Categorie
VISITE
Ti ringraziamo per essere passato sul nostro blog! Torna a trovarci presto!

Di Agostino Loffredi • 10 gen, 2012

Oggi il presidente siriano Bashar al-Assad ha parlato alla nazione con un discorso trasmesso dalla tv di Stato. Un evento che si è verificato pochissime altre volte durante gli ultimi dieci mesi in cui una rivolta popolare sta seriamente mettendo a rischio il suo regime.

Assad s’è scagliato principalmente contro la Lega Araba, da cui la Siria è stata sospesa, pur essendone uno dei paesi fondatori, in virtù delle sanzioni che le sono state imposte nel tentativo di porre fine alla sanguinosa repressione delle manifestazioni messa in atto dal regime.

In questo momento in Siria si trovano gli osservatori della Lega Araba, incaricati di monitorare la situazione sul campo e verificare se, come sostiene Assad, le violenze nel paese siano state il risultato dell’azione di gruppi armati di terroristi contro cui il regime ha dovuto difendersi, o se, come ritiene gran parte della comunità internazionale sulla base delle informazioni provenienti dalle organizzazioni per i diritti umani, il regime abbia impiegato l’esercito per reprimere nel sangue quelle che inizialmente, e in parte anche ora, sono manifestazioni di protesta pacifiche da parte dei cittadini.

Assad dunque è convinto, e lo ha ribadito anche oggi, che contro il suo governo è in corso un complotto esterno organizzato dall’occidente in accordo con i paesi arabi.

 

“La maschera è caduta da questi volti”, ha detto. “Nessuna persona saggia nega che siano in opera cospirazioni internazionali tese a diffondere la paura [in Siria]. Ma questa volta sono state condotte con l’aiuto di persone interne”.

E contro i paesi arabi, alludendo principalmente alle monarchie assolute del Golfo, si è provocatoriamente chiesto “Il primo parlamento in Siria risale al 1917, dove erano allora? Sono nella stessa condizione di un medico che fuma e, con la sigaretta accesa in bocca, consiglia al suo paziente di smetterei fumare”

Tuttavia Assad a detto che il suo paese non avrebbe chiuso le porte a una soluzione mediata con i paesi arabi per porre fine alle violenze ma a patto che venga rispettata la sovranità della Siria e ha dunque parlato di riforme “Qual è il rapporto tra le riforma e il complotto internazionale? Se formuliamo e approviamo una riforma dello Stato, fermeranno i loro piani?” ha chiesto. “La riforma fermerà il terrorismo? Sarà una cura al terrorismo se cambiamo legge elettorale?

Infine, come la prassi della buona retorica impone, Assad ha esortato siriani a rimanere saldi rassicurandoli che “la vittoria è vicina” e che forze esterne “non hanno trovato un punto d’appoggio nella rivoluzione che avevano sperato”.

11 Commenti a “Il discorso di Assad alla Siria”

  • C’e’ da considerare il ruolo delle comunicazioni web e dei social network sapientemente manipolati da chi ne ha la dominanza internazionale nello spiegare la direzione che prendono le cosiddette rivoluzioni colorate. Basta un pc, skype e un database dell’intelligence sui residenti insoddisfatti per inscenare una manifestazione da qualche oscuro ufficio in una periferia occidentale. Il grimaldello per fomentare e dirigere rivolte contro nazioni sovrane nel mirino di interesse ostili e’ il modello di web aperto fonte di liberta’ ma anche vulnerabilita’ cronica proveniente da parte di chi ne puo’ disporre la dominanza. Sono convinto che bisogna riformare il funzionamento fin qui aperto del web e delle sue comunicazioni se si vogliono decidere diversamente le sorti della cyberwar e avere qualche possibilita’ di contrastare le manipolazioni ostili esterne. Io sono per i firewall e i filtri nazionali onde evitare una decisa “internazionalizzazione” dei conflitti civili locali.

  • Tiziano:

    Vorrei veramente riuscire a capirci qualcosa per quanto riguarda la Siria…ci sono giornalisti che ci sono stati o che ci sono attualmente che possono raccontare qualcosa di preciso?Le notizie che circolano sono opposte fra loro come il bianco e il nero.
    Grazie!
    Tiziano

    • freak70:

      per tiziano
      Fulvio Grimaldi è appena tornato da Damasco. A breve suppongo un suoi articolo.
      Fulvio presenterà Martedi 17 ore 21 presso il Circolo Ribalta di Vignola (mo) con ingresso rigorosamente gratuito il suo docu film Maledetta Primavera e sicuramente risponderà a domande inerenti la Siria

  • giorgio:

    Come ha detto George Galloway, le nazioni mediorientali sono una collezione di dittature e governi fantoccio guidati da Washington. Anche in Yemen ed in Barhein ci sono scontri con manifestanti pacifici uccisi dal governo. Qual’è la differenza tra le nazioni dove i terroristi occidentali intervengono e le altre? Il petrolio. La Siria non ha molto petrolio è vero, ma è un importante alleato dell’Iran e, in caso di attacco a quest’ultimo da parte di Usa e israele, potrebbe creare problemi.

    Il generale americano Wesley Clark http://www.youtube.com/watch?v=xBgRAWHJ89U
    ha rivelato nel 2007 che washington ha programmato da anni l’invasione e la conquista di 7 nazioni in 5 anni: Iraq, Siria, Libano, Libia, Somalia, Sudan e Iran. La Siria quindi fa parte di questo piano per arrivare all’Iran.

