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“Non fare del bene agli ignoranti – Potrebbero rinfacciartelo e testimoniare davanti ad un giudice, di essere stati loro a fare del bene a te”

Noto con piacere (ne avevo trattato in tempi non sospetti, allertando inutilmente e senza esito il branco di pecore belanti) che la tanto sbandierata “libertà della rete” sta producendo i suoi frutti velenosi!! Il risultato si è tradotto in una omologazione delle coscienze appiattite sul pensiero del primo cialtrone mitomane in cerca di visibilità che alla verità, antepone l’approssimazione strumentale e la piaggeria di un’orda di parassiti nullatenenti e nullafacenti!
Insomma, per il momento tutti se la cantano e se la suonano fino al giorno in cui, non resteranno che in 4 gatti appesantiti da un congruo numero di merendine industriali, intenti a cianciare come comari, sulla loro incompresa valutazione degli eventi – inebetiti a guardare il grande fratello e la De Filippi – a leggere le succulenti notizie della gazzetta dello sport, disquisendo animatamente (come giudici assolutamente neutrali!!) su un rigore non dato.
Del resto, non c’era nulla da aspettarsi, ne oggi di che stupirsi!

Per molti del Blog che infestano “la grande ragnatela mondiale”, si ripete (pari pari) la storia di quelle un tempo definite “le radio libere” che in seguito hanno mutato la loro originaria destinazione, in un’altra più prosaica, di natura commerciale – in sintonia con i loro più pratici ideali di libertà!!!
E’ in questo modo che nel tempo, la qualità della musica si é drasticamente ridimensionata!

La stessa cosa, sta accadendo ai molti “contenitori di informazione” che, alla verità dei fatti, al buon senso e all’evidenza, preferiscono soddisfare i desideri morbosi di una platea assetata di ipotetiche cospirazioni e di complotti e trame, compiacendo così il minimalismo strutturale di una massa di visionari senza arte ne parte che, in seguito, dettano le loro condizioni. L’intento é di assicurarsi un sostanziale numero di visitatori – “indice di ascolto dei lettori!!” – Mai un auto critica o un segnale di discontinuità!!

“L’ignoranza é l’incapacità di mettere in discussione le proprie supposte convinzioni” (J.T.), tanto più se non sono farina del nostro sacco ma del sacco bucato e rubato di un infamone che intende commercializzare la sua mercanzia scaduta e fasulla ad una platea di allocchi!! Non c’é niente di peggio nella vita di un uomo, dell’essere presi sistematicamente per i fondelli da qualcuno che in realtà é più stupido di noi!!
Non fare del bene agli ignoranti. Potrebbero rinfacciartelo, e testimoniare davanti ad un giudice, di essere stati loro a fare del bene a te. Oggi se vuoi diventare ricco e potente devi avere la fortuna di nascere ignorante.

Ma non sempre, l’ignorante, è privo di capacità di linguaggio! Spesso, lo ha affinato nel tempo al solo scopo di giustificare, a se stesso, debolezze, crimini, paure, complessi e frustrazioni.

Questo nuovo e singolare popolo del WEB, buona parte del quale sonnecchiava da sempre ai margini di un analfabetismo culturale cronico – ben lontano così dal produrre seri danni alla società – ieri con la televisione e oggi con l’interazione mediatica della Rete, sta dando fondo ad ogni sorta di isteria intellettuale, in ragione di una apparente visibilità insperata. Così, investito di un tale, magnanima concessione e sull’onda di una lancinante e da troppo tempo repressa frustrazione da isolamento, si concede spudoratamente a disinvolte conclusioni ed empirici giudizi critici (nel merito di questioni così al di fuori dalla portata, di chiunque sia in possesso di una discreta dose di ragionevolezza e senso del limite), da sconfinare nel delirio di una onnipotenza da ultras da stadio di calcio.

