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Libertà e rispetto
Questo sito sostiene i diritti dell'uomo, dei popoli, degli animali e tutti gli organismi viventi.

Forse non dovrei parlare della morte in un sito come questo, giacché a qualcuno potrebbe venire in mente che, parlandone, si formano delle eggregore negative che prima o poi, come profezie autoavverantesi, portano alla realizzazione di quanto pensato e detto, in questo caso la morte.

Poi, mettersi a parlare di morte in un periodo in cui sui blog di controinformazione non si fa altro che parlare di quanto stiamo diventando poveri e di quali lacrime e sangue ci aspettano [1], è un po’ da sadici. Ho notato inoltre, sempre in questo sito, che si sta verificando una specie di forbice, leggermente schizofrenica, tra gli autori che vorrebbero spingere verso un immaginario paradiso di cambiamenti spirituali e di consapevolezza morale e quanti si attengono alla realtà (o ciò che ci appare come tale), descrivendola a fosche tinte, esagerando o meno. La spaccatura è già in origine tra gli autori e, di conseguenza, anche tra i lettori.

Io non so dove mi posiziono, anche se forse altri colleghi autori non avrebbero dubbi su dove collocarmi (o mandarmi), ma quello che mi sento di scrivere, lo scrivo. Che altro posso fare?

Ecco che per affrontare un tema classico e delicato come la morte, devo innanzitutto premettere che la domanda va posta in relazione al soggetto interessato, cioè cosa succede dopo la morte a chi muore e cosa succede dopo la morte a chi sopravvive. Dipende tutto dal soggetto. Poiché io, mentre scrivo, appartengo alla categoria di coloro che sopravvivono, non posso non ragionare come un sopravvissuto, con tutte le ansie e le angosce e le aspettative che ciò comporta. Mi è impossibile ragionare come un morto, per evidenti ragioni, e fino a questo momento non si sono mai verificati casi di morti che abbiano raccontato, a voce o per iscritto, il loro nuovo stato di morti.

Il libro tibetano dei morti, che è il più famoso, ma anche quello egiziano e cristiano, sono stati scritti da vivi e, in quanto tali, devono essere presi con molte cautele, dato che un vivo che scrive sulla morte è come un prete soggetto al dovere del celibato che parla di matrimonio: non è la persona più qualificata. Dunque, anche queste righe devono essere prese con beneficio d’inventario, poiché io parlo da vivente su una cosa che finora ho conosciuto solo da spettatore esterno. L’unica cosa di cui mi si deve dare atto è che io lo dico in premessa.

Perciò, alla domanda cosa succede dopo la morte a chi sopravvive, posso rispondere in base al comune sentire e al patrimonio di conoscenze che sono state finora accumulate sull’argomento. Libri, giornali, tradizioni orali e conoscenze dirette sono gli archivi dove da sempre l’umanità registra le sue impressioni sulla morte degli altri. Da una di queste fonti/registro ricavo la seguente notizia:

http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=172640&sez=ITALIA#IDX

Un gatto eredita 10 milioni di euro.

Non è la prima volta che un animale domestico si ritrova in possesso di una grossa somma di denaro, ricevuto dal “padrone” umano con cui aveva passato la vita. Peccato che per un animale possedere denaro è un ossimoro, poiché l’unica forma di accumulo di ricchezze è quella che si riscontra negli insetti sociali, formiche e api, ed evidentemente la creazione delle banche, da parte nostra, è dovuta non tanto all’esecrato sentimento di avidità, ma a un fenomeno intrinseco al nostro essere animali sociali. Le banche sono scritte nei nostri geni. Volerle chiudere è un po’ come voler modificare il nostro DNA, ma se si crede all’epigenetica, allora diventa lecito farlo.

Nel caso in esame, premesso che dunque il gatto Tommaso non si è accorto del cambiamento, poiché forse non si è accorto nemmeno che è morta la sua padrona novantaquattrenne, la somma sarà gestita dall’infermiera che negli ultimi anni di vita accudiva l’anziana signora, con la clausola, a detta del notaio, che il denaro non potrà essere usato a piacimento e a capriccio dell’infermiera ma, oltre a garantire il mantenimento dignitoso di Tommaso, dovrà servire a nutrire i gatti randagi e aiutare le associazioni zoofile. Chissà se tutte queste belle aspettative saranno effettivamente realizzate? Chi controllerà che l’infermiera rispetti le richieste della defunta?

