La prima obiezione che i benpensanti (che di solito sono anche buongustai) fanno è che ogni cultura ha le sue proprie norme dietetiche. Come ebrei e musulmani non mangiano maiale, gli indù non mangiano mucche e gli inglesi carne di cavallo, così vi sono popoli che mangiano di tutto, perché non hanno sviluppato norme etiche che pongano divieti di sorta. Se tale ragionamento è valido per ebrei, indù e musulmani, non è valido per i cristiani ai quali la religione non vieta di mangiare carne di cane, di gatto o di cavallo. Tanto è vero che in periodo di guerra, stando ai racconti dei nostri nonni, si mangiava ciò che capitava, compresa se necessario la carne umana.
Se noi occidentali ci rifiutiamo di mangiare carne di cane e gatto non è per motivi religiosi, ma per un tabù che si è venuto creando spontaneamente in virtù del fatto che quelle due specie sono entrate di prepotenza nella nostra sfera affettiva, uscendo dai ruoli meramente utilitaristici della guardia, della caccia e della gestione delle greggi o, nel caso del gatto, del controllo dei roditori. Tuttavia, al di là delle motivazioni, è vero che ogni cultura ha le sue norme in fatto di consuetudini alimentari. Le notizie che ci giungono dall’estremo oriente non sono per niente piacevoli:
Memori forse dei periodi di fame millenaria, alcuni paesi come la Cina, le Filippine, la Corea, la Thailandia e il Vietnam non si curano d’infrangere un tabù occidentale e macellano cani e gatti per uso alimentare. Si limitassero a macellarli senza farli soffrire, l’obiezione suesposta circa le peculiarità gastronomiche di ogni popolo sarebbe più forte, ma siccome non c’è limite al peggio i commercianti di carne di cane credono erroneamente che tormentando cani e gatti prima di ucciderli la carne diventi afrodisiaca. Un po’ come con il corno di rinoceronte, che secondo il parere di molti cinesi è utile in caso di disfunzioni sessuali maschili, in virtù della forma del corno stesso, mentre noi sappiamo che la sostanza cornea che compone i peli irrigiditi di cui il corno è fatto, non ha alcun potere sulle prestazioni sessuali umane. Tanto varrebbe che quei vecchietti cinesi desiderosi di fare sesso si mangiassero le unghie.
Con la presenza di adrenalina nelle fibre muscolari dei cani e dei gatti, tormentati prima di essere uccisi, si ottiene carne più tossica
del solito, altro che effetti afrodisiaci! Coloro che allevano, commerciano e macellano cani e gatti sono persone semplici che non hanno studiato e che all’ignoranza di fondo uniscono la cattiveria del voler a tutti i costi difendere il proprio operato. In un’ottica marxista, essi stanno difendendo il loro posto di lavoro dagli attacchi imperialisti di occidentali che non si fanno gli affari loro e che vogliono imporre le loro regole etiche a popoli come per esempio la Corea e il Vietnam, già attaccati pesantemente e militarmente nei decenni scorsi. Se, come immagino, questa è un’obiezione che circola presso i commercianti e i macellai indigeni di cani e gatti, posso anche capirla, dal momento che quei popoli sono stati sottoposti a propaganda comunista per molti anni e, come sono state demolite le chiese, così sono stati cancellati anche quei sentimenti di bontà naturale che forse albergavano pure nel fondo del loro animo.
Qui si apre una questione che esula dal tema, ovvero quali sono stati i danni del comunismo sulla psiche di milioni di cinesi e altri popoli dell’estremo oriente. Questa, come si capisce, è un’altra storia. Se, come temo, l’obiezione dell’arbitrarietà del voler imporre il nostro modo di vedere le cose, dovesse essere fatta da occidentali, blogger o semplici utenti, allora non potrei fare a meno di condannare totalmente il materialismo storico marxista, che si è tradotto in un’immensa presa in giro per l’umanità, per tacere dei milioni di morti che ha provocato. Il comunismo è stato un esperimento sanguinosissimo, che ha causato morti al suo interno e tra i suoi oppositori. Si è estinto in meno di un secolo (1917 – 1989) e non ha mantenuto le promesse che aveva fatto. In più ha prodotto esseri umani snaturati e svuotati d’ogni senso etico.
E’ una realtà che in Italia, al momento attuale, rumeni e albanesi, popolazioni ex comuniste, siano in cima alla lista di coloro che commettono crimini. E’ una realtà che la Cina sia attualmente il peggior paese capitalista al mondo. E’ una realtà che la Russia sia un paese dove i giornalisti indipendenti vengono uccisi, nonché la sede di una delle più spietate mafie esistenti. Che ci sia una relazione con la sistematica distruzione delle chiese e del sentimento religioso nella gente?
Durante la Rivoluzione Culturale cinese, giovani fanatici entravano in casa e gettavano a terra le bocce contenenti i pesci rossi perché considerati controrivoluzionari, nello stesso modo in cui in Afghanistan giovani fanatici picchiavano per strada le donne a loro dire troppo scoperte. A Mosca per molti anni tenere un cane da compagnia era considerata cosa controrivoluzionaria e i possessori di cani si contavano sulle dita di una mano. I pogrom dei cani randagi sono cominciati a Bucarest anni fa e sono stati compiuti a più riprese, grazie alle autorità municipali che pagavano un tot a cane, come da noi una volta si pagava un tot a vipera portata in Comune. Idem in Cina dove i cani, sia randagi che di proprietà, sono accusati di mangiare a sbafo e pertanto uccisi e inceneriti.
Se rumeni, moldavi e cinesi fanno periodiche stragi di cani, esattamente come avviene in Pakistan o in India, e tutti e tre sono paesi ex comunisti, può c’entrare qualcosa la loro passata ideologia? La religione cristiano-ortodossa di moldavi e rumeni come mai non è stata capace di arginare le bieche decisioni delle autorità di sterminare i cani randagi? Forse la loro religione ortodossa non è stata nient’altro che un simulacro vuoto, esteriore e privo di sostanza.
Secondo il mio punto di vista, dato che tutti fanno stragi di cani, che siano musulmani, cristiani o comunisti, altro non sono che
esseri umani appartenenti alla razza padrona, che ragionano secondo logiche antropocentriche. Le lotte sostenute per decenni tra capitalisti e comunisti, tra padronato e proletariato (o tra musulmani e crociati), non sono che artificiosi palliativi, esteriorità fittizia, inutile perdita di tempo e giochi voluti dall’élite mondialista, affinché i popoli si scannino l’un l’altro, e loro, gli Illuminati, possano gestire i conflitti a loro vantaggio.
Al limite, anche le dispute sul web non sono che perdita di tempo, una distrazione voluta dall’élite massonica per distogliere la nostra attenzione dai veri problemi. Il fatto è che nessuno di noi sa con precisione quali siano i veri problemi, e ciascuno cerca di imporre la sua visione delle cose. Io non ho la pretesa di dire che gli occidentali siano i migliori educatori al mondo in fatto di etica, soprattutto se penso che normalmente siamo rappresentati dai guerrafondai americani dispensatori di morte e democrazia. Ho invece la pretesa di dire che c’è una base etica comune a tutti gli uomini, un minimo comun denominatore, che mi rende convinto della bontà delle mie tesi, nel momento in cui dico che non solo i cani non dovrebbero essere mangiati, ma neanche gli altri animali. E se sono critico nei confronti dei vietnamiti e dei coreani, lo sono anche nei confronti di italiani e francesi. Nessuno escluso.
