Vorrei evidenziare un articolo scritto da Ingrid Beatrice Coman sul sito di “Cultura Romena” all’indirizzo:
http://www.culturaromena.it

Anni indietro, sentendo le notizie frammentarie e distorte che ci arrivavano sulle deportazioni, nomi di persone scomparse, pronunciati a voce bassa, timorosa, mischiati a nomi impronunciabili di remote località, che suonavano come altrettanti misteriosi inferni, pensavo : sono laggiù, in Siberia, in un posto coperto da neve e oblio, abbastanza lontano da non temere le sue vibrazioni sul nostro piccolo mondo incerto.
Questo senso di sconfinata lontananza ci consolava in qualche modo e acquietava le nostre paure.
Se non altro il suo freddo senza scampo non poteva raggiungerci.
Ci sono voluti anni per capire quanto in realtà la temuta Siberia fosse vicina e quanto fosse facile finire nella sua pancia sempre affamata.
Già, perché in realtà ogni posto dimenticato da Dio e dagli uomini può diventare la Siberia di un popolo; non serve andare lontano nello spazio, basta andare fuori dallo sguardo di chi ti può ancora riconoscere e dalla memoria di chi ti può ancora ricordare.
Nel 1951, 40.000 persone, etichettate come “nemici del popolo”, venivano deportate dal regime comunista nel Baragan, la pianura più ostile della Romania, arida e sterile, là dove “non crescono alberi, e le fontane sono così lontane che puoi morire di sete a metà strada tra l’una e l’altra”, come diceva lo scrittore Panait Istrate. (Ciulinii Baraganului, I Cardi di Baragan)
In meno di 48 ore, 12.791 famiglie hanno dovuto lasciare le proprie case e mettersi in viaggio verso l’ignoto, ammassati come bestiame in vagoni merci e scaricati in mezzo al nulla.
Molti di loro non fecero mai ritorno alle loro terre.
8.867 vagoni e camion sono stati utilizzati per trasportare i deportati.
Stremante e infernale, il viaggio durò due settimane.
Molti non ce la fecero e i loro corpi senza vita vennero scaricati lungo la strada.
Quelli che ci arrivarono ancora vivi la raccontano come l’esperienza di chi approda su un pianeta sconosciuto.
“Avevo sei anni quando ci siamo arrivati, con i miei genitori e le due sorelle.
Il villaggio era circondato da rubinie.
Siamo stati deparassitati e portati a un palo con sopra un numero, il nostro.”
ricorda Vasilica Aurel (66 anni).
Un altro contadino completa il suo ricordo :
“Noi abbiamo ricevuto il palo numero 61 e ci hanno fatto vedere un palmo di terra attorno dove noi, genitori e nove bambini, dovevamo ricominciare una nuova vita.”
Molti di loro non ce l’hanno fatta e sono morti poco dopo.
Altri sono riusciti a scovare la vita dal nulla e mettere in piedi veri paesi che ancora oggi portano l’impronta della loro storia surreale.
Nel 1952, i deportati ricevevano carte d’identità con la stigmate D.O. (Domiciliu obbligatorio, domicilio forzato).
Il confine passava dietro casa : decine di poliziotti a cavallo lo sorvegliavano giorno e notte, picchiando o uccidendo chi osava avventurarsi oltre.
Negli anni le capanne sono lentamente diventate vere case e tanti non se ne sono più andati nemmeno quando il regime lo ha consentito.
“Noi abbiamo tirato su con le nostre mani la nostra chiesa, il consultorio medico, la scuola, la polizia, l’oratorio, tutto.
Qui c’è il nostro lavoro e il nostro sudore”, racconta Stavre Furtos (47 anni), che ha sotterrato la propria madre proprio dove era stata portata per morire, a Fundata.
Tutto questo a meno di 100 chilometri dalla trafficata capitale, Bucarest.
Ma tanto era bastato per uscire dal mondo, come partoriti al contrario.
Una piccola Siberia trasferita nel cuore della pianura.
Più tardi, leggendo la storia di altri paesi, mi sono accorta di quanti nomi diversi possono acquisire le Siberie nel mondo.
A dire il vero, potrebbero anche non avercelo affatto un nome, dato che tutti quelli che ci vanno finiscono per perderlo e a volte non restano nemmeno le iniziali da incidere su una croce.
