Mentre il paese sprofonda nella Crisi Economica e il prof. Monti si impone sul popolo chiedendo dei Sacrifici, lo stenografo al Parlamento viene pagato come il Re di Spagna, i dipendenti del Senato prendono anche la “sedicesima”, e sui costi italiani della Guerra, pur considerati inacettabili, non vengono eseguiti dei “tagli”. Intanto sento l’ennesima storia di un imprenditore Veneto che si suicida…
“Clienti che non pagano, le banche che chiudono i rubinetti, mentre i debiti, quelli sì, corrono sempre e non dormono mai. Come Equitalia”
Treviso, si suicida un altro imprenditore ‘Veneto Stato’ contro Equitalia: “Strozzini”
Dopo l’ennesima morte di un trevigiano attanagliato dalla crisi economica, i membri dell’organizzazione separatista veneta protestano contro l’agenzia di riscossione delle tasse: “Ce l’abbiamo con i parlamentari giù a Roma. Se la situazione è diventata questa, per cui c’è gente che dopo aver lavorato una vita e che per un debito irrisorio perde addirittura la casa, la colpa è solo loro”.
Al grido di “assassini” rivolto a impiegati e funzionari asserragliati all’interno, un centinaio di attivisti di ‘Veneto Stato’ ha manifestato con cartelli e striscioni (“strozzini di stato italico”) non proprio amichevoli di fronte alla sede Equitalia di Treviso. L’ultima goccia a far tracimare la protesta fiscale è stato il suicidio di un altro imprenditore trevigiano. Che pochi giorni fa si è allontanato da casa per andare a gettarsi in un fiume di montagna zavorrato di pietre proprio nel giorno in cui la sua casa andava all’asta. Aver tentato la fortuna anche in Cina, seguendo gli ultimi dettami dell’imprenditoria nordestina che non dorme mai, non si era rivelato salvifico e i debiti e la conseguente depressione hanno fatto il resto. Anche in sua memoria ardeva uno della decina di lumini accesi di fronte all’ingresso dell’esattoria. Ma è una macabra contabilità per difetto.“Da un conto sommario abbiamo contato almeno 53 suicidi a partire dal 2008” raccontano rabbiosi i ‘venetisti’. Di questi, una ventina sono avvenuti negli ultimi dodici mesi nel solo trevigiano. E trevigiani erano tre degli ultimi quattro imprenditori che si sono tolti la vita nel corso del solo ultimo mese. Numeri da allarme sociale e come tale trattati anche dalla potente Unindustria Treviso che già mesi fa aveva diffuso un appello sui giornali locali invitando i propri associati a non nascondersi e a coinvolgere la stessa associazione nei propri problemi personali. Un’associazione artigiana ha addirittura costituito un team di supporto di psicoterapeuti, anche se “la risposta migliore rimane sempre quella di rafforzare la rete di tenuta economica attorno alle imprese con finanziamenti ad hoc”, dice Mario Pozzadella Confartigianato. Nonostante gli appelli e gli aiuti è spesso il sentimento di vergogna a prevalere, anche perché il motto che “fallire nel lavoro equivale a fallire nella vita” è duro a morire nella mentalità di un’imprenditoria orgogliosa di essersi fatta da sé e che vede crollargli il mondo addosso.
“Clienti che non pagano, le banche che chiudono i rubinetti, mentre i debiti, quelli sì, corrono sempre e non dormono mai. Come Equitalia”, ammoniscono i ‘venetisti’ già organizzatori di manifestazioni alle concerie di Arzignano (Vicenza), Verona e Padova. Più che con Equitalia e i suoi uomini “che sono il braccio operativo, lo strumento e ci dicono che loro eseguono solo gli ordini”, gli indipendentisti raccontano che ce l’hanno con “i parlamentari giù a Roma. Se la situazione è diventata questa, per cui c’è gente che dopo aver lavorato una vita e che per un debito irrisorio perde addirittura la casa, la colpa è solo loro”. Colpa di aver portato gli animi all’esasperazione “massima, come la tassazione ormai insostenibile”, dichiara il segretario di ‘Veneto Stato’ Lodovico Pizzati, costruendo un castello di leggi “forti con i deboli e deboli con i forti. Per cui, se hai un debito anche solo di poche centinaia di euro, Equitalia ti porta al fallimento pignorandoti quegli stessi macchinari che ti servirebbero per rimetterti in carreggiata. E magari hai anche dei crediti che però non puoi compensare. Senza dimenticare poi che spesso è questo stesso Stato, così rigoroso e fiscale nel chiedere senza valutare le diverse situazioni, il primo ad essere inadempiente nei pagamenti”. Parole che negli ultimi mesi hanno attraversato l’Italia da Nord a Sud, isole comprese. “Sì, ma in Sicilia non c’è Equitalia. C’è ‘Riscossione Sicilia‘ partecipata dalla Regione”. Quindi cosa cambia? “Che anche noi dobbiamo farci qui la nostra ‘Equiveneto‘”.
Disoccupati, 357 suicidi in un anno (+40%)!
