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Raggruppo in questo post 3 articoli trovati in rete che parlano della situazione generale e della manovra economica decisa ieri dal Governo.

 

Dal sito: crisis.blogosfere.it

Altre 100 manovre come questa

Mi stupisce la disperazione e lo stracciamento di vesti che si accompagna a questa manovra. “Lacrime e sangue”, viene definita. Ma quando mai? Si tratta di una manovra soft, una robetta da nulla, una cosina irrilevante.

Elsa Fornero in lacrime

A lamentarsi a voce più alta sono spesso gli stessi che finora hanno ripetuto la lezioncina “i debiti si pagano!“, col severo tono moralista. Ebbene, sappiano questi signori che si tratta di una manovra da 20 miliardi in tre anni. Il nostro debito pubblico è pari a 1900 miliardi, e il conto è presto fatto: affinché “i debiti si paghino” occorrono altre 95 manovre come questa. E non si possono distribuire nel corso del prossimo secolo, vorranno mica che i nostri creditori aspettino così tanto, i debiti si pagano e in fretta altrimenti sai che brutta figura. E’ il “paradigma sociale prevalente“, come diceva Pietro Cambi.

Così, se l’obiettivo è davvero quello di pagare il debito, ciò che avete sentito ieri sera non è neppure l’antipasto, è un salatino. C’è da augurarsi che abbiano ragione i più complottisti, che sostengono che invece si tratta di un’operazione vòlta semplicemente alla spoliazione delle ricchezze del nostro Paese, perché in tal caso ci rimetteremmo di meno.

Mi auguro che il fare questi due conti riporti i toni dei maestrini moralisti a più miti consigli, e che si cominci invece ad affermare che il debito va ridiscusso, che in buona parte è illegittimo, che non dobbiamo pagare gli interessi sugli interessi, insomma che i cittadini comincino a chiedere di bloccare questa follia invece di preoccuparsi della brutta figura con gli strozzini.

In caso contrario, prepariamoci a piangere insieme alla Fornero per altre 95 volte.

 

 

Dal sito: infotricksblog.blogspot.com

Il massacro servito a cena

Scriviamo queste brevi note mentre è in corso la riunione del Consiglio dei ministri. Stasera (Dom. 4 dic. ndr), all’ora di cena, gli italiani si ritroveranno nel piatto la più odiosa e classista delle manovre economiche. Per farla è stato necessario sostituire il Buffone di Arcore con l’uomo delle cupole finanziarie. Torneremo domani, in maniera più dettagliata, sui provvedimenti del governo Monti. Ma le anticipazioni diffuse alla stampa sono più che sufficienti per un primo commento.

Mario Monti

Si tratta di una manovra dura ed antipopolare, guidata da una ferocia classista senza pari. Ci vengono in mente gli improvvidi festeggiamenti del 12 novembre, il consenso bulgaro al «governo dei professori», l’uniforme atteggiamento della stampa, l’entusiasmo di Bersani e Vendola per alcune frasi della Fornero. Ora alcuni sembrano svegliarsi (vedi le critiche dei sindacati confederali), ma finora dov’erano?

La verità è che Monti ha fatto quello che era naturale facesse, quello che tutti sapevano avrebbe fatto. Altro che equità! I diritti pensionistici vengono semplicemente devastati, le pensioni ridotte, i tempi del pensionamento dilatati per tutti (la soglia di riferimento è ormai quella dei 70 anni…), l’adeguamento all’inflazione bloccato. E pensare che qualcuno riteneva esagerato che si parlasse di massacro sociale.
Ma non ci sono solo le pensioni. C’è il ritorno dell’Ici (che ora si chiamerà Imu) sulla prima casa, si annunciano tagli agli enti locali, alla sanità (nuovi ticket in arrivo) ed ai trasporti pubblici. In compenso aumenterà l’addizionale regionale dell’Irpef. Ed infine, ciliegina sulla torta, si annuncia un aumento dell’IVA, due punti nel 2013 più mezzo punto nel 2014.
Se i destinatari del «dare» sono i soliti noti, idem per quelli dell’«avere»: mentre gli unici sgravi fiscali sono per le aziende, le banche avranno il debito garantito dallo Stato per sette anni. Che poi questa stangata venga presentata come «equa», giocando propagandisticamente su misure assai secondarie, come la tassazione di alcuni beni di lusso, è semplicemente una presa in giro che grida vendetta.

Susanna Camusso

Il «bello» è che questa porcheria – perfino la Camusso ha dovuto dichiarare che «fanno cassa sui poveri» – non basterà di certo a placare la sete dei cosiddetti «mercati», quei vampiri della finanza internazionale che sono i veri burattinai di questo governo golpista. E non servirà a salvare l’euro, contrariamente a quanto vorrebbero farci credere.

L’assenza di una vera patrimoniale è la riprova del fatto che anche il governo dei bocconiani galleggia, come quello precedente, in attesa che qualcuno sbrogli la matassa a Bruxelles, Berlino e Francoforte. Città dove il club dell’euro in effetti si agita ma senza convinzione, mentre in molti si chiedono ormai come verrà gestito l’Eurocrac, un evento di cui nei posti che contano si discute oggi più del «come» che del «se».
Le misure del governo non rispondono dunque ad alcun «interesse nazionale», ma solo a quelli della classe dominante. Finora l’uomo della Trilateral ha agito quasi in una curiosa situazione da laboratorio asettico, in assenza di opposizione sia in parlamento che nel Paese. Da domani, ne siamo convinti, non sarà più così. Il luogo dell’opposizione non saranno però le aule parlamentari, ma le piazze ed i luoghi di lavoro e di studio.
Con Berlusconi anche l’antiberlusconismo sta passando a miglior vita. Ora il volto del vero nemico è finalmente più distinguibile. Il nemico è il capitalismo finanziario, quello che chiamiamo anche capitalismo casinò, i cui agenti fondamentali nel nostro Paese sono proprio quelli che hanno preso i palazzi del potere, certo senza sparare un colpo, ma anche senza prendere un voto.
E’ questo dunque il momento della lotta, per difendere i diritti sociali, le condizioni di vita, la stessa democrazia. E’ il momento di svegliarsi, di porre fine ad ogni pigrizia, di chiamare tutto il popolo lavoratore alla ribellione. Sappiamo che non sarà facile. Forte è la sfiducia, la rassegnazione, il senso di una sconfitta vissuta da molti come ineluttabile. Lavorare per vincere questa sfiducia, per battere la rassegnazione, per riavviare il conflitto sociale è il compito che abbiamo davanti.
Ma siamo fiduciosi, perché c’è pur sempre un momento in cui si dice basta. E molti indicatori ci dicono che la misura è davvero ormai colma.

