Non paghi, questi pacifinti, continuano a sostenere la causa “umanitaria” dove Nato richiede, continua a non vedere UN ACCIDENTE DEI CRIMINI COMMESSI dalla Nato e dai suoi galoppini del Cnt.
Segnalo uno dei tanti reportage di giornalisti seri (come Thierry Meyssan, come documenta Russia Today per citare due esempi) , non venduti che riportano con precisione di tali crimini, COME MAI STI PACIFINTI NON LI VEDONO E SE LI VEDONO, PERCHE’ LI CENSURANO E NON LI CONDANNANO??????
Caccia alle streghe nella Libia “libera” di Lizzie Phelan
Probabilmente gli “oratori” della marcia convergendo con la versione di Obama secondo la quale non estirebbe la guerra in Libia, hanno preferito ripiegare su temi certo importanti quali moralità in politica e lavoro. E’ una marcia dell’ipocrisia, la più bieca e opportunistica perché si tratta di assistere silenziosamente complici dell’ennesimo massacro, ma non paghi, si vuole anche apparire pacifisti. Come non notare che tra gli “sponsor” politici della manifestazione stessa vi siano istituzioni e personaggi che “si impegnano contro il degrado”, si impegnano a non stare a guardare e dato l’asservimento totale alla cementificazione, al neoliberismo è vero, si impegnano a darci dentro tutti insieme. Il sindaco di Perugia dichiara che l’Italia migliore è in piazza per la marcia, ma, a proposito di “degrado” difende Bersani dallo scandalo Penati adducendo ad brutto tentativo di “gettare fango” boicottando l’alternativa che il Pd sta costruendo. Peccato che il suo alternativo partito non consideri l’ipotesi di abbandonare uno che uno scenario di guerra ma rinnovi fedeltà all’imperialismo atlantico con il sangue, d’altri s’intende.
LETTERA APERTA AGLI ORGANIZZATORI DELLA MARCIA PERUGIA-ASSISI ED A TUTTI I PACIFISTI ITALIANI
Libia: Ban Ki-moon come Ponzio Pilato di fronte all’assedio di Sirte
Non a caso uno dei temi cardine della Marcia Perugia-Assisi di quest’anno sarà il lavoro, poiché non può esserci pace senza giustizia sociale, come hanno ricordato il rappresentante della Cgil e quello delle Acli. Ma anche i giovani, i primi a poter e a dover parlare di futuro, ma anche del presente, che li vede in questo paese le principali vittime dei tagli alle risorse per l’istruzione e lo stato sociale. Se ne incontreranno 4 mila a Bastia Umbra. Ci sono le associazioni come Libera e le vittime di mafia, come ha ricordato Tonio Dall’Olio. Ma un forte gesto simbolico sarà messo in campo durante la Marcia anche per ricordare la tragedia muta dei migranti che muoiono in mare: 1.500 dall’inizio dell’anno, ha ricordato Paolo Ciconte di Amnesty International. Che dedica quest’anno la sua presenza alla Marcia proprio ai morti dimenticati dei viaggi della speranza e della disperazione, distribuendo 1.500 maschere bianche che marceranno fino ad Assisi. ”
Tratto dal Manifesto
“Noi eravamo per la trattativa prima della guerra, siamo per la trattativa oggi. Pensiamo che la costruzione di una Libia democratica, liberata dal dittatore Gheddafi e dalle sue camarille senza diventare un protettorato dei bombardatori sia l’unico obiettivo legittimo. Prendiamo atto che non è così per coloro che hanno fatto l’ennesima guerra umanitaria e la distanza da loro non è solo politica ma anche morale”. Le precedenti parole sono del segretario di Rifondazione Comunista in un articolo pubblicato su Liberazione il 2 settembre. Nell’articolo il segretario di Rifondazione espone anche un punto di vista corretto circa l’ipocrisia della guerra umanitaria in realtà fatta per il puro interesse di impadronirsi del petrolio libico da parte dell’alleanza atlantica, così come della resistibile menzogna sottesa alla risoluzione n. 1973 con la quale si dovevano “proteggere i civili”. Parla naturalmente anche dell’informazione con l’elmetto e dell’attuale scomparsa del protagonismo dell’Onu nell’attuale frangente delle carneficine compiute dai mercenari della Nato, dopo aver aperto e legittimato lo scenario di aggressione e guerra..
Ma il punto dirimente dell’intero articolo che ne costituisce la sintesi e l’indirizzo politico è il passo finale da me citato. “Pensiamo che la costruzione di una Libia democratica, liberata dal dittatore Gheddafi e dalle sue camarille senza diventare un protettorato dei bombardatori sia l’unico obiettivo legittimo.”
Quindi nei fatti Ferrero concorda che era un obbiettivo legittimo costruire, da parte di soggetti terzi, diversi dal popolo libico, una Libia “democratica”. A questo punto l’interventismo della Nato e dei suoi bombardieri potrebbe essere soltanto un incidente di percorso, una contraddizione che poteva essere evitata! Bisognava, in effetti…”liberare la Libia dal dittatore Gheddafi e dalle sue camarrille!” In questa breve frase è concentrata tutta la miseria del pensiero della sinistra italiana (ma anche europea…leggere analoghi articoli del quotidiano dei comunisti francesi) e la sua perdita di orientamento nell’attuale assetto unipolare del pianeta contrapposto ai nuovi poli emergenti (Cina, India, Venezuela, nonché la vecchia Russia).
