Tu no.
Mi manca il tuo corpo giovane.
Il tuo anticonformismo,
il tuo essere spontanea,
la tua voglia di vivere, la tua spensieratezza,
i tuoi piccoli problemi,
il tuo essere ribelle,
i tuoi baci,
il tuo sorriso,
i tuoi capelli,
le tue mani,
il tuo essere spudorata e innocente,
lo scivolare dentro il tuo corpo,
mi manca tutto di te,ma non mi manchi tu. Tu non mi manchi,
superficiale, egoista, problematica, lunatica, stupida.
Sono rimasto innamorato delle tua qualità e del tuo corpo, ma non di te. Non di te.
Tu non mi hai. L’ideale di te mi ha avuto, non tu, mai.
L’ideale di te sarà sempre con me, non tu.
No. Tu no.
Ma il sogno non finisce, forse ti avrò ancora, ma avrai un altro nome,
avrai un altro nome, sarai un altro sogno, non sarai tu.
Non tu, mai più.
E ti assicuro… con profonda tristezza nel cuore.
Questo è un altro punto di vista sul sentimento più profondo e incontrollabile, quello che smuove montagne, che fa tremare ed ansimare e piangere, quello che ti porta in cielo e nelle sofferenze degli inferi.
Quello che sembra avere un nome, un target, un obiettivo, che si chiama Lucia, Samanta, Carolina, Angelo o Maria, Giacomo, Rocco o Serafino.
Ma che in realtà non ha un nome; il nome è solo quello che lo sveglia o lo risveglia.
Lei, o lui, può avere qualsiasi nome, ma è solo una miccia, una scusa, un detonatore.
Qualcosa in lei o lui ha risvegliato questo mistero, l’amore ha detonato.
E quando si è svegliata la bestia, l’amore, non va più via.
Tu sei diventato/a Amore.
Ma davvero sei tu l’amore, che in fondo cerca solo uno specchio; forse è questa la verità ultima sull’amore, perché all’inizio e poi alla fine si è soli, per sempre soli, gli altri sono forse solo un’ illusione.
E come in una schizofrenia all’ultimo stadio; tu, amando un’altra/o, cerchi fondamentalmente te stesso/a.
O meglio, come tu tratteresti te stesso/a se trasmigrassi in un tuo alter ego di sesso opposto , un altro tu, maschio/femmina che sia. Risponde a: come vorresti essere amato/a?
Ma l’altro/a, sempre lontano, anche solo un poco, lo scopri inevitabilmente diverso dal tuo alter ego ideale.
Prima o poi delude, tradisce, si allontana o solo smette di dare quella quantità di amore, attenzione, affetto, carezze e baci come tu vorresti.
Ed allora sono guai e strazio nel cuore; poi inizia un calvario grande e senza fine, come solo chi ha provato la fine di un amore può capire.
Ma è solo una trappola, una chimera, un matrix dove sarebbe meglio non invischiarsi.
Nel caso dell’amore, e forse solo in quello, è meglio la pillola blu, quella dell’oblio, piuttosto che quella rossa della (finta) conoscenza, della conoscenza di un alter ego virtuale che ti vampira sempre più energia e vita; quanta più lì ne dai, di continuo e senza fine, sempre di più.
E se ci sei dentro non te ne accorgi.
E’ molto peggio della peggior droga mai inventata.
Cascarci equivale a perdere per sempre una parte di se stessi, anche se apparentemente sembrerebbe accrescersi, grazie a quel sentimento.
Ma anche queste sono solo parole ed avvertimenti vuoti, perché, quando ci finisci dentro, te ne accorgi solo troppo tardi; oramai il danno è fatto, oramai sei un tossico, un drogato ultimo stadio.
E se non ti è ancora accaduto, non sai di cosa sto parlando, di sicuro non lo sai.
Poi è dura.
L’uscita dal tunnel non la vedi, e forse non esiste. Richiederebbe un rompere gli schemi talmente radicale che non è quasi possibile, secondo le conoscenze umane attuali.