 

Dal sito: www.tlaxcala-int.org

Il debito pubblico, un meccanismo di redistribuzione della ricchezza dai poveri ai ricchi

L’unica parte della cosiddetta ricchezza nazionale che fa realmente e veramente parte della proprietà collettiva dei popoli è …. Il debito pubblico. Da Il Capitale, Karl Marx (1867)

Gli ultimi fatti economici e politici stanno succedendo a velocità vertiginosa. Lo sprofondamento dei governi della Grecia e dell’Italia in appena dieci giorni è stato un colpo durissimo dei cosiddetti mercati alle deboli democrazie parlamentari come le abbiamo concepite finora. Il colpo di stato dei finanzieri iniziato con il piano di salvataggio pubblico del capitale finanziario privato ha preso la sua forma letterale: i tecnocrati provenienti dalla banca internazionale, da Goldman Sachs quale massimo esponente della Banca Centrale Europea (BCE), occupano le posizioni di controllo degli Stati greco e italiano. Le porte girevoli adesso girano al contrario: non solo i politici ritirati occupano i posti nei consigli di amministrazione delle grandi società ma i tecnici del capitale privato occupano i portafogli pubblici di alcuni governi a cui non resta nulla di legittimo.

Non solo si compie la massima del capitalismo, che recita di privatizzare i profitti e socializzare le perdite, ma oltretutto si ordina come farlo.

Chi ordina, se non è un rappresentante eletto, non è un dittatore?! Se fossero militari, parleremmo di colpo di stato militare. Tutto ciò è un abuso in più del potere che anche prima faceva sì da favorire alcuni a spese degli altri, ma ora hanno lasciato perdere anche la forma.

Nel caso presente tutti i dubbi che attanagliano i cosiddetti mercati si incentrano sul debito pubblico dei paesi della periferia europea. Ma come sono arrivati questi Stati a indebitarsi così?

Squilibri commerciali, problemi per il capitalismo

Nel capitalismo globale ci sono una serie di economie che hanno un settore estero competitivo che permette loro di essere esportatrici nette, cioè esportano più merci di quelle che importano. Sarebbe il caso della Cina o della Germania. Queste economie si sono specializzate in produzioni richieste fortemente da altri paesi: prodotti tecnologici, macchinari o automobili nel caso tedesco, manifatturieri, anche se con molta tecnologia, com’è il caso cinese. La configurazione di questa produzione, oltre al fattore tecnologico, si basa su un tasso di sfruttamento della loro classe lavoratrice molto alto, perpetuando condizioni infraumane per milioni di persone, come nel caso cinese, o con salari congelati da decenni (dal 1989) come nel caso tedesco.

Nonostante i manuali di economia usati nelle università dicano che un’economia solida e competitiva è quella che ha un settore export importante, finora non abbiamo la capacità di esportare merci sulla Luna o su Marte o su qualsiasi altro pianeta del sistema solare. L’evidenza ci dice che se una economia esporta è perché ce ne sono altre che importano. Anche se studiosi e economisti ci dicono che da questa crisi si esce esportando, qualcuno dovrà importare.

Ci sono paesi esportatori netti, come quelli segnalati, e paesi importatori netti, cioè che importano più merci di quelle che esportano. E’ questo il caso dell’economia spagnola e di altre della periferia europea.

Il modello produttivo spagnolo incentrato nei settori della costruzione, del turismo e dei servizi, e in misura minore delle automobili, è un modello produttivo obsoleto, con forte dipendenza dall’estero e generatore di disoccupazione e precarietà.

Le economie con un avanzo commerciale come quella tedesca non utilizzano i fondi ottenuti frutto di questo vantaggio competitivo per migliorare lo stato sociale per la loro popolazione, né per aumentare i salari delle loro classi lavoratrici, né per mandare in pensione prima i lavoratori, e neppure investono la gran parte di questo avanzo nel loro settore produttivo industriale.

Questo grande volume di capitale viene destinato proprio a prestare denaro ad altri paesi che hanno un deficit, a finanziare i deficit di altre economie come quella spagnola attraverso il settore finanziario.

Il via libera al credito che permise la bolla immobiliare doveva provenire da qualche altro luogo che non fosse lo Stato spagnolo dato che la sua economia era deficitaria, dipendeva dall’estero. Le banche e le casse dello Stato spagnolo hanno potuto prestare ai costruttori, ai promotori, alle società e alle famiglie grazie al fatto che chiedevano denaro alla banca (centrale) europea. Il debito spagnolo cresceva, sia per il deficit dell’acquisto di merci sia per il debito finanziario. L’affare era perfetto e si sviluppò un forte settore bancario che otteneva rendite dall’intermediazione tra il finanziamento estero e l’economia produttiva interna. Diciamo che era perfetto finché la crisi non colpì.

Lo scoppio della crisi

La crisi si scatenò nel settore finanziario e si può datare il suo inizio all’agosto 2007, quando il primo fondo di capitali di rischio fallì dopo lo scoppio della crisi delle ipoteche-spazzatura negli USA. La crisi finanziaria fu la prima ondata di uno tsunami del quale dobbiamo cercare l’epicentro del terremoto all’interno, negli stessi meccanismi di sfruttamento e accumulazione del capitale che erano arrivati al loro limite. Da un lato, il modello produttivo del capitalismo nella fase attuale chiamata neoliberista non poteva più estrarre il plusvalore atteso per restituire i crediti aziendali. Dall’altro il via libera del credito al consumo, che in un contesto di salari decrescenti degli ultimi anni aveva potuto mantenere il potere d’acquisto e, direttamente, la vendita di merci (automobili, case, ecc.) non poteva continuare.

Qualcuno dirà che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, e noi rispondiamo che il capitalismo ci va sfruttando al di sopra delle nostre possibilità da molti anni. Se non fosse apparso il credito di massa – in fin dei conti denaro che cercava dove investire, a chi prestare in cambio di un prezzo, di un interesse per saziare la sua sete di profitti – la crisi sarebbe scoppiata prima e in forma diversa.

