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La Chiesa cattolica, al pari di una qualsiasi multinazionale, fonda la sua esistenza sulla propaganda e la mercificazione di un prodotto – nello specifico, della fede – come anticamera verso la promessa della salvezza eterna.
Ciò che differenzia questo particolare bene da altri, in bella vista sugli scaffali dei super mercati, sta nell’assenza di un contenitore.
In questo caso, è la Chiesa stessa a fungere da grande contenitore, a garanzia di un prodotto iper qualitativo e senza controindicazioni. Non servono fabbriche fumanti per la produzione di un tale bene, essendo, lo stesso, privo di forma e consistenza, e come si direbbe oggi, di natura virtuale. Ma per niente virtuale è l’incommensurabile montagna di denaro che ruota intorno a questo magico prodotto, dalle sorprendenti potenzialità commerçiali.
Lo puoi acquistare in forma di elemosine, donazioni, bollettini postali e molto altro ancora, o approfittando dei saldi relativi alle infinite reliquie benedette, gadget di un vergognoso merchandise pagano e idolatra. Ultima e assoluta novità,”Il rosario elettronico”.
In questo modo, avrai l’assoluta certezza del perdono divino e la tua coscienza monda da ogni peccato. Tu, ripulito come un calzino puzzolente in candeggina, tornerai ad essere puro ed immacolato, come un bambino.

Non chiediamo alla Chiesa di entrare nel merito della gestione politica e tecnica di un governo, ma ci aspetteremmo una presa di posizione, netta ed esemplare quando, gli atti di chi ci rappresenta in parlamento, intaccano la sfera della comune morale, della giustizia e della libertà.
La pratica volta al silenzio assenso, di fronte all’evidenza grossolana di certi comportamenti del potere – antitetici e contrari al comune senso di giustizia e di equità – ci da la misura di quanto la presunta neutralità della Chiesa, si conformi ai vantaggi materiali, mediatici e psicologici che pensa di ricavarne. 
Chiesa e potere, del resto, sono fratelli siamesi e come tali, tesi a giustificare o esaltare reciprocamente (a secondo dei casi e interessi), contraddizioni, vizi e perversioni.

Monti ha da poco presentato una manovra “lacrime e sangue” in cui si chiedono pesanti sacrifici ai cittadini e, tra le misure previste, anche la reintroduzione dell’Ici (in futuro Imu). Eppure i privilegi della Casta e della Chiesa non vengono intaccati! Rimane in vigore quella legge simoniaca approvata dal governo Berlusconi per cui il Vaticano è esente dal pagamento dell’Ici.
Io, diversamente da tutto e tutti – ICI O NON ICI CHE SIA – credo che solo una Chiesa povera, libera e liberata da ogni potere, possa soddisfare la sete di fede degli uomini onesti, e solo una Chiesa padrona e compiacente, accelerare quel processo di disgregamento morale, spirituale ed etico che oggi, più che mai, mina le nostre “moderne” società occidentali. Che contano, sono sempre i fatti e non gli orpelli!
Ha poi del paradossale che la Chiesa, di fronte alla gravità della situazione socio economica, crisi di valori e collasso ambientale, si perda in sterili crociate e retorici proseliti contro l’uso del preservativo ed altre castronerie del genere. Una vera farsa e presa in giro!! 
E non credo che ce ne sia uno, uno solo, fra i milioni di italiani (tranne casi patologici) che prendano sul serio tali boutade. 
Tutto questo a conferma, ancora una volta, della doppiezza di una Chiesa asservita al potere e che, nel mercimonio della fede, afferma la sua natura opportunista e di contraffazione della verità.

Il suo evidente intento strumentale si propone, in virtù di un ricatto morale, di fare leva sulle fragilità e paure degli individui, al fine di spingerli a schierarsi dalla parte politica più gradita al Vaticano. 
L’aborto è sempre stato un falso, vergognoso quanto ipocrita pretesto! 

La Chiesa – oggi ancora più di ieri – condivide con il potere la pratica volta ad inseguire la logica dell’interesse particolare e di una speciale immunità.
E’ il referente ideale per questa nuova razza di cattolici moderni, generati dall’oscura borghesia industriale, avulsi da ogni principio etico e morale – valore culturale e spirituale. Una sorta di speciale Ordine Divino in terra deputato all’amnistia dell’anima che, nel sacramento della confessione, promette la remissione da ogni colpa, peccato e crimine.

