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E’ di oggi la notizia che Napolitano ha nominato Monti senatore a vita. Lo stà proponendo per un incarico pubblico? Povero Monti, aveva bisogno di una bella paga da nababbo come senatore  a vita e quindi il Napoletano gliel’ha conferito, il titolo. Mentre gli italiani polli cercano soluzioni per pagare il debito lui va a fare shopping con i soldi nostri, il Presidente.

Ma quali risparmi? Abbiamo un Presidente della repubblica che lucra sui viaggi aerei pagati dallo Stato, (Vedi video della TV tedesca pubblicato qui in StampaLibera) e distribuisce centinaia di migliaia di euro ai suoi amici della finanza internazionale  nominandoli senatori a vita. Non bastano le miglaia di auto blu !! L’Italia controllata da una torma di politici servi è in putrescenza. Come  si dice di un pesce marcio… che comincia a puzzare dalla testa? (ndr)

Tutti gli uomini di Mario Monti

Si scaldano Tabellini, Amato, Siniscalco e Saccomanni

di Stefano Sansonetti

Se riuscirà a insediarsi, al momento, non è dato sapere. Ma nelle convulse ore che si stanno susseguendo, l’ipotesi di un governo più o meno tecnico resta in piedi. Candidato numero uno alla sua guida è l’ex commissario europeo Mario Monti. Ma chi sono gli uomini che potrebbero affiancare l’attuale presidente della Bocconi nel ruolo di ministri? A prescindere da precisi incasellamenti, è inutile nascondere che, dietro le quinte, si sta scaldando un drappello di persone sulle quali Monti potrebbe voler puntare.

Il primo della lista è Guido Tabellini, rettore della stessa università Bocconi ed economista conosciuto a livello internazionale. Del gruppo dei bocconiani Tabellini è il profilo considerato più «sicuro». Tra i più vicini a Monti, infatti, c’è anche Francesco Giavazzi, il quale però nel corso del tempo si è distinto per attacchi e censure che lo hanno reso inviso a molti ambienti. Il low profile mantenuto di Tabellini, in questo senso, rende l’attuale rettore molto più spendibile in un governo chiamato a far riemergere il paese dalle sabbie mobili della crisi.

Altro profilo che circola è quello di Giuliano Amato. Il cui nome, a dir la verità, era stato sussurrato per ricoprire proprio la casella di presidente del consiglio. Si racconta addirittura di un incontro, avvenuto non molto tempo fa, in cui Monti avrebbe espresso la volontà di fare il ministro del Tesoro in un eventuale governo tecnico guidato da Amato. Adesso la situazione sembra essersi capovolta, ma i due rimangono assolutamente in lizza, anche se a parti invertite. Nella rosa, poi, spunta il nome di Domenico Siniscalco. L’ex ministro dell’economia, nato a Torino, ha cercato in tutti i modi di entrare nella corsa per diventare governatore della Banca d’Italia.Tentativo fallito, ma assolutamente non in grado di pregiudicare un nuovo blitz. Anzi, in alcuni settori si dice che Monti dovrà prestare attenzione a diverse istanze. Siniscalco, per esempio, negli ambienti imprenditoriali è molto stimato del concittadino Carlo De Benedetti, il quale recentemente ha raggiunto un accordo di collaborazione proprio con la Bocconi presieduta da Monti. Insomma, il presidente bocconiano si porterebbe dietro Tabellini, Amato e Siniscalco. Questi ultimi due, circostanza non di secondo piano, accomunati al primo da una certa affinità con il mondo della banche internazionali. Eh sì, perché Monti, il quale vanta un’incredibile rete internazionale di contatti che va dal think tank Bruegel al gruppo Bilderberg e al suo braccio armato, ovvero la Commissione Trilaterale, è anche international advisor di Goldman Sachs. Si tratta della banca d’affari americana della quale, in tempi e con ruoli diversi, hanno fatto parte personalità come Mario Draghi, Romano Prodi e Gianni Letta. Amato, dal canto suo, è senior advisor per l’Italia dell’istituto di credito tedesco Deutsche Bank. Siniscalco, a chiudere il cerchio, è vicepresidente di un’altra banca d’affari statunitense, la Morgan Stanley. Chissà, forse chi vede nel governo Monti il rischio di un Britannia 2, ossia di una svendita dei gioielli di stato, si basa proprio su questi legami.

