Un Hare Krisna una volta fece un’arguta osservazione: se Dio avesse voluto che noi mangiassimo gli animali, li avrebbe creati già cotti!
Da questa intuizione potrei partire per chiedere come mai Dio, a Noè appena uscito dall’Arca, disse che avrebbe potuto mangiare gli animali senza avvisarlo della pericolosità di alcuni di essi. E cioè, perché non ci mise in guardia del fatto che forse gli animali si sarebbero opposti al suo volere? Che eretiche, queste bestie!
Come mai non avvisò i superstiti del Diluvio che anche tra i pacifici bovini si sarebbero annidati pericolosi maschi aggressivi che non si sarebbero lasciati macellare tanto facilmente, ma che avrebbero venduta cara la pelle?
Forse Dio voleva che gli uomini si accorgessero da soli quali animali sarebbero stati facili da uccidere e quali no, ma se avesse aggiunto una postilla, fra le tante astruse avvertenze del Levitico e del Deuteronomio, quei due allevatori piacentini morti il 5 ottobre scorso sarebbero stati più attenti e forse sarebbero ancora vivi:
Io, laicamente, penso che Dio non abbia mai detto che gli animali si potevano mangiare e credo che l’Homo sapiens abbia imparato a sue spese quali piante e quali animali sono commestibili. Ancora in epoca medievale ci furono dei monaci che mangiarono lo stramonio, trovato in cortile dal loro sprovveduto cuoco, e ci lasciarono le penne. Chissà quanti nostri progenitori morirono per aver mangiato bacche velenose o per essere stati incornati da bisonti o sbranati da tigri dai denti a sciabola!
La concessione data da Dio nel Genesi è in realtà un escamotage dei rabbini che non volevano rinunciare alle saporite carni arrostite di bovini, ovini e caprini e disonestamente misero in bocca a Dio l’autorizzazione a nutrirsi di carne animale, dopo che già da qualche secolo gli ebrei avevano smesso di mangiare quella umana. I preti, si sa, di qualunque religione siano, sono dei gran furbacchioni, come disse anche Nietzsche.
Oltretutto, gli esseri umani hanno da molto tempo, da prima ancora che venisse scritta la Bibbia, una certa predilezione per mucche
e tori. Le prime per la bontà delle loro carni (e la facilità con cui si lasciano macellare) e i secondi per il vigore e la forza che dimostrano. Lo si vede negli affreschi di Cnosso, a Creta, con le evoluzioni acrobatiche di giovani atleti e con la tauromachia che in Spagna e Messico non è stata ancora abolita. Addirittura Pasifae [1], moglie di Minosse, si accoppiò con un bellissimo toro, dalla loro unione nacque il Minotauro e questo significa che anche ai greci la forza dei tori faceva una certa impressione.
Il fascino esercitato dai tori sugli uomini, compresi i babilonesi che li raffiguravano alati, secondo me risiede nelle corna. Infatti, ci sono amanti della caccia grossa che si riempiono la casa con trofei di gazzelle, antilopi e altri ruminanti dotati di micidiali protuberanze frontali. Fra di essi, il pericolosissimo bufalo cafro è il più ambito. Ovviamente, tra gli acrobatici giovinetti cretesi che riuscivano a non farsi incornare dai tori, volteggiando su di essi, e i sedentari cacciatori moderni armati di fucile dal mirino telescopico, non c’è confronto, in fatto di coraggio. Eppure, anche alle nostre latitudini, presso menti patologiche, o forse solo arcaiche, un bel cervo dal palco ramificato resta un bersaglio desiderabile. I maschi, com’è noto, portano le corna più vistose e, al di là di un facile e scontato umorismo, i cacciatori amano uccidere i maschi dei cervidi o dei bovidi portatori di bei palchi.
Come le femministe hanno inventato la cosiddetta invidia del pene, io mi chiedo: esisterà mica, tra i cacciatori, l’invidia delle corna? Sarà mica per un’inconscia consapevolezza di scarsa virilità che i cacciatori – invidiosamente – ammazzano i cervi maschi? O, in Africa, le gazzelle e le impala meglio dotate? Sarà per una sensazione d’impotenza che, sotto sotto, i toreri spagnoli infieriscono sui tori nelle arene?
Se i cinesi, nella loro stupida medicina tradizionale, riescono ad attribuire poteri afrodisiaci al corno di rinoceronte, solo per la sua forma, non sarà che le corna dei tori suscitino lo stesso subliminale sentimento d’ammirazione di tipo sessuale, moltiplicato per due? Anche le femmine dei bovini hanno le corna, ma c’è qualcosa in esse che le rende inadatte a ricoprire il ruolo di feticci sessuali. E così i castrati buoi. E’ la mansuetudine.