Questa Chiesa, omertosa e complice, è inoltre corresponsabile del tracollo ambientale e dell’opera di profanazione del creato attraverso il quale, ha sempre affermato, possiamo cogliere l’esistenza di Dio – una Chiesa che per sua vocazione, dovrebbe rappresentare il cenacolo dell’etica e, quindi, il supremo esempio di ottemperanza e di cieca fedeltà alla liturgia evangelica e che, oggi, sull’onda degli ultimi avvenimenti, muta in elemento destabilizzante che rischia di produrre emulazione e la sottovalutazione di tali aberranti comportamenti. Codificandoli poi
Cosa ne sarebbe della Chiesa cattolica se si depennasse dal suo ordinamento, il sacramento della confessione? La prima in assoluto vera operazione di marketing e di propaganda, tesa alla mercificazione delle coscienze che, per diritto, entrano a fare parte dei paradisi fiscali dell’anima.
 La confessione del resto, ha la stessa efficacia della dicitura, “Il fumo uccide”, in calce sui pacchetti delle sigarette, e della pena di morte, addotta come deterrente. In realtà tutti, persistono a peccare, a fumare e a uccidere.

I veri credenti, si interrogano sulle proprie azioni e intevengono sui comportamenti, al fine di rimuovere, attraverso la volontà, la consapevolezza e in virtù di un impianto etico connaturato, ogni debolezza, attenuante ed effimera dipendenza. Non si liberano dal disagio prodotto dal senso di colpa, confidando i propri peccati a terze persone, a fronte di una indulgenza catartica, atta a ristabilire una nuova coscienza, mondata da ogni oggettiva responsabilità e giudizio autocritico, no; questi sono i pagani!

Banalizzare la questione religiosa, riducendola poi, a una disputa fra stato confessionale e laicismo, è un grave errore di sostanza. La vera frattura, si è consumata tra i cristiani e cattolici, due blocchi, oggi, opposti e contrapposti. Così, il cristianesimo, si è ridotto a un’insulsa parola priva di qualsiasi forza e significato.
I cristiani autentici (gli invisibili) operano nell’ombra, liberi da ostentazioni e personalismi autoreferenziali, adempiendo alla loro missione di volontariato, solidarietà e di vera fede.

In questi anni a venire, assisteremo alla diaspora della Clero secolare e monastico che, in seguito, darà origine a due fronti opposti e contrapposti. Il primo, di matrice cattolica confessionale, sarà rappresentato dalla oscura borghesia industriale che avrà calamitato e inglobato al suo interno, buona parte di un sotto proletariato socialmente qualunquista e avulso da ogni principio etico e morale. Questo, è il fronte dei privilegi e delle scorciatoie morali; un paradiso fiscale dell’anima che, nell’indulgenza pretesa e concessa loro da un unico Dio onnisciente e onnipresente, si prefigge un perverso quanto illusorio, disegno di immortalità.
Il fronte opposto, radicalmente cristiano, sarà rappresentato dalla cultura nel suo significato più generale, e da un proletariato colto, socialmente e politicamente impegnato nelle lotte di libertà e di giustizia sociale.
Questo secondo, è il fronte della speranza che, nell’adempimento quotidiano della parola di Gesù Cristo, tende a dare un significato alla provvisorietà della vita e alla necessità ineludibile della morte.

13 Commenti a “LA CHIESA: UN VERO MIRACOLO ECONOMICO”

  • Lo Zingaro:

    Egregio signor Tirelli è riuscito a riempire una pagina con due sciocchezze per riga, evidenza di chi ha sentito parlare di chiesa ma ben poco sa di catechismo. Capisco che lei stia seguendo il pensiero comune oggi diffuso e che quindi non sia da imputarLe la manifesta ignoranza (ignorare significa non sapere).
    Il concetto di vendita non è corretto, a meno che non lo usi come metafora per indicare qualcos’altro. La salvezza viene distribuita, non venduta, poi c’è chi la accoglie e chi no ma non ha una tariffa. La confessione non è un vero e prorprio lasciapassare gratuito (non nel senso pecuniario del termine) ma va pagato con un certo processo interiore di ognuno che guarda a caso ha lo stesso identico prezzo sia per il ricco che per il povero, e non sto parlando di valuta ma di impegno personale.
    Capisco che si possa avere avversione per la chiesa e che alcuni suoi elementi non siano degni dell’abito che portano e talvolta nemmeno di mostrare il volto per la strada, ma le radici stanno altrove e prima di scrivere qualche riga sarebbe bene informarsi, sia catechitamente che storicamente. L’esenzione della tassazione a beneficio ecclesiastico non risale a Berlusconi, per esempio.