Tuttavia, bisogna riconoscere che alcune associazioni zoofile, con questo meccanismo, sono diventate ricchissime e nel momento in cui, con gli avvicendamenti previsti dallo statuto, cambiano i presidenti e i revisori dei conti e gli originali zoofili vengono sostituiti da volponi che di zoofilo non hanno nulla, la situazione si fa incresciosa.

Ci si ritrova con associazioni nate per la tutela degli animali che, invece di occuparsi di animali, mettono i soldi in banca per farli fruttare e non si sa che fine facciano di preciso gli interessi che ne derivano. Le donazioni e i lasciti ricevuti da persone anziane come eredità finiscono per essere utilizzati in modo diverso da come si era chiesto nel testamento e la cosa, per un onesto spettatore esterno, ovvero per un volontario che dedica il suo tempo ad accudire i cani randagi nei canili, è obiettivamente disdicevole.

Nella maggior parte dei casi, i volontari, pur di poter continuare a frequentare il canile per svolgere l’appassionante opera di protezione e aiuto, preferiscono tacere sull’ingiustizia compiuta dai vertici, mentre chi si permette di criticare viene semplicemente sbattuto fuori, negandogli l’accesso ai cani.

Naturalmente, i presidenti truffaldini di tali associazioni, dopo aver ricevuto l’eredità e messa a fruttare in banca, continuano a piangere il morto e a piatire denaro al pubblico, lasciando a volte il canile (di rappresentanza) deliberatamente in pessime condizioni, così da intenerire quanti dovessero visitarlo, per indurli a fare donazioni. Il canile con i cagnetti sporchi e tenuti in condizioni di affollamento diventa una gallina dalle uova d’oro, in quanto la sensibilità media delle persone le spinge ad essere generose e paradossalmente spesso avviene proprio con chi non ne avrebbe bisogno. A questo punto, io non vedo differenze tra il mendicante Rom che chiede l’elemosina strumentalizzando un cagnetto (o un bambino piccolo) e i presidenti di associazioni come l’E.N.P.A. [2] o l’U.A.I. [3] che diffondono bollettini postali con richiesta di denaro nel mentre in banca hanno depositate somme favolose che rimangono inutilizzate.

Si tratta in entrambi i casi di sfruttamento dei buoni sentimenti della gente. In questo, la Chiesa cattolica è maestra e se c’è qualcuno a cui associazioni governative e non si sono ispirate, è proprio nostra santa madre chiesa. La madre di tutte le richieste d’elemosina.

I settori in cui tradizionalmente avvengono tali prese in giro della popolazione, sono principalmente tre: i bambini, le malattie (con la variante potentissima dei bambini malati) e gli animali, che sono nell’immaginario di molte persone dei surrogati di bambini. Se è riprovevole che l’ENPA o associazioni zoofile sfruttino gli animali per arricchire, lo è anche sfruttare le malattie e l’infanzia sofferente per accumulare denaro.

In questo periodo pre-natalizio si assiste all’apoteosi del buonismo questuante. Dall’AIRC [4] all’associazione contro la leucemia, da Padre Gaetano, che chiede l’otto per mille per la Chiesa cattolica [5] alle azalee della ricerca, dal ficus beniamino alle arance della salute, tutti si gettano nella mischia e tutti portano a casa qualche soldino, chi più chi meno.

Di solito, quelli già enormemente ricchi come le industrie farmaceutiche, di cui le varie AIRC sono emanazione laica, sono anche quelli che racimolano il bottino più consistente. Gli altri, i “pezzenti”, ci provano e, artigianalmente, racimolano qualche sommetta per mangiarsi la pizza: penso a quei ragazzi che si dichiarano ex tossicodipendenti e che chiedono soldi alla gente per la comunità terapeutica di turno. E poco importa che tale comunità esista o meno.

Costoro, veri o finti ex tossici, passano inosservati, a meno che Striscia la Notizia non gli sguinzagli dietro Moreno Morello o Gimmy Ghione. Le associazioni d’appoggio alla vivisezione, che sfruttano i mali della gente, hanno spesso qualche trafiletto pubblicitario sul giornale locale. Gli animalisti mettono i loro gazebi il sabato sera in centro, pagando la tassa d’occupazione suolo pubblico. Normalmente, i soldi raccolti servono per scopi pratici come l’acquisto di cibo, ricoveri per cani e vaccini. Se vetuste associazioni come l’ENPA hanno somme enormi in banca, le piccole associazioni sono moralmente più sane, meno criticabili e dedite sinceramente a ciò che dicono e fanno. La genuinità dell’ente questuante è direttamente proporzionale alla precarietà e al dilettantismo dei mezzi. Di modo che, se qualcuno vi mette in mano un depliant lacrimevole in carta patinata, potrebbe già essere un indizio che, dietro, c’è un’organizzazione professionista volta a raggranellare denaro, a cui gli ideali sbandierati nel volantino rappresentano solo uno specchietto per allodole.