La crisi ne ha ucciso uno al giorno. Si suicidano imprenditori, pensionati e chi non ha lavoro. L’Eures ha calcolato che nel 2009 i disoccupati che hanno scelto di togliersi la vita sono stati 357. Quasi uno ogni 24 ore, con un aumento di quasi il 40% in un anno. Sono soprattutto uomini, che con il lavoro e l’autonomia economica sentono di aver perso anche la loro identità. Nel 95% dei suicidi per motivi economici si tratta di uomini. (Lettera43)
E permettetemelo di dirlo, ma questi sono tutti sulla coscienza dei nostri grandi politici che continuano a chiedere sacrifici e a martoriare di tasse il popolo, mentre loro navigano sempre più nell’oro (e nella vergogna)! (stopcensura)
Ai dipendenti del Senato anche la «sedicesima»
[Link fonte] Il regolamento sul personale del Senato, all’articolo 17 comma 3, la chiama «indennità compensativa di produttività», ma di fatto equivale a una sedicesima mensilità. Cioè una mensilità aggiuntiva rispetto alle già quindici mensilità di cui si compone lo stipendio dei dipendenti di entrambi i rami del Parlamento. Oltre alle classiche tredicesima e quattordicesima riscosse a dicembre e a giugno, i lavoratori di Camera e Senato incassano infatti la quindicesima: una mensilità il cui importo viene spalmato nelle buste paga di aprile e settembre.
A Palazzo Madama, dal 2004 è entrata in vigore un’ulteriore voce: l’indennità compensativa di produttività, per l’appunto. Al Senato nessuno osa chiamarla “sedicesima” e per la verità non si è trattato di una aggiunta netta allo stipendio: come dice la definizione stessa, essa va a compensare dell’altro. In particolare la rinuncia a una serie di festività soppresse e l’incremento – da 37 ore e mezzo a 40 ore settimanali – dell’orario di lavoro nelle sedute d’aula infrasettimanali. Sedute d’aula che tuttavia in alcune settimane dell’anno non sono neppure troppo frequenti. Anche in questo caso l’indennità è spalmata: per metà va a rimpinguare la busta paga di aprile e per metà quella di settembre.
E non è finita qui: la voce è anche «pensionabile» cioè vale anche nel calcolo dell’assegno pensionistico. Un di più per nulla scontato se si pensa che le altre voci che compongono lo stipendio dei dipendenti del Senato sono rigorosamente «non pensionabili»: dall’indennità di funzione alle altre indennità e forme di incentivazione. Ed anche il regolamento della Camera su questo punto è preciso: le indennità speciali «non sono pensionabili».
Benefit che sopravvivono dunque nonostante la cura dimagrante che da alcuni anni la crisi economica ha imposto anche alle istituzioni. Bisogna infatti ricordare che anche il Senato ha imposto “sacrifici” ai suoi dipendenti. Ne ha cambiato ad esempio il sistema di calcolo delle pensioni: dal quest’anno ci sarà il contributivo pro rata per tutti (alla Camera oltre al contributivo per tutti è previsto l’innalzamento a 66 anni dell’età per la pensione di vecchiaia) ed è stato introdotto il prelievo di solidarietà del 15% sulle pensioni per la parte eccedente i 200mila euro annui lordi.
Il bilancio per il 2011 predisposto da Palazzo Madama ha inoltre comportato la mancata applicazione alle retribuzioni del personale dell’incremento del 3,2 per cento. In tutto, sul trattamento retributivo dei dipendenti Palazzo Madama dovrebbe risparmiare 18,85 milioni. Più cospicui, invece, i risparmi messi in cantiere dalla Camera anche perché il maggior numero di dipendenti rispetto al Senato rende più cospicui i tagli.
Costi inaccettabili, ma niente tagli per le forze armate italiane
[Link fonte] Roma – Il messaggio di fine anno inviato dal ministro della Difesa Giampaolo Di Paola alle Forze Armate contiene finalmente l’implicita ammissione di una verità di cui i pacifisti e gli analisti più attenti sono consapevoli da tempo: le Forze Armate italiane sono sovradimensionate e bisogna ridurne gli organici. Costano troppo (23 miliardi di euro) e questo anche perché abbiamo troppi soldati e soprattutto troppi ufficiali e sottufficiali.
Nonostante questo, la recente manovra del governo Monti le spese militari non le ha nemmeno sfiorate. Si tratta di spese ingenti che ci mettono sempre tra i primi 10 paesi al mondo per spesa militare. Spendiamo pro-capite più della Germania. Ce lo possiamo permettere?
In tutto, 180mila persone che fanno lievitare i costi delle Forze Armate a livelli incompatibili con la crisi economica che stiamo vivendo. Un dinosauro burocratico dove, in proporzione, abbiamo più generali che nell’esercito degli Stati Uniti, più comandanti (ufficiali e sottufficiali) che comandati (soldati) e che non riesce, con 180mila soldati e graduati, ad assicurare un soddisfacente turn over a 8mila militari che si trovano nelle missioni all’estero. Nelle Forze Armate regnano sprechi ed inefficienza, l’operatività è un concetto vago e la parola “casta” può benissimo essere utilizzata per i privilegi corporativi delle sue gerarchie.