    E per chi dovrebbe parlare questa chiesa? Per Lei? Che non le garba il fatto che parli di preservativi si/no? Ha provato almeno a chiedersi perché la chiesa ha questa posizione? Non dico che la debba condividere ma almeno conoscerla.
    Da quello che scrive si evince che il suo concetto di chiesa (mi perdoni, e la prego mi corregga se sbaglio) sia quello di un’opera pia dedita all’assistenzialismo in vece dello Stato. Questo è un errore radicale, la carità è una conseguenza dell’opera primaria della chiesa, non lo scopo. Dovuto al fatto che i dettami della chiesa non sono seguiti dale masse (che mancano di catechismo) non da un’azione imprenditoriale (o peggio politica) a beneficio dei bisognosi.
    Ciò che si può imputare alla chiesa è il fatto di non trasmettere il catechismo alle masse. Quel catechismo che insegna ad avere dei principi e dei valori da metterli sopra a noi stessi, così che guidino la nostra via e le nostre scelte. E che detto tra i denti non ci avrebbe permesso di giungere a questa situazione sociale (a partire dal governo Monti).
    La prego di perdonarmi se sono stato sgarbato e/o scortese, il mio vuole essere solo un invito alla riflessione, allo studio del catechismo (almeno prima di proporre certe affermazioni) e della parola di Nostro Signore Gesù Cristo, che è vero che ha parlato della provvisorietà della vita ma non della necessità ineludibile della morte.
    Con rispetto

  • @ Lo Zingaro: E’ del tutto falso e inconsistente pensare che, un fedele, sia moralmente più coerente di un agnostico, e un cattolico, più savio di un ateo.
    La cricca di cui oggi tanto si parla e che da sempre è in affari con lo stato del Vaticano, non ha mai rinnegato le sue radici cattoliche (che non hanno nulla a che vedere con il cristianesimo che si pone in netta antitesi) ma, al contrario, le ha ostentate e strumentalizzate per mero populismo politico e becera propaganda. Nei fatti, poi, i loro comportamenti sono di quanto più esecrabile si possa immaginare.
    Per questi motivi, la differenza fra un credente e un non credente è la stessa che esiste fra chi immagina la possibilità di altre vite nell’universo (ufo – alieni – marziani) e chi, decisamente le nega, considerandola pura fantascienza.
    Sulla base delle mie convinzioni i veri peccatori sono proprio coloro che, volutamente, infrangono le regole del proprio credo, al fine di enfatizzare la perversa libidine innescata dalla violazione dei divini comandamenti. Questo atteggiamento è molto gettonato fra le fila dei cattolici e, neppure i pastori di anime e gli alti prelati della Chiesa cattolica, disdegnano questa pratica, oramai consolidata con grande successo. Cordiali saluti

  • Lo Zingaro:

    Egregio Signor Tirelli,
    per essere moralmente coerenti bisogna essere fedeli, non necessariamente cristiani cattolici ma fedeli. Fedeli ai propri principi e ai prorpi valori.
    La nostra amatissima cricca ha come principi e valori l’ego egoista e l’incetta di potere e ricchezza, quindi la loro bocca parla di santità mentre la loro mano si allunga al portafoglio altrui.
    Altro caso è il piccolo fedele che partecipa alla Santa Messa domenicale e poi si allinea alla convenienza del momento, questi è privo di principi e valori, anche se osannati a parole ma nei fatti questi vengono meno. Quì sarebbe necessario quel catechismo che insegna a rispondere a principi e valori (non necessariamente cristiani) che impongono coerenza tra pensieri e azioni. Attenzione però, non sto parlando di quel catechismo che viene somministrato ai bambini per accompagnarli alla comunione e alla cresima, ma a quello che porta a capire il percorso per cui si arriva ai dogmi, quel percorso che faceva si che i primi cristiani, piuttosto che abiurare la loro fede, si facevano sbranare dai leoni al Colosseo o si facevano massacrare dai Musulmani ai tempi delle invasioni Ottomane. Conoscerlo non significa condividerlo ma capire i meccanismi di pensiero per applicarli anche in altri ambiti.
    Ne sovviene, che se questo catechismo fosse diffuso, sarebbero più diffusi principi e valori ai quali difficilemnte si rinuncerebbe sottraendo così potere a chi pretende di dirigere la nostra vita.
    A questo punto sarà chiaro che anch’io convengo con lei sui peccatori, ma anche per la chiesa senza quel percorso che porta alla convinzione di aver compiuto degli errori e al ripensamento per quanto riguarda le azioni future, la fatidica frase “ego te absolvo peccatis tuis” perde di sostanza ed è solo di facciata. Umanamente il prete non può sapere se vi è pentimento nel cuore o convenienza del momento per cui assolve, ma è proprio il catechismo che insegna a responsabilizzare il peccatore e dei sani principi e sani valori gli impedirebbero di praticare quest’atto chce diventerebbe blasfemo.
    Questa diffusa mancanza di catechesi è quella che porta anche dei religiosi a lasciarsi trascinare dalle correnti mondane, non c’è da stupirsi qundi, se il suo pensiero sulla chiesa è così diffuso. Diffuso ma erroneo e a contribuire a questo disfacimento, oltre alle mancanze della chiesa, vi è il costante lavoro di forze avverse, le quali non hanno certo interesse ad interfacciarsi con persone coscenti e pensanti.
    Rinforzo un suo appunto per quanto riguarda un certo silenzio, anche se prima di giudicarlo definitivamente preferisco indagare più in profondità. Si tratta di quel silenzio che anche lei condanna, in quanto l’immensa bontà di Gesù Cristo è venuta meno una sola volta in tutti i vangeli: quando ha ribaltato i banchi dei cambiavalute nel tempio. Come vede, con più catechesi molti più cristiani si sarebbero comportati come il Maestro e avrebbero ribaltato i banchieri già da un pezzo.
    La ringrazio di aver postato l’articolo e di aver risposto, le sia di buon auspicio il mio augurio di felici festività.

  • leopardo:

    Presto l´intera umanita´potra´apprendere che la chiesa cattolica, cosi´come tutte le altre religioni, sono state edificate sulla mistificazione e sulla totale ignoranza delle masse, manipolate a piacimento per raggiungere il bieco fine del potere temporale, da contrapporre a quello legittimo dello Stato.
    Presto questa istituzione fondata sulle invenzioni, e quindi sul niente assoluto sara´totalmente annichilata dopo essere stata ridicolizzata.
    Ci stava riuscendo praticamente da sola, ma dallo spazio esterno, ricevera´un aiuto che fara´da catalizzatore.
    In attesa dunque degli eventi che la ridimensioneranno, la Chiesa che ha accumulato fortune immense grazie alle donazioni estorte ai moribondi, deve assolutamente pagare gli oneri fiscali esattamente come tutti gli altri.
    Quindi non si limiti a condannare l´evasione o l´elusione fiscale degli altri, ma dia Lei per prima l´esempio di correttezza fiscale.
    Non applichi questa Chiesa sempre la regola dell´”armiamoci e partite”.
    Lo fa anche con gli immigrati che invita ad accogliere amorevolmente. Non ho mai visto una porta aperta a questa gente all´interno del Vaticano, vergognosamente pieno di sfarzo e privilegi ma senza spazi per i bisognosi. Un bel modo per onorare gli insegnamenti del Cristo.

  • Martin:

    Vaticano & Co. non è altro che una multinazionale,e come tale agisce e si gestiona,c’è chi vende bebande gassate e chi vende morale,profezie,santi ecc.
    Forse il fatto di fare del catolicesimo una aberrazione è che a suo nome si sono comessi e cometono ancora crimini che non vengono mai puniti.A me il fato che con le mie tasse devo mantenere questa cricca parasitaria mi fa incazzare.
    Non capisco come nell 2011 si possa fare ancora atenzione ad una credenza nata 2000 anni fa in mezzo al deserto mediorientale e poi manipolata,e ri-creata piu volte!!!!!