Ignoranti si era e ignoranti si rimane! L’astratta illusione di potere riscattare la nostra condizione di subalternità con l’accesso di massa ai mezzi di comunicazione, è una mera congettura che oggi, i fatti, avvallano tale, in maniera inopinabile. Così, ad un tratto, questa folla di pappagalli “del copia e incolla” folgorati sulla via di Damasco, come illuminati a cui è stata conferita la missione di decidere le sorti e la salvezza dell’umanità e del mondo, si prodigano dentro un sistematico quanto sterile chiacchiericcio globale, volto a volere suffragare e ufficializzare le tesi più bizzarre, e le conclusioni più azzardate.
Ci vuole ben altro e ben altri mezzi per rendere onore alla verità.
Oggi, tutti immaginano di avere capito tutto, e di potere così dettare le condizioni e le regole agli altri, forti delle conclusioni rubacchiate, trafugate dal grande mare della Rete, e prese in prestito da uno zelante professionista del “copia e incolla” e in seguito, fatte proprie.
Nel frattempo gli androidi (mai come oggi omologati alla tendenza della notizia bomba dell’ultimo minuto – scoop -), pur di non correre il rischio all’emarginazione ma ancor di più, di essere additati alla stregua di eretici, di pericolosi sovversivi e troppo diversi e distanti dall’idea dominante, e ancora più disonorevole, di non essere diligentemente “informati” sugli accadimenti del giorno o sull’orientamento dei nuovi maestri, volto al revisionismo storico e al negazionismo, si adeguano alla volontà di un regime di “aria fritta” per non dovere fare ritorno nel limbo gelatinoso di uno scomodo anonimato.

E’ la storia che si ripete e che si esprime nell’incapacità di contrastare la paura del dopo e della solitudine, non essendo in possesso di autorevoli parametri di riferimento, in virtù dei quali comparare e raffrontare le proprie intuizioni, stati d’animo e scelte, per poi opporsi alla menzogna dilagante.
E’ la triste narrazione di una società che sul relativismo dei valori e dei principi etici, ha suggellato il suo perverso, progetto di schiavitù a piede libero, contando sulla natura codarda e opportunista degli individui che, alla forza di una volontà decisionale e alla dignità, hanno anteposto (senza troppo pensarci), l’inoperosità di uno stato vegetativo e, alla libertà, licenza e sudditanza.

Sono le pecore che si abbeverano al fiume dell’imbecillità umana, condividendo le tesi surreali di qualche mitomane senza palle in crisi di astinenza da visibilità, che fa della disinformazione (ma essendosi prima informato da fonti segretissime e secretate e più pertinenti con la sua natura di marpione!), il suo stile di vita. Uno sgarbiano personaggio dell’ultima ora che con l’enfasi, il tono e il vigore verbale di un gesuita d’assalto, declama la sua metodica e puntuale opera di investigazione, sventolando sul naso degli astanti, tesi e trame di sicuro effetto, fra la lo stupore e la maraviglia degli ebeti adoranti.

Sono i novelli predicatori del nulla di questo tempo sospeso, avulsi dal più banale concetto di conoscenza e di cultura, che sia in qualche modo riconducibile ad una loro personale e imparziale analisi delle circostanze. Gente senza spina dorsale, sussulto di orgoglio e slancio di ribellione. Sono quelli che alle ragioni di un onesto e pacato contradditorio, sbraitano e declamano, inveiscono e abbandonano la scena, brandendo come uno scettro, un promemoria di appunti e dati che minacciano di rivelare al mondo.

Il grande Leo Ferré (pace all’anima sua) che ebbe la geniale intuizione di interpretare alcuni testi di Cesare Pavese, cantava: “chi vuol sapere troppo non conosce mai niente”. Soprattutto di questi tempi di imperante confusione, mai una tale affermazione è stata più confacente e congeniale con la realtà, fino a contraddire ogni generica fantasticheria.
In verità il solo ed unico vero complotto è quello perpetrato dal Sistema Potere contro l’umanità, che ha prederminato la condizione al fine di trascinare le società, dentro uno stato confusionale e contraddittorio senza precedenti, interpretando alla lettera la celebre locuzione latina, divide et impera.

Gianni Tirelli

17 Commenti a “L’IMPOPOLARITA’ DELLA VERITA’ E IL TRIONFO DELL’APPROSSIMAZIONE – DIVIDE ET IMPERA –”

  • Francesco:

    Gianni….ma ti riferisci a qualcosa in particolare ?
    Se si, ti pregherei di specificarlo con qualche esempio…altrimenti il tuo articolo dice tutto e non dice niente.

