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di Andrea Fais    www.conflittiestrategie.it


La notizia irrompe sullo scenario internazionale. Vladimir Putin raggiunge l’accordo con Dimitrij Medvedev e si ricandida per le prossime elezioni presidenziali, mantenendo l’unità del partito Russia Unita ed avviando un progetto di lungo raggio fondato su un’alternanza al potere tra le due cariche più importanti della Federazione – Presidente e Primo Ministro – che, secondo l’analista Vyacheslav Nikonov, potrebbe addirittura garantire la stabilità dell’attuale leadership per i prossimi venticinque anni, cioè sino al 2036. Tutto questo è chiaramente azzardato, e la previsione che Putin possa ritrovarsi ancora presidente alla veneranda età di 72 anni è assolutamente remota. Resta la capitale priorità di questo patto che mette a tacere tutte le indiscrezioni degli ultimi mesi in merito alle frizioni interne al partito di governo, che pure, sotterraneamente, potrebbero rimanere e non soltanto tra Putin e Medvedev, ma anche tra diverse componenti militari e industriali dell’apparato di potere.

Non è facile capire se questa decisione possa ripristinare gli equilibri dopo i dissidi sin qui osservati, o se nasca soltanto come reazione al timore, sempre più concreto, che diversi settori del partito social-democratico Russia Giusta possano stabilire un patto (e dunque una sorta di assimilazione elettorale) con il Partito Comunista della Federazione Russa. Un sondaggio condotto dal centro studi Levada lo scorso febbraio, aveva infatti registrato un calo nettissimo di Russia Unita, data addirittura al 35% dei consensi (contro il 45% delle precedenti elezioni regionali di Ottobre 2010, nel corso delle quali si era registrato a sua volta un altro calo), ed un aumento dei favori del Partito Comunista, risalito ad oltre il 20%, coi liberaldemocratici di Zhirinovskij al 9% e Russia Giusta al 6%.

La crisi sociale interna – soprattutto nel settore agricolo e nel settore industriale – e i progetti di progressiva liberalizzazione dei principali servizi sociali (sanità, istruzione e previdenza) presentati da Medvedev hanno, negli ultimi mesi, intimorito una popolazione che vive ancora con l’incubo dell’era Eltsin. Tutt’ora irrisolti, i mille problemi legati ai tragici anni Novanta, ad iniziare dall’infinita questione degli oligarchi, coinvolgono senz’altro anche la dimensione internazionale, tendenzialmente tra i primi interessi della società russa, che – sia per una “deformazione ideologica” derivante dal passato sia per la consapevolezza del proprio status di potenza mondiale – continua ad interessarsi notevolmente ai principali affari internazionali, anche quando questi non coinvolgono direttamente il Paese. Del resto, pure in questo ambito politico, i pericolosi dialoghi tra il Cremlino e la Nato, le ultime visite di Barack Obama in Polonia e in Repubblica Ceca, e la debolezza mostrata dal Ministro degli Esteri Sergeij Lavrov dinnanzi alla crisi libica – cominciata con le pesantissime accuse di Putin in merito alla “crociata medievaleggiante occidentale contro Gheddafi” e finita col riconoscimento del CNT dei ribelli – hanno intimorito l’opinione pubblica nazionale, e dato forza al Partito Comunista, immediatamente sceso in piazza, sin dal marzo scorso, a supporto del Colonnello Gheddafi nel segno di un vero e proprio asse di amicizia e solidarietà tra Russia, Serbia e Libia. A gettare benzina sul fuoco, è poi stato l’incontro tra Medvedev e il primo ministro britannico David Cameron, che ha registrato la disponibilità del presidente russo a stabilire un pacchetto di sanzioni “purché equilibrate”, contro la Siria di Assad (principale partner della Russia in Medio Oriente).