Per non parlare delle commistioni opache con quel via vai di commesse di armi con al centro Finmeccanica, in questo aiutata da ex generali e capi di stato maggiore assunti all’uopo.
Proprio nel messaggio di Di Paola si dice che la ristrutturazione che aspetta le Forze Armate nel 2012 deve essere all’insegna “della operatività e dell’efficienza”, che tradotto in parole povere significa uno strumento militare pronto all’azione nei teatri di guerra, ben armato, integrato appieno nella Nato, pronto a mettersi al servizio di quell’umanitarismo-militare che ci ha visto ben attivi in Kosovo, Iraq e Afghanistan. Non a caso, nonostante la crisi, Di Paola non ha alcun ripensamento sul dispendioso programma dei cacciabombardieri F35 (15 miliardi di euro) e sugli altri sistemi d’arma, né tanto meno su una missione di guerra
come quella in Afghanistan, che ci costa centinaia di milioni di euro l’anno. Il rischio è che si voglia ridurre il personale per destinare le risorse risparmiate ai sistemi d’arma. E’ più che probabile. Invece bisognerebbe ridurre anche le spese per le armi, a partire dai caccia F35: si tratta di un importo che vale la metà dell’ultima manovra di Monti. Perché il rigore deve sempre valere per i pensionati, i lavoratori, i giovani e mai per le armi ed i militari? Perché si può sempre ridurre la spesa per la scuola, la sanità, il welfare e mai quella militare? Si potrebbe benissimo dimezzare del 50%, senza venire meno ai nostri obblighi internazionali. In tutto 13 miliardi: ecco dove trovare i soldi per fronteggiare la crisi.
Che le nostre Forze Armate abbiano poi un ruolo “di pace” nel mondo è discutibile. Almeno per l’Afghanistan, dove è in corso una guerra da dieci anni e i nostri soldati vi sono pienamente coinvolti. Ma se – come dice Di Paola – obiettivo del nostro impegno nelle missioni all’estero è di portare pace, democrazia e sicurezza alle popolazioni civili, sarebbe stato opportuno dedicare un «commosso pensiero» non solo ai nostri militari morti nella missione in Afghanistan, ma anche alle tante vittime civili afgane causate dal nostro intervento e dai nostri alleati. Si tratta di molte persone e non di “effetti collaterali”, la cui vita vale quella come quella dei nostri militari caduti. E, anche per il nostro ministro della Difesa, sarebbe un atto di rispetto ricordarsene in questi giorni festivi di afflato umanitario.
Il ministro della Difesa pensa a un taglio del personale drastico ma per ora le associazioni dei consumatori gia’ protestano per l’acquisto di 131 caccia bombardieri F-35. In realta’ non ci sarebbe nessun contratto secondo il numero di gennaio di Altraeconomia. “Come Italia potremmo fermarci qui, non acquistarli e non prenderci nessuna penale”, spiega il mensile, “risparmiando gli almeno 15 miliardi di euro della fattura d’acquisto”. Il costo successivo di mantenimento di tali aerei arriverebbe poi a 450 milioni.
La raccolta firme su www.sbilanciamoci.org «chiede al governo di non comprare i caccia e destinare invece i fondi risparmiati alla garanzia dei diritti dei più deboli ed allo sviluppo del paese investendo sulla società, l’ambiente, il lavoro e la solidarietà internazionale». Venti miliardi di euro (15 per il solo acquisto e altri 5 in parte già spesi per lo sviluppo e le strutture di assemblaggio) e’ la cifra di cui si parla in un momento, sottolineano le organizzazioni, in cui le manovre approvate porteranno gravi conseguenze sui cittadini.
Questa seconda fase della campagna, denominata «taglia le ali alle armi!» è partita nel settembre scorso. Nel corso della prima, erano già state raccolte 19.900 adesioni online, 16.000 firme cartacee e 388 adesioni di organizzazioni.
L’Italia aiuta Israele ad esercitarsi ad aggredire l’Iran
[Link fonte] Giochi di guerra nel deserto del Negev per i cacciabombardieri dell’aeronautica militare italiana. Lo scorso 16 dicembre si è conclusa l’esercitazione “Desert Dusk 2011” a cui hanno partecipato venticinque velivoli da guerra delle forze aeree italiane ed israeliane.
Due settimane di duelli, inseguimenti e lanci di missili e bombe, protagonisti gli “Eurofighter” e i “Tornado” dell’Ami e gli F-15 ed F-16 israeliani schierati per l’occasione nello scalo meridionale di Uvda, utilizzato dai charter che trasportano i turisti diretti a Eilat (mar Rosso). L’esercitazione rientra nel programma di collaborazione e coordinamento tra le due aeronautiche finalizzato ad affinare le procedure e le tecniche di azione in missioni di controllo delle crisi (Crisis Response Operations). In Israele sono stati impegnati 150 militari italiani, mentre i cacciabombardieri dell’Ami hanno svolto più di un centinaio di missioni di volo. Alle operazioni hanno pure partecipato alcuni velivoli KC-767A del 14° Stormo di Pratica di Mare (Roma) e C130J della 46ª Brigata Aerea di Pisa.
