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Due nobili deretani sono stati presi di mira dalla Sfortuna, che è la sorella scema della Fortuna, che a sua volta è imparentata con la Nemesi e la Giustizia. Insomma, una famiglia di divine zitelle acide, di origine ellenica, che si contendono i destini degli uomini e li puniscono o li premiano a seconda delle loro azioni.

Nel caso dei due cacciatori, sculacciati da rose di pallini di piombo a due capi opposti del pianeta, ad esser coinvolta prevalentemente sembra sia stata la Nemesi, dal momento che i pallini erano riservati alle anatre, ma gli si sono rivoltati contro come boomerang. E se non è Nemesi questa, non saprei chi altri potrebbe essere.

Il primo carnefice-vittima è un americano di 46 anni; il secondo un friulano di 65. Il primo episodio è successo l’uno dicembre; il secondo il due ed entrambi sono stati colpiti sul fondoschiena. Non si riportano decessi, a parte qualche miliardo d’animali ma, si sa, in una società razzista gli untermenschen non contano, non si conteggiano ed è come se non esistessero.

Il primo stava scendendo dalla canoa quando il suo cane è passato sul fucile poggiato sulla riva, facendo partire un colpo; il secondo si è mosso proprio quando suo fratello stava sparando un altro colpo all’anatra che, da brava vittima predestinata, non voleva saperne di morire.

http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2011/12/01/news/ferisce-il-fratello-in-una-battuta-di-caccia-1.2114438

http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=171779&sez=NORDEST&ctc=0#commenti

http://video.repubblica.it/mondo/usa-il-cane-spara-al-cacciatore/82685?video=&ref=HRESS-14

Non sono rari gl’incidenti di caccia; anzi, sono la norma. Nessuno parla mai degli animali che vengono solo feriti, poiché i cani da riporto non li trovano e vanno ad agonizzare lontano per molte ore o giorni. Si parla solo quando il Principe delle Tenebre subisce la malasorte di venir impallinato. Il padrone del mondo, che da secoli ha la pretesa di piegare la natura alla sua volontà, vede talvolta stravolti i propri piani di dominio. La realtà s’incarica di contraddire i suoi propositi e le leggi della fisica s’accaniscono contro di lui, umiliando il suo orgoglio. Una volta premuto il grilletto, i pallini vanno verso la loro destinazione e non si curano d’informarsi se si tratta di un cervo, di un tordo o delle tenere carni flosce di un deretano umano.

In questo caso, si parla di fuoco amico. La foga della battaglia non permette di vedere con chiarezza se il bersaglio è un alleato o un nemico. Le gocce di sudore negli occhi offuscano la vista, giacché, il comprendonio, da un pezzo che è offuscato!

Per il lottatore c’è un solo imperativo: lottare. E per il combattente ce n’è solo un altro: combattere. Poi, a volte, succede che il lottatore e il combattente si trasformano in reduci. Tornano dalla battaglia ricoperti di gloria, fango e decorazioni. Le campane suonano a stormo e i sindaci, con i gagliardetti, li attendono sorridenti sulla porta del municipio.

La gioia della vittoria aleggia nell’aria, i fanciulli lanciano gridi festosi che s’intrecciano con i voli garruli delle rondini. Nel cielo, tra lunghe scie bianche, occhieggia un pallido sole foriero di speranza e quelle oche giulive delle loro mogli, madri e fidanzate, li accolgono a braccia aperte. Anche per stavolta, nonostante il glorioso sangue versato, la cena è assicurata grazie al carniere dell’eroe e la lotta per la sopravvivenza, su questo pianeta assassino, è stata espletata.

Talvolta, però, non avviene nulla di tutto ciò. Niente esaltanti tripudi, né tripodi ardenti. A volte, ad attendere i guerrieri delle Tenebre è il becchino, con la sua livrea da cascamorto. Un’atmosfera lugubre scende sul villaggio e le spose lasciano gli amanti per vestire le gramaglie del lutto. I sindaci restano rintanati delle stanze del cuore pulsante della nazione. I fanciulli vengono messi in castigo dietro la lavagna o, nei casi peggiori, rimpinzati di Ritalin. Persino le rondini se ne stanno mute, appese alle reti degli uccellatori. Nessuno ha voglia di festeggiare quando un cacciatore rientra orizzontale dal fatale incontro con il proprio destino, né quando un nostro valoroso guerriero rientra inscatolato dalle brulle colline afgane.