Il sistema del credito spostava fittiziamente la soluzione del problema, che nel capitalismo avviene sempre attraverso l’unico meccanismo che realizza la sua logica: la crisi.

La crisi è qualcosa di inerente al sistema, intrinseca al capitalismo e persino necessaria per la sua riproduzione nel tempo; ha bisogno di questa purga ai capitali inefficienti e della concentrazione di quelli che sopravvivono. Dalle crisi una parte del capitale esce rafforzata mentre una parte della popolazione riceve il colpo di trovarsi sulla strada senza alcuna forma di entrate al di là dei sussidi pubblici.

La seconda ondata del grande tsunami provocò una fermata generalizzata dell’attività produttiva nella maggioranza dei settori dell’economia. Nello Stato spagnolo è necessario aggiungervi l’esplosione della bolla immobiliare, così annunciata e prevista che spaventa l’inattività dei governanti. La distruzione di migliaia di posti di lavoro a causa della chiusura delle aziende, con l’aumento della disoccupazione fino a livelli mai visti prima, è il grande dramma sociale della crisi.

Intervento dello Stato nella crisi, il salvataggio dei potenti

Durante le prime fasi della crisi, il governo spagnolo – dopo averne riconosciuto tardi e male l’ampiezza – mise in atto una serie di misure per alleggerire i suoi effetti negativi. Le politiche più importanti, erratiche e a volte contraddittorie, furono incentrate su un forte intervento dello Stato per salvare il settore finanziario, con seri problemi per l’aumento della morosità, specialmente nelle casse di risparmio. Questi aiuti si sono sviluppati attraverso il Fondo di Acquisizione di Attivi Finanziari (FAAF), il Fondo di Ristrutturazione Ordinata Bancaria (FROB) e una serie di avalli e crediti al settore bancario. Il tentativo di contenere la crisi del settore delle costruzioni con il Piano E, dotato di più di 10.000 milioni di euro, le sovvenzioni all’acquisto di auto con il Piano 200E e il Fondo per l’Economi Sostenibile che arrivava a più di 20.000 milioni, completavano il salvataggio dei potenti. Furono aiutate le società finanziarie, molto meno l’attività delle società produttive e quasi niente la creazione di occupazione.

L’apparizione del deficit fiscale, un problema solo di spesa?

A questi interventi altamente dispendiosi per le casse pubbliche bisogna aggiungere l’aumento della spesa per il sussidio di disoccupazione, che ha visto distruggere quasi tre milioni di posti di lavoro dall’inizio della crisi. Questo livello di disoccupazione. Il 21,52% nel terzo trimestre del 2011, presuppone una spesa annuale di più di 30.000 milioni di euro.

Questo aumento importante delle spese ha contribuito a che si passasse da una situazione di avanzo fiscale dell’1,9% del PIL nel 2007 ad un deficit dell’11,1% alla fine del 2009. Davanti a questo e pressati con forza dalla UE, i governanti hanno stabilito un duro regime di diminuzione della spesa pubblica. La necessità di contenere le spese per frenare il deficit crescente provocato – bisogna ricordarlo – dal salvataggio dei potenti richiede un compito importante. Appoggiati dai mezzi di comunicazione convenzionali, hanno lanciato un bombardamento mediatico incentrato sull’idea di ridurre i costi considerati eccessivi. Convergencia i Unio, partito alla testa della Generalitat de Catalunya (la regione autonoma della Catalogna, n.d.t.) è stata la punta di lancia di una politica di tagli che finirà per imporsi in tutto lo Stato. Questo programma è incentrato nel taglio delle spese sociali, nello smantellamento del rachitico stato sociale, aprendo la sanità e l’educazione pubblica al capitale privato.

Il deficit fiscale ha due facce: da un lato le spese, di cui abbiamo già visto la provenienza del suo aumento negli ultimi anni, e dall’altro lato le entrate. Le entrate del settore pubblico si ottengono soprattutto dall’incasso delle imposte. Il sistema fiscale dello Stato spagnolo è chiaramente regressivo e insufficiente, la pressione fiscale è attorno al 32% del PIL, molto al di sotto della media europea. Le riforme degli ultimi anni hanno via via ridotto le tasse sui redditi elevati e sul capitale e aumentato la pressione fiscale sulle rendite da salario e le imposte indirette, come è il caso dell’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto). Circa il 45% della raccolta dello Stato proviene precisamente da questa tassa, totalmente ingiusta dato che grava il consumo indipendentemente dalle entrate delle persone. L’ultima modifica di questa imposta, già in piena crisi, per ottenere più entrate pubbliche, consistette nell’aumentarla dal 7 all’8% e dal 16 al 18%, mentre la promessa di alzare le tasse ai ricchi è rimasta una semplice dichiarazione propagandistica.

Altra tassa importante è l’IRPF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche – la nostra IRPEF, n.d.t.). Alla fine degli anni ’70, la fiscalità “che doveva permettere la democrazia” imponeva un tipo di gravame ai redditi più elevati di più del 63% (negli USA e in altri paesi d’Europa era abbastanza superiore). Attualmente i ricchi pagano il 43%. La riduzione delle imposte ai risparmiatori (chi può risparmiare adesso?) – che suppone l’introduzione di una imposizione fissa del 19%.21% alle rendite da capitale, le numerose modalità di esenzione fiscale ai fondi pensione, ai mutui, agli investimenti aziendali, insieme alle ultime eliminazioni delle tasse sui patrimoni e sulle successioni sono alcune delle modifiche portate a termine beneficiando la parte più benestante della popolazione.

L’esistenza di forme societarie come le SICAV (Società di Investimento a Capitale Variabile), che utilizzano le grandi fortune e che pagano in tasse solo l’1%, sono un insulto in tempo di crisi. Per quanto riguarda l’Imposta sulle Società (IS), questa prevede in teoria un’imposta del 30% sui profitti delle aziende (del 25% per le PYMES – piccole e medie imprese, n.d.t.). Le grandi aziende spagnole (quelle quotate nell’IBEX-35 – l’indice di riferimento della Borsa spagnola, n.d.t.) pagano in media il 17%. Cioè, quello che finiscono per pagare realmente dopo aver percorso tutte le strade per l’esenzione che la legge permette e, a volte, anche al limite della legalità com’è il caso dei paradisi fiscali, è una percentuale molto inferiore all’IS.