Se posso avanzare critiche nei confronti dei missionari cristiani che sono andati nel Terzo Mondo ad imporre il cristianesimo, devo anche ammettere che forse grazie a loro – anche a costo della vita – l’antropofagia è stata eliminata. Dunque, se è un male che l’animismo venga soppresso e sostituito dal cristianesimo, è un bene che il cannibalismo sia stato annullato, nello stesso modo in cui il petrolio ha ridotto il consumo di olio di balena per l’illuminazione stradale e le stecche di balena dei corpetti femminili sono state sostituite da busti di plastica o di altro materiale. In definitiva, la plastica ha salvato le balene. E si potrebbe continuare dicendo che le servitù militari, con i terreni espropriati e vietati al pubblico mediante vigilanza armata, hanno salvato molte specie di piante e uccelli nidificanti impedendo l’accesso ai privati. Se il militarismo è riprovevole, i terreni recintati dai militari sono diventati vere e proprie oasi faunistiche. Il fenomeno di cui sto parlando può essere rappresentato dal simbolo yin e yang, che fra l’altro è originario di quelle culture dove mangiano cani e gatti.
Ai benpensanti, che sono anche buongustai, e che vorrebbero lasciare le cose come stanno, evitando di criticare vietnamiti e cinesi per le loro abitudini alimentari, in nome di una preminenza dell’essere umano sulle altre bestie, vorrei far notare che allora, nello stesso modo, dovremmo lasciare che i nigeriani che vengono in Europa pratichino l’escissione del clitoride e delle piccone labbra alle loro bambine, dal momento che tale pratica, detta infibulazione, fa parte del patrimonio tradizionale della loro cultura. E invece, si dà il caso che un tribunale francese abbia condannato due genitori dell’Africa occidentale rei di aver mutilato la propria figlia. E io, francamente, sono d’accordo.
Tuttavia, ci sono anche occidentali che, più diplomaticamente, vorrebbero rendere disponibili cure mediche a quei genitori africani intenzionati a rispettare la loro tradizione, in modo che essi non debbano ricorrere a persone inesperte che utilizzino strumenti non sterilizzati. Vale a dire: facciamo fare l’aborto in clinica sennò le mammane faranno disastri, provocando molti decessi fra le donne gravide che vogliono abortire.
Qui bisogna mettersi d’accordo. Se la visione occidentale in merito all’infibulazione deve essere prevalente rispetto a quella africana, perché la visione occidentale del cane come compagno di vita e non come cibo non deve essere parimenti prevalente?
Se è giusto vietare l’infibulazione e l’aborto, perché reati contro la persona, sia essa minorenne o nascitura, non dovremmo vietare anche l’uccisione degli animali, perché reato contro la persona, in questo caso adulta e senziente?
Ma gli animali sono persone? Questo è il “punctum dolens” e a seconda della vostra risposta si deciderà tutta la questione.
Secondo Serge Latouche, l’Occidente, dopo aver conquistato l’intero pianeta, sta decadendo. Non si sa quanto tempo ci metterà ad estinguersi, ma se da un lato la sua scomparsa può avere effetti positivi, soprattutto in ambito economico per i paesi del Terzo Mondo, dall’altro si potrebbe avere una disgregazione delle conquiste di civiltà finora raggiunte. Un esempio palese è la macellazione indolore del bestiame, per la quale gli zoofili hanno combattuto per decenni. Permettendo ad ebrei e musulmani di macellare, in Italia, senza stordimento preventivo, si è aperta una breccia nel nostro sistema giuridico e si è concessa una deroga che potrebbe allargarsi man mano che altri musulmani raggiungeranno lo status di nuovi cittadini. Alla fine, anche l’obbligo dell’uso della pistola “umanitaria” sarà abrogato e, in fatto di macellazione, si tornerà al medioevo.
Se la scomparsa dell’Occidente è un fenomeno ineluttabile, nessuno ci garantisce che i paesi emergenti come Cina, India e Brasile renderanno migliore l’umanità di come ci abbiamo provato noi occidentali. Ho l’impressione che gli animali torneranno ad essere considerati oggetti e non persone, come avviene da millenni su tutto il globo, e i sentimenti di compassione che una minoranza di noi occidentali riesce a provare per essi saranno cancellati. Ciò avverrà o con la nostra estinzione naturale o per imposizione di legge, nel momento in cui le culture speciste di musulmani e cinesi diventeranno legge dello Stato italiano.
Spero di non essere ancora vivo per vedere l’avvento di tale nuova era, che poi tanto nuova non è, essendo una riproposizione dell’antico dominio dell’uomo sugli altri animali. Spero di non dover vivere in un paese che, in nome dell’ospitalità voltairiana, permetta alla sempre più numerosa comunità cinese di macellare cani e gatti. Vorrei che i buongus-thai dagli occhi a mandorla, insieme a tutti gli altri, scomparissero dalla faccia della Terra, ma, data la loro prolificità, sarà più probabile che scompaia prima io.





























L’articolo fa schifo. E’ approssimativo, confuso, assolutamente balzano nelle sue correlazioni/conclusioni. Falso nelle sue tesi. Si potrebbe definire precisamente con un aggettivo: ridicolo.
Il Duria ha scritto e sostenuto tesi infinitamente più ridicole di quelle riportate in questo articoletto, quindi alla fine non ci è andata neanche tanto male per gli standard infimi dell’ autore. Ma passo al punto:
prima o poi, spero più prima che poi diventerò vegetariano.
In questo almeno è utile, insomma quel che scrive fa schifo ma ha il merito di ricordarmi un “appuntamento”.
Non è nemmeno tanto il mangiar carne che mi infastidisce quanto la sofferenza alla quale sono sottoposti gli esseri non umani allevati come cibo per gli esseri umani e la consapevolezza che, almeno oggi, alle nostre latitudini non abbiamo nessun diritto di comportarci così con gli altri animali. La foto di quel tizio che tiene un gatto spellato sollevato mi ha fatto istintivamente girare verso la gattina che mi onora della sua amicizia e che in questo momento si trova accanto a me. M’infastidisce quell’ immagine e incominciano ad infastidirmi seriamente anche i polli ridotti in quelle condizioni.
Dovrò “chiaccherare un po’ con me stesso” e agire di conseguenza.
Mi piacerebbe nel periodo di transizione poter eliminare dalla mia dieta la carne animale non umana e sostituirla temporaneamente con quella umana, ma è proibito dalla legge.
In quel caso provate ad indovinare chi inviterei subito a cena ?
P.S.
Oddio “invitare a cena” forse è improprio, ma avete capito da chi inizierei vero ?
ho capito che non sopporti chi scrive ma, secondo me, sbagli: approvo l’articolo in tutto e per tutto e spero anch’io di fare la sua stessa fine prima dell’avvento descritto!
Le mie critiche sono rivolte esclusivamente all’ articolo non all’ articolista.
