Categorie
VISITE
Ti ringraziamo per essere passato sul nostro blog! Torna a trovarci presto!

Il Prof. Michael Hudson discute apertamente le basi teoriche del ripudio del debito pubblico.

Rincorrere l’interesse composto è matematicamente un’assurdità perché il debito non smetterà mai se non quando uno lo ripudia.

Quella che per noi è una schiavitù, per il pianeta diventa una condanna a morte. La matematica dell’interesse composto, insaziabile, non conosce le limitazioni fisiche della natura dalle quali deve estrarre i guadagni. Per non far crollare il sistema sono necessari sempre nuovi prestiti, nuova monetizzazione di qualcos’altro, ma il debito accumulato non è mai estinguibile. Ovviamente le cose che una volta erano considerate sacre ora vengono segnate su un cartellino con il relativo prezzo.

 Tra quelli che si sono interessati a questo tema citiamo il Goethe, ne “Il faust” e Benigni (lo vediamo proprio nel video).

E prima di tutti raccontano questo i Mesopotami con il loro diritto e le loro tavolette. Si tratta dell’illegittimità di un sistema centrato sul perpetuo aumento della base monetaria prestito che è necessaria per far fronte agli addebiti dell’interesse.
E gli islandesi e gli irlandesi? E la politica pro- finanza di Barack Obama e Angela Merkel? Abbiamo anche il tempo di vedere quale delle scelte a nostra disposizione funziona meglio.

9 Commenti a “La matematica del ripudio del debito”

  • Alvise:

    Si può ben constatare che i poteri costituiti mai parlano di restituire il debito in conto capitale, con ciò azzerando l’obbligo di devolvere interessi a chi (oggi banche private) crea moneta, tutt’al più qualche zelante politico che obbedisce ai suoi burattinai dietro le quinte invita ad ”abbattere” (parzialmente) il debito dando così motivo di privatizzare patrimoni e aziende pubbliche. Si priva così lo Stato di risorse il chè porterà ben presto a incrementare il debito in base a un circolo vizioso che dissangua chi lavora per vivere.

    In India che è la più grande democrazia del mondo i debiti si tramandano di padre in figlio. Ciò crea le condizioni per cui le famiglie vendono i bambini, i padri di famiglia vendono i reni per morire pochi anni dopo e i contadini si suicidano a ritmi crescenti. E’ la democrazia, stupido ! Democrazia usuraia dove siamo finiti anche noi colonizzati sotto il vessillo anglo-sion-americano.

    PS: Angela Merkel con quella serafica espressione beota non rappresenta minimamente la nuova egemonia tedesca e niente capisce. La BCE è dei Rothschild imparentati coi Goldaman, Warburg. La famiglia !
    La Merkel come Sarkozy come Cameron come Obama (tutti figli di madre …) come Napulidano sono pedine parassite della finanza predatrice e guerresca. Ricordiamocelo per quando verrà il giorno …

  • alboino:

    Certo che è impagabile, lo dice la matematica, ed i numeri non sono come le parole al vento.
    Tutto il sistema debitorio creato dall’economia finanziaria, è costituito da enormi schemi ponzi.
    Il problema che in pochi sembrano rendersene conto, e penso che talvolta ciò sia adovuto alla troppa semplicità del sistema, tanto semplice che non sembra vero.

  • Se non dà in prestito sempre più soldi il Sistema crolla.
    Quando – è una questione di mesi – ci obbligheranno a prendere in prestito decine di milioni di miliardi di euro e a pagare i relativi interessi degli interessi degli interessi, salterà tutto con effetti superiori a quelli di una bomba atomica.
    E’ assurdo, infatti, costringere persone già ridotte alla fame più nera a pagare sempre più spesso tasse dell’ordine di migliaia, poi decine di migliaia e poi dicentinaia di migliaia di euro……
    A quel punto non sarà più necessaria la rivolta fiscale. Quelle tasse non le potrà pagare nessuno e allora il Sistema crollerà su se stesso, trasformando l’Europa e l’intero pianeta nell’ammasso di ruderi che gli extraterrestri si ritroveranno tra i piedi tra qualche millennio.

  • Qui è spiegato molto bene come è stato creato il debito e perchè non finirà mai!
    http://www.youtube.com/watch?v=xUjEz-_bMcQ

    Il pezzo è tratto dal film “El Concursante”, che consiglio di vedere per intero e che essendo contro le banche è stato censurato un pò ovunque, in europa non è mai arrivato.
    http://www.myspace.com/video/menphis75-com/el-concursante-sottotitoli-in-italiano/54364582

    • Ale:

      Quel film l’ho visto. L’attore protagonista è argentino ma la produzione è spagnola e portoghese.
      Curiosamente, uno dei produttori de “El concursante” è una banca portoghese piuttosto grande, il Banco do Espirito Santo.
      Non è un segreto, è nei titoli di coda.

  • peppino:

    Le banche attraverso la truffa del signoraggio ovvero la produzione di denaro dal nulla e senza valore intrinseco copertura in oro, e con i relativi interessi si appropriano delle ricchezze reali e del lavoro che queste ricchezze necessitano per essere estratte o prodotte.
    Chi ha il potere di stampare moneta è in realtà padrone del mondo intero e noi tutti schiavi. Ecco perchè ho deciso che allo stato che mi chiederà di pagare le tasse perchè c’è da pagare il debito pubblico, risponderò che incominci a succhiarmelo poco poco il peccato originale del debito che ci tramandiamo di generazione in generazione cancellato con un succhiotto.