Nei fatti si confessa in maniera abbastanza palese l’adesione all’orizzonte euroamericano sia in termini ideologici, cioè i valori della democrazia e dei diritti civili, sia in termini economici il cui grimaldello è proprio la guerra imperialista, della quale però non si accetta l’efferatezza e l’ipocrisia !
Niente male Ferrero!
Adesso credo sia chiaro perchè la sinistra italiana, non ha mosso un dito (con l’onorevole eccezione della piccola area organizzata dell’Ernesto che quantomeno si è spesa in un’opera di controinformazione militante sui social network) prima e durante l’aggressione imperialista. Non a caso anche Ferrara (esponente di una destra antinterventista quantomeno a parole) se ne è accorto dalle pagine del suo quotidiano e ha potuto sbeffeggiare i pacifisti per la loro adesione all’oltranzismo della fazione democratica americana.
Il pacifismo senza se e senza ma di ieri (Iraq, Serbia) che non riusciva a distinguere tra aggressore e aggredito, ma che ad ogni modo portò in piazza centinaia di migliaia di persone si è trasformato in astensionismo critico (né con la Nato né con Gheddafi) circa la contesa geopolitica considerata affare interno agli assetti imperiali.
Nei fatti una posizione “foglia di fico” che nasconde la sostanziale adesione all’orizzonte strategico occidentale e atlantico (in politica non fare equivale ad aderire a qualcosa d’altro!) e l’adesione ad un’ indifferenzialismo cinico e neoqualunquista quando, addirittura, non suffragato da analisi sedicente marxista (vedi le risibili produzioni di Antonio Moscato e Sinistra Critica nonché dei sedicenti trotzkisti francesi consulenti di Sarkozy che avvalorano la tesi della rivoluzione Libica e scoprono nientedimeno le magliette di Che Guevara tra i “ribelli”).
Non intendo spendere una parola in questa breve nota circa le ragioni geostrategiche dell’imperialismo nell’attuale fase di drammatica crisi del capitalismo occidentale come foriere dell’ennesimo scenario di aggressione e di guerra di inizio secolo. Presuppongo che i lettori di questa nota siano sufficientemente colti e informati.
Intendo piuttosto focalizzare l’attenzione su alcuni punti che a mio parere sono dirimenti per tutti coloro che vogliono continuare a credere nella possibilità della costruzione di una forza comunista modernamente attrezzata all’attuale fase.
a) La sinistra (eclettica plurale) dopo lunga agonia, è definitivamente morta a Tripoli e non è il caso di riesumarla.
b) I comunisti se vogliono avere un futuro (quantomeno di riorganizzazione nel breve periodo) devono riattrezzarsi sull’analisi di fase del nuovo assetto imperialista, in potenza multipolare, e riscoprire un riposizionamento, momento per momento, a fianco della lotta degli stati sovrani e legittimi aggrediti, abbandonando l’equidistanza pelosa e lo scimmiottamento dei contenuti dell’avversario (…sono dittature, manca la democrazia, non ci sono i diritti civili …e tutte le altre nobili amenità propagandate dalle tv di Obama e degli sceicchi dell’Arabia Saudita che naturalmente di diritti e democrazia ne fanno un grande esercizio a Guantanamo o nelle bidonville di Detroit, oppure nelle repressioni militari nel Golfo Persico e della penisola arabica).
c) L’imperialismo euroatlantico, nel quale il nostro paese è inserito nel reparto degli ufficiali di complemento senza potere decisionale, insieme all’esercizio della guerra permanente neocoloniale, per l’acquisizione delle fonti d’energia, insieme all’esercizio del banditismo predatorio per la sottrazione dei capitali (vedi fondi congelati della Libia), attua nelle sue cittadelle la definitiva graduale eliminazione dell’anomalia storica dello stato sociale novecentesco. L’avversario è lo stesso in Libia e in Italia.
I pentiti del comunismo novecentesco in servizio permanente effettivo (PD) e i gruppi di opinione delle formazioni democratiche ad essi legate (Di Pietro, Sel, ecc) costituiscono il polo politico che più coerentemente rappresenta il precedente blocco di interessi di cui al punto c. Inoltre costituiscono la punta avanzata e di sfondamento ideologico in seno al conflitto organizzato in funzione di un suo deragliamento verso falsi obbiettivi quali le campagne fintamente moralizzatrici, l’antipolitica, il leaderismo acritico e delegante nonché l’ennesima ristrutturazione delle regole elettive verso la completa blindatura del maggioritario.
d) Paradossalmente la destra presenta delle evidenti fratture al suo interno, sostanziate dall’agitazione dei gruppi di interessi populistico-protezionisti della Lega e dalle lobby che vedevano di buon grado una saldatura con l’asse Berlino-Mosca.
e) E’ da rigettare per tutti coloro che ambiscono soltanto a costruire un’opposizione all’imperialismo con base di massa continuare a farneticare di alleanze democratiche (nei fatti con i partiti organizzati e le lobby dell’avversario).