Se non fosse così dovrei cambiare il mio nick da ” scarso” a “scarso e messo male”.
Scrivo con il sorriso, prova a leggermi sorridendo anche tu.
P.S.
No, no, sei tu che sbagli guarda un po’ ahahaahhahaah
Concordo con quanto dice Roberto Duria, fin da bambino ho sempre avuto contatto con diversi animali domestici e ritengo che che loro, anche se non hanno un’anima immortale, un’anima comunque ce l’hanno e riescono a comunicare col nostro cervello piu’ di quanto non riusciamo noi che riteniamo di essere i piu’ intelligenti e i padroni del mondo. Da notizie lette su Internet apprendo che in Cina i condannati a morte vengono prima fatti a pezzettini per alimentare il traffico lucroso dei trapianti e i pezzi restanti vengono insaccati come salami di carne umana, questa è la loro “cultura”. Personalmente ho visto un cinese che abitava in un condominio accanto a casa mia che uccideva a coltellate una gallina sul balcone di casa e quando sono intervenuto è scappato in casa, meno male se no poteva finire male per entrambi.
Sull’anima immortale degli animali è una questione di come si vogliono vedere le cose. Noi, dal nostro punto di vista occidentale e antropocentrico, drammaticamente autoreferenziale, siamo portati a compatire creature che arbitrariamente crediamo non possano contare su un’anima immortale, convinti – almeno quelli che hanno una qualunque credenza religiosa – che invece per noi le cose stiano in modo ben diverso… ma secondo le tradizioni sciamaniche di tutto il mondo essi non ne hanno una semplicemente perché non gli serve, potendo contare, alla fine della propria esistenza terrena, sul ricongiungimento con il proprio Spirito Collettivo, la pura Essenza della propria Specie, l’Archetipo semprevivente che ognuno di essi ha provvisoriamente incarnato in questa realtà, quella sí veramente immortale. All’uomo questo non è dato, perché ha piú o meno volontariamente troncato i vincoli con la propria parte spirituale e con la Natura tutta perdendosi nel labirinto di specchî dell’Ego e dei suoi ingannevoli riflessi, e per compensare questa tragica perdita si è convinto di possedere – per diritto di nascita – un’anima immortale e rigorosamente individuale – coincidente, guarda caso, con la propria individualità terrena… – cui alla fine della vita spunteranno un bel paio d’ali che lo porteranno in uno dei tanti paradisi – molto terreni e assai poco “spirituali” – smerciati da una delle altrettante religioni essoteriche che hanno permesso fino ad ora a pochi “iniziati” di dividere e governare sui molti profani. Che ogni uomo possieda tale salvacondotto per l’Eternità non è affatto detto, e a ogni modo le cose non sono cosí semplici. Il discorso sarebbe lungo, ma molto lascia immaginare che ciò che comunemente si intende per “anima immortale” è una conquista lunga e faticosa di chi si ponga su una determinata Via di Conoscenza e non un diritto inalienabile di ciascuna persona, cui di essa – nel migliore dei casi – spetterebbe solo uno “spettrale” – è il caso di dirlo.. – e precario surrogato.
Saluti
Molto istruttivo, al riguardo, è l’episodio di South Park intitolato “Vaffanculo balene”.
Specialmente la scena finale.
Consiglio a tutti di vederlo.
Ezio, il medico greco Erofilo….
http://it.wikipedia.org/wiki/Erofilo
….si faceva consegnare i condannati a morte per praticare su di essi esperimenti cruenti.
Deduco che la Cina moderna e l’antica Grecia, entrambe culle di civiltà, sono anche in grado di agire in modo crudele e, dal nostro punto di vista, inammissibile.
Se è lecito parlare di scontro di civiltà (benché noi siamo figli anche di quella ellenica), questo fatto del mangiare cani e gatti è proprio un caso tipico di tale scontro.
Non so, alla fine, se prevarrà la cultura occidentale o se i cinesi sono destinati a diventare padroni del mondo sotto tutti gli aspetti. Chi vivrà vedrà.
Lupo n.N. non mi pare che l’articolo parlasse dell’anima degli animali. Comunque, per alcuni la radice etimologica della parola “animale” tradisce la presenza dell’anima.
Per la Bibbia, secondo l’interpretazione dei Testimoni di Geova, sia l’uomo che gli altri animali SONO anime, anziché AVERE l’anima. Gli sciamani dicono un’altra cosa ancora.
Non so chi abbia ragione, ma io mi accontenterei che i buongustai cinesi e degli altri paesi estremo orientali smettessero tale aberrazione.
Ciao e grazie a tutti.
Non so se può essere utile, togliere o aggiungere qualcosa alla discussione ma ho diversi clienti cinesi. Una in particolare mi ha mostrato con molto affetto le foto del suo amato cane e del suo amatissimo gatto, lo ha fatto quasi senza motivo, parlavamo del più e del meno.Probabilmente ne sentiva la mancanza. Non è stata l’unica esperienza in questo senso. Altri miei clienti cinesi hanno animali domestici e li amano. Non credo che trovino “normale” mangiarli.
La tipa in questione ne parlava davvero con amore e a quanto mi raccontava li tratta davvero bene. Avrei voluto chiedergli di più su alcuni usi e costumi ma ho preferito rimandare alla conclusione dell’ affare. Comunque dopo il pagamento mi riprometto di farlo ed aggiornarvi. Anch’io sono davvero curioso di sapere come vive le usanze di alcuni suoi connazionali.
La Cina è immensa e la sua cultura altrettanto. Convivono in essa infiniti usi e costumi.
Generalizzare senza conoscere è sbagliato, come lo è girarsi dall’ altra parte davanti a fatti concreti pur non conoscendone l’ entità.
Del resto , con le dovute proporzioni, anche noi abbiamo Vicenza e se non fosse perchè probabilmente potrebbero fare una fine anche peggiore dei gatti, li troveremo nel menu di molti ristoratori.
Freeanimals, leggo solo ora. Se tu fossi un po’ piú attento non ci sarebbe bisogno di precisazioni superflue come quella che mi vedo costretto a fare. Nel mio intervento non mi sono riferito al tuo articolo e non ti ho tirato in ballo – cosa che come sai, non mi astengo dal fare quando ne vedo i motivi – e se avessi prestato un minimo di attenzione, avresti visto che è incolonnato sotto l’intervento di Ezio, perché era lui ad aver parlato dell’anima. Ho preso spunto dal suo intervento per mettere in risalto come la concezione dell’animale “disgraziato” senz’anima sia frutto di una visione antropocentrica. Infatti gli sciamani, che antropocentrici non sono, raccontano un’altra storia. Spero sia chiaro.
Saluti
P.S. Ovviamente con la tua conclusione nella risposta a me sono pienamente d’accordo, ma chissà se può esserti chiaro anche questo…
Dimenticavo:
Certo che “animale” deriva da “anima”, è evidente. Ma l’anima di cui parla la Bibbia non c’entra niente con questo discorso, si tratta infatti dell’anima carnale – o nephesh, in ebraico – riconosciuta a tutti gli esseri viventi e che si dissolve insieme al corpo al momento della morte di questo, ed è proprio questo che si intende con “essere anime”. Se si è anime e si è mortali, significa che anche l’anima lo è. La Bibbia nega l’esistenza dell’anima immortale negli animali e neanche prende lontanamente in considerazione quella del loro Spirito Collettivo.