Chi paga più tasse in questo paese sono i lavoratori attraverso i redditi da salario. Questo è grave specialmente per le classi popolari perché negli ultimi anni la partecipazione dei salari alla ricchezza generata dall’insieme dell’economia si è ridotta a beneficio dei redditi da capitale. Nello stesso tempo una fiscalità centrata fortemente sui redditi da salario spiega il fatto che, quando si produce una distruzione dell’occupazione come quella dell’attuale crisi, da un lato aumenta la spesa sociale per la disoccupazione e dall’altro affondano le entrate pubbliche.

L’indebitamento pubblico come meccanismo di spoliazione delle classi popolari

Questo deficit va finanziato in qualche modo. Le emissioni di debito pubblico sono il meccanismo che gli Stati utilizzano per trovare il grande volume di finanziamenti di cui hanno bisogno per le spese che non possono coprire con le entrate tributarie. I buoni del tesoro danno diritti ai finanziatori a percepire un interesse per il denaro prestato, e alla fine del periodo stabilito gli si restituisce il capitale prestato. Il tipo di interesse, il prezzo a cui si presta questo denaro, viene determinato dai cosiddetti mercati, in base alla loro considerazione sul rischio che si assumono e sulla solvibilità degli Stati debitori. Le pressioni speculative per aumentare il tasso di rischio ed esigere interessi più alti sono all’ordine del giorno, specialmente durante i collocamenti importanti di titoli come quella dell’ultima settimana, in cui lo Stato spagnolo ha chiesto 3.500 milioni di euro che gli sono stati forniti ad un interesse del 7%.

I cosiddetti mercati non sono altro che l’insieme delle società del settore finanziario: banche e casse di risparmio, gestori dei grandi fondi di investimento e fondi pensione, assicurazioni, fondi sovrani, fondi di capitali di rischio ecc. Società che hanno al centro dei loro affari il conseguire profitti investendo il denaro di questi grandi capitali e risparmiatori del mondo, cercando redditività nell’affare finanziario di dare denaro in cambio di un interesse, di finanziare progetti imprenditoriali o, nel caso del debito pubblico, di finanziare gli Stati

Al crescere del debito pubblico finanziato da queste società, è ad esse che viene destinata una parte sempre più grande delle entrate pubbliche che, come abbiamo indicato, ricadono sui redditi da salario e sulle imposte che paga la popolazione. La parte di bilancio che si riferisce al costo dei finanziamenti sta crescendo fortemente mentre la spesa sociale soffre i tagli.

Il debito pubblico è uno strumento in più di spoliazione che il capitale utilizza per redistribuire la ricchezza generata dal lavoro delle classi popolari ai risparmiatori e ai capitali internazionali.

Questo è diventato l’affare perfetto grazie all’influenza politica delle finanziarie che sono riuscite ad imporre, attraverso organismi come il FMI, la BCE e la UE le politiche di aggiustamento non per uscire dalla crisi, né per garantire il pagamento del debito pubblico, ma per aumentare i loro profitti a qualsiasi prezzo.

Non importa se questo avviene a costo della sofferenza della popolazione, del peggioramento dei salari e delle condizioni di lavoro, della distruzione dello stato sociale e della cosiddetta classe media, del trasformare l’elevata disoccupazione in qualcosa di cronico che poi definiranno come strutturale e dell’aumento delle famiglie sulla soglia della povertà. Il problema è che queste misure, per la loro natura, non permetteranno nemmeno di restituire il debito, né di risolvere alcuno dei gravi problemi delle economie indebitate, tra queste quella dello Stato spagnolo.

Di fatto questo si sta già dimostrando vista la gestione del taglio del 50% del debito pubblico greco contratto con la banca tedesca e francese e con l’aumento del fondo di salvataggio delle istituzioni europee.

Dietro questi movimenti sta la necessità del capitale di gestire questa crisi senza che si possa prospettare un’uscita alternativa. E la crisi dura già da molto. L’ultima sequela di questo film dell’orrore si intitola “crisi del debito”, o di come le società finanziarie si sono date da fare per spostare la loro bolla finanziaria ai bilanci del settore pubblico.

Il livello di indebitamento dell’insieme dell’economia è un peso troppo grande, specialmente quando i governanti sono disposti ad utilizzare le risorse pubbliche per coprire qualsiasi problema che il settore finanziario abbia. In un contesto in cui l’economia produttiva non si trova – né la si aspetta – e invece di cercare di resuscitarla, ciò che si conseguirà è affondarla attraverso i piani di aggiustamento, sembra difficile credere che la generazione della ricchezza, necessaria non solo per uscire dalla crisi ma per restituire il debito, sia una possibilità.

Di fronte a questa situazione esigere di non pagare il debito è una delle direttrici su cui impostare la lotta. Esigere che le classi popolari non paghino le conseguenze di una crisi di cui non sono responsabili passa per l’esigere che non si facciano carico di un debito illegittimo che è servito a salvare le finanziarie e a beneficiare il capitale.

Tradotto da Daniela Trollio

 

31 Commenti a “Altre 100 manovre come questa”

  • manlio:

    Ciò che più mi fa arrabbiare è la rassegnazione stupida, becera e ignorante del popolo.
    La gente crede ancora che con questa manovra si salverà il paese; crede “bovinamente” (consentitemi questo termine, anche se non esiste nel dizionario) nelle capacità di Monti. E’ assurdo: più ti succhiano il sangue, più li accetti. Non c’è che una sola spiegazione a tutto questo scempio: satana, il principe dei demoni, si è impadronito dell’anima di tutti gli uomini.
    Razionalemnte non si può giustificare simili atteggiamenti. Difatti, la gente della “strada” rifiuta a priori il concetto di complotto, di NWO ecc.. Solo chi crede in Gesù, e quindi nell’Apocalisse, comprende che stiamo vivendo la fine dei tempi e che presto sulla scena mondiale farà il suo ingresso vittorioso la bestia, l’anticristo.
    Pensiamo almeno a salvare l’anima.

