PREMESSA Il titolo, scelto dagli autori, è fuorviante. L’articolo tratta di fotovoltaico, non di solare (generalmente inteso come solare termico).
di Maurizio Pallante e Andrea Bertaglio * Link
L’incontro fra il fotovoltaico e i terreni agricoli, fortunatamente, non avviene solo attraverso quegli scempi che vediamo sempre più spesso ai lati delle strade e delle autostrade, dove ettari di terreni liberi e agricoli vengono occupati da distese più o meno vaste di pannelli. Sì, è vero, meglio quelli che una centrale nucleare, o a carbone. Ci mancherebbe. Ma c’è chi ha deciso di andare oltre, installando appunto pannelli su tetti e tettoie che rappresentano un prezioso spazio inutilizzato. Il tutto proponendo addirittura un cambiamento radicale nell’approccio con l’agricoltura, l’economia e la stessa produzione di energia. Sono i membri di “Coltiviamo il sole”, uno dei progetti più intelligenti e innovativi nati in questi ultimi anni in Italia, che guarda all’economia reale e locale, cercando di soffocare sul nascere ogni tipo di speculazione. Questo progetto è nato dall’associazione Solare collettivo di Racconigi, in provincia di Cuneo, già nota per “Adotta un kilowatt”, l’incredibile esperienza che già dal 2007 permette la costruzione di impianti fotovoltaici attraverso delle sottoscrizioni collettive, e che per il successo ottenuto ha portato alla costituzione della Cooperativa Elettrica Retenergie. Obiettivo principale è la “democratizzazione dei meccanismi di produzione di energia elettrica”, oltre che il rafforzamento del legame tra agricoltori e cittadini. In particolare, il progetto “Coltiviamo il sole” ha lo scopo di
promuovere la costruzione di impianti fotovoltaici in aziende agricole e agrituristiche; la partecipazione diretta dei cittadini alla produzione di energia da fonti rinnovabili attraverso il finanziamento collettivo di impianti fotovoltaici in aziende agricole virtuose; e un nuovo rapporto fra cittadini e agricoltori che generi una relazione stabile e positiva per l’ambiente e le persone.
Oltre a cercare di costituire (o riportare a) un legame stretto con il mondo agricolo, Solare Collettivo vuole diffondere “la cultura per un’alimentazione sana, etica, con prodotti di aziende agricole locali che, rispettando la stagionalità della produzione e i ritmi dell’ambiente, concorrano ad uno sviluppo sostenibile del territorio”. Il tutto coinvolgendo direttamente sia i cittadini che le aziende del territorio stesso, costituendo dei gruppi di persone che finanzino collettivamente la costruzione di un impianto fotovoltaico presso un’azienda agricola o agrituristica. In concreto, la proposta di Solare Collettivo vede la partecipazione diretta dei suoi soci, che, versando una quota di € 300, 500 o multipli all’azienda agricola, permettono l’effettiva realizzazione dell’impianto fotovoltaico. Si stabilisce così l’interesse sul capitale investito e il numero di anni necessari per la restituzione. L’aspetto più “innovativo” è però che il capitale versato e gli interessi verranno restituiti annualmente sotto forma di prodotti agricoli e/o servizi agrituristici dell’azienda. Il rapporto fra i soggetti è regolato da un contratto specifico individuale che terrà conto di: capitale investito, numero di anni previsto per la restituzione, interesse garantito, tipo e caratteristiche dei prodotti. Per partecipare al progetto è necessario iscriversi all’associazione Solare Collettivo Onlus, che si occuperà di aspetti quali la promozione e l’organizzazione dell’incontro tra l’azienda e i cittadini, il supporto necessario nella fase di preparazione e stipula del contratto; ma anche il monitoraggio del progetto nel suo divenire, offrendo adeguata assistenza agli aderenti al progetto. Il primo progetto di “Coltiviamo il sole” è stato realizzato con Lo Puy, un’azienda agricola di montagna che produce formaggi di capra a latte crudo e carne di capra e capretto. Situata in Valle Maira, valle di lingua d’Oc della Provincia di Cuneo, l’azienda nasce alla fine degli anni ‘90 dalla volontà dei meravigliosi coniugi Giorgio e Marta, appassionati di formaggi caprini, di creare un’attività che valorizzasse un mestiere antico come la pastorizia. Vale la pena andare a trovare Marta e Giorgio. Che, insieme agli entusiasti partecipanti ai progetti di “Coltiviamo il sole” e ai professionisti che installano gli impianti, sono la dimostrazione vivente che, anche in questo particolare momento, un’altra Italia è possibile. Anzi, necessaria.





