Saluti
L’articolo è deliberatamente confuso, inesatto e ripetutamente sconclusionato ad ogni capoverso. La disinvoltura con la quale l’autore sfiora un’infinità di problematiche del nostro universo, pur di arrivare alle conclusioni che si era prefisso, merita tre vocaboli in sequenza : patologicamente dogmatico-impositivo.
Ribattere a questo minestrone punto per punto, presupporrebbe una disponibilità in termini di tempo, paragonabile solo a quella disponibile all’autore. La presunzione di essere migliore di chi si nutre (anche) di carne di svariata provenienza animale, lo spinge ad augurarsi la scomparsa di questi Esseri “dalla faccia della Terra”.
Questa è “l’etica” del Duria, per il momento necessariamente contingentata e innocentemente fantasticata a danno di chi si nutre anche di animali a noi particolarmente cari.
Gli ISMI, vengono creati per ipnotizzare gli Esseri. Li vogliono inconsapevoli e con corpi deboli. Come se non bastassero le diuturne irrorazioni aeree con scie chimiche, inalate dai corpi degli umani e dagli animali. Ingrediente tragico e dimenticato. Poveri animali.
Il minestrone ovviamente non è casuale. Il Duria ci sta anticipando il futuro dei nostri corpi e di come DOVREMO adeguare “eticamente” i regimi nutrizionali a direttive predisposte dagli stessi che favoriscono lo sradicamento e l’arrivo in occidente dei gruppi etnici che l’autore vorrebbe far sparire, perché non mangiano solo frutta, erbe crude e semi.
Una prova che Stampa Libera è libera a tutti, sta nel fatto che anche il Duria può scrivere articoli come questo.
Il tuo “amico” si lamenta che non entri nel merito, INCREDIBILE proprio lui !!!!
Lui che evita come la peste tutte le questioni dove bisogna farlo.
Forse credeva che la tua affermazione: “Ribattere a questo minestrone punto per punto, presupporrebbe una disponibilità in termini di tempo, paragonabile solo a quella disponibile all’autore. ” fosse solo una battuta mentre non lo è. Non lo è affatto.
Anch’io ho pensato la stessa cosa.
Comunque è sufficiente rispedire al mittente la richiesta, dato che è lui che ha scritto
l’ articolo dimostri lui con la sostanza le sue argomentazioni.
E’ così che funziona nel pensiero scientifico, è così che funziona il pensiero filosofico.
E’ impossibile smontare un minestrone senza logica, senza bibliografia, senza spiegazioni, senza prove, senza bibliografia e comunque chi ha il tempo di farlo?
Pietro Paolo, se è come dici allora dobbiamo ringraziare Lino Bottaro che mi dà la possibilità di scrivere questo genere di articoli.
Tuttavia, non credere di essere esente da ideologia del tipo a cui ti riferisci (ISMI). Forse la tua è ancora più potente e antica (e subdola): si chiama specismo. O antropocentrismo, se preferisci.
Comunque, mi piacerebbe che tu entrassi nel merito portandomi qualche esempio di ciò che definisci ragionamento “sconclusionato”. In tal caso potrei controbattere.
Intanto, se posso portarmi avanti col lavoro, ti posso dire che se il NWO dovesse imporre il vegetarismo a tutti i 500 milioni di esseri umani superstiti, io ci metterei la firma!
Ti basta come provocazione?
Wow! Thank you! I cltstannoy wanted to write on my website something like that. Can I include a portion of your post to my blog?
carissimo Roberto ,
in questi giorni ho sentito che han voglia da fondare IL PARTITO FORZA GNOCCA !!!———————– era da secoli che l’aspettavo appena aprono le iscrizioni mi metto in fila per prendermi la tessera numero uno !!!!
ciao a tutti……..
bepy
Lupo n.n. mi devi scusare! Un po’ per la fretta di rispondere e un po’ per gli interventi messi dal computer nei posti più impensati, a volte mi capita di non capire chi risponde a chi. Buona norma sarebbe che di fronte a ogni intervento venga messo il nick name del destinatario (non mi sto riferendo a te in particolare).
Grazie comunque e a risentirci a presto.
Ciao
P.S.
Non sono sicuro che ciò che dice la Bibbia dell’anima degli animali – o delle anime in genere – sia la cosa più giusta. Meno che mai posso dare ascolto agli sciamani. Secondo me le scienze naturali laiche e prive di orpelli religiosi sono la strada maestra da seguire. Come metodo. Peccato che siano infestate da troppi materialisti che cadono nell’errore opposto: la sicumera e l’arroganza, ma soprattutto nella stessa visione antropocentrica dei religiosi e dei mistici in generale.
Un saluto
@Freeanimals: scusa per il ritardo. Il mio citare la Bibbia non era comunque da intendersi come un avallo a quel particolare punto di vista sull’anima animale. L’ho fatto per riprendere quanto da te a tua volta citato. Quello che è il mio sentire al riguardo credo di averlo espresso chiaramente. Sugli sciamani mi permetto di dire che sbagli a negar loro qualunque considerazione in una chiusura che sa molto di preconcetto e poco di conosciuto. Poche discipline – spirituali e no – al mondo possono contare sullo stesso grado di operatività; gli sciamani non fanno filosofia né “mistica” ma esperienza pratica diretta, da cui, a volte, possono anche togliersi lo sfizio di ricavare un sistema che ordini razionalmente le conoscenze da essi direttamente acquisite, ma senza che questo divenga prioritario rispetto all’esperienza diretta, come avviene nelle accademie occidentali. Di “orpelli” nella loro visione del mondo non ne troverai neanche l’ombra. Quanto alle scienze “laiche” – io dico “profane” – pretendere che non siano materialiste è una contraddizione in termini; la scenza – per quanto mi riguarda la “i” è caduta da tempo… – profana è materialista per definizione, e non può essere altrimenti dal momento che pretende di spiegare il mondo a partire dalla materia senza capire – o senza voler considerare… – che il visibile poggia sull’Invisibile e il materiale sull’Immateriale… è sicuramente la “via maestra”… per perdere definitivamente il contatto con la vera Realtà che sottende la Manifestazione, di cui ormai l’uomo non ha piú alcun sentore cosciente.
Un saluto
Lupo, coloro che uccidono l’orso in Giappone e le capre in Kafiristan, in questo articolo:
http://www.stampalibera.com/?p=31799
…..sono sciamani. E come posso io provare simpatia per “uomini della medicina” che riservano ai miei fratelli animali un simile trattamento?
Odio sia i sacerdoti delle grandi religioni, sia quelli delle piccole religioni. Per me non fa differenza.
Tuttavia, se si riesce a passare sopra a questo piccolo particolare, posso immaginare che lo sciamanesimo abbia il suo fascino. Anch’io sono interessato all’argomento e finora ho letto un libro di Elemire Zolla e uno di Carlos Castaneda. Non ho ancora letto “A scuola dallo sciamano”, che è il suo più famoso, ma prima o poi lo farò.
E’ un po’ poco per capirci qualcosa, ma spero col tempo di porvi rimedio.
