Articolo di Giovanni Lollo * Link
I mass media si affannano a ripetere la litania della “crisi” che tutti noi dovremo sopportare, delle banche “da salvare” per preservare i risparmi dei cittadini (mentre in realtà stanno salvando i dividendi degli azionisti e dei loro dirigenti, strapagati), dei sacrifici che dovremo sopportare, lavorando di più (e guadagnando di meno, ne sanno qualcosa i nostri figli lavoratori precari o stabilmente disoccupati) e che dovremo accontentarci di pensioni sempre più misere (come se quelle attuali fossero adeguate, clicca qui).
Ma questo è solo il teatrino che ci mettono davanti al naso per distrarci dal fatto incontestabile che la Vera Ricchezza = Lavoro e Creatività e NON può essere messa in discussione, delegata o “rubata” da nessuno!
La vera crisi è un’altra e riguarda coloro che da sempre hanno lucrato indebitamente sul Lavoro e sulla Creatività altrui e che si stanno letteralmente scannando tra loro (clicca qui), per contendersi un “tesoro” sempre più “volatile”. Gheddafi aveva ammassato una fortuna enorme, in parte per sé stesso e la sua famiglia, in parte per la sua nazione, piazzandola in diverse banche, fondi (in paesi occidentali) e rifugi e alla fine, invece di banconote, avrebbe potuto accumulare tante belle foglie di acero con maggior soddisfazione e sicurezza. Con un gesto della mano, gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno congelato i beni e poi li hanno rubati. Alcuni sono stati dati a libici scelti arbitrariamente, i “ribelli di Bengasi”, altri sono stati usati per pagare il cibo per cani aerotrasportato a Tripoli per nutrire la popolazione resa indigente dagli attacchi NATO (clicca qui per approfondire).
Hai capito adesso qual’è la vera crisi? I grandissimi speculatori che hanno plasmato la storia a loro vantaggio, che hanno per secoli pagato lauti stipendi ai loro camerieri “politici” per farsi leggi su misura, sono terrorizzati dal perdere le loro fortuna accumulate indebitamente, perchè gli “amici” di ieri, sono diventati i peggiori nemici di oggi…
Torniamo Sovrani del nostro Lavoro & Creatività





























Grazie Jacopo per questa ventata di verità…
In questi giorni é terribile sentire dai pezzi grossi, che prendono 15mila euro al mese, che gli italiani devono stringere la cinghia per superare questa crisi. Sempre la solita solfa: loro spendono e spandono (oltre ai loro stipendi, vitalizi e lussi, vedi opere dispendiose ma inutili se non dannose) e noi, lavoratori esauriti per quelle poche palanche che non ci bastano più aumenti e mutui, cassaintegrati, disoccupati, dicono di stringere la cinghia! ANCORA?!
Leggo stamattina sul Sole24Ore:
istat: Vola la forbice tra salari e inflazione (+ 1,7%). Record dal 1997
e questa
La disoccupazione in Italia sale all’8,3%. Il tasso giovanile è al 29,3%, top dal 2004
Hanno segato le piccole attività artigiane per dare largo spazio alle multinazionali… e noi abbiamo perso tutto. Abbiamo perso le conoscenze dei lavori antichi, che ci permettevano di arrangiarci e non dipendere da nessuno.
Ma adesso che fare?
Dovremmo riunirci tutti, stanchi del sistema attuale, e cercare di proporre idee per creare una nuova società fondata sull’amore e sul rispetto del prossimo e dell’ambiente che ci ospita!
NAMASTE’
Grazie a Jacopo e a Giovanni, Finalmente una visione diversa rispetto alla crisi mediatica di cui siamo bombardati dalla mattina alla sera a tal punto che il nostro cervello ripete all’inifinito: crisi, crisi, crisi … e ci sono riusciti, meno consumi, meno investimenti, meno entusiasmo, meno idee, meno voglia di fare; ma la vera beffa è che non ci accorgiamo di questa enorme presa in giro, è mai possibile che basta una parola bugiarda pronunciata di là dell’oceano atlantico nel luglio 2008 per crederci subito senza metterla minimamente in discussione? Siamo un mondo di pecore, in crisi, ma non si sa di che cosa…
Al di là di qualsiasi interpretazione in merito, che ciascuno può assimilare come meglio crede, secondo me manca il diagramma funzionale del circuito. Una schematizzazione che permetta di capire come i gestori delle informazioni al pubblico siano coinvolti nelle sottrazioni, non ultime quelle inerenti proprietà intellettuali ancora inedite. Perchè non si parla mai dei “targeted individuals” in maniera più approfondita ed esplicita ?