    • Tao Crocus:

      Ancora a pensare a Gesù, e alla bestia, e all’Apocalisse, e poi?! Quante altre figure ci sono nelle fiabe? Il lupo cattivo, Cappuccetto rosso, Biancaneve, le Winx e i Power Rangers…
      Ci vogliono arrabbiati, ci vogliono depressi, ci vogliono rassegnati e a seguire le tue parole mi sembra proprio che con qualcuno ci stiano riuscendo.
      Ma accendere la luce, no?! Se ognuno capisse che è giunto il momento di ri-accendere quella fiammella che tutti ci portiamo dentro dai tempi dei tempi, non credi che il buio si dissolverebbe?! Il Mondo non diventerebbe forse una splendida processione di “guerrieri di luce”, anziché limitarsi a pascolare come pecore, ripetendo le solite 4 o 5 “preghiere” mugugnando e seguendo quella sottospecie di pastore che tiene una croce nelle mani ed una nel cuore?!
      Imparare ad amar se stessi, e portare nel Mondo un po’ di quell’amore traboccante, no?! Una marea di tecnici e un pugno di artisti, molti (forse troppi) a leggere, ad informarsi di Cristo e bloccati sulla “FORMA”, e ben pochi con la consapevolezza che ognuno di noi è un potenziale Gesù Cristo, con tutte le qualità del divino ed anche qualcosa in più, e con la sensibilità giusta per ritrovare “L’ESSENZA”.

  • Gino:

    Viaggio tutte le mattine su un treno di pendolari in provincia di Milano.
    Questa mattina dopo la porcata sulle pensioni del governo Monti,mi sarei aspettato
    la rabbia della gente,almeno quelli con i capelli bianchi,macchè sembravano tutti delle mummie.Purtroppo la gente ormai è assente,pensa che i toccati saranno gli altri.
    Ci troviamo di fronte ad un annichilimento mentale forse senza precedenti nella storia
    umana. Forse pensano di potercela fare perchè in banca hanno due denari supersvalutati
    che saranno ingoiati dalla imposte.In un solo colpo l’età pensionabile si è allungata,per il momento di sette anni.Reazione nessuna.Questa è sola la follia,che ci porterà
    alla terza guerra mondiale,per la vigliacchera di un popolo ormai succube del proprio piccolo meschino benessere che si evoparizzerà tra qualche mese.

  • alboino:

    Gli insigni economisti della Bocconi mi devono ancora spiegare come si può fare a pagare un debito che segue una funzione tendente all’infinito, entro un sistema finito.
    I numeri non si possono taroccare in eterno, e la verità spietata sugli schemi ponzi sta per diventare di dominio pubblico, anche per tutti i bovini.
    Quest’ultimi non reagiscono perchè finora non hanno ancora avuto problemi a procurarsi i pasti, e si rifiutano di credere ai “catastrofisti”, perchè hanno paura di un cambiamento del sistema.
    Quando però il sistema imploderà, allora capiranno, ma sarà troppo tardi.

  • John:

    “L’arma più potente nelle mani dell’oppressore è la mente dell’oppresso.”
    (Steve Biko, rivoluzionario sudafricano)

  • Alvaro:

    Se pensate che nel maggio scorso l’apparato mediatico posseduto dall’elite plutocratica e usuraia è riuscita a convincerci che i cetrioli potevano essere letali per via di una fantomatica contaminazione da escherichia coli. Ci stanno scardinando la psiche.

    E i giovani cosa dicono ? Invece di combattere per difendere le conquiste sociali ottenute in un secolo di lotta accusano la generazione dei padri di schiacciarli sotto il peso di un debito pubblico di cui non sono responsabili.

    Youporn.— che dovrebbe essere severamente proibito dalla legge sta devastando la salute mentale e la personalità dei giovani. Il dr. Foresta andrologo scriveva qualche giorno fa che i giovani tra i 19 e i 25 anni trovano appagamento nella visione del sesso virtuale (in internet grauitamente) tanto da rinunciare al contatto carnale. E al lavoro e al sacrificio e alla lotta. Di loro (l’elite plutocratica) si farà pulizia etnica nel giro di qualche anno. Ci sono a disposizione i maghrebini spocchiosi addestrati da Al Qaeda già infiltrati nella nostra società in occasione della guerra di Libia.

  • SDEI:

    @MANLIO,
    permettimi una “doverosa” correzione che riguarda anche te; NON di tutte le ANIME si è impadronito te lo garantisco e MAI SI IMPADRONIRA’ a incominciare dalla tua e dalla mia e credimi NON siamo i soli ad ESSERE così, se sei un credente come IO SONO sai che il TUTTO/UNO/DIO con i MAESTRI ASCESI e gli SPIRITI ANGELICI di LUCE ci proteggerà e aiuterà nel suo infinito AMORE & COMPASSIONE per l’ UMANITA’ e le nostre VITE !!!

    NAMASTE’
    & HASTA SIEMPRE
    SDEI

  • Wol:

    @MANLIO e SDEI,
    non considerate il seguente mio pensiero esclusivamente polemico, ma vi pregherei di affrontare le cose con maggiore oggettività, senza ricorrere a fughe spirituali, spesso prive di fondamento o completamente revisionate ad arte da chi a suo tempo aveva capito che la spiritualità è una necessità umana e ha inventato le religioni per sottomettere l’ingenuo.

    Credo che l’argomento DIO – DEI sia completamente fuori dalla portata oggettiva, dopo qualche anno di ricerca, credo che nessuno possa stabilire come siano esattamente le cose, ma nei frammenti pervenuti ad oggi la profondità di molti elementi sia effettivamente superiore a quanto siamo noi oggi.

    Mi rendo conto che per aleviare la tristezza di non essere in grado di fare nulla, possa trovare consolazione nel mistico, ma ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte, basta per favore con questo ci penserà Dio. Io se fossi in lui mi incazzerei per primo con coloro che non vogliono credere nelle loro capacità e attendono la soluzione dall’alto o basso che sia.

  • Wol:

    Scusate il precedente OT, ora vorrei porre una semplice conclusione sul futuro:

    a) finche si avrà anche solo il piccolo pezzo di pane per sopravvivere, il singolo rimarrà chinato in disparte, con la sola speranza che tutto il male sparisca. Questo facilitera che l’inevitabile arrivi.

    b) troppe divisioni sono alla base della nostra vita odierna: bianchi-neri-gialli…., cristiani-ortodossi-laici…., interisti-milanisti-juventini…., gente del nord-gente del sud, ricchi-benestanti-poveri…., intelettuali-analfabeti…, e un milione di altre diversità. Diversità enfatizzate non per comprendere la loro bellezze, ma solo per dividere.