Ciao e grazie.
Mi spiace che tu affronti ogni discussione del genere da un piano puramente emotivo; non si stava parlando della “simpatia” che puoi piú o meno provare nei confronti degli sciamani ma della validità dei loro metodi conoscitivi. Una questione puramente pragmatica, quindi. Ti ho parlato della attitudine prettamente operativa del loro agire in risposta al tuo parlare di “orpelli religiosi”, cosa c’entri in questo la simpatia davvero non lo capisco. Inoltre, non puoi pensare che quelle tradizioni residuali di popolazioni ampiamente contaminate dalla civiltà, sebbene a un grado inferiore rispetto all’Occidente, possano essere assunte quali pietra di paragone significativa di un modo di porsi nei confronti del mondo che apparteneneva all’umanità primordiale tutta. Quelle uccisioni di cui parli nel tuo articolo – che peraltro avevo già letto – non hanno piú nulla a che fare con un atteggiamento puro nei confronti della Natura, in particolar modo la crudelissima uccisione degli orsi in Giappone. Personalmente a me fa ribrezzo qualunque uccisione animale ma non posso per questo ignorare che tradizioni che pure praticavano la caccia quale fonte di sopravvivenza, abbiano potuto raggiungere conoscenze ben piú aderenti alla reale natura del mondo di quanto abbiamo fatto noi con tutta la nostra tecnica.
In ogni caso, lo spirito con cui si cacciava era ben diverso:
“Tra uomini e animali sussistono legami di quasi fraternità, ricordo della loro origine comune. Il fatto che gli uni si cibino degli altri non costituisce un ostacolo rilevante; è importante soltanto che la selvaggina “ami” il cacciatore, e allora gli si offrirà spontaneamente. Se l’uccisione avviene in modo regolare e il rituale successivo è osservato, la vittima non ha nulla di cui lamentarsi e la sua morte non sarà che un episodio nella catena delle sue future rinascite”. Il Tamburo dello Sciamano – Evelyn Lot-Falk
Quanto a Castaneda, con “A scuola dallo sciamano” – pessimo adattamento italiano di “Teachings of Don Juan”, temo che ti sarà di ben poco aiuto, visto che può essere piú fuorviante che altro rispetto al nucleo essenziale degli insegnamenti reali. Soprattutto la seconda parte, non è altro che una caterva di elucubrazioni razionalistiche dell’aspirante antropologo che Castaneda allora era, imbevute di sofismi accademici. Ma temo che tu probabilmente troveresti interessante solo quella…
Sono altri i testi di Castaneda che possono far comprendere meglio la materia che si trovò ad esperire: Una realtà separata, Viaggio a Ixtlàn e L’isola del Tonal, tanto per cominciare.
Alla prossima
Io posso pure comprenderti, non mi costa nulla. Non sarebbe male, però, se anche tu ogni tanto riuscissi a comprendere ciò che dicono gli altri. Francamente anche la mia pazienza di dover ogni volta spiegarti quel che ho già detto è in via di esaurimento. Continui a tirare in ballo la simpatia e la predilezione personale quando non c’entrano un bel niente con il discorso da cui siamo partiti, cioè – te lo ricordo ancora una volta in un disperato tentativo che so già fallace di infonderti un barlume di serena lucidità – la validità dei metodi sciamanici per trarre un sistema di conoscenze concrete e non vaneggiamenti filosofici, e a questo si riferiva il mio appunto alla tua eccessiva emotività – del resto pienamente confermata anche in questa tua risposta vagamente isterica – non certo al fatto che gli animali non debbano essere torturati dall’uomo. Come sempre tenti di mettere in bocca al tuo interlocutore cose che non ha mai detto, in un modo che risulti funzionale alle tue pregiudiziali ideologiche; non dubito che a modo tuo tu lo faccia in perfetta buona fede e senza una reale consapevolezza, però lo fai.
>ma ti rendi conto di cosa stai dicendo? Questa è pura mistificazione!
Questo è il punto; TU la reputi mistificazione perché non sei capace di concepire altro che non sia basato sui tuoi pregiudizi fondati sulla concezione modernista della realtà fatta di razionalismo scientista e gretto materialismo, e sulla base di questo tranci i tuoi giudizi inappellabili. Non ti sfiora neanche il dubbio che un tempo certe cose potessero realmente corrispondere a un profondo sentire umano – e per come la vedo io non in maniera unilaterale – ma dài volentieri per scontato che fossero solo la primordiale manifestazione del cinismo dell’umanità. Invece io sono convinto del contrario nonostante avrei di gran lunga preferito che l’uomo giammai si avventurasse sulla strada del carnivorismo e continuasse a nutrirsi di quegli alimenti che piú di tutti gli assicurano benessere e armonia, interiore ed esteriore, con i suoi simili e le altre creature. Carnivorismo, peraltro, che tu stesso hai in qualche modo giustificato parlando in qualche tuo articolo di “sporadico ricorso alle proteine animali”. E allora, dove sta la tua coerenza? Perché ti sdegni tanto se ti si fa notare che un tempo la prospettiva interiore con cui l’uomo si poneva nei confronti della Natura era senz’altro piú pura rispetto a oggi, nonostante contemplasse la caccia eseguita in modo rituale, quando poi arrivi ad ammettere, per mero opportunismo alimentare, che un po’ di proteine animali ogni tanto ci potevano pure stare..? Io dico che non avrebbero dovuto esserci, e che se cosí fosse stato, forse oggi il mondo sarebbe migliore. Ma non per questo disprezzo o disconosco le conoscenze acquisite da tradizioni pre-storiche che ancora non avevano del tutto rescisso i legami con la Natura. Tu invece ti fai obnubilare da frasi come quella che hai controcitato – che caso mai non te ne fossi accorto è presa da un testo di sciamanesimo e rendeva conto dell’atteggiamento abissalmente diverso da quello degli attuali cacciatori “sportivi” – nel tentativo di legittimare le tue posizioni preconcette senza preoccuparti minimamente di essere obiettivo e intellettualmente onesto, concetti a te del tutto alieni.
Qui sta la differenza tra un atteggiamento pragmatico, e uno meramente emotivo nonché contraddittorio.
Saluti
Citazione:
“è importante soltanto che la selvaggina “ami” il cacciatore”
Lupo, ma ti rendi conto di cosa stai dicendo? Questa è pura mistificazione!
E poi, non penso che la mia sia una reazione emotiva. Quando qualcuno mette sul tavolo della discussione i diritti degli animali, c’è sempre qualcun altro che lo accusa di essere sentimentale, o emotivo, come nel tuo caso.
Che si tratti di cacciatori o vivisettori, sempre fanno riferimento a una presunta emotività o a un ipotetico sentimentalismo degli animalisti, mentre io ti posso dire a mente fredda e con piena cognizione di causa che uccidere un animale umano o non umano è sempre e comunque sbagliato. L’emotività non c’entra un accidente!
Altrimenti, diciamolo chiaramente che il Quinto Comandamento è emotivo e Mosè avrebbe dovuto darsi una calmata, sedersi a ragionare e non dare ascolto all’emotività.
