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Su la Repubblica   leggiamo:

Minaccia strage in sinagoga. Avviso di garanzia al professore

“Il docente torinese ha ricevuto un avviso di garanzia dopo la pubblicazione su Facebook di frasi antisemite e altre affermazioni razziste. Già nel 2007 era stato denunciato per le sue teorie negazioniste.”

Segnalo il fatto che non appare nel titolo  l’aggettivo neonazista, come invece appare in quasi tutti gli altri gionali servi in edicola, nei tram e on line.

Toh,  ecco un altro prof sotto tiro pensai.  Ma chisssà con chi se la sarà presa un professore  ho pensato. Poi ho scoperto che ce l’aveva con il comportamento censorio di Facebook che il nostro identifica come coacervo di eletti.

Ho notato poi una stranezza e cioè  che i giornali non hanno mai messo nei titoli il nome del professore.

Come mai? Allora ho cercato il nome del temerario ed ho scoperto alcune cosuccie (non si dice ad esempio che il Pallavidini ha vinto la causa  del 2007 che Repubblica omette nel sottotitolo.)

Non voglio immischiarmi in argomenti tabù, nè voglio sostenere la violenza e chi la proclama  ma metto in evidenza che quando si parla di antisemitismo i giornali italiani sono sempre avezzi ad usare il trucco della diffamazione.

E proprio mentre cercavo un video di Pallavidini ecco che mi compare l’icona del video sotto

che suona un’altra musica, e svolge una attenta disamina del fenomeno per arrivare

a posizioni  diametralmente opposta a quella dei giornali di regime.  Non potevamo non postarla.

http://www.youtube.com/watch?v=69MaFjUIUq4&feature=related

http://www.21e33.it/pdf/liberticidi/liberticidit/liberticidit07/pallavidini/091106pallavidini-interv.pdf

7 Commenti a “Un nuovo mostro da mettere alla gogna. Anzi no in galera!”

  • egon:

    Andremo fra poco a celebrare la festa della memoria che terrà impegnata la Scuola dei nostri figli da metà gennaio a metà febbraio. Scuola italiana (e ministero nonchè università La Sapienza) monopolizzata dall’influenza ebraica.
    Per i ragazzi delle medie nel mio piccolo paese il sindaco in fascia tricolore tiene un discorso commemorativo sulla scioà accendendo una fiaccola nel cortile della scuola. L’iniziativa parte di regola da militanti del partito PD i quali sono indottrinati ad usare il secondo capoverso di ogni loro discorso per strapparsi le vesti dall’indicibile dolore per lo sterminio degli ebrei nella seconda guerra mondiale.
    Dev’essere ben chiaro a questa gente che ogni avanzamento di carriera per il cittadino europeo contemporaneo sarà determinato dallo zelo mostrato nella causa filosionista.

    Il giorno della memoria, 27 gennaio, è stato istituito in Italia con legge della Repubblica del 2000 (governo dell’ebreo Amato, dottor sottile anti-italiano svenditore dei patrimoni nazionali ai sionisti anglo-americani) su proposta del senatore della ‘nostra’ Repubblica Furio Colombo (ebreo).
    In altri Paesi dell’occidente e della riconquistata Europa orientale altri politici simultaneamente si attivarono per istituire il giorno della memoria arrivando al 2007 quando l’ONU stesso, creatura sionista, proclamò il giorno della memoria dell’olocausto a livello globale.

    Nel frattempo i circoli ebraici americani provvidero a sostituire il termine olocausto col misterioso neologismo ‘shoah’ che è più orecchiabile e avvincente per i bambini.

    In concomitanza con queste iniziative il Sinedrio provvide a santificare i cosiddetti ‘giusti fra le nazioni’. In Italia si creò il mito Perlasca, poi con un profilo più defilato Angela padre di Piero Angela e addirittura la madre Rosa di Berlusconi che avrebbe salvato una ragazza ebrea sul treno Luino-Milano al tempo in cui i Berlusconi, come i De Benedetti, erano rifugiati in Svizzera. La proclamazione di Rosa a ‘giusta fra le nazioni’ avvenne da parte di Netanyhau (mentitore di professione e killer di Rabin) in occasione della visita in Israele di Berlusconi (venditore di tappeti).

    Perlasca è un italiano volontario fascista nella guerra di Spagna 1936-1939 nato a Varese, morto nel 1992 e sepolto a Maserà di Padova. Mai in vita sua riferì in famiglia il fatto peraltro banale di aver falsificato il timbro dell’ambasciata spagnola per gli ebrei a Budapest. Tuttavia nel 1998 Enrico Deaglio esce in Italia (a babbo morto) col libro ‘inventato’ La Banalità del Bene per celebrare le gesta di Perlasca. Enrico Deaglio (ebreo) è fratello di Mario Deaglio marito della ministro Fornero. Mentitori ebrei che ci fottono in tutti i sensi grazie al loro strapotere.

    Fu prodotto una fiction televisiva su Perlasca nel 2002 che la RAI vanta sia stata visionata da dodici milioni di spettatori (povera Italia !).
    Esiste poi una Fonadazione Perlasca gestita dal figlio Franco (ex AN, ex IdV, ex UDC) che assieme alla moglie passa in rassegna tutte le scuole (anche al paese mio) per illustrare la colpa collettiva dei nostri padri nella tragedia dell’olocausto degli ebrei.
    Soci fondatori della Fondazione Perlasca appaiono Cristina Destro, il ministro galantuomo Sirchia, l’ambasciatore d’Israele ecc.

