PSICOLOGIA: PER SANO SVILUPPO DEI BAMBINI MEGLIO POCA TELEVISIONE
(ASCA) – Roma, 18 ott – La tv non giova allo sviluppo dei bambini di 2 anni di eta’: a sostenerlo gli studiosi dell’American Academy of Pediatrics (AAP) in una ricerca di cui si e’ discusso ieri all’AAP National Conference & Exhibition di Boston (Usa) e pubblicata oggi sulla versione online della rivista Pediatrics. Secondo lo studio l’uso eccessivo di supporti elettronici e in particolare della televisione nuoce alla stimolazione dei piu’ piccoli: il loro pensiero creativo, la loro capacita’ di risolvere problemi e lo sviluppo delle capacita’ motorie vengono infatti stimolati molto di piu’ dai giochi fatti ”dal vivo” piuttosto che dai programmi tv, anche se pensati appositamente per loro.
Quali i consigli per i genitori? Ridurre al minimo l’uso della tv e favorire il gioco sfruttando ogni occasione: se la mamma prepara la cena, e’ bene che i piccoli la ”aiutino” giocando, magari, con le loro stoviglie di plastica. E niente tv nella camera da letto dei bambini.
PSICOLOGIA: TURPILOQUIO IN TV AUMENTA PAROLACCE E AGGRESSIVITA’ RAGAZZI
(ASCA) – Roma, 17 ott – L’effetto risulta nel complesso ancora ”moderato”, ma la connessione sembra ormai essere certa: se il linguaggio televisivo e’ poco educato, i ragazzi che lo ascoltano ci si abituano e tendono, di conseguenza, a utilizzarlo con una certa facilita’. E a comportarsi di conseguenza: a mettere in evidenza la relazione tra il turpiloquio televisivo, il modo di parlare sboccato e un comportamento piu’ aggressivo dei teenager e’ uno studio della Brigham Young University (Usa) condotto da Sarah Coyne e pubblicato su Pediatrics.
I ricercatori hanno raccolto informazioni da 223 studenti delle scuole medie statunitensi. ”Nel complesso si tratta di un effetto moderato – spiega Coyne -. Abbiamo anche eseguito studi statistici in senso opposto per verificare se in realta’ fossero i ragazzi violenti a guardare certi programmi in tv, ma abbiamo rilevato che la nostra prima ipotesi statisticamente funziona meglio”.





























La fruizione dei contenuti audiovisivi, anche interattivi, si espone in generale a rischi di manipolazione psicologica sociale. Non credo tuttavia sia il vettore della comunicazione il problema, ma una cattiva qualità delle persone che, purtroppo, prospera nell’era della comunicazione digitale. L’alterazione del significato ed il meccanismo stimolo risposta sono diventati il paradigma su cui poggiare un cambiamento completamente illusorio delle cose.
Per quanto riguarda l’Italia la TV è solo un mero bu$iness. Metti la TV commerciale per eccellenza: Me*diaset. Loro se ne fregano della qualità e si basano esclusivamente sulle indagini di mercato. Mettono in onda trasmissioni costruite APPOSITAMENTE per incasellare la loro “sporca” pubblicità ad un ritmo martellante ignorando (visto che chi crea gli spot sono un gruppo di professionisti che hanno studiato psicologia comportamentale ecc..) il confine tra la decenza umana e la scelleratezza commerciale.
Se abbiamo la percezione di un mondo guasto, nato da un secolo cialtrone dobbiamo dire grazie soprattutto a questi geni fasulli che alimentano il sistema. Sono loro l’equilibrio di questa triste verità.
Il popolo è fatto di gente “povera” che ha bisogno di semplicità invece loro fanno tutto il contrario solo per fregarli. Sono i maghi dell’onestà e lo si può capire OSSERVANDO la televisione, sia la pubblicità diretta che quella indiretta (e c’è ne molta). Vogliamo parlare di Studio Aperto? che si definisce un TG?? Oppure del soft TG5 ma anche TG1 non è poi così distante. Forse l’unico TG che si salva è TGLa7 che parla, mi pare, abbondantemente di POLITICA e tralascia le CAZZATE di cronaca (che poi siamo stufi della cronaca! è troppo ripetitiva cazzo!!).
L’era Berlusconi è finita finalmente, ora c’è solo da smaltire il marcio ed UNA TELEVISIONE GIUSTA NON GUASTEREBBE. M.Monti, ho sentito oggi, vorrebbe puntare ad un direttore con super poteri, si parla di quello della RAI obv. Personalmente non sono un guru ma intuisco che sia dalla parte del giusto. IL FUTURO DELLA TELEVISIONE ITALIANA E’ NELLE MANI DELLA RAI; ben contento di pagarne il canone.