L’allarme lanciato da Zyuganov proprio all’inizio del mese è serio e va ascoltato: la crisi libica e la crisi siriana insegnano che la Nato è ormai entrata in una nuova fase storica, che da un lato mutua dal passato vecchie e criminali forme di aggressione sulla base di un rinnovato “colonialismo di spartizione”, e dall’altro impone una nuova ondata di destabilizzazione internazionale sul modello “arancione” ucraino, per il controllo delle risorse e dei mercati, secondo una strategia generale addirittura in grado di minacciare la stessa Russia. Zyuganov ha messo in guardia la popolazione e il governo, invitandolo ad evitare ogni compromissione con gli aggressori e ribadendo l’assoluta criminalità dei Paesi del Patto Atlantico.

La forza propulsiva che il PCFR sembra aver ritrovato ha contribuito, appena un anno fa, alla conquista elettorale di Irkutsk e di altre importanti aree regionali della Siberia, dove l’attività politica procede in maniera spedita. Per volontà del Comitato Centrale, nel luglio scorso, il PCFR ha poi lanciato dalla città di Nizhny Novgorod, il Corpo dei Volontari del Popolo, una formazione militante di chiara matrice patriottica, che, sin dal nome, richiama esplicitamente la guerra di liberazione contro l’invasione polacca, guidata dai due eroi nazionali Kusma Minin e Dimitrij Pozharskij nel XVII secolo, e che – a quanto risulta dalle cifre fornite dal Partito – può contare sull’appoggio di circa 1200 organizzazioni pubbliche e di quasi 3 milioni e mezzo di militanti. Zyuganov – per altro non nuovo a questo genere di parallelismi storici, come già accaduto nel caso dei paragoni tra l’invasione teutonica e l’invasione hitleriana, tra i Torbidi dell’era dei Godunov e dei “falsi Dimitrij” e gli oligarchi dell’era Eltsin, o anche tra la “raccolta delle terre” del 1654 e la riannessione dell’Ucraina e della Bielorussia occidentali nel 1939 – ha dunque così risposto alla costituzione del Fronte Popolare di tutta la Russia, creato da Putin tempo addietro per costruire un consenso in vista delle prossime elezioni.

Anche nel campo della militanza giovanile, la sfida va avanti da diversi anni, e vede accendersi il confronto tra la formazione dei Nashi, un movimento di ispirazione “popolare, antifascista e democratica” fortemente voluto dallo stesso Putin, e lo storico Komsomol, che Zyuganov ha riportato in vita dal passato sovietico sino a coinvolgere migliaia di bambini e adolescenti in tutto il Paese attraverso lodevoli iniziative sociali, viaggi di istruzione e visite guidate.

Le proposte del PCFR per questa campagna elettorale sono impegnative e riassunte in un programma sintetizzabile in due parole: “nazionalizzazione” e “modernizzazione socialista”, anzitutto per quanto riguarda il settore delle materie prime e gli altri settori strategici, le ferrovie, la rete elettrica, gli oleodotti, le comunicazioni e il complesso militar-industriale. In una recente intervista, Zyuganov ribadisce che tutti questi settori costituiscono il comparto strategico nel quale lo Stato deve tornare a ripristinare la sua supremazia, ribadendo però al contempo come la completa statalizzazione di tutta la vita economica del Paese abbia rappresentato uno dei più decisivi errori commessi durante il periodo sovietico, riconoscendo l’importanza di un complementare settore “privato” vincolato a “criteri nazionali”, in tutte le sfere della produzione, sulla scia della Teoria delle Tre Rappresentanze fissata durante l’era Jiang Zemin dal Partito Comunista Cinese.

La candidatura di Putin praticamente parte oggi, ed è dunque presto per capire quale sarà nel dettaglio il suo programma, al di là delle frasi di circostanza pronunciate sin’ora, dove si rintracciano vaghi riferimenti alla necessità della crescita, del riarmo e della promozione del “business russo” per attirare gli investimenti esteri nel Paese: riferimenti che lasciano intendere la possibilità sempre più concreta di un prossimo ingresso di Mosca nel WTO ed un più deciso inserimento nei mercati internazionali, a probabile discapito della stabilità sociale interna.