  • Ascanio Montisci:

    Concordo con Francesco.
    Devo dire che scrivi bene, mi piaci.
    Ma quì sei incazzato nero. Che è successo?

  • gianni tirelli:

    @ – Francesco caro quello che dovevo specificare é nell’articolo. Più chiaro di così!! Ognuno ne tragga le sue conclusioni. E’ semplicemente la mia analisi sullo stato delle cose, in totale buona fede senza essere preda di alcuna simpatia di parte!! E’ il mio lavoro di uomo libero da ogni laccio e lacciuolo. Ciao

  • gianni tirelli:

    @ Ascanio Montisci: il termine esatto non é “incazzato” ma di qualcosa che rientra in una condizione di estrema riluttanza verso un mondo di menzogna che sta irrimediabilmente precipitando lungo il crinale di un baratro del quale non conosciamo la profondità. Estremamente amareggiato!! ciao

  • imbarazzato:

    Premesso che La stimo e leggo sempre con interesse i Suoi scritti, Lei si fa trascinare dalla foga e, proprio per amore di quella conoscenza non sterile che Lei auspica diventi obiettivo di tutti, La prego di ricontrollare i Suoi scritti perchè non si dice ” dividit et imperat” ma dividi et impera; non “avvallare” ma avallare; non “scoup” ma scoop. Con umiltà, La saluto.

  • imbarazzato:

    Ho controllato con vocabolario italiano/latino e mi correggo: ” divide et impera”. C.V.D.

  • Sandro:

    Saluti a tutti.
    Effettivamente il “seme” della riflessione era buono.
    Peccato che ne sia sbocciato un “fiore” polemico.
    Sig. Gianni Tirelli, condivido pienamente la riflessione,
    per questo sono convinto che il “Sistema Potere” che
    rende schiava l’umanità sia “necessario” in quanto nel
    perpetrare la sua opera di dominio assolve una funzione
    di garante dell’ordine.
    Ecco perchè, quando immagino un mondo “libero”, in cui
    ognuno è “libero” di dire e di fare, mi vengono i brividi.
    Grazie comunque del pensiero.

  • David:

    dall’articolo molto ben fatto ed eloquente si traggono alcuni punti a mio parere: 1 la tecnologia della rete accorcia il necessario percorso di consapevolezza, quindi depista e porta fuori strada dal percorso di consapevolezza, introducendo le persone in un mondo incomprensibile, proprio perchè si basa sulla possibilità (fittizia) di affermare il loro pensiero, cosicchè la gente trova un oceano di pareri personali, soggettivi, relativi, contrastanti con cui misurarsi, immettendosi in un flusso in cui ci si può perdere e non ci si accorge di poter essere risucchiati, in un condizionamento psicologico di massa.
    Ergo la rete è il perfetto strumento di dominio globale da parte del sistema.
    2 l’attuale mondo contemporaneo ci porta a confrontarsi su tematiche di larga scala le cui effettive dinamiche sfuggono ad una normale comprensione. Per cui quanto ora sarebbe d’uopo rivolgersi verso se stessi, nel silenzio, nell’anonimato, nell’umiltà, nello studio della conoscenza, spegnendo il frastuono mediatico esterno, il coinvolgimento dei deliri egoici di sentirsi uno dei pochi liberi dal dominio del sistema, che è invece, comunque uno specchio del nostro nemico interiore, con cui ancora non abbiamo risolto delle faccende. grazie dell’articolo.

  • gianni tirelli:

    @ Sandro – “il mondo “libero”, in cui ognuno è “libero” di dire e di fare” é percepito oggi dalla stragrande maggioranza delle persone, come l’attuale – avendo confuso la licenza con la libertà, la contraffazione come la realtà e la catastrofe ambientale con il progresso!! Insomma, una sorta di relativismo reale da torre di Babele – ciao

  • gianni tirelli:

    @ David – un eccellente disanima!

  • gianni tirelli:

    @ a benefico mio e di tutti!