Ritornando alla composizione della squadra, assolutamente in lizza è anche il direttore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni, il quale, battuto sul filo di lana nella corsa a palazzo Koch, potrebbe essere risarcito con un bel posto da ministro. Possibilità di un certo peso vengono riconosciute anche a Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro molto legato al ministro dell’economia, Giulio Tremonti. E c’è chi sostiene che Piero Ichino, magari come ministro del lavoro, e Roberto Maroni, magari confermato nel ruolo di ministro dell’interno, abbiano valide carte da giocarsi. Nel frattempo ci si organizza

Botteghe Oscure: Se non sono di Goldman Sachs, non li vogliamo

 
Prodi, Dini, Padoa Schioppa, Mario Monti, Mario Draghi aparatchik di Goldman Sachs catapultati nel potere pubblico.
 
di Tito Pulsinelli
[2]E’ ormai vicino il giorno in cui gli ex Botteghe Oscure e la nomenklatura della “opposizione” dovrà spiegare l’acritico, succube, incondizionale e sviscerato amore per tutto quel che è targato Goldman Sachs.
Gli orfanelli di Mosca, approdati al liberalismo nell’epoca della sua storica estinzione, hanno disinvoltamente calzato la sua negazione -lo spurio surrogato “neoliberista”- con verace furore sadomasochista. Non come astratta teoria ad uso delle madrasse accademiche o “bocconiche”, bensì come recidiva politica economica dei suoi governi. Romano Prodi, capo del più longevo governo di “centro-sinistra”, svolse la mansione di “senior advisor” di Goldman Sachs, sian dal marzo 1990.
Tra il 2007 e il 2009, Romano fu il prode paladino delle banche e firmò vari decreti disegnati sulla misura degli speculatori finanziari. Con il consunto paravento del “governo tecnico”, Botteghe Oscure ha sempre affidato la conduzione dell’economia ai vari Dini, ai Padoa Schioppa che in Grecia svolse l’ultima missione di proconsole-becchino plenipotenziario del FMI.
Che cosa c’è dietro questa succube love story con tecnocrati che hanno sempre lavorato per i grandi centri internazionali della speculazione finanziaria? Costoro, non sono mai stati servitori di due padroni -banchieri e salariati- ne hanno servito sempre uno solo. Anche Mario Monti è stato -dal 2005- advisor di Goldman Sachs.
Per Mario Draghi, la nomenklatura della sinistra neoliberista non arrossiva a indicarlo come capo dei futuri governi post-Berlusconi. Eppure, l’attuale boss della BCE, aveva raggiunto il gradino gerarchico più alto, dal 2002 al 2005, come vicepresidente e responsabile di Goldman Sachs per l’Europa.
Bisogna arrendersi all’evidenza: dirigere e pianificare la speculazione finanziaria globale non è un ostacolo per condurre l’economia di una nazione; bene pubblico ed interesse delle elites sono una unica e identica cosa. In sostanza, per chi si vergogna di Gramsci -molto apprezzato nei think tank della loro patria adottiva usamericana- e persino di Keynes, la ricetta idonea per difendere dal tracollo definitivo i salariati, classe media ed impresa nazionali, sono gli aparatchik del globalismo.
La nomenklatura affida volentieri i malati alle cure dei funzionari d’alto bordo che hanno propagato con foga l’epidemia. Li agevolano persino ad arrivare alla testa delle banche centrali o dei ministeri dell’economia, affinchè possano usare l’erario pubblico per il “salvataggio” dei bancarottieri. E per adottare politiche catastrofiche tendenti a svendere i patrimoni nazionali con privatizzazioni forzate. A vantaggio degli ex datori di lavoro del capo della BCE e dei ministri economici preferiti a Botteghe Oscure.
La “commissione” di Bruxelles e la BCE –eletti da chi? con quanti voti?- hanno oggi poteri di coazione per sanzionare i governi europei che non ridurranno del 7% la spesa pubblica. Ostentano un potere inferiore solo a quello dei fu governi sovietici, pianificando integralmente l’agricoltura, economia e finanza. Spingono in un vicolo cieco in cui 8 persone su 10, riceveranno meno redditi e servizi, con caduta dei consumi e della produzione, aumento esponenziale della disoccupazione, e gli Stati avranno meno entrate fiscali. A chi conviene?
A Londra si alternano governi di segno apparentemente opposto, ma c’è l’unanimità su queste questioni perchè i governi hanno perso la sovranità economica. Laburisti o conservatori, possono decidore solo dove fare tagli o mettere tasse. Il “socialista” George Papandreu svende le imprese pubbliche alle multinazionali. Riduce gli stipendi, le pensioni e i posti di lavoro agli ordini del FMI. Affida la tesoreria pubblica alle banche europee. Sostiene la guerra della NATO contro la Libia. Lui dirige la Polizia costiera greca per rafforzare il blocco di Netanyahu su Gaza.”
Ad Atene, Lisbona, Madrid, Budapest, Dublino contano soli i diktat lanciati dal FMI, BCE, agenzie di rating, cioè il potere internazionale de facto.
Le pietanze previste dal menù elettorale sono identiche, e gli scenari prospettati dai fatiscenti partiti sono miraggi che si sostanziano solo di chiacchiericcio mediatico. Non rappresentano piú i cittadini europei. Per cercare soluzioni che non siano vantaggiose solo per il 20% della popolazione, è necessario oltrepassare il terreno della politica. Per dare un taglio ad un modello incapace di moltiplicare la ricchezza, che si vanta senza pudore di saper moltiplicare solo i milionari, è sempre più necessario varcare la soglia della lotta sociale, civica, trasversale, dal basso. E guardare coloro che hanno osato affrontare la “dittatura del mercato” o che seppero gridare “que se vayan todos!”, o che organizzarono referendum sul debito e sulle modalità con cui pagarlo, o meno. E’ così che l’Islanda ha strappato qualche risultato utile e vitale per le genti laboriose.
Le nuove potenze emergenti, però, si distinguono per non sottostare al dogma della autonomia assoluta delle Banche centrali -vedi Cina- e per delimitare lo spazio di manovra del cosidetto “mercato”, rigettando il dogma della sua libertà assoluta. Tutto, assolutamente tutto, sia nella fisiologia umana, che nella natura e nelle scienze, funziona in base a regole e principi di autoregolazione e delimitazioni reciproche. Tutto ha limiti, perchè i mercanti di “valori cartacei” no?
Non c’é piú la libertá di comprare buoni del tesoro emessi dagli Stati. I governi sono obbligati a indebitarsi con la banca privata. Perché? La “libertà del mercato” è un fondamentalismo oscurantista, con vocazione autoritaria, testo ad abolire la nozione del bene comune e nullificare le istituzioni su cui ancora i cittadini hanno qualche residuale influenza, attraverso il voto.
Pubblicato da Selvasblog [3]
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11 Commenti a “Tutti gli uomini di Mario Monti”

