Da un amico prezioso, M.A.A., ho ricevuto una bellissima lettera, di cui voglio condividere una frazione, che ho intitolato
Penso che in momenti di incertezze e convulsioni è difficile mantenere un equilibro interiore che permetta una visione chiara, equanime e spassionata dalle cose, dalla Vita e da se stessi.
Per questo motivo ogni sforzo deve essere indirizzato a centrarsi in sé, avendo una visione chiara di se stessi, allo scopo di consolidare la coscienza interiore.
La realizzazione del vero amore esige di essere canalizzata attraverso il silenzio. Il silenzio è il primo valore della Vita spirituale, tacere affinché il silenzio sia il testimone, tacere affinché il silenzio acquisisca la prima negazione di se stesso, e dia attestazione, per questa rinuncia, dell’ amore vero. Solo il silenzio può dire tutto, perché ha rinunciato a dire, il silenzio apre all’ anima la dimora interiore, è semplicemente vuoto, è quello spazio in cui niente ha fretta né importanza, dove tutto si trattiene….
Solo per amore e dono si può ottenere il silenzio interiore, che riempe l’anima di un perfetto vuoto dal quale sorgeranno le piu belle vibrazioni…
Comunicare partecipazione ed aiuto prima di riceverli.
Essere silenzio prima di essere voce , fuoco prima di essere fiamma, alleggerire la convivenza umana prima di essere carico…
L’anima non ha bisogno di linguaggi, la comunicazione è cosi chiara…
Quando ci poniamo una domanda, il più delle volte questa si ferma alla superficie, e la risposta non può far altro
che cadere nell’ aneddotico, e questo non mi piace; non cerco l’esotico, cerco semmai la fonte, anche se non è facile,
ma vado comunque a cercarla, raccogliendo ogni esperienza nel cuore e ringraziando per la bellissima possibilità di viverla e basta. Questo vuol dire essere in contatto col proprio cuore.
Grazie per queste poetiche parole! E per questa bellissima foto di una farfalla in Tibet.
Non è per caso che i mistici di ogni popolo e latitudine abbiano suggerito il silenzio come risorsa per accedere alla propria anima, al linguaggio segreto della natura e del cosmo, ed a quella dimensione reale in cui il silenzio della mente, delle parole e dei pensieri, schiude le porte per la Vera Conoscenza.
Molti ripetono dei mantra, oppure dicono il rosario in maniera mantrica, e pensano che ciò sia meditazione. Non è così. Ripetere parole ci mantiene ancora in uno stato mentale, le frequenze cerebrali sono ancora accelerate. E’ necessario fermare il processo per accedere alla frequenza Alfa del nostro cervello, quella del dormiveglia, del rilassamento totale, per lasciare spazio all’inconscio ed alle fonti segrete del nostro Essere. Solo in questo spazio sacro può emergere la consapevolezza, e col tempo e con l’esercizio, anche la coscienza totale, l’unità con la Natura, con tutti gli esseri, con l’Esistenza. Ed il silenzio interiore ed esteriore è la via da percorrere.
UN UOMO SACRO AMA IL SILENZIO
Un uomo Sacro ama il silenzio, ci si avvolge come in una coperta:
un silenzio che parla, con una voce forte come il tuono,
che gli insegna tante cose.
Uno sciamano desidera essere in un luogo dove si senta solo il
ronzio degli insetti.
Se ne sta seduto con il viso rivolto a ovest, e chiede aiuto.
Parla con le piante, ed esse rispondono. Ascolta con attenzione
le voci degli animali. Diventa uno di loro.
Da ogni creatura affluisce qualcosa dentro di lui. Anche lui emana
qualcosa: come e che cosa io non lo so, ma è così.
Io l’ho vissuto.
Uno sciamano deve appartenere alla terra: deve leggere la natura
come un uomo bianco sa leggere un libro.
Cervo Zoppo, Sioux-Lakota

































Condivido molto questo articolo, ed è la cosa più difficile da mettere in partica, soprattutto in un momento come questo dove l’attenzione è focalizzata su ciò che ci sta accadendo specie in questo ultimo mese… stamane dalle prime notizie del telegiornale ho sentito la voce della dittatura più forte che mai e la mia mente è caduta nella trappola del condizionamento e del panico… è facile cadere nelle trappole… ma in effetti se si cerca di riportare il silenzio e la quiete sia nel cuore che nella mente… ella non può fare altro che calmarsi e riportarsi al momento presente al “qui e ora”… la libertà di ogni essere è racchiusa nella capacità di autogestire le emozioni e di ascoltarsi senza cadere nella trappola del giudizio… è questo lo sforzo che ci vine chiesto dal nostro IO… se siamo capaci di realizzarlo avremo conquistato il nostro mondo… che non è mai fuori di noi… grazie per le belle parole della poesia… mi hanno aiutata stamane! grazie!
