Fonte: http://www.lolandesevolante.net/blog/2011/11/07/polvere-nel-vento/
Articolo di Massimiliano Blandino
Il pomeriggio aveva ceduto il passo alla sera e tutto il mosso ondeggiare delle colline, i Downs, sembrava come immobilizzato, immerso in una luce perlacea. L’erba bagnata argentea quasi fosse coperta dalla brina, emanava vapori filamentosi che tendevano ragnatele sulle siepi, e disegnavano ricami nei fossi. La superficie opaca degli stagni, simile a latte scremato, rispecchiava l’immagine della luna gialla che, tonda e bassa, contemplava la scena, come l’occhio di un gatto enorme, accovacciato sull’altura e pronto al balzo.
da La bellezza non svanirà di A.J.Cronin
Questo granello di polvere è la Terra.
Non è la nostra Terra, anche se pensiamo che lo sia.
In qualche recesso della nostra immaginazione, affine a un delirio di onnipotenza di un bambino capriccioso, potrebbe accadere di scoprirvi frasi come: “Noi siamo i creatori dell’universo, i naviganti stravolti da rotte imprecise sulle onde gravitazionali dello spazio-tempo.”
Eravamo forse quei noi, i testimoni oculari dell’emissione di raggi gamma dai Bastioni d’Orione? Eravamo i cyborg di civiltà avanzate improvvisamente consci di aver realizzato il modo di violare le tre leggi della robotica, scovando un ego umano tra i nostri arti di titanio, dopo essere caduti come angeli maledetti, uri senz’ali, pezzi di firmamento incendiati dalla dannazione di una libertà infinita e irresponsabile, dopo il rifiuto dell’Amore cosmico, travolgente, rigurgitante vita in ogni respiro siderale?
Buzz Aldrin e Neil Armstrong udirono Also sprache Zarathustra tra le dune surriscaldate dal vento solare, puntando il loro sguardo verso quello che era per loro un sasso blu screziato di bianco ed ocra, mentre tastavano con buffi rimbalzi il suolo argenteo della luna e non avevano nessuna intenzione di ritornare a casa?
Questa sfera di terra e di ghiaccio, di magma e stoltezze umane, di macchie verdi e riflessi d’albedo sulle distese salmastre in perpetuo movimento, è forse l’onirica visione di una follia collettiva invasa di guerre e assenza di pace, stremata da razionali e logiche conclusioni sul caso e la necessità?
Immagino i colpi di scalpello del genio sul masso chiaro e vedo l’estrazione della forma perfetta di una giovane madre e di suo figlio deposto dalla sua tragedia d’uomo, come causa dell’eliminazione del superfluo, dalle linee traslucide della carne solida del marmo.
E in quella pietas ravviso l’unità di vita e morte, e allora credo che non sia Atlante a portarsi il peso del Mondo sulle spalle, ma una Madre Antica che lo sorregge d’amore sulle sue delicate braccia.
Ma è un soffio di polvere, una cosmogonica danza dervisci, questa goccia azzurra di vita, trastullo di Dei bizzarri, di divini fantasmi eterni, che eternamente ritornano, anch’essi imbrigliati da una forza attrattiva che tutto muove.
E’ in quei disastri di mare e di vento – quando i cinque elementi travolgono di caos l’ordine fragile dell’esistenza umana, o le vie segrete percorse da milioni di esseri viventi, mossi da paura, inchiodati alle loro storie personali, lacerati dalla lotta o dalla fuga – che vedo riequilibrarsi l’energia primordiale. La vedo fuggire, dimenarsi, scatenare l’apocalisse per risvegliare il senso del sacro nei distruttori di vita, negli uomini impazziti per il denaro, insegnando la follia dell’amore e costringendola a precipitare come un’inarrestabile inondazione, nei cuori più duri, refrattari ad ogni dolcezza.
Braccia forti, gambe ben piantate, sono la misura della solidarietà, dell’aggrapparsi disperato, del trarsi con foga fuori dagli inferni che bruciano sotto il cielo di tutti, dove brulicano gli eredi dell’umana ricchezza interiore, dimentichi di essere stati prescelti alla conservazione delle manifestazioni dell’Esistenza.
E ai creatori d’arte e non d’incroci genetici, di nano-solidi o biofantasie, che la Madre Antica si rivolge.
Tra le sue mani, non trattenuti, scivoliamo come polvere nel vento, senza suoni o parole, versi di una poesia scaturita dal vuoto, perché è nel cuore rovente e liquefatto dell’Amore che è contenuto il silenzio e non il contrario.





























Bene. Finalmente qualcuno ha intuito che sono le Madri Cosmiche
che sorreggono ed alimentano il Mondo, danno la vita e proteggono
la vita, in tutte le sue forme e manifestazioni.
Grazie, Massimiliano.
MAY PEACE REIGN ON EARTH
Grazie a te.