Infine, 10 milioni di euro destinati a un gatto fanno notizia, in quanto evento raro e leggermente offensivo per gli esseri umani che ne sono esclusi. Infatti, una critica di tal segno non è mancata nell’articolo del Gazzettino. Tuttavia, se vogliamo inquadrare il fatto nel giusto contesto, si devono considerare le molto più immorali spese in armamenti, ma anche quelle non meno immorali in attività inutili come la caccia, l’automobilismo, l’arte, i gioielli e le barche da diporto. Ma l’elenco potrebbe allungarsi ad libidum con un’infinità di altre frivolezze in cui indulgono le umane genti, qui da noi in occidente, come anche nel resto del mondo. Al limite, anche la pizza che i sedicenti ragazzi ex tossicodipendenti vanno a mangiarsi, dopo aver rotto i Robertomaroni ai passanti, è un lusso di cui si potrebbe fare a meno e che potrebbe sfamare qualche povero barbone. Chi decide cosa è superfluo e cosa non lo è?

Oscar Wilde diceva: “Non c’è niente di più necessario del superfluo” [6].

Chi è senza peccato scagli la prima gatta e sul tema immenso della morte ci torneremo, se essa non interverrà prima ad impedircelo.

 

 

Note:

[1] http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9483&mode=&order=0&thold=0

[2] http://www.enpa.it/

[3] http://www.razzacanina.it/canili-municipali/83-lombardia/697-rifugio-uaiunione-antivivisezionista-italiana

[4] http://www.airc.it/

[5] http://www.chiediloaloro.it/

[6] http://www.amolenuvolette.it/essay/2004-04-10%20-%20massime.txt

 

37 Commenti a “Cosa succede dopo la morte?”

  • anonymus:

    ma ke senso a mettere come titolo : “cosa succede dopo la morte“ se d morte non si parla proprio? ovviamente apparte la vecchia d 94 anni ke ha lasciato 10 milioni euro al gatto….

  • Anonymus, questo mio articolo è fin troppo lungo: ti pare che possa sviscerare un argomento vastissimo come la morte in poche righe?
    Anche solo sull’eredità che (scandalosamente) alcune persone lasciano a gatti o cani, ci sarebbe molto da dire!
    Voi giovani volete tutto e subito e non avete mai la pazienza di aspettare. Inoltre, non sapete centellinare il gusto di ciò che leggete. Anche la scarsa gratitudine per chi vi offre qualcosa gratuitamente, compresi articoli con titoli scollegati, è una vostra prerogativa.
    Tuttavia ti ringrazio per lo spunto che mi hai dato.
    Altre obiezioni?

  • Alex:

    Solo una precisazione: tutto quel che si legge o si vede in internet non è gratuito in quanto una connessione ad internet costa e poi dove c’è il gratis c’è sempre la pubblicità che fa da contorno. Semmai è chi scrive che si fa pubblicità gratuitamente e se gli va bene va pure in tv. ;)

  • Cinzia Bianchi:

    Anonymus e Alex: sono pienamente d’accordo con voi.

  • Martin:

    La morte ha una buona memoria,non si ha mai dimenticato di nessuno…neppure delle vechiette millardarie che non sono riuscite a comprarsi un po’ piu di Vita,quel gatto quando troverà la padrona nel al di là gli chiederà perchè c…o non gli ha lasciato invece 10 milloni di scatolette di pesce !!!!!!
    Gli umani continuano ad “umanizare”gli animali e questo è un esempio,come nel mondo essistono i barboni ed i millonari,lo passiamo anche al regno animale,cosi ci sono i gatti randaggi ed i gatti millonari….
    Io non so se quello che ha fatto quella donna era una provocazione,o aveva perso la ciambella o l’ amore era abituata a comprarlo con i soldi,fatto sta,che forse il gatto se la pasarà meglio cacciando topi per i campi,piuttosto che andando in banca e tribulare con btp,bond,azioni & co. !!!!