Una domanda si insinua, come un minuscolo serpente velenoso : sarà che forse ogni paese ha la sua Siberia, la sua terra di nessuno dove portare i passi di chi non la pensa come noi ?
È poi così lontano questo posto ?
Forse meno di quanto crediamo…
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( dati, nomi, citati e fotografie tratti da “Adevarul” )
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Le riflessioni che possono scaturire dalla lettura di questo post appartengono tutte alla sfera di interesse che ci vede attoniti spettatori di eventi già successi, e che, con nostra grande meraviglia, ci sono stati nascosti per interi decenni.
L’intellighenzia comunista internazionale è stata maestra in ciò, celando eventi caratterizzati da una devastante drammaticità e mistificando la realtà dei fatti, in nome di una non bene identificata ragion politica.
La Storia recente è piena di misfatti compiuti dai comunisti, e satura dei loro stessi tentativi di nasconderli, complici gli pseudo intellettualoidi di sinistra che riempiono i salotti di mezzo mondo.
Costoro sono complici di tali misfatti, così come dei genocidi, dei morti e dei lutti che caratterizzano il comunismo, dalla sua nascita fino ad oggi.
Sto parlando di coloro che, trincerandosi dietro una bandiera rossa, hanno arringato le folle, oppure hanno crocifisso mediaticamente coloro che tentavano di dire la verità…

In nome di questa disinformazione, il criminale comunista Togliatti viene ancora oggi definito “Il Migliore” !
In nome di questa manipolazione si tenta oggi di addossare le colpe dei crimini commessi in nome del comunismo, non più all’ideologia scatenante stessa, ma agli interpreti di turno, come per esempio, a Stalin, a Ceausescu, a Mao, ai feroci khmer rossi cambogiani…
Il comunismo però, dicono costoro, è un’altra cosa… tentando di proporlo come panacea per i mali del mondo.
Questa è la loro inaudita faccia tosta, nonostante l’evidenza dei fatti e i miloni di morti prodotti… questo è il loro sistematico modus operandi, che li vede uccidere persone innocenti e poi nascondere l’arma, o incolpare qualcun altro di averlo fatto….
Ecco perchè dobbiamo tenere alta la guardia, e non permettere che il seme della disinformazione sistematica attecchisca e proliferi, germinando nuove distorsioni dei fatti accaduti, ribaltando le responsabilità, producendo e sostenendo alibi vergognosi.
Voglio ricordare, a proposito di Romania, e poichè non viene detto da alcun organo di diffusione storica o culturale, il crimine comunista chiamato “Il genocidio delle Anime“.
La nefandezza di cui ora darò un breve accenno, si svolse tra il 1949 e il 1952 a Pitesti, in Romania, nel carcere speciale, dove il neonato regime comunista decise di fare piazza pulita degli oppositori, per la maggior parte giovani studenti universitari ( e quindi per il regime ancora “riprogrammabili” ), sostenitori di Corneliu Codreanu, leader di estrema destra ; dati ufficiali su quanti furono imprigionati non ci sono, ma le stime oscillano tra i mille e i cinquemila.
Il concetto di base messo in atto era quello della creazione dell’uomo nuovo attraverso l’uso della tortura, costante, giorno e notte, come mezzo per annientare psicologicamente il prigioniero, renderlo docile e quindi totalmente manipolabile.
Le torture applicate erano talmente agghiaccianti e umilianti che spingevano la vittima a rinnegare il proprio passato, i propri genitori, la propria fede e ad accusare i propri parenti delle peggiori nefandezze e ad autodenunciarsi al direttore della prigione, Eugen Turcanu, per i peggiori crimini ovviamente non commessi.
I metodi di tortura erano vari.
I prigionieri venivano picchiati con fruste o cinture, sospesi al soffitto con pesi da 40 chili per giorni consecutivi, venivano rotte loro le dita di mani e piedi, venivano nutriti forzatamente a base di sale senza poter bere, venivano bruciate loro le piante dei piedi, colpiti alle tibie con barre metalliche, costretti a mangiare escrementi a quattro zampe, obbligati a partecipare a torture collettive, indotti a commettere reciprocamente atti di sodomia, schiacciati sotto il peso di altri corpi, immersi a lungo nei loro stessi escrementi, i più religiosi venivano obbligati a ricevere l’eucarestia intingendo il pane nell’urina e via discorrendo.
L’elenco è ancora lungo e nauseante, immaginate una tortura e state sicuri che a Pitesti veniva applicata.