    Che vogliate ammetterlo o no siamo ognuno per i fatti nostri, isolati dagli altri, talvolta infastiditi. Solo un qualcosa di estremamente poderoso può liberarci da anni d’inseminazione mentale.

    Chissà!!! la fame potrebbe ricondurci a diventare tutt’uno è solo a quel punto saremmo in grado di cambiare le cose. Ora non c’è verso credetemi…..

    Ben venga un mondo dove le persone trovano unità e meno differenze, allora forse potremmo dire grazie a coloro che ci hanno voluto dissanguare, perchè forse comprendono meno di noi dove stia la ricchezza.

  • alessandro capece:

    L’obiettivo di questa manovra è quello ricapitalizzare le banche con le ultime gocce di sangue dei pensionati, dei disoccupati e dei precari.
    Poche migliaia di criminali, aiutati da una sinistra per metà insulsa e per l’altra connivente, sta distruggendo un popolo, i suoi sentimenti, il suo senso della vita, il suo futuro per i suoi sporchi interessi.
    Non mi rendo conto del motivo per il quale le categorie che stanno soffrendo come cani, che nel loro complesso rappresentano almeno il 60% degli italiani, non danno vita a un partito che faccia da referente a tutti quelli che non sono più disposti a subire questo incommensurabile sopruso.
    Vi invito a leggere occupywallst.org, per capire quello che sta succedendo in America e fare lo stesso anche qui da noi.

  • SDEI:

    @WOL,
    il tuo pensiero NON è polemico PERCHE’ è il tuo punto di vista che è altrettanto degno e importante del mio; la maggiore OGGETTIVITA’ che tu suggerisci IO l’ ho applicata fino al compimento del mio 55o compleanno e ti dirò che SONO stato oltre che protagonista anche testimone di una progressiva grave decadenza etica-politica-economica-sociale, evidentemente la formula per risolvere il problema NON era certo la migliore pertanto ho esplorato e continuo a farlo altre strade e soluzioni diverse dalle “disastrose” precedenti e una di queste è affiancare all’ OGGETTIVITA’ della MENTE(=EGO) quella SPIRITUALE del CUORE(=COSCIENZA) pertanto che ognuno segua quella che ritiene la migliore per lui e per la COLLETTIVITA’ !!!

    HASTA SIEMPRE LA VIDA

  • archimede:

    ..e dopo aver constatato che la carne umana è buona ci calmeremo di nuovo tutti lasciandoci trasportare ancora più in fondo al baratro…o dobbiamo aspettare che quel cannibale in cravatta e giacca ci faccia aggredire dai suoi amici di Al.Quaeda?

  • SDEI:

    @GINO,
    credimi MARX aveva ragione nel sostenere ciò che ha scritto sulle RELIGIONI; quello che è profondamente sbagliato E’ invece confondere SEMPRE la SPIRITUALITA’ con le RELIGIONI ed è quello che tu stai facendo, per quanto mi riguarda sto con tanta fatica e impegno percorrendo più vie “spirituali” che nulla hanno da spartire con tutte le RELIGIONI del MONDO compreso il BUDDISMO la più vicina alle mie convinzioni sul TUTTO/UNO/DIO !!!

    NAMASTE’
    & ALOHA
    SDEI

  • Simone:

    Domenica rincasavo un po’ depresso per personali motivi. Alla sera ero ancora depresso; ed ecco! Mi siedo a tavola per la cena, attacco il TG per sentire qualche cavolata.. ed il messaggio di Monti.. l’umore torna giocondo, io sorrido e sono felice.

    Spero che Monti non MI tradisca, e faccia un’altra, poi un’altra ed un’altra manovra ancora!
    Ed ogni manovra deve esser SEMPRE più cruenta e dura..!! Ci deve mettere con le spalle al muro e le mutande calate.

    SOLO ALLORA CI RIBELLEREMO E LE TESTE VOLERANNO.

    Ma solo allora. Intanto, io pragmatico e forse un po’ crudele, sorrido. Poichè ciò che loro possono fare a me, è sempre MENO di ciò che io posso fare loro in vendetta.

  • cat:

    WOL
    Sono pienamente d’accordo con te. Personalmente ho approfondito molto (e non basta ancora) le “religioni” e quello che si “scopre”, come ho avuto già modo di scrivere in precedenza, è spesso incredibile e sconvolgente… ma solo apparentemente. . Penso inoltre che ancora troppe persone siano “legate” alle “apparenze” che gli istituti religiosi propinano. Sempre nel rispetto di tutti, sono profondamente convinta che prima di nominare Dio, Gesu’, tutti i Santi, la Madonna e chi gli vien dietro… solo perchè così vien detto da coloro che si sono impossessati presuntuosamente e dittatorialmente dell’idea di Fede propinando l’inferno per chi non segue i loro dogmi.. beh.. a loro dico : c’è da studiare tanto.. “L’inseminazione mentale” è continua sotto ogni aspetto della vita, dalla religione, al cibo che fanno mangiare facendocelo passare come il più sano, ai farmaci (“se credi di essere sano ti sbagli!”, accidenti ci sono cascati quasi tutti ..e via con analisi e integratori), alle mode, ect.. etc..Fino all’attuale Governo Tecnico, come se i lettori di S.L. e tanti altri, non lo sapessero da tempo!! Quindi grazie ai giornalisti come Alessandro Drago e gli altri di questo sito che espongono fatti e non menzogne, anche se capitano articoli che risultano “aggressivi”.
    Quello che noto è che sempre più individui Sanno che la realtà è profondamente diversa da quello che fanno apparire e l’”isolamento” che citi penso sia un passaggio doveroso.. Le “revisioni ad arte” sono all’ordine del giorno, ma essere qui (o in altre situazioni) a parlarne e a confrontarsi è il chiaro segnale che l’”isolamento” è finito proprio perchè ci sono persone che si sforzano di divulgare Verità Scomode .. E giusto per chiudere con una citazione: “la mente è come un paracadute, funziona solo se si apre”.. e accidenti i paracadutisti col paracadute aperto sono ormai milioni e aumentano a vista d’occhio.