Che lo sciamanesimo faccia parte dell’infanzia dell’uomo non me lo rende, per questo, simpatico. Se Dio esistesse lo ringrazierei del fatto che lo sciamanesimo è in via d’estinzione, come anche il cannibalisno, a giudicare dalla notizia di oggi in cui un velista tedesco probabilmente è stato divorato dagli antropofagi nelle isole Marchesi.
Chissà se c’era uno sciamano presente, a fare i suoi riti, mentre il tedesco veniva ucciso e fatto a pezzi?
Conosco abbastanza bene i malgasci, essendo che da 5 anni vado in Madagascar e i loro stregoni mi possono essere simpatici quando fregano soldi ai clienti come fanno le fattucchiere in Italia con gente ingenua e credulona, ma mi sono meno simpatici quando per fare i loro stupidi rituali sgozzano capre o zebù.
Il contesto sociale in cui operano li accetta perché è omogeneo al loro modo di pensare, tanto è vero che (il seguente link me l’hanno mandato oggi) le autorità corrotte e primitive stanno attuando misure di uccisione di massa dei cani randagi, come fanno abitualmente cinesi, rumeni e moldavi. Tutta gentaglia che vedrei volentieri sprofondare all’inferno.
Compresi i loro sciamani del…..(snip)!
Ciao e scusa se non ho più pazienza su questi argomenti.
Ti prego di comprendermi.
http://www.lexpressmada.com/mahajabga-madagascar/28402-abattage-8200-de-8200-chiens-8200-errants.html
Lupo, da una parte mi accusi di emotività e dall’altra “di razionalismo scientista e gretto materialismo”. Sono conciliabili le due cose?
Non mi considero materialista per il semplice motivo che credo in una specie di fratellanza tra noi umani e gli altri animali, a differenza dei tuoi amici sciamani che secondo te erano in armonia con la natura e, per questa ragione, non si astenevano dall’uccidere gli animali nei loro rituali. Se avessero considerato anche l’uccisione di esseri umani – e magari lo hanno fatto – in armonia con la natura, verresti tu ora, qui, a difendere lo sciamanesimo? Cioè a difendere l’indifendibile?
E invece, per tua fortuna, gli sciamani si sono limitati a sacrificare gli animali, considerando solo ciò come uno stato di armonia con la natura. Per me questo si chiama antropocentrismo, che ritrovo nelle religioni giudaico-cristiane, nell’induismo, nell’islamismo e nel buddismo, con variazioni più o meno vistose tra l’una religione e l’altra.
Per me, e per l’animale sacrificato, non fa differenza che il coltello lo tenga in mano un rabbino ebreo, un sacerdote pagano o un druido celta. Sono tutti specisti, incancreniti e ostinati.
Se dipendesse da me li metterei tutti nello stesso calderone, a bollire a fuoco lento, insieme ai loro “nonni” sciamani.
Mi pare di capire che mi accusi di fanatismo e di non esser capace di comprendere le tue parole. Io potrei rivolgerti, in maniera speculare, la stessa identica accusa. E allora, come ne usciamo? C’è un criterio indipendente e obiettivo che ci permetta l’un l’altro di comprenderci?
Per quanto mi riguarda, ribadisco che sono contrario all’uccisione degli animali, anche compiuta dagli ultimi epigoni di quel fenomeno chiamato sciamanesimo. Mi dispiace ma non posso transigere da questo assunto e se devo passare per fanatico ostinato, pazienza.
Un saluto.
>da una parte mi accusi di emotività e dall’altra “di razionalismo scientista e gretto materialismo”. Sono conciliabili le due cose?
Quest’obiezione la trovo insensata. Ci sono due aspetti evidenti nel tuo modo di porti in una discussione: uno è l’emotività con cui agisci e re-agisci; l’altro è il retroterra culturale cui ti riferisci per interpretare la realtà, che è – per tua stessa ammissione due interventi piú sopra – quello della scienza “laica”. Quale sarebbe l’inconciliabilità tra l’essere emotivi e riferirsi a modelli culturali razionalistici? Anzi, spesso sono proprio le persone piú emotive a cercare un terreno che gli appaia saldo per sentirsi – illusoriamente – piú sicure…
>Non mi considero materialista per il semplice motivo che credo in una specie di fratellanza tra noi umani e gli altri animali, a differenza dei tuoi amici sciamani che secondo te erano in armonia con la natura
Ti sfugge il piccolo particolare che erano proprio le società sciamaniche a parlare di fratellanza tra gli uomini e gli altri animali e che questo non è stato piú fatto a partire già dalla prima civilizzazione, che invece gli animali li ha reificati. Quel “secondo te”, poi, la dice lunga sul tuo modo di concepire la cosa, in totale balía della soggettivizzazione. La mia opinione conta zero, che quelle società fossero in armonia con la Natura è un fatto, non un’opinione. Tacciare gli sciamani di antropocentrismo è la corbelleria piú grande che potessi dire in proposito. Se conoscessi – e per conoscere non intendo “leggere” o “sentir dire” – mezza virgola di sciamanesimo parrebbe evidente persino a te, ma questo ti è impossibile per un tuo rifiuto aprioristico piú volte manifestato in questi tuoi pochi interventi.
>Se avessero considerato anche l’uccisione di esseri umani – e magari lo hanno fatto – in armonia con la natura, verresti tu ora, qui, a difendere lo sciamanesimo? Cioè a difendere l’indifendibile?
Tu sai benissimo che il cannibalismo è esistito, ne hai parlato anche in un post recente. Adesso ti scandalizzerò, però è bene che tu sappia che anche il cannibalismo originario non era affatto dettato da abiezione morale, come il tuo sistema di credenze “laiche”, “umanitarie” e “politicorrette” (neologismo mio) ti porta inevitabilmente a concludere, e che le vittime sacrificali (umane) nelle società primordiali erano consenzienti. Quindi sí, anche quello era considerato in armonia con la vita. E adesso di’ pure che non vedo l’ora di banchettare con carne umana, poiché ritengo che questa sarà l’unica conclusione “sensata” che riuscirai a tirare…
>Mi pare di capire che mi accusi di fanatismo e di non esser capace di comprendere le tue parole. Io potrei rivolgerti, in maniera speculare, la stessa identica accusa.
Vorrei proprio vedere come faresti. Io ho capito benissimo quello che dici, per questo lo contesto in maniera circostanziata e non sulla base di preconcetti ideologici come invece fai tu, che proprio a cagione di questi, sei costituzionalmente impossibilitato a comprendere un’ottica diversa dalla tua, semplicemente perché al momento la tua complessione psico-attitudinale – diciamo cosí – non ti mette in grado di concepirla.
Noto come neanche stavolta tu sia entrato nel merito delle obiezioni rivòlteti ma ti sia limitato a ribadire dischi rotti già ampiamente “rigati”, trincerandoti dietro le tue barricate positivistiche, piene di categorizzazioni preconcette e stantie.
Quello che non hai capito – e che probabilmente mai capirai – è che anch’io sono contrario all’uccisione di QUALUNQUE animale da parte dell’uomo, ma che a differenza tua ho abbandonato i paraocchi che impediscono di comprendere senza giudicare, posto che nell’altro si sappia riconoscere un atteggiamento puro non contaminato da secondi fini opportunistici.