  • NxT:

    E’ da un sacco che volevo scriverlo…lo faccio stasera.

    Il banner di FreePC è fastidiosissimo! Mentre leggi vedere questa cosa di lato che continua a sparare scritte e immagini in movimento disturba tantissimo la lettura. Capisco che vi rifinanziate con i banner, ma che cavolo!
    Voi per gli argomenti che trattate sapete meglio di me che i colori ed i movimenti sono studiati per attrarti…e questo da ancora più fastidio.
    Sono costretto a coprirlo con un altra finestra per avere un po’ calma visiva durante la lettura.

    Io uso firefox (che è freeware) poi non so se con altri browser sia diverso.

    Scusate eh, ma era da un po’ che volevo comunicarvi questa cosa.

  • Andrea:

    Son davvero disgustato di tutta (anzi per essere piu’ precisi di quasi tutta) l’italia. Napolitano e’ solo la punta dell’iceberg di questo schifo ormai in piena putrefazione.

    Voglio dire a tutti gli italiani che io mi ritengo Sardo e ne sono fiero. Un’isola la cui gente e’ sempre stata trattata dal resto degli Italiani come dei tontoloni e bonacioni. Ora tutto quello che e’ stato fatto alla Sardegna e al suo popolo il resto del mondo lo sta facendo all’Italia.

    Io insieme a quasi la totalita’ dei Sardi desidero che la nostra isola di stacchi una volta e per sempre dalla schiavitu’ che ha dovuto subire dal popolo italiano prima e dall’europa in seguito.

    Proprio su suggerimento di alcuni lettori di questo giornale che propongono come unica soluzione al male politico presente in tutte le Nazioni, l’istituzione di una democrazia diretta, io propongo che la Sardegna si stacchi prima di tutto dall’Italia e poi si trasformi in una democrozia diretta staccata da qualsiasi organizzazione internazionale. Noi ci consideriamo un popolo vero ed autentico e vediamo negli italiani (tutti: da nord a sud) e poi nel resto degli europei il simbolo della falsita’, della menzogna, della cattiveria e dell’ego. Voglio vivere in una terra felice, piena di energia e amore, felicita’ che prima l’italia e ora l’europa stanno cercando di eliminare una volta e per sempre dalla mia terra. Ma ora basta. Faremo di tutto per non farci mai piu’ sottomettere. Da nessuno!!!!!!!

    • Georg:

      Sono padano e voglio il confine di stato sulla Linea Gotica.

      • Andrea:

        Per me tu puoi essere quello vuoi: di quel che ne verra’ fatta dell’Italia (inclusa la tua “bella e corrotta Padania” (vedasi le cementificazioni in Liguria e il conseguente vergognoso disastro idro-geologico non appena ha piovuto un po’ piu’ del solito)) a me non interessa proprio un bel niente. Vi sentite diversi dal sud Italia, ma ai miei occhi, a parte qualche piccola differenza (di accento, di tratti somatici, ecc.) siete tutti uguali: nel bene e nel male!

