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 2. Goldman Sachs, Federal Reserve, Banca cinese e BNP Paribas
Nel precedente articolo abbiamo visto come Monti sia (stato?) membro del Consiglio di consulenti d’alto livello per l’Europa di Moody’s, l’agenzia di rating che con le sue notazioni sui debiti dei paesi, e non solo, ha influito pesantemente sull’aumento esponenziale del nostro debito sovrano.

Ma Monti è anche Senior Advisor di Goldman Sachs, legata alla Moody’s da Warren Buffet, azionista di entrambe. GS è quella banca che ha speculato sui titoli del debito, e che secondo Le Monde sarebbe all’origine del default greco mentre il giornalista di indagine Greg Palast (cfr. http://it.peacereporter.net/articolo/31466/Grecia,+un+collasso+targato+Goldman+Sachs ) descrive dettagliatamente come la Goldman Sachs International (la sede di Londra) abbia truccato i conti della Grecia, con uno strumento teorizzato e difeso dall’allora vice presidente di quella banca  per l’Europa (dal 2002 al 2005), Mario Draghi, una sorta di swap dollaro-euro, uno strumento a termine che come una bomba a orologeria sarebbe poi scoppiato con la necessità di rimborsare quell’importo nascosto nel frattempo lievitato. Uno strumento che ha fatto introitare profitti a GSI di un valore tuttora segreto, quando ha rivenduto come da contratto tale strumento alla National Bank of Greece, banca commerciale distinta ma forse parzialmente proprietaria della Banca centrale greca – ipotesi tutta da verificare – altrimenti non si spiega che tale debito sia poi scoppiato in faccia a tutto il paese.

Una Goldman Sachs che per molti operatori del settore ha innescato l’attacco sull’Italia (cfr.http://www.milanofinanza.it /news/dettaglio_news.asp?id=201111100904011010):

Lo si legge in un articolo di MF che spiega che neppure l’ombrellino
della Bce, con l’acquisto di titoli di Stato italiani, e’ servito. Goldman
Sachs ha dato il via a un vecchio giochetto: con opportune vendite si
schiacciano i prezzi dei Btp il piu’ possibile per poi, un attimo prima
del superamento della crisi (le dimissioni effettive di Berlusconi), farne
incetta a prezzi da saldo.

Una BCE che ha cominciato a comprare i nostri titoli, per fare scendere la febbre, unicamente quando Berlusconi si è dimesso. Vero e proprio ricatto.
Ma chi sono questi ‘mercati‘ che tiranneggiano la nostra vita? Sono il contrario del libero mercato, quello che vediamo in piazza, fisicamente, visto che si comporta – Marx insegna – come un cartello monopolista che spadroneggia il mondo: sono i proprietari della Federal Reserve, e le loro propaggini o meglio i loro patrigni europei. E’ a loro che Monti (e fratelli) rende conto, in qualità di membro del comitato direttivo del Bilderberg – club anglosassone transatlantico dalle decisioni di politica globalista segrete – voluto dal principe di Olanda e David Rockefeller; è alla loro logica che sottosta in qualità di membro del consiglio di amministrazione di Coca Cola, alla loro nazionalità che appartiene in virtù della sua carica dal 2010 di presidente per l’Europa della Trilaterale, la lobby fondata e finanziata dallo stesso David Rockefeller, il magnate proprietario di banche e corporations, tra cui Goldman Sachs (?), Monsanto (?), Exxon (?), Chevron Texaco Unocal (?).

Attraverso la comproprietà della Federal Reserve, Rockefeller e GS, i cui azionisti Soros, Paulson, Warren Buffett e uno sceicco, tra gli altri, hanno la prerogativa di stampare moneta, assieme alle altre sorelle azioniste, non si sono mai privati di servirsi della stampa della moneta per arricchire e salvare le loro banche, far penetrare a consociate e controllate mercati senza concorrenza.