  • Lorenzo Acerra:

    Finanza e politica a essa collegata si sono buttate a capofitto nell’impresa di cercare, per un po’ di tempo, di mantenere in piedi una impalcatura sistemica destinata matematicamente al collasso. (Valerio LoMonaco 2010)

    di Valerio LoMonaco ( fonte: il ribelle )

    Una via d’uscita c’è: il ripudio del debito. L’uscita dall’Euro.

    Tecnicamente molto semplice. Eticamente sacrosanto, visto quanto ci ha fatto di male sino a ora e ce ne farà. E di fatto anche auspicabile, malgrado ciò che la cosa comporta, se si raffronta l’operazione allo schianto al quale stiamo comunque andando incontro. Le bancarotte sovrane sono in ogni caso dietro l’angolo. E sono inevitabili.

    Certo, il ripudio del debito comporta in ogni caso momenti durissimi per i popoli. Immaginiamo una Grecia che decidesse di ripudiare il debito e di uscire dall’Euro. Farebbe fallire le Banche, nazionalizzerebbe il sistema finanziario ed economico (e la Bce lo prenderebbe in quel posto), la moneta tornerebbe di Stato, ovvero propria, e ricomincerebbe tutto da capo. La nuova Dracma sarebbe fortemente svalutata. Fatto dolorosissimo per la popolazione greca, ma solo temporaneamente. Perché quella nuova moneta – propria moneta, e non della Bce e di chi la possiede, ovvero dei privati – diverrebbe presto competitiva. Sacrifici e perdita di ricchezza monetaria imponente, sulle prime. Ma con un futuro davanti. Futuro che ora invece non c’è.

    E se la cosa si estendesse? Sarebbe in pratica una guerra mondiale dei creditori contro i debitori. Ma delle due l’una, i governi dei vari Paesi dovranno scegliere presto, in ogni caso, tra ripudiare i debiti e uscire dall’Euro oppure dissanguare le proprie popolazioni per ripagare i debiti. Brutalmente: scegliere se fare gli interessi delle Banche o quelli dei popoli. Probabilmente faranno quelli delle Banche finché sarà possibile. Dopo di allora, però, sarà inevitabile il ripudio.

    Vorrei ricordare, a chi storce il naso di fronte a una soluzione così drastica, che ci sono dei precedenti piuttosto autorevoli. E per inciso, provengono proprio da chi può sembrare più insospettabile. Il ripudio del debito ha una tradizione molto antica proprio negli Stati Uniti. Nel decennio del 1840, Maryland, Pennsylvania, Illinois, Indiana, Michigan, Arkansas, Louisiana e Florida ripudiarono totalmente e in modo permanente il proprio debito pubblico, dopo il panico del 1837 e 1839 creato con un boom infazionistico dalla Second Bank of United States.

    Specie per quei Paesi che hanno un debito detenuto da stranieri, dunque, sarebbe un bel colpo: da un giorno all’altro, a pagare il conto sarebbe proprio chi la crisi ha creato, ovvero chi detiene quei debiti pubblici. E certamente non sarebbero i cittadini a pagare il prezzo più alto. Di fronte a uno schianto inevitabile, dunque, dopo un prosciugamento inutile delle proprie esistenze, non è forse più logico, e comunque meno utopistico, ripudiare il debito con tutto ciò che esso comporta, ma con qualche prospettiva di salvezza?

    Beninteso: nessuno lo farà finché non sarà costretto. E in questo è il male. Perché prendere quella decisione lì quando si sarà con le spalle al muro e dopo aver subito anni e anni di tagli e prosciugamenti – cosa comunque inevitabile – sarà molto, ma molto peggio che farlo ora, dove qualche margine di riuscita c’è.

    Però, anche facendo sacrifici (comunque destinati a una rinascita) non sarebbe male, ripudiare il tutto, e lasciare lor signori con tante cambiali con le quali potrebbero solo asciugarsi le lacrime, o no?

  • bruss:

    io sono un disoccupato e non percepisco un soldo da tanto ma lo stato non ne vuol sapere nulla devo pagare lo stesso che devo fare ??? be ma nulla ho deciso che non pago voi dite che finirò in carcere????

    • Lorenzo Acerra:

      la tua forza non e’ solo in quello che hai in tasca. Molti di noi hanno in tasca molto piu’ moneta debito di te. Ma la forza di una persona dipende dalla immaginazione passione e perseveranza. Se il team Italia riuscira’ ad arrivare al reddito di cittadinanza (Domenica de Simone, vedi anche IL DEBITO NON SI PAGA! (Editori Riuniti)), ora non te lo so dire. Se non ci riusciamo, allora i piu’ deboli saranno le vittime anche 2-3 milioni di persone anche 15 milioni. Se vai in galera aumentera’ il debito pubblico, speriamo di no! Scherzi a parte, il sistema del signoraggio e’ cosi’ assurdo che mi meraviglio che i problemi li stiamo pagando noi top-7 del G-20, cosi’ presto. Pensavo che avrebbero pagato solo i paesi in via di sviluppo. Ma invece e’ arrivato il nostro turno. Forza, tocca a noi ..meno male, perche’ dovevano soffrire l’assurdo solo gli altri. Immaginazione passione e perseveranza.

Lascia un Commento

Gianni Lannes
FreePC
Antonella Randazzo
SCIE CHIMICHE
Corso Nuova Fotografia