Categorie
VISITE
Ti ringraziamo per essere passato sul nostro blog! Torna a trovarci presto!

Fonte: http://ilupidieinstein.blogspot.com

Fonte originale in inglese: AlFatah69
Traduzione italiana di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Documenti segreti libici svelano la tragedia di Ustica e come Gheddafi si salvò riparando a Malta

Secondo i resoconti dei media italiani, i documenti riservati trovati negli archivi del servizio segreto libico, dopo la caduta di Tripoli, che sono ora nelle mani di Human Rights Watch, dimostrano ciò che ha provocato l’abbattimento del Dc-9 Itavia sul Mediterraneo, presso l’isola di Ustica, il 27 giugno 1980. Ottantuno persone a bordo del volo, sulla rotta da Bologna a Palermo, sono morte.

Come si è a lungo sospettato, i documenti confermano che un missile aveva colpito l’aereo, dopo che era stato scambiato per un aereo che trasportava il leader libico Muammar Gheddafi.

Secondo i documenti, due jet francesi all’inizio attaccarono l’aereo, e poi s’impegnarono in un duello con un solitario caccia MiG, che portava le insegne della Jamahiriya, e che si pensava scortasse il colonnello Gheddafi, fino a quando non impattò nella regione montuosa della Sila, nel sud d’Italia. Il colonnello Gheddafi, informato in tempo dell’attacco, riparò a Malta, dove atterrò col suo Tupolev, secondo i documenti.

Sembrerebbe, dalle carte dei servizi segreti trovate, che Gheddafi sia stato informato dai servizi segreti italiani (SISMI), che stava per essere attaccato, e aveva cercato rifugio a Malta.

Le autorità italiane hanno isolato l’area in cui il MiG cadde, e un giornalista e un fotografo, che cercavano di scoprirne la vicenda, al momento, furono arrestati e trattenuti per ore dalla polizia, fino a che non svelarono ciò che avevano documentato. Più tardi, le autorità libiche affermarono che il pilota del MiG era in volo di addestramento, quando avrebbe perso la rotta. Il suo cadavere, che era già stato sepolto, fu riesumato; l’autopsia venne effettuata e il cadavere fu poi rimpatriato in Libia. Pochi giorni dopo, il 7 luglio 1980, una bomba distrusse gli uffici della Libyan Arab Airlines, a Freedom Square, a La Valletta, e ci fu anche un tentativo di incendio doloso dell’Istituto libico di Cultura, a Palace Square, in quel periodo.

Secondo un libro del giornalista e storico francese, Henri Weill, la bomba e l’incendio doloso furono opera dei servizi segreti francesi, lo SDECE, come anche un attacco a una nave libica, a Genova. Poi, meno di un mese dopo, il 2 agosto 1980, un’enorme bomba distrusse la maggior parte della stazione ferroviaria di Bologna, e 80 persone furono uccise. La responsabilità dell’attacco terroristico non è mai stata stabilita con certezza. Proprio questa settimana, un tribunale italiano ha ordinato al governo di pagare 100 milioni di euro di danni civili ai parenti delle 81 persone uccise nel disastro aereo del 1980, che tuttora rimane ancora uno dei misteri più duraturi dell’Italia, almeno fino a quando i documenti scoperti questa settimana, saranno studiati a fondo.

Il governo italiano ha dichiarato che avrebbe fatto ricorso contro la decisione del tribunale civile di Palermo, che ritiene i ministeri della difesa e dei trasporti responsabili di aver omesso di garantire la sicurezza del volo. Tra le altre teorie sulle cause dell’incidente, vi era quella di una bomba a bordo o che l’aereo fosse stato accidentalmente preso in mezzo a un duello aereo.

L’avvocato Daniele Osnato, che insieme a un manipolo di avvocati rappresentati i parenti delle 81 vittime, ha detto che la giustizia è stata finalmente fatta. Oltre a determinare che i ministeri competenti non erano riusciti a proteggere il volo, ha detto, il tribunale ha anche concluso che erano colpevoli di aver nascosto la verità e di aver distrutto le prove.

