FONTE: http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1659131&codiciTestate=1
Il caso a Napoli, dove la spa di riscossione ha usato dati fiscali del magistrato per appellare una sentenza Equitalia contro il giudice ipotecato
Ha dato torto al Fisco, ma per la società era in conflitto d’interessi
di Stefano Sansonetti
I giudici chiamati a risolvere le controversie tra Equitalia e contribuenti, da oggi, dovranno stare attenti, soprattutto se hanno a loro carico un’ipoteca immobiliare o un fermo amministrativo. Già, perché se versano in questa condizione, e poi danno ragione al contribuente, rischiano di finire nel mirino della holding statale. In sostanza Equitalia, in possesso di informazioni fiscali per ragioni di ufficio, potrebbe utilizzarle contro un giudice che ha dato ragione a un contribuente. E torto a Equitalia.
ItaliaOggi, carte alla mano, è in grado di documentare un caso che in Campania sta facendo discutere e ha già prodotto un esposto-querela contro Equitalia indirizzato alla procura di Napoli, al Consiglio superiore della magistratura e al Garante della privacy. Di seguito i fatti. Il 5 marzo scorso viene pubblicata una sentenza con cui il giudice di pace di Napoli, G.B., ha condannato Equitalia Polis (la controllata che riscuote i tributi in varie province della Campania), dichiarando nulla l’iscrizione ipotecaria precedentemente effettuata a carico di una contribuente napoletana, G.T., assistita dall’avvocato Angelo Pisani.
Nella sentenza del giudice di pace si dà torto a Equitala Polis su tutta la linea, con l’ulteriore dichiarazione di nullità dei vari titoli di credito, ruoli e sanzioni amministrative a carico della contribuente. In più Equitalia Polis è stata condannata al risarcimento del danno e alla refusione della spese processuali. Il caso, in particolare, riguardava un’ipoteca per debiti fiscali inferiori agli 8 mila euro, cifra al di sotto della quale, come ha anche ribadito una recente sentenza della Cassazione, non si potrebbe procedere all’iscrizione ipotecaria.
Equitalia Polis, nonostante la piena bocciatura del giudice di pace, non si è data per vinta e ha deciso di ricorrere al tribunale di Napoli. Nel conseguente atto di citazione contro la contribuente, datato 6 maggio 2010, i legali della società di riscossione chiedono l’annullamento della sentenza per conflitto di interesse. Proprio così. Nell’atto di citazione, infatti, si legge che «il giudice di primo grado, ed estensore della sentenza appellata, è stato destinatario in data 6.1.2010, ovvero solo 40 giorni prima della redazione della sentenza, di un provvedimento di fermo amministrativo da parte della appellante (Equitalia Polis, ndr), e in data 22.1.2010, ovvero 30 giorni prima circa della redazione della sentenza, di un provvedimento di iscrizione ipotecaria del tutto analogo a identico a quello oggetto del giudizio dallo stesso deciso». I legali di Equitalia Polis, prosegue l’atto, ne deducono che «certamente al momento dell’estensione della sentenza difettavano quei requisiti di imparzialità e terzietà che caratterizzano o dovrebbero sempre caratterizzare la prestigiosa funzione del giudicante». Insomma, il giudice si sarebbe dovuto astenere.
Il fatto è che Equitalia Polis è in possesso dei dati fiscali in ragione del particolare ufficio svolto. Questo è il motivo per cui il legale della contribuente, Pisani (che è anche presidente di Noi Consumatori, movimento che in Campania ha seguito numerosi casi di ipoteche), ha deciso di inviare un esposto querela alla procura di Napoli, al Csm e al Garante della privacy. Nell’esposto si sostiene che «la difesa di Equitalia Polis» ha diffuso «illegittimamente dati personali del giudice di pace conosciuti per motivi di ufficio dalla società in quanto conservati nel proprio sistema informatico». E questo porterebbe a configurare un’ipotesi di «accesso abusivo a un sistema informatico o telematico», e un’ipotesi di «trattamento illecito di dati». In più, prosegue l’esposto, «paradossalmente il conflitto di interessi sollevato da Equitalia Polis non viene considerato dalla società allorquando molteplici cause vengono trattate da giudici che risultano notoriamente essere genitori o parenti stretti degli avvocati che patrocinano nell’interesse della Equitalia Polis». L’esposto conclude che «è assolutamente necessario adottare ogni iniziativa al fine di verificare se la società è attualmente in possesso di dati illegali acquisiti dai propri data base con le medesime modalità, archivi che dovrebbero essere utilizzati solo per fini di ufficio e non certo per scopi privati della società».





























