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Cari e SEMPRE molto attenti e interessati LETTORI di SL questo POST è il secondo dopo il KYBALION, della TRILOGIA ESOTERICA/RELIGIOSA che ho fatto postare come atto finale di CONOSCENZA per l’ ANNO 2011; esso spiega secondo l’ antica RELIGIONE orientale che è in questo caso l’ INDUISMO le ragioni d’ essere della nostra MATERIALITA’, tengo a sottolineare ancora una volta che il sottoscritto NON E’ un religioso ma un CREDENTE pertanto il far postare questi concetti in parte anche condivisibili NON è certo da parte mia un invito ad aderire a questa o a quella CONFESSIONE “religiosa” !!!

AUGURINAMASTE’ALOHAHASTA SIEMPRE
da SDEI=SERGIO

N.B.: Rivolgo un ringraziamento particolare a chi mi ha fatto conoscere il PURUSHARTHA, egli è un grande MAESTRO vivente di CONOSCENZA e il suo nome è Ruggero DI GIOVANNA !!!

Un altro elemento fondamentale per la comprensione del Sanatana dharma è il concetto di purushartha. Secondo questa visione la vita dell’uomo incarnato è composta da quattro principali fondamenti, ovvero quattro elementi che costituiscono il cosiddetto purusharta. Iniziamo parlando del primo e cioè il dharma, ovvero la legge. L’esistenza umana essendo un’esistenza condizionata viene chiamata, all’interno della tradizione esoterica occidentale, stato necessitante perché la vita stessa, affinchè possa manifestarsi necessita di qualcosa, ad esempio l’aria per respirare, il cibo per nutrirsi, qualcosa per coprirsi quando fa troppo freddo, dell’acqua per rinfrescarsi quando fa troppo caldo, e così via. Considerato quindi che l’esistenza dell’uomo è uno stato condizionato si deve prendere atto che vi sono delle leggi cosmiche che ne reggono il funzionamento, e come tali ne devono reggere anche la vita. E’ chiaro che dal concetto di dharma si arriverà anche al concetto di legge in senso legislativo inteso come codice di comportamento da un punto di vista sociale, però ci si arriva dopo molti passi. In realtà il concetto di dharma è un qualcosa collegato allo stato condizionato dell’uomo. Facciamo un esempio: se su questa Terra una persona fa un salto da una rupe di trenta metri molto probabilmente si farà del male perché il dharma è rappresentante in questo caso della forza di gravità. Sembrerà un esempio banale ma il dharma è un qualcosa che è applicato a tantissimi altri aspetti della vita umana sottoposta a determinate leggi da seguire.

Il secondo elemento caratterizzante il purshartha è kama cioè il piacere. Questi elementi del purushartha sono gli elementi strutturanti della vita dell’individuo, sono cioè dei pilastri su cui un uomo può realizzare una vita piena, totalmente vissuta nel modo più armonioso possibile. Affinchè questo avvenga l’uomo deve quindi tener conto anche di kama, il piacere, assolutamente fondamentale nella vita in quanto va a colmare quelli che sono gli elementi di pesantezza e di fatica che appunto sia il dharma che l’esistenza incarnata stessa in sè apportano. Faccio un semplice esempio che deriva dalla vita di paramhamsa Yogananda, un grande maestro che ha avuto un grandissimo successo soprattutto in America e che ha fondato un’associazione chiamata Self Realization Fellonship con la quale ha divulgato una certa pratica dello yoga da lui chiamata krya yoga. Yogananda ad un certo punto della sua vita manifestava sempre un grande desiderio di mangiare delle mele alla fine del pranzo e in particolare questa cosa si è manifestata negli ultimi anni della sua esistenza. Allora un allievo gli chiese “scusami maestro, tu che sei un così grande santo, un realizzato, come mai hai questo desiderio così impellente di mangiare una mela?” e Yogananda rispose “se io non avessi il desiderio di questa mela mi dissolverei nel nulla”. Questa piccola storia ci fa capire che il piacere, kama, è in realtà quella forza che ci tiene necessariamente ancorati all’esistenza condizionata. Per spiegarmi ancora meglio: pensate che noi proveniamo da una realtà che corrisponde alla nostra vera patria, cioè la realtà dell’anima, il mondo dell’anima che tutti noi conosciamo ma di cui evidentemente non ci ricordiamo in quanto ci siamo abbeverati sulle rive del fiume Lete, perdendo di conseguenza la nostra memoria eterna. Noi proveniamo certamente da una condizione di beatitudine incondizionata, però a un certo punto ci troviamo incarnati a sperimentare una condizione esistenziale dove patiamo il freddo, la fame, la paura, il pericolo, il dolore corporeo e così via. Se nella vita incarnata non ci fosse questa controparte del piacere, che deve permeare armoniosamente la nostra vita, credo che nessuno si incarnerebbe o meglio se lo facesse sarebbe una pura follia. Prendiamo ad esempio un bambino: sin dalla nascita gode dell’abbraccio caldo della madre, è nutrito dal seno con questo latte invitante e piacevole, il bambino che nasce ha quindi una vita praticamente beatifica e se vogliamo quasi spirituale, non ha la cognizione del tempo, è protetto e cullato da tutti i suoi parenti. Così la condizione di incarnazione, che ha insito nel suo profondo il dolore, è fortunatamente alleviata dal piacere che sperimenta e dalla protezione di cui gode in quei primi momenti di vita. Rifacendoci a questo esempio possiamo comprendere come il piacere debba essere una componente sostanziale dell’esistenza di tutti noi esseri umani. Può suonar strano che un sistema religioso esalti il piacere, tuttavia è così perché la mancanza di un sano piacere nella vita dell’uomo comune, a differenza della vita di un monaco che ha un rapporto diverso con l’esistenza, crea la tendenza alla depressione e a voler sfuggire dal corpo, a sfuggire dalla vita stessa. La depressione come patologia non a caso è caratterizzata dall’incapacità di provare piacere e si manifesta questa tendenza ad andarsene, a non voler più stare nel corpo perché è appunto il piacere che ci attrae e ci tiene legati al corpo. E’ chiaro comunque che quando per motivi karmici si inizia un percorso monacale la prima cosa che viene affrontata subito è il rapporto con il piacere, questo perché il percorso monacale è un percorso che porta a distaccarsi dal corpo, a ritornare verso il divino, per cui questa forza positiva che tiene giustamente ancorati alla Terra, dal momento in cui si intraprende il percorso monacale deve essere vissuta in modo diverso, cambiando le regole.

