiudere “l’era dei bancari” colpevoli di aver “rovinato l’Ungheria e l’Europa”. Le esternazioni del premier erano avvenute a proposito dell’approvazione in Parlamento della legge per ripagare i crediti espressi in valute estere con un cambio agevolato, pari al 20% in meno del valore di mercato. Ma il premier magiaro non si è fermato qui. Secondo Orban, infatti, l’era dei bancari ha fatto credere alla gente negli ultimi 15-20 anni che è possibile indebitarsi senza conseguenze, che i crediti a buon mercato sono accessibili senza fine. “Il governo adesso vuole salvare la gente ingannata – ha chiosato Orban – e metterà fine a una situazione per la quale siano loro ad assumersi tutti i rischi”. Intanto, sempre ieri, anche le banche ungheresi hanno risposte di essere pronte a ricorrere alla Corte costituzionale non appena entrerà in vigore la nuova legge per il rimborso dei debiti in valuta estera a tassi di cambio agevolati, approvata martedì sera dal Parlamento magiaro. “Dopo l’entrata in vigore della legge ci rivolgeremo alla corte costituzionale”, ha dichiarato in una nota l’Associazione bancaria ungherese (MBSZ), sottolineando il convincimento che “la legge sul rimborso finale a tassi preferenziali dei debiti denominati in valuta estera sia incostituzionale”. Inoltre, secondo l’Associazione la misura, il cui onere grava esclusivamente sul sistema bancario, “comporta il deterioramento del valore del fiorino”. Ma Orban non sembra assolutamente preoccupato dalle mosse dei banchieri. Il premier preferisce assicurare un futuro alle famiglie ungheresi minacciate dagli speculatori. Il provvedimento votato dal suo governo permetterà infatti a tutti i cittadini che hanno debiti in valuta estera con le banche di saldarli in un’unica rata a un tasso di cambio fisso. Il resto dovranno pagarlo le banche, che per questo si stanno mobilitando, preoccupate soltanto di difendere i loro interessi finanziari, maturati sulla pelle dei popoli.

12 Commenti a “Le banche minacciano l`Ungheria”

  • Chicca:

    Toh! Un politico con le palle.

    Spero che il popolo ungherese apprezzi e sostenga quest’uomo e che lui si sappia ben difendere da questa accolita di Caini in divisa da banchieri.

  • osservatore:

    anche kazsynski in polonia si opponeva ai poteri occulti, alle banche….ha fatto brutta fine con tutto il suo governo.

  • luca:

    Considerando la crisi che c’è in Ungheria,e tutta la misera e lo schif… che hanno visto gli Ungheresi viaggiando nell’ovest da quando sono entrati nella UE penso che appoggieranno ben volentieri un uomo del genere.Questi popoli non sono stati ancora rincoglionit.. del tutto dal calcio e stupidaggini varie,anche perchè quando il stomaco bussa…

  • Pino:

    E’ buffo pensare che il grande banchiere dell’Unicredito che ha voluto o gli è stato imposto, l’acquisto della Banca d’Austria e una serie di banche dell’est, allo scopo di salvaguardare gli interessi delle banche tedesche all’epoca sull’orlo del fallimento,oggi sia chiamato a salvare l’Italia.
    Adesso sono cavoli nostri,cioè che era prevedibile stà per accadere.
    Noi guardiamo aspettando che ci cada una metora in testa e ci lamentiamo in questi siti.
    Questa però si chiama democrazia.

  • Alvise:

    I fratelli gemelli Kaczinsky in Polonia erano una macchietta: uno presidente della Repubblica e l’altro capo del governo. Da bambini ai tempi del comunismo erano famosi per via di un programma televisivo in cui erano protagonisti (i due paraculi !). Hanno sanzionato con due anni di carcere chiunque rappresentasse figurativamente la falce e il martello e tagliato la pensione di 2000 euro al generale Jaruzelski riducendola a 1000 euro (provvedimento ora annullato).

    A Varsavia uno dei Kaczinski da sindaco ha donato (come Veltroni a Zagarolo e come Veltroni con Villa Torlonia dedicata al Museo dell’Olocausto)) terreno agli ebrei (ridiventati padroni della nazione con Walesa, Geremek, Kuron, Balczerovic, Kwasniewski giovane comunista poi presidente della Polonia filo-NATO e ora oligarca ricchissimo) per costruire un’università, sinagoghe e altre infrastrutture di loro gradimento.
    Kaczinski precipitò perchè esercitò pressione psicologica sul pilota perchè atterrasse con la nebbia a Smolensk (Katyn), una condotta che aveva già adottato a Tblisi in Georgia nel 2008 con condizioni meteorologiche analoghe e clima di guerra.

    Orban è un duro come il cardinale Mindzenty e come Horthy ma l’Ungheria è ormai tutta ebraica perchè i giudei sionisti sono ritornati dalla Palestina/Israele per rioccuparla (giornali, banche, tutte le migliori fabbriche e le cariche di governo: il giovane ex comunista ebreo Gurczany divenne capo del governo ed è ora oligarca ricchissimo), anche con teste di cuoio del Mossad alloggiate in una delle 27 sinagoghe di Budapest, una delle quali comprende un intero isolato.

  • marcello70:

    Ciao, io penso che le banche non possano permettersi di minacciare uno stato.

    Prima o poi, dopo la primavera araba, ci saràl’autunno europeo!

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