  • Signor Carunchio:

    Ciao,
    leggo sempre articoli che discutono della morte, ma siamo sicuri di sapere cosa sia la vita?
    E’ sinonimo di coscienza?
    Si e` sempre vivi allo stesso modo? O alcuni lo sono piu` di altri?
    Nel sonno? Nel coma?
    Le piante sono considerabili come vive?
    La vita e` l’attivita` cerebrale?
    Gli zombie che popolano le nostre citta` sono vivi?

    Ciao.

  • Alex, sono anni che scrivo e non ho mai visto una lira. Le volte che sono stato intervistato da qualche tivù sono finito nei guai con la magistratura per le mie dichiarazioni radicali.
    Se visiti il mio blog, in calce trovi i libri che ho scritto negli ultimi vent’anni e che regalo a chi me li chiede. Ti pare che io ci guadagno qualcosa se non la soddisfazione di trovare persone che apprezzano i miei scritti?

    Cinzia, entra nei particolari sennò non ti posso rispondere.

    Martin, come ho scritto in risposta a un utente del Gazzettino, nessun essere umano è stato vicino a quella donna, se non l’infermiera per motivi professionali. Solo il gatto le è stato vicino e le ha dato ciò che gli esseri umani non sono stati capaci di darle, nei suoi lunghi anni di solitudine.
    Per quanto riguarda Tommasino, lui non si è accorto della differenza, chiede solo di poter continuare a fare la sua vita da gatto senza finire arrotato da una macchina o torturato in un laboratorio di vivisezione.
    La stragrande maggioranza dei gatti finisce male ogni volta che entra in contatto con esseri umani, specie se questi hanno gli occhi a mandorla. Per una volta tanto che un gatto diventa, senza saperlo, milionario, non è il caso di gridare allo scandalo.

    Ottime domande, le tue, signor Carunchio. Questo mio articolo non ha troppe pretese, ma s’inserisce nelle fatidiche domande che l’umanità si pone da secoli: chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando.
    Niente di più e ho il sospetto che ne parlerò ancora, poiché ha ragione Anonymus a rimanere deluso dal contenuto dell’articolo, dopo un titolo così pretenzioso.
    Io faccio quello che posso e accetto critiche e suggerimenti.
    Ciao a tutti e grazie.

  • anonymus:

    “ti pare che
    possa sviscerare un argomento
    vastissimo come la morte in
    poche righe?“
    allora non mettere come titolo : ‘cosa succede dopo la morte punto interrogativo! scusa e ma non ha senso visto ke non l‘hai proprio acennata! sarebbe stato piu onesto tipo: vecchia lascia 10 milioni euro al gatto! scusa eee….

  • illupodeicieli:

    In effetti speravo, dal titolo almeno, che l’articolo poi si sviluppasse abbracciando, per davvero, il tema della morte anche attraverso,come è stato riportato, la visione e le impressioni di chi, per adesso , è in vita. Nel mio blog ne ho parlato e mi piacerebbe confrontarmi con altre persone: premetto che non sono arrivato a nessuna conclusione ma che non mi è bastato il pensiero epicureo del “quando c’è lei non ci siamo noi”.

  • Il bello di questo sito, Anonymus, secondo me è che viene lasciato spazio alla creatività, alla fantasia e alle convinzioni etiche degli autori. Poi, se sbaglio, Lino Bottaro potrà smentirmi quando vuole.
    Se avessi scritto un titolo come tu suggerisci, sarei stato un giornalista qualunque, che scrive nei giornaletti di provincia, magari pagato per convalidare l’ideologia dominante.
    In altre parole, lascio ai pennivendoli di scrivere articoli insulsi e privi di anima. Io, finché mi sarà data la possibilità di farlo, scriverò secondo il mio estro, sperando che i lettori se non aprezzino, almeno capiscano il concetto di fondo.
    Ciao e grazie.

  • Quanti lupi nel web! Qui circola anche il tuo collega Lupo nella Notte, sciamano per passione, ma se vai su Paolo Franceschetti, Lupo dei cieli, trovi anche White Wolf e Black Wolf.
    Tuoi parenti? :-)
    In merito a quanto dici, io non ne so nulla della morte, se non quello che ne hanno parlato dei vivi, e anche quello solo parzialmente.
    Ci stiamo interrogando sulla questione da almeno 100.000 anni, da quando i nostri antenati seppellivano i cadaveri con qualche piattino di cibo e qualche moneta in bocca dentro la bara.
    Su quello che succede ai sopravvissuti invidiosi che criticano un gatto milionario, posso scrivere qualcosa, ma sul mistero della morte mi devo ancora organizzare.
    Getta tu qualche spunto, ché poi ne parliamo, se vuoi.
    Ciao.