Il terzo elemento caratterizzante il purushartha è artha che riassume in sé tutte le necessità che un uomo ha nella vita di tutti i giorni, e per questo motivo è necessario prendere tutte le precauzioni affinché la sua vita sia dignitosa e sana. Quindi artha rappresenta il benessere che deve formare l’esistenza di un individuo. Dalle necessità, da artha, si arriva alla politica perché artha nella tradizione vedica sarà la scienza della politica, ma si arriva anche alla necessità di costruirsi una casa o se non una casa di costruirsi un qualcosa di utile che ci dia una vita dignitosa. All’interno del purushartha dunque vi sono alcuni aspetti molto pragmatici e concreti della vita di ognuno di noi, aspetti che è giusto sviluppare appieno. Bisogna fare molta attenzione a non confondere, come purtroppo accade spesso, le regole per il vivere quotidiano all’interno del mondo di ognuno di noi, da altre eventuali regole necessarie per andare oltre il mondo, e che appunto appartengono a delle scelte ben precise di natura monacale.

Infine il quarto ed ultimo elemento caratterizzante il purshartha è moksha cioè la liberazione dal samsara, ossia dal ciclo delle rinascite. Nonostante noi uomini ci siamo incarnati per un motivo ben preciso e nonostante ci siano delle leggi universali da tenere in conto, nonostante si debba sviluppare il benessere e il piacere perché ci tengono ancorati all’esistenza terrena in modo sano e armonioso, e nonostante noi dobbiamo prendere atto di alcune necessità che sono quelle comuni del coprirsi con degli abiti, dell’avere una casa, del nutrirsi e così via, non dobbiamo mai dimenticare che il fine ultimo della vita incarnata di un essere umano è la liberazione spirituale, e questo, moksha, rappresenta il quarto elemento fondante della vita dell’indù.

 

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6 Commenti a “Il concetto di purushartha”

  • Cinzia Bianchi:

    Il massimo piacere lo si ha nello stato dell’ estasi; che si puo’ raggiungere con la meditazione.

  • SDEI

    grazie per queste parole di saggezza.
    e.g.

    CHE LA PACE REGNI SULLA TERRA E SUI MONDI.

  • cat:

    @ SDEI
    Da quando hai postato il precedente articolo (Kybalion) ho notato con piacere che i “toni” di tutti gli articoli e dei rispettivi commenti (tranne alcune mosche bianche) hanno subito un salto di qualità: sembra ci sia un filo conduttore che, pur toccando tutti i settori, anche “severamente” quando necessario, stia conducendo alla “stessa strada”. Esempio pratico: non violenta denuncia contro la medicina convenzionale ma testimonianza diretta dell’effettivo valore di “cure effettive”.. Non toni aggressivi nel denunciare l’attuale sistema ma “comunicazioni” della fattibilità di cambiamenti radicali (Islanda, quando il popolo sconfigge l’economia globale) e a seguire tutti gli altri, compreso quanto possa essere “effimero” divenire ricchi per caso… come dire “una complicità” nel raggiungere lo stesso traguardo!
    Prospettiva, la mia, distorta della realtà? Coincidenze? Per la seconda domanda la risposta la conosciamo tutti.. Per la prima domanda, la risposta sta nel rileggere gli ultimi articoli e i rispettivi commenti: l’ago della bilancia tende inequivocabilmente verso una coesione..

    Quindi grazie per questo tua ultima perla.. che personalmente, a differenza del Kybalion, avevo solo sfiorato superficialmente ma se tanto mi da tanto.. è giunto il momento di approfondire.
    Buonissima continuazione!

  • Bettola:

    Grazie Sdei ti leggo con sempre con piacere, namastè!

  • Bettola:

    Leva un “con” :-)

  • SDEI:

    @CAT,
    mi fa molto piacere constatare che sei una acuta OSSERVATRICE; lo scrivi sia PERCHE’ lo leggi ma anche PERCHE’ lo senti che l’ ENERGIA positiva del BLOG si E’ innalzata, quando posti le loro OPERE di CONOSCENZA lo SPIRITO “positivo” dei grandi MAESTRI di LUCE-AMORE-PACE si manifesta e chi è aperto a tutto questo lo avverte molto BENE !!!

    @BETTOLA,
    anche a te un grande GRAZIE; la tua POSITIVITA’ mi conforta e mi sprona a continuare
    la ricerca della vera VERITA’, per poi trasmetterla a VOI che siete i FRATELLI COSMICI !!!

    NAMASTE’
    ALOHA
    HASTA SIEMPRE

    SDEI=SERGIO

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