Tra le banche azioniste della Federal Reserve americana figurano, secondo vecchi dati che girano sul net: oltre alle banche Rothschilds di Londra e di Berlino, alle Warburg di Amburgo e di Amsterdam, alla Lehman Brothers di New York, alla Lazard Brothers di Parigi, alla Kuhln Loeb di New York, alla Chase Manhattan di New York, naturalmente la Goldman Sachs di New York… (http://www.disinformazione.it/banchecentrali.htm).Pertanto Monti fa parte di circoli, e aziende, finanziate dal club dei proprietari della Federal Reserve, che continua a stampare moneta per salvare le banche sue azioniste (cfr. http://www.appelloalpopolo.it/?p=1633) con un giochetto che privatizzando i profitti e socializzando le perdite, indebita il mondo intero, poiché ad ogni emissione di dollaro ‘sovrano’ destinato ai circuiti finanziari bancari equivale un debito (buono del tesoro) che poi il normale cittadino dovrà ripagare, con perdita di potere di acquisto, tasse, interessi, mutui, rientri dai mutui e aumenti di prezzo dovuti all’inflazione della stampa moneta e alla privatizzazione dei servizi ex pubblici, oppure con tributi di sangue come in Libia o in Irak, nei casi in cui un cosiddetto ‘dittatore’ non volesse piegarsi alla logica del debito imposta dagli strozzini internazionali.
Gli stessi titoli del debito americano sono massicciamente comprati dalla banca centrale cinese che svolge il ruolo di scaricabarile quando stampa moneta sovranamente non già per redistribuire la ricchezza equivalente allo sviluppo del paese ma per reggere il gioco della stampa illimitata della Federal Reserve nella speculazione finanziaria globale. Peraltro la banca nazionale cinese è azionista al 20% della banca Edmond de Rothschilds (cfr. http://www.infowars.com/bank-of-china-buys-into-rothschild-bank/), il ramo francese, che si è poi fuso con la Rothschilds di Londra. Tale giochetto dei poteri molto forti in realtà lascia presumere che le partecipazioni siano incrociate, con la banca dei Rompi azionista di filiali della banca centrale cinese. Donde si spiega la forte spinta alla globalizzazione cinese…sponsorizzata dalla ragnatela dei Rompi.
Tant’è vero che Rompi e fratelli oramai controllerebbero tutte le banche centrali del mondo tranne quelle di Iran, Cuba e Corea del nord, dopo avere preso il controllo delle altre quattro, Afghanistan, Iraq, Sudan e Libia (cfr.http://www.godlikeproductions.com/forum1/message1680855/pg1) – notizia da controllare: sono quattro dei paesi privatizzati dal Club dei Monti, dopo le invasioni seguite al pretesto dell’11 settembre e del terrorismo: la presa di controllo della banca centrale libica è stata consumata sin dai primi bombardamenti, quest’anno, quando hanno preso di mira la Zecca, bombardamento preceduto alla presunta privatizzazione totale, di una banca che era già stata parzialmente “aperta” al club dei Monti: traspare dai cabli di Wikileaks (cfr. http://www.cablegatesearch.net/cable.php?id=10TRIPOLI39&q=efin+libya&fb_source=message) che BNP Paribas Securities Corp, banca misto pubblico privato Francia/Belgio + Axa, banca dealer della Federal Reserve filiale di New York,
la cui banca madre è dealer,o banca specialista in titoli del Tesoro italiano,
banca associata di Banca d’Italia attraverso BNL, e che controlla in particolare Agos Ducati, Findomestic e Artigiancassa, aveva già acquisito una congrua partecipazione nella banca centrale libica con l’opzione di acquisirne un’altra posteriormente: esattamente come la tecnica di Edf su Edison, che era già controllata al 50% dai francesi al momento dello scoppio dello scandalo… I giornalisti non sapevano, perché era troppo complicato fare il disegnino della struttura proprietaria su un pezzo di carta: nel 2007 lo avevo già scritto che Edison apparteneva ai francesi:

Una BNP Paribas che, dalla lettura di un cablo di Wikileaks del 14 gennaio 2010 (cfr. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2011/11/la-banca-centrale-di-libia-parzialmente.html) risulterebbe già parzialmente proprietaria della banca centrale libica dal 2007. Si legge infatti che il sistema bancario è nel 2010 dominato da quattro banche detenute totalmente o in maggioranza dalla Banca centrale libica (la Banca della Jamahiriya che si è fusa con la Banca Umma nel 2008, la Banca Wahda, la Banca del Sahara e la Banca commerciale nazionale) che detengono quasi il novanta per cento del settore bancario libico degli asset, ognuna con un capitale di almeno 100 milioni di dinari libici mentre due di loro (le banche Wahda e Sahara) furono recentemente privatizzate. Si legge anche che la BNP Paribas di Francia ha acquisito il 19% della Banca del Sahara nel luglio 2007 acquisendo il controllo operativo della banca. L’accordo includeva un’opzione con la possibilità per BNP Paribas di acquisire ulteriori azioni fino al 51% del capitale della Banca Sahara nei prossimi tre-cinque anni, scadenza che sarebbe caduta l’anno prossimo, probabilmente senza conseguenza per l’assetto proprietario non fosse intervenuta la guerra. Vi è stata anche un’asta pubblica per privatizzare la Banca Wahda, dove è stata scelta la banca araba di Giordania, a discapito di banche francesi e italiane, non citate, con un’offerta sul 19% delle quote e l’opzione di aumentare la partecipazione al 51% entro 3-5 anni. Forse che l’intellighentzia libica non voleva accettare che l’opzione di BNP Paribas venisse esercitata?

E chi è BNP Paribas:  è l’azionista di riferimento, in joint-venture con l’impero di Albert Frère, di GDF Suez, Total, Lafarge, Imerys, Pernod Ricard, Banca Leonardo, Transcor Astra, un colosso che passando da scatole occulte in Svizzera e Olanda, arriva alla City di Londra, fino al colosso energetico del Canada (segue nel prossimo articolo).

N. Forcheri
25 novembre 3011

3 Commenti a “2. Il Club dei Monti”

  • Quante cassate si leggono questi giorni su questi giornali filo berlusconiani. La nuova satira politica si traveste da complottisti e catastrofisti..ahahahah
    ma siii evviva…chi ne ha più ne metta….

  • Julio:

    Pigrecosan…….scusa se te lo dico ma sei proprio un pollo e meriti di essere spennato. Vai nel sito di Attivissimo dove lle cazzate sono la normalità …..Ti auguro una buona giornata.

  • andrea'65:

    Grazie agli analfabeti funzionali come Pigrecosan mi stò avvicinando alle teorie di Malthaus e sarei disponibile a fare il Kapò nei campi ove concentrare gli ottusi mentekatti che ci irridono.

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