A fine ottobre erano stati i cacciabombardieri israeliani a sorvolare i grandi poligoni della Sardegna nell’ambito dell’esercitazione “Vega 2011”, a cui hanno partecipato pure le aeronautiche militari di Italia, Germania e Olanda. Per l’occasione, due squadroni con F-15 ed F-16 ed un velivolo radar di nuova produzione “Eitam” erano stati trasferiti dalle basi aeree di Nevatim e Tel Nof allo scalo di Decimomannu (Cagliari), centro di comando e coordinamento dell’intero ciclo addestrativo. “Gli obiettivi delle attività di Vega 2011 sono stati il rafforzamento dell’interoperabilità dei reparti impegnati, il miglioramento della capacità di cooperazione e lo svolgimento di attività tattiche grazie ad operazioni in aree di media scala in un ambiente ad alta minaccia”, hanno riferito le autorità italiane. L’esercitazione in Sardegna è stata seguita con particolare interesse dalla stampa di Tel Aviv: le spericolate missioni di volo sarebbero state finalizzate infatti a simulare un attacco agli impianti nucleari iraniani.
Oltre alle recentissime esercitazioni, nel corso di quest’anno si sono registrati importanti incontri tra i massimi responsabili delle forze aeree d’Italia ed Israele. Il 7 e l’8 febbraio, il sottocapo di Stato maggiore della IAF, generale Nimrod Sheffer, ha incontrato a Roma l’omologo italiano, generale Maurizio Lodovisi, per “approfondire i processi di trasformazione in atto nelle due aeronautiche, le esperienze maturate nei rispettivi teatri di operazione e le future attività addestrative”. Il successivo 14 giugno, è stato il comandante delle forze israeliane, generale Ido Nehushtan, a giungere in Italia in missione ufficiale. Dopo aver incontrato il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, generale Giuseppe Bernardis, Nehushtan ha raggiunto gli aeroporti di Pratica di Mare, Lecce e Grosseto per una “visita” ai reparti militari ospitati.
Secondo quanto riportato dal sito specializzato Dedalo News, i colloqui al vertice “hanno riguardato i principali programmi di cooperazione tra i due paesi, con particolare riferimento all’uso degli UAV (velivoli a pilotaggio remoto), alla gestione logistica integrata del velivolo Joint Strike Fighter (JSF), di futura introduzione, e al velivolo d’addestramento M-346, nei confronti del quale l’aeronautica israeliana ha manifestato un certo interesse in previsione della sostituzione degli A-4 Skyhawk attualmente in linea”. L’interesse all’acquisto dei nuovi mezzi prodotti da Alenia Aermacchi è stato confermato dai principali quotidiani di Tel Aviv. Haaretz, in particolare, ha riferito che l’impresa del gruppo Finmeccanica avrebbe già firmato un accordo preliminare, a cui dovrebbe seguire presto la fornitura all’Italia di velivoli senza pilota e aerei radar di produzione israeliana.





























Ciò che ha distrutto la “libertà di fare impresa” e di conseguenza la vita di onesti “imprenditori” sono il “neolibreismo” e il “debito pubblico” ( strozzinaggio dei popoli, degli individui e delle imprese).
1) NEOLIBERISMO
Fino al 1992 l’Italia aveva un meraviglioso tessuto di piccole e medie imprese che facevano distretto ( v. ad es. Prato). Queste piccole e medie imprese che vendevano nel mondo il “made in Italy” con una moneta debole sui mercati internazionali avevano un altissimo margine di guadagno sul prodotto. Qualità del prodotto ( made in Italy) e moneta debole sui mercati internaizonali facevano volare le nostre esportazioni.
Con l’avvento del “neoliberismo” ( 1992 T. Maastricht) e l’abbattimento dei dazi doganali le nostre piccole e medie imprese ( il 70% della nostra economia) sono state messe in concorrenza con le imprese del mercato globale ( Cina India Brasile ecc.) che pagavano lavoro, energia e tasse ad un costo inferiore del 90%.
Questa concorrenza ha demolito la nostre piccole e medie imprese, la nostra economia, la nostra società e la libertà di fare impresa.
Inoltre il neoliberismo è contro ogni principio della nostra Costituzione in quanto è una dinamica che ha privato gli italiani di tutti i diritti garantiti appunto dalla Costituzione ( vita, dignità, libertà, salario adeguato, sovranità popolare sul territorio nazionale, diritti inviolabili ecc.)
IL LIBERISMO ECONOMICO E’ UN CRIMINE CONTRO L’INDIVIDUO, LA COMUNITA’ E LA COSTITUZIONE. CHI HA APPROVATO, PORTATO AVANTI E CONTINUA A PORTARE AVANTI I TRATTATI INTERNAZIONALI ( EUROPEI EMONDIALI) E’ COLPEVOLE DI ALTO TRADIMENTO.