Nel 1952 quando cominciarono a circolare le prime notizie su questo esperimento, le autorità decisero di incriminare i responsabili diretti delle torture senza toccare i veri responsabili e ideatori di questa follia.
Nel 1954 furono fucilati , e per il regime tutto continuò come se nulla fosse successo.
Chissà se i comunisti italiani si rendono conto della ferocia dei loro cugini dell’est europeo… oppure se ne sono perfettamente consapevoli e quindi complici…
Chissà… bisognerebbe chiederlo a chi, in Italia, soprattutto a chi ha avuto la bella idea di intitolare vie e piazze del nostro Paese a Stalin o a Lenin…
Perchè non a Ceausescu ? o a Hitler ?
Non mi sembra che ci sia molta differenza … ma il silenzio dei politici al riguardo ( a partire da D’Alema, fino a Bersani ) vale un assenso, una silente approvazione nei riguardi di coloro a cui le vie sono state intitolate…
Provate a pensarci…è semplicemente agghiacciante…
Come se a Bologna, oppure a Torino, o a Roma, ci fosse Via Adolfo Hitler, oppure via Eichmann, o ancora … Piazza Himmler.
Vi sembra normale ?
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Bell’articolo,è interessante notare come negli ultimi anni grazie ai vari siti di e associazioni stà venendo a galla un pò cosa è stato veramente il comunismo,chi l’ha ideato,per quali fini ecc.. è facile essere comunista per tipi come benigli,Giulietto Chiesa,D’alema e gentaglia varia,con ville,barche ecc. Come disse qualcuno E FACILE ESSERE FRO…IO CON IL C..O DEGLI ALTRI!! Buon risveglio delle coscienze a tutti voi.
Caro Lino,
è tutto giusto quanto qui evidenziato.
Ma ti sei chiesto quante vittime abbia creato il capitalismo dal 1600 ad oggi?
Senz’altro molte di più di fascismo, nazismo e comunismo messi insieme.
E sai perché? Perché sono incommensurabili!
Pensa solo ai morti sul lavoro, allo sfruttamento, a distruzioni, inquinamento
e guerre…
Lo so cara Elisa ed aggiungo: quanta sofferenza ha prodotto questa competitività? (che è un eufemismo per dire conflittualità, competizione, lotta per la sopravvivenza). Ho pubblicato questo articolo per portare ulteriori caselle di conoscenza su di un argomento che non avevamo ancora affrontato.
Grazie per il commento.
Dicono che hanno fatto un viaggio in carro ferroviario bestiame ma in quegli anni capitò a molti civili di viaggiare così in Italia. Il mio vicino di casa ha fatto il viaggio da Venezia a Bolzano assieme alla madre per visitare parenti dopo aver pagato regolare biglietto nel 1944 in un carro bestiame con della paglia agli angoli.
I duecentomila soldati ventenni italiani mandati in Russia col Corpo di spedizione militare hanno viaggiato su carri bestiame. Come gli ebrei lamentosi che in Italia (sono solo trentamila) hanno ricchezze favolose e che in certi loro racconti raffigurano il carro bestiame come la croce che Gesù si trascinò sul Calvario.
Questi romeni sono stati ‘deparassitati’ nel 1951, cioè sono stati disinfestati, mancando gli antiobiotici, come usavano fare i tedeschi a scopi igienici, per essere poi accusati di aver ‘gasato’.
Sappiano questi romeni acculturati che io frequentavo la Romania dagli anni ’60 quando era una nazione fiera ed entusiasta di costruire una nazione senza schavi e senza padroni. Lo sport il teatro il canto la musica erano praticati anche dai ceti popolari.
Oggi le ragazze romene all’estero e in patria danno spettacolo di spogliarello attorno al palo in degradanti night club.
Negli anni ’80 i parlamentari romeni servili offrirono uno scettro d’oro ad un incredulo Ceaucescu con gli occhi sgranati come potei vedere in diretta TV.
Oggi l’Impero americano si è appropriato di cinque basi militari romene per espandere la devastazione di nazioni a est, accerchiare la Russia e mettere in schiavitù i popoli. Di bene in meglio, Romania !