Cara Raffaella
grazie a te, e ricorda: noi siamo testimoni di questi tempi bellissimi e
durissimi.
Non dobbiamo tuttavia lasciarci coinvolgere emotivamente,
dobbiamo mantenere salda la coscienza cristallina ed osservare.
Per amore verso noi stessi.
Buonissima giornata!
e.g.
Mi unisco ai ringraziamenti per un articolo che rispetto ad altri apre le porte alla speranza, finalmente un articolo che infonde serenità e non il solito catastrofismo o complottismo per ipotetiche guerre nucleari o battereologiche o solari o magnetiche imminenti che hanno come effetto quello di farci sprofondare nell’angoscia; se proprio ci dovranno essere (vista la mole impressionante di articoli su SL a riguardo) godiamoci nel silenzio e nella gioia le oramai poche (ipoteticamente parlando) giornate da vivere, infatti che senso avrebbe spendere il poco tempo rimasto nella paura e nella angoscia ? O è meglio vivere pienamente ogni giorno nella gratitudine e nella gioia come fosse sempre l’ultimo ?
A riguardo poi del silenzio che ognuno di noi dovrebbe investire, non dico che tutti dobbiamo raggiungere le vette silenziose degli sciamani, ma visto che la stragrande maggioranza dell’umanità vive “normalmente”, abbandonarsi nel silenzio della mente un po’ di tempo al giorno non farebbe male, anzi, richiamerebbe forze inaspettate, purtroppo sempre la maggioranza di noi fatica a farlo o a dire il vero rifugge dal silenzio perchè teme ciò che emergerebbe dal di dentro, ovvero di non aver vissuto affatto la vita, o di aver sofferto troppo in passsato e rifuggire cosi agli echi del dolore che fu, perciò si riempie di rumore e cose per stordirsi a tal punto da non sentire più la voce della vita riposta dentro ognuno di noi.
Caro Fabrizio
credo di aver capito che in questo momento il gioco sia proprio quello
che tu indichi: avere intorno il marasma, la confusione, ed anche la
follia, ma riuscire a restare osservatori attivi e consapevoli, senza
lasciarsi coinvolgere emotivamente nell’ansia, nella paura e nello
sconforto.
A questo serve la negatività esterna, a farci prendere coscienza che
in noi stessi giace un laghetto tranquillo di pace e Coscienza…
Perciò godiamoci la vita e le sue bellezze, che sono innumerevoli,
viviamo ogni giorno ogni istante come se fosse l’ultimo, e brindiamo
alla meraviglia della Gioia, della Vita e dell’Amore.
Commenti come il tuo e come quello di Raffaella, mi allargano il cuore,
perché mi fanno sentire la parte sana e bella dell’Umanità: quella
consapevole. Il resto è…transitorio.
e.g.
Invece in questo periodo si deve essere duri ed incazzati per difendere i propri diritti e quelli degli altri.
Poi dopo ci si potra` anche riposare finalmente in silenzio e relax…
Bellissimo articolo! ti dona l’amore..grazie..
non è sempre facile mantenere un atteggiamento così..
io ci sono riuscito per un periodo di 2 mesi…ora mi sto concentrando per riappropriarmi di quella magia con impegno e costanza..mi aiuta molto per il cambiamento che sta avvenendo..
Grazie
Namastè
dario
ci sono sempre alti e bassi, ed anche momenti di confusione
e sperdimento…L’importante è riprendersi, sapere in che
direzione si vuole andare.
Poi, pian piano, col tempo, il nuovo sentire si rafforza e cristallizza.
Questo è il segreto: anziché cristallizzare emozioni e pensieri
negativi, impegnarsi per dare una svolta positiva alla nostra vita,
una conquista di benessere e gioiosità.
Grazie per il tuo commento.
Namasté.
Signor Carunchio,con la durezza e la incazzatura non vai tanto lontano e si rischia il comportamento del bambino viziato….
conosci la leggenda del salice? esisteva secoli fa un medico giaponesse che studiaba anche le teniche di combatimento,recandosi i Cina per aproffondire i suoi studi,ma contrariato dei suoi insucesi,si ritirò in mediatazione per 100 giorni,e un giorno, dopo una forte nevicata,ossevò che il pesso della abondante nevicata aveva spezzato i rami degli alberi piu robusti che erano cosi rimasti spogli,ma vide anche che un albero rimasse intatto,era un salice dei rami “flesibili”ogni volta che la neve sembrava spezzarli,questi si fletevano,lasciandola cadere,riprendendo subito la sua forma originale…questo impresionò al medico che intuendo la importanza del principio della non resistenza lo aplicò alle arte marziali,creando le basi di una delle scuole piu antiche di JuJutsu…
Sai ,penso che il Silenzo di cui si parla nel articolo vada oltre al silenzio di spa e centri benessere per momenti di “relax”…e che sia ben piu profondo del solo fatto di tacere.