Saluti
Sapevo che molti indigeni erano consenzienti e che si offrivano di essere mangiati, ma questo non mi rende lo sciamanesimo più simpatico. Da un lato è bene che esso stia scomparendo, dall’altro è un male perché è stato sostituito da altre forme di superstizione, ancora peggiori dal punto di vista degli animali.
Vedo che impieghi la maggior parte delle tue energie a giudicarmi e la cosa mi mette a disagio. D’altra parte, non posso impedirtelo, ma assomiglia troppo agli attacchi “ad personam”, scorretti. Mi sembri un po’ spocchioso, ma te lo dico senza intenzione di offenderti. Nei tuoi interventi sei libero di usare il registro che preferisci. Ci mancherebbe.
Tuttavia, anche a costo di apparirti rigido e irremovibile, lo sciamanesimo mi fa ribrezzo, come la religione in genere e tutte le altre forme di mistificazioni elaborate e consolidate nei secoli. E’ del tutto inutile che gli sciamani si dichiarino in armonia con la natura se poi uccidono o fanno uccidere animali in sacrificio agli Dei o agli Spiriti. All’animale che sta per essere sacrificato interessa vivere. Il resto solo solo chiacchiere di uomini della medicina esaltati e drogati.
Se mi consenti un giudizio su di te – in amicizia – ti dirò che mi sembri come gli studiosi di lingue estinte: sanscrito, etrusco e greco antico. Belle cose, interessanti, ma che lasciano il tempo che trovano.
Ciao
Evidentemente non ti rendi conto che accusando me di giudicarti – dove?, in quale passo?, cita, per cortesia, a me viene in mente un unico giudizio espresso: quello sulla tua buonafede; ma vuoi vedere che abbia preso una cantonata..? – stai in realtà parlando di te stesso, poiché non hai fatto altro, e su cose che manifestamente non conosci, in quest’articolo e relativa discussione, solo per rimanere all’argomento in questione. A meno che per te frasi come “questa è pura mistificazione!” – riferito al sentire dei popoli pre-storici nei confronti degli animali – “Il resto sono solo chiacchiere di uomini della medicina esaltati e drogati” (ipse dixit!), o parlare sic et simpliciter di “superstizione” riferendoti a tutte le forme ancestrali di conoscenza senza probabilmente sapere nemmeno che cosa significa VERAMENTE la parola superstizione nella cui stessa etimologia è insita la smentita della tua affermazione, costituiscano espressioni “non giudicanti”… Io, ogni volta, ho valutato esclusivamente il tuo scritto e le tue repliche nel merito – prova a dimostrare il contrario, se puoi – e quelli ho criticato sulla base delle mie personali inclinazioni e conoscenze, senza permettermi gli attacchi “ad personam” di cui farnetichi tu, e che tu stesso invece, ora ti sei sentito in diritto di poter fare con me dopo esserti autorizzato da solo sulla base dei tuoi sproloqui autoreferenziali. Ho parlato esplicitamente del “tuo modo di porti” nei cui riguardi ho mosso critiche che ho ampiamente spiegato; se tu poi ti identifichi a tal punto con il tuo modo di porti in quanto “redattore di articoli” tanto da non riuscire a scinderlo dalla totalità di te stesso ed interpretare qualunque appunto verso di esso come un “attacco ad personam”, be’, permetterai, sarà un problema tuo di cui non puoi far carico agli altri. Non ti saresti dovuto consentire di dire che da me hai subíto scorrettezze, perché non ho mai mancato di farti sapere dove, come e perché contestavo quello che scrivi. Forse non hai un’idea ben precisa di cosa si intenda per scorrettezza, ma anche di questo devi curarti tu. Dire che i tuoi giudizî manifestamente superficiali e gratuitamente tranchant sullo sciamanesimo o su una qualsiasi altra parte dello scibile umano che non ti aggrada siano dettati da valutazioni emotive, è la constatazione di un tuo palese atteggiamento – e anche qui non mi sono risparmiato di spiegare perché, ma, stranamente, non ho ancora potuto avere da te una replica nel merito, chissà come mai..? – non un giudizio inappellabile sulla tua persona, che non conosco e che quindi non sarei neanche in grado di dare, posto che ne potessi mai essere tentato. D’altra parte non puoi pretendere di scrivere su un blog pubblico dove ognuno è libero – nei limiti del rispetto altrui e della buona creanza – di esprimere le proprie opinioni sugli articoli postati, e nello stesso tempo di non ricevere critiche su quanto scrivi soprattutto se ti poni nelle condizioni “migliori” per riceverne, dando prova di pregiudizî, affermazioni apodittiche suffragate da niente, chiusura mentale e fanatismo dogmatico, come già notato da qualcun altro. Tu hai spostato l’intera discussione da un fatto puramente di merito – la validità del “sistema” di conoscenze dei popoli pre-civilizzati – a uno di mera predilezione personale, leggi alla voce “simpatia”. Se non fosse che ancora voglio sperare che tu non sappia veramente trattenerti dal lasciarti guidare esclusivamente dall’emotività mi verrebbe quasi di pensare che dietro c’è una sistematica volontà di “buttarla in caciara”, come si dice dalle mie parti, allo scopo di far smarrire lungo la strada il senso dell’intera discussione e non dover cosí affrontare un confronto nel merito, per il quale temo che il puro ideologismo sia insufficiente. Il paragone, poi, tra sciamanesimo e lingue morte, lo prendo per l’ennesima dimostrazione di prevenzione aprioristica fondata sul materialismo scientista; il linguaggio naturale vivrà fin quando vi sarà questo mondo, che poi l’uomo sappia ricordarne o meno le “parole” non lo scalfirà minimamente; e di questo si occupavano gli sciamani. Se per te questo lascia il tempo che trova, libero di pensarlo.
Saluti
Lupo, mi pare che le tue conoscenze in merito allo sciamanesimo siano di tipo libresco. Magari sei stato in Amazzonia, a contatto diretto con gli uomini della medicina, ma finché non sentirò una tua affermazione diretta in tal senso, penserò che tu ti sia…..innamorato dello sciamanesimo studiando su testi cartacei.
Hai mai avuto a che fare con gente pre-civilizzata? Io sì, in Madagascar e le cose che ho visto non mi sono piaciute. Uno zio di mia moglie malgascia, originaria di Tulear, è “ombiasy”, stregone. L’ho visto all’opera, anche se non ero presente quando ha sgozzato una gallina per chiedere l’intercessione di “Zanahary”, Dio.
So però di altri stregoni che sgozzano capre e zebù, sempre allo scopo di chiedere i favori di Dio. Tutto questo, spillando denaro ai clienti, cioè facendo la stessa cosa che la Chiesa Cattolica ha fatto per secoli con le Indulgenze e le Decime.
La differenza è che la Chiesa ha smesso di sacrificare animali sugli altari, mentre i tuoi amici stregoni fanno di ogni pietra un altare e spargono sangue innocente.
Capisco che tu sia innamorato dell’idea di sciamanesimo, e mi dispiace di parlar male dell’oggetto del tuo amore, ma non posso fare a meno di condannare le pratiche sciamaniche, anche se i seguaci devoti come te cercano di addolcire la pillola con discorsi tipo armonia e rispetto verso la natura.