Poi, per dirla con parole oltremodo forbite, sono cazzi tuoi.
In tutti i modi auguri, a te che sei drogato/a e che brami ancora amore, ed a te, stupido inconsapevole della trappola in cui ti auguro non cascherai mai, l’amore. E anche a te che sembra lo hai dimenticato. Ma se guardi bene in fondo al cuore, scoprirai che la fiamma, seppur debole, è ancora li.
Buona fortuna, da un pessimista divenuto pessimo col senno di poi.
Ma la vita comunque va avanti.
La vita, fortunatamente, è come la gramigna, o come l’erba cattiva…






























Mi associo ai tuoi sentimenti, perché ne vengo spesso attaccato
L’ultima tua considerazione è importante e ineludibile: richiama il “finché il Sole rispenderà sulle sciagure umane”, versi finali de i Sepolcri del Foscolo.
Ma la vita è qualcosa che ci sovrasta, così come l’amore; penso fortemente che, benché connaturato nel genere umano in senso quasi biologico, l’amore corrisponda ad un’aspettativa di ordine trascendente. E il fatto che tutti lo cerchino e tutti ne rimangano scottati, dipenda da ragioni ideologiche e storico-sociali: siamo talmente invischiati nella materia e nella totale incomprensione dell’altro sesso, che non possiamo travarne una via d’uscita.
Se tutto va male, perché proprio l’amore dovrebbe salvarsi?
“Forte come la morte”, ma l’età oscura lo ha annichilito.
Pensa, Dio è morto, laPatria pure, ci sarebbe rimasto solo l’amore, ridotto al “peace and love” sessantottino, a salvare l’uomo dall’Inferno in cui si è ridotto?
Per come lo si intende, purtroppo no, ma “la via del cuore” è molto più ampia…….e richiede sacrificio
Cosi’ d’impulso, boccie calde, dopo aver assaporato,e bevuto freneticamente, le vostre righe…cito una frase, se qualcuno ha visto il film de: IL CORVO…alla fine, non può piovere per sempre.
E’ un argomento veramente profondo.emozioni incontrollabili.
Caro Ascanio,
percepisco le tue emozioni, e condivido il tuo dolore.
Concordo con te che l’altro è il nostro specchio, e le cose di lui che
non ci piacciono, sono lati che ci appartengono, non ancora noti od
integrati in noi.
Su una cosa non sono d’accordo, sul fatto che l’amore impoverisca.
Se hai amato, ti sei comunque arricchito, hai comunque scoperto
anfratti e doti di te stesso che non sapevi di avere, e la dolorosa
esperienza serve a renderci più compassionevoli, più sensibili al
dolore altrui.
Perché l’amore è la nostra Porta sull’Infinito, il nostro Stargate verso
il divino, che si disvela solo agli appassionati, non ai tiepidi.
Tutti quegli ormoni in funzione nell’attimo dell’innamoramento sono
la naturale risposta biochimica al desiderio di ricongiungerci con
l’Essere, con l’Uno, e ne forniscono anche la chance.
E dunque, pur con tutte le difficoltà e le sofferenze, l’amore è vita.
L’ultimo predatore che mi si è accostato era un’anima bella, un’anima
antica, con un passato di sofferenza, di abbandoni e di maltrattamenti,
ed un evidente karma pesante.
Vive una storia spenta, senza gioia, senza amore e senza unione profonda
con una donna con cui divide sesso e denaro.
Ha chiesto l’amore. “E la sventurata rispose”, e qui la sventurata sarei io.
Senza cercarlo, senza volerlo, ci siamo innamorati e scoperti anime gemelle.
Diversi eppure simili in tutto, con una profonda intesa animica, intellettuale,
culturale, sentimentale e fisica.
Ne sono nate circa duecentocinquanta e-mails al mese, ed altri esempi di
creatività, perché l’uomo si rende creativo per sedare la fatica e la banalità
della sua vita spenta.
