
di: Andrea Perrone * a.perrone@rinascita.eu
È un attacco concentrico quello portato contro la Russia di Vladimir Putin da parte dell’impero a stelle e strisce,e dei suoi fedeli servitori ,all’interno e all’esterno dei confini della Federazione. La strategia è iniziata attorno al limes russo con l’accordo tra Washington e i sudditi dell’Alleanza Atlantica per dislocare lungo il Vecchio Continente le componenti dello scudo antimissile americano. E ora prosegue con gli appelli dei social network per manifestare contro Putin e il Cremlino nel tentativo di dare una spallata al tandem nato tra l’ex ufficiale del Kgb e il suo alfiere Dmitrij Medvedev. A rispondere alle provocazioni dello scudo aggressivo Usa sono stati gli ambienti militari e diplomatici russi.
A sorpresa è intervenuto infatti il capo delle Forze armate russe, il generale Nikolai Makarov, sottolineando che la Russia non vuole una nuova corsa al riarmo ma il piano della Nato per la realizzazione dello scudo non lascia a Mosca altra scelta che rafforzare le propria difesa. “La Russia non ha bisogno di una corsa al riarmo ma vi è costretta – ha detto incontrando un gruppo di addetti militari stranieri – l’idea di creare uno scudo missilistico in Europa può senza dubbio, seriamente e velocemente, peggiorare le nostre relazioni con la Nato”. A fargli eco nelle stesse ore anche il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, precisando che se la Russia dovesse dislocare sistemi missilistici Iskander nell’enclave di Kaliningrad, in risposta ai piani Usa e Nato d’installare il sistema antibalistico in Europa, non violerebbe alcun obbligo assunto a livello internazionale.
Ma il capo della diplomazia russa ha analizzato anche altri aspetti degli attacchi di Washington alla sovranità della Federazione. E così dopo gli attacchi del segretario di Stato Usa Hillary Clinton e la risposta del numero uno del Cremlino sono giunte anche le critiche di Lavrov che ha definito le dichiarazioni dell’ex first lady sull’andamento delle elezioni russe un escamotage per guadagnare punti di fronte all’elettorato statunitense che come è noto non sembra molto favorevole a rieleggere alla guida della Casa Bianca, Barack Obama. E commentando le dichiarazioni del capo della diplomazia americana alla riunione ministeriale dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa a Vilnius, Lavrov ha tuonato: “Clinton è venuta a Vilnius per fare un’apparizione di fronte ai suoi elettori”. “Sfortunatamente – ha continuato – alcune delle nostre controparti usano il forum Osce per esprimere critiche che nulla hanno a che fare con l’agenda della riunione ministeriale”. Ma gli attacchi non finiscono qui. Mercoledì scorso il Cremlino ha protestato per la pubblicazione di un messaggio su Twitter del presidente Medvedev, contenente frasi di critica molto dura nei confronti dell’opposizione. Il capo di Stato ha risposto direttamente sul social network e sul suo sito, parlando di “inammissibile interferenza” e attribuendo di fatto la responsabilità del messaggio a estranei. “I colpevoli saranno puniti”, ha commentato Medvedev, sostenendo che il Cremlino si è accorto dell’ingerenza grazie a “un controllo di routine per modificare la password”. Nel Paese intanto proseguono i tentativi di sobillare le masse da parte di oppositori finanziati dagli anglo-americani, tanto che all’indomani di nuove proteste – e altre centinaia di arresti – a Mosca, San Pietroburgo e in altre città, prosegue il tam tam su internet utilizzando i social network per indire una manifestazione nazionale, sabato prossimo, contro i brogli elettorali, ma in particolare contro Putin. L’invito a scendere in piazza in tutto il Paese è partito via Facebook, e in tarda mattinata avevano aderito quasi 5.000 persone. Altre duemila si sono unite attorno alla piattaforma sociale russa VKontakte. Il gruppo moscovita è stato battezzato “Sabato sulla piazza della Rivoluzione”, quindi l’appuntamento si svolgerà a due passi del Cremlino. Mercoledì sera la nuova azione di protesta nella capitale è terminata con trecento fermi: sono finiti nei commissariati anche vari leader dell’opposizione, dall’ex vicepremier Boris Nemtsov (Solidarnost) a Eduard Limonov di Altra Russia, ma anche Sergey Mitrokhin, uno dei capi di Yabloko, formazione in gara alle legislative ma rimasta sotto la soglia di sbarramento del 7 per cento. Nel frattempo le agenzie di stampa internazionali annunciano che il nuovo simbolo della protesta eterodiretta è un nastro bianco. Nato prima in piazza e poi divenuto anche il nome di un gruppo di utenti su Twitter, ora l’esile nastro di raso, da portare legato alla borsa, come un fiocco, o al polso, è il particolare che contraddistingue chi sostiene il blogger Aleksej Navalny e gli altri leader dell’opposizione. E per la nuova protesta prevista per sabato prossimo, il nastrino bianco sarà il simbolo per eccellenza dei nemici di Putin.