In ogni caso, quello che si delinea in modo piuttosto netto rispetto al pur recente passato, è un quadro politico interno abbastanza coeso, molto meno disunito di quanto risulti all’esterno, e dove l’altalena Putin-Medvedev potrebbe presumibilmente rispondere a criteri di bilanciamento del potere, nel tentativo di intercettare consensi sia negli ambienti nazional-conservatori che in quelli liberali.

È indubbio che in Russia questa linea, sul piano geopolitico, sia destinata allo stallo nel breve-medio termine e al fallimento nel lungo termine, poiché, da un punto vista propriamente geostrategico, si traduce nel tentativo di conciliare una vocazione “neo-pietrista” ed europeista, quando non esplicitamente “occidentalista” – che de facto riduce la Russia in una più ristretta dimensione nazionale, indebolendone conseguentemente qualunque “proiezione di potenza” – con una vocazione essenzialmente “neo-ivanista” ed eurasiatica, ben più in grado di rispondere alla natura geografica ed etnografica del Paese e alla matrice “continentale” della sua sfera di pertinenza – allargata, cioè, quanto meno all’Ucraina, alla Bielorussia, alla Georgia e al Kazakistan.

Questa fase di stallo – come osservato anche dal filosofo Aleksandr Dugin in una recente intervista – ha lasciato le cose a metà, nel mezzo di un percorso incompiuto. Starà al popolo russo e ai suoi futuri governanti decidere se andare avanti o ritornare drammaticamente sui propri passi.

18 Commenti a ““RUSSIA UNITA” SI RICOMPATTA, MA LA RUSSIA NON ANCORA”

  • Nel ringraziarVi per la diffusione, Le chiedo gentilmente di correggere la dicitura del mio cognome (Fais non Fai), e di riportare il link esatto della fonte, dal momento che quello pubblicato rimanda ad una pagina considerata inesistente da google (“page not found”).
    Cordiali saluti.

    • Grazie a Lei signor Fais, abbiamo provveduto, Tuttavia il link che appare nella barra di Internet era riportato esatto. Quindi il mtivo per cui non si collega non lo comprendo.
      Colgo l’occasione per confermarle il nostro apprezzamento per il suo lavoro. Siamo, saremo sempre ben disposti a darle la massima visibilità.
      Lino Bottaro

  • Alvise:

    La Russia rimane un dilemma. Con una popolazione che è calata di quasi venti milioni dal 1991 (da 155 milioni a 138) ancor oggi molti bambini vengono dati in adozione all’estero, le bellissime donne russe cercano di accasarsi in occidente e addirittura in Cina. L’aspettativa di vita dei maschi russi è di 59 anni e si è appena raggiunto il pareggio tra nascite e decessi.

    Zjuganov aveva la grande opportunità di vittoria nel 1996 ma ebbe paura, si dice. Allora erano all’opera forze criminali potentissime che ruotavano attorno a Eltsin, vedi Berezovski e tutta la mafia ebraica degli oligarchi.

    Certo Putin avrebbe dovuto bruciare le tappe e il confronto dovrebbe essere fatto con Hitler che nel 1933 ereditò una nazione in sfacelo trasformandola in soli sei anni in un Eden con pieno impiego e uno splendido welfare (pensioni, vacanze pagate, sussidi) mai sperimentato prima nella storia dell’umanità.

    • Stef:

      Hitler trasformo’ in soli sei anni la germania in un Eden?????
      Ma dove vivi?
      Vogliamo parlare dei campi di sterminino (esistenti da prima della guerra) per ogni oppositore politico?
      Vogliamo parlare del programma eugenetico per l’eliminazione degli handicappati?
      Vogliamo parlare della propaganda e dell’indottrinamento ad ogni livello della popolazione? (E qui non dico che in quanto a propaganda ed indottrinamento oggi sia megli di allora, ma queste non dovrebbero essere caratteristiche di un eden)
      Mi fermo qui. Chi vuol capire capira’, chi non vuol capire non capira’ anche se scrivessi un’intera trattazione.