2) DEBITO PUBBLICO
Sempre con il trattato di Maastricht 1992 è stato istituito l’euro e la BCE. La BCE è una banca di proprietà delle Banche Centrali Naziionali ( v. protocollo SEBC) che per la maggior parte sono di proprietà privata delle banche commerciali. Quindi la BCE è una banca privata che, secondo quqnato sancito dai trattati internazionali, è proprietaria della moneta e della sua emissione, decide la quantità di moneta da emettere, il tasso ufficiale di sconto e ogni altro aspetto della politica monetaria. Il tutto, sempre secondo i trattati europei, avviene senza al di sopra delle leggi degli stati e senza che nessuna istituzione democraticamente eletta possa interferire nelle sue decsioni e nelle sue ruiunioni che hanno carattere di “segretezza”: TUTTO CIO’ E’ ANTICOSTITUZIONALE!!!!
All’atto pratico:
La BCE emette moneta e la vende a delle banche private che hanno l’esclusiva sull’acquisto dell’euro al tasso dell’1,25%. Tali banche privata vendono ai nostri stati questa moneta al tasso del 7,5%. I nostri governi in questo modo strozzano il popolo, i lavoratori e le imprese con le tasse che per il 60%, invece di essere usate per il benessere dei cittadini, vanno a finire a risarcire quello che l’informazione di regime ci spaccia come “DEBITO SOVRANO” ma che in realtà è solo una truffa.
NELLA COSTITUZIONE C’E’ SCRITTO CHE SOVRANO E’ IL POPOLO!!!!!
..ed il tutto usando la frase: ..in nome del Popolo sovrano Italiano.., LI VOGLIO VEDERE SFILARE NUDI COME VERMI PER LE STRADE D’ITALIA E LAVATI A VIA DI SPUTI PRIMA DI RISPEDIRLI DA LORO PADRE…SATANA-
Ma la vogliamo capire o no che nn bisogna pagare più niente???
Poche parole… ma BUONA MIRA…..
stefano io gia da 3 mesi che non pago piu nulla!!!
A quanti siamo arrivati?
Quanti ce ne vorranno ancora per fare aprire gli occhi ai beoti padani?
Heilige gotische Grenze!
Quando il popolo comprenderà che la cosiddetta sovranità non è mai appartenuta ad essa, bensì ad un gruppo di manigoldi, filibustieri, arrivisti, corrotti, codardi e venduti, sarà troppo tardi.
Aimè, comunque vada è già troppo tardi. Questo processo di sopraffazione, prevaricazione, violenza psico-fisica sui citadini da parte di questi cialtroni è inarrestabile.
Tutto ciò è stato voluto dagli italioti, tuttora divisi su tutto, e ancora speranzosi in questi manigoldi.
Provo una forte repulsione quando ancora in TV vedo trasmissioni contro Berlusconi, il bunga-bunga, e inneggiare, invece, alla sobrietà (falsa, menzognera e demoniaca) di Monti & C. .
Possibile che l’uomo della “strada” non comprenda che quel “presidente” ha consegnato di fatto il paese ad un gruppo di banchieri che altro non fanno che gli interessi dei veri fautori del debito pubblico: le banche (BCE, e conseguentemente FMI)?
Mi vien da piangere al sol pensiero di ciò che ci aspetta: un futuro di fame, povertà assoluta e violenza senza precedenti. In Grecia tutto ciò è già realtà. Invito gli scettici e i creduloni a fare un viaggio – non organizzato – in questo paese. Povera gente!! Chi l’ha ridotta così? L’euro? La democrazia? Fate vobis.
L’Italia è prossima.
Come volete che Monti tagli le spese militari.Quelli dell Casta sono i camerieri degli USA
che li legittima e li protegge.
Intanto i militari che dovrebbe servire per controllare le nostre frontiere sono in giro per il mondo a fare i camerieri della EU e degli americani.
Questa classe di dittatori della democrazia ormai è radicata così fortemente che è difficile cambiarla perché gode dell’appoggio di molte istituzioni quali: il sistema giudiziario, le istituzioni religiose, il sistema dell’informazione pubblica (RAI) ed alcuni privati e sopratutto gode dell’appoggio dei sindacati specialmente quelli di sinistra. Tutti ne traggono vantaggio poiché nei decenni passati i politici in Italia hanno fatto in modo che niente possa cambiare sostenendo e/o corrompendo gli altri poteri, loro clienti, (IO TI DO E TU MI DAI) sulle spalle di chi lavora.
Sono d’accordo con chi ha proposto di organizzare movimenti di cittadini per assediare i palazzi del potere affinché non vengano prese delle misure in proposito, che secondo me dovrebbe essere un atto tipo intifada e non come indignados che non porterebbe a nulla.
Con questa gentaglia è ora di darci un taglio netto………TATATATATATATATA…altrimenti ci lasciano in mutande.