“T’amo o pio bove, e mite un sentimento di vigore e di pace al cor m’infondi”, cantava il Poeta [2]. Al bue, privato del testosterone, è attribuito il vigore e la pace, ma al toro è rimasto il vigore e la guerra. Errore fatale averlo dimenticato.
In che percentuale l’aggressività è contenuta nelle ghiandole sessuali maschili? Ci sono mai stati, nella Storia, eunuchi che siano
diventati feroci dittatori? I padroni del mondo che mirano ad attuare politiche di ingegneria sociale, come mai non hanno ancora attuato poderose campagne di sterilizzazione della popolazione maschile? Forse aspettano che il NWO sia ben installato e nel frattempo ci lasciano integri, così che, scannandoci reciprocamente, essi possano trarre profitti economici dalla guerre e successive ricostruzioni.
Ma torniamo alle corna. Il toro che ha ucciso i due allevatori non ha fatto altro che seguire il suo istinto. Cosa seguono gli allevatori quando ammazzano le mucche? L’istinto o il raziocinio? Forse il mattatoio, con la sua impeccabile catena di smontaggio, è la sommatoria del raziocinio applicato all’istinto. Il massimo della distruttività umana. L’apoteosi della nostra ferocia sedimentata nei millenni.
A me la storia del toro “assassino” di Piacenza ricorda un episodio accaduto in un campo di concentramento nazista durante la seconda guerra mondiale. Siccome i gerarchi nazisti trattavano i prigionieri come schiavi, c’era uno di loro che faceva danzare nude alcune avvenenti ragazze ebree. L’umiliazione andò avanti per un certo tempo, finché una di esse, esasperata, dopo aver guadagnato la fiducia del suo aguzzino, un giorno danzando gli si avvicinò e, con mossa rapida, gli sottrasse l’arma d’ordinanza, fece fuoco su di lui e lo uccise, tra lo stupore degli altri ufficiali presenti che subito la misero a morte. Non so per quanto tempo quella ragazza dovette sopportare le angherie di quei gerarchi, ma alla fine si tolse la soddisfazione di freddarne uno, poco prima che gli altri togliessero la vita a lei. Forse avrà pensato: meglio morire con un ultimo atto di libertà, piuttosto che vivere da schiavi.
Più o meno quello che deve aver pensato il toro di Piacenza, poco prima che uno dei suoi padroni umani lo abbattesse. Se anche gli animali hanno l’anima, nel senso di una sorta di consapevolezza divina che li affratella a tutti i viventi, all’Uno, o a Dio che dir si voglia, le cose potrebbero essere andate proprio così, con un bovino, di norma considerato ottuso, capace di fare un’estrema scelta fatale.
Che gli animali allevati per la carne si trovino in una condizione di schiavi non ci possono essere dubbi. Solo gli schiavisti lo negano. Dal momento della nascita fino al mattatoio, la vita delle mucche è un esempio di come un carnefice possa arbitrariamente sfruttare le proprie vittime. A poche settimane di vita il vitello viene tolto dalla madre, con sofferenza per entrambi. Alcuni vengono nutriti con diete prive di ferro, per ottenere le cosiddette carni bianche, altri vengono fatti crescere ancora un po’ per macellarli più avanti. Le femmine lattifere vengono sottoposte a mungitura fino all’estremo, con una durata di vita media di tre anni. Le altre prendono la via del macello. I maschi non si castrano più poiché in agricoltura per arare si usano i trattori. Solo pochi maschi vengono lasciati interi per adibirli alla riproduzione. Si faceva la stessa cosa con i negri di razza Mandinga.
Senza minimamente badare alla filosofia dei chilometri zero, il cosiddetto bestiame viene fatto viaggiare su ruota da un capo all’altro
dell’Europa. Per esempio, dalla Russia alla Puglia, passando per Gorizia e Trieste. Ci sono anche quelle mucche sfortunate che, arrivate al porto di Trieste, vengono fatte salire su navi e portate in nord Africa, dove saranno abbattute con metodi crudeli per rifornire i ristoranti per i turisti occidentali. Oggi gli animali da carne viaggiano sempre su camion bestiame, ma una volta era anche peggio, dato che con i treni ci mettevano più tempo. E il calvario durava più a lungo. In ogni caso, a dispetto delle leggi che prevedono la sosta per rifocillarli, gli animali non vengono quasi mai nutriti e dissetati durante le lunghe ore di viaggio. Le scene che si vedono all’arrivo, con animali morti o feriti, sono raccapriccianti e vanno ad aggiungersi al lungo elenco delle cose per cui tutti noi dovremmo vergognarci di appartenere alla razza umana. La razza padrona.
Arrivati alla destinazione finale, anche se le norme prevedono che gli animali in attesa di esecuzione non assistano all’uccisione di chi li precede, non avviene quasi mai che non ci sia contatto tra i vivi e i morti, vuoi per la disposizione logistica della struttura, vuoi per la mancanza di buona volontà da parte degli addetti alla macellazione.