Il paese è in lutto e piange i suoi morti. Il Direttore d’orchestra rettiliano alza la sua bacchetta e i burattini umani si fanno mesti, ma se la alza solo di un po’ e decreta il riso, le marionette ritrovano il sorriso.

I nostri due eroi sono stati colpiti nel sedere, luogo di tante ridanciane boccaccesche avventure. Il Direttore dalle pupille a fessura ha decretato l’ilarità.

E noi, stolte cavie malleabili, giù a ridere!

10 Commenti a “Due nobili deretani”

  • bepy:

    che risate mi faccio e domani REPLICA !!!

    caccia grossa ai CACCIATORI beati ………..

    tocca nascere ebeti e morire ebeti ………..

    cosa fanno le mogli dei cacciatori quando i mariti sono a caccia ???????

    ehe pensate SOLO A QUELLO………corna muse!!!!!

  • Pop:

    Chi ha paura del lupo cattivo, chi ha paura di Roberto Duria…

    chi ha paura del lupo cattivo, chi ha paura di Roberto Duria?….

  • martin:

    Caro Roberto…vedo che ormai è imposibile continuare a scrivere su stampa “libera”i miei commenti continuano ad essere CENSURATI….avevo rsiposto in una altro tuo articolo e a qualcuno non è piaciuto….mah…. ormai o capito qual è il “sistema”sicuramente no sarà pubblicato nemeno questo,sai come è ,alle pecore e meglio tenersele buone,e sopratutto che continuino ad essere pecore !!!!! ma per favore potresti al meno tu dirmi dove C…O manco del rispeto ???? qui ormai non è piu una questione di dialetica ma soltanto di pensiero ed idee,le quali puntualmente se contrarie a QUALCUNO/A vengono ELIMINATE….
    Ciao Stampa(libera?) AVANTI REGIME.

  • Martin, come si dice in Argentina “Avere la coda di paglia”?
    O non esiste questa espressione?
    Come ti ha già detto l’amministratore Lino Bottaro, nessuno ti censura gli interventi.
    Mettitelo bene in cabeza!
    Semplicemente, io e altri autori te li abilitiamo appena ci mettiamo davanti al computer, non prima, perché abbiamo anche una nostra vitaccia da portare avanti.
    Chiaro il concetto?
    Un saludo, amigo!

    P.S.
    Ho dei cugini, che non vedo da tanti anni, a Ramos Meja, popoloso quartiere di Buenos Aires,

  • martin:

    Roberto,si anche in Argentina si dice cosi,ma non capisco a cosa ti riferisci,e sinceramente rispondo per AMORE alla LIBERTA,in qualsiasi forma questa sia possibile,vedi,come tu dici puoi farti racontare dai tuoi parenti di Ramos Mejia,cosa vuol dire la Censura,cosa vuol dire per un artista non poter cantare e dover esiliarse per poter esprimersi….ma non voglio dilungarmi qui su questo argomento,io ti ripeto,qua non è questione di tempo ( tutti abbiamo una “vitaccia”e forse il tempo che voi avete per scribere è quello che noi abbiamo per legere) di star davanti ad un computer…sono stato un mese in Cina ( sono partito a fine di ottobre,lasciando aperto un dibatito…e dove mi hanno censurato decine di messaggi…in questo tempo non è stato rimeso neanche uno….ieri sera ho scrito rispondendo nell tuo articolo a Isabestia…dovè finito ???? come mai questi scriti oggi vengono postati e gli altri no????? questo ti sembra avere coda di paglia ?????? a me sinceramente no!.Poi dimi una cosa è da un po’ che ci “scambiamo”punti di vista,e anche se su tante cose la penso diversamente da te, ti ho mai offeso o insultato???? a me non sembra,Bottaro potrà dirme quell che vuole,ma vai a guardarti certi commenti ( tipo come si tratano due commentatori nel articolo di Tirelli “il nocciolo della questione” e poi dimi se questo è consono con quel che ritiene Botaro…).
    A me non torna,comunque quando non potrò scribere piu qui ci reisentiremo nel tuo blog,in tanto ti ricambio il saluto.
    P.S.
    Io vengo da Còrdoba,nel centro della Argentina,se ti comunichi con i tuoi parenti racontali come l’Italia si somiglia sempre di piu alla Argentina,( d’atronde 1/3 degli abitanti sono di origini italiane,dovrà somigliarse in qualche modo,no?)