I romeni contano niente, sono pagati 200 euro/mese lavorando il sabato e nel 2009 il governo fantoccio di Basescu ex comunista ha tagliato del 25 % gli stipendi, di 15 % le già striminzite pensioni, dismesso 100 mila dipendenti statali ed elevato l’IVA al 25 %. Fu un esperimento per misurare il livello di sopportazione e di reazione della gente che restò inerte. Pertanto adesso l’elite criminale finanziaria guerrafondaia sta rapinando i PIGSS applicando lo stesso copione.
nell’ articolo si fa una chiamata a correo di quelli che nascondono la verita’ con l’ omissione ma poi l’ autore si e’ dimenticato di dire che ANCHE la mostruosa ideatrice del campo di ” riprogrammazione” di ploesti apparteneva ad una ben precisa etnia . Sara’ un caso ?
Se non stiamo bene attenti a quel degenerato Maoista che hanno nominato per la seconda volta Presidente della Commissione Europea “Josè Manuel Durào Barroso,” torneremo indietro come a quei tempi, dal suo discorso fatto la settimana scorsa a Strasburgo mi sembra di capire che sto pedofilo abbia tanta voglia di ricominciare quello che il suo Idolo(Mao Mao) riteneva un giusto equilibrio della natura, come ben sapete questo equilibrio portò all’eliminazione di 20 milioni di Cinesi ,il tutto con la benedizione di Rockefeller che alla fine si complimentò con Mao dandogli pure dei fondi come premio, questi interpretano il comunismo o il fascismo a secondo i loro desideri ,non nominano mai il Socialismo dalla quale escono il fascismo ed il comunismo, da noi in Italia bisogna stare attenti agli anziani che hanno superato gli 80 / 90 anni (non tutti) e che oggi percepiscono una buona pensione nonostante in vita loro non hanno mai lavorato, sono coloro che sperimentavano le torture e le eseguivano, oggi fanno di tutto che i loro allievi “la maggiorparte si trovano in politica” continuano seguire il loro cammino,
le” Purghe ” comuniste sono continuate fino alla fine degli anni 60 .
Via Stalingrado a Bologna, Corso Unione Sovietica a Torino, via Gaetano Bresci
Ci mancherebbero ancora: via Rothschild, via Rockefeller, via Baruch
Le suddette panzane lamentose sono spazzatura di stampo askenazita. Contraddizioni della storia: furono proprio askenaziti i bolscevichi à la Ana Pauker (Romania), Lenin, Trotzky, Leo Blum in FRancia, Bela Kun a Budapest, Rosa Luxembourg, Karl Liebknecht, Sverdlov, Kaganovic, Zinoviev, Kameniev che andavano ad applicare la ‘presunta’ dittatura comunista del proletariato.
Furono buggerati dal patriota Stalin che li neutralizzò mandando a monte il progetto del Nuovo Ordine Mondiale sionista dei banchieri di Wall Street e che costruì lo Stato dei lavoratori proletari che garantiva il welfare, il pieno impiego, sanità e scolarità gratuite anche per i peones nonchè fondando una superpotenza economica e militare possente.
Purtroppo il vero potere è quello delle dinastie agiate, dell’alta finanza, dell’alta borghesia che si trasmettono i patrimoni e il know-how da una generazione all’altra. Così i burocrati del PCUS furono indotti sotto la regìa dei Rothschild a trasferire i beni del partito comunista sovietico all’estero e a impossessarsi dei monopoli di Stato con la frode e il tradimento.
Oggi milioni di romeni sbarcano il lunario all’estero, l’agricoltura romena è morta, le terre sono state restituite agli eredi dei vecchi latifondisti, sono coperte di erbacce e il loro valore commerciale è nullo. Il regime della coppia presidenziale Ceaucescu scimmiottava lo stile mussoliniano d’antan, ci furono gli anni duri ’80 ma il 31 dicembre 1989 il debito estero della Romania divenne estinto, assieme al suo leader comunista giustiziato da criminali senza volto al soldo dei Rothschild/Bush.
Mio padre buonanima non era nè fascista nè comunista ma un semplice cittadino italiano spedito in Russia nella storica brigata Julia sopravvissuto nella famosa ritirata ma morto non in veneranda età per quanto sofferto in quel periodo. Da lui, che ha sperimentato in prima persona il “comunismo” e il “fascismo” di allora mi sono state date informazioni precise e dettagliate sui due sistemi e la sua conclusione era : sotto al fascismo si stava male ma sotto al comunismo si stava peggio ! Quello che hanno fatto i comunisti italiani di allora, Togliatti in primis, per far perdere la guerra all’Italia sulla pelle dei poveri soldati spediti a fucilate in Russia, mi è stato raccontato da lui ma se lo dico pubblicamente rischio una condanna per diffamazione, senza prove niente da dire.