    Ecco altri due verbi che non sono affatto sinonimi l’uno dell’altro, come alcuni, erroneamente, credono; hanno, infatti, un’ “origine etimologica” diversa. Il primo (con una “v”) sta per garantire, suffragare e simili: la sua è un’opinione avallata dall’esperienza; il secondo, con due “v”, significa produrre avvallamenti. In proposito diamo la “parola” al Treccani in linea:
    avallare v. tr. [der. di avallo]. – 1. Garantire con avallo: a. una cambiale. 2. fig. Confermare, rendere credibile, dare credito: a. una promessa (di altri); avallò le parole dell’amico con la sua autorità. ? Part. pres. avallante, anche come sost., chi avalla, chi garantisce un obbligato cambiario (avallato), divenendo a sua volta obbligato nello stesso grado del soggetto a favore del quale presta la garanzia.
    avvallare v. tr. [der. di valle]. – 1. Propr., far scendere a valle, e per estens. mandare in giù, affondare. Quindi, nell’uso ant. o letter., abbassare, chinare: i baroni avvallarono i cappucci (M. Villani); E l’uno il capo sopra l’altro avvalla (Dante); o volgere verso terra: Gli occhi belli avvallando (Carducci); fig., umiliare, avvilire: sollevi e avvalli con le tue mani (Boccaccio, con riferimento alla Fortuna). 2. intr. pron. a. Affondarsi, abbassarsi, detto del terreno per qualche cedimento del sottosuolo (meno com. di pavimenti e d’altre superfici); letter., con questo senso, l’uso senza la particella pron.: il terreno avvallò per largo tratto. b. ant. Scendere a valle, al piano: Vegnon di là onde ’l Nilo s’avvalla (Dante); anche di persone. c. fig., ant. Abbassarsi moralmente, avvilirsi: noi dietro all’appetito avvallandoci sozze fiere diveniamo (Bembo). ? Part. pass. avvallato, anche come agg., di terreno che presenti avvallamento, depresso; con altra accezione, situato, incassato in fondo a una valle: un paesino avvallato.

  • gianni tirelli:

    Gentile “, Imbarazzato” da una prima ricerca sembra che la declinazione “impera” non sia esatta ma più correttamente “imperat”. grazie

  • Ciao Gianni, hai sparato a ragione nel mucchio, è hai colpito anche me.
    Che sto cercando di farmi un opinione leggendo qua e la.
    Che in questo marasma universale sto cercando di capirci qualcosa, per poi poter comprendere (non credere ma comprendere ) e comportarmi di conseguenza nel modo più corretto e utile per uscire (possibilmente non da solo) dal marasma.
    So bene che il miglior cieco è quello che non vuole vedere, e so anche che le “cose giuste” occorre “sentirle” o “vederle” non con le orecchie o gli occhi ma con la coscienza.
    Perciò ho preso l’abitudine di scrivere o riportare notizie che ho “fatto mie” e che “sento” veritiere. Tanto chi non vuole capire non capirebbe comunque, per la fondamentale proprietà che nessuno può cambiare gli altri ma solo se stesso.
    Quindi anche io sono un fautore del “copia e incolla” … leggo qui su stampalibera (o altrove) una notizia interessante[1] e mi viene voglia di divulgarla, ma nel farlo quasi sempre ci metto del mio, aggiungo qualche riflessione, se posso riferimenti esterni.

    Quindi mi chiedo: come fare per esprimere i propri pensieri-sentiti-veri (sentimenti?) derivanti da considerazioni altrui, in modo che questi si diffondano il più possibile senza ricadere nella stupidità e ignoranza?
    Grazie.

    @ Sandro
    Se di colpo si rendessero gli individui di oggi Liberi nel vero senso della parola, subito sarebbe il caos. Ma poi, passato il primo momento (quanto lungo sia non saprei), tutto si stabilizzerebbe in armonia.
    Il tuo “Liberi che spaventa” potrebbe essere paragonato a quello che succederebbe a degli uccellini in gabbia, che vengono “liberati” dalla gabbia dopo aver messo questa in una gabbia più grossa per “paura” che siano incapaci di gestirsi correttamente.
    Il Vero Liberi è liberare gli uccellini in un bosco. E non curarsi di quello che succederà. La natura saprà fare la cosa giusta.