Per gli spostamenti dalla stalla al camion e dal camion al mattatoio vengono usati pungoli elettrici, come nell’antichità, con gli schiavi umani, si usava la frusta. Frusta che si ritrova nelle corse di asini e cavalli, ma solo per proforma, a detta degli organizzatori. Durante l’allevamento, in virtù del principio che tende a massimizzare i benefici e minimizzare i costi, al bestiame si fornisce mangime sulla cui salubrità sarebbe utile indagare. Il mangime dato alle mucche in Gran Bretagna, che fu riconosciuto come causa dell’insorgere dell’encefalite spongiforme bovina, era costituito da pecore infette, morte e macinate.
Un grosso guadagno per le industrie di mangimi, che ha causato un certo numero di decessi fra gli esseri umani. Un boomerang chiamato Nemesi.
Un aiutino viene anche dagli ormoni della crescita e dalle altre sostanze chimiche iniettate ai bovini, legalmente o illegalmente. Ché tanto non fa differenza, poiché l’importante è ottenere in fretta peso vivo da mettere sul mercato. Veterinari compiacenti se ne trovano sempre: basta allungare mazzette, come si è sempre fatto. I consumatori ingurgitano felici.
Poi ci penserà COOP Consumatori a pubblicizzare la “carne prodotta con amore”. La Sinistra è amica dell’ambiente, no?
Se quell’anonimo toro “assassino” di Rompeggio Ferriere, colpevole di lesa maestà, ha agito per difendersi la vita, i due allevatori sono morti nell’adempimento del loro lavoro. Come i nostri soldati in Afghanistan. Questi ultimi esportano Democrazia a gente ingrata che non la vuole e gli allevatori esportano il principio della supremazia umana ad animali ingrati che non vogliono saperne di lasciarsi sfruttare. Secondo me Dio, concedendoci la carne degli animali come cibo, non ha tenuto conto di tutti gli aspetti della faccenda e si è un pochino distratto. Cos’avrà mai avuto per la testa?
Note:
[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Pasifae
[2] http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-19313
































Da quando mangio solo frutta, verdura, cereali, noci, semi e olio di semi di lino, non solo ho riacquistato forza e salute, ma risparmio denaro e tempo!
Alcune precisazioni mie personali : la semplice mucca, non il fatidico toro, è di per se stessa un animale pericoloso per l’uomo in quanto per sua indole naturale quando è in gruppo può decidere di assalire l’uomo semplicemente passandogli sopra e calpestandolo però il semplice cane pastore riesce a distoglierla dai suoi intenti, personalmente quando passo a cavallo nelle vicinanze di gruppi di mucche al pascolo sto bene attento a queste cose visto che per informazioni lette sui libri, la pratica conferma, i cow-boy americani quando nello svolgere le loro funzioni cadevano da cavallo venivano schiacciati dal branco che guidavano. Il cavallo invece non calpesta nessuno e non avrei problemi a fermarmi a piedi in mezzo a un branco di cavalli selvaggi, basta stare fermi e ciascun animale pur essendo in corsa ti scansa e non succede nulla. Nei rodei il torero affronta il toro quando questo è stato quasi ammazzato dai picadores e sta in piedi per miracolo, facciamolo intervenire con il toro in perfetta forma appena entra nell’arena e così la partita sarebbe alla pari magari anche come superstiti. Per quanta riguarda l’aspetto religioso del mangiare carne, secondo me c’è una differenza fondamentale tra la vecchia bibbia e i 4 Evangeli che secondo un articolo letto molti anni fa e che conservo tutt’ora uno studioso afferma che Gesu’ Cristo era vegetariano, addirittura nel miracolo dei pani e dei pesci la parola originale in ebraico non significava “pesci” ma un frutto di mare vegetale. Da una altra mia lettura del tempo passato, rammento che si parlava di un parco dentro a Parigi in cui prima per decine di anni c’era una mattatoio poi abbattuto per trasformarlo in un parco, lo scrittore afferma che quando si cercava di portare i cani a passeggio nel parco questi annusavano il terreno e cercavano di scappare a dispetto degli accompagnatori che non capivano il perchè di un tale rifiuto. Sempre per letture mie personali , si afferma che quando i cavalli vengono portati al macello questi sentono la presenza della morte ed emettono delle tossine che rendono la loro carne meno buona, il mio vecchio cavallo compagno dei miei giorni migliori se il cielo me lo permette (il futuro è nelle mani di Dio) finirà i suoi giorni per vecchiaia nel suo box, altrimenti se io lo precedo, saranno i miei familiari a porre fine alla sua vita tramite un veterinario di fiducia tramite una iniezione letale preceduta da una anestesia.