Come se questo non bastasse, l’Italia, che ha un bisogno estremo di petrolio, si esercita con Israele ad attaccare l’Iran che ce lo fornisce e ubbedisce al diktat di Obama di restarne senza, per fare dispetto al loro nemico.
E tutto questo sotto gli occhi della “sinistra”, che gira la testa dall’altra parte, invita l’Iran a “non provocare” gli Stati Uniti e chiede, per bocca di Iachino, di abrogare l’articolo 18.
Non ci capisco più niente. La “sinistra” è stata drogata, microchippata, buggerata, ricattata o comprata dai banchieri?
Hanno ridotto alla fame i lavoratori e i pensionati che li hanno portati e tenuti al governo per tanti anni. Ora che non saranno più votati, che faranno? Passeranno armi e bagagli al costituendo partito dei cattolici?
Non resta che organizzare la rivolta, prima che ci gettino nella spazzatura. Genova, come sempre, è stata la prima a capirlo. Che aspettano le altre città a fare altrettanto?
Alessandro,
ma non le scrivo per non imbrattare il sito di parolacce.
se non si rende il giusto valore alle parole non si capisce il senso della realta.
Cosa e’ sinistra. A mio parere “Sinistra” denota un insieme di valori e di aspirazioni che possono essere condivisibili o meno, ma che sono abbastanza chiari.
Tra essi c’e’ la ricerca della pace, la giustizia sociale, e tanti altri che non elenco per brevita’
Non m i risulta che tra tali valori ci sia l’aiuto a paesi imperialisti e l’uccisione tramite tasse dei cittadini.
Se una formazione politica usa questi valori per compiere azioni che sono totalmente contrarie a detti valori, allora i casi sono due:
- si conia una nuova parola che riassume i valori una volta indicati con “sinistra”
- Si smette di chiamare di sinistra tali formazioni politiche e le si chiama in altra maniera.
Io un’idea su come chaimare tali formazioni ce l’avrei
LA SOLUZIONE ESISTE E SI CHIAMA: DEFAULT, pensate che la grecia lo ha già messo in programma per marzo 2012 con la scusa della mancata erogazione di 130 mld dalla ue, col default purgheranno un po’ all’inizio ma si riprenderanno tutto: dalla sovranità, alla dracma, alla propria economia che non è da buttare, e chissà poi le cose andranno meglio una volta che si sono svincolati dall’europa. E noi? Il default ad oggi rappresenterebbe l’unica via di uscita da un baratro senza fine, infatti gli europei tedesche e francesi piuttosto di mandarci in default con la complicità ovvia dei nostri politici manterrebbero l’italia in uno stato di continua agonia, non ci molleranno mai, ed è un gran peccato perchè col default cesserebbero i soldi per i magna magna e per 4 milioni di statali che unici al mondo abbiamo, sparirebbero i corrotti ed i corruttori, sparirebbero i finti politici e tutti quei funzionari che hanno portato la p.a. ad una sorta di ce n’è per tutti; in breve ripartiremmo da zero senza più l’abnorme sperpero di mld e mld che ci costa l’elefantiaca p.a., non solo ma tutti i mld risparmiati ritornerebbero nelle tasche della sana economia facendo ripartire l’italia cosi ripulita dall’immenso schifo pubblico da poter seriamente divenire una nuova economia emergente dove chi ha voglia di lavorare ed esprimersi lo farà senza bastoni tra le ruote mentre i fannulloni e coloro che hanno vissuto nelle spalle di chi lavora davvero, dovranno rimboccarsi le maniche; sparirebbero le lobby, le caste, i famigerati diritti acquisiti, le baby pensioni, i privilegi, i raccomandati, i nepotismi, i poteri finanziari, a vantaggio della meritocrazia e della propria capacità creativa, dove chi vale avrà e chi fino ad oggi ha mangiato con l’inganno sulle nostre tavole senza alcun merito, diverrà il vero parassita della società.
Bè io è già più di un anno!! uniamoci,basta tirar fuori soldi,nn è una guerra facile lo so,ma ne varrà la pena!