Viceversa va scoperto e sperimentato un percorso inedito di alleanza democratica con tutti coloro che hanno a cuore l’indipendenza politica ed economica dall’imperialismo, secondo percorsi di sganciamento (vedere l’interessante movimento in Grecia, rappresentato coerentemente dal KKE) e sollecitando l’aggregazione politica di organismi che abbiano l’obbiettivo della difesa dell’economia nazionale dalla fase predatoria e banditesca dell’imperialismo finanziario.
g) si pone all’ordine del giorno la necessità della ricostruzione del partito comunista, capace di innescare una battaglia di cambiamento radicale rispetto alle attuali linee politiche dei due partiti comunisti esistenti in Italia, per la riunificazione, sconfiggendo al loro interno le illusioni del radicalismo post-moderno manovrato dall’imperialismo. E’ necessario ricostruire interesse nel paese circa la trasformazione radicale in senso socialista come obbiettivo attuale e risposta alla crisi del capitalismo euroatlantico.
Gaspare Sciortino 3/9/11






























..che dire? siamo diventati un popolo di cose inutili? ancora oggi sosteniamo le nostre missioni di Pace in quei paesi che vivevano in Pace e dopo la nostra presenza in compagnia di altri stati canaglia stanno vivendo l’apocalisse dal vivo, giornali che sfoderano riviste degli anni ruggenti della colonizzazione italiana in Libia e altrove, infami e assassini ultra 80enni che inneggiano alla guerra contro il popolo Libico perche furono sbattuti fuori da Gheddafi ..mentre loro non sono stati capaci di sbattere fuori gli Anglosassoni considerandoli addirittura come liberatori dal Fascismo mente erano loro stessi a sostenerlo con l’occupazione di quella terra, ..bigotti…. e doppia faccia , famiglie che fanno la farsa di piangere quando gli riportano un loro caro “ucciso” da coloro che in Afganistan viene considerato Talibano e in Libia “Ribelle” che combatte al loro fianco contro persone inermi, ..che dire? la paga era buona? il contratto da mercenario lo hanno letto? quanto gli spetta in caso di morte? dove solo le vedove , i familiari, le fidanzate, gli amici che piangono il loro caro ..ma non sono capaci di alzare la voce e farsi sentire da questi maledetti e dannati Politici?
http://www.mentereale.com/articoli/libia-il-piatto-e-servito-e-i-cannibali-mangiano-la-carne-dei-suoi-figli
A sorprendere non sono tanto i dirigenti della sinistra, quanto i loro elettori. Si può aver perso così tanta dignità da sentirsi rappresentati da questi figuri?
mi faccio skifo al pensiero di aver condiviso la cittadinanza italiana con tutti sti mentecatti !!!!
MI FACCIO VERAMENTE SKIFO !!!!!
ma come hanno fatto poi a lobotomizzarli in questa maniera senza toccarli …senza fare alcuna operazione chirurgica ?!!?!?!??!
CHE SKIFO !!!!
Organizzazioni co,e Amnesty International che sostengono l’IMMIGRAZIONE di MASSA con la scusa dei diritti Umani,sono in realta’ come Medici senza frontiere o Emergenzy,distaccamenti del Comunismo Internazionale ,tutti abilmente manovrate dai poteri Mondialisti.
La Tavola della Pace ha sempre avuto posizioni ambigue, il loro movimento
non mi ha mai attratto né ispirato fiducia.
La partecipazione poi del post-comunista D’Alema, confluito nell’Opus Dei ed
attratto dagli ori vaticani al punto da sollecitare una nomina a vice-conte, che
mi fa sganasciare dalle risate per la sua risibilità, è emblema evidente di
un’operazione truffaldina.
D’Alema fu colui che spedì i nostri caccia a bombardare la Serbia, e senza previa
autorizzazione del Parlamento.
Stiamo parlando di iene e sciacalli, altro che pacifinti!
Questi pacifinti mi fanno solo pena, le bandiere andavano esposte quando c’era il cattivone Bush, ora che c’e’ il messia Obama l’hanno riposta in un cassetto.
@Jacopo
Non che sia una scusante, ma molte persone (la maggior parte per la verita’) piuttosto che informarsi (processo faticoso e che prende tempo) preferiscono seguire i “leader” della parte politica con cui si identificano.
Questo vale a destra come a sinistra. E spiega coma mai ci troviamo nella situazione in cui ci troviamo.
Certamente queste persone peccano di ingenuita’ (o chiamiamola pure stupidita’)
Perche’ dirsi di sinistra e farsi rappresentare da vermi come dalema e’ pura stupidita’.
Ma almeno sono in buona fede. Ma i cosidetti leader non sono in buona fede, e loro dovrebbero pagare per la loro condotta criminale.