  • Fabrizio:

    Interessante dibattito, posso solo aggiungere che alla fine (come detto da beppe grillo su la7 ieri) l’auspicio è il default, cosi tutto finirà: il debito pubblico scoppierà una volta per tutte, non ci sarà più danaro per corrompere o essere corrotti, nessun politico potrà più mangiarne a sbafo soltanto perchè non ce ne sarà più, e accadrà come in argentina dove una volta dileguata la classe dirigente e i loro banchieri a causa del default, si è aperta la strada alla gente semplice, tanto che una signora premier sta portanto l’argentina ad essere uno dei maggiori paesi emergenti mondiali. L’unico modo per spazzare via una volta per tutte lo schifo in italia è il default perchè cosi si ripartirà con tutto ciò che è vero: rimboccandosi le maniche senza più diritti acquisiti o caste invalicabili, ma soltanto gente volenterosa di ripartire, anche perchè nel frattempo i falsi si saranno dileguati a casua della sparizione statale dei soldi.

  • gianpaolo:

    Non c’è speranza. Nel nostro paese c’è un’ignoranza spaventosa. Docenti laureati credono stupidamente a quello che leggono sui giornali del potere. In una indagine, il 70% dei cittadini della provincia di Udine compresa tra 20 e 70 anni non sanno chi è il presidente della loro provincia, nonostante sia da 20 anni un amministratore pubblico.
    Il potere ha ottenuto il bel risultato di chiudere le menti alla popolazione.

  • manlio:

    Religione e spiritualità possono essere in stretta correlazione tra loro, come possono non esserlo.
    Avere fede in Cristo, significa: amare; accogliere lo straniero; altruismo; carità. Questo è il messaggio del Figlio di Dio.
    Questo mondo è malvagio e arido di sentimenti proprio perchè ha rigettato il Signore.
    Gesù li ha descritti bene gli operatori di iniquità: “somigliano ai sepolcri imbiancati, belli di fuori e sporchi dentro”.
    Spesso confondiamo l’operato degli appartenenti alle varie confessioni religiose (chiesa cattolica, protestanti, ortoidossi ecc. ecc.) con Gesù. Mi spiace, sbagliamo di grosso.
    Chi ama davvero il Signore, a fatti e non a parole, produce solo ed esclusivamente pace ed amore. Non può essere altrimenti.
    Non comprendo come mai, il solo sentire parla di Cristo produce tanto sdegno, quasi si parlasse del diavolo.
    Pensate: se all’unanimità si facce la volontà del Signore, se si osservassero in toto i dieci comandamenti, avremmo un mondo di pace, di amore e di prosperità.
    Il bene ed il male sono in antitesi.
    Sino a prova contraria, Cristo rappresenta il bene e il diavolo il male.
    Chissà perchè molti fautori del NWO sono satanisti, hanno comportamenti demoniaci.
    Prima di rifiutare a priori Gesù, leggete attentamente la Bibbia, dall’inizio alla fine, senza soffermarvi su una singola frase, come accade di solito, e poi traetene le conclusioni. Stessa cosa facciasi con il corano ed altri testi religiosi.
    La Parola di Dio è sempre li pronta a sostenerci, a comprendere il perchè di tanta malvagità, e qual’è il fine dell’opera di questi malfattori che ci stanno portando verso un futuro di morte, devastazione, paura, povertà e schiavitù permanente.
    Che l’Eterno ci illumini e ci salvi.

    • Fabrizio:

      D’accordo con manlio che ci vogliono ora solo fatti, basta parole comprese quelle sante perchè sono e saranno soltanto parole. D’accordo con angela.

  • Il sicario di Goldman Sachs Elsa Fornero piange le sue lacrime di coccodrillo.
    Ma da quando i sicari piangono?
    Sarebbe quasi auspicabile che il senso della vergogna cominciasse a
    penetrare in questa borghesia torinese senza cuore, incapace di provare
    ed esternare emozioni, molto più legata ai danè che all’umano ed al sociale.
    Se così fosse, Signora Fornero in Deaglio, si dimetta.
    Si salvi l’anima, più che la dignità.

  • claudio:

    @Wol e Tao
    Un fattore religioso è necessario come sfondo per una vera concezione eroica della vita. Bisogna sentire in se stessi l’evidenza che di là da questa miserabile vita terrestre vi è una più alta Vita, perché solo chi così sente possiede una forza infrangibile ed intravolgibile, solo costui sarà capace di uno slancio assoluto. Quando questo manca, invece, lo sfidare la morte e porre in non conto la propria vita al prezzo della salvezza della propria Nazione, identità, lingua, cultura, storia, non è possibile. Ma la spiritualità non ha bisogno di formulazioni dogmatiche obligate di una data confessione religiosa. Il sentirsi Cristiano non ha niente a che vedere con il Vaticano ed il cattolicesimo, soprattutto con il moralismo cattolico il quale mira ad un addomesticamento dell’animale umano; politicamente, non si può nutrire diffidenza rispetto a temi come l’accoglienza senza se e senza ma, l’eguaglianza, il perdono. Non che un Cristiano non debba perdonare, anzi. Ma un’autorità, specie nel caso debba esercitare una funzione giudiziaria, deve tendere soprattutto alla severa applicazione della giustizia e alla difesa a spada tratta della singola persona e dell’onore di ogni singolo cittadino.

  • angela:

    questa “crisi” è un invito a ritrovare noi stessi. coraggio!

  • Massimo Rombi:

    Bello questo invito Angela! aggiungo, a ritrovare noi stessi come popolo, uscendo dall’individualismo che è una delle cause più profonde di questa crisi. Divide et impera, l’antico motto del potere sempre valido. Ci hanno divisi ciascuno rinchiuso nella sua esistenza di compratore consumatore, senza una comunità con cui condividere gioie e affanni dellla vita, cultura e speranze. Ci siamo divisi, ognuno a curare il suo particulare, affascinati da schermi piatti e ipod: forse spargono davvero nell’aria qualche sostanza per inebetirci, oppure facciamo tutto da soli, chissà. Il coraggio è quello che ci manca e quello che dobbiamo ritrovare. Coraggio!!