      • Alvise:

        L’eugenetica era molto teorizzata e praticata in Scandinavia e negli USA (forse giustamente) anche dopo la 2. guerra mondiale. La Germania nazionalsocialista non ha inventato nulla di nuovo in merito.
        Mio padre e mia madre assieme ad altre giovani coppie del paese passarono l’estate del 1938 lavorando nei campi nella Germania (nel 3. Reich che includeva l’Austria, la Prussia orientale e il protettorato di Boemia e Moravia) in pieno boom economico.
        Non mi sorprende che la Germania di allora avesse posto qualche oppositore politico in campi di concentramento (Dachau periferia di München, Mauthausen periferia di Linz, Bergen Belsen periferia di Hannover, Buchenwald periferia di Weimar) all’aria aperta. Noi qui incarceriamo sette – otto persone (95 % maschi) in celle 3 x 3 m lasciandoli nell’ozio assoluto per spappolargli la mente, indurli al suicidio (60 all’anno) e privandoli di cure e assistenza.

        Usare il termine ‘campo di sterminio’ squalifica chi lo menziona e mi dà sofferenza realizzare che esistano persone così ingenue o in malafede che credono di vivere nella miglior società mai costituitasi nella storia passata e si bevono la propaganda mendace dei sionisti che ci hanno schiavizzato a morte. Non c’è peggior schiavo di colui che è erroneamente convinto di essere libero. C’è una battaglia quotidiana da fare perchè la verità (anche storica) emerga.
        L’Italia e l’Europa, dopo essere state rase al suolo da bombardamenti a tappeto dei liberatori, sono ancora militarmente occupate da soldataglia straniera omicida che ci trascina in guerre genocide perpetue (Libia, Afganistan, Somalia, Siria ecc.) col ruolo di ascari e gregari.

        http://cronologia.leonardo.it/mondo35c.htm

        • Stef:

          A parte il fatto che l’eugenetica fu tentata e poi sospesa a causa della veemente protesta dei parenti degli handicappati, chi l’ha detto che fu inventata in germania?
          non mettermi in bocca parole che non ho detto
          Non ho detto che la maniera in cui trattiamo i carcerati in italia sia migliore o peggiore di quella usata sui prigionieri politici della germania nazista.

          Ti ho fatto solo una domanda, alla quale gradirei risposta:
          l’imprigionare persone solo perche’ avversari politici, fa parte della tua idea di eden in terra?
          E’ una domanda semplice: basta un Si o un No

        • Pippo:

          Stef,la storia viene scritta dai vincitori,pensiamo di vivere nel migliore dei sistemi e dopo sotto agli occhi non vediamo i campi di tortura e di stermino degli angloamericani in Iraq,in Afganistan,in Libia e chissà in quanti altri posti.Considerando che oggi siamo in possesso
          di mezzi tecnologici di comunicazioni stupefacenti,non possiamo permetterci ancora la cecità.
          La libertà oggi viene venduta come un’immagine pubbliciataria di una qualsiasi bevenda,
          non comprendiamo più l’essenza del concetto.
          Tutti vogliono esseri liberi e non sappiamo da cosa.
          Cominciamo a inorridire,davanti alle stragi di un potere di folli e vili, che oggi governa il mondo, potrebbe essere un primo passo alla comprensione.

  • archimede:

    Giuste e sante parole Alvise ,non tutti sanno la verità ma spero che la vengono a saperla al più presto possibile.