  • Cinzia Bianchi:

    Disarmonia tra titolo e contenuto

  • Grazie Cinzia! Pensavo peggio!
    Un giorno scriverò – forse – un articolo dal titolo: “La bellezza dell’asimmetrico”.
    Oppure: “Elogio della disarmonia”.
    Naturalmente, ti lascerò senza fiato.
    Ciao.

  • Jacopo Castellini:

    Nessuna forbice, Roberto, sarto non nacqui, per il futuro si vedrà.
    Ho cercato di attenermi, finora, allo scopo del sito. Chi naviga nel web si trova immerso in un mare di vittimismo e chiacchiere a vuoto (virtuali!), ma l’informazione deve essere utile (a mio avviso) a comprendere la realtà per poterla cambiare. Fingere di essere impotenti? No, grazie.
    Alla prossima!

  • Cinzia Bianchi:

    Coincidenza…
    cerco sul sito per ” fruttarismo” ed appare un tuo articolo del 30 ottobre 2011:” Il vivente fratello che mi divora”. Dove scrivi:
    ” Infatti nulla mi vieta di pensare che….hanno lo scopo di confondere le idee del pubblico, mescolando intenzionalmente il sacro e il profano, cioe’ le sciocchezze con i problemi seri, cosi’ da portare i telespettatori a rigettare entrambi….”.

    Non penso sia la ragione che ti indotto nella scelta del titolo.

    Ma calza!

  • illupodeicieli:

    Come lupodeicieli ho un blog dal 2004 e da allora ho incontrato altri lupi: mi fa piacere che anche qui ce ne sono e li saluto. Accolgo il tuo invito Roberto e chiedo: se è vero che ci sono persone e medium che affermano di aver sentito le voci di defunti, di aver ricevuto messaggi o suggerimenti o,nel caso dei medium la possibilità di entrare in contatto con il mondo dei morti, allora dovrebbe esserci davvero qualcosa dopo questa vita.
    Mi fermo per non essere prolisso
    Seb

  • Roberto

    io non penso che esista una dicotomia (dài, chiamiamola così, e non schizofrenia)
    fra i redattori di Stampa Libera, che poi si replichi fra i suoi stessi lettori.
    Penso che ci siano bravissimi redattori che si procurano notizie ed informazioni
    che mai verrebbero trattate dai media, e ce ne rendono edotti, svolgendo un
    importante compito, e che poi vi siano altre persone che si occupano di mostrare
    “l’altro lato”, un’interpretazione diversa, che non ti abbatta psicologicamente e
    moralmente.
    E fra questi ultimi mi pongo anch’io.

    Altrimenti, dopo una giornata passata fra crisi economica, strage di civili in Palestina,
    bambini soldato e sfruttamento dei minori, fabbriche che chiudono e cassa integrazione
    a go-go, aumento delle tasse e della benzina, organizziamo un BEL SUICIDIO
    COLLETTIVO, e non se ne parli più!

    Eppure SDEI ha spiegato con dovizia di particolari cosa significhi alimentare
    egregore negative col proprio pensiero…

    Poi scrivi:
    “tra gli autori che vorrebbero spingere verso un immaginario paradiso di cambiamenti spirituali e di consapevolezza morale”.

    Non è che qualcuno “vuole spingere” verso i cambiamenti spirituali e la
    consapevolezza.
    Ciò sta avvenendo sotto i nostri occhi, occorre solo aprirli bene e prenderne atto.
    Qualcuno evolve, qualcuno regredisce, ma tutto è in grande movimento, bisogna
    solo OSSERVARE CON ATTENZIONE.

    E qui ti faccio una domanda: cos’è per te la REALTA’?
    E che cosa è invece MAYA?

    Poi, tanto per non farsi mancare nulla, ti “sparo” una frase del mio filosofo preferito
    sulla morte: “Se ci siamo noi non c’è la morte, se c’è la morte non ci siamo noi”.
    Epicuro.

    E come ciliegina sulla torta, ti dico la mia personale opinione al riguardo: la morte
    non esiste, è solo apparenza.

