“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo. Il prodotto nazionale lordo comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il prodotto nazionale lordo mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende la distruzione delle sequoie e la morte della fauna nel Lago Superiore. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, e comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica. [Siamo nel 1968 - ndr]
Il prodotto nazionale lordo si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte nelle nostre città, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
E se il prodotto nazionale lordo comprende tutto questo, non calcola però molte altre cose. Non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. E’ indifferente alla decenza del luogo di lavoro o alla sicurezza nelle nostre strade. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.
Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il prodotto nazionale lordo non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.
Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.”
Robert Francis Kennedy






























Difficilissimo commentare queste parole. Lascia sgomenti che, tutto quello che oggi si discute in rete e che sembra coscienza di oggi, fosse stato in maniera mille volte più precisa e chiara, detto già 50 anni fa. Molti di noi, suppongo, erano ragazzini quando i due fratelli Kennedy erano sulla ribalta politica mondiale, e ricordo il senso di profonda ingiustizia che ci prese alla notizia della loro uccisione. La prima uccisione sembrò una oscura follia, la seconda terrorizzava per il chiaro disegno che ne emergeva, e per quanto fossimo piccoli, il mondo cominciò a farci paura. Ora, adulti, ciò che la storia ci svela è che c’é una lotta in corso, epocale, si perde per decenni e poi si tenta di rialzarsi ma il fine è chiaro, là, nelle parole di Bob.
Incredibile come l’articolo esplica la decadenza dei valori e l’assurda valorizzazione dell’ “essere distruttivo” contro quello che invece dovrebbe essere al primo posto: “l’essere costruttivo”. Non stanno più a cuore la qualità della vita e il rispetto della persona…PRIMA DI TUTTO L’UOMO diceva Hikmet nell’ultima lettera al figlio…un testamento degno di chi al mondo ha dato un senso.
Non vivere su questa terra
come un estraneo
o come un turista della natura.
Vivi in questo mondo
come nella casa di tuo padre:
credi al grano, alla terra, al mare
ma prima di tutto credi all’uomo.
Ama le nuvole, le macchine, i libri
ma prima di tutto ama l’uomo.
Senti la tristezza del ramo che secca dell’astro che si spegne
dell’animale ferito che rantola
ma prima di tutto
senti la tristezza e il dolore dell’uomo.
Ti diano gioia tutti i beni della terra: l’ombra e la luce ti diano gioia
le quattro stagioni di diano gioia
ma soprattutto, a piene mani
ti dia gioia l’uomo!
Straordinario Bob Kennedy. Molte spanne al di sopra di tutti gli altri e tremendamente attuale.
Nessuna crisi avrebbe attanagliato il pianeta se i suoi parametri fossero stati tenuti presente.
Peccato che essi fossero in antitesi col concetto del profitto.
Adesso si spiega perche´questo uomo eccezionale, che scopro solo adesso,era un personaggio scomodo, da eliminare immediatamente, prima che il suo pensiero profondo e sapiente, risvegliasse troppe coscienze.
NESSUNO di quegli imbecilli di politici che paghiamo profumatamente per fare i nababbi, ha capito che questo e´il tipo di leader che gli italiani si aspettano per cambiare rotta di 180 gradi verso una societá umana consapevole dignitosa e giusta.
Uno dei pochi americani buoni. Infatti lo hanno segato appena ha toccato i poteri forti, leggi fed. Ma valeva mille Bush e duemila Reagan. Onore ai Kennedy
. Forever.
che belle parole,che profondità d’animo,anomali questi fratelli,ho spesso avuto l’impressione che arrivati al posto di comando abbiano cambiato pelle e cercato di riscattare un origine,mi ricordano Insalaco e quella sorte d’investitura che gli cambiò la vita.grazie Luca.