Stupido festeggiare la morte di due persone. E’ legittimo e forse anche lodevole essere vegetariani ma non per questo si deve odiare chi mangia carne. Di eunuchi violenti è piena la storia, Belisario e Narsete in Italia fecero MILIONI di morti nella guerra gotica. Il toro doveva avere qualcosa al cervello la vacca è un animale molto mansueto.
Le corna del Diavolo, però il Diavolo è indicato avere un aspetto particolare, certamente non mostruoso. Dio non ha distrutto subito Adamo ed Eva e ci lamentiamo, se li avesse distrutti all’istante avremmo detto che Dio cattivo. Ci ha detto di mangiare solo insalata e formaggio, e si lamentavano, ha detto di mangiare carne e lo consideriamo un Dio sanguinario, ha inviato Gesù e non gli diciamo nemmeno grazie, dovrà giustiziare il mondo e ci lamentiamo dicendo che è un Dio malvagio. Ma in fin dei conti quanta amore deve avere Dio per poterci sopportare?
Chi di noi avrebbe sopportato figli che dopo averli messi al mondo, avrebbero distrutto la casa, ucciso alcuni fratelli, figli che rubano, figli che hanno rotto la rete idrica, figli che uccidono tutto e tutti, altri fratelli perchè, oltre la carne da mangiare desiderano come pazzi le cose altrui.
Solo un Dio di Amore poteva sopportare noi, figli così indegni.
Ciao Roberto, grazie di nuovo, articolo che fa riflettere. Proprio oggi sono stato in una fattoria, cavalli, mucche, maiali e qualche asino. Mi sono avvicinato a quest’ultimo e l’ ho accarezzato, nel mentre ho chiesto al titolare dell’azienda se anche lui era destinato al macello, mi ha risposto ”certamente !” In quel momento ho guardato negli occhi l’asinello, ho avuto un’immediata sensazione di tristezza talmente enorme che non ho potuto trattenere le lacrime. A parole non posso descrivere come mi sentivo, forse un mix di impotenza e rabbia, avrei voluto avere tanto danaro per le mani da poter riscattare quelle povere bestie, maiali inclusi. Subito mi è venuto un’ispirazione, per una mostra fotografica dal titolo: ”Prima del Paradiso”, qualora troverò coraggio di fotografare le bestie, 3 minuti prima del loro assassinio, con un grandangolare spinto vorrei fare dei primi piani del loro volto in bianco e nero. Vorrei che dai loro sguardi si potrà intuire tutta la sofferenza delle povere bestie. Si perché è facile mangiare una bella bistecca succulenta al ristorante, ma sfido chiunque di guardare un cavallo negli occhi poco prima della sua morte, dopo tale esperienza sentirsi dire dal cameriere:
”Questa è la bistecca di quel bel cavallo che ha visto poco fa”, che fa non la mangia ? guardi che è molto buona !
Non si puo fare di tutta l’erba un fascio,in una situazione strema,sei in un posto desolato dove non c’è niente da mangiare,trane un vitello,cosa faresti? muori tu? o uccidi il vitello? ripeto: è una situazione strema,forse subentrarà la strema sensibilita e ci fara morire di fame piutosto che uccidere l’animale,forse subentrarà l’istinto di sopravivenza e ci farà mangiarlo,l’uomo è in un periodo evolutivo nell’quale forse ha ancora bisogno della carne,prima di darme adosso ( da bravi vegetariani) lasciate da parte l’eurocentrismo,e guardate un po’ al di là dei confini ( geografici e mentali),uno che ci abita in mezzo al deserto,forse se non si mangia il montone muore di fame,uno che vive negli altipiani tibetani,forse senon si mangia uno yack ( e pure usa la sua pellicia per protegersi dall freddo) forse creppa di fame,uno che ci abita fra i ghiacci polari,senon si magia una foca….in soma popoli che vivono in queste condizioni c’e ne sono una marea,gli si puo accusare di malvaggi,di energumeni? certo secondo certa teoria saranno primitivi degni di sparire della terra,io penso abbiano il dirito di mangiarsi la carne,tanto quanto un europeo che decide di mangiarse le verdure,quelle pero coltivate a casa sua,perche uno che se la tira di vegano e si mangia la fruta e verdura che arriva da lontano dovrebbe capire che per potere trasportare il suo civo,si sono dovuti fare autostrade,deforestando ed asfaltando,togliendo spazio,terra e boschi ad altri animali,quindi a volte puo sucedere che, lavandoci le mani,ci sporchiamo la coscienza.
Cinzia, non so perché ma si finisce sempre per parlare di cibo.
Ezio, come sempre molto interessanti i tuoi interventi. Dev’essere come dici tu: una singola mucca è l’emblema della mansuetudine; molte mucche possono travolgerti.
