Dicembre 2011 (MoviSol) – Uno studio della società Fitch mostra che nell’ultimo decennio la Banca Export-Import cinese (EXIM Bank) ha esteso di 12,5 miliardi di dollari i prestiti alla regione più povera del mondo, l’Africa a sud del Sahara, compiendo uno sforzo nettamente superiore a quello della Banca Mondiale. L’istituto bancario ha prestato per complessivi 67,2 miliardi di dollari, mentre dal 2001 al 2010 la Banca Mondiale ha erogato 54,7 miliardi. Con tali massicci investimenti di capitali la EXIM Bank conduce il 20 per cento dei suoi affari, stando alle stime di Bloomberg.
Gli stati al centro di queste operazioni, iniziate nel 1994, sono l’Angola, l’Etiopia, la Nigeria e il Sudan. Di recente si è avuto un coinvolgimento più paritetico anche delle altre nazioni africane. “Come risultato essa ha fornito ai governi africani un finanziamento utile per sviluppare la loro economia, valendosi di condizioni di prestito meno stringenti di quelle proposte da istituti come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale”, afferma Bloomberg.
L’assenza di condizioni politiche per i prestiti, i tassi di interesse competitivi e le scadenze di pagamento flessibili, condizioni ben differenti da quelle ottenute dalle controparti occidentali, rendono i prestiti cinesi assai più interessanti, afferma la Fitch. Quel che è più importante, i prestiti della EXIM Bank sono stati usati per finanziare progetti infrastrutturali. La Banca Mondiale è invece nota per la sua politica della “tecnologia appropriata”.
Entro la fine del 2009, inoltre, trentacinque nazioni africane hanno ottenuto la cancellazione dei loro debiti nei confronti della Cina, che ammontavano a circa 30 miliardi di dollari.
Anziché insistere a dipingere questa come una forma di morbido colonialismo, le potenze occidentali, in particolare quelle europee, farebbero meglio a imitare l’esempio cinese, recuperando gli oltre venti anni perduti nel non coinvolgere l’Africa in progetti di mutuo sviluppo, quegli stessi progetti che, una volta avviati, non ci avrebbero fatti trovare nella più grave crisi economica della storia.





























Dovremo seguire la cina e la Russia:i veri nemici sono quei pezzi di merda Americani.se vedo un Americano gli sputo in faccia!!!!!
Oddio! vista la valenza del dollaro ormai vicino alla carta straccia, non credo ci voglia una mente eccelsa a capire che la Cina “investe” per sbarazzarsi di dollari inutili, prima del fallimento totale della moneta sovrana; semmai ci sarebbe da chiedersi, se la Cina dovesse investire nella moneta nazionale yuan, farebbe lo stesso i stessi investimenti o terrebbe i soldi in cassaforte?
ironia della sorte, battuti al loro stesso gioco, giusto i cinesi potevano batterli. Ora che non hanno più il monopolio il castello crolla, così il loro potere. Sorrido, l’universo ancora una volta trova la sua via. Buona notte a tutti
Ciao Domenico… volevo dirti, di non generalizzare e non farne una questione di popoli… infatti il cittadino Americano normale… come del resto tutti i cittadini del mondo, non hanno colpe delle politiche dei crimini di guerra ecc.. ecc.. che i loro governi commettono… semmai sarebbe ora di andare a snidare tutte quelle persone che fanno parte delle lobby e delle elite che stanno manovrando il mondo… a questi bisognerebbe dare la caccia e bruciarli vivi nelle piazze….
@Domenico,a quale “americano”sputaresti in faccia? ai messicani? guatemaltechi? ecuatoriano?boliviano? la America è molto grande sai? con quali c’è l’hai?ha,mica ti starai riferendo a quelli del nord ! statiunitensi forse…ma si sputi in faccia un “americano”stai attento che forse sputi un tuo parente…sai uno di quelli che è andato a “farsi” l’America..;-)
Ma lasciare invece in pace i paesi africani,no? l’Europa dovrebbe imitare il comportamento cinese? dai che continuammo a vedere chi è il miglior offerente !!!! sono cominciati i saldi anche per la geopolitica? ma quanto sono filantropi questi cinesi !!!!….se aprono negozi a Prato ci stano
sul ca..o,ma se si comprano mezza Africa va bene…boh
Ha ragione lei dovremmo stare tutti a casa nostra. L’articolo voleva evidenziare il mutamento dei rapporti di forza fra le nazioni dominanti.