  • dl31:

    @ Stef …..
    purtroppo i sionisti hanno fatto un lavoro incredibile….nei millenni….oltre che negli ultimi decenni !!!!!
    la loro astuzia ed ingegno nel manipolare gli eventi da loro stessi prima creati e poi manipolati….
    …tramite …scribi…farisei…giornalisti…scrittori…..
    ….e quindi libri di storia che poi fanno leggere nei banchi di scuola sin dalla tenera età……inculcando nella mente del bambino idee fomentate dalla paura e crudelta dei racconti manipolati a dovere ….
    …ha fatto si che le persone non potessero nemmeno parlare di certe cose …
    …..tanto che dopo anni le cose accadute realmente diventano leggende non provabili piu !!!!!
    informati sulle brigate ebree ad esempio …cosa fecero per mettere a tacere chiunque sapesse qualcosa !!!!!!
    parlero di ebrei pur essendo coscente che non è mai esistita realmente una civilta ebrea se non nelle scritture bibliche….tutte da provare !!!!!
    le S.S. erano create formate e sovvenzionate da ebrei molto ricchi che dovevano creare lo stato d’israele tramite gli ebrei europei e russi che avrebbero riuniti in specie di kibbutz per portarli in quelli dell’invasione in palestina con cui spudoratamente s’infiltrarono dall’interno e sterminarono i veri abitanti dei luoghi che oggi chiamano israele !!!!!!
    i campi di concentramento erano in territorio europeo…
    …mentre i campi di sterminio presunti erano in territorio russo ed erano 6 in totale !!!!!
    ai tempi c’era la peste, molta poverta ed ogni famiglia era formata minimo da 8 individui in tutta europa…..molti dei quali nati da incesti soprattutto ebrei…..
    ……di questi campi di sterminio presunti tali le uniche vere prove che ci sono e su cui possiamo affidarci sono quelle in questo video:
    http://www.holywar.tv/TV/David_Cole_ITA.avi
    si intitola ” La verità dietro i cancelli di Auschwitz ”
    spiega come i presunti campi di sterminio siano una bene emerita bufala creata ad arte dai sionisti !!!!!!
    per il video con firefox fai click destro sul link e salva destinazione con nome per scaricarlo…è veramente illuminante !!!!!
    ma devi avere la mente revisionista….ed è molto difficile !!!!

    • dl31:

      ma quale peste !!!!
      era tifo esantematico !!!!!
      vabbeh …una specie di peste comunque !!!!

    • Stef:

      Allora,
      Non mi bevo le balle dei sionisti.
      E non li avevo nemmeno nominati. Avevo fatto una domanda semplice, scarna, ed era scarna di proposito.
      La ripongo, perche’ non ha avuto risposta, e penso che mai la avra’ perche’ e’ cio’ ce succede quando si segue una ideologia a scapito della verita’: L’incarceramento e l’internamento di oppositori politici fa parte della tua visione di Eden in terra?
      Basta svincolare! Mi basta un “si” o un “no”

      • Alvise:

        Leggi so ”google” il Daily Express del 24-03-1933 e apprenderai che i 14 milioni di ebrei nel mondo di allora (Judea), potentissimi (Federal Reserve, banche, giornali, import-export, fabbriche, latifondi ecc.) dichiararono guerra alla Germania di Hitler appena eletto e … hanno vinto loro pur essendo morti 60 milioni di goyim in quella guerra.
        Gli ebrei della (vasta) Germania erano allora (sta scritto nel Daily Express) 600 mila e moltissimi emigrarono in Palestina e soprattutto negli USA.

        Si dice che ogni Stato abbia i suoi prigionieri politici in carcere. In Italia il 12 febbraio 2007, alla vigilia del sit-in per il Dal Molin, la Digos con passamontagna e scarponi anfibi alle 3.oo di notte ha arrestato lavoratori impegnati sindacalmente sfasciando la porta di casa e i mobili nell’atrio. Giovanissimi poco più di ventenni sono stati accusati di essere le Nuove Brigate Rosse, gli è stato tolto l’habeas corpus per quasi un anno, isolati (e in isolamento singolo totale) in varie carceri dello Stivale e impossibilitati a parlare anche all’avvocato d’ufficio (l’insignificante Covi).