Edoardo, nessun animalista esulta per due allevatori morti, ma migliaia di persone “normali” ridono e scherzano sulla morte di miliardi di animali: è una situazione decisamente squilibrata. Grazie per Belisario e Narsete. Non lo sapevo.
Idea3, forse i nostri sensi di colpa sono voluti dalle gerarchie ecclesiastiche per renderci più malleabili. Dico forse.
Costanzo, buona idea la mostra fotografica. Peccato che i sequestratori di animali, meglio noti come allevatori, non le frequentino, buzzurri e materialisti come sono.
Martin, Indios e Inuit sono inseriti nell’ecosistema e nessuno li rimprovera, ma noi pasciuti occidentali, che viviamo in climi temperati, siamo eticamente condannabili. Non ti pare?
Ciao a tutti e grazie.
E perche siamo CONDANNABILI ??? Chi sei tu, io, o chiunque altro per avere il diritto di condannare qualcuno che mangia diverso da noi??
Come mai che non ha osservato qualche Hare Krisna, se Dio avesse voluto che noi portassimo i vestiti, ci avrebbe creati già con le mutande!
Sono d’accordo con Martin: avete mai provato fame?? LA VERA FAME??? Quando da una settimana non avete nulla da mangiare, ne mamma e papa’ vicini?? Vi posso dire che questo e’ sopportabile. E’ insopportabile tornare a casa e non aver nulla per dar da mangiare al proprio figlio. Credetemi, che tutto il veganismo vi passa subito. Quindi non fate i santi, perche non avete visto il male da vicino…..
Io ho un rispetto assoluto verso le persone, che fanno la scelta di non uccidere gli animali per mangiarle, ma non sopporto la loro intolleranza verso il resto del mondo.
“Cosa seguono gli allevatori quando ammazzano le mucche? L’istinto o il raziocinio? Forse il mattatoio, con la sua impeccabile catena di smontaggio, è la sommatoria del raziocinio applicato all’istinto.”
A patto che io non abbia frainteso questa tua frase, sento di essere in disaccordo.
Non vedo nessun istinto nell’uomo nell’uccidere un animale e mangiarlo, anzi la cosa ci ripugna.
Nessuno ha mai fatto caso ai vari programmi della domenica all’ora di pranzo pieni di “bucolicità”, dove fanno vedere pascoli di qua, allevamenti di là, fattorie e via dicendo?
Nessuno ha mai notato una cosa che, pur assente, è lampante, palese, evidente in questi programmi? Ovvero, nessuno si è mai accorto che passano dal mostrare gli animali mentre pascolano o razzolano nei cortili agli animali già sotto forma di trancio o fettina?
E la parte dell’uccisione?
Com’è che evitano accuratamente di mostrarla?
Eppure, dicono tutti, mangiare animali è una cosa naturale, normale, che l’uomo fa da sempre!
Talmente naturale e normale che la fase dell’uccisione viene censurata ed evitata clamorosamente, altro che normale!
Non mi risulta invece che censurino o evitino di mostrare la fase corrispondente all’uccisione degli animali traslata ai vegetali, ossia quella della raccolta, della vendemmia, oppure della potatura, e via dicendo.
Questo per mettere in evidenza quanto l’uccidere gli animali per mangiarli sia ben lungi dal poter essere accostato a termini come “normale” e “naturale”.
Tant’è che spesso penso che mangiare bistecche ma rimanere schifati nel vedere da dove e come arrivano potrebbe costituire un caso interessante per l’ambito psichiatrico: praticamente la maggioranza delle persone mangia cose la cui visione in “fase di preparazione” crea orrore.
Roba da schizofrenia.
Al contrario, nessuno prova orrore, disgusto, pena, nel veder mietere il grano, raccogliere dei fagioli o cogliere un cespo d’insalata.
E, a differenza dell’uccisione degli animali, queste sono cose che in tv fanno vedere.
Sempre in riferimento all’istinto, poi, dubito fortemente che l’uomo sia attratto istintivamente (così come succede per gli animali mangiatori di carne) dalla visione di un animale morto, magari con la ancia aperta e le budella fuori, anzi.
Istintivamente invece una tale visione ci provoca disgusto e orrore, non di certo l’acquolina in bocca nè tantomeno il desiderio di avvicinarsi e banchettare con la carcassa e le sue budella fuoriuscite.
Gli animali carnivori e onnivori (quelli veri, mica l’uomo) al contrario sono attratti da una carcassa e lo consderano cibo, lo mangiano così com’è e non ne traggono malattie o rischi per la propria vita, come succederebbe all’uomo se facesse altrettanto.
Tornando al discorso iniziale, quindi, non ci vedo nessun aspetto istintivo.
Forse il raziocinio c’entra di più, dato che dal mattatoio derivano guadagni.