Abbiamo vissuto un periodo insieme, dividendo la stessa nuvoletta rosa,
in una perfetta armonia di sensualità, tenerezza, amore e creatività.
Abbiamo fatto progetti insieme, e dialogato come mai mi era riuscito nella
vita con un uomo, con profonda, reciproca comprensione e comunicazione.
Ma la ferita dei non-amati richiede tempi lunghi per rimarginarsi, ed un
grande lavoro sul corpo, organo su cui si sono stampate le stigmate del
dolore.
E poiché non sono stati amati da subito, sono anche diffidenti quando
avvertono il profumo del vero amore, pensano di non meritarlo, che potrà
finire lasciandoli di nuovo in un deserto di dolore.
Troppa luce può accecare chi è sempre vissuto al buio, ed un rapporto così
coinvolgente, così totale, è duro per chi è abituato all’isolamento affettivo.
Egli e in realtà un disabile affettivo grave, con in più altri grossi problemi
che qui non è opportuno enucleare.
E’dunque tornato alla sua realtà abitudinaria e melmosa, ma privo
dell’onestà intellettuale di affermare la sua scelta, mi ha confinata nel buio
del silenzio, è stato crudele con me che lo amavo come non è mai stato
con nessuno, ha usato la leva della tensione e della non chiarezza
causandomi pena e sconforto. Da tenero amante si è trasformato in un
carnefice.
Poi ho visto la persona dolce, gentile, premurosa trasformarsi in Mr. Hyde
il giorno in cui mi ha ferito pesantemente, forse per allontanarmi per
sempre bruciandosi i ponti dietro le spalle.
Ho trovato un biglietto di suo pugno: “Tu sei la rovina del mio ego”.
Ecco il perché: ogniqualvolta amiamo, abbandoniamo l’ego, l’ego sa che
deve morire all’amore, e l’ego non vuole morire.
Ma perché costei mi racconta queste cose, ti chiederai?
Per dirti che se potessi fare il rewind della mia vita, riavvolgere il nastro
che giornalmente si dipana, RIFAREI ESATTAMENTE CIO’ CHE HO FATTO.
Meglio amare e soffrire, se amore comporta sofferenza, piuttosto che
affogare nelle sabbie mobili della routine e dell’immobilismo, nelle acque
stagnanti della palude che avvelena coi suoi miasmi le vite di coloro che
non osano amare per paura o per incapacità endogena.
L’amore rafforza, l’amore è un Dono del Cielo, l’amore è VITA.
Con empatia.
e.g.
Ciao Elisabetta,
vallo a capire se questo amore è vita, io ho dubbi, comunque e di sicuro non ho certezze.
Sono completamente daccordo che l’amore ti accresce e ti fa scoprire cose che prima erano comletamente fuori da qualsiasi tuo orizzonte, ma questo aspetto non era trattato nell’articolo, bisognerebbe fare un articolo, e se basta, solo per questo.
Ma non volevo scrivere un libro sull’argomento, solo esternare pensieri ed emozioni su quel particolare aspetto dell’amore.
Ogni medaglia ha il suo rovescio, ed il rovescio positivo e quello a cui tu acceni, sono pienamente concordante con te.
Ma, a quale prezzo!
Comunque, su Stampa Libera, sarebbe oltremodo off off off. Non mi sembra il caso.
Tu sei molto sensibile e recettiva, hai capito al volo, empatica che non sei altro
Complimenti, restiamo in contatto, puoi sempre scrivermi, se vuoi.
@ Ascanio
non sono d’accordo sul fatto che su Stampa Libera parlare
dell’amore sia OFF, OFF, OFF!
A parte che ognuno di noi ha piena libertà di scegliere gli
argomenti di cui trattare, ritengo che stare tutto il giorno a
pensare alle guerre, al default, al signoraggio, disarmonizzi
non poco e faccia il gioco della sinarchia, che ci vuole proni,
schiavi, impauriti ed ansiosi.
E trovo inoltre che dell’Amore non si parli mai abbastanza!
Magari si parlasse di più dell’Amore, magari si mettesse in
ogni momento della nostra vita quotidiana, magari si facesse
circolare nell’Etere terrestre ed in quello virtuale!