La solare usura corrente.
Non si capisce, come mai per produrre energia occorre un buon conto corrente!
Lo specchio per allodole funziona , nulla di nuovo.
Chi detiene il grano incassa subito,
Chi ha un buon conto , fa guadagnare la banca capitale + interessi
La cara , energia italiana è programmata , in ogni senso sia solare o nucleare, o di provenienza occulta.
L’energia solare non è autonoma dalle altre energie.( per questo viene raccomandata).
Vorrei sapere in val maira, di inverno con 6 ore di luce (se va bene) se c’e il bleckout
quanti ibernati si troveranno, o la onlus provvedera con treni di batterie “ecologiche” da sostituire?
Si sa il solare, è stato superato da tempo .
La sola, non ancora.
Il fotovoltaico in Val Maira alimenta la fattoria, non l’intera valle. Il problema sarà risolto quando entrerà in commercio l’E-Cat di Rossi. Per il momento, quello proposto nell’articolo mi sembra il modo migliore per ottenere la sovranità energetica, oltre che sostenere l’agricoltura del territorio e incentivare il Km0.
“Sì sa il solare è stato superato da tempo”
Bruno illuminaci sui nuovi sviluppi !
Io l’impianto ce l’ho e copre il mio fabbisogno annuale di energia, mi sembra una buona cosa anche perchè riduce le emissioni. Certo se potessi immagazzinarla, questa energia, e staccarmi dalla rete sarei piùcontento; ma per ora sono soddisfatto anche così.
Il solare diffuso è comunque una buona cosa
Mi risulta che il solare sia molto sviluppato in Germania e Daminarca.
Purtroppo in italia pare che sia caduto nelle mani dellea mafia, come per l’edilizia e il movimento terra.
In italia è andato in mano a debenedetti-sorgenia
Il nocciolo è questo : il pannello solare dura circa una trentina di anni, se si fa il conto dell’energia spesa per costruire il medesimo con l’energia che esso produce nel corso della sua vita il risultato è in pareggio per cui il suo valore è praticamente nullo. L’unica energia valida è la “fusione fredda” ma chissà perchè questa è bloccata dal potere mentre per il solare ci sono incentivi a tutto spiano con l’accordo di tutti i politicanti. Meditate gente meditate !
…meglio le centrali nucleari???
L’inequa enegia a scapito altrui ? è falsa libertà.
Più efficace è il programma tedesco , dove senza iter burocratici ed economici pui farti installare i pannelli sul tetto, l’energia a tuo uso è gratuita il resto va in linea, le bollette meno esose per tutti.
Non sono a conoscenza di pannelli garantiti 30 anni , in commercio ci sono modelli vari ,
garantiti 5 – 10 -15 anni, comunque dopo dopo 15 o 20 producono meno.
Resta certo , il programma solare invischiato da accordi politici e company non è enegia così pulita ed immacolata ,è il solito compromesso per continuare il monopilio enegetico, fatto di false concorrenze ( il solito dùpe sociale).
Negli anni 80 si sapeva che era possibile trasmettere attraverso i cavi elettrici,senza fibre ottiche,probabilmente le varie corprazioni a bolletta mantengono a controllo e più profitti i sistemi di utenza vari.
Più vergognosa, è la questione dei contatori a controllo compiuterizzato, che possono entrare con sistemi a varie frequenze micro onde ecc, che contollano le abitazioni.
Non solo i consumi, per saperne di più fate voi la ricerca , sul sito di scienzamarcia,
è stato pubblicato un articolo molto dettaliato ,no ho il copia incolla nel mio sabotato compiuter.
Buona ricerca.
Devo retificare le indicazioni del sito indicato in precedenza,
L’ articolo era nel sito cieliparalleli , attualmente testato in sesta pagina : divieto ai nuovi contatori di lettura per consumi energatici ,di giovedì 15 settembre.
Giusto per capire.