Io, evidentemente, ho un concetto diverso di armonia e rispetto verso la natura. E mi dispiace che tra noi due ci sia una tale incompatibilità di vedute, perché non sono immune dal fascino del buon selvaggio e della vita all’aria aperta.
Per fortuna la preistoria è finita. O no?
Devo contraddirti, la conoscenza libresca credo l’abbia tu, visto che per tua stessa ammissione hai letto solo due libri. Il semplice aver contatti con popolazioni oggi residuali e decadute non porta a nulla tantopiú se poi si mantiene la mente chiusa. Concordo sull’attuale totale e crudele gratuità dei sacrifici animali, quelli sí rimasti come vere “superstizioni”, nel vero senso del termine. Sí, ho avuto contatti diretti con uno sciamano Shuar, o Jíbaro che dir si voglia, ma ti rassicuro, sacrifici animali non ne pratico né lo farei mai, né lui lo fa. Questo per dirti che in questo campo sono lontano dalla mera astrazione. Se poi vuoi pensarla diversamente, nessuno te lo impedisce. Non si tratta, comunque, dell’oltraggio all’”oggetto del mio amore”, come dici tu, ma di sentir parlare in termini di sostanziale ignoranza – senza offesa, intendo dire di cose che ignori – con accenti cosí drastici e perentorî che ritengo – sempre per quell’onestà intellettuale di cui sopra – non dovresti permetterti alla luce della tua prevenzione ideologica e della conseguente impossibilità a comprendere lo spirito di ciò su cui sentenzî con tanta superficialità. Quanto alla preistoria, certamente tu la intendi in modo molto diverso da come la intendo io; per te, in quel periodo goffi scimmioni scesero dagli alberi e miracolosamente acquisirono sembianze umane, rifugiandosi nelle caverne e iniziando la loro epopea di sanguinosa conquista del mondo; per me, quella che viene comunemente chiamata cosí, è semmai una “inter-storia”, poiché la so essere stata nient’altro che un intermezzo di regressione tra la fine del precedente Ciclo Umano e quello attuale. Se sia bene o meno che sia finita, la considero una questione oziosa; ciò che viviamo oggi per molti versi è ben peggiore. E ancora il peggio deve arrivare, temo. In ogni caso è finita perché doveva, lo stesso motivo per cui era iniziata, la predilezione del singolo non ha alcuna rilevanza.
Saluti
Oggi ho riletto l’introduzione di Elemire Zolla al suo libro “I letterati e lo sciamano” e sto pensando di scrivere un articolo. Non posso rileggermi tutto il libro e quindi mi limiterò a raccontare le gesta dello zio di mia moglie, stregone a Tulear, nel sud del Madagascar.
Se però è come tu dici, che cioè i veri sciamani non uccidono gli animali, dovrò ricredermi su quanto finora da me sostenuto e sarò ben felice di farlo.
Se sei d’accordo continueremo la discussione sul nuovo articolo, che devo ancora cominciare, così da poter coinvolgere anche altri lettori e sentire la loro opinione. Altrimenti il nostro dibattito a due potrebbe non avere vie d’uscita, dato che mi riesce difficile credere che lo sciamanesimo non sacrifichi animali, se penso agli sciamani Ainu dell’isola di Hokkaido e a quelli siberiani che prevedevano l’uccisione della tigre con un semplice pugnale, come rito d’iniziazione. Ma su quest’ultimo assunto lo sciamanesimo siberiano potrebbe non c’entrare per nulla.
Intanto ti ringrazio per la discussione fin qui sostenuta e ti rimando al mio prossimo articolo.
Un saluto.
Freeanimals
P.S.
Su LuogoComune tempo fa ho avuto una discussione con un satanista che negava l’uccisione di animaletti tipo rospi e pipistrelli da parte di streghe e stregoni. Non so perché ma tu, con la tua difesa ad oltranza dello sciamanesimo, mi ricordi lui.
Lo sciamanesimo non è un blocco granitico e indistinto come sembri intenderlo tu, è semplicemente la definizione generica di qualsiasi tradizione naturale sviluppata da popolazioni pre-civilizzate, e non ne esistono due varietà identiche. Esistevano popolazioni che praticavano sacrifici cruenti e altre che li officiavano in maniera incruenta, non si può appiattire ogni cosa su facili luoghi comuni. Chiudo questa discussione soffermandomi sulla disonestà intellettuale di cui hai pensato bene di dar ulteriore prova, con il tuo post scriptum velenoso in cui accosti le mie parole a quelle di un satanista, e questo dopo aver mantenuto un tono falsamente conciliante per tutta la tua replica, forse solo per meglio sferrare la stilettata finale. Accecato come sei dalla tua tara ideologica, non ti sei neanche accorto che io non ho mai negato le uccisioni animali tout-court, citando anzi lo stralcio di un testo dove si afferma l’esatto contrario, quello che ti ha fatto gridare alla “mistificazione!”. La bassezza del tuo ultimo intervento si commenta da sé, non ho bisogno di aggiungere altro.
Prendo atto della tua ritirata strategica, Lupo, ma l’articolo che avevo preannunciato è già iniziato e uscirà a breve.
Dunque, ammetti che alcuni sciamani uccidevano animali in sacrificio, mentre altri facevano solo finta: bene! Sai che bella differenza per l’animale ucciso!
E quindi devo dedurre cha hai cercato di difendere l’indifendibile, cioè di addolcire la pillola, e lo stereotipo dello sciamano che fa anche ricorso ai sacrifici è corretto. Non mi ero sbagliato.
Constato che anche tu come il satanista di LuogoComune tendi al fanatismo e hai la coda di paglia. Anche lui era permaloso.
Ma uno ancora più permaloso era un pugliese steineriano, che non ammetteva critiche nei confronti di Steiner, il suo idolo, come tu non ammetti critiche nei confronti dello sciamanesimo.
Va bene, se vuoi ci sentiamo sul prossimo articolo.
Ciao
A questa tua patetica accusa ho già risposto esaurientemente nella nuova discussione. Proprio tu parli di “fanatismo” e di “coda di paglia”? Tu che sei solito sentenziare su qualunque cosa con la sicumera di chi possiede la Verità infusa (che guarda caso è sempre appiattita su posizioni materialistiche, checché ne dica tu; a questo proposito mi piacerebbe capire in quale contorta maniera ritieni che credere in una non meglio precisata “fratellanza” tra uomini e animali ti “dispensi” dall’essere materialista; anche il darwinismo – cui credo tu aderisca acriticamente – professa un concetto analogo di interconnessione per evoluzione progressiva di tutte le specie viventi, ma sul mero piano materiale, però. Le tradizioni spirituali del passato la intendevano in ben altro modo). Tu che ti guardi bene ogni volta dal rispondere sulle questioni di merito (in questa discussione ce n’è un’intera sfilza)? Dài, Freeanimals, che forse si riuscirà a organizzare una colletta tra i lettori piú affezionati di Stampa Libera per regalarti uno specchio… cosí finalmente potrai vederti in azione…
Lupo, non vorrei che ti sfuggisse:
http://www.stampalibera.com/?p=33651
Se vuoi continuiamo di là.
Ciao
@ Kumaresan:
Yes, you can!
Bye.