Uno dei migliori modi di contrastare i loro piani è a mio avviso
quello di mantenersi sereni, solidali, comunicare realmente e
costruire una Rete di Luce e di scambi positivi che vanifichi
la loro opera scellerata.
Poichè non so come scriverti, ti lascio il mio indirizzo e-mail:
eliomnamaha@tiscali.it
Bye-bye. e.g.
(premessa, attenzione alle “a” e “A”)
L’amore descritto e di cui si parla in OFF TOPIC, è l’amore che molti (quasi tutti?) conoscono e che immaginano quando qualcuno parla di amore, che sentono in quasi tutte le canzoni commerciali e che hanno imparato leggendo testi OFF-TOPIC o libri di scuola.
Si, quell’amore li è più o meno così, come è stato descritto in modo OFF-TOPIC, esso è proprio così: piacevole qualche volta, doloroso e portatore di dispiaceri quasi sempre.
Ma quello NON è l’Amore Vero, l’Amore universale nel quale si svolge la Vita, quella “Forza debole” che lega e alimenta tutti gli infiniti mondi esistenti, compreso quel 4% di materia dall’uomo conosciuta in cui si trova il nostro di mondo, quello in cui vive il nostro corpo-contenitore.
L’Amore, quello Vero, non produce tutti i danni sopra descritti. Anzi: esso è la cura di quei danni. Il fluido continuo e interminabile in cui tutto esiste ed evolve, che può lenire e curare tutti i mali di noi mortali.
Quell’Amore con la “A” maiuscola, da millenni bistrattato, nascosto, sminuito, confuso (con l’altro amore), ignorato, che ultimamente inizia ad essere “sentito” (non con le orecchie o il naso) da sempre più persone.
C’è, ed è li, alla portata di tutti e in tutti. Tutti i corpi mortali possono accedervi e averlo, e nell’averlo, gioirne e dimenticarsi di averne avuto, in passato, bisogno.
Esso è radicato in tutti noi, e il punto esatto in cui si trova si chiama “coscienza”, quella cosa che genera il “buonsenso” e che rende inutile ogni legge o regola imposta
Questo tipo di Amore, l’unico Vero Amore di cui abbiamo bisogno inizia a emergere non appena si cerca, poi si inizia e infine si riesce ad Amare te stesso.
E da li che bisogna partire per poter Amare gli altri, indifferentemente dal sesso di appartenenza, dalla specie biologica o dalla materia di appartenenza.
Solo in questo modo l’atto di incontro con l’altro umano di sesso opposto avverrà da se in armonia, per l’unico scopo per cui i “sessi” sono 2 e non 3 o 1.
Evolvere Spiritualmente e Materialmente.
Ciao.
Dario
P.S.
Ispirato dall’ascolto illuminante degli audio di Giuliana Conforto presenti sul suo sito.
Grazie Giuliana, per aver brillantemente esposto quello che da tempo “sentivo” (non con le orecchie) e che non riuscivo a spiegare.
Bye
@ Dario
adoro Giuliana Conforto, ho scritto io l’articolo sul suo
filmato “Giordano Bruno e l’Amore”, e tuttavia penso
che ci occorra anche l’amore umano, quello piccolino
che ci fa innamorare , essere felici,e soffrire dannatamente.
E’ una grande palestra per l’ego, ed un addestramento
per l’Amore più grande.
E comunque, l’Amore è UNO…
@Elisabetta
In effetti G.C. l’ho scoperta tramite il tuo articolo (Grazie), poi ho “navigato”il suo sito e ho scoperto gli audio e me li sono ascoltati tutti.
Si, certo, anche l’amorino è necessario, e anche tutto il resto.
Soprattutto il ridimensionamento dell’Ego, che fa si che la persona creda siano il Corpo e il Cervello gli organi da curare e seguire.
Ben venga quindi ogni tanto qualche batosta amorosa, che ci fa capire che “Al cuore non si comanda”, lo si segue.
Ciao.