Trattati capestro a parte c’è proprio l’impossibilità ,da parte di operai e forza lavoro in generale, di poter acquistare e/o permettere di continuare a lavorare e produrre la propria azienda quando questa,pur potendo continuare a competere, viene avviata al fallimento, alla chiusura. Casi emblematici li abbiamo avuti anche qui in Sardegna dove sarebbe in teoria possibile “riprendersi i capannoni” e avviare attività produttive:e anche altrove,in altre regioni, penso sia possibile.Il punto è che ciò viene ostacolato e per rafforzare gli ostacoli viene tirata in ballo l’Unione europea. Non solo: abbiamo avuto proprio con Ciampi presidente, l’invito rivolto agli imprenditori italiani a investire in Cina. Infatti durante una sua visita da presidente delle repubblica, così si era espresso in un discorso ufficiale. E visto che è stato anche lui alla Banca d’Italia, ricordo che non ci sono storture solo negli stipendi dei parlamentari o di chi lì ci lavora,ma secondo alcuni vecchi articoli di Maurizio Blondet e pubblicati su effedieffe (quando era ancora free) costoro avrebbero ben 16 o 18 mensilità:andando a mente ricordo che un loro funzionario per partecipare a una simpatica quanto inutile conferenza che si teneva negli Usa, riceveva come indennità per la trasferta s.e&o. 500 € al giorno, oltre ad avere pagato albergo e tutto il resto (la conferenza durava tre giorni). Ciò che è da rimarcare è che il parlamento potrebbe fare finta di voler tagliare i propri costi ben sapendo, però, che le categorie lavorative (mi pare i giudici in primis, ma ce ne saranno altre nascoste e che verrebbero allo scoperto al momento giusto) si opporranno in quanto il proprio stipendio è agganciato a quello di deputati e senatori. Non so come funzionano questi meccanismi diabolici, ma i loro aumenti vanno avanti in automatico e non sono legati di certo alla produttività aziendale (incentivi sulle vendite ad esempio o premi sul fatturato ). Potrei ben parlare di fallimenti, da fallito quale sono, e l’ho già fatto sul mio blog proprio immediatamente dopo che sono finito nella polvere: lo scopo era quello di raccontare e far sapere alcune cose che riassumo brevemente. Primo tutti cambiano strada se ti vedono perchè pensano che il fallimento sia contagioso,come la lebbra; se per sbaglio hai l’umiltà o la forza di chiedere aiuto, devi subire il giudizio delle persone, che cominceranno a “leggerti la vita”, a chiederti perchè sei finito così in basso, “dove hai messo i soldi che avevi” e come mai hai speso così tanto, o ancora riceverai l’invito a disfarti di certe cose che “tanto non ti servono più”. I piatti avranno nostalgia del filetto e anche le pirofile si sogneranno la pasta al forno. Da quel giorno la vita cambia. Intanto se sei fortunato/a e forte puoi trovare qualche lavoro a giornata, da 50€ o se hai competenze, puoi anche sperare in qualcosa di più: so di elettricisti o idraulici che hanno ricevuto 100 euro: ma se nel mio caso ho ricevuto 100 euro è per un lavoro di manovalanza, in mezzo al fango e all’umidità, spostando sabbia eccetera. Sta di fatto che mi sono ammalato (non ho un fisico bestiale). Posso dire di aver conosciuto, nella mia vita, dei compagni di sventura e che si sono consumati fino alla morte: ciò che li ha messi ko è l’impossibilità a riprendere il lavoro precedentemente intrapreso. Occorre distinguere tra chi è fallito e chi è vittima di Equitalia e chi, purtroppo è vittima di entrambi; poi c’è chi è finito nelle grinfie di usurai e chi non viene protetto e tutelato dai consorzi fidi o dalle varie associazioni. A tutela delle persone, dovrebbero esserci uffici che ti danno una mano.Non è così, provare per credere: spero per voi di no, ma se così fosse scoprireste una realtà da girone dantesco. Le porte in faccia e le umiliazioni, non solo verbali e dovute a lingue taglienti, sono le uniche cose che riceverete. Ciò spesso ti convince che sei tu il problema, e che se ti togli di mezzo, se la fai finita forse qualcuno mosso da pietà potrebbe prendersi cura della famiglia, permetterebbe ai tuoi figli (se ne hai in età scolare) di terminare gli studi, e forse tua moglie potrebbe trovare un posto o se chi rimane è uomo potrebbe andare a fare il custode o il giardiniere o l’uomo di fatica (sempre che non siano già occupati da altri questi ipotetici lavori). Mi fermo qui: a suo tempo proposi delle soluzioni, delle idee (non per forza tutte farina del mio sacco), e siccome mi rendo conto che il mio commento è extralarge, chiudo qui: ma se per sbaglio qualcuno volesse approfondire la questione non ha che da dirlo.
Nella manovra di fine anno appena approvata all` articolo trenta vengono stanziati ottocento milioni di euro per il secondo semestre 2012 per la missione in Afganistan
Non e` dunque vero che non siano state sfiorate le spese militari, magari ….. sono state aumentate
in tutto questo losco calderone ci sono coinvolti un po tutti magistrati politici chiesa parassitismo da oltre meillenni gente viscida che manipolano la mente dei credenti con un domani che non sta ne in cielo ne in terra incutono paura , a chi ciecamente li segue bisognerebbe eliminarli tutti ma nel vero senso della parola, non pagare pi tasse solo coswi li potrmmo mettere in ginocchio, cosicchè l’italia diventerebbe un carcere all’aperto
Non voglio entrare nel merito di tragedie come il suicidio,ma a questo punto suggerirei come ha fatto un imprenditore piemontese con le stesse problematiche,e cioe’come segue: ha pagato giustamente gli operai per il lavoro svolto tutto il dovuto,poi un anno prima circa ha smesso di pagare lo stato sanguisuga,ha venduto tutto cio’che aveva,ha lasciato 30’000 euro di debiti allo stato,e se ne andato in brasile…ora fa l’istruttore di sub. Che ne pensate,furbo il ragazzo. Questo e’quello che si merita lo stato italiano
Il problema è che in Italia dovresti far sfilare almeno 20 milioni di coglioni che comprendono soltanto due cose:
1) il padrone e i suoi ordini fino all’autodistruzione
2) la loro apparenza sociale
La criminalità organizzata in Italia dobbiamo cercarla
- nelle istituzioni
- nelle professioni
- nel mondo delle imprese ( di ogni settore e dimensione) e del loro “associazionismo”
I veri criminali sono in quelle cose che usiamo definire “classe dirigente” e “società civile” burattini lobotomizzati che per obbedienza al padrone e il loro misero bisogno di apparenza sociale commettono ogni forma nefandezza
@ Stefano
Stefano, forse ti è sfuggito che ho racchiuso la parola “sinistra” tra virgolette.
