FIL o PIL: l’esperienza del Bhutan
Fonte: Magozine
Nel Bhutan, regno himalayano ricco di miti e leggende, un paese dove acquistare sigarette è illegale, si sta valutando un altro indice detto Felicità Interna Lorda (FIL).- promuovere uno sviluppo economico imparziale e uno sviluppo generale
- mantenere un ambiente naturale ricco e uno sfruttamento sostenibile
- proteggere l’eredità culturale, tramandare e promuovere la cultura tradizionale
- stabilire e mantenere un buon governo.
Ma poiché questi aspetti non possono essere espressi numericamente, attualmente un gruppo di ricerca bhutanese sta lavorando per sviluppare un’espressione quantitativa del FIL, nella quale le quattro voci sono ulteriormente suddivise nei seguenti nove parametri misurabili:
- standard di vita basilari
- differenza e diversità culturali
- ricchezza di emozioni e sentimenti
- salute fisica e mentale
- livello di istruzione e di cultura
- gestione del tempo e progettualità di vita
- ambiente ed ecologia
- grado di attività (o disponibilità a lavorare con gli altri) all’interno di una comunità
Stabilire e mantenere un buon governo I politici del paese si impegnano per mantenere un buon equilibrio tra un’alta qualità morale, la felicità e la crescita economica, in una società che riconosce l’individualità di ognuno, dove le relazioni umane sono valorizzate e le persone possiedono le capacità emotive per esprimere empatia verso gli altri.
Gli abitanti del Bhutan sono convinti che la crescita economica non sia una misura valida della felicità umana perché sanno bene che non c’è limite al desiderio di beni materiali e non è poi così interessante possedere tante cose. Essi vivono e praticano i principi buddisti di carità e compassione (kasha), offrire e donare (fuse) e non possedere beni (mu-shoyuu) predicati da Mahatma Gandhi in India. Un insegnamento prezioso quello del popolo bhutanese, che ci porta inevitabilmente alla riflessione, in un periodo in cui i valori umani sono troppo trascurati a favore di un alienante individualismo egoista; la lezione che ci danno si fonda proprio sulla valorizzazione della “relazione” fra esseri umani e fra essere umani e natura. Inoltre il successo o la maturità sono considerati il risultato di un processo di crescita del cuore e dello spirito piuttosto che nell’accumulo di ricchezze. Provate a “dare i numeri” sulla base dei nove parametri al vostro paese… grasse risate!
Rielaborazione da Sustainability and Buddhism, The Journal of Oriental St5udies, vol.20.





























Peccato che in Italia verrà così tradotto
Forse Io L‘avevo la felicità ora non più.
mi sento uno di loro …
Questo del Bhutan è il solo modo per contrastare un’economia basata
sulla crescita costante (che è un assurdo logico, dato che tutto in natura
segue andamenti sinusoidali), e sul debito, cosa che ogni brava madre/padre
di famiglia si rifiuterebbe di fare.
Imitiamoli!
MAY PEACE REIGN ON EARTH
Riporto quanto sentito ad un tg (che di solito guardo credendo al 20% di quello che viene detto) : Nel tanto illuminato stato del Buthan però (pare) le minoranze etniche tipo quella nepalese, sono emarginate ed escluse dalla vita politica e sociale del paese.
Forse sarà anche così, d’altronde nulla è perfetto, ma tutto è perfettibile. Loro sono comunque già molto più avanti di noi su questa strada, e direi che potremmo imparare da loro a questo riguardo, magari ci sarà qualcosa che potranno imparare loro da noi, é la vera globalizzazione. Di sicuro non saremo noi a correggere i loro difetti in quanto a discriminazione e intolleranza, visto che a Torino, in questi giorni, un assessore leghista è riuscito a ringraziare pubblicamente l’alluvione per aver sgomberato il campo rom!
La vera rivoluzione inizia dentro di noi…
Tutt’ ez pozzibile… ^^
BAsta iniziare con l’essere noi italiani che ci crediamo un esempio che illumina gli altri.
E’ una notizia bella che fa sognare. Però mi ricordo di aver letto che la monarchia del Bhutan e’ piuttosto dittatoriale, chiusa e cinica con le minoranze.
Altri sospetti mi nascono verso uno stato che addirittura vieta il fumo e verso un sondaggio in cui il 96 per cento dice di essere felice.
Forse questa notizia è stata presa con troppa superficialità.
Auguri. Antonio
[...] http://www.stampalibera.com/?p=32982 [...]
se ci si deve procurare soldi per sopravvivere si diventa egoisti e avidi
se invece i soldi sono scollegati dalla sopravvivenza diventano soltanto un mezzo di scambio in una società più serena e altruista
http://grundeinkommen.tv/?p=263
“Tutti dovrebbero aver garantita una quantità di reddito sufficiente per soddisfare i bisogni basilari sia che lavorino sia che no, e coloro che desiderano svolgere qualsiasi tipo di lavoro che la comunità riconosce come utile dovrebbero ricevere una quantità di reddito aggiuntiva.”
Bertrand Russell
Oggi un articolo su un quotidiano ci dice che in Italia 2 famiglie su 3 non arrivano a fine mese. Che fare? Sarebbe opportuno caro prof.Monti non basare l’economia solo sul PIL.
In Itali anni fa la FIL c’era e per seguire il PIL l’abbiamo persa.
ciao a tutti è la prima volta che scrivo via computer,quindi abbiate un pò di pietà se non scrivo benissimo. Qualche anno fa su Nat geo ho visto un doc.proprio sul F.I.L del Buthan, e del fatto che il regnante aveva messo in vendita il paese o aveva permesso l’entrata di multinazionali (purtroppo non ricordo bene è passato qualche anno). Intervistavano i giovani e questi denunciavano il formarsi di gang giovanili e altre forme di “outlaw”per sopravvivere. Quando c’è un potere cosi grande come la monarchia nelle mani di un unica persona . . .guardate gli inglesi. . . . .
Certamente tutti pensiamo alla democrazia come sinonimo di libertà, ma la nostra è vera libertà? Nel Buthan il Re circa 15 anni fa voleva lasciare il trono, è stato costretto dal suo popolo a restare al suo posto ed ad assumersi le sue responsabilità, è una monarchia parlamentare. Una riforma del 1998 ha dato all’Assemblea Nazionale l’autorità di rimuovere il re se in possesso dei 2/3 dei voti favorevoli. Ha pochissime industrie e molta energia idroelettrica che vende alla vicina India, così ha una bilancia dei pagamenti con l’estero sempre in attivo. Ci sono stato nel 2010 e l’unica cosa che posso dire che che si cominciavano a vedere modelli comportamentale occidentali, soprattutto tra i giovani influenzati dal diffondersi della televisione e questo si porterà a frizioni generazionale e atteggiamenti a cui noi “occidentali” siamo, purtroppo, abituati.