Buona giornata!
..ok capito, dunque se uno ti sta aggredendo per ucciderti cosa fai? Gli racconti la parabola o ti pieghi come fa il salice? Non sarebbe meglio sparagli in fronte? Mi spieghi..
@Elisabetta
Poesia e ottimo imput per ricordarci la nostra importanza in questo transito.
E’ vero, la confusione che regna, rischiando di creare forti disagi emotivi, è tanta.
Personalmente mi rendo conto che ultimamente “mi boicotto” un po’ troppo spesso, facendomi “avvolgere” dalla rabbia collettiva che inevitabilmente modifica “lo stato del sentire”.. per ora mi sto salvando in calcio d’angolo e il “compito” più importante è la perseveranza e fare in modo che diventi “normalità”, e il SILENZIO è sempre stata per me una carta vincente, ma son sincera: a furia di “ascoltare” l’esterno non vorrei cadere nell’inganno della classica persona che predica bene e razzola male.. sarebbe vergognoso.. Perciò sono l’ennesima persona che ti ringrazia per questo articolo che ci rammenta CHE NON SIAMO SOLI IN QUESTO CAMMINO, che le distanze non esistono e che è “vitale” mantenere la coerenza ad alti livelli.
Buonissima continuazione.
Cara Elisabetta,
grazie per questo dono prezioso.
Siamo bombardati da una miriade di messaggi, suoni, informazioni… dal caos totale. Quando mai troviamo un momento di silenzio nella nostra quotidianità?
Il silenzio é sacro.
E se riuscissimo a comportarci come semplici OSSERVATORI che guardano il succedersi degli eventi in maniera DISTACCATA forse non alimenteremmo tutto il caos che regna oggigiorno (considerando la fisica quantistica e la legge dell’attrazione)!!
Un abbraccio affettuoso
laura
Cara Laura
hai toccato un argomento topico: la corresponsabilità.
Infatti si può anche essere benevoli, saggi e non aggressivi; ma se non
si osserva con distacco, se si giudica e commenta, se ci si fa prendere
dall’ansia e dalla paura, si ALIMENTA egualmente la mente, l’inconscio
collettivo, la distruttività.
Era la sana ATARASSIA suggerita da Democrito e poi ripresa dagli Stoici
e dagli epicurei…
Difficile da praticare, ma non impossibile!
E la cosa più bella è condividere lo spazio sacro del Silenzio con altri umani…
Un abbraccio a te.
e.g.
GRAZIE A TUTTI PER I VOSTRI COMMENTI!
Articolo molto bello e centrato. Il caos è il programma mentale di questo sistema,mentre il silenzio interiore è la parte più vera e autentica di noi, a cui l’uomo moderno ( programmato), non presta più la minima attenzione, non più capace di ascoltare il suo spirito. Ci vuole equilibrio, e concentrazione per non farsi influenzare emotivamente dai tempi difficili che corrono, non è semplice, ma sicuramente è un grande passo avanti….
@ELI,
hai letto il mio commento su SILENZIO di GILBRAIN postato dalla brava & sensibile LAURA(!?); riguarda anche te e per “relazionarmi” con quello che entrambe postate SEMPRE con il CUORE ho inviato a SL una straordinaria COLLANA INFORMATICA sulla “POVERTA’”, che insegnerà a chi è pronto a capire qual’è la nostra VERA RICCHEZZA e come VIVERE intensamente e pienamente nell’ ESSERE e NON nella miseria dell’ APPARIRE !!!
DOPO IL BUIO DELLA NOTTE, ARRIVA SEMPRE LA LUCE DEL GIORNO
(CERVO BIANCO “sciamano” di MEDICINA dei SIOUX LAKOTA)
P.S.: ELI: GRAZIE ancora una volta hai postato qualcosa di bello e profondo che mi ricorda i miei AVI i NATIVI AMERICANI SIOUX LAKOTA
Caro SDEI
ho letto quello che hai scritto sul post di Laura, e come sempre sei
troppo generoso con me…
Attendo con curiosità la tua COLLANA INFORMATICA sulla VERA
RICCHEZZA.
P.S.: anch’io sono una Sioux-Lakota, non saremo mica parenti???