  • cat:

    questo articolo è partito dalla situazione politica.. che è sicuramente uno slancio per altri argomenti.. riporto in particolare le citazioni di un vostro utente (Manlio) “…la gente rifiuta la NWO “(lo dici tu.. sempre piu’ persone sono consapevoli!) … “Solo chi crede in Gesu’ e nell’apocalisse comprende che stiamo vivendo la fine dei tempi” (cosa fa credere a un essere senziente, intelligente che chi non crede in Gesu’ sappia che la “fine dei tempi” , visto sotto un punto di vista olografico/scientifico/quantistico , non sia piu’ che scontato.!. “pensiamo a salvare l’anima” (chi o cosa fa pensare che le “prove a livello mondiale” che l’anima si salva con consapevolezza non si salva?) .. Inoltre leggo: “leggete attentamente la Bibbia, senza soffermarvi su una singola frase… I 10 comandamenti insegnano!!” Ora , il catechismo della chiesa cattolica ha, come il Sig. Manlio sa sicuramente, degli Articoli da rispettare (tipo la Costituzione). Ci sono tanti articoli prima, ma ne cito due:
    Art 2066 : la divisione e la numerazione dei comandamenti “hanno subito variazioni nel corso della storia”. Questo Catechismo segue la divisione dei comandamenti fissata da sant’agostino (il minuscolo è voluto) e diviene tradizionale nella chiesa cattolica!!
    Art 2068: il concilio vaticano II (non dimentichiamo 300 anni di sterminio di migliaia di persone da parte del Consiglio di Nicea e tutti gli omicidi successivi!!) afferma:”I Vescovi, quali successori degli Apostoli .., ricevono la missione di insegnare a tutte le genti e di predicare il Vangelo affinche’…. ottengano la salvezza”.. C’e’ un elenco “originale” dei dieci comandamenti, perchè come il sig. Manlio sa, Mose’ rompe le prime tavole vedendo la corruzione del proprio popolo, e il suo Elohim impartisce nuove regole (questa è storia, non fede).. i nuovi comandamenti sono molto diversi da ciò che è stato tramandato, ma non posso elencarli qui perchè semplicemente occuperei almeno tre pagine..
    In ultimo cito , sempre una frase del sig. Manlio “satana principe dei demoni si è impadronito di tutti gli uomini”…. se Lei ragiona cosi’ mi domando cosa cerca di comunicare su questo sito visto che satana si è impadronito di tutti noi..! Le auguro buona continuazione.. e davvero , se mai ci sarà un confronto La invito a vedere le stesure e le traduzioni “originali” di<.
    - bibbia ebraica
    - bibbia concordata – antico testamento, pentatauco
    - toràh
    - codice genesi
    - opere e giorni
    - note di lessicologia ebraica
    - l'antico egitto
    - introduzione alle lingue senìmitiche
    - improntre degli dei
    - dizionario di ebraico e aramaico biblici
    - le civilta' mesopotamiche
    - vangelo secondo le schienze…..
    e decine di altri…

    • manlio:

      Nonostante abbia evidenziato che l’operato degli appartenenti alle varie confessioni religiose ( in primis la chiesa cattolica) non hanno nulla a che fare con Gesù, tu, invece, li metti in correlazione fra loro.
      La fede è un dono di Dio.
      Personalmente attraverso la fede riesco a trovare quella serenità che di certo l’uomo non mi da.
      Lo ripeto nuovamente: chi mette in pratica (cerca di comprendere l’italiano) la parola del Signore, non può, ripeto non può comettere malvagità varie. Chi lo fa, sono parole di Gesù, fa la volontà del demonio. La cosiddetta santa inquisizione, di santo non aveva nulla, era demoniaca e basta.
      Se accolgo Gesù come mio Signore e Salvatore, non posso che fare del bene; non posso essere un operatore di iniquità.
      Le tradizioni, i catechisimi lasciali agli idolatri e a coloro che volutamente hanno distorto la parola di Dio per asservire l’uomo, trarlo in inganno e lucrarci.
      Sei ateo, non credi, sono fatti tuoi. Una cosa è certa: io non riesco e non posso fare del male a chicchessia in quanto discepolo di Cristo.

    • manlio:

      Dimenticavo: non ho scritto che la gente rifiuta il NWO, ma che i fautori del NWO sono satanisti. Il concetto cambia non credi?

  • Davide:

    complimenti a TAU CROCUS

  • claudio:

    “O uomo, Egli ti ha fatto conoscere ciò che è bene; e che altro richiede da te Iddio se non che tu pratichi ciò che è giusto, che tu ami la misericordia e cammini umilmente con il tuo Dio?”.
    I continui, ripetuti attacchi al cristanesimo sono la migliore conferma che Gesù esiste. In mancanza di uno spirito cristano, si fa fatica a comprendere il perché di tanti eventi. Occorre perciò prenderne coscienza da un punto di vista cristiano per avere speranza di combatterli e di ritardare la venuta dell’anticristo.

  • cat:

    Penso sia importante comprendere che non sono attacchi e non lo vogliono essere per nessun motivo.. sono confronti e punti di vista diversi. Se leggo “..solo chi crede in Gesù comprende che stiamo vivendo la fine dei tempi” o “.. la gente di strada rifiuta il complotto..” mi sento di rispondere. E’ giusto credere in Gesù ma è altrettanto lecito credere in se stessi senza affidarsi alla rispettata fede in Cristo o in altri profeti che agli occhi di migliaia di persone sono altrettanto importanti. Molti di noi vivono cercando di attenersi alle regole della Vita in ogni suo aspetto ma questo non vuol dire necessariamente che sia in nome di Gesù… Forse non è stato compreso il concetto ma frasi del genere mi sembrano sufficientemente chiare. Semplicemente: non è che chi non agisce in nome di Cristo è nel torto, altrimenti vorrebbe dire puntare il dito contro tutte quelle persone (piu’ di metà mondo) che professano altre forme di fede.. tutto qui, “solo chi crede in Gesù comprende” è , e non mi si fraintenda, pesante.. se questo sito fosse letto “dal mondo” avete idea quante “brave persone” (e ce ne sono!) avrebbero da ridire? Sono questioni delicate. Il concetto è: va bene, benissimo avere la propria fede ma non pensare e, soprattutto , non cercare imporla come unica verità assoluta. Se una persona ha le verità assolute salva un paese, se dieci hanno le verità assolute salvano una nazione, se cento persone hanno le verità assolute salvano il mondo… quindi visto che palesemente non è così.. c’è solo da considerare che forse.. in ogni fede c’è una fonte di verità ma non abbiamo ancora l’umiltà necessaria per accettare altri punti di vista. Tutto qui.

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