Un’altra teoria sul dogfight aereo, aveva avuto credito dal giudice Rosario Priore, il quale aveva inizialmente accusato dei generali di esserne i responsabili. Il giudice Priore aveva teorizzato che un missile, lanciato da un caccia statunitense o da un altro aereo della NATO, avesse accidentalmente colpito il jet di linea interna italiano, durante il tentativo di abbattere un aereo libico.

Funzionari francesi, statunitensi e della NATO, hanno a lungo negato qualsiasi attività militare nei cieli, quella notte.

Fonte: http://ilupidieinstein.blogspot.com/2011/10/documenti-segreti-sulla-tragedia-di.html

Fonte originale in inglese: AlFatah69
Traduzione italiana di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Documenti segreti libici svelano la tragedia di Ustica e come Gheddafi si salvò riparando a Malta

Secondo i resoconti dei media italiani, i documenti riservati trovati negli archivi del servizio segreto libico, dopo la caduta di Tripoli, che sono ora nelle mani di Human Rights Watch, dimostrano ciò che ha provocato l’abbattimento del Dc-9 Itavia sul Mediterraneo, presso l’isola di Ustica, il 27 giugno 1980. Ottantuno persone a bordo del volo, sulla rotta da Bologna a Palermo, sono morte.

Come si è a lungo sospettato, i documenti confermano che un missile aveva colpito l’aereo, dopo che era stato scambiato per un aereo che trasportava il leader libico Muammar Gheddafi.

Secondo i documenti, due jet francesi all’inizio attaccarono l’aereo, e poi s’impegnarono in un duello con un solitario caccia MiG, che portava le insegne della Jamahiriya, e che si pensava scortasse il colonnello Gheddafi, fino a quando non impattò nella regione montuosa della Sila, nel sud d’Italia. Il colonnello Gheddafi, informato in tempo dell’attacco, riparò a Malta, dove atterrò col suo Tupolev, secondo i documenti.

Sembrerebbe, dalle carte dei servizi segreti trovate, che Gheddafi sia stato informato dai servizi segreti italiani (SISMI), che stava per essere attaccato, e aveva cercato rifugio a Malta.

Le autorità italiane hanno isolato l’area in cui il MiG cadde, e un giornalista e un fotografo, che cercavano di scoprirne la vicenda, al momento, furono arrestati e trattenuti per ore dalla polizia, fino a che non svelarono ciò che avevano documentato. Più tardi, le autorità libiche affermarono che il pilota del MiG era in volo di addestramento, quando avrebbe perso la rotta. Il suo cadavere, che era già stato sepolto, fu riesumato; l’autopsia venne effettuata e il cadavere fu poi rimpatriato in Libia. Pochi giorni dopo, il 7 luglio 1980, una bomba distrusse gli uffici della Libyan Arab Airlines, a Freedom Square, a La Valletta, e ci fu anche un tentativo di incendio doloso dell’Istituto libico di Cultura, a Palace Square, in quel periodo.

Secondo un libro del giornalista e storico francese, Henri Weill, la bomba e l’incendio doloso furono opera dei servizi segreti francesi, lo SDECE, come anche un attacco a una nave libica, a Genova. Poi, meno di un mese dopo, il 2 agosto 1980, un’enorme bomba distrusse la maggior parte della stazione ferroviaria di Bologna, e 80 persone furono uccise. La responsabilità dell’attacco terroristico non è mai stata stabilita con certezza. Proprio questa settimana, un tribunale italiano ha ordinato al governo di pagare 100 milioni di euro di danni civili ai parenti delle 81 persone uccise nel disastro aereo del 1980, che tuttora rimane ancora uno dei misteri più duraturi dell’Italia, almeno fino a quando i documenti scoperti questa settimana, saranno studiati a fondo.

Il governo italiano ha dichiarato che avrebbe fatto ricorso contro la decisione del tribunale civile di Palermo, che ritiene i ministeri della difesa e dei trasporti responsabili di aver omesso di garantire la sicurezza del volo. Tra le altre teorie sulle cause dell’incidente, vi era quella di una bomba a bordo o che l’aereo fosse stato accidentalmente preso in mezzo a un duello aereo.