Anche se è un raziocinio forzato, a mio parere, poichè come detto un essere umano razionalmente non decidderebbe di uccidere un animale per nutrirsene, se non al limite in situazioni estreme, disperate e di vita o di morte, ma non come decisione razionale e quotidiana, avendo a disposizione cibi a lui più congeniali.
Venendo al tema dell’articolo: nella Genesi, di può leggere che Dio disse all’uomo:
“Ecco, Io vi dò ogni erba che produce seme e che
è su tutta la terra, e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme;
saranno il vostro cibo. A Tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli
del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito
di vita, Io dò in cibo ogni erba verde.” E Dio vide quanto aveva fatto,
ed ecco, era cosa molto buona. (Genesi, 1. 29,31)
Quindi un’alimentazione vegetale e incruenta, pacifica.
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=1&ved=0CCAQFjAA&url=http%3A%2F%2Fweb.tiscalinet.it%2Fvitasenzacarne%2Fbibbia.htm&rct=j&q=ogni%20erba%2Cogni%2Cseme%2Csaranno%20il%20tuo%20cbo&ei=6_CRTtO1L4ak4gTwzM2mAQ&usg=AFQjCNFOrJo_xM7wdwcyEoxLdMbX7rGQ7w&sig2=KLSXbaOwPKvMsC6_W66l3Q&cad=rja
Gesù stesso pare non mangiasse animali:
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=1&ved=0CBwQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.universelles-leben.org%2Fcms%2Fit%2Fgli-animali-ci-implorano-lasciateci-vivere%2Flamore-di-gesu-per-gli-animali-finora-tenuto-nascosto.html&rct=j&q=l%27amore%20di%20ges%C3%B9%20per%20gli%20animali&ei=AfKRTteTFJCL4gTWu5jNAQ&usg=AFQjCNGWa9T0jx79bCGOR-IaJJeDpxQ2IA&sig2=ZkbMOP9YtAe4eD9GZFKdMA&cad=rja
Dopotutto, come pensare che un predicatore di pace e amore fosse favorevole a massacri quotidiani di creature innocenti?
Come pensare che un vegetariano odierno possa essere superiore a Gesù stesso quanto a misericordia, empatia, pietà? Come un comune vegetariano potrebbe superare Gesù quanto ad amore per gli indifesi e gli innocenti? Sarebbe una blasfemia bella e buona!
In definitiva, specie leggendo i trattamenti che gli animali subiscono ogni (santo) giorno, penso sempre più fortemente che sia un grosso errore cibarsi spargendo sangue, e che sia una cosa che imbratta la coscienza, l’anima e l’intelletto di ogni uomo.
Xenia, qui non si tratta di schierarsi dalla parte di un partito politico e di accalorarsi per difenderlo, o da quella di una squadra di calcio e tifare per essa, ma di questione di vita e di morte. Tu mangi i miei bambini e io dovrei anche rispettarti? Ti lamenti se non ti porto rispetto e magari mi accusi di essere antidemocratico?
Gli esseri umani hanno fatto guerre per molto meno e hanno ragione i carnivoristi dal cervello obnubilato (ne capitano anche qui) a dire che vogliamo imporre l’alimentazione vegetariana. Certo che vogliamo imporla! Non stiamo mica qui a pettinare le bambole! Vogliamo tirare l’umanità per i capelli e costringerla a incivilirsi. E’ chiaro il concetto?
Ovviamente, al momento attuale, vi va anche bene, dato che non sono Dio e non mi chiamo neanche Rockefeller, ma se solo avessi un minimo di potere vedresti cosa ti combinerei!
Mania di grandezza, dici?
Forse, ma fatemi Presidente del Consiglio e poi vediamo cosa succede!
Parli di “vera fame”: perché gli altri animali non la provano? Durante gli inverni rigidi i lupi vanno al supermercato? E i cervi? E gli uccelli?
Loro semplicemente muoiono. E se facciamo la stessa fine non ci sarebbe nulla da meravigliarsi. Dio ha previsto tutto. Dio ha voluto così, no?
E invece, siccome abbiamo l’istinto di sopravvivenza, cerchiamo di cavarcela anche nei periodi di miseria, grazie alle capacità mentali e di adattamento di cui siamo dotati. E con le stesse capacità possiamo, se vogliamo, sopravvivere anche senza uccidere. Se invece siamo troppo pigri, andiamo a caccia. Se siamo ancora più pigri, diventiamo cannibali. L’importante è sopravvivere ad ogni costo e tramandare i nostri geni, come natura vuole.
Una dei sopravvissuti delle Ande, ancora negli anni Settanta, era una donna e si rifiutò di mangiare la carne umana cruda che gli altri passeggeri le offrivano: morì dopo due giorni.
Fu un caso di obiezione di coscienza. Onore al merito.
Ciao Xenia e grazie.
Nessuno di Importante, io invece sono del tutto d’accordo con te e trovo che i tuoi interventi siano bellissimi.