    Dopo aver rubacchiato dallo stile criptico di SDEI, ti saluto simpaticamente! :-D
    e.g.

  • Ciao Jacopo! Infatti, è a te che stavo pensando nella premessa al mio articolo. Ero tentato di scriverne uno sulle eggregore dei complottofili che spingerebbero alla realizzazione del NWO. Non sono del tutto convinto che sia così. Inoltre mi piacerebbe approfondire il concetto se stiamo fingendo di essere impotenti o se lo siamo a tutti gli effetti, pedine ininfluenti di una società rigidamente spietata. Verranno altre occasioni per parlarne. Per ora soprassediamo.
    Grazie.

    Cioè, Cinzia, mi stai dando del gatekeeper?
    Stai dicendo che l’argomento “morte” è troppo sacro per confonderlo con l’eredità lasciata da una novantaquattrenne al suo gatto? Gli animali muoiono continuamente in gran quantità e noi, in quanto animali, facciamo la stessa fine. Solo i vivi, e nemmeno tutti, hanno la possibilità di discutere di morte, fermo restando che si tratta di argomento ozioso e inconcludente.
    Se è un articolo sulla morte che vuoi, ti posso accontentare quando vuoi, ma per ora ti rispondo con le parole di Groucho Marx:
    “Questa è la mia opinione; se non ti piace ne ho delle altre!”.

  • Lupo celeste, la domanda che poni è di quelle serie, ma sbrigativamente qui, ora, ti posso dire che secondo me l’ottanta per cento di coloro che dicono di essere in contatto con entità defunte è costituito da ciarlatani; il restante 20 % da persone affette da problemi mentali.
    La base storica su cui è fondato lo spiritismo, che andava di moda nell’Ottocento e ora non più, è l’atavico desiderio del singolo che ci sia una vita dopo la morte e la millenaria superstizione dei gruppi religiosi organizzati che ne hanno fatto un dogma.
    Unendo le due cose, l’impulso che nasce nel singolo e la sovrastruttura codificata dalle religioni, molti medium e affini si convincono di riuscire a contattare i defunti. L’autoillusione può fare miracoli, il primo dei quali riuscire a trascinare le folle nell’inganno.
    Passo e chiudo, per adesso.

    Elisabetta, un signore che era seduto accanto a me durante il pranzo dei redattori di qualche giorno fa, a Monticelli di Padova, disse che gli autori dovrebbero terminare i propri pezzi sempre con una nota positiva, altrimenti si crea acidosi in chi legge. Non so bene cosa l’acidosi sia, ma il concetto è chiaro.
    Lino Bottaro, seduto davanti a me, era del tutto d’accordo. Purtroppo, da anni scrivo così come scrivo, in maniera a volte graffiante e irrispettosa. Questo è il mio stile e, come diceva Pavese, lo stile è l’uomo.
    Tuttavia, siccome considero importante la mia collaborazione con SL, se dovessero arrivarmi richiami ufficiali dal caporedattore, non mancherò di sforzarmi ad essere più positivo nelle mie conclusioni.
    Ma per ora, sapendo che ci sarà sempre qualcuno dei lettori che rimane scontento, non posso preoccuparmi più di tanto delle loro (vostre) reazioni.
    Riguardo alle eggregore, che sono un concetto nato negli ambienti della stregoneria, prima o poi ci scriverò su un articolo e mi dispiace fin d’ora se sarò scettico.
    Ma non è detto, può darsi che se tu e SDEI vi mettete d’impegno con precise eggregore a me indirizzate, forse riuscirete a farmi cambiare idea.
    Anch’io, simpaticamente, ricambio il saluto.

  • Cinzia Bianchi:

    Salve Roberto,
    il titolo dell’articolo non aderisce al contenuto.
    Penso solo che tu l’abbia scelto per attirare l’attenzione dei tanti lettori con interessi spirituali che partecipano a Stampa Libera.
    Aspetto il tuo articolo sulla morte.

    Un sorriso

  • Ah, beh, Cinzia, posso accontentarti in qualsiasi momento, visto i tempi che corrono.
    Poi, però, non accusatemi di avervi fatto aumentare l’acidosi!
    :-)

  • Cinzia Bianchi:

    Non preoccuparti, sarai ionizzato ed alcalinizzato!