L’avvocato Daniele Osnato, che insieme a un manipolo di avvocati rappresentati i parenti delle 81 vittime, ha detto che la giustizia è stata finalmente fatta. Oltre a determinare che i ministeri competenti non erano riusciti a proteggere il volo, ha detto, il tribunale ha anche concluso che erano colpevoli di aver nascosto la verità e di aver distrutto le prove.

Un’altra teoria sul dogfight aereo, aveva avuto credito dal giudice Rosario Priore, il quale aveva inizialmente accusato dei generali di esserne i responsabili. Il giudice Priore aveva teorizzato che un missile, lanciato da un caccia statunitense o da un altro aereo della NATO, avesse accidentalmente colpito il jet di linea interna italiano, durante il tentativo di abbattere un aereo libico.

Funzionari francesi, statunitensi e della NATO, hanno a lungo negato qualsiasi attività militare nei cieli, quella notte.

Approfondimenti nel libro inedito (2003) di Marco Saba, Segreti di Stati, capitolo 2, http://seigneuriage.blogspot.com/2011/09/segreti-di-stati-capitolo-2.html

12 Commenti a “L’archivio segreto libico rivela che furono i servizi segreti francesi a provocare la tragedia di Ustica”

  • La cosa peggiore di questa storia è il silenzio assordante di tutti: servizi segreti italiani, Francesi, Libici.

  • Nicoletta Forcheri:

    E DEI GIORNALI???

  • archimede:

    Che i Francesi sono i colpevoli dall’abbattimento del volo Itavia a Ustica si sapeva , lo avevo affermato alcuni anni fa, ma come al solito molti risposero con i loro commenti (su un altro Blog) che erano solo fantasia , comunque c’è anche da dire che l’attentato fatto a Berlino nella discoteca La Belle che era frequentata da personale americano è da associare e da incolpare i Francesi, hanno fatto di tutto per far cadere Gheddafi sin dagli anni 80, il tutto cominciò con una truffa che alcune ditte francesi fecero a danno del Colonello e che lui aveva chiuso ogni rapporto commerciale con la francia.
    http://blog.panorama.it/foto/2011/02/23/muammar-gheddafi-fotostoria-del-colonnello/gheddafi-12/

  • Alvise:

    Il MIG 21 libico precipitò inspiegabilmente sulla Sila il 18 luglio 1980 e c’è chi potè testimoniare. Il pilota morto era ancora al suo posto ai comandi.
    Questa fu la narrativa di allora e Romiti della Fiat si prodigò affinchè il relitto fosse restituito alla Libia. Il MIG 21 non avrebbe autonomia per decollare verso l’Italia e riatterrare in Libia ma alcuni MIG libici stazionarono in Italia perchè le Forze armate libiche ricevevano in continuazione addestramento in Italia.

    A me risultava che Ghedaffi usasse dei DC 9, più di uno contemporaneamente per non essere individuato, e percorreva spesso le aerovie italiane ‘clandestinamente’ senza cioè prendere contatto con l’ente per il traffico aereo. Ciò non sarebbe stata un’anomalia tanto rara ed io, pilota da diporto, avevo letto e registrato nel Corriere questa lamentata circostanza nei mesi che precedettero Ustica.

    Si sapeva che Ghedaffi fosse atterrato a Malta ma non fu mai precisato se si fosse trattato di un viaggio di andata o di ritorno verso la Libia. A quanto pare neanche le autorità libiche hanno potuto apprendere cosa effettivamente si svolse quella sera d’estate (ore 21.oo) col sole non ancora tramontato.

    Puntualizzo che dieci anni fa al largo di Marta’s Vineyard (USA) un aereo di linea americano fu centrato erroneamente da un missile anche se le autorità mai confessarono.
    Informo anche di essere in possesso di un articolo del giornale Chelyabinsk Worker riportato dalla Pravda Online nel 2003 (ora scomparso inspiegabilmente dal web) che racconta di uno di due Tupolev 160 con sette aviatori a bordo abbattuto da un missile sul Mar del Giappone mentre sorvegliavano le esercitazioni di un gruppo navale americano-nipponico.
    La data dell’abbattimento di uno di questi due Tupolev 160 che volavano in formazione fu il 27 giugno 1980, sei ore prima dell’incidente di Ustica. Si potrebbe cioè essere stati in un contesto di guerra fredda, una stilettata silenziosa come l’affondamento del sottomarino Kursk, seguita a una ”finta o mal interpretata” manovra di attacco dell’aereo sovietico come spesso avviene.