  • webrasta:

    un vero peccato che i cacciatori coinvolti non ci abbiano lasciato la pelle. leggo sempre molto volentieri di questi incidenti di caccia. qualche tempo fa avevo visto di sfuggita un articolo che riportava di un gruppo americano di animalisti che praticava la “caccia ai cacciatori”… che meraviglia! quante volte mi sono augurato che si formasse anche qui in italia.
    auguro dal profondo del cuore buona caccia e una morte precoce e dolorosa a tutti i cacciatori.
    e così sia.

  • Martin, c’è un softwere che inserisce i commenti dove vuole lui, in base a criteri che solo lui conosce. Io appena mi metto davanti al computer abilito i commenti e le uniche censure che ho apportato sono state quelle relative a parolacce e insulti: moltissime le prime, quasi nulli i secondi.
    Gianni Tirelli è un autore. Mi sono accorto che talvolta usa parole poco eleganti, ma glielo si deve perdonare perché fa parte delle cosiddette licenze poetiche. Gli utenti, viceversa, non hanno questo privilegio e non credo che si possa gridare allo scandalo, per questo.
    Tornando in tema o quasi, uno dei miei due cugini che da molti anni vivono in Argentina è morto per un cancro al cervello. Suo figlio, prima che morisse, è andato in Brasile a cercare qualche “curandero” per provare a salvare il padre con erbe medicamentose. Trovo molto commovente questo tentativo, peraltro risultato inutile.
    Forse a Lupo nella Notte farebbe piacere sapere questo e io penso che in sud America la gente comune abbia una percezione degli sciamani diversa da quella che abbiamo noi. O per lo meno, ho io.
    Allora, cerca di avere pazienza con i commenti che ritardano e ricorda che nessuno ti sta censurando. Okay?
    Un abbraccio.

  • Webrasta, viviamo in una società specista in cui gli animali si possono uccidere e ci si può vantare di farlo, ma se dici che vorresti vedere morti i loro aguzzini, passi per essere un razzista odiatore dell’umanità.
    Al momento sto cercando con il dialogo, tramite internet, di far mutare opinione in proposito a tanti che si credono illuminati ma che ragionano in modo antropocentrico come tutti gli altri.
    Tuttavia, c’è stato un tempo in cui organizzavo azioni di disturbo alla caccia. Questo era il termine che abbiamo sempre usato, anche se nella nostra elaborazione teorica avremmo voluto usare l’espressione “Azioni di rispetto”.
    In pratica andavamo presso i capanni da caccia e le uccellande per impedire ai cacciatori di cacciare e catturare gli uccelli. Ne nascevano scontro sia fisici che verbali e talvolta finivamo anche in tribunale. Sempre finivamo sul giornale, che era per noi un modo di fare sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
    Riguardo alla notizia degli animalisti americani, potrebbe essere più una pia intenzione che una realtà di fatto, altrimenti io lo saprei.
    So piuttosto che Earth First sabotava le ruspe dei taglialegna e piantava chiodi nei tronchi affinché le motoseghe si rompessero i denti, ma non so se viene fatto tuttora.
    Per molti aspetti, gli Stati Uniti sono un altro pianeta.
    Se hai qualche link, postalo.
    Grazie.

    • webrasta:

      Roberto,
      chapeau!
      Hai la mia stima per le dimostrazioni messe in campo e per il tono garbato. Cercherò di reperire il link ma era cosa di 1-2 anni fa e ovviamente da codice penale, perciò credo che a parte qualche sparo e qualche rivendicazione, la cosa sia finita lì. Ma mi aveva colpito sapere che non ero l’unico a desiderare di ficcare in gola a questi inutili e dannosi individui la loro stessa moneta.
      ciao

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Gianni Lannes
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