        Per me l’unica cosa che importa e’ la Sardegna si stacchi il piu’ presto possibile dall’italia e dal resto d’europa, e che riacquisti nuovamente la sua dignita’, ormai perduta da troppo tempo ma di cui una piccola scintilla batte ancora nel cuore dei Sardi.

        Senza rancore,

        Andrea

      • pat:

        io sono con te

  • Alvise:

    Mario Monti non è più un tecnico avendo acquisito una patina istituzionale dopo essere stato nominato senatore a vita. E’ la prova che Napolitano è un genio, ha detto Scalfari ieri sera su La7.

    La posizione di senatore a vita dà garanzie a Monti di restare immune nonostante i latrocini in stile Russia di Eltsin e i tradimenti della sovranità nazionale che andrà a commettere assieme ai suoi altolocati sodali. Gli viene poi così costituita una polizza col vitalizio senatoriale.

    La Deutsche Bank patrocinata dal pensionato d’oro Giuliano Amato (più ebreo degli ebrei) un mese fa ha scaricato sul mercato titoli di Stato italiani per sette miliardi di euro che teneva in portafoglio, dando inizio all’attacco speculativo che ha lasciato interdetto perfino Prodi che evidentemente non ha mai capito i reali intenti dei suoi padroni.

    Ichino viaggia con la scorta di gorilla di Stato perchè evidentemente teme l’ira del popolo lavoratore italiano.
    Frattini giudeo resterà agli Esteri.
    Si parla di Siniscalco vecchia conoscenza in seno a Bilderberg, Saccomanni direttore della Banca d’Italia e perfino di Bini Smaghi.

    Padoa Schioppa dopo essere stato tumulato con rito cattolico a Santa Maria degli Angeli andrà a finire nel Famedio del cimitero monumentale di Milano sua città natale.

    Credo che verremo a trovarci in una botte di ferro con Draghi a capo della BCE, Monti capo del governo, banchieri e fiduciari della finanza ebraica disseminati dei vari ministeri della nostra patria.

    C’è veramente bisogno di tanta tracotanza accademica e massonica ? La Polonia ha eletto presidente l’ umile elettricista Walesa quando si trattò di fargli fare i passi cruciali verso il giogo anglo-atlantico.

  • Pino:

    Personaggi insignificanti,sono maggiordomi dei poteri forti.La colpa è del popolo italiano
    sempre pronto ad accettare compromessi e furbizie.In una notte hanno nominato un senatore a vita ,uno dei tanti,che costa al paese un ochhio della testa e in più avremo un nuovo e vecchio codazzo di nuovi parassiti.

  • cari signori.ho ottantani ,mi ricrdo bene cosa hanno fatto i comunisti e i fasisti in italia .ora si troviamo di parlare ancora di boteghe uscure .ora santoro e tutti gli altri uguali a lui ,di cosa parlerano ,di dalema bersani vendola .ne dubito (vergogna)

  • Romano De Simone:

    Mandai un esposto a Mario Monti nel 2004, per gravissime distorsioni del mercato Europeo, legate all’opera di un certo Mario Scaramella. Ma, aimé, non sapendo che Mario Scaramella era socio di Berlusconi e membro del gruppo Bildberg, come venni a sapere dopo qualche anno, ed essendo all’oscuro del fatto che anche Mario Monti faceva parte del gruppo Bildberg, nonché della Trilaterale, non solo il Commissario Mario Monti non fece assolutamente nulla, e non si degnò neppure di rispondermi per fatti gravissimi, la cui competenza ad intervenire subito era solo sua, ma sicuramente mi segnalò ai suoi amici come SOGGETTO DI DISTURBO DEL LORO SISTEMA DI POTERE.

    Bel ca….o di lavoro è quello di farlo presidente del Consiglio dei Ministri, con queste belle premesse partigiane, a favore di gruppi di pressione, che hanno già offuscato le cronache mondiali, come il Gruppo Bildberg e la Trilaterale !

  • hendrina:

    ciao ma vi rendete conto che abbiamo messo l italia in mano a un ebreo massone e con un capo di stato un pò rinco ? per non parlare del berlusca che per una putt……. ha messo l italia in questa situazione che vergogna ora anche Bossi mi ha deluso anche se oggi ha chiesto venia troppo comodo ma da chicavolo siamo governati ? da ebrei da pervertiti e da mangia soldi che schifo troppo facile per chi naviga nei soldi chiedere sacrifici a chi non riesce ad arrivare alla fine del mese BRAVIIIIIIIIIIIIIIIII

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