    • luca martinelli:

      Vero quello che dici. Dei testimoni videro cadere il Mig libico il 18 luglio, a Timpa delle Megere. Era disarmato e addirittura senza cariche esplosive per l’eiezione d’emergenza. Non prese fuoco perche’ era completamente a secco. Il pilota aveva disertato e cercava di raggiungere la vecchia base militare di S. Anna, in Calabria. Manco’ il primo approccio e tento’ il secondo, ma fini’ il carburante. La settimana prima il suo compagno di camera diserto’ e volo’ a Creta. La notizia contenuta nell’articolo di Nicoletta non ha nessun fondamento. Nessun Mig o altro caccia militare ha l’autonomia per volare dalla Libia al Tirreno e ritornare, ripeto “ritornare”, senza rifornimento in volo che i libici non potevano fare, perche’ non avevano nessun aereo cisterna. Nessun comandante di operazioni aeree si sognerebbe mai di non calcolare il ritorno dei propri aerei. Quindi quel Mig non c’entrava nulla con Ustica. Poi si deve spiegare senza arrampicarsi sui muri come si possa pianificare l’abbattimento di un aereo che sta volando su Malta (Gheddafi) mandando gli intercettori su Ustica, a centinaia di Km di distanza. inoltre, perche’ i caccia di scorta dovrebbero stare su Ustica mentre il loro Vip sta su Malta? che scorta è? Infine Gheddafi volava sempre senza scorta, nella sua paranoia di attentati. I voli erano tenuti segreti fino all’ultimo. Neppure i piloti (europei) sapevano la destinazione, che veniva comunicata sulla pista di rullaggio. se vuoi possiamo continuare a scambiarci i fatti e le opinioni. ciao

  • emme:

    ricordo un filmato che parlava delle ragazze violentate durante la seconda guerra mondiale dai soldati francesi (partecipati anche dalle truppe arabe non ricordo se marocchini o algerini…) e della pensione che ancora percepiscono dall’inps. ogni anno anno un gruppo di signori francesi ritornano nel nostro meridione per festeggiare l’anniversario della vittoria.
    intervistato uno di questi monsiueur, signori, viene stimolato al ricordo delle atrocita’ e lui , candidamente con tono risoluto e sbalordito, risponde: voi siete i perdenti….per noi donne e ricchezze erano il bottino di guerra!
    vive la france!

  • New.Mental.Order:

    “ambra 13″ è una rotta sulla quale gheddafi aveva il permesso di passare concesso dal governo italiano,cosa non gradita a francesi e americani

  • Eli:

    Conosco le cause di questo incidente da trent’anni.
    Per rivelazioni di un generale dell’areonautica.
    Ma in tribunale occorrono le prove.
    E per giunta pare che Gheddafi quella notte fosse in volo per Bonn su
    un aereo italiano prestato dal pres.del cons. CRAXI.
    Per questo doveva essere messo tutto a tacere…

    • luca martinelli:

      parliamone. anch’io ho la presunzione di sapere chi è stato. ma lasciamo perdere i tribunali. I vertici militari sanno tutto, ma tra Stati non si va in tribunale.

  • archimede:

    Esatto Eli, da Bonn doveva andare nella vecchia repubblica Cecoslovacchia per l’acquisto di armi , anche il Governo Tedesco era interessato a vendere armi alla Libia, in effetti negli ultimi anni ha venduto molte armi leggere alla Libia, guarda caso appena scoppiata la sommossa in Libia i Ribelli sapevano di già dove si trovavano le ultime armi che la Germania aveva venduto , le nuovissime G.36 della Heckler & Kock, anche missili anti Panzer” Milan 3″che furono venduti tramite la Francia, -

Lascia un Commento

Gianni Lannes
Corso Nuova Fotografia
Antonella Randazzo
FreePC
SCIE CHIMICHE