    • mr peace:

      guarda il passato per costruire il futuro così da non rifare gli stessi errori, sono i nostri padri ad aver scritto la Bibbia

  • bonsanti Marisa:

    Si fa ancora confusione tra pensiero ed opinione laica di un cittadino dello STATO ITALIANO (laico) e pensiero di un fedele alla religione cattolica.
    Credo che il Sig. Tirelli abbia espresso una opinone (esatta per quanto mi riguarda) sull’operato temporale dello STATO VATICANO e in quanto tale ottimo manager di se stesso.
    La replica dello “Zingaro” appare un sermone che potrebbe avere grande successo da un pulpito di una Basilica.
    Ora dove è la difficoltà a dialogare con cattolici non laici?
    Credo che la differenza consista nel fatto che un laico ateo accetta il cattolico a patto che la sua fede non interferisca nell’amministrazione della cosa pubblica. Il cattolico non riesce invece a scindere la sua fede dal suo ruolo di cittadino, ruolo laico che gli rimane ancora più difficile in quanto l’ art. 7 della costituzione (per me anticostituzionale) autorizza il Vaticano a invadere la sfera pubblica dello STATO ITALIANO…..in poche parole fino a che saremo una OCCULTA TEOCRAZIA sarà impossibile comunicare laicamente.

  • @ Zingaro:
    ”Beati i poveri, gli umili, i bisognosi, gli afflitti, gli emarginati, i derelitti” – e aggiungo: “gli sfigati, i depressi, gli anoressici, i drogati e affini, che loro sarà il regno dei cieli”.

    Se le cose stanno in questo modo, come si giustifica una Chiesa opulenta, ricca e borghese? A chi sta bene questa Chiesa? A quale strato sociale? Quali cattolici la rappresentano e la sostengono? Il loro reddito annuo, a quanto ammonta? E di contro; i cristiani, chi sono? A quale strato sociale appartengono, e quanto guadagnano? E se è vero che gli ultimi saranno i primi, e se questo è un dato certo (un dogma), dov’è l’esempio, la rinuncia, e dove si consumano i fatti per la certezza di una vita eterna fra le braccia infinite del Creatore? E se dopo la morte, ci fosse solo buio e silenzio? Come potremmo rifarci del grande inganno? A quale alto tribunale ci potremmo appellare per il torto subito? E’ tempo di coerenza e non di chiacchiere; di fatti e non di metafore, di vangelo attivo e non di politica, di dare e non di pretendere, di vero amore e non di confessione. E’ arrivato il momento, per la Chiesa, di abbandonare ogni potere, privilegio e perversione, per cimentarsi con un’azione forte, coerente e consapevole, finalizzata a riassorbire al suo interno, tutti i credenti, smarriti, delusi, mortificati e ingannati. Deve restituire loro, una patria spirituale, dalla quale potere attingere le energie vitali per una vera fede e per una cristiana accettazione del mistero. Le chiacchiere del proselitismo cattolico, mortificano il sublime pensiero di Gesù Cristo. Soltanto in virtù di azioni silenziose, prive di ostentazione e auto compiacimento, questa Chiesa potrà rinascere dalle sue ceneri, e segnare l’inizio di una nuova era dello spirito. I fedeli ragionevoli e di buon senso, non cercano Dio, ma la parola di nostro Signore Gesù Cristo che diventa azione e, miracolosamente, fede. Amen

  • cat:

    Grazie Gianni,
    penso che dovreste intervenire piu’ spesso per creare confronti così importanti.. come per la salute e l’alimentazione che vedo (anzi penso) nel vostro blog non è sufficientemente approfondito.. Non servono paroloni.. la storia parla, quindi non mi sento di ribattere ai commenti.. la storia, le atrocità, i soprusi, il pre-porsi al divino parla da solo.. tutto il resto è, perdonatemi, ignoranza.. Ricordate Maria Antonietta: il popolo chiedeva il pane e lei rispose “date loro le brioches!”.. le brioches oggi ancora sono più appetibili del pane secco.. ma il pane ti sostiene, i derivati ti aumenta il colesterolo come dire? chi ha orecchi.. intenda
    grazie di nuovo per l’articolo

  • luigi:

    se la Chiesa Vaticana cerca l’obolo, lo prenda dalla sua Banca Vaticana, non dalle mie tasche , gia’ di per se’ lustre!!!! io preferisco dare quel poco a chi effettivamente opera in prima fila e di cui ho riscontro certo……non per mantenere una gerarchia o chi gira in audi e mostra croci d’oro ……..Cristo girava coi sandali e una tunica lo stesso Helder Camara, Oscar Romero, ecc.
    buon proseguimento……..

  • @ Luigi: E poi disse: “ tu sei Pietro e su questa pietra fonderai la mia Chiesa”. Notte tempo, si diede inizio i lavori, ma in corso d’opera, il progetto fu modificato. Alla fine, costruirono una banca. Un edificio di culto, dove si santifica il Dio denaro! Abbraccio

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