Categorie
VISITE
Ti ringraziamo per essere passato sul nostro blog! Torna a trovarci presto!

Ripropongo due articoli dall’archivio del mio blog. Il primo dove riprendo Blondet che nega il complotto internazionale contro Berlusconi, quando il duo Berlusconi/Tremonti era ancora la coppia della legge di rinazionalizzazione di Banca d’Italia, mai attuata, e prima del tradimento di Tremonti, firmatario del trattato del MES, che un governo tecnico ossia una vacanza di reale democrazia e parlamento non avrà alcuna opposizione nel ratificare entro fine dicembre.

Il secondo descrive un Monti tendenzioso che non ha visto la frode e l’insider trading di cui si sono macchiate due agenzie di rating accusate dalla magistratura di Trani, con i giochetti nella notazione dei nostri titoli.

1) MARTEDÌ 19 GIUGNO 2009

LETTERA A BLONDET. di N. Forcheri
Questa è una lettera di risposta di un articolo pubblicato da Maurizio Blondet in cui negava la teoria del complotto e affermava, a giugno, che Berlusconi si rovina da sé (che non riesco a ritrovare).

Gentile Blondet
non concordo con Lei sull’assenza di complotto internazionale nei confronti di Berlusconi. Esso avrebbe piu di un motivo di essere, oltre all’asse energetico Roma Mosca, ci sarebbe anche quello non minore dei derivati. Derivati che Tremonti ha sospeso, almeno i nuovi, per un anno di tempo, il 17 giugno scorso, in attesa di una regolamentazione che non viene. Sivvede che ci sono forti pressioni che remano contro, magari proprio quelle che organizzano i pompinigate. Derivati ai comuni che Berlusconi ha dichiarato prima del G8 a gennaio di volere annullare (quelli in corso), poi non se n’è piu saputo niente. Quando le quattro banche responsabili di frode in materia di derivati agli enti locali sono state messe sotto sequestro, il 28 aprile scorso, è scoppiato guarda caso l’affare noemi e non se ne è piu sentito niente.
Perciò io sono strasicura che il complotto internazionale c’è ed è quello della finanza angloamericanafrancoeuropea nei confronti di un duo Berlusconi Tremonti che in materia di finanza e di banche vuole cercare di salvare l’Italia dal disastro derivati e dal cappio usuraio che il sistema bancario internazionale sta mettendo sull’intero paese per farlo fallire e per magnarselo. Contrariamente a tutti gli altri, da Scajola a Brunetta, da Fini a Frattini, da Prestigiacomo a Bondi, i quali invece adempiono completamente a quel compito.

Berlusconi infatti, contrariamente ai funzionari bancari (Prodi, Padoa, Monti, Bassanini, Visco) che guadagnano tantissimo dai fallimenti delle imprese e le conseguenti fusioni e acquisizioni pilotate dalle banche, sarebbe il politico che avrebbe maggiormente da perdere visto il suo impero economico, da un golpe bancario “di tecnici” sull’Italia, o da una resa al debito pubblico fraudolento organizzato dagli stessi degli scandali pompini.

Lei dice che le banche vogliono liquidare Tremonti ma che Berlusconi ha fatto tanti piaceri a Banca Intesa Ligresti e i mascalzoni dell’edilizia mafiosa. Vero, nessuno rinnega né le sue origini, né di quale pasta è fatto ma come Lei correttamente dice ha fatto più piaceri alla mafia nostrana che non alla mafia finanziaria internazionale – per non parlare del “dispettuccio” al boss Murdoch dell’aumento dell’IVA ai livelli degli altri – e pertanto ciò conferma la mia teoria che la finanza internazionale avrebbe piu di un motivo per prendersela con il picciotto che ha sgarrato, in questo piccolo post ne ho già detti tre.

Inoltre ho la sensazione che quella di Tremonti sia una corrente soft del globalismo sfrenato, moderata e un attimino nazionalista, ed è perciò che i due sono malvisti dal nazismo bancario.

Lei dice che Tremonti è il bersaglio e si chiede perché Berlusconi dovrebbe mai esserlo. Scusi ma chi è che ha scelto Tremonti? Non vede che quei due sono solidali, almeno per il momento, e che si trovano d’accordo negli argomenti appena detti?

L’unico dubbio? Che quella di Tremonti sia una recita per ficcarci, in quanto futuro presidente dell’Eurogruppo, il solito nuovo ordine mondiale, con potenziamento dei poteri della BCE, manco ce ne fosse bisogno

Nicoletta Forcheri

19 giugno 2009

Il bilderbergee Monti, ex commissario europeo per la Concorrenza, presidente della Bocconi nonché futuro candidato per il centrosinistra alla guida di un governo ‘tecnico’, mette in evidenzia che la sequenza degli avvenimenti, dall’allarme delle agenzie di rating alla “conseguente” decisione di anticipare la manovra, dimostra come Berlusconi e Giulio Tremonti siano “stati costretti a modificare posizioni (…) e a prendere decisioni non scaturite dai loro convincimenti ma dettate dai mercati e dall’Europa” (cfr.http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2011/08/07/visualizza_new.html_757502209.html), facendo finta di non sapere che la procura di Trani – finalmente qualcosa si muove nella magistratura ? – aveva promosso qualche giorno prima un’azione giudiziaria contro le agenzie di rating USA con le accuse ipotizzate di aggiotaggio, manipolazione di mercato e abuso di informazioni privilegiate (cfr.http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=9909 ).Così Monti oggi ne approfittava – soddisfatto – per fare passare come un’evidenza l’accettazione da parte di governo e maggioranza di “un ‘governo tecnico’” aggiungendo che “le decisioni principali sono state prese da un ‘governo tecnico sopranazionale’ e si potrebbe aggiungere ‘mercatista’”, glissando palesamente sul fatto che le principali agenzie di rating sospettate di avere provocato le turbolenze del mercato erano state messe sotto inchiesta con un avviso di garanzia, avendo Moody’s e Standard & Poors “diffuso notizie non corrette, dunque false anche in parte, comunque esagerate e tendenziose sulla tenuta del sistema economico-finanziario e bancario italiano (…) concretamente idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari”.Che abbiano agito contro l’euro per sostenere il dollaro? O contro i titoli italiani per conquistarci meglio? Se fosse riconosciuto il dolo basterebbe l’opposizione di un singolo Stato membro per bloccare l’autorizzazione delle due agenzie di esercitare l’attività di rating: l’Italia lo farà? Se fosse un governo tecnico, sicuramente no. La ciliegina è che le ipotesi di reato – aggiotaggio, manipolazione di mercato e di abuso di informazioni privilegiate – sorgono dal fatto che il giudizio negativo sulla manovra finanziaria di Tremonti è stato comunicato prima ancora che quest’ultima fosse resa pubblica.
Ma Monti il mercatista goldman boy – Senior Advisor Goldman – evidentemente non se ne è accorto.

N. Forcheri 7 agosto 2011

Un Commento a “Archivio: Berlusconi, (3)Monti e il complotto internazionale”

  • ws:

    blondet dopo una iniziale infatuazione ( mi pare scrisse nel 1994 un panphlet ” catilina e berlusconi ” attribuendogli una positiva carica rivoluzionaria) non ha mai piu creduto nel berlusconi politico, e purtroppo visto come poi B si e’ fatto ridimenzionare senza nemmeno un tentativo di lotta, bisogna convenire che il giudizio ” storico” di blondet non e’ molto sbagliato

Lascia un Commento

Gianni Lannes
FreePC
Antonella Randazzo
SCIE CHIMICHE
Corso Nuova Fotografia