    Ciao

    Dario

    [1] che ho “sentito” interessante e che ho approfondito sul sito originale o, laddove possibile, su altri siti…

  • gianni tirelli:

    @ Dario -

    Bravissimo Dario. Con la metafora degli uccellini in gabbia (che faccio mia) hai colto straordinariamente nel segno! E’ difatti il “BOSCO” che dobbiamo ricostruire rinunciando all’effimero, alle dipendenze e riconvertendo la nostra inettitudine fisica e morale in azione, forza di volontà e pragmatismo.
    E’ durissima (una medicina amara) ma gli adulti di oggi e i giovani consapevoli, spinti dalla passione e dal coraggio lo devono fare – i primi per i loro fogli e nipoti, e i secondi, per liberarsi da un futuro di sicura schiavitù. RINUNCIARE ADESSO PER SPERARE DOMANI!

    Ti allego un mio pensiero.

    L’UOMO POLLO

    Gli individui del mondo occidentale liberista, relativista, sono polli in batteria. In questa gabbia, ci sono entrati volontariamente, dopo averla loro stessi costruita, recidendo ogni rapporto con il mondo degli spiriti. La loro conoscenza, è limitata all’area occupata all’interno del loculo metallico, dove tutti, trascorrono una vita apparente. Disperazione e solitudine regnano sovrane nella loro anima e, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, aspirano all’immortalità. Questo tipo di particolare schiavitù, (eccezionale nella storia dell’umanità) priva l’uomo pollo, dell’alba e del tramonto, costringendolo ad un’esistenza limbica, a mezz’aria fra una presente assente e un domani inesistente. Definire tutto ciò come follia, non renderebbe giustizia alle ragioni di una tale anomalia, e la collocherebbe dentro i confini dell’umano. Una circostanza del genere, si è venuta a creare, si, per dei fattori tecnici dipendenti dall’essere umano ma, inattiva, senza l’intervento di una forza soprannaturale negativa.
    In virtù di un tale tecnicismo, si sono venute creare, le condizioni ideali, perché ciò accadesse. Tornare indietro è impossibile. Solo dalle ceneri della sua smisurata vanità, l’umanità, riuscirà lentamente a risorgere. Forse!

    un abbraccio

  • gianni tirelli:

    @ direzione Stampa Libera -E’ singolare vedere come spesso gli articoli neutri ad ogni tipo di condivisione, siano commentati in modo intelligente, responsabile e consapevole!

  • leopardo:

    Nonostante la totale impopolarita´dei suoi articoli, questo tizio non si arrende.
    Che palle.
    Perche´la Direzione non gli da una mano?

  • gianni tirelli:

    @ leopardo – scegli tu quella che ti é più congeniale!!

    Come puoi dire una cosa giusta in un mondo di cose sbagliate? Vuoi rischiare di passare per matto?

    La gente non crede alla verità, ma alla finzione (contraffazione). In lei ritrova le spoglie della sua anima, e i brandelli del suo cuore.

    Ho il maledetto vizio di dire la verità e giustamente non mi crede nessuno.

    Gli uomini, non cercano di individuare la verità dentro il loro cuore, ma annaspano nella menzogna melmosa della loro irrisolta esistenza, infangando la loro anima e la dignità degli innocenti.

    Oggi, la Verità, è l’ultima della fila e in forte crisi d’identità.

    La verità è fatica, impegno, determinazione, volontà e passione. Come meravigliarsi della menzogna dilagante e dell’ignoranza imperante? Mondo di scansafatiche!!

    La verità non è relativa ma, diversi e relativi, sono i vari punti di osservazione, dai quali la si guarda.

    ‎”La superstizione, l’idolatria e l’ipocrisia percepiscono ricchi compensi, mentre la verità va in giro a chiedere l’elemosina.” Martin Lutero

    Ho il maledetto vizio di dire la verità e giustamente non mi crede nessuno.

    L’individuo moderno, guarda alla verità, come alla cima inaccessibile di un ghiacciaio perenne, battuta dalla tormenta e avvolta da inquietanti e minacciose nubi nere.

    Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe.

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