  • Luca:

    Si potrà dire molte cose positive e/o negative su questo articolo. Io personalmente sono rimasto stupito del fatto che, arrivando in fondo all’articolo, mi sono trovato in bilico senza una risposta alla domanda del titolo. Molto scorrevole e interessante il contenuto invece, anche se, apparentemente, non tratta l’argomento come ci si aspetterebbe.

    MI HAI STUPITO, se questo era il tuo intento.

    Il risultato però è interessante in quanto è uno degli articoli che ha conquistato più commenti!!!! (anche se non positivi)

  • bepy:

    fifa e’ della morte ,
    cari umanoidi svegliatevi , siete morti centinaia di volte e ogni volta
    vi FREGANO raccontandovi storielle del tutto prive di fondamento e
    voi FINGETE DA CREDERE …… fingete attori e attrici nati .

    questo mondo di umanoidi creduloni MANIPOLATI in tutto
    per DOMINARVI vi creano LA PAURA sempre 24 ore su 24
    ma vi accorgete COSA guardate alla tv ???
    donne nude o MORTI SU MORTI ?????

    VISTO CHE FINGETE , ma sapete BENE CHE DA MORTI SI STA’
    MEGLIO CHE DA VIVI…..

    che fregatura eh’

    ciao roberto

  • SDEI:

    @TUTTI i LETTORI,
    visto che SONO stato “tirato” in ballo sia dalla ELISABETTA che da ROBERTO credo NON posso esimermi dall’ intervenire in questo “interessante” e “dibattuto” dialogo; per prima cosa cambierei la parola fortemente “negativa” MORTE(=FINE) con quella altamente “positiva” TRAPASSO(=TRASFORMAZIONE), al mio caro ma cocciuto “collega” ROBI convinto scientista gli ricordo il grande A. L. LAVOISIER: “NIENTE SI CREA NIENTE SI DISTRUGGE MA TUTTO SI TRASFORMA” quindi un’ affermazione “scientifica” che NON è certo FILOSOFIA-RELIGIONE-CREDENZA-INTUIZIONE !!!

    Continuando SEMPRE a citare la SCIENZA UFFICIALE tanto cara a molti dei LETTORI di SL, che cos’ è un CORPO UMANO “materiale” se NON un insieme di miliardi di CELLULE(=PILE) differenziate per farlo “vivere”; e le cellule a loro volta SONO via via composte da molecole fino ad arrivare all’ infinitamente PICCOLO gli ATOMI, e che cosa SONO gli ATOMI se NON una forma anch’ essi di ENERGIA perpetua !!!???

    Arriviamo allora al PUNTO focale per NOI CREDENTI, questa ENERGIA “trasformata” TRA-PASSA dalla IIIa DIMENSIONE(=TERRA) ad altre DIMENSIONI parallele che la SCIENZA le quantifica almeno in altre 8; quindi il nostro SE’ DIVINO o ANIMA o SPIRITO IMMORTALE ha cambiato il suo stato di ENERGIA, elementare vero(!?) oserei dire di una SEMPLICITA’ disarmante che fa apparire gli SCIENTISTI legati all’ EGO(=MENTE) e quindi alla “sola” MATERIA lontani ANNI LUCE dal TUTTO/DIO/UNO al quale piaccia o nò facciamo parte integrante da SEMPRE e per SEMPRE !!!

    NAMASTE’
    ALOHA

    SDEI
    Sergio

  • Luca, se l’articolo ti ha stupito, vuol dire che qualcosa di positivo l’ha ottenuta.

    Bepy, qualcuno dice che si muore un po’ ogni giorno.
    Tra le donne nude in tivù e i morti su morti, preferisco le prime. E anche tu, credo!
    L’importante è non farsi dominare dalla paura.
    Ciao Giuseppe

    SDEI, forse il mio inconscio, mentre venivo sviluppando il testo, si rifiutava di entrare nel merito della questione, cioè la morte/trasformazione, proprio sapendo in quale ginepraio mi sarei andato a cacciare.
    Questo non significa che prima o poi non affronterò la questione suprema e allora, lì, se ne potrà discutere approfonditamente, senza che nessuno abbia la pretesa di possedere la verità in tasca.
    Ciao Sergio.