        Negli anni ’30 Hitler parlava di una cospirazione giudaico-bolscevica che aveva fatto colpi di Stato in Russia 1917, Germania (1919), Ungheria Bela Kun 1919, Leon Blum col Fronte popolare in Francia. Erano tutti ebrei atei. Avevano dichiarato guerra alla Germania al Congresso Mondiale ebraico a Amsterdam nel marzo 1933.
        Forse qualcuno fu incarcerato anche in Germania tanto più che un certo Greenspan (stesso nome ebraico come il penultimo governatore della Federal Reserve) nel 1938 attentò alla vita dell’ambasciatore tedesco a Parigi Von Rath scatenando così la notte dei cristalli. Notte dei cristalli che a New York era in atto da tempo contro negozianti che avessero venduto merce Made in Germany.

  • dl31:

    @Stef…
    ma chi ha parlato di eden ?????
    a me interessava informare te e chiunque sia interessato di certe cose !!!!!!
    credo che tu stia fraintendendo un po tutto……
    …… e tutti quelli che vanno contro la realta imposta dai sionisti fino ad ora !!!!!!
    dalla caverna di platone e difficile uscirne tranquillo…
    …la luce esterna contrasta troppo velocemente con il buio della caverna e gli occhi se sono troppo intorpiditi fanno fatica ad inquadrare bene …a zoommare la visuale…
    …deve passare un po di tempo e devi essere tranquillo…se no il processo non andra a buon fine !!!!!!
    rilassati……scopri la realta…
    …e l’eden immaginalo come vorresti che sia la terra un giorno !!!!!!
    se poi vuoi sapere se per me quello ai tempi di HITLER era un eden…
    …beh credo sia una domanda sciocca e forse anche un po provocatoria !!!!!

    • Stef:

      quello che fraintende sei tu.
      La mia domanda era rivolta ad alvise che ha detto che Hitler trasformo’ in soli sei anni la germania in un Eden.
      rileggiti i commenti dall’inizio.
      Nel frattempo alvise ha pubblicato un nuovo commento, dove parla del potere degli ebrei, sul quale non mai espresso dubbi, ma ha accuratamente evitato di rispodere alla domanda.
      Quindi interrompo qui, tanto so gia’ che la domanda rimarra’ senza risposta.

  • dl31:

    Stef…
    scommetto che sei contro berluskino tu ..e vero ????
    forse sarai anche contro quelli di sinistra…forse !!!!!
    allora rispondimi a questa domanda:
    se per ipotesi berluskino lo si potrebbe incriminare veramente …..tu che pena gli daresti a lui e chi lo ha sostenuto nei suoi reati (presunti al momento) ????
    poi l’eden di Alvise riferito al contesto dei commenti è chiaro…..
    ALLEGORIA…
    serve per dar l’idea di un qualcosa usando un altra parola…dipende sempre dal contesto del discorso !!!!
    ma tu lo avevi capito …è che il sangue agli occhi e la rabbia praticamente accecano…
    ….o forse è l’uscita dalla caverna e l’improvvisa luce che ti ha dato fastidio ????
    …ma non credo sia il tuo caso quest’ultimo !!!!

    • Stef:

      A leggere il tuo commento ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.
      Non mi conosci, non sai nulla di me, eppure questo non ti ferma dall’attribuirmi ogni sorta di di preconcetti. Ne hai di fantasia, non c’e’ che dire.
      Io ho chiesto se l’incarcerazione di oppositori politici fa parte di una qualsiasi definizione di “eden in terra”. Noto che un semplice “si” o “no” ancora non e’ stato scritto.
      E la domanda rimane.
      Per il resto, ti lascio alle tue fantasie….non meriti davvero la fatica di risponderti ancora.

  • dl31:

    @Stef….
    io ti ho gia risposto sull’eden …per ben 2 volte !!!!
    se tu sei troppo accecato dalla rabbia e dal sangue agli occhi da non sapertene rendere conto a me purtroppo questo dispiace molto !!!!!
    tu vuoi solamente provocare appigliandoti ad una parola usata come allegoria da Alvise !!!!!
    e cosi ti ho risposto anche una terza volta !!!!
    ora perche non rispondi tu alle mie domande !!!!
    cosa faresti ai politici come berluskino e compani se potresti condannarli a scontare un qualche tipo di pena ??????

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