Un simbolo il cui colore sembra ricordare quello della “rivoluzione della neve”, annunciata in Sud Ossezia dall’ex ministro Alla Dhzoieva. tanto da far ipotizzare il tentativo di unire le proteste contro Putin e il Cremlino per realizzare un cambio alla guida del Paese molto simile alla primavera araba. Ma non sarà facile ai nemici della Russia, sostenuti dall’Occidente euro-atlantico, raggiungere l’obiettivo. A Mosca e nelle principali città della Federazione infatti in migliaia hanno risposto agli appelli dei sostenitori di Putin – tra cui moltissimi giovani – a dimostrazione che il popolo russo non ha alcuna intenzione di piegarsi ai voleri dei nemici della Russia.





























Il tentativo degli angloamericani di creare disordini in Russia sicuramente fallirà.
Hanno fatto male i calcoli: Putin non è certo Un Berlusconi o un Gheddafi?
Sicuramente una regia in tutte queste ribellioni e questi disordini deve esserci.
Come c’è sicuramente dal punto di vista politico finanziario.
Che stia succedendo qualcosa???
E’ chiaro che gli USA e i loro leccapiedi europei, in preda alla disperazione per il disfacimento delle economie occidentali, si agitano scompostamente in un estremo tentativo di prevalere sull’Unione Euroasiatica, nettamente superiore alla NATO sotto i punti di vista economico e militare.
Non mi è chiaro però perché la Russia si limita a giocare di rimessa.
Non sarebbe più producente sistemare le sue armi nucleari nei luoghi strategici, bloccare i rifornimenti alle truppe USA in Afghanistan e rompere tutti i rapporti con l’America?
Gli americani hanno ripreso la guerra fredda. Che ci guadagnano i russi a gettare acqua sul fuoco?
TEMPO.
Stiamo vivendo infatti ne ” il tempo a prestito” che precede sempre una guerra totale.
Il ” tempo” poi ci dira’ chi ha fatto meglio i conti, ma una cosa e’ certa da adesso ne russia ne cina possono piu’ arretrare senza doversi dichiarare sconfitti.
Beh, Berlusconi secondo me lo hanno fatto mollare con una manovra speculativa sulle sue aziende, i titoli relativi in pochi giorni hanno perso più del 10 % e lui ha dovuto mollare. Di Gheddafi preferisco non parlare, perchè è ancora viva la ferita per aver visto un capo di stato che a quanto pare trattava bene i suoi concittadini trattato come una pezza da piedi per motivi di gargarozzo. Putin non può essere spodestato facilmente, nè con le armi, nè con speculazioni (a proposito, la borsa italiana è di proprietà inglese, chissà chi possiede la borsa russa). Ci possono provare con le rivoluzioni “in tastiera” hehehe, ma qui non è facile come in africa.
Gli amerikani servono sempre come la miglior scusa per portar fuori casa i cassini interni,troppo semplice,scontato e tipico di una strutura di potere che viene dal kgb…
Forse la gente in Russia a le palle piene del “judoca”sperto in distogliere la atenzione publica quando è alle strete,se vede che ormai la Cecenia non gli da piu risultato sul campo o forse ormai la gente non si mangia piu le storielle dei “terroristi”ceceni ed allora ecco che spunta il nemico numero uno a stelle e strisce….
A nessuno pasa per la testa che forse il comune delle persone è stuffa della cricca oligarca che tratiene il 90% della richezza in combutta col regime,e il 90% campa a patate e capucci ? ….
E tu dove vivi?
@JEAN
In Svizera,e fratello scemo di ativissimo se non l’avevi capito!
Nelle elezioni in Russia la destra è stata annientata ed i comunisti di Zjuganov sarebbero arrivati alla pari di Russia Unita.
L’era degli oligarchi russi mafiosi ebrei deve essere terminata. Il vecchiotto Zjuganov è la speranza dei russi che faticano al di fuori del malaffare e dei lussi di Mosca. I militari sono col popolo russo e con i soviet di ieri.
La Russia è una nazione gigantesca ed una grande potenza nucleare.