Tuttavia, permettimi di farti notare ciò che dice una biologa riguardo al fascino del Truculento e del Sanguinolento:
http://www.lorologiaiomiope.com/leffetto-gatto-spiaccicato/
Ecco, se hai la pazienza di leggerlo dopo ne parliamo.
Infine, permettimi di dire che Gesù era…..un archetipo.
Ciao
Roberto,gli animali in inverno,mica muoiono ( trane quelli piu deboli,che la stesa natura elimina) i lupi di inverno cacciano bisonti,alci,gli ucceli emigrano,i cervi scendono di quota,sono d’accordo con il fatto che l’uomo è forse l’animale piu barbaro ( dico forse perche se vedo la mia gatta quando prende un topolino e lo lascia solo ferito perche divente giocatolo-preda dai cuccioli,con orrenda morte,ma normale in natura,mi fa un po’pensare) non tolero la forma di sfrutamento del debole sia questo umano o animale,penso che mi lasciarei morire anche io piutosto che mangiarme una persona eppure penso anche che l’uomo ( e tu da “ateo” dovresti capirlo) è un animale in piu,che entra nel ruolo di preda e cacciatore,che sia una villacheria uccidere da lontano col fucile,sono d’accordo,daltronde amasiamo anche i nostri simili lanciandoli bombe dal cielo,che siamo una delle pegiori razze anche sono d’accordo,d’altronde siamo gli unici animali a combinare il mondo com’è.è il ciclo vitale,naturale,alla fine non diventiamo anche noi sotto terra civo per le verme e concime per le piante? ciao
Roberto, ho letto.
Non nego che il truculento ci attragga, e quello che dice l’articolo del tuo link è verissimo (cioè il fermarsi a guardare un incidente o un animale sbudellato è cosa che cattura la nostra attenzione).
Solo che c’è una bella differenza: come dice l’articolo che hai linkato, siamo attratti da un animale morto perchè siamo naturalmente curiosi e perchè ci potrebbe dare utili informazioni su come è morto e su cosa ne ha provocato la morte, magari un predatore che potrebbe fare lo stesso con noi.
E’ pura curiosità, tipica dell’uomo e non solo.
Mentre non ne siamo attratti in senso alimentare, ossia ciò che vediamo non ci fornisce lo stimolo per apprestarci a cibarci dell’animale morto, nessuna acquolina in bocca o naturale e normale istinto al cibarsi come immagino accada per i veri animali predatori carnivori e onnivori (e non predatori, visto che molti animali mangiatori di carne preferiscono cibarsi di animali già morti o uccisi da altri predatori), anzi ci dàil voltastomaco!
Intendevo la cosa in questi termini, in termini alimentari.
Che poi siamo attratti dalla truculenza di certe immagini è verissimo ma, ripeto, non certo per motivi di nutrizione, tutt’altro!
Martin, sostanzialmente sono d’accordo con te, anche se insisto nel dire che negli inverni particolarmente rigidi gli animali selvatici muoiono di fame. La regola comunque è cercare di sopravvivere, regola che abbiamo in comune con loro. La differenza è che loro cercano di vivere e basta, mentre noi cerchiamo di vivere e ci ragioniamo su. Siamo una specie gregaria e ogni tanto qualche residuo di solidarietà salta fuori, come natura vuole. E’ la natura di scimmie di gruppo che ci ha fornito la solidarietà, non la religione, che se ne è solo appropriata.
In più, oltre al sentimento di aiutare i membri del gruppo, abbiamo anche il senso morale, che il tuo gatto non ha. La natura, per lui, non l’ha previsto; non aveva alcuna funzione evolutiva. Nel nostro caso, ci stiamo chiedendo chi ci ha fornito il senso morale, che tutto sommato è scomodo ai fini evolutivi e della sopravvivenza. Chi ci ha fatto così speciali, dotati di senso morale? Gli Anunnaki? Dio? O è uno scherzo di natura che, oltre a renderci speciali, ci ha anche condannato all’estinzione?
Confronta i selvaggi a noi: loro vivono così da millenni e, se non ci avessero incontrati, avrebbero potuto continuare a vivere nello stesso modo per altri innumerevoli millenni. Noi invece non possiamo fare a meno di mettere a frutto l’ingegno e sviluppare la tecnologia, che è la nostra croce e delizia, il feticcio di cui andiamo particolarmente fieri, ma anche la maledizione che ci porterà a scomparire da questo pianeta, in un’immane fiammata atomica.
Nel frattempo, siamo ancora qui a chiederci se fare del male (alle bestie o agli uomini) sia giusto o sbagliato. Io mi sono dato la risposta da molto tempo e su Stampa Libera cerco di convincere quelli che ancora non se la sono data. O quelli che – e sono i più numerosi – vorrebbero essere buoni con gli uomini e contemporaneamente cattivi con gli animali.
