4 Ottobre 2011 * http://rt.com
Sostenendo l’opposizione siriana, la Turchia ha intrapreso un percorso pericoloso (NDR di RT)
Da Vladislav Vorobyev. L’opposizione siriana sta lentamente ma inesorabilmente copiando il metodo di rovesciamento del governo libico. Questa volta, però, i consulenti stranieri non stnno nascondendosii dietro le quinte. Le loro azioni sono aperte e aggressive, anche se poco lungimiranti.
Gruppi di opposizione siriano hanno terminato il loro incontro di due giorni a Istanbul. Durante questo periodo, avevano creato un Consiglio nazionale volto a eliminare il presidente siriano Bashar al-Assad, dal potere. Tutti i leader delle forze anti-governative, tra cui i Fratelli musulmani, hanno convenuto di aderire al Consiglio nazionale.
I leader dell’opposizione ha esortato la comunità internazionale a riconoscere il Consiglio Nazionale come l’unico organo legittimo rappresentante del popolo siriano. Essi hanno sottolineato che, d’ora in poi, tutte le consultazioni sulla intervento militare straniero negli affari siriani devono essere realizzati esclusivamente con loro.
Nella situazione attuale, è anche interessante il fatto che l’opposizione siriana è praticamente la copia di creazione graduale dei ribelli libici ‘di organi di governo che alla fine è riuscito a fare con il tempo potente Muammar Gheddafi. Il luogo scelto dai partiti di opposizione siriano di tenere la riunione è molto simbolico. E ‘anche difficile non notare che i funzionari turchi sono apertamente schierati con le forze politiche e chiedono un rovesciamento del presidente di quella che un tempo era una nazione amica.
Solo chi è indifferente alla politica estera non può notare come, negli ultimi mesi, la Turchia ha improvvisamente elevato la sua politica estera nella regione. Con diversi pin-point azioni, autorità turche hanno incrementato in maniera significativa la loro influenza in Medio Oriente e Nord Africa. Tuttavia, ha portato solo una gratificazione immediata, mentre le prospettive future non sembrano luminose per Ankara.
Questo è vero soprattutto perché la Turchia ha, a quanto pare, scelto il modello degli Stati Uniti (più aggressivo e forza-driven) per l’espansione della propria presenza nella regione. Nel frattempo, ognuno è ben consapevole dei problemi enormi in ultima analisi, che Washington s’è guadagnata nel mondo musulmano con questo approccio.
Un tempo, la Turchia ha aderito al cosiddetto politica di “problemi zero con i vicini.” E questo ha prodotto i benefici necessari. Ankara è stato in grado di concentrarsi su come affrontare sfide interne praticamente senza distrazioni dall’esterno. Poi, dopo aver “guadagnato muscolare”, la leadership turca ha apparentemente giunto alla conclusione che è tempo di dichiarare pienamente le sue ambizioni di leadership regionale.
Ankara ha avuto queste ambizioni in passato. Ma poi, il percorso della leadership turca è stata bloccata dal Iran, Israele ed Egitto. La primavera araba ha notevolmente spostato l’annosa equilibrio di potere in Medio Oriente. Ognuno è diventato più debole – tutti tranne che per la Turchia, un fatto di cui il primo ministro Recep Erdogan non ha mancato di trarre vantaggio.
In primo luogo ha mostrato a tutto il mondo arabo che può essere duro con Israele. Lo scandalo Flottiglia della Libertà è stato dimostrativamente forte e senza compromessi. Poi, Erdogan ha condotto un viaggio trionfale in tutti i paesi del Nord Africa, dove è stato accolto quasi come un messia. Ora, a quanto pare, è giunto il momento di dedicarsi alla Siria. In altre parole, non c’è traccia di “problemi con i vicini allo zero” della politica.
Nel frattempo, le autorità siriane stanno conducendo un’operazione speciale contro i ribelli nelle vicinanze di Damasco e la città di Deir ez-Zor sul fiume Eufrate. Rapporti su scontri armati sono provenienti da Abu Kemal sul confine iracheno e Kfar Nabel vicino Hama. Le truppe americane vengano spostati nei confini a nord-ovest della Siria nei pressi della Turchia, confinante con la regione di Jabal al-Zawya – il centro della ribellione.





























E la Russia?Mi chiedo perchè la Russia sia così inconsistente a proteggere i suoi interessi.
Ha una politica estera da follia.
E’ possibile che dovendo per forza di cose scegliere tra turchia e siria, la russia opti per la turchia.
La turchia sta giocando un gioco pericoloso e sporco.
Siamo sicuri che non sia tutta una messa in scena questo litigio con Israele.
Pensandoci bene Erdogan facendo finta di litigare con gli ebrei si attira le simpatie del popolino arabo,intanto attacca la Siria con il consenso degli angloamericani e prepara il prossimo attacco all’Iran.Sembra tutto una montatura tipicamente della politica inglese.
ha funzionato con Hitler. Gioco pericoloso per tutti.