Certo che la privacy, che doveva tutelarci in quanto doveva proteggere l’uso dei nostri dati, non e’, in pratica, altro che l’ennesimo inganno.
Seguiamo questa vicenda con attenzione.
Impariamo a tenere i cani della politica e della finanza a guinzaglio corto. Siamo noi che dobbiamo condurre loro e non loro noi.
Sinceramente non comprendo gli ultimi 2 commenti postati , puzzano di minaccia e ricatto.
Non hanno nulla a che fare con il testo.
Agli anonimi signori del bungabunga , o slenguaslengua si chiedono chiarimenti.
Il fatto che siano stati pubblicati è indice che nulla sia da temere.
Le vessazioni sono all’ordine quotidiano.
Non vorrei sbagliare; le coscenze sporche sono generalmente mascherate, è risaputo, vigliaccheria e il tradimento fanno parte delle varie facce di usura, inutile camuffare la
visibile realtà.
iNFATTI LI HO MESSI IN SPAM MA LUI HA RIPOSTATO IL COMMENTO, SI VEDE CHE è UN AMMINISTRATORE CHE HA LE ENTRATE IN STAMPALIBERA DA QUANDO LINO BOTTARO HA DATO I PERMESSI A CANI E A PORCI. CHIEDO CON QUESTA MIA UFFICIALMENTE A LINO BOTTARO DI BLOCCARE TALE INDIVIDUO.
Lei ama e pratica la censura.
Questo non è, o non dovrebbe essere in linea con stampalibera.
Mi tolga una curiosità, ma i cani e porci sarebbero i suoi colleghi che scrivono su stampalibera? Quelli che non la pensano come lei ?
Faccia i nomi, si prenda le sue responsabilità.
Io chiedo a Lino Bottaro se è il caso di averla ancora tra gli amministratori del suo progetto, che lei, con il suo comportamento sta distruggendo.
Bruno probabilmente se non è un amico di Nicoletta, non è un lettore attento.
Per le minacce c’è la magistratura. Per tutto il resto il buon senso e la rete.
Per restare invece al’ articolo, la questione del conflitto d’interessi è una questione di emergenza democratica. Dopo vent’anni di Berlusconi poniamo la questione come se fosse un argomento di destra o di sinistra. Ma si tratta di un problema gravissimo che ha fatto a pezzi il nostro sistema democratico. Nei paesi civili dove ho lavorato, nel mio contratto si trovavano diverse pagine sulla questione. Nessun italiano ama Equitalia e ancora meno i lettori di stampalibera, ma se come al solito vuole postare articoli per riferirsi ad altro e fare della facile demagogia e del populismo da quattro soldi, non è serio.
Quel magistrato è in torto marcio, il conflitto d’interessi è una questione gravissima e c’è tutto. Che poi lo siano anche altri a favore di Equitalia o che le prove sia state ottenute con un palese abuso d’ufficio un altra ancora. Ma non parliamo di abusi di potere con lei che mi sembra la persona meno adatta, basta vedere come esercita i suoi micro poteri qui……non oso pensare cosa avrebbe combinato se fosse stata un magistrato od una giornalista.
Altissimo…
in questo commento:
http://www.stampalibera.com/?p=32992&cpage=1#comment-25846
dai della troia a Nicoletta Forcheri !!!!!!
non c’è bisogno di altro per capire !!!!!
dovresti essere bannato dal web intero !!!!!!