Ciao e grazie.
Nessuno d.i.
gli evoluzionisti c’insegnano che una delle strategie per la sopravvivenza dei nostri antenati ominidi fu quella di cibarsi di carogne in putrefazione. Posto che la dentatura era, ed è tuttora, una dentatura da frugivoro, a dispetto della presenza di insignificanti canini, un modo abbastanza buono per sapere come sono andate veramente le cose è osservare i nostri cugini primati.
Gli scimpanzé, per esempio, mangiano formiche e altri insetti, qualche topolino quando riescono a prenderlo e, in alcuni casi, fanno anche vere e proprie battute di caccia in cui le loro prede sono altre scimmie più piccole. E fin qui ci siamo.
Ora io mi domando: che rapporti hanno gli attuali scimpanzé con i cadaveri di animali trovati nella giungla? Li rifuggono o ne sono attratti? Se ne cibano, per caso?
E’ un’informazione che non mi è mai capitato di trovare, finora. E dalla risposta a questa domanda forse si potrebbero avanzare delle ipotesi. Per ora posso solo immaginare che dai cadaveri se ne tengano lontano, perché l’istinto gli dice che ne potrebbero derivare conseguenze spiacevoli. Anche noi, generalmente, a parte i casi di necrofilia, siamo disgustati dalla vista dei cadaveri, superata la fase iniziale descritta dalla biologa.
Penso che il nostro istinto c’insegni molte più cose che non i ragionamenti fallaci e interessati di tanti carnivoristi.
Un saluto e a presto.
R.D.
Freeanimals-freeanimals.blogspot.com/
A mio parere, Roberto, si è mangiato carne in tempi remoti per motivi di sopravvivenza, di vita o di morte, in mancanza del nostro vero cibo.
Non a caso si ritiene che abbiamo cominciato a cibarci di carne in tempi in cui, per le glaciazioni, i vegetali sominciarono a sparire.
Dunque, facendo due più due, penso sia corretto affermare che lo s è fatto per emergenza.
Poi c’è chi dice, a favore del carnivorismo, che da quando abbiamo cominciato a mangiare carne il nostro cervello si sia sviluppato notevolmente permettendoci di evolvere.
Peccato che dimenticano (oppure omettono volutamente) che l’uomo di Neanderthal aveva una capacita cerebrale del 10% maggiore rispetto alla nostra: significa quindi che da allora,mangiando carne, ci siamo involuti?
Comunque non ci vuole molto a capire cosa sia meglio mangiare per noi e quale sia quindi la nostra vera natura: i cibi animali ci sono nocivi, quelli vegetali no e anzi sono protettivi.
Se poi c’è chi dice: “No,siamo onnivori perchè possiamo mangiare anche la carne!” gli rispondo: allora anche il cavallo, dato che (non ricordo in quale località) a volte mangia i pesci morti che trova lungo la riva. Anche le mucche, dato che gli danno farine animali che contengono resti disseccati di chissà quali animali (presumo pulcini maschi, scartati alla nascita).
Eppure rimangono degli erbivori, nessuno si sogna di dire che sono animali onnivori!
E, volendo esagerare, oserei dire (secondo la logica del “mangiamo carne dunque siamo onnivori”) che l’uomo ècannibale, dato che in passato è capitato più volte che uomini mangiassero altri uomini per sopravvivere.
Lo stesso discorso credo valga per gli altri primati e per gli scimpanzè: se non trovano cibo a sufficienza si adattano a mangiare anche altri animali. Ma questo non significa certo che la carne sia il loro cibo ideale.
I cavallini delle isole Shetland sono stati visti mangiare pesci morti trovati sulla spiaggia d’inverno.
Ottimo intervento, come sempre. Grazie Nessuno d.i.
Ciao
Roberto
Parlo di cibo perche’ ne ho ancora bisogno, come la maggior parte degli altri esseri umani!
Per cui penso che la mia testimonianza possa incoraggiare altri.
Nutrirsi di alimenti “vivi” come frutta e verdura, preferibilmente crudi, migliora veramente la salute fisica e psichica.
Voglio un mondo migliore per cui cerco di tramettere la mia esperienza sinteticamente, affinche’ possa raggiungere il maggior numero di persone.
Non era una critica nei tuoi confronti, Cinzia, ma solo una constatazione del fatto che parlare di cibo è attività molto praticata un po’ in tutti i siti di controinformazione. Del resto, questo è l’unico posto dove si può dire chiaramente che le proteine della carne non sono per niente nobili, come vuole farci credere il pensiero dominante.
Dobbiamo continuare a diffondere il vegetarianesimo, perché c’è ancora molta gente che non ci sente da quell’orecchio.
Grazie per la tua passione e i tuoi interventi. A presto.
Freeanimals