White Cloud, Nuvola Bianca
Il silenzio interiore una realtà difficile da raggiungere, mi sono trovato nel silenzio recitando dei mantras buddisti, non pensavo che quell’esperienza avrebbe aperto le porte dell’inconoscibile, ma dopo la recitazione dei mantras ho sentito dentro di me emergere come dice Battiaito : ” un oceano di silenzio” che ha attraversato il mio corpo e si è diretto verso la mente, dove ad un certo punto i miei pensieri hanno cassato di esistere e mi sentivo tutt’uno con l’ambiente circostante avendo la sensazione di coesistere con il Tutto, Come si può definire la mia esperienza? Sono sulla strada giusta?
Grazie
Caro Francesco 52
hai vissuto un’esperienza bella e profonda, che si potrebbe definire
satori, cioè un momento di “coscienza allargata”.
Tu stesso affermi che ciò è accaduto quando il silenzio è subentrato
ai mantras. Si vede che ti hanno ricollegato al tuo essere profondo,
magari sei stato un monaco in una vita precedente, è molto frequente.
E tu eri particolarmente ricettivo ed aperto.
L’unico che possa affermare di essere sulla strada giusta, sei tu.
Impara ad ascoltare i messaggi del tuo intuito, e ad avere fiducia
in essi, così sarai sempre più libero dalle interpretazioni altrui.
La conoscenza di sé è un’avventura bellissima, esaltante, divertente.
Buon Viaggio!!!
@ELI,
e anche se fosse ti meraviglieresti per questo(!?); tu sai benissimo che niente nasce e/o succede per caso neanche l’ averci RE-INCONTRATO sul web strumento di COMUNICAZIONE di OGGI, come conosci BENE anche il meccanismo delle COSTELLAZIONI FAMILIARI e quindi l’ importanza delle linee parentali, pertanto:
NOI DUE SIAMO COMUNQUE PARENTI(=FRATELLI) COSMICI E PERCHE’ NO ANCHE COME ETNIA TERRESTRE CONSEGUENZA DELLE NOSTRE RI-NASCITE EVOLUTIVE, COSI’ E’ !!!
NAMASTE’
SDEI
SERGIO
Viviamo nella palestra del mondo, dove ogni giorno siamo chiamati a confrontarci, batterci, affermarci, ed allenarci per apprendere. Il genere umano si trova di fronte alla possibilità di fare un salto in avanti crescendo o di soccombere a tutte le pressioni esterne che viviamo in questi tempi di cambiamento e di ingannevoli illusioni…recuperare la dimensione di sè, recuperando il proprio silenzio, l’osservazione ed ampliare la visione oltre le barriere che ci pongono e ci poniamo, per scoprire le verità che si celano in esso, è forse l’unica via per realizzare ciò che siamo.
L’ascolto di sè pone inevitabilmente in ascolto dell’universo e la bellezza che si può svelare di fronte agli occhi di chi si immerge nell’infinito è il dono più grande che un essere possa ricevere….
signor carunchio…la legenda non serve raccontarla,forse non hai capito che sta alla base del Jujitsu,la violenza non la elimini con la violenza,penso che di questo c’è ne prova finché vuoi…
enjoy the silence
Grazie, era proprio la risposta che volevo sentir dire, vi avevo provocato. Certo, anche di fronte ad una aggressione violenta la reazione non-violenta (quando possibile) e` la miglior difesa.
Cosi` come il mezzo e` il messaggio, il messaggio del violento e` la violenza, sta a noi non ascoltarlo.
di fronte a tanto spazio dello spirito mi imbarazza aggiungere un commento così banale ma voglio proprio lasciare un piccolo contibuto: il termine mistero inteso come accoglienza dell’essere profondo di noi stessi e di tutto quello che ci circonda ha la stessa radice di muto e il significato è proprio questo…..di fronte all’esistenza la riflessione deve essere accompagnata dal silenzio, lo stare muto consente di ascoltare. è una non ginnastica della mente che al riparo dal rumore dei suoi ingranaggi si affaccia alla conoscenza e si illumina d’immenso.
messaggio per Elisabetta Gueli: appena ho letto il tuo nome mi è venuta in mente una località in toscana chiamata Gorla…..dice qualcosa anche a te?
Cara moira
il tuo commento non è affatto banale! Grazie per averlo postato.
E Gorla è ad un chilometro e mezzo da casa mia in Toscana…e
tu dove stai?
…..allora cara Elisabetta vediamo se riesco a spiegarti….mentre leggevo i vari commenti ho detto il tuo nome a voce alta e mio marito Pieraldo ha detto testualmente “questa Elisabetta la conosco! è sicuramente lei ” noi abitiamo a Castell’Ottieri due passi da Gorla.