@ Ezio
La storia la conosciamo meglio noi che abbiamo una migliore visione d’insieme e lo studio della documentazione relativa. I soldati ventenni italiani che sono andati in Russia a cantare la canzone ‘mamma’ e che si imboscavano nei pollai e nei campi delle casalinghe russe finchè i loro mariti erano in battaglia non meritavano niente di meglio di quel che hanno subito perchè invasero militarmente e distrussero una grande nazione (Unione Sovietica) in formazione massacrando un popolo europeo di cultura cristiana come noi.
Non credo che tuo padre abbia sperimentato il comunismo dal momento che anche quello emiliano-romagnolo e toscano fu un fulgido esempio mondiale di benessere, democrazia e progresso i cui frutti vengono goduti ancor oggi. Ciò che abbiamo ottenuto nel dopoguerra lo dobbiamo all’effetto deterrente della possente Armata Rossa sovietica vincitrice che fece perdere i sonni ai padroni. Col crollo dell’URSS stiamo adesso perdendo lo stato sociale, la dignità di uomini (milioni di giovani disoccupati ed esentati dalla leva obbligatoria non avranno neanche più l’opportunità di imparare un lavoro e di produrre reddito), con la vile delocalizzazione veniamo defraudati delle nostre aziende costruite dai nostri avi e ci macchiamo di atroci crimini bellici contro le nazioni più indifese e povere del globo agli ordini di una superpotenza genocida fallita moralmente e finanziariamente che ci sta trascinando nell’abisso della schiavitù sionista.
Il fascismo fu un momento di gloria per l’Italia che pose le basi dello stato sociale e del protagonismo delle masse ma il mondo rurale di allora rimase misero ed esposto all’arbitrio dei padroni che impunemente procreavano figli illegittimi stuprando le donne della povera gente come don Rodrigo.
Scabroso confessarlo ma vero purtroppo ed avveniva appena settant’anni fa anche in Veneto.
La disfatta dell’Europa fu causata dai bombardamenti a tappeto delle città da parte degli anglo-americani che ancor oggi ci tengono militarmente in ostaggio sotto un tallone crudele e dispotico.
“Il fascismo fu un momento di gloria per l’Italia”.
Mio padre ottantaseienne, interrogato al riguardo, mi ha detto: “Per me è
stata sempre una buffonata”.
Buffonata di cartapesta che ci ha ricoperto di vergogna nel mondo, perché poi
il fascismo è stato copiato da Hitler, ed ogni altro fascismo nato in giro
per il pianeta origina da qui.
Più tutta la violenza squadristica e non, la spoliazione del mezzogiorno
(vedere Terroni, di Pino Aprile), più l’orrenda guerra coloniale, più la
condizione della donna, mera fattrice, senza contare i delitti personali
di Mussolini (Matteotti, Ida Dalser ed il di lei figlio, il genero Costanzo Ciano, etc.).
Mussolini era stato una spia al servizio dell’MI5 e del Ministero dell’Interno
francese, prendeva soldi per denunciare i socialisti italiani emigrati in Francia.
Prese tutti i soldi di Ida Dalser per comprarsi il giornale il Popolo, ne ebbbe un figlio
e la fece rinchiudere in manicomio, dove morì. Il figlio fu assassinato a ventisei
anni.
Esaltato fin da giovane ( a Predappio lo chiamavano “El matt”), divenne
un egoico e presuntuoso psicopatico, e finì nell’alleanza mortale con quell’altro
psicopatico di Hitler.
Con Ciano aveva esportato 5 miliardi di lire di allora in una banca brasiliana,
mai recuperati, e 3 miliardi e mezzo di dollari del popolo italiano in una banca
di New York, dove sperava di esiliarsi dopo essersi consegnato agli americani
in Svizzera.
A piazzale Loreto è stato soltanto raggiunto dal suo karma nefasto.
Se questa è gloria…a me sembra una miseria umana senza pari.
La democrazia è l’illusione di poter scegliere, tra i suoi fantocci Bersani e Fini o tra Bersani e Berlusconi, che la massoneria ci propina. Loro i massoni si riuniscono in ristrettissimi conciliaboli e decidono di pace e di guerra, di austerità e miseria per noi stremati dal lavoro. Tutt’al più ci riteniamo liberi di fare quattro ore di sciopero decisi da sindacati ancora una volta controllati da massoni.