    In altri Paesi europei altri servi volonterosi hanno prodotto sulla stesso cliché altre storie sui ‘giusti fra le nazioni’.

  • archimede:

    Qui bisogna dirlo a voce alta:
    BASTA CON QUESTA SCHIFEZZA DI SIONISTI (CHE NON SONO DI ORIGINE EBRAICA) CHE HANNO SMANTELLATO OGNI DIRITTO FONDAMENTALE IN TUTTE LE COSTITUZIONI DI OGNI SINGOLO STATO SUL PIANETA, QUELLO CHE LORO SI PERMETTONO DI FARE è PURA ISTIGAZIONE ALLA VIOLENZA, QUELLA VIOLENZA CHE GIORNALMENTE LORO STESSI FANNO A DANNO DI ALTRE POPOLAZIONI CHE NON LA PENSANO COME LORO,MA CHE VOGLIONO ESSERE LIBERI DA OGNI DITTATURA MENTALE IMPOSTA CON LA FORZA E LE MINACCE-

  • peppino:

    Che problema c’è mandali a fare in culo e continua con il tuo lavoro di professore ed educatore se sei nel giusto e lavori secondo coscienza ed onestà intellettuale devono schiaffarti la faccia in culo!

  • illupodeicieli:

    Il punto è che non c’è libertà di esprimere le proprie idee,nè di sostenere eventuali convinzioni: e non lo dico perchè a fine mese,giorno più giorno meno, ricorre la giornata della memoria (che Dio abbia in gloria tutte le anime dei caduti nella seconda guerra mondiale, prigionieri compresi), ma soltanto che il clima che si respira in questi ultimi anni e che ha visto chiudere siti e blog (uno salvo errore nel sud e soltanto perchè riportava eventi di cronaca politica ) e le continue affermazioni nei media relative a chi nega, appunto, l’olocausto o se si preferisce il fatto che gli ebrei siano stati perseguitati dai regimi fascista e nazista. Ora non nego niente del genere ma sono convinto di due cose: la prima è che sia un mio diritto quello di andare e spulciare le carte ,in originale o in copia, via internet o di persona, dei fatti relativi a quel periodo: aggiungo che è cosa difficile se,già oggi,almeno in Italia la legge sulla trasparenza degli atti pubblici non funziona, se non puoi aver accesso agli atti relativi alle spese di vari enti pubblici, della camera o del senato, e se ci sono atti relativi a fatti di decine di anni fa,ma comunque del secondo dopoguerra, che sono ancora secretati; la seconda è quella che è mio diritto quello di non sentirmi in colpa per fatti avvenuti, oltre tutto, ben prima che io nascessi e quindi non devo essere ,ad esempio , tassato per risarcire discendenti di persone che avrebbero subito violenze e persecuzioni: ma non perchè questo non sia avvenuto (da dimostrare che sia stato un mio antenato diretto, ad esempio: impossibile perchè ad esempio mio padre e mia madre erano bambini in quegli anni e i miei nonni erano già sottoterra) soltanto che andando sempre più a ritroso si dovrebbero ricordare fatti e crimini che non è bene ricordare con quello scopo. Ossia: se lo scopo è quello di chiedere risarcimenti perenni, o quello di far sentire le altre persone di religione ,razza, paese, in colpa , secondo me è sbagliato e alla lunga dannoso perchè porta a serbare rancore ,giusto o sbagliato che sia, ma il risultato è quello. Non per banalizzare ma è come chi vuole perdonare ma anche ricordare: o ci metti una pietra sopra oppure vivi per ricordare chi è stato, che cosa ha fatto e continui a cercare i discendenti del colpevole. Ricorda, certo modo di comportarsi, le faide: c’è chi ci/si incolpa di avere invaso e trattato in maniera schiavista e criminale, la Libia e la Somalia e l’Etiopia . E’ vero , è successo, ma chi è nato due mesi fa o 15 anni fa,non ha colpe: e se vuole sapere ,da scolaro o da semplice cittadino come sono andati i fatti, dovrebbe essere libero di porsi domande e non , magari, rapito da agenti somali o libici o etiopi, e poi rinchiuso in un carcere. Fare domande oggi è pericoloso al pari di esprimere opinioni diverse: parafrasando Grillo, devi essere convinto e dire di sì “senza se e senza ma”. E ciò vale, sembrerebbe, per tutto ciò che viene detto dai media ufficiali (che sono l’organo di propaganda di chi governa). Forse se ci fossero meno etichette i giovani potrebbero fare qualcosa di buono in tutti i sensi: qualcosa per tutti, perchè oggi più che mai, invito tutti a partire dai miei figli a “pensare solo a se stessi” ben sapendo in cuor mio che è sbagliato e che nè io nè loro hanno ricevuto insegnamenti in tal senso. Ma i tempi sono cambiati e anche,evidentemente, le posizioni del Professore in questione (ricordo anch’io cose ben diverse).

  • woland:

    Che si fottessero con le loro giornate di memoria a senso unico.
    Quanto alla sciuscià, ormai non interessa più a nessuno in che misura fosse vera.
    Annoia a morte e basta. Non è più un fenomeno significativo, parliamo d’altro.

  • woland:

    Dimenticavo: quello che invece è attualissimo e molto importante è di difendere la libertà di espressione dagli attacchi della psicopolizia.

  • Gerog:

    La libertà di pensiero e di parola non esiste.
    La repressione – e il suo grado di severità – varia a seconda degli stati, ma è sempre sempre in agguato.
    Tacere significa essere complici.

    Testa alta e schiena diritta.

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