Questi opportunisti ci hanno tradito e non parliamone più. Ma non capisco perché tanti italiani, che perseguono i veri ideali della sinistra di un tempo e che soffrono nel non vederli trionfare, non creano un partito unico, candidando esclusivamente giovani lavoratori e lavoratrici, con queste caratteristiche.
Avrebbe un numero enorme di consensi e farebbe gli interessi del popolo e non degli opportunisti e dei loro mandanti.
Tu l’hai capito il perché?
Perche’ creare un partito costa una montagna di soldi e tempo e non e’ assolutamente detto che si abbiano risultati apprezzabili. Guarda l’esperienza di Grillo e del movimento 5 stelle. Che ne si apprezzino o meno le posizioni non si puo’ negare che Grillo vi abbia investito tanti ma tanti soldi e tempo. Ed essendo una persona molto nota, e’ riuscito ad avere qualche risultato, ma considera che con tutte le porcherie fatte da destra e sinistra, avrebbe dovuto prendere molti piu’ voti di quelli che ha preso.
E adesso guarda al gruppo di Alternativa fondato da Giulietto Chiesa. Politicamente molto valido, conduce analisi molto corrette sulla situazione politica etc, ma siccome Chiesa non e’ famoso come Grillo, Alternativa non la conosce quasi nessuno.
Ecco la realta’: se non hai visibilita’, non hai neppure seguito.
E quanta visibilita’ pensi possa avere un nuovo partito?
ZERO!
E’ veramente ignobile, sia il fatto del dictat eqitalia, che di equo ha ben poco, sia del fattore finanziamento alle armi con affiancamento armato israeliano.
La costituzione è fondata sul lavoro e ripudia la guerra. a quanto pare il lavoro non è più un diritto e la guerra un dovere. i nostri padri fondatori si stanno girando nella tomba. vergogna vergogna vergogna.
Ho sempre syimato napolitano, ma da qualche mese mi rendo conto che è un discepolo del neoliberalismo…il comunismo ormai è morto cosi come il fascismo….regna solo la dittatura apolitica delle banche tanto il parlamento è schiavo del signoraggio.
mi vergogno di essere italiano, sogno una nuova italia e un nuovo mondo. E non sono i soliti luoghi comuni cacchio!!!!!!!!
POPOLO ARRABBIATI come dice il mitico Don Gallo
siamo schiavetti del potere e paurosi come dei vermi….questo è quello che abbiamo seminato.
peccato siano sparite le vecchie brigate rosse…………almeno avevano i coglioni!!!!!!!!
Caro Luigi, le brigate rosse avevano come simbolo ed erano dirette dalla stella a 5 punte. Non proprio un buon esempio!
Chissà se avere i coglini significa mettere bombe contro gente inerme e indifesa o, rapire e sparare in testa alle PERSONE ONESTE. Comunque anche volendo ammettere che avessero i coglioni, sicuramente non hanno avuto il cervello di capire chi è perchè li armava: IL CAPITALE.
Se fossero stati davvero comunisti avrebbe compreso Marx:
“la teoria sociale ( il metodo per evolvere la società) può soltanto nascere dalle dinamiche sociali ( la realtà). Poichè le dinamiche in quanto tali si trovano in costante “evoluzione” anche la teoria sociale ( il metodo) deve trovarsi in costante evoluzione.”
Se solo avessero compreso questo avrebbero compreso che la lotta armata e ancor di più l’ignobile terrorismo non erano più al passo con le dinamiche sociali!!!
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!!!!!
MAI NESSUNO CREERA’ UNA SOCIETA’ LIBERA DALL’OPPRESSIONE DELL’UOMO SULL’UOMO CON LA VIOLENZA
L’unica cosa che mi sento di dire, è che se un giorno dovessi arrivare al punto di volermi togliere di mezzo, non andrò via da solo….
E visto che di “innocenti” in questo mondo non c’è ne sono, una visita in qualche ufficio pubblico la farei volentieri.
@Lino Bottaro,quale sarebbe il significato della stella a cinque punte?
massoneria che poi è lo stesso simbolo della repubblica italiana sapete??
Provate a leggere i manifesti della “giovnie italia”…….
@Mariano,la massoneria lo ha inventato?….