La democrazia è la facoltà e la libertà delle corporations sioniste di saccheggiare una nazione restando impunite. Libertà e democrazia per il volgo sono gli slogan vacui dei regimi occidentali capitalisti (NATO).
Meglio la buffonata di Mussolini che l’occupazione militare degli yankee genocidi che ci tengono ostaggi con 90 bombe atomiche dislocate nel nostro territorio anche dopo il dissolvimento del Patto di Varsavia, quell’entità che voleva defraudare i padroni delle loro aziende da delocalizzare ‘legalmente’ ed espropriarli dei loro patrimoni secolari. Così recitava la propaganda di allora contro il fantasma del consumismo.
Oggi degli psicopatici criminali ci impongono il dogma del terrorismo à la Bin Laden e dell’ 11 settembre in seguito a cui noi gregari e ascari affianchiamo gli USA con dei mercenari italiani per andare ad ammazzare umanitariamente in giro per globo, cingere d’assedio le perle di benessere Sirte, Bani Walid, Shaba affinchè gli anglo-sion-americani possano scassare una fiera nazione sovrana e rapinarne il greggio che da sempre fu a disposizione dell’Italia auto-infliggendoci un danno di 100 miliardi di euro (notizia odierna) che è il volume d’affari che le PMI infuriate più che mai hanno perso con la tragedia assassina di Libia.
L’Italia che sottoscrisse un Trattato (tradito) di pace e cooperazione nel 2010 con la Jamahirya è a sovranità limitata anzi mi sembra che sia una colonia senza dignità.
La Verità verrà a galla.
Solo che per Hitler, Himmler, il Nazional-socialismo avrà l’effetto di ridimensionare notevolmente le responsabilità ad essi attribuite.
Per il comunismo e i comunisti – ma anche per roma, i tre monoteismi, il potere londinese, l’elite globale, il sionismo – avrà un effetto travolgente, che ne evidenzierà le tonnellate di scheletri negli armadi e una sfilza senza fine di menzogne e omissioni.
La democrazia è imperfetta e non completamente attuata.
Ma la peggiore democrazia è migliore della migliore delle dittature.
Parlare di comunismo per poi menzionare d’alema, veltroni, bersani, ecc. è un ossimoro pietoso. Il comunismo è un credo di vita, penso realmente mai applicato ma finito, come sempre, in mani pessime per poi essere denigrato a future generazioni. Il problema, mio caro Bottaro, è il capitalismo che da sempre provoca distruzione, miseria, guerre e disparità in quanto queste tragedie sono nel dna del capitalismo stesso.
Un abbraccio
Il comunismo è un prodotto criminale di una mente criminale.
@GEORG,
che il NAZISMO-FASCISMO-CAPITALISMO-LIBERISMO-SIONISMO-COMUNISMO etc. siano prodotti da MENTI criminali credo possiamo ESSERE TUTTI d’ accordo; però ricordiamoci che la regia “occulta” è poi SEMPRE la stessa e UNA sola quella del POTERE GLOBALE che è SEMPRE a struttura piramidale, GEORG documentato come sei scrivici TU chi è che ha “inventato” e poi “finanziato” il COMUNISMO(!?) ma poi anche il devastante NAZISMO(!?) la nostra risposta documentata è che SONO stati i banchieri SIONISTI anglosassoni(=statunitensi) o fai finta di NON saperlo !!!???
HASTA SIEMPRE LA VIDA
Kiessel Mordechai Levi, nome di chiara matrice semitica, mediorientale. Dietro di lui una cerchia di famiglie che vedono l’origine di tutto a Oriente, in particolare in Medio Oriente.
Di anglosassone – in termini antropologici – vi è un bel niente, se non l’aspetto esteriore.
La forma mentale è quell’altra.
Che tutte le ideologie, come i tre monoteismi, abbiano la stessa matrice di fondo è fuor di dubbio.
per georg
posso essere d’accordo che la matrice delinquenziale dei vari ismi sia più che reale, però nella forma pura non vedo niente di criminale se IO VORREI PARI OPPORTUNITA’ E BENEFICI PER TUTTI questo slegandosi totalmente dal mondo osceno che stiamo vivendo e dalle logiche anche pre MARX. Io non voto (per scelta) ma in alcuni punti sarei un comunista ortodosso e non mi sentirei criminale GEORG