    Grazie a tutti.
    Un saluto da Freeanimals

  • Jacopo:

    Roberto,
    io non sono sarto, ma tu e Lino sì! Perché, altrimenti, cucirsi addosso l’aggettivo “complottofilo”?
    Riguardo le eggregore collettive, è inutile scriverci, ognuno sia responsabile della propria vita e basta.
    Forse non è il caso di creare ulteriore confusione, a questo ci pensa già il “sistema”.
    Gli effetti che le parole (che sono vibrazioni) producono sull’acqua sono cosa risaputa, il nostro corpo è non è composto per il 70% di acqua? L’influenza dei sentimenti sul DNA sono altrettanto noti (seppur non abbastanza). Ma il problema è, oggi più di ieri, lo psittacismo, nell’accezione leibniziana del termine:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Psittacismo
    Buona giornata!

  • Jacopo, tu parli di vibrazione sull’acqua e di sentimenti sul DNA, ma io ho capito solo una cosa, che ce l’hai con me, che forse hai qualche problema e che è meglio se non ci rivolgiamo più la parola, per non urtarci a vicenda, anche se fino a un attimo fa tu non mi facevi questo effetto.
    In quanto alla malattia dei pappagalli, Leibniz o non Leibniz, è stato un modo erudito per cercare di offendermi. Ti ringrazio. E capisco che anche tu hai i tuoi idoli da difendere.
    Stammi bene!

    • Jacopo Castellini:

      Roberto,
      quanto rumore per nulla, ipse scripsit. Il riferimento a Leibniz è in merito alla responsabilità della parola. Le parole contengono determinate vibrazioni ma generalmente, non essendone consapevoli, le si cerebralizza e così se ne fa un uso meno corretto. Questo tuo commento è un esempio di psittacismo, perché anziché leggermi, mi hai interpretato, cioè la tua mente ha sovrapposto un significato diverso a quello che volevo trasmettere. Mi dispiace, ma se per “rivolgerci la parola” intendi commentare i tuoi articoli, continuerò a farlo quando lo riterrò opportuno, perché ispirano simpatia e sono ben scritti ;)
      Buona notte, alla prossima!

  • Cinzia Bianchi:

    Roberto
    Una domanda:
    Perche’ le persone “spirituali” non si arrogano il diritto di prendere in giro chi non lo e’?

  • Cinzia, non capisco a cosa ti riferisci. Inoltre dovresti farmi una descrizione di…persona spirituale perché dentro tale contenitore ci può stare di tutto. Ho sentito cacciatori dire di se stessi che erano spirituali. E così anche vivisettori.
    I gesuiti sono spirituali?
    SDEI è una persona spirituale? Tu lo sei?
    Per me si va nella città dolente, per me si va tra la perduta gente….quando si parla di persone spirituali.
    Fammi capire. Grazie.

    • Roberto

      tu mi ricordi un collega, davanti al quale avevo parlato per un po’
      con un amico di yoga, meditazione e vita spirituale, e costui, ad
      un certo punto ci chiese: “Ma secondo voi, anche io ho una vita
      spirituale?”…

      Non bisogna chiedere agli altri, le domande vanno rivolte a se
      stessi. Perché tutte le risposte sono già in noi, basta solo
      ASCOLTARSI.

  • Cinzia Bianchi:

    Sai bene a cosa mi riferisco.
    Spero che i tuoi prossimi articoli siano piu’ coerenti.

  • Cinzia, più coerenti?
    Non ci sperare proprio!

    Elisabetta, il tuo suggerimento è valido, ma arriva un momento nella vita in cui dentro se stessi non si trovano più le risposte che si cercano.
    Non è solo un mio problema, evidentemente:

    http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3898

  • Cinzia, a proposito di coerenza, eccoti due citazioni:

    “La coerenza è la virtù dei pazzi: solo loro pensano tutti
i giorni nella stessa maniera” (Pirandello)

    “Né la contraddizione è indice di falsità né la coerenza è segno di verità.” (Blaise Pascal)

    Ciao

  • Cinzia Bianchi:

    Coerente nell’impostazione dell’articolo.
    E per favore, niente citazioni! sono incoerenti….

    Sorriso

  • Jacopo Castellini:

    Spero, Roberto, che con il mio post odierno “Cosa diciamo quando parliamo?” tu abbia capito il senso della frase “il problema è, oggi più di ieri, lo psittacismo, nell’accezione leibniziana del termine“. Chiedo scusa se, pensandola indirizzata a te, l’hai fraintesa. Effettivamente, la definizione di Wikipedia, nella sua sinteticità, spiega male tale concetto, avrei dovuto accorgermene, ma ho peccato di psittacismo. Cordialmente.

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