    Come si è visto in Libia http://www.youtube.com/watch?v=E-Tn_wtGrng, le organizzazioni per i diritti umani sono il cavallo di troia per le “operazioni umanitarie”, le peacekeeping missions dei governi occidentali. I ribelli “pacifici” compiono stragi che poi le organizazioni umanitarie attribuiscono al governo da rovesciare. A volte, come nel caso dei 10 mila morti
    da parte dell’aviazione libica, il crimine non è mai avvenuto, ma intanto le Nazioni UNite si sono già espresse in favore di dell’”intervento umanitario” per difendere i civili.

    Giornalisti non allineati hanno dimostrato che anche in Siria stanno operando veri terroristi nel tentativo di rovesciare il governo di Assad a favore dei governi occidentali, sparando sulla folla e contro le forze di sicurezza, per creare il caos, l’instabilità.

    Come ho già detto, per quanto mi riguarda, i viscidi vermi occidentali non hanno più credenziali.

  • Alvise:

    In Siria si sta rappresentando lo scenario libico secondo il clichè della guerra di Cecenia e della Costa d’Avorio 2011 usando mercenari di Al Qaeda affiliazione CIA.

    Ieri a Homs città di confine si stava svolgendo una manifestazione pro-Assad quando un colpo di mortaio uccise otto civili pacifici e un giornalista francese. Il Corriere non precisava ieri che la manifestazione era pro-Assad ma richiamava alla mente la tesi tendenziosa dei media occidentali corrotti secondo cui la città di Homs è anti-regime.

    L’uccisione del giornalista francese darà risonanza alla tragedia di Siria vittima delle macchinazioni sataniche sio-yankee-wahabite, così come l’uccisione della Cutuli nel 2001 in Afganistan permise di creare eroi e far scaturire pathos pro-occidentale e l’omicidio della Politkovskaya sanciva la perdita della Cecenia a favore di Putin sacrificando la donna (cittadina americana di famiglia ucraino-ebrea-sovietica) ormai inutile che si stava ritirando a vita privata ma su cui avevano investito soldi facendola diventare una imperitura icona che avrebbe macchiato la figura di Putin grazie ai simultanei sforzi falsificatori dei media russofobi.

    Assad vincerà la guerra sconfiggendo risolutamente i terroristi in patria sua armati dai dissoluti emiri del Golfo arabico-persico con artiglieria pesante.

  • archimede:

    Trovare Sponsor onesti e organizzarsi, nel giro di 24 ore non esisterebbe nessuno di questi stramaledetti governi e coloro che stanno portando avanti tutte queste barbarie nei confronti di tutti noi, PRIMA COSA SONO DA ELIMINARE I MASS MURDER MEDIA, senza di loro sti sciacalli e avvoltoi non hanno alcuna chance di sopravvivere-

  • La situazione è cambiata. Il mondo ha aperto gli occhi. Le manovre israelo-americane sono state scoperte. Hanno capito tutti che i “pacifici ribelli” altro non sono che terroristi al soldo della CIA.
    Ma il colpo di grazia al sistema delle rivoluzioni colorate di sangue l’hanno dato la Russia – che ha mandato la sua flotta nel porto di Tartus e ha chiesto all’ONU un’inchiesta sui crimini di guerra della Nato – e la Cina – che si è rifiutata di sanzionare l’Iran, come le era stato chiesto dagli USA-
    La situazione si è capovolta. NO FLY ZONE non ne esisteranno più e i veti russo e cinese non permetteranno più che un branco di disperati a corto di risorse energetiche distrugga interi Paesi a ammazzi migliaia di innocenti.
    Se volete essere informati su questo teme seguite i siti russi “Russia Today” e “RIA NOVOSTI”.

  • Gino:

    Per capire cosa vuole che accada in Siria l’occidente,basta leggere il Corriere della notte
    di Milano, giornale in mano ai poteri forti,ormai il vero governo ombra italiano.
    Non ci vuole molto a capire che vogliono un’altra Libia.

  • giorgio:

    Diverse fonti dichiarano che i ribelli della Free Syria Army, come i “pacifici manifestanti” libici del Lybian Islamic Fighting Group, sono stati addestrati, equipaggiati e supportati dalle forze speciali inglesi, americane e francesi.

    http://www.atimes.com/atimes/Middle_East/ML02Ak01.html

    http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=28529

    http://www.infowars.com/syria-blames-al-qaida-for-bomb-blast/

    http://fulviogrimaldi.blogspot.com/2011/11/democrazia-per-tutti-siria-libia-egitto.html

    La LIFG libica era considerata dalle Nazioni Unite e dal National Counterterrorism Center come un organizzazione terroristica, tanto da essere inserita in questa lista http://www.nctc.gov/site/other/fto.html.

    C’è da dire che in questa lista è inserito anche la resistenza del Fronte di Liberazione della Palestina. Questo dimostra che se combatti contro gli imperialisti che occupano la tua nazione sei un terrorista che vuole la distruzione dell’occidente libero e democratico, se invece fai esplodere le autobombe al mercato per destabilizzare il governo inviso agli anglo-USraeliani, sei un combattente per la libertà.

    Come devono essere considerati invece gli agenti dei servizi segreti occidentali che travestiti da arabi piazzano bombe in mezzo alla folla e sparano ai poliziotti?

    http://www.youtube.com/watch?v=fCxqLgWuiTA

  • NEO:

    Preferirei vivere in una “”"”dittatura”"” come l’Iran e la Siria, che in questa americana/israeliana/europea.
    Forse morirei giovane cmq, ma almeno non per mano di merde putride.

  • Del Gatto:

    chi scrive l’articolo dovrebbe evitare di usare la parole ‘regime’ perche’ richiama
    ad un governo corrotto e criminale.

Lascia un Commento

Gianni Lannes
Corso Nuova Fotografia
Antonella Randazzo
FreePC
SCIE CHIMICHE